Il Cuore Eucaristico di Gesù (parte 1)

Il Cuore Eucaristico di Gesù (parte 1)

Cenni storici e natura della devozione al Cuore Eucaristico di Gesù (1^ parte)

È il 22 gennaio del 1854, ci troviamo nell’Oratorio delle Suore del Rifugio, infermiere dell’Ospedale S. Giacomo di Besançon, al momento della esposizione del SS. Sacramento.

Tutte le mattine si ripete questo rito, perché il Dio del tabernacolo infonda nello spirito di questi angeli bianchi energie sempre nuove di carità e disponibilità di servizio verso gli ammalati.

All’Adorazione è presente la Sig.na Sofia Prouvier, un’anima innamorata del Cuore di Gesù, che il Cielo aveva ricolmata di straordinari favori…

Ecco dalle sue stesse labbra quanto le capitò quel giorno:

PROUVIER

“Mi trovavo a Besançon, in una chiesetta dove era esposto il SS. Sacramento… Vi ero entrata, spinta da una forza misteriosa… Fui colta come d’incanto da un profondo raccoglimento… e vidi Gesù che, mostrandomi dal fondo del tabernacolo il suo Cuore, mi rivolse, chiare e distinte ma con tono di lamento, queste parole:

GESÙ

“Sono il Cuore Eucaristico… Ho sete di essere amato nel SS. Sacramento… Quante anime mi circondano, ma non mi consolano… Il mio Cuore domanda l’amore, come il povero domanda il pane…”

PROUVIER

“Il divin Cuore era come immerso in una profonda desolazione,… ma aveva nel volto qualcosa d’indefinibilmente dolce: una espressione di bontà infinita, anche se congiunta a un dolore sconfinato… per ingratitudine degli uomini, perfino delle anime più favorite dei suoi doni…”

La pia confidente di Gesù restò lì molto a lungo ad accogliere, commossa, l’eco di quei lamenti… Di quelle parole, una soprattutto turbò il suo spirito: il nome di Cuore Eucaristico, nel quale le sembrava di trovare una singolare novità!
Manifestò questa sua segreta preoccupazione al proprio Direttore spirituale, che saggiamente le rispose:

“Sta tranquilla: ciò che non comprendiamo oggi, ci apparirà chiaro domani!”

Qualche mese più tardi, trovandovi la Veggente nella stessa chiesetta, Gesù le si rivelò di nuovo, facendole sentire, ancora ben distinta la sua voce:

GESÙ

“Sono il Cuore Eucaristico… Ho sete di essere amato… Fammi conoscere, fammi amare!… Diffondi questa mia Devozione nel mondo!…”

Certo, non sono queste rivelazioni private che determinano la S. Sede ad approvare un culto… Semmai, esse sono semplici occasioni che attirano l’attenzione della Chiesa, la quale in seguito ne esaminerà accuratamente la dottrina e ne decide l’approvazione.

Comunque, anche sulla Devozione del Cuore Eucaristico – come già due secoli prima su quella del Sacro Cuore – si aperto un lembo di cielo; ancora una volta Gesù ha fatto sentire un suo messaggio di amore all’umanità inquieta e desiderosa, come sempre, di consolanti prove trascendenti.

L’anno stesso della Rivelazione si cominciò, in Francia, a parlare del Cuore Eucaristico… La Devozione varcò rapidamente i confini, diffondendosi in gran parte dell’Europa. Il nome – anche se nuovo – esprimeva una dottrina antica quanto la stessa Eucaristia, talché entusiasmò i fedeli, i sacerdoti e le anime consacrate.

Non erano passati che cinque anni, e già la grande rivista cattolica Annali del SS. Sacramento pubblicava un lungo e magistrale studio, in cui si precisava la dottrina dell’eletta Devozione con gli stessi termini che 40 anni dopo avrebbe usato la Chiesa: una Devozione non nuova nei suoi contenuti, fiorita sul tronco secolare delle Devozioni all’Eucaristia e al Sacro Cuore; un culto speciale di venerazione e di riconoscenza all’Amore infinito del Cuore di Gesù nel darci l’Eucaristia e nell’istituire il Sacerdozio.

Mentre cardinali e vescovi si affrettavano a dare il loro consenso e ad incoraggiare gli apostoli del Cuore Eucaristico, dall’alto dei pulpiti oratori eminenti per santità e dottrina, come il padre Hermann Choen, il convertito della Eucaristia, il padre Pierre-Julien Eymard, oggi santo, e il signor Léon Dupont, detto il santo di Tours, zelavano la causa della Devozione, promuovendone l’affermazione con ricchezza di argomenti storico-teologici.

Nel 1868, quando la Devozione si era ormai largamente diffusa in Francia e in buona parte dei Paesi europei, Pio IX, pregato dai Vescovi e Superiori di ordini religiosi, concedeva la prima preziosa indulgenza pontificia alla bella invocazione:

“Lodato, adorato, amato e ringraziato sia ad ogni istante il Cuore Eucaristico di Gesù, in tutti i tabernacoli del mondo, fino alla consumazione dei secoli”.

C’è di più. Nel 1879 il papa Leone XIII con un primo Breve Apostolico apriva il tesoro spirituale delle indulgenze a favore della Devozione, emettendo a distanza di qualche anno l’uno dall’altro, altri tre Brevi Apostolici, in cui sosteneva che la Devozione incentra il nostro pensiero e i nostri affetti nell’atto di Amore che ispirò Gesù a immolarsi sulla croce e a perpetuare il suo sacrificio, in modo incruento, nella Eucaristia.

Intanto nei Congressi Eucaristici Internazionali di Lille (1881) e di Avignone (1882) la Devozione andava suscitando tali entusiasmi, da piegare i congressisti, anche i più scettici, ad approvare i voti di diffonderla dovunque.

Il cardinale Guibert, gesuita, arcivescovo di Parigi, e con lui altri vescovi di Francia, istituirono le prime Confraternite del Cuore Eucaristico, che – benedette da Leone XIII – si moltiplicarono in modo straordinario un po’ dovunque: in Italia, nel Belgio, in Olanda e persino in America e in Cina.

Ma le opere di Dio portano il sigillo della contraddizione… L’inferno non poteva sopportare una Devozione così funesta al suo regno e tanto salutare per le anime! Per riuscire ad arrestarla si servì di persone senz’altro bene intenzionate, ma poco informate della vera natura della Devozione.

Gli assalti, più che mai roventi e non senza alterne vicende, cominciarono nel 1901 con le arbitrarie accuse d’illegittimità e inopportunità d’un culto che, per altro, non era diverso – secondo una formale affermazione del Santo Ufficio – da quello del Sacro Cuore, vigente da due secoli nella Chiesa.

Le infondate accuse caddero tutte, l’una dopo l’altra, come fuscelli che il vento disperde…

Personalità di forte cultura teologica e di profonda pietà risposero in chiave di severa dogmatica all’accusa della parità tra le due Devozioni, asserendo che tra di esse c’una una grande differenza – e non fantastica o simbolica – ma vera e reale.

Scriveva il padre Lepidi, Maestro dei Sacri Palazzi (oggi diremmo: Proteologo della Casa Pontificia):

LEPIDI

“La Devozione al Sacro Cuore onora in modo generale l’amore di Gesù, che porge all’uomo i benefici della Redenzione, dalla Incarnazione alla Passione e Risurrezione. La Devozione al Cuore Eucaristico – invece – onora in maniera particolare e ben precisa l’amore di Gesù che volle ed istituì l’Eucaristia per restare sempre con noi, donandosi all’uomo nella realtà del suo Corpo e del suo Sangue.”