La piccola ombra di Gesù – Secondo giorno del Triduo in preparazione alla solennità di S.Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo

La piccola ombra di Gesù - Secondo giorno del Triduo in preparazione alla solennità di S.Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia di giovedì 27 settembre 2018 – Secondo giorno del Triduo di preparazione alla solennità di S.Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Approfondimenti

Dalle “Lettere a Celina” di S.Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo

 

Le augura di diventare la piccola ombra di Gesù.

 J. M. J. T.

15 marzo 1889

Gesù
Grazie della lettera così gradita al tuo granellino di sabbia. In una delle tue ultime lettere dicevi che sei la mia ombra. Ahimè! sarebbe ben triste se fosse così. Che cos’è l’ombra d’un povero granellino di sabbia?
Ho pensato qualcosa di meglio per la mia cara Celina. Quest’idea dell’ombra mi è piaciuta, e mi son detta che in realtà la mia Celina doveva essere l’ombra di qualcosa. Ma di che? Non riesco a trovare nulla nel creato che contenga l’idea di quella realtà della quale io penso che la mia Celina dev’essere l’ombra fedele. Gesù! Ecco chi dev’essere questa divina realtà. Sì, Celina dev’essere la piccola ombra di Gesù… Che titolo umile e glorioso ad un tempo! Che cos’è infatti un’ombra? …Ma essere l’ombra di Gesù, che gloria! …
Quante cose avrei da dire a questo proposito alla piccola ombra di Gesù, ma ho troppo poco tempo e non posso farlo.
Il sogno della mia Celina non potrebbe essere più attraente, forse un giorno sarà realizzato…42 Intanto, nell’attesa, cominciamo il nostro martirio, lasciamo che Gesù ci strappI quanto abbiamo di più caro e non rifiutiamogli niente. Prima di morire troncate dalla spada, facciamoci uccidere a colpi di spillo… Mi capisce, la mia Celina? …
Il granellino di sabbia si unisce nella sofferenza alla piccola ombra di Gesù.

 Suor Teresa del Bambino Gesù del Volto Santo                      nov. carm. ind.

Note

42 Celina aveva sognato di subire il martirio.

San Vincenzo De’ Paoli, Ripetizione dell’orazione, 28 Luglio 1655, Conferenze ai Missionari

“Avverto la compagnia in generale di una mancanza che parecchi commettono qui alla presenza di Nostro Signore nel Santissimo Sacramento dell’altare. Ho osservato che molti facendo la genuflessione davanti al Santissimo Sacramento , non la fanno fino a terra , o la fanno senza devozione. L’avevo notato altre volte, e mi ero proposto di avvertirne la Compagnia… e affinché quelli che non fanno con devozione la genuflessione, come conviene alla gloria e alla maestà di Dio vivente, se ne correggano, mi sono creduto in dovere di non differire più oltre e di avvertire come faccio la Compagnia, perché vi faccia più attenzione. I motivi che ci inducono a fare questa prostrazione con la dovuta devozione esteriore ed interiore, ed è così che devono fare i veri cristiani sono: l’esempio del Figlio di Dio, e quello di altre comunità religiose. Il Figlio di Dio si prostrò (…) Io pure, in questo, non ho mai dato l’esempio che dovevo. Purtroppo la mia età e il mio mal di gambe me lo impedicono. Se, tuttavia , vedrò che la Compagnia non si corregge, mi sforzerò di far il meglio che mi sarà possibile, anche se per rialzarmi dovrò appoggiarmi con le mani contro terra, pur di dare l’esempio”

Letture del giorno

San Vincenzo de’ Paoli

PRIMA LETTURA (Qo 1,2-11)
Non c’è niente di nuovo sotto il sole.

Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità: tutto è vanità.
Quale guadagno viene all’uomo
per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole?
Una generazione se ne va e un’altra arriva,
ma la terra resta sempre la stessa.
Il sole sorge, il sole tramonta
e si affretta a tornare là dove rinasce.
Il vento va verso sud e piega verso nord.
Gira e va e sui suoi giri ritorna il vento.
Tutti i fiumi scorrono verso il mare,
eppure il mare non è mai pieno:
al luogo dove i fiumi scorrono,
continuano a scorrere.
Tutte le parole si esauriscono
e nessuno è in grado di esprimersi a fondo.
Non si sazia l’occhio di guardare
né l’orecchio è mai sazio di udire.
Quel che è stato sarà
e quel che si è fatto si rifarà;
non c’è niente di nuovo sotto il sole.
C’è forse qualcosa di cui si possa dire:
«Ecco, questa è una novità»?
Proprio questa è già avvenuta
nei secoli che ci hanno preceduto.
Nessun ricordo resta degli antichi,
ma neppure di coloro che saranno
si conserverà memoria
presso quelli che verranno in seguito.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 89)
Rit: Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.

Canto al Vangelo (Gv 14,6)
Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Alleluia.

VANGELO (Lc 9,7-9)
Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?

In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».
Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.