Qual è il fine della nostra vita?

Qual è il fine della nostra vita?

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia di sabato 18 luglio 2020

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

Per motivi di intenso traffico non ci è possibile rendere disponibile l’ascolto dei file audio direttamente dal nostro sito. Se hai dubbi su come fare, vai alle istruzioni per l’ascolto delle registrazioni.

Scarica il testo dell’omelia  

Nel rimprovero che Dio rivolge al suo popolo, come abbiamo ascoltato in questa Prima Lettura della Santa Messa di oggi, tratta dal Libro del Profeta Michea, noi possiamo vedere le caratteristiche medesime della nostra generazione, possiamo sentire quelle parole come rivolte a noi, perfettamente rivolte a noi. Anche noi pensiamo cose inutili, cose inique e alle volte anche cose delittuose, anzi la maggior parte del nostro tempo lo spendiamo in questo, non solo la notte, non solo la sera.

In realtà noi dovremmo guardare il fine della nostra vita non solo Eterna ma anche della nostra vita temporale.

Noi cosa siamo al mondo a fare? Perché ci svegliamo ogni giorno? Perché mangiamo, perché beviamo, perché dormiamo? 

Qual è il fine della nostra vita? Perché siamo al mondo? 

Per lavorare? Per portare a casa i soldi? Per curare la nostra salute? Perché noi ci curiamo? Perché costruiamo una cosa? 

Qual è il motivo, ed è uno, per cui facciamo tutto questo?

Sono tanto inutili e alle volte inique, le cose alle quali ci applichiamo, tanto inutili che di queste cose non rimane traccia, ma non tra cinque anni, non tra un anno, ma non rimane traccia neanche di quello che abbiamo fatto un mese fa, tanto che noi non ce lo ricordiamo neanche.

Provate a pensare alle grandi civiltà, agli Etruschi, ai Romani, agli Assiri, provate a pensare all’Egitto, e a tutta quella grandezza che quelle civiltà hanno portato.

Che cosa è rimasto di tutto questo?

Di tutto questo sono rimasti pochi ruderi, alcuni oggetti interessanti per gli archeologi e niente altro. Difficilmente uno di noi lascia una traccia di sé che possa arrivare addirittura alla terza generazione. Probabilmente del nostro trisnonno non sappiamo neanche il nome.

Che lavoro faceva? A quanti anni è morto? Con chi era sposato?

Di fatto noi ci facciamo veramente affascinare, prendere, afferrare da tante cose che sono inutili. 

Noi perché siamo stati creati?

Qual è Il motivo, il fine della nostra vita?

Purtroppo questa domanda non si insegna più neanche ai bambini di catechismo. Il Catechismo di San Pio X impostato su domanda e risposta, molto saggiamente, molto intuitivamente, con risposte molto brevi, ben misurate, ben precise, conteneva tutta la Sapienza dottrinale della Chiesa.

Perché sei stato creato? Perché Dio ti ha messo al mondo?

Il Catechismo ci dice che noi siamo stati creati per:

Conoscere, amare e servire Dio, in questa vita e poi goderlo eternamente nell’altra.

Questa è la ragione per cui Dio ci ha creati, non ce n’è un’altra. Di conseguenza, tutto ciò che è estraneo a questo fine è inutile, e tutto quello che si oppone a questo fine, è iniquo, è malvagio, è delittuoso, per cui l’arte, la scienza, la letteratura, la musica, tutto quello che può investire l’attività dell’uomo, deve poterlo orientare e portare a questo unico fine:

Conoscere, amare e servire Dio.

Non puoi servire ciò che non conosci e non puoi amare ciò che non conosci. Innanzitutto devi conoscere Dio.

Chissà se quello che noi facciamo tutti i giorni ci serve per conoscere, amare e servire Dio? Chissà se questo è il fine che muove le nostre azioni?

Se non lo è, è inutile, è perso. Oggi si crede esagerato, anormale tutto ciò che ci concentra in Dio. Bisogna parlare di Dio con molta oculatezza, molta pacatezza, con molta sobrietà perché se no sei fanatico e esagerato, però non abbiamo ritegno di perdere ore, giorni, mesi, anni, fatiche, tempo, soldi a collezionare cose inutili. Se mi sveglio alle 5.00 del mattino per andare a fare footing fuori, in giro per la strada, sono perfettamente in regola, se mi sveglio alle 5.00 del mattino per alzarmi e pregare Dio, sono un pazzo, fanatico, invasato. Questa è la nostra società. Dopo ci mettiamo a invocare la nostra cara “Gaia”.

Sapete chi è Gaia?

E’ la nuova dea, al posto della Vergine Maria c’è Gaia, è la madre terra.
Io ho una Madre sola che è la Vergine Maria.
La terra è terra, ci sono i vermi, e io non ho niente da spartire con i vermi, con i ratti, con i bacilli, con i virus, con l’humus… non ho niente da spartire, ho da spartire solo con la Regina del Cielo e della terra.
Abbiamo tolto la Vergine Maria dal trono e abbiamo messo “
Gaia”, sostituiamo tutto ciò che è divino e soprannaturale con gli idoli, con il mondo pagano, “Gaia” è un idolo. La terra non è madre di nessuno, nessuno di noi nasce dal terriccio, nessuno di noi prospera dai batteri.
Se togliamo Dio dal Suo trono al suo posto dobbiamo pure mettere qualcun altro, e adesso abbiamo messo “
Gaia”.
Dobbiamo riconoscere che le bestie sono molto più sapienti di coloro che perdono il tempo dietro a queste inutilità, perché le bestie non hanno tempo per l’ozio, sono costantemente mosse dal loro istinto, che gli ha dato Dio, per raggiungere il loro fine, mangiare, moltiplicarsi, correre, riposare, ma non c’è ozio, voi non vedete una bestia nell’ozio. E’ tutto perfettamente organizzato dal suo istinto, dal suo ritmo vitale.
Siamo noi, dotati di intelligenza e di libertà che ci mettiamo ad oziare, che perdiamo il tempo, che lo buttiamo via.
Per questa ragione il Signore è costretto a darci il
dono prezioso del dolore, il dolore ci dà la possibilità di fare qualcosa di utile, perché almeno se noi lo usiamo per unirci ai patimenti e alle sofferenze di Cristo, se lo usiamo per riparare, per espiare, diventa qualcosa di molto utile.

Provate in questo momento che siete in Chiesa a pensare al vostro salotto, al salotto di casa, provate a pensare a quanti ninnoli ci sono lì dentro, quante cose che si devono spolverare, pulire, lavare e rimettere a posto.

A cosa servono?

A niente, a buttare via il tempo, come le cose che si collezionano. Quando moriremo lasceremo tutto qui, e poi andrà tutto al macero. 

Quanto tempo abbiamo buttato via per niente? Quanti soldi abbiamo speso per niente? Quelle cose sono servite per farci conoscere, amare e servire Dio in questa terra?

No. Se noi ci liberassimo da tante cianfrusaglie, la nostra vita probabilmente sarebbe molto più serena, molto più ordinata, molto più santa. E c’è anche chi oltre a queste cose inutili, ci aggiunge anche cose delittuose, ci aggiunge la ricerca del male, abbiamo la televisione, il computer, e sul computer si vanno a vedere tante cose, tante cose girano sul computer, su internet e sui telefoni e così l’uomo non si accorge di sottoporre il proprio giogo, come dice Michea, alle più pesanti schiavitù.

Qual è la schiavitù più pesante per eccellenza?

Il peccato. Questa è la schiavitù per eccellenza, e non riconosce che nella sua vita è necessario che ci sia un solo Padrone, un solo Signore, un solo Re, un solo Dio. Il peccato di fatto ci fa cambiare di re, di signore e ci sottopone al demonio, il peccato ci priva del poter godere eternamente Dio nell’altra vita, perché ci impedisce di conoscere, amare e servire Dio. Il peccato non mi fa conoscere Dio, me lo impedisce. 

Come faccio a servire Dio se ho il cuore annegato nel peccato?

Perché tant’è volte non abbiamo voglia di pregare, di andare in Chiesa, di stare col Signore?

Perché abbiamo il peccato sulla coscienza che ci schiaccia, che ci annega, che ci offusca, che ci schiavizza e quindi non ci viene voglia delle cose di Dio, non abbiamo voglia di stare col Signore, e più stiamo nel peccato, più stiamo lontano da Dio e più siamo accidiosi verso le cose del Signore.

Più noi ci diamo a Dio e meno i morsi della carne, della nostra natura umana, affondano i loro denti su di noi, più noi ci diamo alla carne, più noi ci diamo alla natura, più questa affonda i denti. Se invece vivi secondo la logica divina, sottrai alla natura spazio, lo dai alla dimensione divina e quindi acquisti maggiore libertà. Più mangi e più vorresti mangiare, più dormi e più vorresti dormire, più godi e più vorresti godere, più tu ti sottrai e maggiore libertà acquisti rispetto a queste realtà e maggiormente ti senti felice, maggiormente ti senti libero, lucido e intelligente, perché lo Spirito Santo maggiormente alberga, aleggia su di te. 

Quest’oggi preghiamo tanto la Vergine Maria a difesa della nostra fede, chiediamole la grazia di una vita che non sia persa nelle cose inutili, di tagliare i fronzoli inutili che abbiamo addosso, di concentrarci esattamente sulle cose essenziali. 

Dovremmo al mattino guardarci e chiederci:

Questo è essenziale?

No. Via.

Questo è essenziale?

Boh, non so, mi serve tanto.

Prova a non usarlo per tre giorni, non appiccicarti per tre giorni, mettilo nel cassetto per tre giorni, e vedi dopo tre giorni cos’è successo. Sapete che la maggior parte delle volte dopo tre giorni non ci ricordiamo nemmeno di averlo messo lì, lo riscopriamo dopo un mese. Ciò che per noi era tanto essenziale si scopre che improvvisamente non è essenziale.

Che cos’è essenziale?

Conoscere, amare e servire Dio, in questa vita, e poi goderlo eternamente nell’altra.

Sia lodato Gesù Cristo. 

Dal Catechismo della Dottrina Cristiana di San Pio X

13. Per qual fine Dio ci ha creati?

Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, e per goderlo poi nell’altra in Paradiso.

Sabato della XV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

PRIMA LETTURA (Mi 2,1-5)
Sono avidi di campi e li usurpano, di case e se le prendono.

Guai a coloro che meditano l’iniquità
e tramano il male sui loro giacigli;
alla luce dell’alba lo compiono,
perché in mano loro è il potere.
Sono avidi di campi e li usurpano,
di case e se le prendono.
Così opprimono l’uomo e la sua casa,
il proprietario e la sua eredità.
Perciò così dice il Signore:
«Ecco, io medito contro questa genìa
una sciagura da cui non potranno sottrarre il collo
e non andranno più a testa alta,
perché sarà un tempo di calamità.
In quel tempo
si intonerà su di voi una canzone,
si leverà un lamento e si dirà:
“Siamo del tutto rovinati;
ad altri egli passa l’eredità del mio popolo,
non si avvicinerà più a me,
per restituirmi i campi che sta spartendo!”.
Perciò non ci sarà nessuno
che tiri a sorte per te,
quando si farà la distribuzione
durante l’assemblea del Signore».

SALMO RESPONSORIALE (Sal 9)
Rit. Non dimenticare i poveri, Signore!

Perché, Signore, ti tieni lontano,
nei momenti di pericolo ti nascondi?
Con arroganza il malvagio perseguita il povero:
cadano nelle insidie che hanno tramato!

Il malvagio si vanta dei suoi desideri,
l’avido benedice se stesso.
Nel suo orgoglio il malvagio disprezza il Signore:
«Dio non ne chiede conto, non esiste!»;
questo è tutto il suo pensiero.

Di spergiuri, di frodi e d’inganni ha piena la bocca,
sulla sua lingua sono cattiveria e prepotenza.
Sta in agguato dietro le siepi,
dai nascondigli uccide l’innocente.

Eppure tu vedi l’affanno e il dolore,
li guardi e li prendi nelle tue mani.
A te si abbandona il misero,
dell’orfano tu sei l’aiuto.

Canto al Vangelo (2Cor 5,19)
Alleluia, alleluia.
Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo,
affidando a noi la parola della riconciliazione.
Alleluia.

VANGELO (Mt 12,14-21)
Impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto.

In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Ecco il mio servo, che io ho scelto;
il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà
né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le nazioni».