Maria presso la Croce di Gesù, don Clemente Barbieri

Maria presso la Croce di Gesù, don Clemente Barbieri

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di venerdì 28 maggio 2021

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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Maria presso la Croce di Gesù – Don Clemente Barbieri

Eccoci giunti a venerdì 28 maggio 2021. Abbiamo letto il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal capitolo XI di San Marco, versetti 11-26.

Questo fico in mezzo al racconto della cacciata dal tempio ci dice che Gesù non cerca foglie, non cerca le apparenze di una bellezza infruttuosa, meramente estetica, Gesù non se ne fa niente. Gesù sapeva bene che quello non era il tempo dei fichi, e non maledice l’albero per capriccio: “Siccome voglio i fichi e tu non me li dai, dato che sono Dio, quindi…”. Il gesto che compie Gesù è un gesto simbolico, molto utile per i discepoli. 

Gesù entra a Gerusalemme nel Tempio, guarda ogni cosa attorno:

“E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.”

Torna a Gerusalemme e mostra come le foglie non gli interessano, quindi rovescia tutto, caccia via i compratori e i venditori e gli dice che cosa vuole che sia la sua Casa. Non dimentichiamolo mai.

 

In questo XVIII Giorno del “Maggio Eucaristico”, il libro che stiamo leggendo di don clemente Barbieri, contempliamo Maria presso la Croce.

Scrive don Clemente:

XXVIII  GIORNO

Maria  presso  Ia  Croce  di  Gesù

“Con  Gesù,  sempre,  nelle  ore di  beatitudine  e  nelle  ore  di  passione,  con  lui  a  gioire ed  a  soffrire,  per  lui  ad  amare  e  ad  operare  con  fede viva  e  con  devozione  costante:  ecco  l’apostolato  prezioso di  Maria.”

Cioè sempre con Gesù.

  “E  però  come  fu  con  lui  quando  gli  uomini  e l’inferno  associati  ruppero  con  l’aspra  violenza  d’un  uragano  a  disprezzarlo,  a  tormentarlo,  ancora  non  si  seppe da  lui  separare  nell’ora  in  che,  culminando  il  martirio nella  inenarrabile  somma  di  ogni  più  tormentoso  dolore,  se stesso  per  nostra  salute  concesse  alla  morte.  E  seguendolo nell’asprissima  via  della  croce,  con  lui  fu  sul  Golgota, e  con  lui  affisso  al  patibolo  dava  spiritualmente  se  stessa in  olocausto  di  espiazione  e  di  redenzione  per i  peccati degli  uomini. Il  sacrificio  cruento  di  Gesù  sulla  croce  si  rinnovella ogni  giorno  incruento  sui  nostri  altari,  con  l’oblazione dell’Ostia  sacrosanta,  che  è  il  Corpo  e  il  Sangue  di  lui, nel  santo  sacrificio  della  Messa.”

La Vergine Maria sta accanto a Gesù e patisce con Gesù sul patibolo. Don Barbieri, poi, cita San Bernardo in un passo bellissimo che vi leggo, perché credo vi sarà utile:

“Ecco dunque che l’altare al quale noi assistiamo rappresenta la Croce, la Croce è figura del sepolcro nel quale morto Gesù, venne composto. La patena che copre il calice indica la pietra sepolcrale posta a chiudere la sua tomba. Il corporale è immagine del sudario; le candide tovaglie vogliono significare i lini mondi nel quali pietosamente venne avvolta così l’Ostia sacrosanta che a noi è dato di poter contemplare e di poter adorare, e che uniti con il pensiero e con l’affetto al Sacerdote con lui presentiamo l’Eterno Padre. Non è già semplice pane per già le semplici specie apparenti lo dimostrino tale, ma è l’adorata carne di Gesù che fu confitta alla croce e sulla croce immolata per la salvezza del mondo”

Così quando noi siamo alla Santa Messa e vediamo le tovaglie, il corporale, il calice, la patena, sappiamo a cosa fanno  riferimento. 

E come promesso ieri, stanti tutte le cose che abbiamo adesso ascoltato, dal Vangelo a don Barbieri, proseguiamo con quello che la Madonna dice a Bruno Cornacchiola il 21 febbraio 1948. Anche se le apparizioni non sono ancora ufficialmente riconosciute, notiamo che la Chiesa ha permesso il culto pubblico alla grotta delle Tre Fontane, si può celebrare la Messa, si può andare a pregare, e questo è un passo molto importante, è un implicito riconoscimento. Ieri dicevamo: “Questo dico ai miei figli sacerdoti: 21 febbraio 1948”

La Madonna attraverso Bruno Cornacchiola parla direttamente ai Sacerdoti e vediamo cosa dice. Sentite le prime tre parole della Vergine:

21 febbraio 1948

Questo dico ai miei figli sacerdoti:

“Gesù ha freddo, perché è da voi dimenticato e abbandonato nel suo nascondimento d’amore.”

Sta parlando ai Sacerdoti nel 1948! 

“Gesù ha freddo, perché è da voi dimenticato e abbandonato nel suo nascondimento d’amore.”

Sta parlando di Gesù nel Tabernacolo.

“Le preghiere e le visite lo riscaldano tanto, ma ora tutti sono freddi e Gesù ha freddo. Riscaldatelo! È una Madre che ve lo chiede: amatelo e non dissacratelo, ma fatelo amare da tutti, dando esempio d’amarlo! È dimenticato! (Qui la Vergine piange, pianto misto a sorriso) Gesù, il dolce e umile di cuore, figli cari, diletti miei, è fonte d’acqua pura, eppure ha sete.”

Se uno legge queste parole dice: “Qui c’è un problema, non è che la Madonna si è confusa, cioè che queste parole sono rivolte ai laici?”. No, la Madonna non si è confusa, l’autore non si è confuso, la Madonna parla ai figli Sacerdoti. Rendiamo le parole della Madonna in senso negativo, cioè cerchiamo di capire che cosa manca. Se Gesù ha freddo perché è dimenticato e abbandonato nel Tabernacolo e ciò che lo riscalda sono le preghiere e le visite, che cosa deduciamo? Che la Madonna sta dicendo che i preti non pregano e non visitano il Signore nel Tabernacolo! Tutti sono freddi, Gesù ha freddo. Capite? È un problema, perché se un prete non prega e non visita Gesù nel Tabernacolo, cosa fa tutto il giorno?

“Ma noi abbiamo tanto da fare!”

Sì ma non è quello per cui tu sei stato ordinato. Gesù ha freddo. 

“Gesù ha freddo, perché è da voi dimenticato e abbandonato”

Per un sacerdote che si dimentica di Gesù e abbandona Gesù cosa vuol dire vivere il Sacerdozio? Noi non siamo assistenti sociali.

“Amatelo e non dissacratelo”

Uno può dire: “Ma a un prete vai a dire queste cose?”. Sì, a un Sacerdote la Madonna va a dire queste cose e quindi vuol dire che ci sono dei problemi! Vuol dire che non pregano, non visitano, non amano, lo dissacrano e non lo fanno amare perché non danno l’esempio di amarlo.

“È dimenticato!”

Dice la Madonna: “É dimenticato”. 

“Ha sete.”

Guardate, questa è una cosa gravissima, perché se noi togliamo l’amore per Gesù dal cuore di un battezzato, a maggior ragione da quello di un Sacerdote, se noi togliamo l’amore per Gesù, noi abbiamo tolto tutto, non c’è più niente. È chiaro che poi vedo la dama bella che mi passa sotto agli occhi e cosa faccio? Mi innamoro e poi dico: “Arrivederci a tutti. Adesso io devo vivere il mio amore”. Scusa ma fino adesso cosa hai vissuto? Eri innamorato di chi? 

Sbaglierò, sarò io che sono tonto, ma questa cosa non la capisco, non la trovo giusta: io vengo ordinato Sacerdote e mi assumo liberamente gli impegni sacerdotali, decido che il mio cuore è solo tutto per Gesù e quindi, poi, al servizio dei fratelli. Ad un certo punto mi gira, mi innamoro di una donna, pianto lì tutto e tutti, vengo ridotto allo stato laicale, e quindi vado e mi sposo in Chiesa, perché ho capito che è giusto per me vivere quest’altra cosa. Ma se uno che è sposato dopo dieci, venti anni di matrimonio si innamora della sua segretaria o di quella che incontra a portare fuori il cane, se molla la famiglia e i figli e dice che ha capito di aver sbagliato non si può sposare un’altra volta in chiesa, lui non può. 

Quindi, al di là della differenza di Sacramento tra Ordine e Matrimonio, al di là del discorso del matrimonio indissolubile, tu Sacerdote hai fatto una scelta per sempre! E allora basta, ne porti le conseguenze! Non che io che sono sposato, se lascio mia moglie e vado con un’altra commetto adulterio e non posso ricevere più i Sacramenti e tu invece prete, lasci il Sacerdozio, prendi, ti sposi in chiesa e ricominci da capo. Lasciamo perdere tutto il discorso sacramentale, lasciamolo perdere un secondo, parliamo proprio di scelte radicali della vita, quelle che poi sono per sempre: “Tu sei Sacerdote in Eterno”. Hai detto: “Sì”. Adesso ne porti il peso. Ti sei innamorato di Pinca Pallina? Figlio mio, si va oltre. Hai fatto una scelta, hai detto un “Sì”, e adesso ne porti il peso, caro mio.

È facile seguire Gesù quando tutto va bene, ma quando ci sono gli occhi cerbiattosi che ti guardano con su scritto: “I love you”? “I love you” un bel niente. Ormai il mio cuore l’ho dato. Certo è che se non prego, non visito, non riscaldo Gesù, vado a riscaldare qualcun altro; qualcuno nella vita devo pur scaldare, qualcuno nella vita dovrò pur pregare e qualcun nella vita dovrò pur visitare, se non è Gesù Cristo sarà qualcun altro.

“No, ma io in nome della coerenza, della trasparenza, dell’onestà… allora…”

No. No, no, no. Non usiamo le parole a nostro uso e consumo pensando che tutti quelli che ci stanno attorno siano un branco di babbei, perché la gente ragiona, vede, valuta, pensa. Non siamo tutti rimbambiti che ci lasciamo affascinare da quattro paroline moderne messe in croce.

Tu hai dimenticato il Signore. Hai smesso di pregarlo. Hai smesso di visitarlo. Lo hai abbandonato. E quindi il tuo cuore si è rivolto altrove, è così che funziona. Chi è prete lo sa benissimo che è così che funziona, c’è poco da andare a raccontarcela, siamo onesti fino in fondo, e la Madonna ha ragione, non che abbia bisogno di me che glielo dica, ma lo dico innanzitutto per me stesso. 

Poi uno può dire: “Certo, Padre Giorgio, ma è durissima, è difficilissimo. Quando tu hai accanto una donna, è una donna in carne ed ossa”. Al di là di un discorso meramente affettivo, e sessuale anche, ma al di la di questo, una donna in carne ed ossa che cos’è? È una persona, fisicamente presente, che tu vedi, che tu tocchi, che tu abbracci, con la quale parli e la quale ti risponde subito e via di seguito. È tutto vero. Gesù non è così. La presenza di Gesù è di un altro tipo. Questo non vuol dire che non è presente, che non ti risponde, che non ti abbraccia. No. Ma è tutto in un’altra modalità. Se non diventiamo esperti, frequentatori di questa altra modalità, noi lì dentro ci perdiamo, perché, invece che andare da Gesù a raccontare le nostre fatiche, a stare alla sua presenza, a ricordarci di Lui, a pregarlo, a visitarlo, a tenergli compagnia, ad amarlo, insegnando gli altri ad amarlo, amandolo noi, ci perdiamo perché ad un certo punto abbiamo bisogno di trovare tutte quelle cose, e siccome non le troviamo in Gesù, poi le andiamo a trovare in una donna. Io non mi soffermerei tanto sulla donna in quanto tale, mi soffermerei di più sulla creatura in quanto tale, può essere una donna, può essere un amico, possono essere le cose, perché non è detto che io perda per forza la testa per una donna, io posso perdere la testa per tante realtà. 

Poi me ne posso andare e diventa pubblica e plateale la cosa, o posso rimanere ma si vede benissimo che sono lì con il corpo e non con il cuore, perché il mio cuore è altrove. Tutti vedono che mi dimentico di Gesù, magari persino mentre celebro la Messa, perché la celebro talmente male, talmente distratto, talmente frettoloso che uno dice: “Ma si starà rendendo conto di quello che fa?”

Che Gesù sia abbandonato, questo è evidente. Le nostre Chiese sono vuote, perché noi abbiamo la scusa che “abbiamo tante cose da fare”. 

Uno si potrebbe fermare qui a queste dieci righe, e questo dovrebbe essere il nostro esame di coscienza quotidiano. Oggi Gesù ha avuto freddo per causa mia? Oggi ho dimenticato il Signore? Oggi io l’ho dissacrato? Con questo termine, poi, chissà la Madonna a quante cose faceva riferimento. Un Sacerdote che dissacra il Signore gli toglie tutto il valore della sacralità, è un’opposizione in termini.

“Voi state diventando del mondo, spogliandovi del sacro per dissacrare e abbandonare il sacerdozio datovi da mio Figlio spogliandovi del Sacro.”

Dissacrare. Ritorna questo verbo.

“Dovete fare di tutto perché il mondo diventi di voi. Il mondo ha sete di verità, ma voi non gli date più l’acqua che disseta. La vostra cooperazione si sta sfaldando e diventerà nulla. Molti di voi danno cattivo esempio.”

Un prete che non dà la Verità al mondo, cosa dà? La menzogna. E chi è il padre della menzogna? 

Il mondo ha sete di Verità, ve lo dico spesso che la gente cerca Dio, ma non lo trova, non c’è chi glielo dà. È difficile sentire parlare di Gesù, noi parliamo di tante cose, siamo espertissimi di tante cose, ma non di Gesù, dell’esperienza di Gesù, e invece noi dovremmo fare innamorare di Gesù. Quando la gente ci sente parlare dovrebbe dire: “Padre a sentire parlare lei, mi viene una voglia pazza di innamorarmi follemente di Gesù. A sentire parlare lei si capisce che è bello amare il Signore, è proprio bello. A sentire parlare lei sembra di vedere Gesù.”

Se noi non serviamo a questo, a cosa serviamo?

“La vostra cooperazione si sta sfaldando”

Noi dobbiamo cooperare a questa opera di salvezza.

“Molti di voi danno cattivo esempio.”

Si da il cattivo esempio in tanti modi, sapete, non solo facendo cose scandalose, ma anche e soprattutto non facendo quello per cui siamo chiamati a dover fare. E poi la Madonna dice:

Dimenticate il mandato di Cristo: «Andate e predicate a ogni creatura… Dai vostri frutti riconosceranno che siete miei». Figlioli, fate conoscere Gesù. L’Evangelo lo avete del tutto dimenticato. Tornate alla sorgente viva, sorgente di vita! Portate anime a Cristo! La sete di Gesù deve essere la vostra sete. Anime, dategli da bere anime, solo anime. Soltanto così darete prova al mondo di essere veramente degni del mandato di mio Figlio, mio creatore.”

Il mandato di Gesù per noi è “andare e predicare”, oltre allo “stare”, perché “ne chiamò dodici perché stessero con Lui”.

“Fate conoscere Gesù”

Noi dobbiamo parlare di Gesù, di cos’altro dobbiamo parlare se non di Gesù?

“Avete dimenticato il Vangelo”

È come uno che dovesse dire ad un chirurgo: “Lei ha dimenticato il libro di anatomia.” “Guardi lasci perdere, vada a fare il giardiniere perché non può mettersi ad operare se lei non si ricorda il libro di anatomia”

È come se uno dicesse ad un matematico: “Lei non è più capace di fare più, meno, per, diviso”. È un problema. Se io dimentico il Vangelo, è un problema. 

“Portate anime a Cristo!”

Qui superiamo chi dice: “Ah ecco la Madonna è dicotomica, è manichea”. No, la Madonna non è né dicotomica, né manichea. “Non è un discorso di anime ma è un discorso di corpo, perché la salvezza riguarda…”. Non mettiamoci a insegnare la teologia alla Vergine Maria, cerchiamo di non avere almeno questa sfrontatezza, di voler insegnare la teologia alla Vergine Maria, per favore.

“Portate anime a Cristo” cosa vuol dire? Vuol dire portare le persone. Non esistono le anime che camminano, esistono anime dentro dei corpi e il tutto forma la persona, e quando noi risorgeremo, risorgeremo in un corpo trasfigurato. La Madonna queste cose le sa, non c’è bisogno che gliele andiamo a raccontare noi. Non possiamo fare lezione alla Vergine Maria, alla Madre di Dio. In Cielo queste cose le sanno bene.

“Anime, dategli da bere anime, solo anime.”

Cosa vuol dire: Gesù ha sete di persone? Vuol dire che Gesù cerca le persone, l’amore delle persone, la presenza delle persone, la visita delle persone. E quindi anche voi dovete avere questa sete, la sete di Gesù deve essere la vostra sete.

Anche noi dovremmo cercare le persone da portare al Signore, anche noi dovremmo avere quest’ansia, questo zelo apostolico di portare a Gesù le persone, di far conoscere Gesù alle persone, di predicare ad ogni creatura. Che cosa? Gesù! Cosa dobbiamo predicare? Gesù, e farlo conoscere. 

Concludo:

“Soltanto così darete prova al mondo di essere veramente degni del mandato di mio Figlio, mio creatore. Dategli da bere! Guai a voi se non eseguite il mandato.”

Cioè? Andate e predicate. Cioè? Fate conoscere Gesù. Cioè? Conoscere il Vangelo e parlarne. Cioè? Dare a Gesù anime da bere. Cioè? Portare a Gesù le persone. Dare al mondo la Verità, non dare cattivo esempio. È dura, è una vita dura questa, guardiamo la vita di Padre Pio, la vita di San Giovanni Maria Vianney, di San Carlo, è una vita dura! San Carlo dormiva due ore per notte dicono i biografi. Io non ci credo, perché non erano nella sua camera a vederlo, io non ci credo che dormiva due ore per notte, secondo me non dormiva neanche quelle, infatti è morto a 40 anni. Così come San Giovanni Maria Vianney che dormiva forse, quando andava bene, quando il demonio non lo tormentava troppo, riusciva a dormire per notte cinque minuti, ma quando andava bene, quando il demonio non lo faceva volare per aria, quando non gli rovesciava il letto, quando non lo torturava con tutti i rumori in casa, scoppi di pistole e quant’altro, quando il demonio lo lasciava un po’ in pace, forse cinque minuti per notte dormiva. E tutto il resto della sua vita che cos’era? Far conoscere Gesù e portare anime a Gesù.

Allora dobbiamo pregare tanto per tutti i Sacerdoti, perché Gesù non venga lasciato al freddo, non venga dimenticato e tutto il resto che vi ho letto. È dura, ma i Santi ci dicono che è bello, che è veramente bello e che è possibile, assolutamente possibile essere Sacerdoti così come chiede la Vergine Maria.

E la Benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen. 

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.

Venerdì della VIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mc 11,11-25)
La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni. Abbiate fede in Dio!

[Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.
La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».