Le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra

Le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di martedì 20 luglio 2021

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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Le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra

Eccoci giunti a martedì 20 luglio 2021. Oggi ricordiamo Sant’Apollinare Vescovo e Martire. Abbiamo ascoltato la prima lettura tratta dal capitolo XIV del libro dell’Esodo, versetti 21-31, si tratta del grande famosissimo, conosciutissimo miracolo della divisione del Maro Rosso. Tutti conoscono questo miracolo, tutti, anche le persone meno credenti. Se voi dite: “L’Apertura del Mar Rosso cosa ti ricorda?” “Dio e Mosè.” Tutti conoscono questo brano, l’apertura del Mar Rosso. È talmente eclatante, strepitoso, prodigioso, miracoloso, talmente grosso come evento, che ha attraversato i secoli, ha attraversato la storia ed è arrivato fino a noi. Un evento del genere non può rimanere lì dove è accaduto. È chiaro che è un evento che si tramanda di generazione in generazione e che si tramanderà fino alla fine del tempo. La storia la conosciamo bene. Israele vede come il Signore viene a liberare il suo popolo: mentre sono stretti tra il Mar Rosso e gli Egiziani il Signore apre una terza via, assolutamente inaspettata, assolutamente inconcepibile, dovremmo dire una via “impossibile”, ma Luca 1,37 dice: “Niente è impossibile a Dio.” 

Dio ti apre anche il mare. Nessuno fino ad allora poteva immaginare una cosa del genere, oggi sì perché l’abbiamo letto, ma loro come potevano immaginare che Dio avrebbe aperto il mare? Come a dire: “Se ho fatto questo, avete la prova che posso fare qualunque cosa: aprire il mare, fare uscire acqua dalla roccia, far ritrovare il pane al mattino sotto forma di rugiada, far arrivare le quaglie e via di seguito. Posso provvedere in tutto a voi.”

Poi tu apri il cesto della pattumiera, dell’umido e trovi pagnotte intere buttate. Questa è la logica con la quale noi viviamo. Parliamo tanto di povertà, di aiutare i poveri, di vivere una vita povera, non borghese, una vita essenziale, affidata, … tutte cose belle. 

Il criterio per discernere un mistico voi lo avete dal litro di latte che lui va a comprare al supermercato al mattino. Questo, a mio giudizio è il criterio fondamentale per il discernimento di un mistico. La gestione dell’ordinarietà ti fa capire il livello di mistica di quell’uomo o di quella donna. 

Come faccio a capire il livello della mia spiritualità? Io a che punto sono nel mio rapporto con Dio? Non so dove siate voi in questo momento ma, ovunque voi siate, in questo momento fermatevi, state fermi, è un esercizio di pochi secondi. Fermi immobili. Fate un giro di 360° su voi stessi e guardatevi attorno, in questo istante preciso, come se il tempo si fosse fermato. Guardatevi attorno. Cosa vedete? Vedete ordine? Vedete pulizia? Vedete le cose al loro posto? Poi andate al bidone dell’umido, al cestino dell’umido che avete in casa, guardate dentro lì che cosa c’è. Ci sono solo scarti normali, come la buccia della mela, della pera, della banana, cose normali che devono essere buttate, o c’è cibo andato a male? Mele marcite, banane marcite, arance marcite, salumi andati a male, pane avanzato?

Io non mi dimenticherò mai, non potrò mai dimenticarmi questa frase che mi disse un giorno una persona: “Il pane buttato è il sangue dei poveri buttato.” Buttare il pane, come qualunque alimento, ma il pane ha questo valore simbolico così forte, è proprio il segno di questo disprezzo verso la povertà e verso la Provvidenza. 

Personalmente non mi interessa di vedere una persona coperta d’oro, di pizzi, merletti, di porpora e di bisso, non mi interessa niente, io vado a guardare il sacchetto dell’umido. Vado a guardare lì, perché è lì, nel segreto di quel buco lì umido e nero che è il cestino dell’umido, è lì che si vede come quella persona veramente gestisce la propria vita. Potrebbe andare in giro vestito come un barbone e avere il sacchetto dell’umido stracolmo di spreco, di disprezzo verso la povertà e di sangue dei poveri. Viceversa, potrebbe andare in giro vestito d’oro, di diamanti e gemme preziose ed essere la persona più povera, più essenziale, più distaccata che voi abbiate mai visto.

Ricordate il demonio, quando il Cardinale Schuster entrò nel Duomo di Milano con la sua coda da nove metri di porpora rossa, e arrivò all’altare… — oggi diremmo: “Che sfarzo! Guarda la ricchezza della Chiesa!” (i soliti discorsi ignoranti, mondani, carnali) Guarda la ricchezza della Chiesa, lo sfarzo, il voler mettersi in mostra!” — ebbene, quando il Cardinale arrivò ai piedi del presbiterio c’era lì una donna indemoniata che ebbe una crisi potentissima, mi vengono ancora i brividi a dirvelo,   l’ossessa esplode e il demonio dice, per sua bocca: “Potessi mettere un pizzico di superbia su quella coda!” Questo con buona pace di tutti quelli che invece sono pauperisti e portano avanti una logica che sa più di Stalin che di vita cristiana. Immaginatevi il Duomo di Milano strapieno, perché quando c’era il Cardinale Schuster alle sue celebrazioni il Duomo era stracolmo, non bisognava cacciare dentro le persone, no, non sapevi dove metterle, non so se sapete quanto è grande il Duomo di Milano, era stracolmo di persone. La Messa del Cardinale era seguitissima, i Vespri presieduti dal Cardinale erano a furor di popolo, vedere il Cardinale dire la Messa, pregare, voleva dire vedere un Serafino, quindi tutti andavano a vedere il Cardinale.

Oppure guardate le persone dove vivono e sembra di vedere la Geenna, non c’è posto neanche per camminare, tutto fuori ordine, disordinato, tutto sporco, pieno di polvere, buttato lì in qualche modo, pezzi di vita dimenticati in giro, cose messe un po’ qui, un po’ lì, un po’ là, senza un senso, senza una logica. 

La vita spirituale è questa, quando uno è posseduto dallo Spirito Santo non può vivere nel disordine, è impossibile, perché lo Spirito Santo è ordine per eccellenza, innanzitutto interiore, lo Spirito Santo mette luce, Verità, dona la pace e non c’è pace dove c’è disordine perché il luogo, l’ambiente nel quale noi viviamo, dice del nostro stato interiore, ne è espressione. Una persona profondamente in Dio non riesce a vivere nel disordine, infatti se voi vedete le celle dei Santi, dei frati o delle monache Sante, voi cosa vedete? Ordine ed essenzialità.

Quali sono i primi segnali di una persona che cade nella malattia psichiatrica tipo la depressione? I primi segnali che lo psichiatra chiede ai familiari sono: “Ha cura di se? Si lava, si pulisce? Sì o no? L’ambiente in cui vive com’è? Una topaia?”

“Esatto”

“Bene allora portatela, ci siamo.”

E se voi andate in un ospedale in un reparto psichiatrico, la prima cosa che vedete è tutto questo che vi ho detto. La fatica enorme che fanno a gestire gli spazi e gli ambienti, perché non c’è ordine interiore, poverini, non c’è equilibrio e quindi tutto questo emerge all’esterno. 

Quando non c’è lo Spirito Santo c’è mancanza di interesse, c’è accidia, c’è il tedio, il disinteresse, il menefreghismo, il “non mi interessa”. Si usano le cose, gli ambienti, non li si abitano. Una casa può essere usata o abitata, dipende, come la macchina. Ci sono volte che ho provato schifo a salire su delle macchine. Ho pensato: “Se mi siedo lì mi sporco.” Come si fa a tenere una macchina così? Sporca, piena di terra, di briciole, di foglie, pezzi di mozziconi di sigarette, una cosa incredibile. Neanche i ratti vivono in un ambiente così sporco, se voi andate a vedere il nido di un ratto non è così sporco, assolutamente, lui va in mezzo allo sporco, ma è pulitissimo. Se voi andate a vedere il nido di un topo non è così come ce lo immaginiamo, è tutto ben organizzato.

Il miracolo avviene qui, come è avvenuto in noi, come avviene in noi ogni giorno nella nostra vita spirituale, anche noi vediamo i cadaveri degli Egiziani, anche noi vediamo i nostri peccati abbandonati, la nostra vita passata, morta che galleggia davanti a noi, la nostra vita triste, inutile, insensata, sciatta, senza amore verso il Signore, il tempo buttato via, tutti cadaveri che galleggiano morti che il Signore ha spazzato via, la nostra impurità, la superbia, l’egoismo, la superficialità, l’ira, tutti cadaveri che galleggiano, sono lì davanti a te, lo Spirito Santo li ha arsi vivi con la potenza delle sue ali che generano fuoco puro. 

“Il popolo temette il Signore e credette in lui e in Mosè suo servo.”

Stiamo attenti a non fare come gli Israeliti: vedono, assistono… ma andate a leggere nei versetti dopo cosa succede. Andate a vedere in Esodo 16, 1-5, 9-15 cosa succede. Oggi abbiamo letto Esodo 14, se voi andate a vedere Esodo 16 siamo già alla tragedia, siamo già al deserto di Sin, e qui già cominciano i grossi problemi, la manna, le quaglie, ma prima di tutto questo la grande mormorazione contro Mosè, e Maria e Aronne che diventano lebbrosi. 

Cosa vuol dire? Vuol dire: “Videro e credettero”, sì, come noi che diciamo: “Io amo il Signore, Gesù è il mio tutto, io sono innamorato di Dio”, e poi cosa ci sta al primo posto? Il mio egoismo, i miei bisogni e i peggiori sono quelli spirituali. Non fa niente se ti sei mangiato cinque colombe, le hai digerite? Bene, prosit. Hai mangiato cinque chili di ciliegie? Stai attento perché quelle sono un po’ pericolose. Non hanno fatto effetti collaterali? Benissimo, meglio per te. Non farlo con le amarene perché se no non ti troviamo più. Ti piace il cioccolato? Te ne sei mangiato una stecca con le nocciole? La mia nonna era golosissima di cioccolato e mi diceva: “Non compriamo il cioccolato in Svizzera perché poi non dura.” Poi lo prendeva lo stesso perché era troppo buono e facevamo un po’ e un po’ per non esagerare. Ma questo non è importante, quello che interessa è la gola spirituale, questo è il problema: “I miei bisogni”. Quante volte, soprattutto in questo anno, in questo ultimo anno, ho sentito parlare di bisogni spirituali: “Ma io ho bisogno di..” Ma cosa è più importante, il tuo “bisogno di…” o Dio, o i bisogni di Dio? Il bisogno di essere amato, onorato, rispettato, adorato, venerato, trattato in un certo modo?

“Ma io ho bisogno…”

Come gli Israeliti! E le quaglie, e il pane, i cocomeri, e l’acqua, ce n’è sempre una. 

“Ma non avete visto il mare separato in due?”

“Ma ormai è passato”

“Ma gli Egiziani dove sono?”

“Boh, non mi ricordo più”

“Ma non eravate schiavi in Egitto?”

“Sì ma ormai è passato tutto”

“Ma chi vi ha liberato? Il vitello d’oro?”

“Ecco il tuo Dio, Israele! Che ti ha fatto uscire dall’Egitto!”

È una pazzia pura! Certo, questo è il peccato. Fa attribuire alle cose, alle creature l’origine delle opere che sta solamente in Dio. Invochiamo lo Spirito Santo, il Preziosissimo Sangue di Gesù, il Cuore Immacolato di Maria, la Santissima Trinità, abbiamo bisogno del loro aiuto. Abbiamo tanto bisogno del loro aiuto, abbiamo bisogno che ci facciano rimanere confidenti, affidati, dedicati a loro, innamorati.

Quando siamo in macchina, quando camminiamo, quando facciamo le nostre cose impariamo ad invocare spesso lo Spirito Santo: “Vieni Spirito Santo, vieni Spirito Creatore, vieni Spirito Santificatore.” Impariamo a invocare i suoi doni, il santo Timor di Dio. “Vieni Spirito Santo donami il Santo Timor di Dio. Vieni Spirito Santo donami l’intelletto, donami il consiglio.” Non è che questo si fa a Pentecoste e poi chiusa la festa e ti saluto. Ogni giorno dobbiamo imparare a invocare lo Spirito Santo, ogni mattina consacriamoci allo Spirito Santo, ogni mattina diamoci allo Spirito Santo, invochiamo i doni e i frutti dello Spirito Santo. Non so quanti di noi conoscono i frutti dello Spirito Santo.

Quanti sono i doni? E quanti sono i frutti? 7 doni, 9 frutti.  E quali sono i frutti dello Spirito Santo? Sappiamo a memoria tante sciocchezze ma non sappiamo a memoria né i doni, né i frutti. “Ma come faccio a trovarli?” Noi che siamo tanto amanti della Parola di Dio, ma questa Parola conosciamola, sono nella Parola di Dio! Andiamoli a studiare. “Ma dove sono?” Li cercate. “Ignoranza della Scrittura, ignoranza di Cristo”, diceva San Girolamo, quindi forza e coraggio. Siamo a casa in vacanza o andremo, o ci siamo stati, o ci saremo, andiamo a cercare i frutti dello Spirito Santo. Andate a chiedere al vostro parroco: “Ma quali sono i frutti dello Spirito Santo? Me li dice? Quanti sono? Dov’è che li trovo scritti?” Gli fate un piccolo esamino. 

In questo martedì di luglio, contemplando i cadaveri di tutto il nostro passato, dei nostri Egiziani, i cadaveri dei nostri peccati superati che il Signore ha distrutto, dai quali ci ha liberati, delle nostre angosce, paure, terrori… mentre contempliamo questi cadaveri, mentre vediamo il mare che ritorna al suo livello naturale e davanti abbiamo il cammino che ci apre Dio, facciamo grandi atti di fiducia nella Divina Provvidenza: “Signore, io so, io confido nella tua bontà misericordiosa, io so che Tu vuoi il meglio per me, qualunque cosa succeda, Tu vuoi il meglio per me.”

Qualche giorno fa mi ha chiamato una signora e mi ha detto: “Padre, ho le metastasi in tutte le ossa, sono piena. Signore io so, che qui dentro, dentro a questa sensazione di morte, Tu ci sei, io lo so. Lo so che tu mi stai conducendo per mano dentro questa valle oscura. Io lo so che non mi lascerai. So che mi accompagnerai dentro a questa tappa della mia vita. Cosa succederà? Non lo so. Cosa vorrà dire? Non lo so, so solo che confido in Te, so solo che tu mi accompagnerai, che Tu ci sarai fino in fondo.”

E Lui ci sarà, perché Lui c’è sempre. È l’unico, è l’unico che c’è sempre, anche dentro ad una situazione così grave, Lui c’è. Dentro alla persecuzione, dentro l’esilio, dentro la cattiveria che uno riceve, dentro al male che gli viene fatto, Lui c’è, Lui è lì che ti guarda, e ti invita a riguardarlo tutto sfigurato, tutto maciullato dal nostro peccato, con quell’ultimo occhio aperto Lui ti guarda e ti chiama e ti ama e si dona tutto.

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus. Amen.

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.

Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.

PRIMA LETTURA (Es 14, 21-31)

In quei giorni, Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare sull’asciutto, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra. Gli Egiziani li inseguirono, e tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri entrarono dietro di loro in mezzo al mare.
Ma alla veglia del mattino il Signore, dalla colonna di fuoco e di nube, gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: «Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!».
Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri». Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare. Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l’esercito del faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. Invece gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra.
In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani, e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l’Egitto, e il popolo temette il Signore e credette in lui e in Mosè suo servo.