Novena al Cuore Eucaristico di Gesù

Novena al Cuore Eucaristico di Gesù

Il 9 novembre 1921 papa Benedetto XV firmò il Decreto col quale concedeva la Messa e l’Ufficio propri del Cuore Eucaristico e istituiva la Festa del Cuore Eucaristico, da celebrarsi il giovedì dell’ottava del Sacro Cuore, con Messa e relativo Ufficio propri, per la Diocesi di Roma e per le diocesi che ne avessero fatto richiesta.
«La ragione specifica e il fine di questa Festa con Ufficio e Messa propri per commemorare l’amore di Nostro Signore Gesù Cristo nel mistero dell’Eucaristia, è spiegato in dettaglio nelle Sacre Scritture e nelle opere dei Padri e Dottori della Chiesa, e anche nella orazione pia approvata dal Sommo Pontefice Pio VII “Ecco fin dove è giunta, ecc.” […] l’altro fine è quello di eccitare grandemente nel cuore dei fedeli la fiducia e l’accesso al mistero della Santissima Eucaristia, e infiammare più ferventemente i loro cuori del fuoco dell’amore divino con il quale il Nostro Signore Gesù Cristo, infiammato di infinita carità nel suo Cuore, istituì la Santissima Eucaristia, custodisce e ama i suoi discepoli nel suo Sacratissimo Cuore, e vive e rimane tra di loro così come loro vivono e rimangono in esso, in colui il quale in quel medesimo mistero della Santissima Eucaristia, si offre a noi e si dona, vittima, compagno, cibo, viatico e pegno della gloria futura» (*).

 

NOTA

* Decreto di istituzione della festa con Messa e Ufficio propri, 9 novembre 1921, in AAS, vol. 13, p. 545.

Ecco la preghiera completa citata nel decreto, approvata ed indulgenziata da Pio VI con rescritto del 7 novembre 1796 e quindi da Pio VII con rescritto del 9 febbraio 1818:

“Ecco fin dove è giunta la carità vostra eccessiva o Gesù, mio amantissimo! Voi delle vostre carni e del preziosissimo vostro Sangue apprestata mi avete una mensa divina per donarmi tutto Voi stesso. Chi mai vi spinse a tali trasporti di amore? Non altri certamente che il vostro amorosissimo Cuore. O Cuore adorabile del mio Gesù, fornace ardentissima del divino amore, ricevete nella vostra piaga sacratissima l’anima mia, affinché in questa scuola di carità io impari a riamare quel Dio che mi die’ prove sì ammirabili dell’amor suo! E così sia.” *

 

NOTA

* Raccolta di orazioni e pie opere per le quali sono state concesse dai Sommi Pontefici le sante indulgenze, Roma 1898, p. 106, n. 73.