Vincere i vizi che paiono invincibili

Vincere i vizi che paiono invincibili

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia sulle letture di giovedì 18 febbraio 2016.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Testo della meditazione

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Vincere i vizi che paiono invincibili

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

Questo testo del Vangelo di San Matteo, al capitolo 7, è un testo nel quale Gesù parla del chiedere, del cercare, del bussare, però non è un testo, come ogni testo che leggiamo nell’omelia, così estrapolato dal nulla, fa parte di un contesto. Poco prima, il Signore Gesù ha parlato della necessità di non giudicare, dal v. 1 al v. 6, e poi parla della necessità del non dare le cose sante ai cani e le perle ai porci. Queste due sottolineature sono importanti per capire il testo di questa mattina.

Gesù, facendo riferimento ai cani e ai porci, ovviamente fa riferimento non agli animali, ma alle persone, e non vuole affermare che gli uomini, che sono ridotti in questo stato, devono essere abbandonati a sé stessi, non devono essere guardati con disprezzo, ma il Signore ci esorta a pregare, a chiedere appunto (ecco il testo di oggi) insistentemente, con ardore, la loro conversione e la nostra conversione.

Ci chiede di domandare il loro bene e il nostro bene, affinché per tutti sia aperta una possibilità di un cambio radicale della vita.

Sapete, si fa molto in fretta a passare dallo stato di figli, allo stato di cani e di porci, non ci vuole molto. La vita delle volte riserva situazioni molto tristi, molto spiacevoli, dove in un attimo si precipita nel baratro e ci si perde.

Potrebbe toccare anche a noi, magari oggi stesso, di finire in questa infelice schiera.

Quindi dobbiamo pregare, dobbiamo chiedere, dobbiamo bussare e supplicare il Signore per questo.

È esperienza di tutti che la conversione è una grazia difficile, perché non discende solo dall’infinita liberalità di Dio; non dipende solo da Dio la conversione, ma la conversione richiede la cooperazione della nostra volontà, del nostro libero arbitrio.

Se noi non collaboriamo con la liberalità di Dio, la conversione non avviene.

Bisogna chiedere, perché la grazia muova il cuore indurito di noi peccatori; bisogna cercare dal Signore i mezzi, le occasioni, le circostanze, per muovere al bene il nostro cuore, perché cambi.

Abbiamo bisogno di mezzi, mezzi veri per il cambiamento!

Se non abbiamo in mente gli strumenti per cambiare, non cambieremo mai, non cambieremo!

Se noi non creiamo le circostanze per la conversione, non ci convertiremo mai; se continuiamo a fare le stesse cose, faremo sempre gli stessi peccati; se continuiamo ad avere le stesse idee, faremo sempre gli stessi peccati.

Bisogna picchiare alla porta della Misericordia di Dio, perché si aprano, nonostante i nostri demeriti e le miserie, questa Misericordia, questi Cieli, e possano aprire a loro volta i nostri cuori, nonostante quello che noi siamo.

La preghiera, fatta in questo modo insistente e per un fine così grande, raggiunge il suo scopo, perché il Signore dà il bene a quelli che lo cercano, dice la Scrittura, cioè, come è scritto nel capitolo 11 del Vangelo di Luca, il Signore dà il desiderio del bene, che è il gusto delle cose di Dio, che è la Sapienza, dà l’apprezzamento delle cose sante.

Purtroppo, noi abbiamo perso un po’ il gusto delle cose sante, non ci interessano più; magari non le disprezziamo al momento, però non ci interessano, e tutto ciò che non ci interessa alla fine lo disprezziamo, finisce così.

Tutto ciò che noi non conosciamo non lo possiamo volere (questo lo dicevano già i Latini, i Medioevali), ciò che prima non è conosciuto, non può essere dopo voluto.

In una parola, il Signore dà lo Spirito Santo a tutti quelli che lo cercano e non va dimenticato che il Signore ha voluto che le cose temporali e le necessità della vita fossero abbandonate, lasciate a Lui, che non fossero l’oggetto della nostra preoccupazione, perché la nostra preoccupazione deve essere rivolta al Regno di Dio, alle necessità spirituali, tutto il resto viene dato in più, dice il Signore; lo darà Lui in più, dopo, se noi avremo prima cecato il Regno di Dio.

Noi abbiamo innanzitutto un’anima da salvare, abbiamo da portare in Cielo tante persone, non dobbiamo preoccuparci di cosa mangeremo, di come vestiremo, di dove dormiremo…dice Gesù che, di queste cose, si preoccupano i pagani.

Preoccupatevi del Regno di Dio e della Sua Giustizia, tutto il resto vi sarà dato in più!

Dobbiamo quindi preoccuparci di avere lo Spirito Santo, dice il Signore, questo è il dono buono, la promessa buona del Padre buono.

Cosa vuol dire avere lo Spirito Santo?

Vuol dire innanzi tutto vedere morire in noi il vecchio Adamo e sapere tendere a Dio con tutto il nostro amore.

Nel concreto?

Nel concreto vuol dire vincere quei peccati, vincere quei mali, vincere quei vizi che ci sembrano essere invincibili, che quasi diventano una ossessione, tanto sono radicati e forti.

È l’esperienza forse di tanti di noi, quella di dire: «Ma io sono anni e anni, che cerco di combattere questo vizio, questo peccato, e non ci riesco, non riesco a venirne fuori…»

Quando ci sembra di averne riportato vittoria su questi vizi, alla prima occasione, anche leggera, alla prima tentazione, questi peccati ritornano con tanta virulenza, con tanta veemenza, che ci mettono subito in ginocchio, ci fanno scoraggiare e possono farci precipitare nell’abisso per sempre, perché ci tolgono la speranza e la fiducia, perché cadiamo nella disperazione della salvezza, che è uno dei peccati contro lo Spirito Santo.

Sembrano essere quasi una fatalità, un destino, che ci trascina nell’abisso…

Quante volte si sente dire: «Non mi confesso più perché tanto è inutile, faccio sempre gli stessi peccati! Non mi confesso più, perché ho vergogna di andare a dire sempre le stesse cose. Mi confesso oggi e tra due settimane ci sono già dentro un’altra volta».

Io ai carcerati dicevo sempre (ovviamente riferendomi, perché è sempre quello, al peccato dell’impurità): «Se cadete cento volte in un giorno, per cento giorni consecutivi, per cento mesi consecutivi, venite tutte le volte a confessarvi».

E uno dice: «Questo vuol dire abusare della Misericordia di Dio».

Dipende da te!

Se tu ci hai messo il corpo, l’anima, tutto te stesso, per vincere quel peccato e non ci sei riuscito, questo non vuol dire abusare della Misericordia di Dio, questo è chiedere alla Misericordia di Dio di aiutarti, di lavarti, di sanarti!

Se invece tu ci cadi per leggerezza, per colpa tua, allora sì, allora è abusare della Misericordia di Dio; se ci cadi perché non fai niente, non ti impegni in niente, allora sì.

È per questo che dobbiamo sempre chiedere, sempre cercare, sempre bussare!

In questo modo Gesù ci dice che questa grazia importantissima va chiesta con insistenza costante, questa grazia dello Spirito Santo, questa grazia che ci cambia, che ci apre una speranza.

Sarebbe bello che questa Quaresima fosse segnata dalla conversione almeno rispetto ad un peccato o ad un vizio grave, che qualche cosa almeno sparisse nella nostra vita, per sempre!

Questo è possibile se noi ci confessiamo spesso, se noi preghiamo per invocare lo Spirito Santo affinché ci cambi, però non dimentichiamo la parte finale, l’ultima frase.

Tutto questo è vincolato alla carità: se il nostro cuore è chiuso alla carità, se coviamo rancore per qualcuno, se giudichiamo gli altri, se siamo gelosi, invidiosi, noi non avremo mai nessuna conversione, non avremo mai un briciolo di Spirito Santo.

Quando un cuore è indurito dall’odio, dal rancore, dalla rabbia, dalla rivendicazione, dalla vendetta, dall’amarezza, questo cuore non può avere lo Spirito Santo, perché la carità è il vincolo della perfezione e Gesù dice che nella carità si riassumono la Legge e i Profeti.

Quindi, spesse volte non veniamo ascoltati perché il nostro cuore non vive nella carità. Ci sono persone che si impegnano anche bene, vanno a Messa tutti i giorni, pregano, dicono il Rosario, ma hanno dentro nel cuore odio, hanno nel cuore rancore, rabbia, hanno astio verso qualcuno, antipatie covate e portate avanti per tempo, mesi e anni; lo Spirito Santo non entrerà mai in questo cuore, resterà sempre un cuore buio, freddo, un cuore sterile, un cuore lontano da Dio, qualunque siano le ragioni.

Noi dobbiamo chiedere al Signore di aprire il nostro cuore alla logica della carità.

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia Lodato!

 

 

Letture del giorno

Giovedì della I settimana di Quaresima

Prima lettura

Est 4,17k-u – Non ho altro soccorso fuori di te, o Signore.

In quei giorni, la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da un’angoscia mortale. Si prostrò a terra con le sue ancelle da mattina a sera e disse: «Tu sei benedetto, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe. Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all’infuori di te, o Signore, perché un grande pericolo mi sovrasta.
Io ho sentito dai libri dei miei antenati, Signore, che tu liberi fino all’ultimo tutti coloro che compiono la tua volontà. Ora, Signore, mio Dio, aiuta me che sono sola e non ho nessuno all’infuori di te.
Vieni in soccorso a me, che sono orfana, e poni sulle mie labbra una parola opportuna davanti al leone, e rendimi gradita a lui. Volgi il suo cuore all’odio contro chi ci combatte, a rovina sua e di quanti sono d’accordo con lui. Quanto a noi, liberaci dalla mano dei nostri nemici, volgi il nostro lutto in gioia e le nostre sofferenze in salvezza».

Salmo responsoriale

Sal 137

Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

Canto al Vangelo

Sal 50,12

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Crea in me, o Dio un cuore puro;
rendimi la gioia della tua salvezza.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Vangelo

Mt 7,7-12 – Chiunque chiede, riceve.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.
Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».