Amate Gesù che è degno di Amore – Il centenario della stigmatizzazione di Padre Pio

Amate Gesù che è degno di Amore - Il centenario della stigmatizzazione di Padre Pio

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia di giovedì 20 settembre 2018.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Approfondimenti

Padre Pio a padre Benedetto
Grande felicità di spirito, per cui non ama che di amare e soffrire. Pietrelcina, 4 settembre 1910

J.M.J.F.

Mio carissimo padre,
per volere di Dio, continuo tuttora a sentirmi sempre male in salute. Ma ciò che più mi martirizza sono quei forti ed acuti dolori al torace. In certi momenti mi danno una noia tanto grossa, che sembrami che vogliano proprio spezzarsi la schiena ed il petto. Però Gesù non lascia di tratto in tratto di raddolcire le mie sofferenze in altro modo, cioè col parlarmi al cuore. Oh sì, padre mio, quanto è buono Gesù con me! Oh che preziosi momenti sono questi; è una felicità che non so a che paragonarla; è una felicità che quasi solo nelle afflizioni il Signore mi dà a gustare.
In questi momenti, più che mai, nel mondo tutto mi annoia e mi pesa, niente desiderio, fuorché amare e soffrire. Sì, padre mio, anche in mezzo a tante sofferenze, sono felice perché sembrami di sentire il mio cuore palpitare con quello di Gesù. Ora s’immagini quanta consolazione deve infondere in un cuore il sapere di possedere, quasi con certezza, Gesù.
E’ vero che le tentazioni a cui vado soggetto sono assaissime, ma confido nella divina provvidenza di non cadere nei lacci dell’insidiatore. E’ anche vero che Gesù spesso spesso si nasconde, ma che importa, io cercherò col suo aiuto di stargli sempre intorno, avendomi lei assicurato che non sono abbandoni, ma scherzi di amore.
Oh! quanto bramerei in questi momenti aver qualcuno che mi aiutasse a temperare le ansietà e le fiamme da cui il mio cuore è agitato in questi momenti.
Mi faccia la carità di rispondermi se vuole e se non le dispiace mi tenga accertato della verità di quanto fin qui le ho esposto.
Mi raccomandi al Signore e mi benedica.
Il suo
fra Pio
Saluto, ringrazio ed auguro tante cose belle al padre lettore Agostino per il tanto bene fattomi.

(Epistolario di P.Pio vol I, num. 17)

Letture del giorno

Santi Andrea Kim Taegon, Paolo Chong Hasang e compagni

PRIMA LETTURA (1Cor 15,1-11)
Così predichiamo e così avete creduto.

Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano!
A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè
che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture
e che fu sepolto
e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture
e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.
Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.
Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 117)
Rit: Rendete grazie al Signore perché è buono.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.

Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.

Canto al Vangelo (Mt 11,28)
Alleluia, alleluia.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro, dice il Signore.
Alleluia.

VANGELO (Lc 7,36-50)
Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato.

In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.
Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».
E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».
Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».