Lo Scapolare del Carmine – Storia e norme

Lo Scapolare del Carmine - Storia e norme

FONTE:

Atti del Congresso Internazionale Carmelitano per il settimo Centenario del Sacro Scapolare (1950), raccolti a cura del Comitato Italiano VII Centenario dello Scapolare.

L’Origine dello Scapolare

L’Ordine dei Carmelitani che trae origine dal Monte Carmelo (Palestina) sino dai tempi di Sant’Elia profeta, che ne è Padre e Fondatore, ebbe a soffrire nel secolo XIII molte contraddizioni e calunnie; e, quantunque approvato da Sommi Pontefici, lo si voleva tuttavia sopprimere ed obbligare i Religiosi a sottomettersi alla Regola di altro Ordine. La gran Madre di Dio però, che fu sempre la Protettrice dell’Ordine Carmelitano[1] venne opportunamente in soccorso all’Ordine.

Era la notte del 15 al 16 Luglio 1251. San Simone Stock, allora Generale dei Carmelitani, supplicava insistentemente Maria perché si prendesse a cuore la necessità dei suoi Religiosi, e La pregava che, in pegno di sua protezione, li distinguesse con un segno speciale. Ed ecco tutta raggiante di luce celeste apparirgli Maria corteggiata da una grande schiera di Angeli, tenendo nelle mani lo Scapolare dell’Ordine: “Prendi – gli disse con materna tenerezzaprendi, o dilettissimo Figlio, questo Scapolare del tuo Ordine, contrassegno della mia confratellanza, privilegio a te e a tutti i Carmeliti che, morendo con questo, non andrete al fuoco eterno: ecco un segno di salute, uno scampo dai pericoli, un segno di alleanza e di pace con voi in sempiterno.”[2]

A queste parole ed a questo preziosissimo dono il santo Generale si consolò e fatto conoscere ai suoi Religiosi il tratto amorevole della materna protezione di Maria Santissima, li rassicurò tutti. Divulgatasi quindi dentro e fuori dall’Inghilterra, ove avvenne, la fama di questo prodigio e del sacro dono di Maria, corsero subito a rendersi partecipi di così grandi tesori innumerevoli persone devote di ogni condizione, vestendo piccoli Abitini, fatti a somiglianza del sacro Scapolare. D’allora in poi il santo Abitino divenne una peculiare divisa di coloro che vollero dedicarsi in modo speciale al servizio della Regina degli Angeli, Maria Santissima e all’abito distintivo dei Confratelli del Carmine. Ma la nostra Madre amorosa non si contentò di questo favore. E difatti comparve ancora al Sommo Pontefice Giovanni XXII,[3] e gli ingiunse di dire al mondo intero che Ella, proteggendo in singolar modo l’Ordine e i Confratelli del Carmelo, avrebbe sollevato e liberato dalle fiamme del Purgatorio, specialmente nel primo sabato dopo la loro morte, le anime dei Religiosi e Confratelli defunti che avessero recitato in vita il suo Piccolo ufficio tutti i giorni, o, non sapendo leggere, avessero osservato l’astinenza dalle carni tutti i mercoledì e tutti i sabati, oltre ai giorni di digiuno di della Chiesa. Aggiunse anche la condizione di una vita casta secondo il proprio stato. Il Papa obbedì pubblicando una Bolla detta perciò Sabatina, la quale fu poi approvata e confermata da altri Pontefici suoi successori.

I Privilegi dello Scapolare

Da quel che si è detto, è facile capire che l’Abitino di Maria Santissima è una veste privilegiata e preziosa che arricchisce di grazie spirituali quelli che hanno la sorte di portarlo devotamente.

Infatti, esso è proclamato dalla Vergine: distintivo di coloro che le appartengono come Confratelli; singolare privilegio dei Carmelitani, non ad altri concesso; mezzo per evitare l’inferno; segno di eterna predestinazione; aiuto potente per schivare i pericoli dell’anima e del corpo e simbolo di eterna alleanza con lei. Aggiunge inoltre che anche dopo la morte si ricorderà dei suoi figli e fratelli e li libererà dal fuoco di purgazione al più presto. Per mezzo di esso si acquista dunque un diritto maggiore alla protezione della Regina del Cielo e si ottengono più facilmente i suoi celesti favori. Questa veste privilegiata ci fa partecipi inoltre delle preghiere, delle opere buone, delle mortificazioni, digiuni, sacrifici di un Ordine cosi esteso, quale è il Carmelitano e di migliaia di santi Religiosi e Religiose,

che servono in esso il Signore. Lo Scapolare ci fa Confratelli e Soci di tante anime sante che lo portano devotamente, di tanti illustri personaggi, di tanti principi e monarchi, di tanti Sommi Pontefici che si fecero una gloria di portare il santo Abitino e d’essere iscritti alla Confraternita del Carmine. Questo Scapolare insomma è un mezzo potente per ottenere ogni grazia da Maria Santissima, sia riguardo ai beni corporali, sia per la salute eterna dell’anima. Infatti: quante guarigioni non si ottennero per mezzo dell’Abitino? Quanti pericoli di corpo non si schivarono? Quante malattie non si superarono per mezzo di esso? Quante conversioni di peccatori induriti non si operarono? Quante tentazioni contro la fede e contro la purezza non si vinsero? Quante occasioni pericolose non si evitarono per la influenza benefica dello Scapolare di Maria Santissima? Non v’è pratica di devozione, non v’è esercizio di pietà, che abbia operato tante meraviglie e tanti prodigi a favore dei fedeli; quanti ne operò il santo Abitino a vantaggio di quelli che devotamente lo portano. Quali singolari privilegi non sono questi, per eccitare efficacemente i fedeli a vestirsi di questo manto prezioso di Maria!

Certezza dei pregi dello Scapolare

Che la devozione del santo Abitino sia vantaggiosa ai fedeli ed abbia tutti gli argomenti di una devozione sicura ed autentica, non vi può essere alcun dubbio. Essa fu approvata solennemente dalla Chiesa, lodata, confermata e promossa dai romani Pontefici, che in gran numero colle loro Bolle e Decreti ne stabilirono, ne confermarono e ne aumentarono i privilegi e le grazie. Fu promossa e difesa, coi loro scritti e coi loro esempi, da una moltitudine immensa di Vescovi, di Prelati e di scrittori dottissimi di ogni ordine e d’ogni condizione. Le più celebri Università ed Accademie delle più illustri città esaminarono le prove della sua veracità; e tutte convennero che essa aveva tutti i caratteri di una devozione sicura e di una pratica utilissima al bene spirituale dei fedeli. Inoltre, essa viene appoggiata da un numero strepitoso di miracoli i più autentici e i più sorprendenti: cosicché, ebbe a dire, oltre 300 anni fa, il celebre predicatore di Francia, Padre De la Colombière; dell’illustre Compagnia di Gesù «non esservi devozione tanto confermata con miracoli e prodigi come la devozione dello Scapolare, dell’Abitino di Maria Santissima del Carmine!».

Infatti, lo Scapolare fu in tante circostanze un mezzo per estinguere i più grandi incendi, per calmare il mare in tempesta, per scongiurare le più gravi ed imminenti tempeste, per ottenere dal cielo le piogge propizie e per far cessare le maligne influenze dell’aria. Esso difese dalle ferite e dalle cadute gli iscritti; esso spuntò le armi più micidiali; esso guarì le infermità più pericolose; esso finalmente ottenne la vittoria nelle tentazioni, l’aiuto delle grazie spirituali, e perfino la conversione dei più induriti peccatori.[4]

Doveri dei Confratelli del Santo Scapolare

Per partecipare delle grazie spirituali e delle sante Indulgenze concesse a quelli che portano il santo Abitino, devono osservarsi le seguenti condizioni:[5]

  • Ricevere lo Scapolare da un sacerdote che abbia la facoltà di iscrivere, e riceverlo nella forma prescritta.
  • Portarlo al collo continuamente sia di giorno che di notte.
  • Essere inscritto nel libro della Confraternita.

Non si richiedono altre condizioni né preghiere, né v’è alcun obbligo di recitare giornalmente i 7 Pater ed Ave come molti erroneamente credono.

[…]

Se poi trattasi di particolari Indulgenze per le quali è ingiunta una qualche opera, come sarebbe la visita alla chiesa, od altro, è allora necessario compire anche quest’opera ingiunta.[6]

Per godere poi del Privilegio Sabatino (che consiste nell’essere liberati dal Purgatorio il sabato dopo la morte), oltre le precedenti condizioni, sono pure necessarie le seguenti:

  • Vivere castamente secondo il proprio stato.
  • Recitare ogni giorno il piccolo ufficio di Maria Vergine (o l’Ufficio Divino). Per gli analfabeti questa condizione è sostituita dall’osservare i digiuni della Chiesa e l’astinenza dalle carni oltre il venerdì, anche il mercoledì ed il sabato.

Dichiarazioni

  • Quelli che sono già obbligati, per altro motivo, all’Ufficio divino, o a quello di Maria Vergine, o alle suddette astinenze, soddisfano all’obbligo dell’Abitino, senza far altre opere di mortificazione o di pietà. Quelli al contrario che non potessero adempiere comodamente tali obbligazioni, possono farsela commutare in altra pia opera da un religioso dell’Ordine, o da un confessore secolare che abbia facoltà di commutare quella obbligazione tanto in riguardo all’ufficio, che alla suddetta astinenza. Anzi è da osservarsi che, se alcuno dei Confratelli è gravemente impedito, resta totalmente sciolto dall’obbligo; è meglio però, anche in tal caso, consigliarsi col proprio confessore.[7]
  • Le suddette condizioni non vincolano in coscienza e perciò non vi è obbligo di confessarsene se si trascurano ad eccezione però di quelle che sono già obbligatorie per altro motivo, come il vivere castamente secondo il proprio stato, che è precetto divino e l’osservare i digiuni della Chiesa, che è precetto ecclesiastico; come pure l’astinenza dalle carni nel venerdì. I Confratelli però che trascurassero le altre condizioni, non hanno diritto ai privilegi ed alle grazie relative del santo Scapolare.
  • Circa le condizioni per gli analfabeti: se il Santo Natale cade in giorno di mercoledì, venerdì o sabato non vi è obbligo di astenersi dalle carni e cibi grassi.
  • L’obbligo di vivere castamente secondo il proprio stato, si deve intendere che ciascuno deve vivere casto secondo la condizione in cui Dio l’ha posto, cosicché i vergini ed i vedovi devono osservare la continenza relativa al proprio stato, ma possono contrarre matrimonio; i coniugati devono osservare la fede matrimoniale, e i doveri che sono annessi allo stato di matrimonio.

Alcune osservazioni intorno agli obblighi dello Scapolare

  1. La facoltà d’imporre l’Abitino risiede nel Generale dell’ Ordine, tanto dei Calzati come degli Scalzi: nel loro Vicario, nel loro Delegato, nel Provinciale e nel Superiore di ogni Convento: con la differenza che il Generale e il Vicario generale possono dare la facoltà a qualunque sacerdote in perpetuo:[8] il Provinciale, nel territorio della sua provincia, a qualunque sacerdote per il triennio del suo governo e il Priore solamente ai suoi Religiosi sacerdoti. I sacerdoti secolari possono essere delegati da detti superiori Generali e Provinciali a commutare gli obblighi dell’Abitino, ma questa facoltà deve essere espressa o a voce o per iscritto. Però i Religiosi dell’Ordine, Confessori e facoltizzati a benedire e imporre l’Abitino, possono commutare tali obblighi, sebbene non ne abbiano facoltà espressa.
  2. L’Abitino deve necessariamente essere di panno di lana, né può essere di cotone, né di seta o di altra materia, né fatto a maglia.
  3. Non si può usare validamente lo Scapolare di forma rotonda, né ovale, né a più angoli. Può bensì essere ricamato ed ornato con altre materie come di oro, argento, o seta, purché sempre il fondo sia di lana e prevalga il colore prescritto.[9]
  4. Il colore dello Scapolare deve essere marrone ma per guadagnare le indulgenze, la Sacra Congregazione ha deciso che in mancanza d’altro può servire anche il grigio scuro o il nero.
  5. Sull’Abitino non è necessario, ma è di pura devozione, che vi sia l’immagine di Maria Santissima o di altri Santi, purché sempre appaia sull’Abitino il colore, la forma, il panno.
  6. I nastri o cordicelle, che uniscono i due pezzetti dello Scapolare, possono essere di qualsivoglia materia.
  7. Non è necessario che lo Scapolare tocchi immediatamente il corpo, ma può portarsi sopra ai vestiti, sempre però al collo in modo che una parte penda sulle spalle, l’altra sul petto.
  8. Si possono portare più Scapolari insieme attaccati agli stessi nastri, o cordicelle, purché ciascuno sia pendente nel modo indicato sopra.[10]
  9. Chi è stato legalmente iscritto all’Abitino, consumato che abbia il primo che gli fu imposto e che fu benedetto nell’atto dell’iscrizione, può farsene da sé stesso un altro con due pezzi di panno qualunque, anche usato, purché scuro, e metterselo senz’altro, non essendo necessario farlo benedire; l’essenziale è che i due pezzi siano di lana e scuri.
  10. Chi fosse stato molto tempo senza portar l’Abitino non è necessario che si faccia di nuovo iscrivere: basta rimetterselo.
  11. Si può imporre validamente il sacro Scapolare ai bambini non ancora giunti all’uso della ragione. Questi acquistano le indulgenze e gli altri privilegi quando acquistano l’uso della ragione.[11]
  12. Il sacerdote che ha ottenuta facoltà di benedire ed imporre lo Scapolare senza limitazione, può imporlo a sé stesso.[12]
  13. Il Sacerdote che impone l’Abitino, deve aver cura che il nome del Confratello sia scritto nel libro della compagnia, altrimenti non gode delle indulgenze e privilegi dell’Abitino, essendo stato revocato il Decreto di Gregorio XVI che dispensava da questa condizione. Non è però necessario che i nomi degli iscritti al santo Abitino si mandino alla Confraternita più vicina; basta inviarli al Rettore di qualsiasi Confraternita.

Della sostituzione della medaglia al S. Scapolare

Sua Santità Pio X, pur esprimendo grande desiderio (vehementer exoptet)[13] che i fedeli continuassero a portare come nel passato i SS. Scapolari, con Decreto del 16 Dicembre 1910 concesse, per maggior comodità dei fedeli stessi, che si possa sostituire un’unica medaglia a tutti gli Abitini approvati dalla S. Sede, meno quelli propri dei Terz’Ordini e con essa si possano lucrare tutti i favori spirituali (compreso il cosiddetto Privilegio Sabatino proprio di quello della B. V. del Carmine) e tutte le indulgenze che sono annesse a ciascuno.

Però, come risulta dal Decreto, bisogna notare:

  • Che l’atto d’imposizione degli Abitini non venne mutato, perciò non si può fare l’imposizione con la medaglia, ma deve essere fatta con l’Abitino e secondo la formula approvata.
  • Che la medaglia deve portare da una parte l’effigie di N. S. Gesù Cristo in atto di mostrare il suo SS. Cuore e dall’altra quella della B. V. Maria, e deve essere benedetta da chi ha facoltà ordinaria o delegata d’imporre gli Abitini, con tante distinte benedizioni quanti sono gli Scapolari regolarmente imposti.
  • Che le singole benedizioni si possono impartire con un unico segno di Croce.
  • Che in caso di smarrimento della medaglia benedetta bisogna farne benedire un’altra, essendo la benedizione limitata alla singola medaglia, mentre non è necessario benedire gli Abitini da sostituirsi al primo benedetto nell’atto dell’imposizione.
  • Che non è necessario portare la medaglia al collo, basta portarla indosso e in modo decoroso.
  • Che bisogna compiere sempre le pratiche obbligatorie di ogni Abitino, per godere dei privilegi e delle indulgenze ad essi annesse.

NOTE

[1] L’Ordine Carmelitano si gloria d’avere onorata Maria Santissima da tempi remotissimi. Sant’Elia profeta, per primo, La venerò in quella prodigiosa nuvoletta che vide alzarsi dal mare in figura umana simboleggiante Maria, secondo l’opinione dei Santi Padri. I Carmelitani fin dal principio dell’Era Cristiana innalzarono sul Monte Carmelo una Cappella, la prima che fosse dedicata a Maria, e ne celebrarono sempre, da tempo immemorabile, come devozione tutta loro propria l’immacolata Concezione.

[2] L’Apparizione di Maria Santissima a San Simone Stock avvenne il 15 luglio 1251. — È stata autorizzata dalle Bolle dei Sommi Pontefici, specialmente di Giovanni XXII, Alessandro V, Clemente VII, Gregorio XIII, Paolo V — e Benedetto XIV pe parla così: “Ben volentieri Noi ammettiamo questa Apparizione, crediamo doversi ammettere da qualunque.” (De festis, Tom. II, § 70).

[3] L’Apparizione di Maria Santissima a Giovanni XXII e la promessa a lui fatta di prestare aiuto ai Carmeliti e Confratelli nel Purgatorio, ebbe luogo nel secolo XIV, come ampiamente lo testificò lo stesso Pontefice con sua Bolla Sacr. ut in culmine del 1322. Sebbene si sia smarrito l’originale di tale Bolla, se ne conserva la trascrizione fedele trasmessa da Alessandro V nel 1409; corroborata e riconfermata da altre Bolle, come di Clemente VII, di Paolo III, di San Pio V, di Gregorio XIII, e di altri, ecc. La S. Inquisizione Generale nel 1613 stabilì il seguente Decreto: “Sia permesso ai PP. Carmelitani il predicare l’aiuto che presta Maria Santissima ai Carmeliti nel Purgatorio, specialmente in giorno di sabato”.

[4] Vestirono lo Scapolare del Carmine i Sommi Pontefici: Gregorio XIV, Leone XI, Paolo V, Gregorio XV, Urbano Vili, Innocenzo X, Alessandro Vili, ecc.

[5] Leone XIII, Decreto del 27 aprile 1887.

[6] Ibid.

[7] La commutazione si può fare in qualunque opera pia e preghiera, ma il più comune è il prescrivere per commutazione la recita di 7 Pater ed Ave in onore delle 7 Allegrezze di Maria Santissima. Ai fanciulli, e a chi avesse molte occupazioni, potranno bastare 7 Ave Maria.

[8] Quando la Confraternita del Carmine è Canonicamente stabilita in perpetuo in qualche Parrocchia, il solo parroco ha l’autorità d’imporre l’Abito del Carmine; egli però può delegare i propri Vicari o Coadiutori e non altri. Chi ricevesse l’Abito del Carmine da chi non ne ha l’autorità, non può partecipare alle grazie e privilegi concessi agli ascritti. (18 Agosto 1868).

[9] Decreto 27 aprile 1887.

[10] Decreto 24 settembre 1864.

[11] Decreto 24 agosto 1864.

[12] Decreto 7 marzo 1840.

[13] Vedi Decreto della S. Congregazione del S. Ufficio, 16 dicembre 1910.