L’importanza del tempio di Dio

L’importanza del tempio di Dio

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia di lunedì 13 luglio 2020

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

Per motivi di intenso traffico non ci è possibile rendere disponibile l’ascolto dei file audio direttamente dal nostro sito. Se hai dubbi su come fare, vai alle istruzioni per l’ascolto delle registrazioni.

Scarica il testo dell’omelia  

 

L’IMPORTANZA DEL TEMPIO DI DIO

La Prima Lettura di quest’oggi tratta dal Libro del Profeta Isaia, cap.1°, ci illumina su quanto sia facile e anche quanto sia impercettibile l’illusione di sentirci bene, sentirci a posto, sentirci in comunione con Dio perché facciamo delle liturgie, celebriamo dei riti, diciamo delle preghiere, facciamo dei sacrifici. La prima cosa che il Signore dice attraverso Isaia è proprio questa:

«Perché mi offrite i vostri sacrifici senza numero?»

Al Signore interessa la ragione per cui si fanno le cose.

Perché vai a Messa? Perché dici il Rosario? Perché preghi? Perché ti confessi? Perché ricevi l’Eucarestia?

Il Signore pone la domanda sul perché stai facendo tutto questo. La ragione di questa domanda non è solamente la ragione di senso, cioè qual’è il motivo per cui vivi così, ma c’è anche una ragione di relazione.

Tu fai queste cose, ma tutte queste cose che tu fai per la Mia Gloria, per la relazione con Me, trovano poi una corrispondenza nella tua vita di ogni giorno? Nelle scelte che tu fai?

E’ terribile sentirsi dire:

“Io detesto i vostri noviluni e le vostre feste; per me sono un peso, sono stanco di sopportarli. Quando stendete le mani, io distolgo gli occhi da voi. Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue.”

Dette da Dio queste frasi, ti tolgono il fiato dai polmoni.

“Quando venite a presentarvi a me, chi richiede a voi questo:  che veniate a calpestare i miei atri? Smettete di presentare offerte inutili; l’incenso per me è un abominio”

Tutto questo perché? Da dove arriva questo sdegno, questo disgusto di Dio per ciò che noi facciamo?

Ce lo dice il Signore:

“Le vostre mani grondano sangue.”

Il sangue di chi?

Ci sarebbe tanto da dire su questo.

“Allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.”

Fate azioni cattive, malvagie, e queste non possono stare con le preghiere, l’incenso, i sacrifici, i noviluni e tutte le vostre liturgie, non ci stanno.

«Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova».

La nostra vita deve essere una vita nuova, una vita giusta, in tutto quello che facciamo, dallo scontrino che dobbiamo pagare, fino ad arrivare agli atti di carità più importanti, altrimenti se noi non impariamo a fare il bene, che vuol dire, se non impariamo ad essere giusti, se noi non impariamo ad aiutare chi ha bisogno, a stare accanto alle persone, ad essere un aiuto alle persone, se non sappiamo farci carico delle persone, tutto quello che noi facciamo per Dio non ha nessun valore.

Un esempio di quanto sia sbagliata la nostra percezione di Dio, quanto la nostra fede metta l’uomo al centro e non Dio al centro:

Quante volte si vede mettere in contrapposizione il tempio del creato con il Tempio di pietra fatto per Dio. Noi sottolineano che è importante pregare Dio anche sotto un albero, davanti a un fiore, camminando.

Ma il Tempio di Dio non è stato semplicemente costruito per noi. Il Tempio di Dio è stato costruito per Dio, per rendere Gloria a Dio. Il soggetto non è l’uomo, è Dio. Se anche non ci fosse più nessun fedele che ci va, non perde il suo senso, perché è a Gloria di Dio. Tutte le sculture, l’architettura, la pittura, tutto quello che adorna il Tempio di Dio non cessa perché io non vado più.

Potremmo dire che la costruzione del Tempio di Dio rappresenta il settimo giorno della creazione. Tutta la parte materiale, animata o non animata, si riposa e rende gloria a Dio attraverso il Tempio di Dio. Invece noi non lo vediamo così. Il Tempio di Dio siamo anche noi, ma non solo; siamo noi che costruiamo il Tempio del Signore, sì, ma non solo, ci sono anche dei mattoni, e questi mattoni hanno un senso.

Sapete che coloro che hanno costruito il Duomo di Milano, ma in generale tutte le Cattedrali gotiche, esternamente mentre cesellavano tutti i particolari, questi scultori hanno fatto delle sculture, delle opere che noi non vedremo mai, che non sono visibili a noi. Le hanno fatte con l’intento che fossero visibili solo a Dio, e che tutti quelli che poi nei secoli sono passati, guardandolo e mirandolo non li hanno mai visti, perché li hanno posizionati in modo tale che tu da sotto non li puoi vedere.

Perché?

Perché è di Dio non è tuo, e quindi ha ragion d’essere che io metta dei particolari perché li veda solo Lui, che siano solamente a gloria Sua. Tutto questo sta, se ci sta l’idea che la mia vita deve essere buona, giusta, attenta agli altri in funzione di Dio non di un’etica.

Perché devo essere buono? Perché devo essere giusto? Perché devo essere vero?

Perché questo comportamento rende Gloria a Dio, come il Tempio, indipendentemente che gli altri ti vedano o non ti vedano, come i dettagli della Cattedrale gotica, non ha importanza che gli altri non lo vedono, indipendentemente che gli altri ti frequentano, ti danno il consenso e ti approvano, esattamente come il Tempio di Dio fatto di mattoni, non conta se ci entrano o non ci entrano, quel Tempio è di Dio e rende Gloria a Dio per il fatto di esserci.

Quanto la costruzione del Tempio di Dio ha mille insegnamenti da dare alla vita buona, vera e bella di un uomo, se noi lasciamo Dio al centro, se noi invece al centro ci mettiamo l’uomo crolla tutto.

Qual’è l’antagonista del Tempio di Dio?

La torre di Babele, dove non si capisce più niente, dove regna il disordine, la superbia, la confusione del linguaggio, dei contenuti, dei fini e dove alla fine per castigo arriva la dispersione. Tutto questo non accade nel Tempio di Dio ma esattamente il contrario. Nel Tempio di Dio, nella liturgia di Dio, da sempre è stato pensato che la lingua fosse una, il contrario di Babele, una lingua, la lingua latina, per cui tu andavi a Hong Kong, a Washington, in Sud Africa e tu potevi andare a Messa sempre, perché la Babele delle lingue veniva azzerata dall’unica lingua del Tempio di Dio. La Messa è sempre quella, che tu vada con gli eschimesi, che tu vada in Burundi, un solo Tempio, un solo Dio, una sola lingua, una sola liturgia.

Oggi?

Oggi è sufficiente che tu vada dal Carmelo a 100 metri più in là e uno si domanda:

“Ma è la stessa Chiesa? E’ la stessa Messa? E’ la stessa liturgia?”

E’ Babele.

Perché?

Perché abbiamo preso l’uomo, lo abbiamo messo in centro e Dio lo abbiamo espulso, questo è il frutto.

Chiediamo quindi al Signore la grazia di recuperare una conversione di vita vera affinché le nostre preghiere, le nostre liturgie e tutti i nostri sacrifici possano essere graditi a Dio.

Perché se non sono graditi a Dio, per chi li facciamo?

Il Signore le gradisce le cose che faccio? Perché se non le gradisce che cosa le faccio a fare?

Sia lodato Gesù Cristo.

Lunedì della XV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

PRIMA LETTURA (Is 1,10-17)
Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.

Ascoltate la parola del Signore,
capi di Sòdoma;
prestate orecchio all’insegnamento del nostro Dio,
popolo di Gomorra!
«Perché mi offrite i vostri sacrifici senza numero?
– dice il Signore.
Sono sazio degli olocausti di montoni
e del grasso di pingui vitelli.
Il sangue di tori e di agnelli e di capri
io non lo gradisco.
Quando venite a presentarvi a me,
chi richiede a voi questo:
che veniate a calpestare i miei atri?
Smettete di presentare offerte inutili;
l’incenso per me è un abominio,
i noviluni, i sabati e le assemblee sacre:
non posso sopportare delitto e solennità.
Io detesto i vostri noviluni e le vostre feste;
per me sono un peso,
sono stanco di sopportarli.
Quando stendete le mani,
io distolgo gli occhi da voi.
Anche se moltiplicaste le preghiere,
io non ascolterei:
le vostre mani grondano sangue.
Lavatevi, purificatevi,
allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.
Cessate di fare il male,
imparate a fare il bene,
cercate la giustizia,
soccorrete l’oppresso,
rendete giustizia all’orfano,
difendete la causa della vedova».

SALMO RESPONSORIALE (Sal 49)
Rit. A chi cammina per la retta via, mostrerò la salvezza di Dio.

Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti.
Non prenderò vitelli dalla tua casa
né capri dai tuoi ovili.

«Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle?

Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora;
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio».

Canto al Vangelo (Mt 5,10)
Alleluia, alleluia.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Alleluia.

VANGELO (Mt 10,34-11,1)
Sono venuto a portare non pace, ma spada.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.