Meditazione sulla Prefazione del Card. Robert Sarah al libro: La distribuzione della comunione sulla mano. Profili storici, giuridici e pastorali di don Federico Bortoli – Parte seconda

Meditazione sulla Prefazione del Card. Robert Sarah al libro: La distribuzione della comunione sulla mano. Profili storici, giuridici e pastorali di don Federico Bortoli – Parte seconda

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di giovedì 14 maggio 2020

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Approfondimento

Prefazione del Card. Robert Sarah al libro di don Federico Bortoli: "La distribuzione della comunione sulla mano. Profili storici, giuridici e pastorali".

Approfondimento

Libro "La distribuzione della Comunione sulla mano" di don Federico Bortoli

L’Istruzione della Sacra Congregazione del Culto Divino Memoriale Domini del 1969 aveva solennemente stabilito che la pratica della Comunione sulla lingua doveva essere conservata e che ogni cambiamento di disciplina in merito avrebbe portato delle conseguenze negative. Nonostante ciò la pratica della Comunione sulla mano si è imposta come il modo abituale di ricevere l’Eucaristia e da eccezione è divenuta la regola.

 

 

Il volume mostra come ciò sia potuto accadere, portando alla luce un’ampia documentazione rimasta finora inedita, che fa comprendere le dinamiche non proprio limpide che hanno prodotto questo risultato. Con approfondimenti storici, giuridici e pastorali si mostra come tale cambiamento abbia contribuito non poco ad un affievolimento della fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia.

 

Prefazione del Cardinale Robert Sarah.

 

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Letture

PRIMA LETTURA (At 1,15-17.20-26)
La sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.

In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli – il numero delle persone radunate era circa centoventi – e disse: «Fratelli, era necessario che si commpisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, diventato la guida di quelli che arrestarono Gesù. Egli infatti era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero. Sta scritto infaati nel libro dei Salmi:
“La sua dimora diventi deserta
e nessuno vi abiti”.
e: “Il suo incarico lo prenda un altro”.
Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione».

Ne proposero due: Giuseppe, detto Barsabba, soprannominato Giusto, e Mattia. Poi pregarono dicendo: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due hai scelto per prendere il posto in questo ministero e apostolato, che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava». Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.