La Corona Angelica

La Corona Angelica

La Corona Angelica o Corona di San Michele

Origine della Corona Angelica

Questo pio esercizio fu rivelato dall’Arcangelo Michele stesso alla serva di Dio Antonia de Astonac. L’Arcangelo promise di ottenere da Dio che colui che l’avesse venerato con la recita di questa coroncina prima della Comunione, sarebbe stato accompagnato alla sacra Mensa da un Angelo di ciascuno dei nove Cori. A chi l’avesse recitata ogni giorno prometteva la continua particolare assistenza sua e di tutti gli Angeli santi durante la vita e in Purgatorio dopo la morte.

La speranza di ricevere le grazie promesse è stata alimentata e sostenuta dal fatto che il Beato Pio IX fece arricchire di numerose indulgenze questo pio e salutare esercizio.

Indulgenze annesse alla recita della Corona Angelica

Alla recita della Corona Angelica sono concesse le seguenti indulgenze accordate da Papa Pio IX e oggi modificate secondo la nuova disciplina sulle indulgenze:

  • L’indulgenza parziale ogni volta che si recita la Corona Angelica o si porta addosso detta Corona con l’effige dei Santi Angeli.
  • L’indulgenza plenaria una volta al mese se si recita quotidianamente e, confessati e comunicati, si pregherà per la santa Chiesa e per il Sommo Pontefice.
  • L’indulgenza plenaria, alle solite condizioni, nelle festività: dell’Apparizione di San Michele (8 maggio), degli Arcangeli (29 settembre) e dei Santi Angeli Custodi (2 ottobre).

Decreto originale della S. Congregazione dei Riti:

“È pia tradizione che l’Arcangelo S. Michele, Principe della milizia celeste, dichiarasse ad una pia donna, la quale soleva onorarlo ogni giorno con atti di ossequi, che gli sarebbe stato gradito introdurre un modo speciale di preghiere in onor suo e di tutti gli Angeli celesti; Egli perciò concederebbe ai suoi devoti molti favori nei pubblici bisogni, specialmente della Chiesa Cattolica, di cui Egli è perpetuo protettore. Di qui derivò che questo modo di preghiere in onore del Principe Celeste fu praticato con grande ardore da una carmelitana del Monastero di Vetralla, morta in odore di santità nell’anno 1751. Poiché tale devozione fu praticata fino ad oggi con grande vantaggio delle anime, alcune religiose del predetto Monastero, desiderose di rendere comune a tutti i fedeli quei beni spirituali che esse già possedevano, umilmente supplicarono la Santità di N.S. Pio Papa IX per ottenere che chiunque reciti con devoto animo la predetti preghiera possa conseguire le seguenti indulgenze:

I – Di sette anni e altrettanto quarantene ogni volta che si recita la Corona Angelica.

Il – Di cento dì in qualsiasi giorno si porti addosso la detta Corona, o solo si baci l’annessa medaglia improntata dell’effigie dei SS. Angeli.

III – L’indulgenza plenaria una volta al mese se si reciterà quotidianamente e, confessati e comunicati si pregherà per l’esaltazione della S. Chiesa e per la conservazione del Sommo Pontefice.

IV – L’indulgenza plenaria colle stesse opere ingiunte nelle festività; 1° dell’apparizione di San Michele l’8 Maggio; 2° della dedicazione il 29 Settembre; 3° di San Gabriele Arcangelo il 18 Marzo; 4° di San Raffaele Arcangelo il 24 Ottobre; 5° dei Santi Angeli Custodi il 2 Ottobre.

Sua Santità intese le preghiere per udienza di me sottoscritto Segretario, si degnò per speciale grazia di annuire in tutto, conforme all’esposto, e quindi ordinò che si promulgasse per ministero della S. Congregazione de’ Riti un Decreto senza la spedizione di alcun Breve per la concessione delle predette Indulgenze a chiunque reciti la Corona Angelica, e della speciale facoltà al confessore temporaneo del detto Monastero di benedire le medesime Corone col solito rito della Chiesa. Non ostante etc.”

S. Congregazione dei Riti, 8 agosto 1851.

I.C. Lambruschini, Prefetto

C.G. Fatali, Segretario.

Come recitare la Corona Angelica

Si recita con l’apposita corona, costituita da nove poste di quattro grani l’una: il grano singolo per il Padre Nostro e i tre grani per le Ave Maria.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta per essere salvati nell’estremo giudizio.

Credo

I Invocazione

Ad intercessione di S. Michele e del Coro celeste dei Serafini, ci renda il Signore degni della fiamma di perfetta carità.

Un Pater e tre Ave al 1° Coro angelico.

II Invocazione

Ad intercessione di S. Michele Arcangelo e del Coro celeste dei Cherubini, voglia il Signore darci la grazia di abbandonare la via del peccato e correre in quella della cristiana perfezione.

Un Pater e tre Ave al 2° Coro angelico.

III Invocazione

Ad intercessione di S. Michele Arcangelo e del sacro Coro dei Troni, infonda il Signore nei nostri cuori lo spirito di vera e sincera umiltà.

Un Pater e tre Ave al 3° Coro angelico.

IV Invocazione

Ad intercessione di S. Michele e del Coro celeste delle Dominazioni, ci dia grazia il Signore di dominare i nostri sensi e correggere le nostre corrotte passioni.

Un Pater e tre Ave al 4° Coro angelico.

V Invocazione

Ad intercessione di S. Michele e del celeste Coro delle Potestà, il Signore si degni di proteggere le anime nostre dalle insidie e tentazioni del demonio.

Un Pater e tre Ave al 5° Coro angelico.

VI Invocazione

Ad intercessione di S. Michele e del Coro delle ammirabili Virtù celesti, non permetta il Signore che cadiamo nelle tentazioni, ma ci liberi dal male.

Un Pater e tre Ave al 6° Coro angelico.

VII Invocazione

Ad intercessione di S. Michele e del Coro celeste dei Principati, riempia Dio le anime nostre dello spirito di vera e sincera obbedienza.

Un Pater e tre Ave al 7° Coro angelico.

VIII Invocazione

Ad intercessione di S. Michele e del Coro celeste degli Arcangeli, ci conceda il Signore il dono della perseveranza nella fede e nelle opere buone.

Un Pater e tre Ave all’8° Coro angelico.

IX Invocazione

Ad intercessione di S. Michele e del Coro celeste di tutti gli Angeli, si degni il Signore di concederci di essere da essi custoditi nella vita presente e poi introdotti nella gloria dei Cieli.

Un Pater e tre Ave al 9° Coro angelico.

Un Pater a San Michele
Un
Pater a San Gabriele
Un
Pater a San Raffaele
Un
Pater all’Angelo Custode.

Gloriosissimo principe San Michele, capo e duce degli eserciti celesti, depositario delle anime, debellatore degli spiriti ribelli, condottiero nostro ammirabile, degnati di liberare da ogni male tutti noi che con fiducia ricorriamo a te e ottienici con la tua valida protezione di servire ogni giorno fedelmente il nostro Dio.

V. Prega per noi, Arcangelo San Michele, Gesù Cristo Signore nostro.

R. Affinché siamo degni delle Sue promesse.

Preghiamo – Onnipotente, sempiterno Dio, che con prodigio di bontà e misericordia, per la salvezza degli uomini hai eletto a Principe della tua Chiesa il glorioso San Michele, concedici, mediante la sua benefica protezione, di essere liberati da tutti i nostri spirituali nemici. Nell’ora della nostra morte non ci molesti l’antico avversario, ma sia il tuo Arcangelo Michele a condurci alla presenza della tua divina Maestà. Amen.

ATTO DI AFFIDAMENTO a San Michele Arcangelo

Preghiera quotidiana (forma breve)

Principe nobilissimo, Arcangelo San Michele, valoroso guerriero dell’Altissimo, desiderando io di essere nel numero dei tuoi devoti, a te oggi affido me stesso, i miei problemi, la mia casa e famiglia e quanto mi appartiene.

Assistimi in tutte le mie necessità e ottienimi il perdono dei peccati, la grazia di amare di cuore il mio Dio, il mio caro Salvatore Gesù, la mia dolce Madre Maria, tutti gli uomini miei fratelli che incontro sul mio cammino. Difendimi dal male, proteggimi nei pericoli, illuminami nelle scelte perché in questa giornata possa compiere sempre la volontà del Padre che è nei cieli per l’avvento del suo Regno. Amen.