Agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo

L’inganno della falsa umiltà – Primo giorno del Triduo in preparazione alla Solennità di S.Teresa di Gesù.

L'inganno della falsa umiltà - Primo giorno del Triduo in preparazione alla Solennità di S.Teresa di Gesù.

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia di mercoledì 10 ottobre 2018 – Primo giorno del Triduo in preparazione alla Solennità di S.Teresa di Gesù.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Approfondimenti

Testo letto durante l’omelia

Dal “Cammino di perfezione” di S.Teresa di Gesù

CAPITOLO 39

Prosegue sul medesimo argomento – Avvisi intorno a diversi generi di tentazioni, e mezzi per liberarsene.

1 – Inoltre, figliuole mie, dovete guardarvi da quell’umiltà che getta l’anima nelle più vive inquietudini con la rappresentazione dei nostri gravi peccati. Il demonio la suggerisce in vari modi e suole angustiare le anime sino ad allontanarle dalla comunione e dalla loro privata orazione sotto pretesto che ne siano indegne. Queste anime quando fanno la comunione, invece d’impiegare quel tempo nel domandar grazie, lo consumano nell’esaminare se erano o non erano preparate, e arrivano a tal punto da mettere quasi in dubbio la misericordia di Dio, col pensiero che sia per la loro miseria se sono da Lui abbandonate. Vedono peccati in quello che fanno, e perfino inutili le loro opere buone. Lo scoraggiamento le invade e, sentendosi impotenti per ogni opera di bene, si lasciano cadere le braccia, immaginandosi perfino che quanto in altri è lodevole, sia in esse da riprovarsi.

2 – Considerate bene, figliuole mie, quello che ora vi voglio dire.

Alle volte il sentimento della propria miseria può darsi che sia vera umiltà, mentre altre volte tentazione gravissima. Io l’ho provato, e lo so. Per profonda che sia, la vera umiltà non inquieta mai, non agita, non disturba, ma inonda l’anima di pace, di soavità e di riposo. La vista della nostra miseria ci mostra che meritiamo l’inferno, ci riempie l’anima di afflizione, ci toglie quasi il coraggio di domandare misericordia. Ma se c’è vera umiltà, questa pena è temperata da tanta pace e dolcezza, da desiderare non andarne mai privi. Non solo non inquieta e non stringe l’anima, ma la dilata e la rende più abile a servire Iddio, mentre l’umiltà del demonio disturba, scompiglia, mette tutto sossopra ed è molto penosa. Se il maligno ci vuol far credere che siamo umili, penso che sia per poi indurci, potendolo, a diffidare di Dio.

3 – Se siete in questo stato, fate il possibile per allontanare il pensiero della vostra miseria, fissandolo sulla misericordia di Dio, sull’amore che ci porta e su quello che ha patito per noi. Se è tentazione, ne sarete impossibilitate, perché il demonio non vi lascerà in pace, e non vi permetterà che di pensare a cose di maggior tormento. Sarà molto se riuscirete a capire d’essere in tentazione.

Altrettanto si dica per ciò che riguarda le penitenze. Per darci a credere che siamo più penitenti delle altre, o, se non altro, che anche noi sappiamo fare qualche cosa, ci indurrà a praticarne di eccessive. La tentazione sarà evidente quando lo farete all’insaputa del confessore o della Priora e non vorrete ubbidire al loro comando di tralasciarle. Dovete sempre ubbidire, anche se vi sia molto difficile, perché in questo vi è maggior perfezione.

Letture del giorno

Mercoledì della XXVII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

PRIMA LETTURA (Gal 2,1-2.7-14)
Riconobbero la grazia a me data.

Fratelli, quattordici anni dopo [la mia prima visita], andai di nuovo a Gerusalemme in compagnia di Bàrnaba, portando con me anche Tito: vi andai però in seguito a una rivelazione. Esposi loro il Vangelo che io annuncio tra le genti, ma lo esposi privatamente alle persone più autorevoli, per non correre o aver corso invano.
Visto che a me era stato affidato il Vangelo per i non circoncisi, come a Pietro quello per i circoncisi – poiché colui che aveva agito in Pietro per farne un apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per le genti –, e riconoscendo la grazia a me data, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Bàrnaba la destra in segno di comunione, perché noi andassimo tra le genti e loro tra i circoncisi. Ci pregarono soltanto di ricordarci dei poveri, ed è quello che mi sono preoccupato di fare.
Ma quando Cefa venne ad Antiòchia, mi opposi a lui a viso aperto perché aveva torto. Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma, dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi. E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, tanto che pure Bàrnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia.
Ma quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del Vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: «Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei?».

SALMO RESPONSORIALE (Sal 116)
Rit: Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.

Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode.

Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre.

Canto al Vangelo (Rom 8,15)
Alleluia, alleluia.
Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi,
per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Alleluia.

VANGELO (Lc 11,1-4)
Signore, insegnaci a pregare.

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».