Chi Mi riconoscerà davanti agli uomini…

Chi Mi riconoscerà davanti agli uomini...

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di sabato 17 ottobre 2020

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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CHI MI RICONOSCERÀ DAVANTI AGLI UOMINI

Eccoci giunti a sabato 17 ottobre 2020, oggi è memoria di S.Ignazio di Antiochia Vescovo e Martire. Certamente S.Ignazio ha preso questo Vangelo di S.Luca cap. XXII vv 8-12 e l’ha reso la sua vita. S.Ignazio ha riconosciuto davanti agli uomini, con tutto quello che ha voluto dire morire Martire, la sua adesione a Gesù.

Riconoscere Gesù davanti agli uomini vuol dire tante cose, vuol dire essere pronti a perdere tutto, non vuol dire per forza, immediatamente versare il sangue, vuol dire perdere gli affetti alle volte, delle amicizie, delle cose utili, il Signore ci può dare dei doni, delle grazie, delle occasioni, degli incontri che sono utili per noi; un’amicizia è anche fondata sull’utilità, nel senso che se io sono capace di costruire una casa, di fare un quadro e divento tuo amico è chiaro che un giorno ti farò un quadro, oppure ti aiuterò a costruire la casa, c’è anche un’utilità nell’amicizia, che poi a volte succede una cosa tristissima, che quando queste amicizie finiscono, ma non sono mai state amicizie, si rinfacciano tutti i doni, i doni che non sono nostri che ci vengono da Dio; quando un’amicizia finisce si cominciano a fare i conti tristi del bilancino..”io ti ho dato, tu mi hai dato, io ti ho preso, tu mi hai preso..”.

All’interno del riconoscere Gesù c’è anche la possibilità, se fatto davanti agli uomini, di perdere anche queste utilità, anche queste cose belle, si perdono gli affetti, si perdono i consensi, si può arrivare a perdere la stima, si può incontrare la mormorazione, la diffamazione, la calunnia, il bullismo, si può perdere un lavoro, si possono vedere andare in crisi relazioni di anni e anni. La responsabilità non è mai di Gesù, non diamo la colpa a Gesù se è successo questo o quell’altro, Gesù semplicemente mette luce dove luce non c’è. Riconoscerlo davanti agli uomini è come riconoscere il Sole davanti ai pulviscoli di polvere. E’ nostro dovere riconoscerlo davanti agli uomini.

  • Cosa vuol dire riconoscere Gesù davanti agli uomini?

Vuol dire ragionare, pensare, amare, camminare e fare secondo il contenuto del Vangelo, secondo quando è messo e scritto nel Vangelo, nella Scrittura, lì abbiamo il messaggio di Gesù. E la frequentazione del Volto di Gesù, l’incontro personale con Gesù non può fare altro che spingerci ad osservare sempre meglio il suo messaggio, il suo Vangelo, quello che Lui ci ha consegnato, ci ha chiesto di vivere. Per cui riconoscerlo davanti agli uomini vuol dire non assoggettarci alla violenza, alla superbia, all’impurità, alla cattiveria, alla vendetta, all’usare gli altri, alla furberia, alla disonestà.

Vuol dire che io riconosco che nella mia vita il Volto più importante è quello di Gesù, il messaggio più importante è quello di Gesù, e inevitabilmente questo comporterà dei problemi.

“Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire”

Alla fine si finisce così, si finisce accusati di qualcosa, si finisce tra le fauci dei leoni.

  • E uno cosa deve fare?

Si deve affidare a Gesù, si deve fidare di Gesù, e deve chiedere a Gesù la grazia di poter vivere in questo modo, dato è affidato al Signore.

“A chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.”

  • Questa bestemmia che non verrà perdonata contro lo Spirito Santo, qual è?

Non riconoscere in Gesù il Salvatore. Noi dobbiamo riconoscere in Gesù il Salvatore, sempre, invece di perdere tanto tempo nelle polemiche, nelle insoddisfazioni, nelle critiche, nelle battaglie che sembrano più ideologiche che di contenuti reali; perdiamo invece il tempo a pregare, a supplicare il Signore per questo momento storico così pesante, così precario, così segnato dalla sofferenza fisica che è anche sofferenza morale, psicologica, dalla paura, da tutte quelle persone che hanno perso un posto di lavoro a causa di questo momento così brutto.

Riconoscere Gesù vuol dire anche questa assunzione grave di responsabilità, il fare di tutto per non essere un danno agli altri, per non rovinare la vita degli altri.

Perché fare ideologie, guerre, polemiche?

Il cristiano assume gravemente, seriamente la responsabilità della vita degli altri e noi chissà per quali ragioni diventiamo “faciloni” su tante cose.

“Ma sì ma tanto…ma sì non è più…ma sì è qui..è là..”

Non entro più in queste argomentazioni, mi rendo conto che non serve, c’è tanta chiusura che è una chiusura ideologica di mente, indisponibilità che forse sarà legata anche alla stanchezza, al fatto che siamo molto provati, molte persone hanno paura, sarà un modo di esorcizzare questa paura facendo finta che il problema non esiste o che è banale, e poi ci sono queste chiusure, queste ribellioni, queste polemiche.

Riconoscere il Signore davanti agli uomini vuol dire anche dire davanti agli uomini:

La vita vale più di tutto, perché è un dono di Dio. La vita umana è un dono di Dio, la mia vita è un dono di Dio, la tua vita è un dono di Dio quindi vale più di tutto e io mi metterò dentro corpo e anima perché questa vita venga rispettata.

Questo cosa vuol dire?

Vuol dire tante rinunce.

Dove sono io a studiare c’è un rispetto enorme, per cui noi praticamente mangiamo in silenzio, siamo distanziati, davanti a me non c’è nessuno, a fianco a me non c’è nessuno, l’altra persona è dall’altra parte e tutti gli studenti sono dislocati in questo modo. Pesa perché non riesci neanche a parlare, devi mangiare in fretta perché siamo divisi su turni, così si è in pochi chiusi lì, si evita ancora di più. Non puoi stare a parlare neanche cinque minuti, devi stare lontano, appena finito devi scappare via perché arrivano gli altri, per garantire tutto questo. Certo pesa il fatto che non puoi andare a mangiare un gelato assieme come si faceva un tempo quando andavamo a scuola. Non si può.

Ma non è che non si può semplicemente perché c’è una legge o non c’è una legge, non è questo, è il senso della responsabilità che ti fa dire che può essere un rischio per l’altra persona, magari io posso essere colui che..

E quindi come la vivi?

Vivi con maggiore silenzio, vivi in una sorta di maggiore solitudine, che per noi carmelitani è bellissimo, è la nostra vocazione, il silenzio, la solitudine, il raccoglimento, però umanamente può farsi sentire, può avere un peso.

  • Il messaggio del Vangelo qual è?

E’ quello che prima di tutto non c’è amore più grande di questo:

“Dare la vita per i fratelli. Chi mi riconoscerà davanti agli uomini”

Davanti agli uomini testimoniamo che il bene più grande è dare la vita per, è fare in modo di andare a letto la sera dicendo:

“Io ho fatto di tutto perché nessuno possa avere un danno da parte mia”

Questo comporta un sacrificio, una sofferenza.

Vi ho detto questo per motivarvi il fatto che “riconoscere Gesù” vuol dire anche fare delle scelte che costano, l’unione con Gesù ti permette di farle bene, di farle con gioia, con serenità, di portarle avanti, però dobbiamo farle, devo imparare questo rispetto, questa attenzione, perché poi costringo quella persona a stare a casa quattordici giorni, costringo quell’altro magari ad andare in terapia intensiva, costringo quell’altro a stare male, quella famiglia si chiude, quella persona non può più andare a lavorare..

Quello che possiamo fare facciamolo, non stiamo a fare le disquisizioni se serve o non serve, quanto serve, soffoco o non soffoco.

Sono stato a lezione in questi giorni, sempre con la mia mascherina e non ho soffocato, non si soffoca assolutamente, non vengono cose strane.

Stiamo nella pace, stiamo sereni, dobbiamo però avere un grande rispetto, perché poi le nostre imprudenze vanno a cadere sulla vita degli altri e questa è la cosa più grave; questo può voler dire incomprensione, può voler dire sentirsi dire che è esagerazione, può voler dire tante cose, però almeno la sera vado a letto sereno, ho fatto tutto quello che dovevo fare, non sono un medico quindi mi fido di quello che mi viene detto e lo faccio.

Cosa ci costa?

Non ci costa niente lavarci le mani più spesso, tenere la mascherina. Ci inventiamo tante penitenze inutili, facciamo queste che magari potrebbero essere utili. Io credo che siano molto utili, l’ho sempre detto e lo dirò sempre, qualcun altro dice di no, io invece penso di si. Questo come tante altre attenzioni.

Mi è piaciuto come qualche giorno fa una persona doveva organizzare una festa con un pò di gente per un compleanno, mi ha scritto e mi ha detto che non l’avrebbe fatta, non c’erano i carabinieri, non c’era lì nessuno che avrebbe potuto dire qualcosa, non si sarebbe accorto nessuno, ma la coscienza, l’appartenenza a Gesù fa dire di no, non è prudente, non va bene, può essere un rischio e quindi questo vuol dire, dire alla persona di non poter fare la festa, la si farà in un altro momento.

La riconoscenza è un conoscere due volte Gesù, è un ri-conoscere. E’ un dire a Gesù:

E’ talmente importante il dono che Tu mi hai fatto, la vita che Tu mi hai dato che io non posso metterla in secondo piano, quindi mi voglio impegnare a vivere bene a tutti i livelli.”

Vi ho fatto questo esempio ma lo potete applicare su qualunque altra cosa, lo applichiamo e vediamo quanto è importante mettere l’altro al centro, e il primo Altro è Gesù. Vi auguro di cuore un santo sabato.

E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo.

Sant’Ignazio di Antiochia

VANGELO (Lc 12,8-12)
Lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».