Beata Vergine Maria del Rosario – 7 ottobre

Beata Vergine Maria del Rosario - 7 ottobre

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia di lunedì 7 ottobre 2015 – Festa della Beata Vergine Maria del Rosario.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Approfondimenti

La battaglia di Lepanto e l’origine della memoria della Beata Vergine Maria del Rosario

Testo della meditazione

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Beata Vergine Maria del Rosario – 7 ottobre

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

Per poter comprendere a pieno il significato profondo, il significato teologico, il significato nella sua importanza quotidiana, per la nostra vita di tutti i giorni, del Santo Rosario, credo che sia importante, almeno una volta, ascoltare e capire bene qual’è stata la storia del Santo Rosario, perché alle volte si sente dire che è una preghiera ripetitiva, che è una preghiera devozionale che uno può dire o non dire, che ognuno ha la sua devozione e se anche non lo dici va bene lo stesso; tutte queste frasi, che sono ovviamente false e ovviamente sbagliate, le dice chi non conosce la storia.

Ovviamente se uno ignora, se non conosce, poverino, non è neanche colpevole, perché, cosa volete…

Allora è importante che noi conosciamo la storia di come è nata questa devozione grandissima al Santo Rosario e perché è importante recitare il Santo Rosario, perché la Madonna lo chiede sempre, a Fatima, a Lourdes, a La Salette…

Nelle grandi apparizioni riconosciute dalla Chiesa la Madonna ha sempre chiesto la recita del Santo Rosario, per quale ragione?

Perché i Santi erano così legati al Santo Rosario?

Padre Pio da Pietrelcina, ma tutti i Santi, sono sempre stati legati alla preghiera del Rosario, per quale motivo?

Nelle Litanie che noi recitiamo alla Madonna, che avete recitato anche poc’anzi prima della Messa, la Madonna viene invocata in molti modi, uno di questi è “Auxilium Christianorum” , Ausilio dei Cristiani, e questo titolo, che viene dato alla Madonna, si lega, insieme alla recita del Santo Rosario, a un episodio ben preciso della Storia, che è la storia accaduta a Lepanto.

Nel 1571 era in corso l’avanzata musulmana, i Turchi avevano già conquistato Costantinopoli, Belgrado e Rodi ed ora puntavano, decisi verso l’Occidente, verso il Bacino del Mediterraneo.

Cosa succede?

I popoli cristiani fanno una coalizione per impedire questa avanzata, questo ingresso, e costituiscono la cosiddetta “Lega Santa”, formata dalla Spagna, da Venezia, dallo Stato Pontificio, dalle Repubbliche di Genova e di Lucca, dai Cavalieri di Malta, dai Farnesi di Parma, dai Gonzaga di Mantova, dagli Estensi di Ferrara, dai Della Rovere di Urbino, dal Duca di Savoia e dal Granduca di Toscana.

Un po’ di gente…ho voluto leggerli tutti, perché sono passate alla Storia queste persone, questi popoli, che hanno dato la vita per noi, che hanno rischiato la loro vita per noi, per la nostra fede, di cui noi oggi ci gloriamo.

Quindi a Lepanto, nei pressi delle Isole Echinadi, avvenne questo scontro, lo scontro tra la forza turca e quella cristiana; durante la battaglia sventolava sull’imbarcazione araba uno stendardo, un vessillo verde, sul quel era scritto in caratteri d’oro, ripetuti per ben 28.900 volte, il nome di Allah, mentre sullo stendardo cristiano, che era stato benedetto da San Pio V, era presente un’altra immagine, cioè era raffigurato un crocifisso, posto tra i Santi Pietro e Paolo, con il motto del Pontefice “In hoc signo vinces”, in questo segno vincerai, e vi era posta l’effigie della Madonna con l’invocazione di “Santa Maria succure miseris”, Santa Maria soccorri i miseri.

Succede che avviene questa battaglia, che dura cinque ore, e i Cristiani vincono; l’ammiraglio turco, Alì Pascià, si suicida per non cadere prigioniero in mano ai Cristiani e la flotta turca viene dispersa.

In quel medesimo giorno, in quel medesimo momento, il Papa San Pio V era intento a recitare il Rosario e, mentre pregava per la vincita dei Cristiani, ebbe una visione nella quale lui vide la vittoria dei Cristiani sui Turchi.

Allora accadde che il Papa, in memoria e in ringraziamento di questo, rifinì, cioè mise a punto, l’Ave Maria come l’abbiamo noi oggi.

È a memoria di questo evento che il Papa sistema l’Ave Maria e la consegna ai Cristiani, come la recitiamo oggi nel Rosario.

Non solo, questa è una cosa che forse non tutti sappiamo, il Papa stabilì, da quella data, dal 1571, che la Chiesa suonasse le campane al mattino, a mezzogiorno e alla sera, per ricordare la vittoria dei Cristiani sui Musulmani ed è lì che aggiunse l’appellativo “Auxilium Christianorun”.

L’Angelus, che si recita al mattino, a mezzogiorno e alla sera, è stato voluto a memoria di questo evento.

Tra l’altro, la flotta turca cercò tante volte di colpire lo stendardo cristiano, ma lo stendardo cristiano non venne mai colpito, rimase sempre intonso, non portò a casa neanche un colpo!

Da lì, si stabilì la Memoria del 7 ottobre, dedicata alla Beata Vergine Maria; inizialmente, come “Regina delle Vittorie”, poi fu il Papa Gregorio XIII che invece cambiò il nome con “Madonna del Santo Rosario”, a memoria di questo evento.

Capiamo perché è importante questo, per quale motivo è fondamentale la recita del Rosario?

Tra l’altro, chi diffuse, chi propagò la devozione alla Beata Vergine Maria, nella forma del Santo Rosario, fu San Domenico, il quale stava combattendo contro l’eresia degli Albigesi.

La Madonna apparve a San Domenico e gli consegnò il Rosario indicandogli, nella preghiera del Rosario, l’unico modo per difendere la vera fede.

Perché pregare il Rosario?

Per queste ragioni!

Chi di noi non ha bisogno di conservare la vera fede?

Oggi più che mai, in generale, tutti, sempre!

Tutti abbiamo bisogno di conservare la vera fede, di non seguire, come dice San Paolo, dottrine varie e peregrine, di non perderci dietro a profeti di sventura e falsi profeti, di non cambiare la vera fede con una falsa fede, di non rinnegare Cristo!

Chi di noi non ha bisogno di questo?

Per questo la Madonna consegna a San Domenico la preghiera del Santo Rosario, proprio per ottenere, per avere, per conservare la vera fede e quale “arma” per difendere l’identità cristiana.

Uso la parola “arma” non a caso, e neppure perché mi piace e me la sono inventata in questo momento, ma perché questo è il termine usato da San Pio da Pietrelcina per indicare il Santo Rosario.

Padre Pio chiamava il Santo Rosario “la sua arma”.

Non dimentichiamo che padre Pio recitava 180 Corone al giorno e confessava dalla mattina alla sera, non stava a perdere tempo in chiacchiere o a leggere il giornale!

Confessava tutto il giorno, si svegliava alle tre di notte per prepararsi alla Messa, che celebrava alle cinque del mattino, e, oltre a tutto questo, lui recitava 180 Corone e si stupiva quando gli dicevano: «Padre, ma ne recita così tante, come fa?», e lui rispondeva: «Mi domando invece io, come fai tu a non recitarle».

Lui chiamava la Corona “la sua arma”; noi ridiamo ovviamente, quando sentiamo queste cose, ridiamo perché diciamo: «Figurati… 180 Corone!», ma se noi siamo piccoli, non è che tutti devono essere piccoli, se noi abbiamo una mente piccola e un cuore piccolo, ci sono anche persone che hanno una mente grande e un cuore grande.

I Santi sono qui a dirci che loro hanno un cuore grande e una mente grande, per questo pregano tanto e per questo sono Santi!

Quindi, queste cose che vi ho detto spero siano un fondamento storico sul quale dobbiamo basare la nostra fede, perché la nostra fede cristiana cattolica non si fonda sulle emozioni, neanche si fonda sulle superstizioni e neanche sul “così fan tutti” o sul “così si è sempre fatto” e sul “non so perché lo faccio”.

Lo faccio perché c’è una storia cristiana fatta da persone che mi hanno preceduto, che mi dice l’importanza di questo strumento.

Infatti, è uno dei tre strumenti di devozione citati nel Concilio Ecumenico Vaticano II, che sono il Crocifisso, il Santo Rosario e lo Scapolare della Madonna del Carmine.

Questi sono i tre strumenti di devozione citati nel Concilio Ecumenico Vaticano II!

Usiamo questi tesori per la nostra vita di fede!

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

 

 

Letture del giorno

Beata Maria Vergine del Rosario

PRIMA LETTURA (Gio 4,1-11)
Tu hai pietà per una pianta di ricino, e io non dovrei avere pietà di Nìnive, la grande città?

Giona provò grande dispiacere e fu sdegnato. Pregò il Signore: «Signore, non era forse questo che dicevo quand’ero nel mio paese? Per questo motivo mi affrettai a fuggire a Tarsis; perché so che tu sei un Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore e che ti ravvedi riguardo al male minacciato. Or dunque, Signore, toglimi la vita, perché meglio è per me morire che vivere!». Ma il Signore gli rispose: «Ti sembra giusto essere sdegnato così?».
Giona allora uscì dalla città e sostò a oriente di essa. Si fece lì una capanna e vi si sedette dentro, all’ombra, in attesa di vedere ciò che sarebbe avvenuto nella città. Allora il Signore Dio fece crescere una pianta di ricino al di sopra di Giona, per fare ombra sulla sua testa e liberarlo dal suo male. Giona provò una grande gioia per quel ricino.
Ma il giorno dopo, allo spuntare dell’alba, Dio mandò un verme a rodere la pianta e questa si seccò. Quando il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un vento d’oriente, afoso. Il sole colpì la testa di Giona, che si sentì venire meno e chiese di morire, dicendo: «Meglio per me morire che vivere».
Dio disse a Giona: «Ti sembra giusto essere così sdegnato per questa pianta di ricino?». Egli rispose: «Sì, è giusto; ne sono sdegnato da morire!». Ma il Signore gli rispose: «Tu hai pietà per quella pianta di ricino per cui non hai fatto nessuna fatica e che tu non hai fatto spuntare, che in una notte è cresciuta e in una notte è perita! E io non dovrei avere pietà di Nìnive, quella grande città, nella quale vi sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra, e una grande quantità di animali?».

SALMO RESPONSORIALE (Sal 85)
Rit. Signore, tu sei misericordioso e pietoso.

Pietà di me, Signore,
a te grido tutto il giorno.
Rallegra la vita del tuo servo,
perché a te, Signore, rivolgo l’anima mia.

Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche.

Tutte le genti che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, Signore,
per dare gloria al tuo nome.
Grande tu sei e compi meraviglie:
tu solo sei Dio.

Canto al Vangelo (Rom 8,15)
Alleluia, alleluia.
Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi,
per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Alleluia.

VANGELO (Lc 11,1-4)
Signore, insegnaci a pregare.

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».