Il santo Timor di Dio

Il santo Timor di Dio

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di venerdì 16 ottobre 2020

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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IL SANTO TIMOR DI DIO

Eccoci giunti a venerdì 16 ottobre 2020, abbiamo appena ascoltato questo brano del Vangelo di oggi, tratto dal cap. XII di San Luca.

Il Signore quest’oggi ci chiede di porre la nostra attenzione su che cosa?

Innanzitutto sull’ipocrisia che non è un dettaglio, nel senso che dobbiamo stare molto attenti a non recitare la parte del credente, dell’uomo fedele a Dio.

  • Cosa vuol dire recitare la parte?

Recitare la parte vuol dire sembrare cristiani, fare opere esteriori religiose ma non esserlo interiormente, condurre quindi una vita sdoppiata, per cui esteriormente sembro un cristiano, vado alla Messa, prego, leggo, aiuto i poveri, ma interiormente non c’è una vera adesione alla Verità del Vangelo, a Gesù, e quindi sono un ipocrita, perché sembro ciò che non sono, non mi lascio trasformare dall’incontro personale con Gesù e dalla conoscenza che mi viene da Gesù. Un incontro è motivo di conoscenza. Dio già mi conosce, io non conosco invece Dio così bene come Lui conosce me, quindi sono chiamato a crescere in questa conoscenza.

L’ipocrisia è un lievito e noi dobbiamo stare molto attenti, perché ci fermenta e ci trasforma. L’ipocrisia non è cristallizzata nella sua situazione e posizione, l’ipocrita vive dentro ad una dinamica perversa. L’ipocrita è tale, e ogni giorno che passa lo diventa sempre di più. Come l’uomo giusto dentro a questa dinamica diventa sempre più giusto, sempre più Santo, così l’ipocrita diventa sempre più falso e rischia di arrivare ad un momento nel quale non riesce più a vedere la sua ipocrisia, non riesce più a rintracciarla e quindi non riesce più a guarire.

Come?

Ad esempio i farisei.

“Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia”

Apparivano credenti ma non lo erano, non avevano nessuna amicizia, nessuna intimità con Dio, la loro era solamente pura esteriorità.

Anche noi corriamo questo rischio, sembriamo tanto bravi, tanto a posto con le norme, con la legge, con le cose da fare, ma poi di fatto non ci lasciamo scalfire da niente e da nessuno, non permettiamo alla Verità di interpellarci, le nostre idee sono dogmi, quindi indiscutibili.

Ci sono persone con le quali voi potete parlare e nel momento in cui iniziate a parlare cominciano a scuotere la testa in segno di no. Non hanno neanche ascoltato quello che deve te dire, ma hanno già deciso che è no.

E’ terribile questa cosa, è una chiusura interiore e intellettuale gravissima. Non vogliono ascoltare, vogliono solo parlare, vogliono solamente dire la loro posizione, ma questa loro posizione è dogmatica, è per loro inconfutabile, indiscutibile, irreversibile, hanno già deciso che è così. L’ipocrisia qui dentro vive benissimo. L’umile non può essere ipocrita, perché l’umiltà è carità e l’umile non conosce l’ipocrisia. L’ipocrisia la conosce il superbo, l’orgoglioso, il tronfio, il narcisista, il pieno di sé, queste persone conoscono l’ipocrisia, non le altre. Stiamo lontani da ogni finzione, da ogni falsa apparenza.

“Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna.”

Il Signore ci dice di temere Colui che ha il potere di gettare nella Geènna.

  • Chi ha il potere di gettare nella Geenna?

Dio, solo Dio può fare questo. Il demonio non ha il potere di gettare nella Geenna, il demonio ha il potere di corrompere, ha il potere di sedurre, di ingannare, ma non il potere di giudicare, il demonio non ha nessun potere di giudizio, il giudizio appartiene solo a Dio. Solo Dio giudicherà l’uomo. E’ solo Dio che con il suo giudizio decreta, sancisce che quell’anima vada in Paradiso, in Purgatorio, all’Inferno.

“Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla”

Il Signore ci dice di non aver paura degli uomini che al massimo vi ammazzano nel corpo. Tutto il messaggio di Gesù, l’incarnazione di Gesù, la morte di Gesù è tutto orientato alla Vita Eterna, a salvarci l’anima, a liberarci dal peccato, il Verbo si è fatto carne per questo. Quelli che uccidono il corpo, ammazzano il corpo ma poi non possono fare niente, non hanno potere sull’anima, coloro che vi perseguitano non possono fare niente sull’anima.

“Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna.”

L’uomo può decidere che ti uccide ma chi ha veramente l’ultima parola sulla morte è solo Dio, è Dio che decide l’inizio e la fine di una vita, è Lui che poi col giudizio decide il Paradiso, l’Inferno, il Purgatorio.

“Sì, ve lo dico, temete costui.”

Però ci dice anche:

“Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!”

Persino cinque passeri sono ricordati davanti a Dio, persino i capelli del vostro capo sono contati, cioè Dio ha cura di voi. Il fatto che Dio abbia cura di me, e quindi mi ami e mi riempia di misericordia, questo non toglie nulla al fatto che poi Lui esprimerà un giudizio giusto su di me, queste due cose devono stare insieme, sono inscindibili, pena non incontrare il vero Volto di Dio rivelato da Gesù nel Vangelo. Questo santo Timore, che Gesù 3 volte ci ricorda, che non è la paura di Dio, ma è il Santo Timor di Dio, l’ultimo dono citato nei doni dello Spirito Santo, cioè la coscienza della trascendenza di Dio, dell’Essere Dio totalmente altro da me e del mio essere povera creatura, questo santo Timore di Dio di fatto è ciò che ci salva, perché da una parte ci fa rispettare Dio e ci fa comprendere che Dio ci giudicherà, dall’altra ci fa avere una grande confidenza in Dio, perché so che non sono dimenticato, so che i capelli del mio capo sono contati, e so che valgo più di molti passeri. Sono due aspetti della medesima realtà.

Oggi è Santa Margherita Maria Alacoque, il Sacro Cuore di Gesù ci ottenga di fuggire sempre l’ipocrisia da una parte e dall’altra di portare in noi sempre questo Santo Timor di Dio che tiene assieme i due aspetti che vi ho spiegato.

E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo.

Venerdì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

VANGELO (Lc 12,1-7)
Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati.

In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli:
«Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze.
Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui.
Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».