Il Card. Adeodato Piazza e il valore del Sangue di Cristo

Il Card. Adeodato Piazza e il valore del Sangue di Cristo

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di martedì 30 giugno 2020.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

Per motivi di intenso traffico non ci è possibile rendere disponibile l’ascolto dei file audio direttamente dal nostro sito. Se hai dubbi su come fare, vai alle istruzioni per l’ascolto delle registrazioni.

Scarica il testo dell’omelia  

IL CARD. ADEODATO PIAZZA E IL VALORE DEL SANGUE DI CRISTO

Eccoci giunti a martedì 30 giugno, abbiamo appena ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal cap.8° di San Matteo. Oggi è la vigilia della festa del Preziosissimo Sangue che celebreremo domani, alla quale ci siamo preparati in questi giorni, meditando sul valore infinito e bellissimo del Preziosissimo Sangue. Anche oggi vorrei proporvi una piccola parte della L ettera Pastorale del Cardinale Piazza. Abbiamo visto ieri la figura importante, bella, profonda di questo Cardinale, vi ho presentato ieri la sua Lettera Pastorale che ha visto diverse edizioni, è stata anche pubblicata in spagnolo, un testo molto lungo, molto bello, Lettera scritta dopo essere stato creato Cardinale, che lui ha dedicato al Preziosissimo Sangue del quale era devotissimo. Oggi vediamo, sempre della Lettera Pastorale, questo capitoletto che si intitola:

Il valore del Sangue di Cristo.

“È necessario richiamare l’attenzione sulla sua nobiltà di origine. Nel messaggio dell’Annunciazione si diceva che colui che doveva nascere: “sarà grande, sarà chiamato il Figlio dell’Altissimo e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo Padre” (Lc 1, 32). È, quindi, un Sangue reale che si distilla attraverso i secoli fino a che viene a scorrere nelle vene di una Vergine. Gesù è il fiore aperto nella pienezza dei tempi sulla radice di Iesse; è la radice e la discendenza di Davide, la stella splendente del mattino (Ap 22, 16). Chiunque si scandalizzi perché Gesù prese natura umana da un popolo, che doveva poi configgerlo in croce non comprende nulla del dramma mondiale del Figlio di Dio, il quale oppose al misfatto dei suoi crocifissori, qual sommo sacerdote, l’azione divina della morte redentrice (Pio XI, Lettera enciclica Mit Brenneder sorge – Con viva preoccupazione, 1937).”

Siamo di fronte ad un Sangue reale, il Sangue del Figlio di Dio. Questo richiede a tutti noi un’attenzione molto particolare, una grande riconoscenza , una grande piccolezza. Quando vediamo il Calice con dentro il vino consacrato dobbiamo pensare che lì è raccolto il Sangue Preziosissimo di Gesù.

“Ma questa nobiltà d’origine è superata da una nobiltà superiore e divina. Quel Sangue, offerto da una Madre che rimane Vergine, raccolto e vivificato dallo Spirito Santo, fu assunto per essere unito alla Persona del Verbo, diventando così: il Sangue di Dio. Non c’è parola umana che possa esprimere, né mente che possa capire quanto valga ogni goccia e ogni atomo di questo Sangue divino. Il suo prezzo è in realtà infinito.”

E’ il Sangue di Dio, ed ogni goccia ha un valore infinito”, sono realtà che abbiamo bisogno di meditare perché ci superano tanto.

“In ordine alla Redenzione, solo il Sangue versato ha valore. Quando San Paolo affermò che, senza spargimento di sangue, non vi è remissione (Eb 9, 22), fece qualcosa di più che ricordare la legge levitica; stabilì così un principio profondamente radicato nella coscienza umana, che è : per espiare la colpa, niente è utile se non il sangue. Ma quale sangue?

I pagani e tutti coloro che avevano perso, insieme alla cognizione di una rivelazione primitiva, il senso di un divieto ispirato dalla dignità dell’uomo, sacrificarono alle loro false divinità, con un rituale orripilante, olocausti di vergini e di bambini innocenti.”

Agli idoli venivano offerti, sacrificate persone che rappresentavano nel modo più chiaro possibile la purezza. Doveva essere offerto un sangue incontaminato, un sangue purissimo, e allora si sceglievano le vergini o i bambini.

“Gli ebrei, invece, che mantennero intatta la rivelazione e, con essa, il veto assoluto: non ucciderai, dovevano cercare altre vittime. Fu Dio stesso a indicarli: agnelli e capri, tori e vitelli, che venivano sgozzati sugli altari durante le cerimonie quotidiane o periodiche. Ma quale efficacia poteva avere quel sangue animale, se non quella di rappresentare una purezza meramente esteriore, per mezzo di una santità legale che si accordava con le esigenze del culto? Per espiare la colpa era necessario un sangue più nobile. In realtà, nessun sangue sarebbe stato sufficiente, se non il Sangue di Dio.”

Per espiare soprattutto la nostra colpa originaria, per riparare, per espiare, per cancellare il peccato originale ci voleva il Sangue di Dio, solo il Suo Sangue poteva liberarci definitivamente dal peccato originale che incombeva su di noi prepotentemente.

“Il conflitto tra le due leggi non avrebbe potuto avere una soluzione diversa. Le esigenze di un’espiazione che, tenendo in conto i diritti e gli interessi della Divinità, avrebbero dovuto assumere proporzioni infinite, esigevano di conseguenza la necessità di un sacrificio di valore infinito. Ecco perché quando entra nel mondo dice (Cristo al Padre): Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo (Eb 10, 5-7). L’apostolo ragiona così: Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsi su quelli che sono contaminati, li santificano, purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo, il quale con uno Spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio, purificherà la nostra coscienza dalla opere morte, per servire il Dio vivente? (Eb 9, 13-14).”

Quante volte abbiamo ascoltato queste frasi, queste espressioni della Scrittura. Ecco perché siamo chiamati a ricorrere frequentemente alla Santa Messa, alla visita al Tabernacolo e alla Santa Confessione, perché sono i luoghi dove noi maggiormente possiamo incontrare l’offerta di questo Sangue. Per questo Gesù a Santa Faustina dice che quelli sono i due Troni della Misericordia, il Tabernacolo e il Confessionale. Lì noi dobbiamo andare, sempre, ma soprattutto quando sappiamo di aver fatto qualcosa di grave, un’offesa importante contro Dio, subito ricorrere al Suo Sangue prezioso.

“Non si poteva meglio determinare il valore e l’efficacia di questo Sangue, sparso in un impeto d’amore, che è ciò che caratterizza e valorizza tutte le altre abbondanti effusioni, fino allo svenamento totale. Sarebbe bastata una sola goccia per redimere il mondo intero. Invece, Gesù ha voluto versare tutto, goccia a goccia. E per chi? Per noi peccatori! Ecco l’eroismo della carità! Ecco il fondamento della nostra speranza!”

Per salvarci era sufficiente il Sangue versato nella circoncisione di Gesù, ad esempio, bastava una goccia di Sangue per salvare l’umanità, invece Gesù ha voluto dissanguarsi, svenarsi, darci tutto il Suo Sangue, interamente tutto, aprire per noi questa sorgente sigillata che è il suo fianco dal quale poter ricevere tutto il Suo Sangue.

Questo è l’eroismo della Carità”

Gesù ha fatto tutto questo per chi?

Per noi ingrati, indifferenti, superficiali, egoisti, per noi distratti, per noi che non abbiamo mai tempo di stare con Lui. Per noi Gesù ha dato tutto se stesso. Per noi che viviamo come se questo non fosse accaduto, e invece è accaduto.

“Dio – come dice San Paolo – dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A maggior ragione ora, giustificati per il suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. (Rm 5, 8-9).”

L’amore come si manifesta?

Secondo il mondo, con il piacere, secondo Dio, col sacrificio. Sono due impostazioni completamente diverse, sono due prospettive radicalmente diverse.

“Oh, quale grande trionfo questo della divina carità su di noi! “Sangue e fuoco, amore inestimabile!” esclamò Santa Caterina da Siena. E il dolcissimo San Bonaventura ci invita così: guarda in alto e guarda come la rosa insanguinata della passione è coperta di porpora in segno di un amore rovente. La carità e la passione lottano tra loro; quella per essere il più ardente, questa per essere più cruenta … Il prezioso fiore del cielo, giungendo la pienezza del tempo, si è aperto del tutto e in tutto il corpo, bagnato dai raggi di un amore ardentissimo. Il bagliore rosso dell’amore rifulse nel rosso vivo del Sangue (La mistica vite, c. 23).

In Gesù si muovono queste due realtà, da una parte la carità perfetta, l’amore assoluto, l’amore totale di Gesù per noi, e dall’altra passione, il luogo, il mezzo attraverso il quale questo amore, questa carità si manifesta. Più è ardito il sacrificio, più è forte, e più si può manifestare la carità, l’amore. L’Amore Vero si manifesta nel Sacrificio più grande. Noi purtroppo oggi i sacrifici quasi neanche li vediamo. Quante persone, quante mamme, soffrono sacrifici forti, eppure alle volte non vengono neanche visti, neanche ci si accorge di questi sacrifici.

Oggi volevo anche citarvi alcuni Miracoli Eucaristici dove è stato coinvolto il Preziosissimo Sangue. Non si può non citare il Miracolo di Bolsena, dove l’Ostia Consacrata sanguinò tanto da gocciolare sul corporale e sul marmo del pavimento dell’altare. Papa Urbano IV estese a tutta la Chiesa la solennità del Corpus Domini per ringraziare il Cielo di questo miracolo famosissimo. Poi c’è stato il Miracolo di Tixtla, dove l’Ostia si insanguina fra le mani di una suora ministra straordinaria dell’Eucarestia, lei si accorge di avere nella pisside quest’Ostia insanguinata. Ricordiamo anche il Miracolo di Boxtel che avvenne in Olanda nel 1379, quando un Sacerdote Eligius Van Der Aecker, si apprestava a celebrare la Messa nella Chiesa di San Pietro, nel Medioevo si era soliti celebrare con il vino rosso, ma quel, giorno per motivi non conosciuti, Don Eligius usò il vino bianco. Si trovava all’altare dei Santi Magi, dopo l’elevazione urtò involontariamente contro il Calice, che si rovesciò spargendo il contenuto sull’altare, benché esso avesse usato il vino bianco, corporale e tovaglia si macchiarono subito di sangue di colore rosso. Don Eligius turbatissimo, proseguì la celebrazione senza dire niente a nessuno, ma al termine della Messa raccolse i sacri lini e corse in Sacrestia per lavarli di nascosto. Vedendo che le macchie di sangue rimanevano immutate, mise i lini in una valigia per lavarli più tardi nell’acqua corrente di un canale, tuttavia questo espediente non diede frutto e le macchie di sangue rimasero intatte sia sul corporale che sulla tovaglia dell’altare, allora il Sacerdote spaventato nascose le preziose reliquie in casa sua, senza rivelare l’accaduto. Poco tempo dopo, però, don Eligius si ammalò gravemente e capendo di essere ormai prossimo alla fine, decise di rivelare al confessore, Don Heinrich Meheim, tutto l’accaduto. Dopo la morte di Don Eligius i sacri lini tornarono alla Chiesa di San Pietro. Nel 1380 grazie all’intervento del card. Pileus, legato al pontificio di Papa Urbano VI, si ottenne il permesso del culto pubblico e delle sacre reliquie. Si può essere Sacerdoti e non cogliere la grandezza di questo miracolo e spaventarsi, forse anche vergognarsi. C’è ne sono tantissimi di questi Miracoli. Il Miracolo del Sangue di Ferrara , fu un Miracolo che rimase molto impresso nella gente. Un miracolo accaduto nel 1171, nel corso della Messa Pasquale del 28 marzo, contro le eresie che si scatenarono contro il dogma della Transustanziazione. Nella Chiesa di Ferrara Padre Pietro da Verona celebrava la Messa, questa Chiesa ha preso il nome di Santa Maria in Vado, il quartiere fu detto Borgo Vado. Durante il momento della Fractio Panis, il celebrante e con lui tutto il clero, videro le specie del pane convertite in vera Carne da cui sprizzò un fiotto di Sangue con una tale irruenza che ne rimase macchiato vistosamente il piccolo catino absidale. Sono tutti Miracoli che ci vogliono dire qualcosa. Non dimentichiamo il M iracolo di Firenze , importantissimo, nella Chiesa di Sant’Ambrogio, nel quartiere di Santa Croce, 30 dicembre 1230, un anziano Sacerdote nel detergere il Calice durante la Messa vi lasciò inavvertitamente del Vino Consacrato, il giorno dopo, secondo quanto è agli atti, si ritrovò come Sangue raggrumato incarnato. Il liquido raggrumato raccolto in una ampolla di cristallo fu portato in Curia per disposizione del Vescovo che era scettico. Anche la reazione del Pontefice fu abbastanza tiepida e si limitò tardivamente a dare delle indulgenze. Poi avvenne sempre in questa Chiesa un secondo Miracolo, il 25 marzo 1595, durante il venerdì Santo scoppiò un violento incendio durante il quale il Sacerdote cercando di mettere in salvo la pisside con le Ostie Consacrate, inciampò facendo finire le particole in mezzo alle fiamme. Dopo l’incendio le particole avvolte in un corporale sono state ritrovate intatte e anche qui il Vescovo dichiarò il Miracolo avvenuto.

Chiediamo al Signore la Grazia di avere una grandissima devozione per il

Preziosissimo Sangue di Gesù.

Vi auguro di cuore una santa giornata, oggi è martedì, giorno dedicato al Volto Santo, quindi stringiamoci al Volto Santo di Gesù.

E la Benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

LETTURE

Martedì della XIII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

VANGELO (Mt 8,23-27)
Si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.

In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.
Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».