La festa della Madonna del Carmine – origini e storia

La festa della Madonna del Carmine - origini e storia

FONTE:

Atti del Congresso Internazionale Carmelitano per il settimo Centenario del Sacro Scapolare (1950), raccolti a cura del Comitato Italiano VII Centenario dello Scapolare.

Evoluzione della festa nell’Ordine

L’Ordine Carmelitano è l’unico, tra gli Ordini Religiosi, che abbia avuto, fin dai tempi più antichi, una festa particolare dedicata alla Madonna, in ringraziamento dei benefici da lei ricevuti. Conosciamo documenti che attestano come tale festa fosse celebrata nella seconda metà del secolo XIV, soprattutto in Inghilterra e, almeno nella seconda metà del secolo XV, in tutto l’Ordine. Lo affermano gli scrittori degli ultimi decenni di tale secolo che ci parlano, con Balduino Leersio (f 1483), della «narrazione della Inviolabile antichità, che si legge nella solenne commemorazione della Vergine, nei tempi antichi” (Speculum Carmelitanum, I, 1494). Lo affermano pure i primi libri liturgici dell’Ordine (Breviario e Messale) stampati in quell’epoca, nel cui calendario appare inserita la nostra festa.

In principio la festa non ha carattere di Festa maggiore nell’Ordine, bensì, secondo i più antichi autori, era come una Commemorazione annuale liturgica che veniva celebrata con maggiore solennità che la Commemorazione settimanale o sabatina. Ciò appare dagli antichi libri liturgici, nei quali la festa del 16 luglio suole essere annunziata così: «Commemoratio solemnis beatae Mariae: totum duplex. Oratio Deus qui excellentissimae. Cetera ut in commemoratione communi».

Nella seconda metà del secolo XVI la festa prese tale sviluppo che tutto l’Ordine vedeva in essa già la sua massima festa. Con questa festa i Carmelitani intendevano dare un esempio pubblico e ufficiale alla Santissima Vergine come speciale Patrona e Madre amorosissima, ricordando con singolare apparato di profonda gratitudine i tre più grandi favori che essi avevano ricevuto da lei: il titolo di “Fratelli” suoi, il riconoscimento ufficiale e la conferma dell’Ordine in Europa, l’eccelso dono del santo Scapolare. Contribuì anche all’accrescimento della festa il carattere speciale che essa prese in questo tempo, di significare, cioè, la Festa dell’Abito.

Molti sono i documenti che ci parlano di ciò. Ne citiamo qualcuno.

La Congregazione Definitoriale della Provincia Betica nel 1580 ad istanza del P. Maestro Diego Coria de Maldonado decretò che il giorno dell’Abito o Solenne Commemorazione di N. S. del M. Carmelo fosse celebrato con il massimo splendore e solennità possibile (Epitome historical de la Provincia Bética, del P. Juan Miguel Rodriguez: Archivio Storico Nazionale di Madrid, ms. 18118, fol. 122).

La stessa denominazione di Giorno o Festa dell’Abito si legge usualmente nei documenti dell’epoca.

Daniele della Vergine Maria dice: “La festa della Solenne Commemorazione della Vergine Maria si celebra da tempo immemorabile in gratitudine dei benefici concessi all’Ordine Carmelitano dalla Madre di Dio, e specialmente in memoria del dono del santo Scapolare, come privilegio singolare concesso allo stesso Ordine” (Speculum, I, 2099).

Giovanni de Silveira: “Quantunque fin dai tempi del Papa Onorio si celebrasse la festa, però dopo aver ricevuto il santo Scapolare la festa ha rivestito molto maggiore solennità, in ringraziamento di tanto beneficio” (Commentaria in Acta Apostolorum, Lugduni, 1687, p. 480).

Aumentò la diffusione della festa, la Bolla “Ex clementi” (12 agosto 1530) di Clemente VII con la quale si iniziò una serie di documenti pontifici in approvazione e lode dello Scapolare (vedi Anal, O. Carm., IV, 260-274).

Alla fine del secolo XVI la Commemorazione Solenne veniva celebrata in tutto l’Ordine come Festa Maggiore o Patronale. Una Bolla di Paolo V (30 ottobre 1606) parla “della festa principale della commemorazione di Santa Maria, che si celebra il 16 luglio” (Bull. Carm., II, 351).

Il Capitolo Generale del 1609: “Propositioni factae de festo praecipue, et singulariter celebrando RR. PP. de unanimi consensu, responsum dederunt, SS.mae M.ae Virg. Commemorationis festum ab omnibus regularibus tanquam magis praeclarum, ac praecipuum haberi debere” (Acta Cap. Gen., II, 20).

Nello stesso anno 1609, previa revisione e approvazione del santo Cardinale Roberto Bellarmino, furono concesse agli Scalzi le lezioni “Cum Sacra Pentecostes die” in cui si proclama solennemente il Patronato Mariano e lo Scapolare, distintivo speciale dell’Ordine di Maria, in onore della quale si celebra la festa. Il medesimo decreto concedeva di celebrare la festa con Ottava solenne.

Gli scrittori del tempo fanno lunghe descrizioni delle solennissime feste che venivano celebrate per il Carmine.

Espansione della festa fuori dell’Ordine

Raggiunto il massimo splendore nell’Ordine, la festa dell’Abito si diffuse ben presto anche fuori dell’Ordine, dove veniva venerata la Madonna del Carmine.

Il primo documento conosciuto è un decreto della Congregazione dei Riti del 1595: “Rispondendo alle domande delle monache di Donna Regina della città di Napoli si concede alle medesime di celebrare la festa e recitare l’ufficio con rito doppio della Commemorazione di santa Maria del Carmine nel giorno 17 di luglio, usando l’ufficio di S. Maria della Neve come nel Breviario Romano al giorno 5 di agosto, mutatis tamen mutandis, 20 giugno 1595» (Analecta Iuris Pontificii, 1863, col, 5, n. 17).

Se pensiamo che la S. Congregazione dei Riti fu istituita da Sisto V nel 1588, dobbiamo constatare che il citato documento è dei primi atti della medesima Congregazione.

Prima però che la S. Sede concedesse ai diversi regni e nazioni di celebrare la Commemorazione Solenne del Carmine, doveva passare un lungo periodo durante il quale la festa si diffuse spontaneamente.

La diffusione avvenne nonostante le ristrettezze poste dalla Sacra Congregazione dei Riti – vedi ad es. il decreto “contra abusus” dell’8 aprile 1628 dove si proibisce esplicitamente l’Ufficio della Madonna del Carmine – per volontà e desiderio dei fedeli.

Ecco alcuni documenti:

In una relazione inviata alla Curia Generalizia nel 1636 sulla festa celebrata in Mallorca, si legge: “la devozione al santo Scapolare è così diffusa che non c’è nessuno che non la pratichi: e col consenso di tutta l’Isola (per i miracoli che ogni giorno vengono operati dal nostro santo Abito) la festa della commemorazione della Madonna del Carmine, il 16 luglio, vien considerata festa di precetto e in quel giorno non solo dalla città, ma da tutti i luoghi e anche dalla campagna vengono, così numerosamente, da far impressione…” (Archivio Generale dell’Ordine, Provincia di Catalogna, codice 287).

Nel 1656 il provinciale di Turenne, p. Matias de S. Jean, descrive le solenni feste che venivano fatte per la festa dello Scapolare, a Roma, come in altri posti dell’Italia, Spagna, Portogallo, Francia ecc.

Nel 1670 (31 marzo) la S. Congregazione dei Riti concede alla Chiesa collegiata di San Biagio in Finale Borgo nella Liguria, la facoltà di celebrare la festa del Carmine con ottava, nella domenica successiva al 16 luglio (Lo Scapolare, n. 1, pag. 30).

Diffusione universale della festa con l’approvazione della Sede Apostolica

Dopo la spontanea diffusione, nella seconda metà del secolo XVII la festa viene concessa dalla Santa Sede a diversi regni e nazioni.

Il primo luogo spetta alla Spagna: “La Serenissima Regina di Spagna, Maria Anna, per il suo grande amore e pietà verso la SS. Vergine Maria del Monte Carmelo, con speciali lettere dirette alla Santità di Nostro Signore Clemente X, per mezzo dell’Eminentissimo Card. Nitardo, supplica che venga concesso il permesso di celebrare la festa della B. V. M. del Monte Carmelo ogni anno nel giorno 16 di luglio o in altro giorno dell’Ottava, da tutti i fedeli di ambo i sessi, sia Secolari che Regolari, che siano obbligati alle Ore Canoniche, in tutte le Chiese dei suoi Regni della Spagna, Provincie e Demarcazioni soggette alla Maestà Cattolica, con il medesimo Ufficio e Messa propria che, con autorità apostolica, usano i Religiosi Carmelitani, a somiglianza dell’altra concessione che, dietro supplica della medesima Serenissima Regina, la Santità Vostra in data 16 settembre 1671, ha fatto per la festa del santo Rosario… La Sacra Congregazione dei Riti… delibera che detta concessione possa essere fatta solo per i regni della Spagna, se al Santissimo nostro Signore piacerà, oggi, 17 novembre 1674. Avendo fatta relazione a Sua Santità egli non solo approvò e confermò il parere della Congregazione, ma, estendendo la medesima grazia, l’ha concessa per tutte le chiese delle Provincie e dei Domini soggetti a Sua Maestà Cattolica, comandando in pari tempo che siano spedite le lettere in forma di Breve. 21 del medesimo novembre 1674. V. Vescovo Portuense Card. Carpineo. Bernardino Casalio, Segretario” (Archivio Gen. dell’Ordine, Cod. VI De Breviario). Prova della grande solennità con cui veniva celebrata la festa del Carmine nella Spagna, è il fatto che detta festa, nel 16 luglio, era celebrata con grande pompa nella Casa Reale ed era chiamata “Festa di Corte e di gran gala” (Archivio storico Nazionale di Madrid, L. 169 del Convento di Toledo).

L’anno seguente, 1675, il medesimo Clemente X, dietro supplica di Leopoldo I, concedeva la Festa “a somiglianza della concessione fatta per la Spagna” a tutte le “Provincie soggette all’Augustissimo Imperatore, cioè: i Regni di Ungheria, Boemia, Dalmazia, Croazia, Carinzia e Corniola: il Marchesato di Moravia, il Contado del Tirolo e di Gorizia e tutte le Provincie soggette all’Augustissimo Imperatore” (Archivio Generale dell’Ordine, Cod. VI De Breviario).

Sempre secondo il tenore della concessione fatta alla Spagna, la festa del Carmine fu successivamente estesa, sotto il pontificato di Innocenzo XI, ai seguenti stati: Portogallo e Domini nel 1679; Toscana e Genova nel 1682; Parma, Piacenza e Borgo San Donnino nel 1683; Savoia e Repubblica di Lucca nel 1684. E sotto il pontificato di Clemente XI, al Regno di Polonia, nel 1704 (cfr. ibid.).

Con l’autorità apostolica di Clemente X la festa fu introdotta anche nel Rito Mozarabico nel giorno 18 luglio (cfr. F. Giorgio Holweck, Fasti Mariani, Friburgo 1892, al giorno 18 luglio).

Nel 1685 fu introdotta nel Rito Ambrosiano della Diocesi di Milano dal Cardinal Arcivescovo Federico Visconti, che la fissò per il giorno 19 luglio (cfr. Cronica del Carmine di Milano, pp. 499-535).

Adottarono la festa anche i cattolici orientali di Rito Caldaico con il titolo di “Festa dell’Abito della Vergine Maria del Monte Carmelo”. Ugualmente gli Itali-Greci della Calabria, con il titolo di “Festa di Nostra Signora del Monte Carmelo” (cfr. N. Nilles, Kalendarium manuale utriusque Ecclesiae Orientalis et Occidentalis, Oeniponte, 1897, vol. II, pp. 550, 683); e finalmente i Maroniti del Monte Libano che la celebrano con straordinaria solennità, con bellissimo ufficio proprio e che la considerano festa di precetto.

Non mancarono difficoltà alla diffusione della festa. Reclami vennero fatti qua e là specialmente a causa delle lezioni del secondo notturno, ma questo non impedì che la festa continuasse il suo sviluppo cosicché possiamo affermare che al principio del secolo XVIII la festa del Carmine di fatto è celebrata in tutto il mondo cattolico. Il Papa Benedetto XIII che nel 1725 l’aveva concessa per gli Stati Pontifici, con una Bolla del 24 settembre 1726, estese la festa a tutta la cristianità con rito doppio maggiore e con la medesima orazione e le medesime lezioni del secondo notturno, che fin dal secolo precedente recitavano i Religiosi Carmelitani.

Così la Festa della Madonna del Carmine veniva inclusa definitivamente nel Calendario liturgico della Chiesa Universale.

P. Agostino M. Forcadell, O. Carm.

La Madonna del Carmine e le apparizioni di Lourdes e Fatima

Le apparizioni della Vergine Immacolata a Lourdes iniziarono l’11 febbraio 1858 ed ebbero termine il 16 luglio dello stesso anno. Fu, cioè, nella festa della Madonna del Carmine che santa Bernardetta vide per l’ultima volta, alla grotta di Massabielle, la Madre di Dio. Fu come il saluto di commiato, quell’apparizione riservata interamente alla santa veggente.

Alla Cova di Yria a Fatima, nella sesta ed ultima apparizione della Madonna ai tre fanciulli, Francesco, Giacinta e Lucia, il 13 ottobre 1917, celebre per il prodigio solare, la Vergine apparve sotto tre diversi aspetti: Sacra Famiglia, Addolorata, Madonna del Carmine.

Crediamo che queste due apparizioni siano una conferma delle promesse di vita eterna annesse al santo Scapolare.

Siamo lieti di pubblicare una riproduzione di due autografi di Lucia, attualmente monaca Carmelitana Scalza [N.d.r. L’articolo che pubblichiamo fu scritto nel 1950], in cui la veggente, sia pur con la massima prudenza suggeritale dalle Autorità ecclesiastiche, rileva “con intima certezza” la visione della Madonna del Carmine.
Recentemente un Padre Carmelitano dietro indicazioni di Lucia ha fatto costruire una statua della Madonna del Carmine come la Veggente la vide nella visione del 13 ottobre 1917. La statua si trova attualmente nella chiesa parrocchiale di Nostra Signora dello Scapolare in New York.

G.M.G.

Rev.mo Signore, 

Può essere benissimo che io abbia detto al sig. dott. Formigao che la Madonna fosse simile all’immagine che si venera nella parrocchia di Fatima, perché nei cambiamenti di luce che ci furono la Madonna prese diversi aspetti e la Sua veste diversi colori, che ci davano l’impressione più o meno dell’Addolorata e del Carmine. Esiccome ci aveva prevenuti che nell’ultimo mese sarebbe venuta Nostra Signora dei Dolori e del Carmine, ho l’intima certezza che la Madonna ci sia apparsa in questi diversi aspetti.

Riconoscente gradisco il libriccino e le immaginette che ha avuto la bontà di mandarmi.

Infima serva                                       Sr. Lucia di Gesù Santo, Y. S. D.

Sardao, 27 agosto 1946.


Nota. — Questa lettera è una risposta a una richiesta del p. Luigi G. de Oliveira, O. Carm. dietro informazioni del dott. Formigao, membro del Tribunale Ecclesiastico per i prodigi di Fatima.

I. M.

Carmelitane Scalze di S. Teresa

Nostro Rev.do Padre,

Accuso di aver ricevuto la lettera di V. Rev.za alla quale mi affretto a rispondere.

Riguardo alle domande che mi fa, niente posso rispondere senza prima ottenere per questo l’ordine dell’Autorità ecclesiastica.

La sola cosa che posso dire è che Nostra Signora niente disse nel momento che si mostrò come Nostra Signora del Carmine.

Non avendo altro da dire, mi raccomandi nel Santo Sacrificio della Messa, che nelle mie povere preghiere non mancherò di pregare anche per V. Rev.za.

Col massimo rispetto e dedicazione filiale serva in Cristo Gesù.

Coimbra, 3 di marzo del 1949.          Sr. Maria del Cuore Immacolato, i. c. d.


Nota. — Questa lettera è una risposta a una lettera del M. R. P. Procuratore Generale dei Carmelitani. Il nome di Suor Maria del Cuore Immacolato è il nuovo nome preso da Lucia quando è divenuta Carmelitana Scalza nel monastero di Coimbra.