Da Emmaus a Gerusalemme: la fractio panis

Da Emmaus a Gerusalemme: la fractio panis

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di mercoledì 7 aprile 2021 – Mercoledì fra l’ottava di Pasqua

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

Per motivi di intenso traffico non ci è possibile rendere disponibile l’ascolto dei file audio direttamente dal nostro sito. Se hai dubbi su come fare, vai alle istruzioni per l’ascolto delle registrazioni.

Scarica il testo della meditazione  

DA EMMAUS A GERUSALEMME:

LA FRACTIO PANIS

Sia lodato Gesù Cristo, sempre sia lodato.

Eccoci giunti a martedì 07 aprile 2021, mercoledì fra l’Ottava di Pasqua. Abbiamo ascoltato il Vangelo tratto dal cap. XXIV di San Luca, vv. 13-35.

Quante cose ci sono in questo Vangelo! Questi Discepoli stanno camminando verso Emmaus, si stanno allontanando da Gerusalemme, non gli piace più stare a Gerusalemme: è il luogo della delusione, della sconfitta, della confusione, della perdita, del disorientamento, ma soprattutto è il luogo della delusione, e lo dicono chiaro: “Gesù ci ha delusi”

“Erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro…”

Sapete, quel parlare incarnito, ritorto su sé stessi, quel parlare avvelenante. È un parlare che è un conversare, discutere,… avevano il volto triste, tanto che neanche lo riconoscono.

“Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo”

Neanche vedono che Gesù è accanto a loro, sono tutti presi da questa delusione, da questa amarezza, da questa tristezza.

“Si fermarono, col volto triste”

Sono delusi, terribilmente delusi, Gesù delude.

Abbiamo visto la Maddalena: lei non è delusa del suo amore, lei lo cerca, lei lo brama, lei lo prega, veglia, esce sfidando tutto e tutti, lei va al sepolcro, il luogo per eccellenza della disfatta e della delusione. Loro sfuggono verso Emmaus, lasciano alle spalle tutto. Lei va al cuore della sconfitta e lì cerca il suo amore. Quanto è diversa!

«Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?»

Lui che è stato il protagonista, è il forestiero. Quando siamo ciechi, quando i nostri occhi sono ciechi, non c’è questione che regga.

Domandò loro: «Che cosa?»

Sentite che risposta che danno, credo che questa sia stata un’altra coltellata nel cuore del Signore, dopo tutto quello che ha fatto per loro, dopo tutto quello che è stato per loro, dopo tutto quello che hanno visto con Lui, che hanno condiviso, dopo averlo ascoltato, dopo 3 anni vissuti insieme, notte e giorno, giorno e notte in continuazione, questa la loro sintesi:

“Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo”

Profeta?? Ma come profeta!? Gesù non è un profeta, Gesù è il Figlio di Dio, è il Verbo Incarnato, è la Seconda Ipostasi della Santissima Trinità. Tutti i discorsi che ha fatto sul Padre, il Padre è in Lui, Lui è nel Padre. Ma quale profeta ha mai parlato di Dio come Suo Padre e Lui suo Figlio? Gesù non fu un profeta. Ma loro non sono stati capaci di vedere altro che questo, questo è il massimo che sono stati riusciti a vedere di Gesù. Tra Gesù ed Eliseo, tra Gesù e Giovanni il Battista, tra Gesù e Geremia e tutti i profeti messi insieme, c’è una differenza abissale.

“Come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso”

Veramente, è uno di voi che l’ha fatto. Nessuno di questi l’ha consegnato. La storia è stata che uno dei Discepoli, Giuda Iscariota, lo ha consegnato ai capi dei sacerdoti e alle autorità, i quali a loro volta lo hanno preso. Ma se Giuda non lo avesse consegnato, nessuno lo avrebbe mai preso.

Adesso sentite questa coltellata che non bastano 100 vite a ripararla. Parole che pesano come montagne:

“Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele”

Da che cosa? Lui ha liberato non solo Israele, ma tutta l’umanità, passata, presente e futura.

“Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele”

Da chi? Voi speravate che liberasse Israele dai Romani! Ma Gesù non ha mai detto queste cose, non ha mai detto di essere venuto per questo. Ha liberato il popolo da molto peggio, perché i Romani sono finiti, il molto peggio non sarebbe mai finito, perché è il demonio. Gesù ha dato il Sangue, neanche 3 giorni che è morto e i suoi Discepoli già parlano male di Lui. Lo avete visto morire, lo avete abbandonato, lo avete tradito, lo avete lasciato solo, lo avete rinnegato e in più avete il coraggio di dire queste parole. Incredibile. È sempre colpa di Gesù, o di Gesù o di Dio Padre. Il peccato Originale è colpa di Dio Padre: “La donna che Tu mi hai messo accanto”. Mah, veramente l’hai chiesta tu… E quando Dio chiede, alla donna: “Cosa hai fatto?” lei risponde: “È stato il serpente”. Ma il serpente da dove arriva? Quindi è sempre colpa di Dio. L’uomo non sa dire: “quest’uomo sono io”. Non tutti gli uomini sono così, è solo il Santo che dice: “Io ho fatto questa scelta, io ho fatto questa cosa, non le circostanze, gli altri …”

“Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo.”

Sono delle pazze, sono venute a raccontarci addirittura di Angeli che dicono che è vivo.

“Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto”

Gesù è delicatissimo:

“Stolti e lenti di cuore”

Lui è quell’amore, come dicevo ieri, che noi non abbiamo mai conosciuto nella nostra vita.

“Stolti e lenti di cuore”

Ma come si fa ad arrivare a dire al Signore una cosa del genere? Lui è quell’Amore, che come dicevo ieri, noi non abbiamo mai conosciuto nella nostra vita. Noi siamo molto peggio. L’ha detto tantissime volte che il Cristo doveva patire per entrare nella gloria, non ha fatto altro che parlare di quello. Spiega di nuovo tutto. Capiscono qualcosa? Nulla. Non capiscono niente. La Sacra Scrittura sganciata dalla Fractio Panis, dallo spezzare il pane, dall’Eucarestia non dà nessuna luce.

“Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista.”

È solo il potere dell’Eucarestia che scioglie tutta questa incrostazione di mente, di cuore, di occhi che portiamo dentro. È l’unico luogo dove noi possiamo pensare di avere una salvezza, è l’unico posto. Riconoscono Gesù e riescono a tornare indietro con la memoria e quindi a capire la Scrittura, solo nella fractio panis.

«Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?»

Ardeva ma non ve ne siete accorti. Adesso i tuoi occhi vedono.

“Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme”

Dovevano arrivare a Emmaus, adesso tornano indietro. Adesso hanno capito.

“Dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!»

Ma veramente, Maria Maddalena lo ha visto da tempo ma non le avete creduto.

“Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.”

È un Vangelo che ci mette a nudo. Queste parole forti non le ho dette tanto a questi Discepoli che poi sono diventati Santi, sono morti martiri e sono in cielo che godono della gloria di Dio, ma io parlando di loro parlo di me e di tutti coloro che, come me, condividono questa stoltezza, questa lentezza di cuore, questi brutti sentimenti che ci riempiono alle volte il cuore, i dubbi, i sospetti, la non fiducia, l’amarezza, la delusione, la mancanza di confidenza. Sapete che la radice di con-fidenza, è uguale a quella di fidanzamento, fidanzato. Certo, perché un rapporto di fidanzamento se non si fonda sulla confidenza su cosa si fonda? E una confidenza, se non porta ad un’unione intima e profonda, a cosa porta? Se non c’è il “darti totalmente a…”

C’è da pregare tantissimo, bisogna chiedere questa grazia enorme: “Signore ti prego risparmiami da tutto questo. Ti prego portami via da questa cecità, da questa stoltezza terribile, di cuore, da queste spade che ti infiliamo nell’anima”

È bella quella scena di Pietro che cade in ginocchio davanti al Signore prostrato e gli dice: “Allontanati da me che sono un peccatore”. Gesù poi ti perdona, poi ti prende e ti rialza, però: tu sai dove sei?  Poi Gesù è Gesù ed è insuperabile. Ma tu sai dove sei?

Quelle parole non erano di rito, ma erano vere: “Allontanati da me che sono un peccatore”.  È quella ritrosia che prova l’Innominato all’avvicinarsi del Cardinale: “Non avvicinarti, non mi toccare, tu non sai chi sono io, non avvicinare quelle tue sacre membra alle mie che sono così empie e corrotte.” Questa coscienza della propria alterità radicale, della propria lontananza da Dio, da quello che Dio vuole, da quello che Dio è, la comprensione che si ha di Dio così lontana dalla realtà.

Quest’oggi chiediamo al Signore di farci rimanere attaccati costantemente all’unica Luce che abbiamo che è la Fractio Panis, che ci permette di riconoscerlo sempre, perché ci permette di spezzare la stoltezza e la lentezza del cuore e della mente.

E la Benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

Mercoledì fra l’ottava di Pasqua

VANGELO (Lc 24,13-35)
Riconobbero Gesù nello spezzare il pane.

Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana,] due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.

Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».

Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.