Gesù nostra primizia

Gesù nostra primizia

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia di domenica 28 giugno 2020 – S. Messa delle ore 8.00

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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GESÙ NOSTRA PRIMIZIA

In questa XIII Domenica del Tempo Ordinario, l’ultima di questo mese di giugno, il Vangelo che abbiamo appena ascoltato è la prosecuzione del Vangelo di Domenica scorsa, stesso capitolo, capitolo X, e quest’oggi Gesù ancora parla ai suoi Apostoli, parla ai Dodici. Il discorso che Lui sta facendo è dedicato in modo particolare a coloro che hanno deciso di corrispondere alla chiamata di Gesù, di seguirlo ovunque, di metterlo al primo posto, di dare via tutto per acquistare la Perla Preziosa che è Lui. Gesù in questo Vangelo dice agli Apostoli che non ci può essere nessuna conciliazione tra il mondo e Gesù, tra la Verità e la menzogna, tra il bene e il male, non c’è il compromesso, non c’è un gioco di sfumature di bianchi e di neri, non c’è la zona franca e tanto ambita del grigio, non ci sono contesti, non ci sono scuse, non ci sono contingenze, non ci sono attenuanti, c’è Gesù e c’è il mondo, non c’è via di mezzo, o si sta da una parte o dall’altra, non si può stare da tutte e due le parti, e non si può stare tra gli indecisi, perché essere indecisi è già una scelta. E’ per questo che Lui dice che non è venuto a portare la pace sulla terra ma il fuoco, la spada, la divisione. Tutto il contrario di quello che noi andiamo predicando e dicendo pensando a Gesù. Anche se tra il padre e la figlio, tra la madre e la figlia, la nuora e la suocera, c’è divergenza di aspirazioni, di idee, tanto che uno tira di più per il mondo, l’altro tira di più per Gesù, questo dissidio è assolutamente insanabile, non si può mettere in pace. E’ un’illusione credere di trovare una via di mezzo, perché non c’è una via di mezzo tra il bene e il male, tra il mondo e Dio, c’è una separazione radicale e chiaramente i discepoli, gli apostoli, i predicatori del mondo sono irriducibilmente inconciliabili con i Discepoli, gli Apostoli, i predicatori di Gesù. Non c’è pace, c’è guerra, ed è giusto che sia così, è bene che sia così, questo dice l’appartenenza radicale, totale dei Discepoli di Gesù alla Verità a Gesù. I Discepoli di Gesù devono aspettarsi la lotta persino dai più intimi parenti, devono aspettarsi le persecuzioni, addirittura dai genitori o dai figli, devono saper rinunciare agli affetti più cari per seguire Gesù:

«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me».

Non c’è da interpretare nulla. Bisogna scegliere, bisogna decidere se si vuole dare tutto per il tutto.

Cosa vuol dire questo “più di Gesù”?

Vuol dire andando contro l’amore per Gesù, andando contro il riconoscimento a Gesù, andando contro i Dieci Comandamenti, andando contro la priorità di Gesù nella mia vita. Gesù sta al primo posto. Questo deve essere chiaro a tutti quando ci incontrano e ci vedono. La storia è stanca di cristiani alla “D on Abbondio”, ne abbiamo avuti già fin troppi, e già troppe volte noi dobbiamo constatare nella nostra vita quanto la tentazione di vivere una vita da “ Don Abbondio ” si fa pressante e seducente, e poi finiamo per vivere quella vita lì, finiamo per diventare quelle persone lì. Dire “Don Abbondio”, a chiunque ha letto 3 righe dei Promessi Sposi, immediatamente viene in mente l’immagine peggiore che ci possa essere. Pensare a Don Abbondio” v iene in mente Ponzio Pilato, viene in mente una persona viscida, una persona che cerca il proprio interesse a qualunque costo, una persona che sa coprirsi gli occhi, il naso, la bocca, per non vedere, non sentire, non parlare, non riconoscere la Verità.

Mi ha sempre colpito quello che diceva Martin Luther King, una frase:

“Non dovete di avere paura di coloro che vi perseguitano, di coloro che vi maltrattano, dei violenti, di coloro che vi fanno del male, voi dovete aver paura del silenzio dei buoni”

Una cosa molto simile la disse Santa Caterina da Siena molto tempo prima. Il silenzio dei giusti è più assordante del grido degli empi. E’ impossibile conciliare un amore che si lega tutto alla terra e segue le degradazioni della terra, l’immoralità del mondo, con un amore ineffabile che attira l’anima a Dio, al Cielo.

Sono rimasto colpito quando mi hanno mandato alcuni video di alcune discoteche di questi giorni. Ce ne fosse uno con la mascherina! Mangiano e bevono senza mascherina e si imboccano l’uno con l’altro. La legge o è uguale per tutti o non lo è per nessuno. Chissà perché quando abbiamo a che fare con Gesù, tutto assume una connotazione diversa, questa è la persecuzione di cui parla Gesù nel Vangelo, questa è l’inconciliabilità tra il mondo e Gesù. Queste cose si chiamano ingiustizie, perché se è un diritto andare in discoteca, a maggior ragione lo è andare in Chiesa.

Gesù esige l’amore pieno, l’amore incondizionato, perché Lui vuole dare l’amore pieno e generoso del Suo Cuore.

Lui vuole tutto perché Gesù dà tutto.

Sottrae il Discepolo all’amore della carne, lo porta via da queste cose. Lo porta via perché l’amore della carne gli è di impedimento alle vie dello Spirito. Lo attrae dietro di sé sulla via del Calvario per incamminarlo sulla Via dell’Eterna Luce, lo chiama alla sofferenza, lo chiama al patimento.

Chiediamo al Signore la Grazia di avere uno sguardo per cui diciamo che questa vita non durerà per sempre, e il conforto grande è che ci presenteremo al Giudizio di Dio. E’ un grande conforto perché quel giudizio, sappiamo già adesso che sarà giusto, a ciascuno sarà riconosciuto il suo, nel bene e nel male. Finalmente tutto ciò che è segreto diverrà luminoso, vedremo tutti, tutto, sapremo esattamente come è andata tutta la storia. Nella Rivelazione che è l’Incarnazione del Verbo,

Gesù che muore in Croce per noi, lì noi dobbiamo andare a cercare tutto ciò che ci fa essere veri cristiani. Non può essere un’offesa la mia identità. Essere Discepoli di Gesù vuol dire ritenere Gesù la nostra unica e insostituibile primizia.

Sia lodato Gesù Cristo.

LETTURE

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

PRIMA LETTURA (2Re 4,8-11.14-16)
Costui è un uomo di Dio, un santo, si fermi da noi.

Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era un’illustre donna, che lo trattenne a mangiare. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei.
Ella disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Facciamo una piccola stanza superiore, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e un candeliere; così, venendo da noi, vi si potrà ritirare».
Un giorno che passò di lì, si ritirò nella stanza superiore e si coricò. Eliseo [disse a Giezi, suo servo]: «Che cosa si può fare per lei?». Giezi disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito è vecchio». Eliseo disse: «Chiamala!». La chiamò; ella si fermò sulla porta. Allora disse: «L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia».

SALMO RESPONSORIALE (Sal 88)
Rit. Canterò per sempre l’amore del Signore.

Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia.

Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d’Israele.

SECONDA LETTURA (Rm 6,3-4.8-11)
Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti con lui: camminiamo in una vita nuova.

Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?
Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.

Canto al Vangelo (Cf 1 Pt 2, 9)
Alleluia, alleluia.
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa;
proclamate le opere ammirevoli di colui
che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.
Alleluia.

VANGELO (Mt 10,37-42)
Chi non prende la croce non è degno di me. Chi accoglie voi, accoglie me.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».