Ciclo di catechesi – “La Santissima Eucarestia nel Magistero della Chiesa e nei Santi” – Lezione 1

Ciclo di catechesi - "La Santissima Eucarestia nel Magistero della Chiesa e nei Santi" - Lezione 1

Catechesi di lunedì 5 settembre 2016

Ciclo di catechesi “La Santissima Eucarestia nel Magistero della Chiesa e nei Santi”

Relatore: p. Giorgio Maria Faré

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LA SANTISSIMA EUCARESTIA NEL MAGISTERO DELLA CHIESA E NEI SANTI – LEZIONE 1

Iniziamo quest’anno a trattare un tema molto importante, è il tema più importante di tutti i temi possibili che si possono trattare, perché tratteremo per tutto l’anno il tema della Santissima Eucarestia, che è il Cuore della Chiesa, perché tratteremo del Corpo e del Sangue di Gesù, tratteremo della Presenza Vera, Reale, Sostanziale di Gesù.

Vi dico subito che per la mia piccola esperienza il demonio si scatena solo su due questioni, poi per il resto si può parlare di tutto quello che si vuole, ma quando si toccano due argomenti precisi succede di tutto e di più, e sono:

LA SS EUCARESTIA e LA VERGINE MARIA

Quando si toccano questi due argomenti, lo vedrete, se vi lascerete toccare da quello che studieremo e leggeremo, vedrete come un anno oggi, se sarete fedeli nella presenza e soprattutto se lascerete entrare le parole dei santi della Chiesa nel cuore, vedrete come la vostra vita cambierà radicalmente in questo anno. Cambia proprio, ma il demonio fa la sua parte, farà di tutto per impedire questo cambiamento. Il vostro essere qui oggi è solo un passo, ma vedrete che succederà di tutto affinché voi non veniate più, perché parlare dell’Eucarestia vuol dire parlare di Gesù in Persona e vuol dire cambiare tutta la nostra vita.

  • Quale sarà il metodo che useremo?

Io adesso  vi consiglierò concretamente tre testi, da prendere e da iniziare a leggere, che sono fondamentali in questo corso di catechesi. Noi faremo anche una lettura di questi testi, poi ve ne consiglierò altri durante l’anno, faremo una lettura, però io salterò, perché l’argomento è molto ampio, non posso darvi un testo come l’anno scorso e seguire solo quello, non è possibile.

Tanto spazio verrà dato ai mistici e ai santi. Vedremo cosa dicono i santi sull’Eucarestia, cosa scrivono i santi, cosa scrivono i mistici, le mistiche sull’Eucarestia, perché hanno scritto tanto, e tanto noi ignoriamo.

Parlare dell’Eucarestia vuol dire poi, parlare della S.Messa.

E alla fine lasceremo lo spazio per le domande.

Questo primo incontro ho pensato di farlo a partire dalla Parola di Dio, cioè dobbiamo capire di cosa stiamo parlando, di Chi stiamo parlando, qual è la posta in gioco, e niente di meglio che usare le Parole di Gesù, perché non è detto che noi abbiamo le idee chiare sulle Parole di Gesù.

Il testo di fondamento di tutto questo anno, che vi invito di andare a prendere e meditare, soprattutto quando si va a fare la Comunione, è il cap. 6 di S.Giovanni Evangelista.

Gesù ha fatto la moltiplicazione dei pani, e adesso vediamo cosa succede:

Cap.6 vv 22

“Il pane dal cielo. Il giorno dopo, la folla, rimasta dall`altra parte del mare, notò che c`era una barca sola e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma soltanto i suoi discepoli erano partiti. Altre barche erano giunte nel frattempo da Tiberìade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù. Trovatolo di là dal mare, gli dissero: “Rabbì, quando sei venuto qua?”. Gesù rispose: “In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati”

In sintesi, voi mi cercate perché avete avuto la pancia piena, il vostro bisogno è stato saziato.

Non si può cercare Gesù per soddisfare i nostri bisogni, Gesù si cerca per Gesù, non perché ci dà qualcosa. Gesù lo si cerca perché Lui è Gesù, perché Lui è:

LA VITA, LA VIA E LA VERITÀ.

Non si va a fare la Comunione per avere qualcosa, per chiedere qualcosa, si fà la Comunione per essere in comunione con Gesù.

“Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell`uomo vi darà.”

È nostro compito procurarci il “Cibo” che dura per la Vita Eterna. Poco importa di avere la pancia piena se non abbiamo l’anima sfamata. L’anima ha fame, ma viene nutrita solo dall’Eucarestia. Solo l’Eucarestia è il vero nutrimento dell’anima, non c’è un altro pane.

SE NON MANGIAMO L’EUCARESTIA NOI MORIAMO.

Interiormente moriamo.

“Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo”. Gli dissero allora: “Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?”. Gesù rispose: “Questa è l`opera di Dio…”

Questa è la domanda che abbiamo dentro noi sempre:

Cosa dobbiamo fare? Cosa devo fare per fare le Opere di Dio?”

Noi siamo ossessionati dal fare.

Ecco Gesù ti dice:

“L’Opera di Dio è una: credere in colui che egli ha mandato”.

Fare l’opera di Dio vuol dire “credere in Gesù e nella sua Parola”

Basta credere, che è la cosa più difficile da farsi.

“Allora gli dissero: “Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo”. Rispose loro Gesù: “In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo”.”

Sta già parlando della S.Messa. Il Pane dal Cielo lo dà il Padre, la Messa è tutta verso Dio Padre. Il Pane dal Cielo lo dà Dio Padre, e quello è il Pane Vero, quello che dà il Padre.

Il Pane di Dio è “Colui”, Gesù qui ha operato uno slittamento, non è una cosa ma è “Qualcuno”.

“Che discende dal Cielo”

Lo Spirito Santo che con l’epiclesi rende possibile il Sacramento.

“E dà la vita al mondo”

L’Eucarestia dà la vita. È Sacramento di vita, serve per la vita, serve per vivere. Ma non solamente per vivere interiormente, no, serve per tutta la vita. Tutta la persona ha bisogno del Corpo di Cristo per vivere, se no muore. E vedremo in che modo.

“Allora gli dissero: “Signore, dacci sempre questo pane”.

Ovviamente loro non avevano capito niente, semplicemente stanno ragionando sulla cosa: “Se questo qua è il pane vero, daccelo”

“Gesù rispose: “Io sono il pane della vita;”

Non li fa attendere. Gesù si definisce come: “Il Pane della Vita”.

“chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.”

Gesù è il Pane, sta già parlando dell’Eucarestia, siamo già completamente dentro il tema dell’Eucarestia.

Quando io vado a ricevere la SS Eucarestia, quando io prego davanti all’Eucarestia, io sono davanti a Gesù, io mi nutro di Gesù, io ricevo Gesù in Persona, Corpo e Sangue, Anima e Divinità, tutto.

  • Questo Pane della Vita, cosa dà? Cosa serve?

Gesù dice: “Chi viene a Me, non avrà più fame”, ma non nel senso dello stomaco, anche in quel senso, perché vedremo che ci sono state delle sante, delle beate, che sono state 30 anni senza mangiare e senza bere, solo con una Particola al giorno, oppure 7 anni come la beata Alexandrina Maria da Costa, che stette 7 anni senza mangiare e senza bere nulla, avendo però la fame e la sete, Gesù le lasciò fame e sete. Lei aveva un desiderio fortissimo di bere ma non poteva bere niente, perché non riusciva a trattenere niente, e soprattutto non sentiva nessun refrigerio, lei diceva che scolava l’acqua e non sentiva niente, l’unica cosa che le dava sollievo, che la nutriva, e la nutriva e dissetava, era l’Eucarestia. E Gesù in tutti questi casi dice:

“Voi siete un segno per l’umanità che il mio Corpo è Vero Cibo e il mio Sangue è Vera Bevanda. Che veramente Io nutro il Corpo, anche, non solo l’anima.”

Vedremo queste grandi sante, queste grandi beate.

“Chi viene a Me non avrà più fame”

Non solo la fame del corpo, ma soprattutto la fame dell’anima.

Chi va da Gesù non ha più fame, cioè non va più a mendicare dalle creature consensi, affettività, amenità, o chissà quali bisogni, perché Gesù dà tutto, Gesù sfama di tutto. Ovviamente se io mi avvicino al Signore, con la coscienza che io mi sto avvicinando a Gesù, se io metto l’Eucarestia al di sopra di tutto e di tutti:

“Non avrà più fame e chi crede in Me non avrà più sete”

I bisogni dell’anima trovano la loro soddisfazione completa nell’Eucarestia. Una volta che tu veramente hai compreso che cos’è l’Eucarestia, e veramente ti nutri dell’Eucarestia, vedrai che con il passare del tempo, più tu prendi consapevolezza, più tu entri in questo Mistero, più tu ti lasci raggiungere dalla Presenza di Gesù, e più vedrai come la tua vita si calma, si rappacifica, e tutte quelle cose che facevi prima strane, andare da Tizio, da Caio, da Sempronio, tutti i bisogni che avevi prima, non li hai più, perché Gesù diventa il tuo Tutto. Diventa la soddisfazione totale di te stesso.

“Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete.”

Vedere” non vuol dire “credere”. Non è detto.

Andare alla Messa non vuol dire che io credo veramente. Non facciamo equivalenze improprie.

Credere è un atto della volontà, dell’intelligenza e del cuore, e coinvolge tutta la persona. Tutta la persona decide, ama, vuole, capisce, crede in Gesù. Tutta la persona.

Perché ci sono questi modi falsi di credere che sono solamente delle illusioni, io mi illudo di credere perché faccio delle cose.

“Cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?”

Niente. Credere in Me. Ma siccome credere in Gesù non è così semplice, allora si percorrono delle strade parallele, che in realtà poi vanno per altri campi, cioè mi illudo che facendo altre cose io credo in Gesù, mi illudo che andando a Messa io credo in Gesù. Dovrei credere in Gesù se vado alla Messa, ma non è detto che io credo in Gesù.

  • Credere in Gesù che cosa vuol dire?

Vuol dire che i sentimenti di Gesù, il pensiero di Gesù, lo spirito di Gesù, entrano progressivamente in me e prendono piede, e mi trasformano in Lui.

Non sono più io che vivo ma Cristo vive in me”, dice S.Paolo.

Se questo non avviene, io non credo.

Credere vuol dire scommettere tutta la propria vita a su Gesù Eucarestia.

Se voi seguirete questo cammino e, ascoltando soprattutto l’esperienza dei santi, dei Dottori della Chiesa, dei Padri della Chiesa, dei mistici, vi lascerete interpellare veramente e direte:

 

Mi fido di questi santi, cambio”

Vi posso garantire che voi ci lascerete il sangue su questa cosa qua. Sull’Eucarestia si lascia la carne nostra, perché qui ci si scommette tutto, tutto. E il demonio lo sa benissimo.

Io vi avviso, perché quando succederà, e vi garantisco succederà, voi vi ricordiate che vi è stato detto, che su questa cosa il prezzo è alto, molto alto. E qui si misura veramente la fede.

Qui si misura veramente quanto ami e quanto credi, quanto sei disposto a perdere per Gesù Eucarestia.

“Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò”

È bella questa cosa, il Signore non allontana nessuno, non manda via nessuno. Il Signore nel Tabernacolo accoglie tutti sempre. È sempre lì.

  • A fare cosa?

Ad aspettarti, a chiamare, ad elemosinare la nostra presenza, il nostro amore.

“perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.”

Su questo tema dell’Eucarestia noi dovremo, di necessità, affrontare il tema della Volontà di Dio.

Se voi stasera siete qua, provate a pensare come avete fatto ad arrivare qui, come avete fatto a sapere, voi avete scelto di venire qua, potevate essere a casa a guardare la televisione, a dormire, a mangiare, a fare i fatti vostri. Essere qui stasera è un costo, è un sacrificio per voi. Avete fatto una scelta, perché Qualcuno vi ha chiamati per dirvi qualcosa, e questo Qualcuno già vi parla attraverso queste semplici Parole del Vangelo, già vi sta dicendo qualcosa. Questo Qualcuno che è Gesù, vi ha chiamati per manifestare a voi, a ciascuno di voi, lì dov’è nella sua vita, la Sua Volontà.

DIO VUOLE DA CIASCUNO DI NOI QUALCOSA DI PRECISO

E comincia da stasera a svelare questo progetto.

Il punto difficile non sarà capire cosa vuole Dio, perché lo capirete, lo capiremo, quello che vuole Dio si arriverà a capirlo, il problema sarà farlo, non capirlo. Il problema sarà obbedire a questa Volontà.

Gesù ci dice:

“Io sono venuto per fare la Volontà del Padre, non la mia”

Perché vedrete che le cose che studieremo, soprattutto all’inizio, cozzeranno fortissimamente con tante idee che avete nella testa, sicuramente, e questo provocherà un dissidio interiore.

Ecco perché io vi ho detto: “Mi aggancerò ai santi”, non vengo a dirvi il mio pensiero, ma io vengo a dire il pensiero dei santi, dei Dottori della Chiesa, perché voi siate garantiti dal dire:

“Se questa cosa l’ha detta S.Teresa D’Avila, Dottore della Chiesa forse mi posso fidare, se questa cosa l’ha detta la Beata Alexandrina Maria da Costa perché gliela detta Gesù, mi posso fidare, se questa cosa l’ha detta S.Carlo Borromeo, mi posso fidare.”

  • Il punto sarà: e lo fai?
  • Poi lo metti in pratica?

 

Questo sarà quello che il Signore chiederà a ciascuno di noi, sul quale la nostra coscienza sarà chiamata a prendere delle decisioni.

“E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno.”

Dio Padre vuole che nessuno di noi vada perduto, che ciascuno di noi possa risorgere per godere della Gloria con Lui se, se, faremo le scelte giuste al momento giusto.

“Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.

Vedere, credere, avere la Vita Eterna, poter stare per sempre in Paradiso, a godere della compagnia di Dio, della Trinità, della Vergine Maria e di tutti i santi.

“Intanto i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: “Io sono il pane disceso dal cielo”. E dicevano: “Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come può dunque dire: Sono disceso dal cielo?”. Gesù rispose: “Non mormorate tra di voi.”

E qua ci dà una sentenza che dovremmo tenere a mente, sempre, nella nostra vita:

“Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato”

Se non è Dio Padre che apre la testa e il cuore, nessuno va a Gesù. È un’opera del Padre.

  • Che fa in relazione a che cosa?

In relazione a quello che vede nel nostro cuore.

In relazione alla purezza delle nostre intenzioni, alla qualità positiva del nostro cuore, all’onestà che abbiamo dentro, alla veritàche portiamo in noi. Quindi è inutile dannarsi tanto: “Devo convincere Tizio, devo convincere Caio, devo far capire a quello che bisogna fare così, devo far capire a quell’altro, e devo scrivere le lettere, e devo fare i discorsi…”

Se non lo attira il Padre, non c’è niente. Ne abbiamo un esempio, Gesù che parla di Cielo, che parla di Eucarestia, di Corpo, di Sangue, di Carne, e questi che si mettono a dire: “Sei figlio di Giuseppe com’è possibile che discendi dal Cielo.

Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me.”

Cioè va a Gesù chi vive secondo Dio Padre, chi si lascia guidare da Dio Padre. Chi si lascia guidare da Dio Padre va a Gesù.

“Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.”

Innanzitutto nel senso soprannaturale: “Chi ne mangia vivrà per la vita eterna”. Ma alle volte anche il corpo fisico, vedremo che ci sono stati dei casi dove l’Eucarestia ha salvato anche il corpo fisico, per dire quanto è vita.

“Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.

E qua, innanzitutto vi dico che i testimoni di Geova, qui, su questo verbo, “è copula”, loro nel loro testo, traducono non:

e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”

ma “il pane che io darò significa..”

E’ tutta un’altra cosa. E infatti da lì arriverà l’eresia della transignificazione.

Leggiamo il testo greco, che è la fonte, e traduciamolo insieme, così vediamo se è giusto tradurre “è copula”, o se bisogna tradurre “significa”. Tradotto in greco è: è copula, non puoi cambiare il verbo.

L’Eucarestia cambia la natura, questo pane non è più il pane, “è il Mio Corpo”, viene cambiata la sostanza del pane, non il significato del pane. Cambia tutto.

Quindi quell’Ostia consacrata non significa il Corpo di Cristo, è il Corpo di Cristo, perché la sostanza del pane non è più sostanza del pane. E infatti non si chiama transignificazione ma si chiama transustanziazione, che vuol dire il cambiamento totale, radicale della sostanza. La sostanza del pane diventa la sostanza del Corpo e la sostanza del vino diventa la sostanza del Sangue.

Capite come un verbo cambia una teologia, cambia l’ecclesiologia un verbo: “è”.

Noi quando abbiamo a che fare con l’Eucarestia dobbiamo pensare che abbiamo a che fare con il Corpo di Cristo, di Cristo Vero, Reale e Sostanziale.

Davanti al quale, dice S.Paolo “Ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sottoterra, e ogni lingua proclami la tua lode”.

 

“Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: “Come può costui darci la sua carne da mangiare?”. Gesù disse: “In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell`uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.”

Siete morti, se non fate la Comunione siete morti.

Non avete vita. Capite perché si dice “rinuncia a tutto ma non rinunciare all’Eucarestia”. Tutto ciò che ti separa dall’Eucarestia prendilo e buttalo fuori dalla finestra, ciò che ti impedisce di ricevere l’Eucarestia, non vale la pena di essere tenuto presso di te, perché non ti da vita. Ti toglie la vita che tu dovresti ricevere.

Noi siamo stati fatti per ricevere l’Eucarestia, senza di quella moriamo.

“Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.”

Chi non crede nell’Eucarestia e chi miscrede nell’Eucarestia, chi maltratta l’Eucarestia, è una persona che non dà nessun credito alle Parole di Gesù, le ignora e se le conosce non le interessano per niente.

“Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.”

Qui si apre una grande domanda, che richiederebbe una grande risposta, che è:

  • Se io quando faccio la Comunione dimoro in Gesù e Gesù dimora in me, com’è possibile che appena fatta la Comunione io sono già lì che chiacchiero fuori dalla Chiesa?
  • Ma se in quel momento dimori in Cristo e Cristo dimora in te, ma dove vai? Ma non hai niente da dire a Gesù?

Andare alla Messa, stiamo attenti che non diventi un vizio. Un vizio, non una virtù, un vizio. Una triste abitudine. Ma quando l’abitudine entra in una relazione, l’amore non c’è più.

“Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.”

Nella misura in cui io mi nutro di Gesù Eucarestia, io vivo per Gesù, io imparo a vivere per Gesù, a pensare per Gesù, ad amare per Gesù, a lavorare per Gesù, a soffrire per Gesù, a morire per Gesù, a vivere per Gesù.

 “Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno”.

Gesù lo sta dicendo in tutte le salse che è il Pane della Vita.

“Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga a Cafarnao.”

La visione cafarnaitica, si chiama così, il modo di intendere l’Eucarestia, che è quel modo di intendere materiale, la carne come carne, che non c’entra niente, non è che nell’Eucarestia io vedo il pezzo di carne, succede anche questo, affronteremo i Miracoli Eucaristici, ma per dire che li, quello lì è veramente il Corpo e Sangue di Cristo,ma loro avevano capito il contrario, non è il cannibalismo. Infatti quando avviene il Miracolo Eucaristico quella particola non si consuma, si conserva.

“Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: “Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?”.

Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: “Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? E` lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. Ma vi sono alcuni tra voi che non credono”. Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito.”

Giuda non ha mai creduto in Gesù, mai. È stato con Gesù ma non ha mai creduto a Gesù, non ha mai amato Gesù, non si è mai fidato di Gesù, non gli ha mai voluto bene, ha usato Gesù, ma non l’ha mai amato.

“E continuò: “Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio”.

Questa è proprio una sentenza. Se quelli non credono e se non sono attirati dal Padre, fine, perché dentro il tuo cuore è corrotto.

“Disse allora Gesù ai Dodici: “Forse anche voi volete andarvene?”.

  • Perché glielo dice?

Perché Gesù dice: “Io su questo discorso non faccio un passo indietro neanche di una virgola. Se vi sta bene è così, se non vi sta bene, quella è la porta. Io da qui non mi muovo, perché questa è la verità. E da questa verità non posso venire indietro. È troppo duro anche per voi? Andate, nessuno vi tiene qui.”

“Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna;”

  • Ma dove andiamo? Da chi?

Si capisce che in te c’è qualcosa di speciale.

“noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”.

Noi abbiamo creduto e conosciuto, prima si crede e poi si conosce, il Vangelo di Giovanni è chiaro su questa cosa.

Prima ci vuole l’atto di Fede quindi la mente si apre e conosce, se no non è possibile incontrarla.

“Rispose Gesù: “Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!”. Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi infatti stava per tradirlo, uno dei Dodici.”

Ecco, questo è il fondamento.

Da qui faremo tutti gli agganci possibili e immaginabili, con i santi, con i mistici, con i Padri della Chiesa, e con i documenti della Chiesa.

I primi due testi che vi consiglio sono:

“Dominus est”

“Corpus Christi”

Questi due testi, sono stati scritti da un Vescovo che si chiama Athanasius Schneider. Ha scritto questi due testi sull’Eucarestia.

Vi aiuteranno tantissimo, vi apriranno molti orizzonti, seppure sono brevi.

Per chi non ha dimestichezza con i documenti, ho fatto un librino che si chiama:

“Sacrificio perfetto”

E’ una raccolta dei documenti della Chiesa, su alcuni temi importanti, tra cui l’Eucarestia. Può servire per avere i documenti principali della Chiesa, o dei santi, o di qualche Cardinale, che danno il fondamento magisteriale della Chiesa su quello che andremo a dire.

Un altro testo che ci servirà sicuramente è:

 

“Redemptionis Sacramentum”

L’istruzione della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti del 2004, e che è il testo normativo oggi sull’Eucarestia. Affronteremo alcune parti fondamentali.

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

Le catechesi di p. Giorgio Maria Faré si tengono ogni lunedì alle 21 presso il Convento dei Padri Carmelitani Scalzi di Monza, con ingresso dal parcheggio di Via Boito 2.

Testi consigliati

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Edizione CEI

Redemptionis-Sacramentum

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Istruzione della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la Santissima Eucarestia.

DominusEst-copertina copia

Dominus est

Autore: Mons. Athanasius Schneider

Editore: Libreria Editrice Vaticana

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Corpus Christi

Autore: Mons. Athanasius Schneider

Editore: Libreria Editrice Vaticana

P. Giorgio Maria Faré - Il Sacrificio Perfetto

Il Sacrificio Perfetto

Autore: p. Giorgio Maria Faré

Editore: Streetlib