Viva Cristo Re!

Viva Cristo Re!

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di domenica 22 novembre 2020 – Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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VIVA CRISTO RE!

Eccoci giunti alla XXXIV Domenica del Tempo Ordinario, solennità di Ns Signore Gesù Cristo Re dell’Universo. Domenica prossima sarà la prima Domenica di Avvento, questa solennità chiude un po’ questo momento del Tempo Ordinario, abbiamo ancora questa settimana di preparazione al Tempo dell’Avvento che ci preparerà al Natale. Celebriamo quest’oggi Gesù Cristo Re dell’Universo e tra circa un mese celebreremo l’Incarnazione del Verbo che si fa carne. Il giorno di Natale sarà il contemplare questo Bambino che pur se Bambino e quindi indifeso come ogni bambino, è già il Re dell’Universo. Abbiamo ascoltato la Prima Lettura della Santa Messa di oggi, tratta da Libro del Profeta Ezechiele cap. XXXIV, Gesù quale Re dell’Universo esercita la sua regalità nel cercare le sue pecore, nel passarle in rassegna, nel radunare le disperse, nel farle riposare.

“Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna…le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare.”

Un Re che va in cerca della pecora perduta che riconduce quella smarrita, che fascia quella ferita, che cura quella malata, che avrà cura di tutti.

“Le pascerò con giustizia.”

Voi sapete che la solennità di Cristo Re è fortemente legata con l’Apparizione della Vergine Maria a Guadalupe, sarà proprio nel celebre Santuario di Guadalupe che nascerà la festa di Cristo Re, infatti il 6 gennaio del 1914 l’episcopato messicano dopo aver chiesto e ottenuto dal Papa San Pio X il permesso di adornare l’immagine del Sacro Cuore di Gesù, con i simboli della regalità, corona e scettro, fece aggiungere a tutte le immagini del Sacro Cuore questi simboli regali e alle 11.00 ci fu una solennissima Messa in Santuario, dove si dedicò la Nazione al Sacro Cuore di Gesù. Erano presenti più di ventimila persone e tutta la battaglia che poi faranno i Cristeros per difendere il Messico dalla tirannia di Calles, questo dittatore terribile e sanguinario, sarà tutta fatta in nome di Cristo Re, al grido di:

“Viva Cristo Re!”

Sarà una lotta per la difesa della libertà religiosa, per la difesa di poter esercitare, vivere la propria fede con serenità nella pace, una difesa che vedrà il popolo messicano fortemente stretto alla Vergine di Guadalupe, che viene narrato e riportato, che apparve a cavallo con la spada in mano mettendo in mano il nemico, narrazioni di questo tempo dei Cristeros. Anche noi, ricordando questi nostri fratelli nella fede, che erano stati un po’ da tutti abbandonati tranne che da Dio, vogliamo anche noi rimetterci sotto la regalità di Gesù Cristo. Non dobbiamo avere paura, vergogna di essere di Cristo Gesù, di essere i suoi soldati, le sue pecorelle, i suoi amici, perché se nel nostro cuore non regna Gesù Cristo allora regna il diavolo, vuoto non può restare.

Oggi è Domenica, apposta non vi ho preannunciato nulla ieri, perché è anche bello fare qualche volta una verifica:

“Come ci siamo preparati a questa solennità? A questa Domenica?”

Oggi è proprio il giorno della gioia, del festeggiamento, del gaudio, di Dio, è il giorno di Dio, è il primo giorno della settimana, il giorno bellissimo tutto fatto per riposare laboriosamente in Dio, è il giorno del Signore, speriamo che sia veramente del Signore, mettiamo Gesù al primo posto in modo da farlo veramente percepire nella nostra vita come il Re assoluto, e noi i suoi sudditi, le sue pecorelle che lo seguono con estrema fiducia. Ci sono cristiani che sono morti per Cristo Re dell’Universo, per non rinnegare la loro fede, per restare uniti al Signore, bambini, ragazzi, ragazze che sono stati uccisi per la loro fede in Gesù Cristo Re dell’Universo. Fa sempre effetto dire:

“Viva Cristo Re!”

Perché quando lo diciamo si sente l’eco di tutte quelle persone che hanno combattuto per la loro fede.

Noi combattiamo per la nostra fede? O abbiamo paura e vergogna di dirci cristiani?

Oggi è proprio il giorno della festa, è il giorno dello stare insieme in nome di Dio, del riconoscerci sotto questa regalità, è il giorno del pregare insieme, è il giorno della carità. Speriamo di avere unto con l’olio della letizia, della penitenza, con l’olio di Abele dell’offerta gradita, questa giornata, con qualche piccola fantasia che ci può essere venuta per dire:

“Oggi è il giorno del Signore! Oggi è Cristo Re dell’Universo! Lo devo affermare con la mia vita”

Dobbiamo sentirci queste pecore che vengono finalmente tratte in salvo, curate e messe nel riposo di Dio, queste pecorelle che ritornano serenamente all’ovile e non devono più preoccuparsi di doversi difendere dai lupi perché non ci sono più lupi, saremo tutto in tutti, parteciperemo della meravigliosa comunione dei Santi, già partecipiamo adesso, ma là, in Paradiso, sarà solo quello. Dobbiamo pensarci al Paradiso sempre, ai Novissimi, al Giudizio di Dio, al fatto che la vita su questa terra è transitoria, è un attimo, poi saremo per sempre uniti alla Santissima Trinità, alla Vergine Maria, agli Angeli, ai Santi.

Pensate che bello, che meraviglia che sarà!

Qui dobbiamo iniziare a consacrare questi giorni così speciali, con la nostra vita, con le nostre scelte, con le nostre piccole penitenze, con le nostre fantasie, con le bellezze che ci vengono in mente, rendere queste giornate, queste Domeniche una meraviglia, soprattutto perché poi questo ci apre sul tempo dell’Avvento, che ci aprirà sul tempo del Natale, che non è semplicemente il tempo dell’andare a comprare i regali, anche questo, ma non è innanzitutto questo, è la preparazione a fare ben più che un pensiero, fare la memoria di questo evento prodigioso che è stata l’Incarnazione, questo è il significato di fare il Presepe, di addobbare la casa in preparazione di un evento così strepitoso qual è quello dell’Incarnazione. Prepariamoci davvero bene attraverso questa solennità al giorno di Natale, pensiamolo già da adesso, mettendo Gesù al centro e poi tutto il resto intorno, anche il momento del pranzo di Natale, della cena, dell’apertura dei doni, tutto quello che segnerà il giorno di Natale deve essere tutto per dire Grazie a Gesù, e la solennità di Cristo Re dovrebbe essere quel momento che ci chiama a fare questa memoria.

Vi auguro di trascorrere oggi una bellissima giornata, tenete lontana la malinconia, il litigio, tutto ciò che va contro la letizia, la gioia, la bellezza che dobbiamo a Dio nel Suo giorno che è la Domenica, godiamo di questi momenti.

“Ma non ho pensato che oggi era la solennità di Cristo Re, non ho preparato niente”

“Fa niente, fai una bella torta stamattina, un bel dolce con le quattro cose che hai in casa per la tua famiglia, in onore di Cristo Re, e se non hai gli ingredienti fai un’altra cosa in onore di Cristo Re”

Fai capire con la concretezza della vita anche a chi magari non ha fede o ne ha poca, fai capire che oggi è un giorno diverso, qualunque cosa che faccia capire che oggi è diverso, che oggi è un giorno speciale.

Di cuore, con tutto il cuore vi faccio ancora i miei più sinceri auguri, vi porto nella Santa Messa di oggi, tutti, e per intercessione di tutti i Cristeros che sono morti al grido di Cristo Re pur di non rinnegare la loro fede, per intercessione di tutti i Martiri, di tutti i meravigliosi Santi del Cielo, per intercessione di tutte le schiere Angeliche e per intercessione della Beata Vergine Maria di Guadalupe vi benedica Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen. Questa benedizione scenda su di voi, su tutte le vostre famiglie e su tutti i vostri cari. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

L'origine della solennità di Cristo Re

XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

PRIMA LETTURA (Ez 34,11-12.15-17)
Voi siete mio gregge, io giudicherò tra pecora e pecora.

Così dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine.
Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia.
A te, mio gregge, così dice il Signore Dio: Ecco, io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri.