Le delicatezze verso Gesù: l’Amore che guarisce

Le delicatezze verso Gesù: l’Amore che guarisce

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di giovedì 17 settembre 2020

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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LE DELICATEZZE VERSO GESÙ: L’AMORE CHE GUARISCE

Eccoci giunti giovedì 17 settembre 2020, abbiamo appena ascoltato il Vangelo della Messa di oggi tratto dal cap. VII di San Luca.

Un Vangelo famosissimo e bellissimo.

“Vedi questa donna?”

Dice Gesù a Simone il fariseo. No, lui non la vede perché lui non vede la donna, non vede la figlia di Dio, non vede la persona, lui non vede il suo presente, lui vede solo il suo passato, lui vede solo la sua apparenza, ciò che lei ha fatto, lui non vede ciò che lei sta facendo, quindi non la vede. Chi vede solo il passato, chi ha gli occhi per vedere solo ciò che appare e non è capace di vedere il presente di una persona, quello che quella persona è in quel momento. Non la vede. Ecco perché forse noi non sappiamo vedere gli altri e noi stessi, perché noi siamo sempre ancorati, tentati ad ancorarci al passato, sempre ancorati all’apparenza, a ciò che si fa. Mi viene in mente San Francesco di Sales quando dice:

“Se tu vedi un uomo che ruba non puoi dire che è un ladro. Se tu vedi un uomo che si ubriaca non puoi dire che è un alcolizzato, perché magari lo sta facendo per la prima volta, e il fatto che l’abbia fatto una volta non vuole dire che lo è.”

Saggio San Francesco di Sales, noi invece vediamo uno che cammina, che pensa, che dice una cosa diversa dal nostro stile, immediatamente lo etichettiamo col peggio del peggio possibile e ci costruiamo questa immagine falsa di quella persona.

“Vedi questa donna?”

No, non la vede. Gesù invece la vede.

  • Gesù cos’è che vede?

Gesù vede il presente, vede quanto sta accadendo in quel momento, e se Gesù guarda il passato lo guarda solo per perdonarlo a motivo dell’amore di lei.

“Ha molto amato”

  • Chi ha molto amato questa donna?

Non ha certamente molto amato prostituendosi, non è certo questo, non ha certamente molto amato vivendo da peccatrice, no.

  • Ha molto amato, quando?

Adesso.

  • Chi?

Me, Gesù.

  • In che modo?

In tutti questi modi silenziosi ma assolutamente concreti, pratici che Gesù elenca punto per punto. Gesù non elenca i peccati punto per punto di questa donna, Gesù elenca punto per punto gli atti di amore di questa donna.

“Mi ha bagnato i piedi con le lacrime, e li ha asciugati con i suoi capelli”

Stando dietro di lui, piangendo.

“Fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.”

Non ha detto una parola questa donna, si sotterra, entra nella grande valle dell’umiltà, questa donna fa un grande atto di umiltà dentro di sé.

  • E questa Verità che cosa produce?

La Carità. Quando noi facciamo verità, quando noi incontriamo verità, quando noi riconosciamo la verità della nostra vita, immediatamente sboccia come un roseto tutta la carità possibile, immediatamente l’uomo di verità diventa l’uomo di carità.

Fare la Verità nella Carità, dice San Paolo.

Questa donna neanche incontra Gesù davanti, si nasconde, si rannicchia dietro di Lui, prostrata in ginocchio quasi con la fronte a terra, compie tutti questi atti d’amore. Ogni atto qui descritto è un atto d’amore, ogni atto compiuto da questa donna è un atto non compiuto da Simone il fariseo. Gesù riconosce in quel momento presente, la mancanza di atti d’amore di Simone il fariseo, e li mette a confronto.

“Vedi questa donna?”

“Tu non l’hai ancora vista perché l’hai giudicata, ma tu non la puoi giudicare per il fatto che tu ti credi essere migliore di lei, perché non hai compiuto gli atti che ha compiuto lei, perché tu non sei migliore di lei, perché l’oggi di questa donna è un oggi che entra nell’Eternità, è l’oggi più importante di tutta la sua vita, è l’oggi che cade sotto gli occhi di Dio, che azzera tutto quello che lei è stata, che ha fatto e la libera.”

Questa verità che produce questa carità comporterà la totale liberazione e guarigione di questa donna.

“Sono entrato nella tua casa e tu non m’hai dato l’acqua per i piedi”

Vedete Gesù com’è delicato, com’è attento.

Quando una volta si insegnava ai bambini a mandare un bacio a Gesù, a baciare il crocifisso quando entravano in casa, quando uscivano di casa.

Ricordo ancora quando da ragazzo la mia nonna mi condusse a comprare il mio primo crocifisso che ho ancora adesso, lo pagai 7.000 lire, me lo ricorderò fino alla fine della mia vita. 7.000 lire messe via da parte mia proprio con questa intenzione, fatte di sacrifici, di rinunce del gelato, della caramella dell’oratorio, costruite giorno per giorno, rinuncia dopo rinuncia. E con quelle 7.000 lire mi condusse a prendere quel bel crocifisso di legno con su Gesù in ferro battuto, bellissimo. Lei mi diceva sempre:

“Sceglilo bello, sceglilo che ti piace, prendilo in legno che ti ricorderà la Croce e poi con il Cristo in ferro battuto, guarda che abbia tutte le forme ben scolpite, così quando lo guarderai, lo riconoscerai subito e ti verrà in mente Gesù.”

Non vi dico come tornai a casa con quel Crocifisso in mano, mi sembrava di avere tra le mani la raccolta più grande di gemme preziose.

  • E cosa si faceva con quel Crocifisso?

Lo si baciava. Queste nonne, nonni, educatori, mamme, papà santi che insegnano ai loro ragazzi a baciare il loro Crocifisso, a stringerlo al petto, ad accarezzarlo, a pulirlo, a bagnarlo di lacrime, le lacrime della sofferenza dei bambini, e insegnare ad andare al Crocifisso a trovare il conforto, perché se insegniamo ai nostri bambini ad appoggiare la guancia al crocifisso, a baciare e a bagnare di lacrime il crocifisso, a stringerlo al petto, questi bambini non metteranno mai la testa, le guance, le lacrime in posti che non dovrebbero mai conoscere, non cercheranno mai la consolazione, il sostegno e il conforto in luoghi, in volti, in persone che non dovrebbero neanche mai sfiorare, perché avranno il loro Crocifisso che li chiamerà sempre quando entreranno in casa e lo baceranno, quando usciranno di casa lo baceranno, si addormenteranno con il Crocifisso stretto tra le mani, sul petto.

Mi ricordo che una delle cose bellissime che ricevetti come insegnamento è che un giorno tornando a casa da scuola, aprì la porta della mia camera e il Crocifisso non c’era più nel posto preciso dove l’avevo messo, non c’era più. Cerca, cerca, dov’era il Crocifisso? Il Crocifisso era sul cuscino del letto. Senza dire una parola ho capito tutto. Da quel giorno Crocifisso sul cuscino del letto. Quando al mattino ti svegli, che ritrovi il tuo Crocifisso, poi quando vai via lo metti sul cuscino, in attesa benedicente del tuo ritorno e del tuo riposo.

Questo Crocifisso non deve mai stare al chiodo, non dovrebbe mai stare al chiodo, dovrebbe stare sempre con noi, tutto il giorno con noi che ci accompagna nelle cose che facciamo, tanto lo contempliamo, lo usiamo e lo baciamo.

“Lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime”

San Pio da Pietrelcina mi ricordo quando diceva:

Pensate di prendere Gesù morto tra le vostre braccia e ripetergli, cento, mille volte, baciandogli il costato, il petto:

“Tu sei il mio tutto, Tu sei la mia roccia, Tu sei il mio amore”

“Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi.”

Ricordate quando vi parlavo del Volto Santo, imparare a baciare il Volto Santo di Gesù, imparare a baciare il Crocifisso. Se non impariamo a baciare Gesù, il Crocifisso, se non impariamo a baciare la Madonna daremo i nostri baci altrove, poggeremo le nostre bocche altrove, e poi quante lacrime di dolore verseremo, quante lacrime di dispiacere per aver perso la verginità dei nostri baci, dei nostri primi baci, la verginità de nostri unici baci.

  • Questo perché succede?

Non perché le persone sono cattive, non perché i ragazzi sono cattivi, ma perché nessuno insegna queste cose, ma voi dovete vedere i bambini come sorgono, sembrano delle aurore, si illuminano se tu gli insegni queste cose.

“Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato.”

Anche noi dobbiamo sperare nel perdono di Dio solo se molto amiamo.

  • Chi?

Gesù. Se molto amiamo, molto possiamo sperare. Il nostro desiderio di essere perdonati, il nostro pentimento si manifesta solo attraverso un grande amore per Gesù, verso le tenerezze per Gesù. Non dobbiamo mai avere vergogna di essere teneri, affettuosi, innamorati di Gesù. Questo costruisce l’oggi. Simone il fariseo invece non è innamorato di Gesù, è semplicemente pieno di regole e di leggi, attento solo all’osservanza di tutte queste cose.

Vi auguro quest’oggi di amare tanto Gesù, di perdervi in questo amore, di avere atti concreti, fisici, come la non più peccatrice, come la guarita, la redenta, la salvata, la liberata che viene rialzata alla dignità di donna, che abbiamo letto oggi.

E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo.

Giovedì della XXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

VANGELO (Lc 7,36-50)
Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato.

In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.

Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».

Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».

E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».

Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».