Maria tabernacolo di Dio, don Clemente Barbieri

Maria tabernacolo di Dio, don Clemente Barbieri

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di lunedì 3 maggio 2021

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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MARIA TABERNACOLO DI DIO – DON CLEMENTE BARBIERI

Eccoci giunti a lunedì 03 maggio 2021, oggi ricordiamo in modo particolare i Santi Filippo e Giacomo Apostoli. Abbiamo ascoltato la Prima Lettura della Santa Messa di oggi tratta dal cap. XV della Prima Lettera ai Corinzi versetti 1-8.

È una domanda lecita chiederci sempre, se abbiamo creduto invano, se stiamo credendo invano. Questo credere invano a cosa è legato? Al non restare saldi al Vangelo che abbiamo ascoltato e ricevuto.

“Il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati”

Non si può cambiare bandiera, cambiare idea, semplicemente perché qualcuno dice in un modo e qualcun altro dice in altro modo. È tanto brutto sentire cristiani praticanti dire: “Mi sento tanto confuso… sono confusa… non so più cosa credere… non si capisce più niente…”. È brutto, non perché non sia vero che c’è confusione. Questa c’è sempre stata, anche ai tempi di San Francesco. Pensate a tutte le eresie che c’erano ai tempi di San Francesco, al tempo di S. Ambrogio a tutta la lotta che ha fatto, pensate al tempo di S. Atanasio.

Da sempre, dove c’è il grano lì ci sta la zizzania, la gramigna. Quindi è inutile andare davanti a un campo di grano e dire: “Perché c’è la gramigna, la zizzania…?”
Pensate se il granoturco dovesse dire: “Ecco adesso io come faccio a crescere qui perché ai miei piedi c’è tutta la gramigna e la zizzania che cresce con me, quindi sono confuso!”
Pensate se il granoturco dovesse confondersi perché vede la gramigna e la zizzania che crescono insieme a lui. Avete mai visto una pianta di granoturco confusa? A me non è mai successo. Non sono confusi loro, quando nascono sono molto piccoli ma non si fanno confondere, e nel giro di breve viene su un fusto che non è possibile spezzarlo con le mani, non ci riuscite. Non si fanno confondere. Anzi, più ce n’è e più loro crescono alti e superano in altezza anche noi. E alla fine, con la loro grandezza e altezza, soffocano la gramigna.

Noi, invece, non si capisce perché, invece di contemplare il sole come fa il granoturco, il grano o qualunque altra pianta, invece di crescere dritti come fusi verso il sole, noi stiamo a guardare la terra e la gramigna. Di che cosa dobbiamo essere confusi? A noi cosa interessa se Tizio dice… e Caio afferma… noi dobbiamo avere le idee chiare. A non è B e B non è C. Noi sappiamo quali sono i fondamenti della nostra fede, qual è l’identità profonda della nostra fede. Noi su cosa ci poggiamo? Noi ci poggiamo sulla Scrittura unita alla Santissima Eucarestia, unita alla Vergine Maria, unita alla Chiesa, ai Santi Padri, ai Dottori della Chiesa, ai Mistici, ai Santi. Di cosa dobbiamo avere paura? Guardate quanta ricchezza abbiamo intorno. Non confondiamoci per niente. Restiamo saldi.

Pensiamo a Sant’Atanasio che è stato esiliato cinque volte. È morto mentre andava in esilio. Pensiamo a San Nicola, quando ha dato quello schiaffo a quella persona che diceva scempiaggini. L’hanno incarcerato, gli hanno tolto tutti i paramenti episcopali, ma lui non si è confuso ed è rimasto al suo posto, finché una notte è arrivata la Madonna con Gesù e gli hanno ridato i suoi paramenti episcopali e lo hanno rivestito tutto, tanto che il giorno dopo quando sono andati insieme al re a vedere cosa era successo, lo hanno lasciato libero.

Ci vuole una santa certezza che non è superbia ma è appartenenza. Noi sappiamo a chi apparteniamo.

Oggi vediamo il Terzo giorno del nostro bellissimo libro “Maggio Eucaristico” del 1920 di don Barbieri:

Ill GIORNO. Maria tabernacolo di Dio.

“Non solo la Vergine immacolata è tempio santo e altare benedetto di Dio; ella è ancora, nella magnificenza della sua bellezza, tabernacolo privilegiato di Dio. Perché quel medesimo misericordiosissimo Signore che si fece uomo e si offerse vittima di espiazione pei nostri peccati, volle ancora, pel giro di ben nove mesi, dimorare nel purissimo seno di lei che gli fu madre; e però questo tabernacolo fu da lui stesso reso degno di essere da lui abitato, col prepararlo ed adornarlo come si conveniva alla sua infinita maestà. E come nei nostri templi manufatti, quasi cuore di essi, il tabernacolo ha la gloria di custodire Gesù, che per nostro amore rimane con noi nel santissimo Sacramento, centro e méta dei nostri pensieri, dei nostri affetti e delle nostre adorazioni; le viscere sovranamente pure di Maria Santissima ebbero il vanto e la gioia di accogliere Gesù, divenendo così per un prodigio dell’onnipotenza di Dio, paradiso in su la terra e centro e méta dell’adorazione degli angioli.”

Lei ha custodito, amato, accolto, adorato Gesù il Verbo fatto Carne per nove mesi, pensate che onore. Quando noi entriamo in Chiesa la prima cosa da fare è adorare Gesù nel Tabernacolo. Se il buon Dio vorrà, quando finiremo questo mese di maggio e ci introdurremo nel mese di giugno e ci prepareremo a questo mese tutto dedicato al Sacratissimo Cuore di Gesù, alla Santissima Eucarestia, e quindi ci prepareremo alla festa della solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, e a tante altre solennità bellissime, vorrei leggervi un testo di Mons. Fulton Sheen sull’Ora di Adorazione Eucaristica. Ha scritto delle pagine incredibili sul perché farla, ed elenca 14 motivi, spiegando anche come si fa fisicamente con il corpo. Cosa si fa davanti a Gesù Eucarestia? Che cosa si dice? Come si gestisce quell’Ora? E ogni quanto si deve fare l’Ora di Adorazione Eucaristica? Tra un mese, se Dio lo concederà, il mio progetto è quello di spiegarvelo, di affrontare questo tema, per insegnare a tutti noi, ascoltando Mons. Fulton Sheen, il perché fare l’Ora Eucaristica, ogni quanto farla e come farla, così da arrivare a fine mese, ad avere ben chiaro tutto questo e poter introdurci nel mese del Preziosissimo Sangue che sarà luglio, e lì vi dirò chi ci accompagnerà. Un passo alla volta, altrimenti tento troppo la vostra curiosità e poi magari volete le anteprime, ma non ve le posso dare, dobbiamo andare passo passo.

Quando vediamo il Tabernacolo non possiamo non pensare subito alla Vergine Maria, perché Lei è il Tabernacolo privilegiato di Dio e quindi noi, contemplando Gesù nel Tabernacolo, contempliamo anche la Vergine Maria.

“E’ quindi il privilegiato orto di ogni delizia il seno sacratissimo di Maria, perché, fatto tabernacolo di Dio, ci consente di poter in esso cogliere la più gran copia di fiori di gaudio, come quello che a l’universo mondo ha recato e tuttavia reca l’abbondanza della celeste dolcezza. Vero benedetto orto chiuso.”

Mi viene in mente il Getzemani, ricordate Giovanni 18, 1, è un versetto di una densità incredibile. Tra le tantissime cose bellissime che sono dentro a questo versetto c’è il termine “giardino”: Gesù va in questo giardino e dal termine greco si deduce che questo “giardino” con molta probabilità era un giardino recintato, chiuso, coltivato, come i nostri orti, solo che oltre ad essere un orto di ortaggi, c’erano anche piante da frutto, e a qualcuno fa venire in mente il giardino dell’Eden, bellissimo rimando. Ed è molto bello che l’autore usi “orto” e non “giardino” perché, effettivamente, quel giardino era un orto ben tenuto, ben recintato, ben protetto.

“Vero benedetto orto chiuso non avvenne mai, nemmeno per un momento, che in esso penetrasse la rapace mano del male a contaminarne i fiori di virginale bellezza e di castissima fragranza.”

Lì non è mai entrata la sua zampa che è tutta lorda.

“Ella è come l’essenza dei più santi aromi condensata dal celeste immortale Giardiniere, essendo sempre deliziosamente fresca de’ più bei fiori e d’ogni più bella virtù. Ecco dunque l’inusitato prodigio che in lei si compie e che per lei si manifesta. Ella è il tabernacolo immacolato di Dio”

Che bello quando si vedono delle famiglie che davanti alle edicole della Vergine Maria, per strada, si inginocchiano tutti insieme e pregano in mezzo a questo mondo tormentato e tormentoso, in mezzo a tutto il chiasso, al vociare, alle grida, alle liti. In mezzo a questo frastuono è bello vedere queste famiglie inginocchiate davanti alla Vergine Maria, davanti al Tabernacolo Immacolato di Dio.

“Ella è la città santa di Dio; ella è il nuovo cielo dove Dio si asside nella pienezza della sua misericordia e donde Dio procede a diffondere misericordia; ella è il sole nel quale Dio viene a posare come in seggio splendente; ella è la luna di un candore tutto puro”

Sapete che la luna ha una parte che nessuno ha mai visto, che non si può vedere, che è la parte oscura della luna, che è quella che è rivolta all’Eterno, all’Infinito. E la Vergine Maria è così, ha una parte che è rivolta al mondo, agli uomini, e una parte di sé che è totalmente rivolta a Dio, incontaminata che nessuno vede.

“Ella è la stella mattutina che brilla fra le tenebre di questa terra; ella è la luce che coopera ad illuminare il mondo.”

Mi domando come si possa strappare dal cuore dei semplici, dei piccoli la devozione alla Vergine Maria, l’amore alla Vergine Maria. È un atto diabolico. Instillare nel cuore degli uomini freddezza, lontananza, distacco, disprezzo verso la Madre di Dio, dice S. Alfonso, “è chiaramente un segno di appartenenza al demonio” e io concordo in pieno con lui.

“Come è grande dunque Maria fatta abitazione di Dio, Maria sede santissima, dove Dio ha posto il suo dominio! O preclaro, o eletto tabernacolo del Signore! O sacratissima e mirabilissima dimora del Sovrano del cielo e della terra! Noi lo salutiamo questo santo tabernacolo, commossi ed orgogliosi insieme di essere fatti meritevoli di poter conoscere ed ammirare cotanto prodigio; e ad esso rivolti, nella piena della tenerezza che ci pervade, lo diciamo con san Germano il sacrosanto edificio della divinità, il purissimo ed immacolatissimo palagio del sommo Re, tutto adorno delle magnificenze di che il medesimo divino Re lo ha voluto sapientemente e con dovizia veramente regale adornare. [..]”

“Ed è con questa abbondante magnificenza che il Signore preparò in Maria il suo tabernacolo donde doveva apparire tra gli uomini; ed è con tanta copia di grazia che egli lo rese prezioso come il suo “santo de’ santi”; ed è di tanta luce di santità ch’egli lo pervase sì da renderlo fulgidissimo al pari d’un nuovo sole. Fatto così degno, esso è il sacrosanto ciborio che contenne la nuova santissima manna, Gesù, potendo dire la Vergine che colui che è il suo Creatore ha riposato nelle sue immacolate viscere. E però ella è eletta al pari del sole, di quel Sole eterno, che del sole che ci illumina è l’artefice immortale.”

Adesso volevo leggervi una bellissima preghiera che vi invito a scrivervi e a recitarla quando andate davanti alla Madonna.

“O bellissimo materno grembo di Maria, tutto aulente di virginale purezza, che foste la dimora di Dio! O santissimo seno di Maria, di tanto sublimato da nutricare del più puro alimento Iddio! O Maria, rosa tutta piena di soavità; purissima rosa sempre bella in vostra freschezza; rosa senza spina; rosa fiorente e feconda; rosa piena e fragrante di grazia celeste; o Maria regina del cielo, che in santità, in bellezza, in sovranità non avete chi vi possa assomigliare; o Maria, o salutare medicamento delle nostre ferite di poveri peccatori, deh secondate nella vostra misericordia la lode che a voi innalziamo; deh animate lo zelo che ci sospinge alla vostra imitazione e avvalorateci per modo che ancora le anime nostre possano riuscire in tabernacolo accetto al Signore, dove egli scendendo nella sua venuta a noi abbia ad apportare la sua celeste benedizione. Amen”

“Diviene così questa benedetta Vergine Madre il santo e degno sacerdote che amministra agli uomini il vero Pane degli angioli, portato pel volgere di ben nove mesi nella preziosissima sacra pisside delle sue viscere illibate; Pane che da esse è venuto a noi per compiere tra di noi la salute. E questo Pane di vita che ella ci dà è il vero viatico pel nostro mortale doloroso pellegrinaggio di questo buio giorno terreno, cotanto insidiato dal male e da pericoli d’ogni sorta. E’ Pane santo, salute di tutti gli infelici di quaggiù, superiore assolutamente ad ogni altro pane e ad ogni altro nutrimento, ma che non va dato alle anime le quali non sanno rendersene degne. E’ Pane che ci rifocilla, ci fa rivivere, ci rinnovella in vigore di grazia; è Pane che attrae le nostre anime e le sorregge per la vita eterna. E con questo Pane, che è la Carne santissima del suo Gesù, ella ci porge anche il Vino del suo preziosissimo Sangue; Pane e Vino che sono vita, perché questo Pane e questo Vino sono Gesù, che è via, verità, vita e bontà che non conosce fine. Cessa quindi per Maria il cibo della manna, e in suo luogo per lei ci viene dal cielo questo Pane che vivifica, santifica e che ci impreziosisce per la gloria eterna. O beatissima e benedetta sopra tutte le creature Maria, nelle cui castissime viscere, come in proprio tabernacolo degnamente preparato da Dio, nel fervore di santità e di carità di che tutte le accese sopravvenendo in lei lo Spirito Santo, è stato cotto questo vivifico Pane di cielo! Oh faccia ella, nella sua materna degnazione, di poter sempre e degnamente pascere di questo Pane angelico e di abbeverare di questo purissimo Vino, che sono Carne e Sangue del nostro misericordiosissimo Iddio e suo divin Figliuolo, le anime nostre! Noi di questo umilmente la preghiamo, noi questo devotamente da lei imploriamo! Faccia ella, che è madre ed insieme regina potentissima, che così il suo divino Gesù, sovrano di ogni gloria e nostro misericordioso Signore, possa essere sempre con noi in questa vita di prova, a renderci meritevoli di essere poi con lui nella vita del gaudio per tutta l’eternità. Amen”

Credo che abbiamo da contemplare per una vita con queste parole. Custoditele, recitatele e ditele spesso alla Vergine Maria.

E la Benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

SANTI FILIPPO E GIACOMO APOSTOLI – festa

PRIMA LETTURA (1 Cor 15,1-8a)
Il Signore apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli.

Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano! A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me.