Il Timor di Dio – Terzo giorno del Triduo in preparazione alla Solennità di S.Teresa di Gesù.

Il Timor di Dio - Terzo giorno del Triduo in preparazione alla Solennità di S.Teresa di Gesù.

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia di venerdì 12 ottobre 2018 – Terzo giorno del Triduo in preparazione alla Solennità di S.Teresa di Gesù.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

Per motivi di intenso traffico non ci è possibile rendere disponibile l’ascolto dei file audio direttamente dal nostro sito. Se hai dubbi su come fare, vai alle istruzioni per l’ascolto delle registrazioni.

Approfondimenti

Testo letto durante l’omelia

Dal “Cammino di perfezione” di S.Teresa di Gesù

 

CAPITOLO 41

Del timore di Dio e come preservarci dai peccati veniali.

1 – Come mi sono estesa!… Ma non così come avrei voluto, perché non v’è nulla di più dolce che parlare dell’amore di Dio. E che sarà possederlo? Il Signore si degni di concedermelo per Quegli che è.¹

Parliamo ora del timore di Dio.²

Anch’esso è facilmente riconoscibile, tanto da chi lo ha, come da chi avvicina chi lo ha. Avverto però che in principio, non essendo ancora molto perfetto, non si dà tanto a conoscere, a meno che non si tratti di certe anime che Dio favorisce di grandi grazie e adorna in poco tempo di virtù.³ Però va a poco a poco aumentando, s’irrobustisce di giorno in giorno e non tarda molto a manifestarsi. Le anime che ne sono prese si allontanano subito dal peccato, fuggono le occasioni e le compagnie pericolose e offrono molti altri segni.

Questo timore si manifesta più evidente quando le anime sono arrivate alla contemplazione: soprattutto di queste parliamo, perché in esse il timore, nonché celarsi si manifesta pure all’esterno, non meno dell’amore. Pedinate pure queste persone: per quanta cura e diligenza vi mettiate, non le troverete mai trascurate. Il Signore le sostiene in tal modo che per tutto l’oro del mondo non commetterebbero mai, avvertitamente, un solo peccato veniale. Quanto ai mortali li temono come il fuoco.

Mio desiderio, sorelle, è che temiamo le illusioni che qui possono venire. Supplichiamo incessantemente il Signore di non permettere che la tentazione sia così forte da indurci ad offenderlo, ma di proporzionarla alla forza che ci darà per vincerla.⁴ Questo è quello che importa; questo il timore di cui vi desidero pervase, nel quale avrete di che difendervi.

2 – Che bella cosa non mai offendere Iddio! Terreste incatenati tutti i demoni, servi e schiavi dell’inferno.

Infine, volere o non volere, tutti han da obbedire a Dio, con la differenza che i demoni lo fanno per forza, mentre noi volentieri. Ora, più contenteremo il Signore, più ci terremo lontani i demoni. E così, malgrado i loro sforzi per tentarci e tenderci insidie, non ci potranno far male.

3 – Cosa di grande importanza è che vegliate sempre e attentamente sopra voi stesse. Non cessate mai di sforzarvi fino a quando non sarete così decise da essere pronte a perdere mille volte la vita⁵ piuttosto di offendere il Signore con un sol peccato mortale. Quanto ai veniali, evitateli con la massima diligenza. Intendo parlare di quelli che si commettono deliberatamente, perché riguardo agli altri, chi è che non vi cade assai spesso?

Vi è però un’avvertenza accompagnata da riflessione, e un’altra così subitanea che commettere il peccato e accorgersi di che lo si è commesso è un tutt’uno: non si ha neppure il tempo di capire quello che si fa. Ma per piccoli che siano, dai peccati avvertitamente voluti si degni Iddio di preservarci!⁶

Che vi può essere di piccolo nell’offesa di una Maestà così grande, i cui sguardi sono sempre fissi su di noi? Con questa considerazione il peccato è già fin troppo premeditato. E’ come se dicessi: « Signore, io so che questo vi dispiace, capisco che mi vedete, so che non lo volete, ne sono pienamente convinta, ma lo voglio fare ugualmente: amo meglio seguire il mio capriccio e il mio appetito che la vostra volontà ». E un peccato di tal fatta sarà piccolo? Io per me non lo credo. Per leggero che possa essere come colpa, io lo trovo grave, grave assai.

4 – Sorelle, se volete acquistare il timore di Dio, considerate l’importanza di ben comprendere che cosa voglia dire offendere il Signore.⁷ Pensateci spesso e procuratevi di radicarvi nell’anima questo santo timore che è più importante della stessa vita. Per acquistarlo è necessario andare innanzi con molta circospezione, allontanandovi da quelle occasioni e compagnie che non vi aiutino a meglio avvicinarvi al Signore. Applicatevi seriamente a vincere in tutto la vostra volontà e a vegliare per non uscire in alcuna parola che non sia di edificazione. Fuggite qualsiasi conversazione che non sia di Dio.

Certo che per ben imprimerci questo timore ci vuole dell’energia. Ma lo acquisteremo facilmente se avremo un vero amore, unito alla ferma risoluzione di non mai commettere il più piccolo peccato,⁸ nonostante che qualche volta ci avvenga di commetterne ugualmente, perché sempre deboli. Perciò non fidiamoci mai di noi stesse, meno che meno quando le nostre risoluzioni ci parranno più ferme, ma mettiamo ogni confidenza nel Signore.

Quando vi vedrete in queste disposizioni, non avrete più bisogno di timori né di circospezioni di sorta. Il Signore vi soccorrerà, e la buona abitudine contratta vi sarà di aiuto a non offenderlo… Allora, nelle vostre legittime relazioni con il prossimo, diportatevi con santa libertà, anche se doveste trattare con anime dissipate.⁹ Se queste, prima che vi radicaste nel vero timore di Dio, vi potevano essere una pestifera occasione di morte, dopo invece vi serviranno per meglio amare e lodare Iddio, mostrandovi i pericoli da cui Egli vi ha liberate. Prima, forse, potevate assecondare la loro debolezza, ma dopo le obbligherete a contenersi con la sola vostra presenza. E si conterranno veramente, anche se non dominate da alcun motivo di rispetto.

 

NOTE

1 Che almeno non muoia prima di essermi staccata da tutto il mondo e aver compreso la grande stoltezza che si commette quando si ama qualche cosa fuor di Voi! No, che non profani mai questa parola – amore – applicandola alle cose del mondo, le quali non sono che falsità! Se il fondamento è falso, forse che resisterà l’edificio? Io non so come ci meravigliamo quando udiamo dire: « Quegli mi ha ripagato male; quest’altro non mi ama ». Io me ne rido. Perché vi devono ripagare? Perché vi devono amare? Imparate da ciò che cosa sia il mondo. Siete punite dallo stesso amore che avete avuto per lui, perché ora vi trovate nell’angoscia, e il cuore piange amaramente per essersi abbandonato a questi giochi da bambini. (Man. Escorialense).

2 Vi dirò che mi costa alquanto a non parlarvi di questo amore mondano che io, purtroppo, ho conosciuto. Vorrei farvelo conoscere per indurvi a preservarvene; ma per non uscire d’argomento non dirò nulla. (Man. Escorialense).

3 Però, se non nel caso di queste grazie straordinarie nelle quali l’anima si arricchisce rapidamente, le virtù di solito van crescendo a poco a poco. (Man. Escorialense).

4 Se vi manterrete pura la coscienza, la tentazione non vi farà che poco o nessun danno, per non dire anzi vantaggio. (Man. Escorialense).

5 …sia pure a patto di lasciarvi perseguitare da tutto il mondo. (Man. Escorialense).

Letture del giorno

Venerdì della XXVII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

PRIMA LETTURA (Gal 3,7-14)
Quelli che vengono dalla fede sono benedetti insieme ad Abramo.

Fratelli, riconoscete che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede. E la Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato i pagani per la fede, preannunciò ad Abramo: «In te saranno benedette tutte le nazioni». Di conseguenza, quelli che vengono dalla fede sono benedetti insieme ad Abramo, che credette.
Quelli invece che si richiamano alle opere della Legge stanno sotto la maledizione, poiché sta scritto: «Maledetto chiunque non rimane fedele a tutte le cose scritte nel libro della Legge per metterle in pratica». E che nessuno sia giustificato davanti a Dio per la Legge risulta dal fatto che il giusto per fede vivrà. Ma la Legge non si basa sulla fede; al contrario dice: «Chi metterà in pratica queste cose, vivrà grazie ad esse».
Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della Legge, diventando lui stesso maledizione per noi, poiché sta scritto: «Maledetto chi è appeso al legno», perché in Cristo Gesù la benedizione di Abramo passasse ai pagani e noi, mediante la fede, ricevessimo la promessa dello Spirito.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 110)
Rit. Il Signore si ricorda sempre della sua alleanza.

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
tra gli uomini retti riuniti in assemblea.
Grandi sono le opere del Signore:
le ricerchino coloro che le amano.

Il suo agire è splendido e maestoso,
la sua giustizia rimane per sempre.
Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie:
misericordioso e pietoso è il Signore.

Egli dà il cibo a chi lo teme,
si ricorda sempre della sua alleanza.
Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere,
gli diede l’eredità delle genti.

Canto al Vangelo (Gv 12,31-32)
Alleluia, alleluia.
Ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori.
E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me.
Alleluia.

VANGELO (Lc 11,15-26)
Se io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.
Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».