S. Margherita Maria Alacoque e il Re Sole

S. Margherita Maria Alacoque e il Re Sole

Omelia sulle rivelazioni di Gesù a S. Margherita Maria Alacoque, 16 ottobre 2015

Pubblichiamo l’audio di un’omelia tenuta il 16 ottobre 2015, memoria di S. Margherita Maria Alacoque.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Approfondimenti

Profilo di S. Margherita Maria Alacoque

S. Margherita Maria, il Re Sole e la consacrazione al Sacro Cuore

Il Sacro Cuore vuole regnare nella sua reggia, essere raffigurato sui suoi stendardi e inciso sulle sue armi, per renderle vittoriose su tutti i suoi nemici, abbattendo ai suoi piedi le teste orgogliose e superbe, per farlo trionfare su tutti i nemici della Chiesa.

(Gesù a S. Margherita Maria)

Testo della meditazione

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S. Margherita Maria Alacoque e il Re Sole

Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!

Ricorre oggi la memoria di Santa Margherita Maria Alacoque, questa grande Santa vissuta nel 600, dell’Ordine della Visitazione, che ricevette le confidenze e la grande promessa del Sacro Cuore di Gesù.

Abbiamo già visto qualche giorno fa lo Scudo del Sacro Cuore di Gesù, che lei appunto chiese, come richiesta da parte di Gesù, da portare addosso e da usare, e ne abbiamo già trattato.

Quest’oggi volevo cercare di far capire in che momento storico e perché avviene questa rivelazione del Sacro Cuore di Gesù.

Queste rivelazioni fatte a Santa Margherita hanno un destinatario ben preciso.

Gesù appare a Santa Margherita perché Lui ha in mente una persona ben precisa e lo dice. Tutto il Suo messaggio è da riferire a Luigi XIV, chiamato il Re Sole, il Re di Francia, lui è il destinatario; Gesù appare a Santa Margherita perché lei riferisca tutto al Re Sole.

Siamo in un momento storico molto delicato, un momento che non era ancora in una fase irreversibile, però sicuramente già in una fase grave, e Gesù appare proprio perché vuole offrire all’umanità una scelta, una svolta, per evitare il peggio.

C’è in tutta Europa un fermento molto forte di rivoluzione, siamo nel tempo del Protestantesimo, della Riforma e della Controriforma, del Giansenismo, l’Illuminismo cominciava a mordere, a farsi sentire, siamo nel contesto di una seria, grave, crisi di fede, c’è grande confusione, c’è grande dispersione.

Quindi il Sacro Cuore di Gesù appare perché Margherita vada dal Re Sole, o comunque gli scriva, facendo presente alcune cose.

La prima richiesta:  Gesù le dice che “desidera entrare con pompa e magnificenza nei palazzi dei Principi e dei Re, per esservi oggi onorato tanto quanto venne oltraggiato, umiliato e disprezzato durante la sua Passione. Egli desidera di vedere i grandi della terra tanto abbassati e umiliati ai suoi piedi, quanto allora venne annichilito”.

Questo per noi oggi è attualissimo, davvero attualissimo in questo contesto nostro storico di desacralizzazione, dove il sacro non conta più, dove è venuto meno il rispetto verso l’Eucarestia, la sacralità di tutti i segni e i doni che Dio ci ha dato, la sacralità della chiesa, dell’altare, del sacerdozio, dell’Eucarestia.

C’è un qualunquismo, un pressappochismo, una superficialità, che sono un grave segno di mancanza di rispetto, si dice: «Oh quelle cose lì non si fanno più, bisogna essere poveri!»

Ricordiamo San Francesco…bisogna essere poveri con le nostre vesti, ma non con le cose di Dio!

Francesco, che era poverissimo e nessuno è mai stato più povero di lui, né prima né dopo, per l’altare voleva i calici d’oro purissimo, perché dovevano contenere il Sangue di Cristo.

San Giovanni Maria Vianney, che era poverissimo e mangiava tre patate al giorno marce, andava a Parigi a comperare le vesti e i paramenti per l’altare, voleva le stoffe più preziose e le cose più belle, e faceva diventare matte le matrone che lo accompagnavano, tanto che si mettevano le mani nei capelli ogni volta.

Lui era poverissimo, straccione, ma per le cose di Dio voleva il meglio.

Questi sono i Santi!

Questo è quello che chiede Gesù!

Il primo atto di riparazione, oltre alle tante preghiere che diciamo, è quello di renderGli il culto che Lui vuole, quindi il sommo rispetto, e qui è chiaro: “entrare con pompa e magnificenza nei palazzi dei Principi e dei Re”.

Lui vuole essere onorato per riparare gli oltraggi e le gravissime mancanze di rispetto ricevute durante la Sua Passione.

Ecco perché dobbiamo recuperare questo senso del sacro!

Ecco perché dobbiamo recuperare, anche col corpo, il dire la nostra adorazione a Cristo!

La seconda richiesta:  Santa Margherita scrive: Il Sacro Cuore vuole regnare nella sua reggia, essere raffigurato sui suoi stendardi e inciso sulle sue armi, per renderle vittoriose su tutti i suoi nemici, abbattendo ai suoi piedi le teste orgogliose e superbe, per farlo trionfare su tutti i nemici della Chiesa.

Volendo riparare le amarezze e le angosce sofferte fra le umiliazioni e gli oltraggi della sua passione, dal Cuore adorabile del suo Figlio nei palazzi dei Re e dei potenti della terra, l’Eterno Padre vuole stabilire il suo impero nella Corte del nostro grande sovrano, servendosi di lui per eseguire un grande progetto, far costruire un tempio nel quale venga esposto un quadro raffigurante il Cuore divino, affinché Esso possa ricevervi la consacrazione e gli omaggi del Re e di tutta la Corte”.

Il Sacro Cuore vuole essere diffuso ovunque, vuole che ovunque Lo si onori, perché il Sacro Cuore è la concretezza visibile dell’amore di Cristo.

È l’ultima realtà ad essere oltraggiata quando Gesù era morto in croce, con la lancia, quando Gli perforarono il costato.

L’ultimo gesto ignominioso verso Cristo fu quello al Suo Sacro Cuore, cioè l’Amore, anche una volta morto, Gesù in croce, viene oltraggiato un’altra volta con la perforazione della lancia.

Per questo il Signore chiede una risposta.

Di fatto la conclusione quale è stata?

Il grande Re Sole, che pur ha fatto tante cose belle, ovviamente non fece nulla di tutto questo.

Immaginati se uno va contro la Corte, si mette a disegnare il Sacro Cuore sugli stendardi, lo incide sulle armi, scrive al Papa per avere la solennità, fa il tempio, ci mette il quadro…ma stiamo scherzando? E il consenso della gente? Cosa avrebbero detto i nobili? Cosa avrebbe detto la sua Corte?

L’avrebbero preso in giro, queste cose da donnicciole non si fanno!

Così, scoppia la tragedia, inizia la decadenza della Francia, i suoi nemici la vincono, inizia la decadenza dell’Europa e arriviamo al momento più tremendo che sarà la Rivoluzione francese.

Questo nei libri di Storia non è scritto, però questa è la Storia scritta da Dio.

Rifiuti Cristo?

Bene, auguri!

Questa è la nostra vita.

Noi dobbiamo chiederci se anche noi vogliamo il lievito dei farisei, che è l’ipocrisia, se anche noi vogliamo la sonnolenza dei discepoli, che, nel giovedì della Passione di Gesù nel Getsemani, non sono stati capaci di vegliare con Lui neanche un’ora.

Gesù a un’altra grande suora, che è suor Josefa Menendez, disse proprio questo: «Quanto mi ferisce la sonnolenza delle anime elette! Io le chiamo e loro dormono, non hanno mai tempo per me, le invito e loro non possono».

Le risposte sono: «Sono stanca», «Devo dormire», «Devo riposare», «Ho sonno».

Gesù dice: «Sono io il tuo riposo! Ma perché non hanno fede? Perché non credono che io in un’ora di riposo posso dare loro quello che gli altri hanno in dieci ore?»

Quante volte nella vita abbiamo fatto tardi la sera per stare col diavolo e i suoi amici!

Quante volte nella vita siamo andati a letto tardissimo, alle due, alle tre, alle quattro del mattino, per compiere peccati contro Dio!

Ma appena si tratta di mettersi a tenere compagnia a Gesù, di pregare con Gesù, subito l’orologio diventa un imperativo assoluto: «Devo andare a dormire!»

Per peccare ho sempre tempo, per pregare mai!

Quando si tratta di stare con Dio, il riposo diventa un ordine, quando si tratta di fare i peccati, va bene qualunque orario.

Non è giusto!

Gesù purtroppo dice bene (dico purtroppo perché è una constatazione amara), quando dice a Suor Josefa: «Vedi, non c’è cosa più brutta che amare qualcuno e non vedersi ricambiato. Non c’è cosa più brutta di questa, non c’è cosa che ferisca di più il mio cuore di questa!»

La memoria di oggi ci conceda la grazia di scuoterci da questa falsità interiore degli scribi e dei farisei e di deciderci veramente per il Cuore di Gesù.

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia Lodato!

Letture del giorno

Prima lettura

Rm 4,1-8 – Abramo credette a Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia.

Fratelli, che diremo di Abramo, nostro progenitore secondo la carne? Che cosa ha ottenuto? Se infatti Abramo è stato giustificato per le opere, ha di che gloriarsi, ma non davanti a Dio.
Ora, che cosa dice la Scrittura? Abramo credette a Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia.
A chi lavora, il salario non viene calcolato come dono, ma come debito; a chi invece non lavora, ma crede in Colui che giustifica l’empio, la sua fede gli viene accreditata come giustizia.
Così anche Davide proclama beato l’uomo a cui Dio accredita la giustizia indipendentemente dalle opere:
«Beati quelli le cui iniquità sono state perdonate
e i peccati sono stati ricoperti;
beato l’uomo al quale il Signore non mette in conto il peccato!».

Salmo responsoriale

Sal 31

Tu sei il mio rifugio, Signore.

Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.

Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.

Rallegratevi nel Signore
ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore,
gridate di gioia!

Vangelo

Lc 12,1-7 – Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati.

In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli:
«Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze.
Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui.
Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».