I SS. Martiri Innocenti

I SS. Martiri Innocenti

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di lunedì 28 dicembre 2020

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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I SS. MARTIRI INNOCENTI

Eccoci giunti a lunedì 28 dicembre 2020, quest’oggi è la festa dei Santi Innocenti Martiri, abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi tratto dal cap. II, vv 13-18 di San Matteo. Natale è appena passato, abbiamo già celebrato la memoria di Santo Stefano Martire, e ora dei Santi Innocenti Martiri, il Natale del Signore si tinge immediatamente di sangue.

Il sangue di che cosa?

Il sangue di coloro che lo testimoniano, che muoiono a motivo di Lui.

La colpa di chi è?

Non di chi testimonia l’amore ma di chi non tollera l’amore, perché attaccato al potere come per Erode, o a delle idee religiose, come per Santo Stefano, che di fatto non sono più idee ma sono ideologie, sono chiuse al confronto, a possibilità di verifica e soprattutto chiuse a una riflessione seria su di sé, all’esame di coscienza. L’esame di coscienza è la verifica di sé alla luce della Parola di Dio, è la Parola di Dio che mi esamina che mi fa mettere davanti al Signore e davanti al Signore scopro di essere peccatore. Davanti all’esondante Amore di Dio, alle plurime manifestazioni della Presenza di Dio, noi scopriamo quanto non siamo corrispondenti. Santo Stefano, i Santi Martiri Innocenti ci dicono che chi vuole essere di Gesù deve essere pronto a questa testimonianza, che può arrivare fino al sangue, ma prima di arrivare al sangue ci sono dei passaggi interessanti.

Voglio leggervi un breve testo che a me è piaciuto molto e mi è molto utile e forse può essere utile anche a voi, è veramente bello, è il colloquio tra Gesù e una mistica. Questa mistica stava contemplando il Signore Crocifisso, stava baciando le piaghe delle sue mani, stava riparando e pregando, e chiedeva al Signore di purificare tutte le opere umane che lei compiva per amore di quanto Lui aveva sofferto nelle sue Santissime Mani. Di fronte a questa richiesta Gesù le dice:

“Figlia mia, le opere che più inaspriscono le mie mani e che più mi amareggiano ed allargano le mie piaghe, sono le opere buone fatte con disattenzione, perché la disattenzione toglie la vita all’opera buona, e le cose che non hanno vita sono sempre prossime a marcire; quindi a me mi fanno nausea, ed all’occhio umano è più scandalo l’opera buona fatta senza attenzione che lo stesso peccato, poiché il peccato si sa ch’è tenebre, e non è meraviglia che le tenebre non danno luce, ma l’opera buona ch’è luce e dà tenebre, offende tanto l’occhio umano che non sa più dove trovare la luce; e quindi trova un ingombro nella via del bene”.

Quali sono le opere buone?

La prima opera buona che dobbiamo esaminare è la preghiera, è la nostra prima opera buona perché è tutta rivolta a Dio, poi la Messa, il Rosario, la meditazione, l’orazione, e tutte le altre pratiche fatte con disattenzione. Pensate a tutte quelle volte che siamo entrati in Chiesa distratti, che abbiamo partecipato alla Santa Messa distratti, che abbiamo iniziato la recita del breviario in modo distratto.

“Quali sono le preghiere da fare?” Qualcuno mi chiede.

Io consiglio questo esperimento:

“Fate un’altra Novena, fate così: scaricate un’applicazione della Liturgia delle Ore e pregate come prega la Chiesa. Si chiama Liturgia delle Ore perché divide il giorno nelle parti che adesso vi dirò e per ogni momento del giorno c’è una preghiera fatta di Salmi, e in quattro settimane si recitano tutti i 150 Salmi presenti nell’Antico Testamento. Tutta la Chiesa prega con quella preghiera, è molto solenne, è un atto liturgico, è la preghiera della Chiesa. C’è l’Ufficio delle Letture, che sono tre salmi e due Letture molto belle prese una dall’Antico Testamento e l’altra solitamente dai Padri. Questo è un momento della Liturgia delle ore mobile, lo potete mettere dove volete, una volta era messo nella notte, adesso si può fare anche durante la giornata, io consiglio sempre di recitarlo al mattino assieme alle Lodi. Quando ci si sveglia si recitano le Lodi, c’è l’invitatorio e poi le Lodi. Poi l’Ora Media che è divisa in tre parti, l’Ora di Terza, di Sesta e di Nona. Non sono da dire tutte e tre, tutte e tre le dicono i monaci, se ne sceglie una, l’Ora Terza si dice alle 9 del mattino, la Sesta a mezzogiorno, la Nona alle 15.00. Il Vespero si dice alla sera, solitamente dopo le 17.00 circa, ed è la preghiera della sera. Prima di andare a letto la Compieta, che è l’ultima preghiera che riassume tutto. Tutta la giornata viene presa e elevata a preghiera attraverso la recita dei Salmi.”

Provate, io vi assicuro che se voi cominciate e fate nove giorni così, al decimo giorno voi non tornerete più indietro, continuerete sempre a recitare la Liturgia delle Ore, perché è troppo bella e perché vi fa percepire la bellezza della preghiera comune in tutta la Chiesa, ogni giorno. Se uno non ha molto tempo può fare le Lodi, il Vespero e la Compieta e fine giornata.

Le altre opere buone sono la mamma che fa la mamma, il papà che fa il papà, lo studiare, pulire la casa, fino ad arrivare al fare atti di carità a qualcuno.

Lo rileggo il testo letto prima:

“Figlia mia, le opere che più inaspriscono le mie mani e che più mi amareggiano ed allargano le mie piaghe, sono le opere buone fatte con disattenzione, perché la disattenzione toglie la vita all’opera buona, e le cose che non hanno vita sono sempre prossime a marcire”

La disattenzione toglie la vita all’opera buona, la devitalizza e quindi è prossima a marcire.

“Quindi a me mi fanno nausea, ed all’occhio umano è più scandalo l’opera buona fatta senza attenzione che lo stesso peccato, poiché il peccato si sa ch’è tenebre, e non è meraviglia che le tenebre non danno luce, ma l’opera buona ch’è luce e dà tenebre, offende tanto l’occhio umano che non sa più dove trovare la luce; e quindi trova un ingombro nella via del bene”.

Riflettiamo molto bene su questo testo, usiamolo come esame di coscienza quotidiano e incamminiamoci sulla via del rigore interiore, che non è rigorismo, è rigore, sulla via della precisione, che non è scrupolo, è precisione, è delicatezza.

“O dignitosa coscienza netta e pia quanto ti è amaro morso ogni picciol fallo” scrive Dante.

Coscienza dignitosa, netta e pia, pulita e devota, allora sente il morso amaro del più piccolo peccato, chi non lo sente è perché ha la coscienza come la pelle del rinoceronte.

Auguro a tutti di cuore una santa giornata e la benedizione di Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

SANTI INNOCENTI

VANGELO (Mt 2,13-18)
Erode mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme.

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.
Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa:
«Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché non sono più».