L’inconscio spirituale: prof. Jean Claude Larchet

L’inconscio spirituale: prof. Jean Claude Larchet

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di mercoledì 13 gennaio 2021

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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L’INCONSCIO SPIRITUALE: PROF J.C. LARCHET

Eccoci giunti a mercoledì 13 gennaio 2021, abbiamo appena ascoltato il Vangelo della S.Messa di oggi tratto dal cap. I di San Marco, vv 29-39. Ritorna il tema della preghiera notturna e mattutina:

“Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava.”

Gesù guarisce la suocera di Simone che aveva la febbre, poi malati e indemoniati. E come nella moltiplicazione dei pani e dei pesci, grande bagno di folla, grande incontro con l’umanità sofferente, piagata, bisognosa, e alla sera e al mattino presto quando ancora è buio, da solo Gesù si ritira a pregare. La Carità di Gesù non è mai filantropia è sempre inserita all’interno di questo grande, importantissimo, essenziale, vincolante dialogo col Padre che è la preghiera, e noi dobbiamo imparare a fare lo stesso, a dedicarci così bene alla preghiera con costanza. Della preghiera di Gesù possiamo imitare tante cose, tanti aspetti, per esempio quello della notte, prima di andare a letto affidare tutto al Signore, se Lui vorrà mi sveglierà per pregare per dire un’Ave Maria, oppure o insieme, si può decidere di svegliarsi presto come Gesù, quando ancora tutto è buio e silenzioso, e tutti dormono. Vedrete quella giornata come sarà diversa. Come abbiamo visto in questi giorni noi abbiamo bisogno di essere all’interno di questo grande clima spirituale di preghiera perché abbiamo bisogno di Dio, abbiamo bisogno di un Padre che ci prenda per mano, abbiamo bisogno di lasciarci prendere per mano e innanzitutto essere salvati, guariti e liberati.

Da che cosa?

Dal peccato, ma ancor prima dalle nostre passioni. In questi due giorni vi ho fatto tutta una riflessione sulle passioni, perché ritengo sia un tema trattato molto poco, credo che abbiate tutti gustato questi brani che vi ho letto dei Padri della Chiesa e dei Santi, vorrei andare avanti su questa scia per un po’, perché mi sembra che abbiamo tutti bisogno di conoscere meglio questo tema. Il libro al quale ho fatto riferimento in questi due giorni precedenti, ve lo dico adesso, perché ho voluto che prima gustaste la bellezza di quanto vi dicevo. L’autore di questo libro si chiama:

Jean Claude Larchet

È nato nel 1949 nel Nord Est della Francia, in una famiglia cattolica, poi durante i suoi studi di filosofia si è incontrato con la lettura dei Padri greci, dei commentatori ortodossi e quindi ad un certo punto si è convertito alla Chiesa Ortodossa. Diventerà nel 1987 dottore in Filosofia e poi Dottore in Teologia nell’università di Strasburgo nel 1994 e professore nel 2005. Ha insegnato filosofia per quasi trentacinque anni. Ha una grande esperienza in teologia, nella patristica, nella filosofia. La sua opera è stata tradotta in 18 lingue, acquisendo una notorietà internazionale. E’ oggi considerato uno dei principali teologi ortodossi e uno dei maggiori specialisti di San Massimo il Confessore che abbiamo potuto apprezzare. E’ un testo molto bello. Il titolo del libro è:

“L’inconscio spirituale. Malattie psichiche e malattie spirituali. Edizioni San Paolo”

Ho voluto dirvelo adesso perché noi siamo tanto facili al pregiudizio. Io ritengo che ciò che conta è la verità, poi da dove arrivi questo non ci interessa, dobbiamo non essere pieni di pregiudizi. Più avanti vi leggerò anche la parte che lui dedica al Sacramento della Confessione e della Direzione Spirituale. Scrive delle pagine veramente meravigliose. Ci fa bene vedere come un cristiano ortodosso, e come la chiesa Ortodossa legga e veda certi fenomeni e certe realtà che noi conosciamo bene. Lui in questo testo si dedica al rapporto tra l’inconscio spirituale che a noi non interessa direttamente e la terapia della malattia psichica, a noi interessano alcuni aspetti della sua riflessione per i discorsi che stiamo facendo. In questo libro, quando lui affronta nel capitolo 8° l’inconscio spirituale e la terapeutica, nel paragrafo secondo scrive così:

“La terapeutica di questa o quella malattia spirituale presuppone anzitutto che chi ne è colpito ne prenda coscienza. San Giovanni Cassiano: Se non vengono prima esposte le varie forme di una malattia, se non si fa prima l’inventario della sua origine e delle sue cause, alla malattia non si potrà mai applicare la cura adatta. Le malattie non si potranno mai guarire, né i rimedi trovare malanni della salute, se prima non si saranno cercate con minuziosa investigazione le loro origini e le loro cause.”

E’ essenziale, fondamentale che noi non ci accontentiamo di dire:

“Ho fatto questo peccato”

Ma mi devo chiedere perché, chiediamoci sempre la ragione del perché ci comportiamo in un certo modo, del perché prendiamo certe scelte, del perché facciamo certi peccati e non altri. Bisogna sempre andare a scoprire le cause. Non è facile se non siamo abituati a dare un esame di coscienza costante. Senza aver scoperto le cause non si può guarire.

“Va osservato che questo minuzioso studio delle cause e origini delle passioni ha già di per sé un valore terapeutico. San Giovanni Cassiano sostiene che alcune persone guarirono dalle loro malattie spirituali già semplicemente ascoltando i Padri Spirituali spiegare le varie cause, forme e manifestazioni di quelle malattie, ed esporre i rimedi capaci di guarirli”

Ha già un valore terapeutico a livello spirituale e psicologico.

“Nel loro insegnamento gli antichi hanno l’abitudine di esporre tutte queste cose e mentre ce le esponevano ne riconoscevamo in noi diversi elementi e venivamo guariti, pur noi tacendo, soltanto sentendo le cause e i rimedi delle passioni che ci animavano.”

Chissà se noi ancora oggi abbiamo il tempo, la cura di metterci ad ascoltare, a lasciarci educare, istruire dai Padri Spirituali.

“La terapeutica delle malattie spirituali comincia già ad abbozzarsi con la semplice descrizione delle malattie, in quanto ella permette all’uomo di scoprire a che punto è, di conoscere e capire i moti della sua anima, di scoprirne il significato profondo e prenderne le distanze dalla malattia di cui è malato, di non venire più ciecamente determinato da meccanismi che ignora, che lo turbano o lo fanno soffrire.”

Prendere consapevolezze è già l’inizio di tutto. Fare la diagnosi e trovarne le cause è già l’inizio della guarigione.

“Ne i Padri considerano soltanto le malattie evidenti è facilmente individuabili ma anche quelle che, sebbene presenti nel cuore, restano nascoste a coloro che sono privi di un discernimento spirituale affinato e quelle altre che esistono soltanto in germe ma rischiano di esplodere se non si presta loro attenzione. E’ evidente comunque che la descrizione delle malattie spirituali, loro natura, origini, meccanismi profondi, e modi comuni di manifestarsi in tutti gli uomini, va completata da un’analisi sulle forme, sul grado e su alleanze specifiche che essi assumono in ogni persona. Sotto questo aspetto la confessione e la manifestazione dei pensieri nella direzione spirituale, che poi vedremo, insieme ai consigli che in quella occasione il Padre Spirituale impartisce, svolgono un ruolo fondamentale per una siffatta presa di coscienza”

La Confessione e la Direzione Spirituale sono fondamentali, come vedremo, per questa presa di coscienza, per questa analisi.

“In secondo luogo la presa di coscienza delle malattie spirituali permetterà di prendere coscienza anche delle malattie psichiche che da esse derivano o sono esse collegate”

Molte malattie psichiche hanno una radice nelle malattie spirituali.

“Qui il ruolo del terapeuta è di aiutare il malato a capire in qual modo le turbe psichiche si innestano su certe malattie spirituali e come la terapeutica di queste aiuti a curare anche quelle”

Curare le malattie spirituali vuol dire anche curare alcune malattie psichiche.

“Il ruolo del terapeuta è anche di aiutare il malato a rendersi conto che le malattie psichiche e le malattie spirituali, quelle prime sono collegate hanno in realtà la loro radice in certe tendenze della natura che sono state pervertite, deviate, stravolte dal loro fine originario e normale e quindi si esplicitano in modalità contro natura.”

Tutto ciò che in noi ci porta ad andare contro la nostra natura umana e contro il nostro essere cristiani, fatti a immagine e somiglianza di Dio. Il peccato di fatto è proprio questo andare contro la nostra natura.

“E anche di fargli prendere coscienza dell’orientamento originario e normale di quelle tendenze che continuano a improntare la sua natura profonda, orientamento che caratterizza ciò che noi abbiamo chiamato l’inconscio teofilo”

In se queste tendenze nel loro orientamento originario e normale non sono un male ma bisogna vedere come si esplicano e come si affermano e se si deviano verso eccessi che non vanno bene. Auguro di cuore una santa giornata e vi benedica Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

Mercoledì della I settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

VANGELO (Mc 1,29-39)
Gesù guarì molti che erano afflitti da varie malattie.

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.