Beata Conchita Cabrera De Armida: Sacerdoti di Cristo, XIII parte

Beata Conchita Cabrera De Armida: Sacerdoti di Cristo, XIII parte

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di lunedì 2 agosto 2021

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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Beata Conchita Cabrera De Armida: Sacerdoti di Cristo, XIII parte

Eccoci giunti a lunedì 2 agosto 2021. Sant’Eusebio di Vercelli e San Pier Giuliano Eymard Vescovo, due Santi meravigliosi, San Pier Giuliano Eymard abbiamo imparato a conoscerlo, ad apprezzarlo per la sua grandissima, immensa devozione al Santissimo Sacramento, all’Eucarestia, una vita meravigliosamente eucaristica. Oggi è anche il giorno del Perdono di Assisi, ancora oggi è possibile riceverlo, alle condizioni che vi ho detto ieri.

Il Vangelo di oggi è tratto dal capitolo XIV, versetti 22-36, di San Matteo.

Gesù lascia tutti, si mette in disparte, sale sul monte e prega.

Uno potrebbe dire: “Io perché devo fare l’Adorazione Eucaristica, perché devo pregare?” Perché lo ha fatto Gesù.

“Perché mettermi in disparte?” Perché lo ha fatto Gesù. 

C’è il tempo di pregare insieme ma c’è anche il tempo di pregare in disparte. Sono tantissimi i riferimenti dove si dice che Gesù prega da solo. Non è scritto, provate a guardare anche voi, non è scritto di momenti in cui Gesù prega con i Discepoli. Interessante questa cosa:  quando si parla di Gesù che prega è sempre Gesù che sale sul monte a pregare, che lascia i Discepoli e va nel giardino del Getzemani, ma di Gesù che dice:“Mettiamoci a pregare insieme” non abbiamo testi. Gli chiedono come si prega e gli insegna il Padre Nostro, ma non abbiamo testi dove si dice: “Gesù si mise a pregare insieme ai Discepoli…”.  Ma tanti sono i riferimenti di Gesù che sale sul monte o Gesù che va in disparte, interessantissima questa cosa. Siccome Lui è il modello ci vuole dire qualcosa sicuramente. 

Venuta la sera, se ne sta lassù col Padre. Va verso di loro camminando sulle acque, perché chi prega veramente cammina sulle acque, ma non le acque fisiche del mare — non è una cosa che a noi interessa il fatto di camminare sul mare — chi prega veramente cammina sopra questo mondo, sulla realtà di questo mondo, non nella, ma sulla realtà, chi prega non viene toccato dalla materialità, semplicemente gli sta sopra. 

«Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!».

Vuoi provare a camminare sopra il mondo? Vuoi tenere il mondo sotto di te? Ricordate: “il principe di questo mondo”… Vuoi affermare questa bellezza che l’uomo non è solo carne e sangue che pulsano? Che l’uomo non vive di solo pane? 

Lo scopo non è dominare e comandare, avere tutte le autorità del mondo, i regni di questo mondo ai propri piedi, lo scopo non è mangiare e mangiare, saziare i bisogni primari, e qui penso a tutti i bisogni: non c’è solamente il pane, c’è il sesso, il potere, l’ingordigia, l’avarizia, ci sono cose che a noi appaiono pane, bisogni dell’uomo. 

Oggi si dice: “Devi soddisfare i tuoi bisogni a qualunque costo e sopra a qualunque testa, e sopra a qualunque legge, sopratutto se è sopra alla legge di Dio va benissimo, secondo il mondo”

San Pietro comincia a camminare e ad un certo punto, è sera, vede il mare scuro, vede le onde, il vento, e affonda. E Gesù lo riprende.

 «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»

È tanto facile dubitare, tanto facile. 

Per non dubitare, perché abbiamo visto che è essenziale non dubitare, riprendiamo il nostro libro “Sacerdoti di Cristo” della Beata Conchita Cabrera de Armida, questo testo così bello, così importante. Adesso ne sto preparando un altro di testo, ma ci vorrà un po’ di tempo perché sono mille pagine, dovete darmi tempo per prepararmi bene e scegliervi un pot-pourri di meraviglie. È un testo enorme, un tomo enorme, tra un po’ vi parlerò di questo nuovo testo se il Signore lo consentirà, se sarò ancora vivo. 

Andiamo avanti dove eravamo arrivati: leggevamo che il Sacerdote incomincia con il divenire tiepido, viene poi lo scoraggiamento, la mancanza di quello spirito di sacrificio che lo spingeva alle sue opere spirituali, la fede che gli dava vita si va estinguendo, la speranza muore e l’anima diviene preda dell’ultima arma del maligno che è la sfiducia. 

Eravamo arrivati qua:

“Potrà mai dubitare del mio infinito amore per lui?

È necessario che ad ogni costo i sacerdoti si avvicinino a Me nell’intimità del loro cuore. Che non abbiano paura”

 Perché se anche gli avessero fatto qualcosa, il loro Gesù è tutto Misericordia e bontà. Attenti bene alla frase che dice adesso Gesù, perché è una frase di quelle che ti strappa il cuore, bellissima:

“Io voglio che si sappia che le mie labbra non sono solo disposte, ma addirittura ansiose di dar loro il bacio di pace.”

Io non lo so voi, ma io ho bisogno di questa ansia, perché sono le uniche labbra che sono capaci di dare veramente un bacio di pace. Essere baciati da Gesù, che bello! Ma chi potrebbe mai osare pensarlo anche solo vagamente? Nessuno. Se non fosse stato Lui a dirlo, chi potrebbe pensare che questo sia possibile?

“Le mie labbra non sono solo disposte, ma addirittura ansiose di dar loro il bacio di pace.”

Il Cantico dei Cantici dice: “Baciami con il bacio della tua bocca. Mettimi come sigillo sul tuo cuore, perché forte come la morte è l’amore, vampe di fuoco.”

In questo mese di agosto magari vediamo in giro tanti baci che, a me, quando capita, fanno pensare: “Ma questi non sono baci di pace.” Il bacio di pace è una cosa intima, delicata, profondissima, personalissima. 

Solo Gesù sa dare il bacio di pace, perché solo Gesù è libero da tutti gli annessi e connessi che abbiamo noi e solo da Gesù dobbiamo cercarlo. Il bacio di pace va cercato solo da Gesù. 

È vero che ci sono dei baci che sono un’anticipazione, una vaga immagine. Chi è che non pensa ai baci della propria mamma, ai baci del proprio papà, della propria nonna? La mia nonna mi ha straripato di baci, fin da quando ero in fasce, così mi raccontavano. Quelli sono questa immagine dell’unico bacio, sono dei frammenti di quell’unico sole, ma non tutti li sanno dare i baci di pace, assolutamente. Noi possiamo dare milioni di baci, ma nessuno è un bacio di pace.

Chissà forse sarà per questo che io da piccolino non volevo baciare nessuno, qualcuno mi dava addirittura i soldi, c’erano parenti che venivano e mi dicevano: “Se mi dai un bacio ti do mille lire.”

Io dicevo: “No, non le voglio”

Mi ricordo proprio bene di questa cosa.

“Allora te ne do due”

“Neanche per due”

“Ti do cinquemila lire”

Ai miei tempi cinquemila lire ti duravano un mese per prendere le cosine al bar dell’oratorio.

“No”

Ero piccolo… non volevo perché mi sembrava che fosse come il tradimento di quell’unico bacio che io in quei tempi conoscevo. Non potevo perché sentivo interiormente che potevo riceverne e darne solo a quel volto. E adesso, da prete, capisco che così deve essere. Se non andiamo da Gesù a cercare il bacio di pace, lo andremo a cercare altrove, sicuramente, tutti. Prima o dopo tutti finiamo lì dentro, se non abbiamo fatto esperienza di quel bacio di pace e quindi non cerchiamo quel bacio di pace. 

Uno può dire: “Ma io non lo sento che Gesù mi dà il bacio come me lo dà un’altra persona.” Non è vero, si sente. Non c’è un modo solo per baciare, noi conosciamo un modo, o alcuni modi, ma poi c’è questo bacio spirituale e mistico che dà il Signore. Ci sono le esperienze di queste Sante bellissime che fanno delle esperienze mistiche meravigliose. 

Tempo fa, quando ero un Sacerdote ardente e molto pieno di zelo per il Signore, mi ricordo che parlai una volta di questo, facendo una sorta di sinossi fra le varie esperienze mistiche, e poi venne qualcuno e mi disse: “Padre non può dire queste cose, ci scandalizza.” Poi ci ho pensato: ma questi vanno a guardare le schifezze del mondo e li scandalizza parlare di queste bellissime cose che riguardano il Signore? Come si fa ad essere scandalizzati da queste cose? Sono cose talmente belle, da sogno. Tu senti queste cose e dici: “Gesù io muoio, cosa sto qui a fare?”

Avrei tantissime cose da dirvi su questo bacio ma evitiamo di scandalizzare, perché se no poi qualcuno mi dice: “Padre lei ci scandalizza a dire queste cose. Un Sacerdote non deve dire queste cose.” Ma voi avete pazienza, sapete che io sono fatto un po’ a mio modo.

“La mia misericordia è oggi più grande della mia giustizia, Io dimentico tutto, getto nel mare i loro smarrimenti, voglio perdonarli, tornerei con piacere su mille calvari se con questo riuscissi a commuovere i loro cuori e ad attirarli a Me.”

Quando leggo questo libro dovrei avere cento fazzoletti perché ad ogni frase c’è da piangere. Ma chi mai nella nostra vita ci ha detto delle cose del genere? “Dimentico tutto, getto tutto nel mare…” 

Basta che tu dica, alla persona che hai sposato, sarebbe bello ma non si può fare, uomo o donna che sia: “Guarda io ho perso un po’ la trebisonda, la testa dietro a quella persona ma ho capito di aver sbagliato e non è questa la strada, mi pento, ti chiedo scusa, mi dispiace, ed è una cosa della quale è importante che io te lo dica, perché mi rendo conto di quanto sono stato sciocco.”

Basta che dici questa cosa ed è finita: “Ecco, allora divorziamo, hai perso la mia fiducia, io che credevo che tu fossi…, invece sei… Ecco allora…”

Scusate, guardate che voi avete sposato esseri umani! Uomini o donne che siano, sono esseri umani, non avete sposato Angeli. Di questo dobbiamo esserne coscienti. Quando vi sposate siatene coscienti. Molti mi dicono: “Padre poverino, lei è prete…” Macché poverino! Io sono la persona sposata più felice del mondo. Il mio Sposo è il più bello, il più perfetto, il più fedele, il più costante, il più sacrificato. Il problema sono io, non è Lui. Io sono fortunatissimo, non ho di questi problemi, perché io non ho sposato un essere umano, ma se avessi sposato un essere umano questo problema ci sarebbe. La dinamica colpisce un uomo come una donna.

Il ragionamento è che se questo è un essere umano, è chiaro che può succedere che gli esca il filo dall’ago, a me succede sempre quando mi cucio le mie calzine. Anche stamattina ho cucito un buco grande come il traforo del Monte Bianco. Non so come faccio ad avere sempre tutti questi buchi… comunque stamattina mi sono trovato un buco che sembra che è lì da un anno, invece si è appena fatto, quindi mi sono messo lì a cucire e due volte mi si è sfilato il filo dall’ago. Agli angeli non succede, ma a me succede perché non sono un angelo. È possibile che ti esca il filo dall’ago. E quando succede non è che butto via la calza, straccio tutto, prendo l’ago e lo rompo in mille pezzi. Ho sbagliato, adesso reinfilo l’ago. Vi immaginate se l’ago dicesse: “No io adesso non lo voglio più il tuo filo, perché tu l’hai fatto uscire.”

Questo fa parte della nostra dinamica umana. Ecco perché dobbiamo imparare questo bacio di pace di Gesù, perché se tu impari questo bacio di pace di Gesù capisci che è possibile che succedano cose strane, da una parte, e dall’altra vedi come fa Gesù:

“La mia misericordia è oggi più grande della mia giustizia, Io dimentico tutto, getto nel mare i loro smarrimenti, voglio perdonarli, tornerei con piacere su mille calvari se con questo riuscissi a commuovere i loro cuori e ad attirarli a Me.”

Quando uno ama, ama così. Non ama con: “Tu vai a prendere i bambini? Io vado a prendere le cose in tintoria…” Non è una s.p.a.. È ovvio che dentro alla vita famigliare ci devono essere queste cose, lo sappiamo tutti, però non è questo che tiene in piedi tutto. Il calzino bucato, la spesa, le ciliegie, e quant’altro stanno se sta ciò che sta prima, questo è importante non dimenticarlo. Quindi se io scopro che a lei, o a lui è uscito il filo dell’ago non è che la prendo e la inchiodo. Calma! Vedo di quelle cose che sono veramente pazzesche. Gente che prega, che fa la Comunione, che recita il Rosario cento volte al giorno e poi  quando l’altro sbaglia lo inchioda a morte, comincia a piangere e non si fida più. Calma! Ma dov’è che viviamo? Nel mondo di Bianca e Bernie? Siamo tutti fatti di carne e di sangue! Di vene che pulsano. Calma! Anche perché quello che ha fatto lui o lei, domani lo puoi fare anche tu. “Ah no, io no! Io queste cose non le farò mai.” Stai attento a dire queste frasi.

Anche quando io ho portato a sedici anni quel tossicodipendente dal dottore a farlo curare, che urlava come un matto in mezzo a tutta la sala di attesa, strafatto, poveretto, quando sono riuscito a portarlo dentro, e sono uscito ad aspettarlo, uno lì mi disse: “Io quelli lì lì ammazzerei tutti”

Io non so se sono stato un piccolo profeta, ho vissuto un po’ il profeta Daniele quel giorno, lo spirito di Daniele quel giorno mi ha invaso e gli ho detto: “Stia attento perché potrebbe capitare a suo figlio”

Mica vero che la sera, era estate, stavo andando a casa di questo ragazzo tossicodipendente a trovarlo, a vedere come stava, prima di girare l’angolo e di arrivare a casa sua, c’era un lampione e sotto il lampione vedo uno in bicicletta, sto per passare e mi dice:

“Si fermi, si fermi”

“Ma chi è lei? Cosa vuole?”

Avevo sedici anni, giovanissimo. Mi guarda e mi dice:

“Ma lei è quello del dottore di oggi?”

“Si”. Non l’avevo neanche riconosciuto.

“Sono il signore che le ha detto quella cosa”

“Ah si, mi ricordo molto bene. Cosa vuole, è venuto qui a farmi il secondo round? Adesso mi pedina? Viene a vedere quello che faccio e dove lo vado a fare, così poi fa quello che vuole fare lei? Le scelte sono mie, lei fa le sue, siamo anche un po’ liberi.”

“No, non sono qui per questo.”

Scoppia in una valle di lacrime e poi mi dice:

“Mi dica cosa devo fare per aiutarla.”

“Oh, cos’è successo! Oggi voleva ammazzare tutti e adesso è qui perché mi vuole aiutare?”

“Sì voglio aiutarla, mi dica cosa devo fare.”

“Cos’è successo?”

“Sono andato a casa e oggi pomeriggio mia moglie mi ha detto: ho trovato nel cassetto di tuo figlio una siringa, già pronta.”

“Ha visto? Purtroppo queste cose succedono, a lei e a me. Io stasera stessa potrei essere qui con l’ago in vena.”

Non mettiamoci a fare le educande: “Oh mamma che scandalo! Ha fatto questo, ha fatto quest’altro.” Smettiamola di fare questi ragionamenti disumani, irreali, disincarnati. Di Gesù Cristo ce n’è uno solo, non pretendiamo che gli altri siano quelli che noi non siamo e che non saremo mai. Basta. Se uno riconosce il suo male — e voglia Dio, sarebbe bello che avesse la forza, il coraggio di riconoscere il suo male, non solo in confessionale ma anche davanti alla persona che ama — se lo fa, perdoniamo! Ma oggi è impossibile, perché oggi parliamo di amore ma è tutt’altro che quello, perché non siamo in grado di portare il peso dell’amore. Gesù è in grado di portare il peso dell’amore e infatti è morto in croce, e ci perdona col Suo Sangue. Noi che parliamo di amore, amore, quando poi arriva davanti la pura umanità dell’altro fatta di bene e di male, noi facciamo gli scandalizzati. 

Non ci si comporta così. 

“Nel bene e nel male, nella buona e cattiva sorte”

Se no che matrimonio è questa cosa qui?

Il paradigma è quello che vi ho letto adesso, quello che Gesù fa con i suoi Sacerdoti, questo è il paradigma. 

Sono già passati trenta minuti, mi devo già fermare. Se vado avanti così ad un certo punto dovrò fermarmi, non posso farvi stare un anno su questo libro. È un testo talmente bello che per un po’ ci voglio stare, anche se mi fermo ogni tre righe, ma c’è veramente tanto e queste cose di Gesù non possiamo dimenticarle. Oggi andiamo in Chiesa a ringraziare il Signore, a ricevere il suo bacio di pace.

“Dammi i tuoi baci di pace Gesù. Baciami, riempimi di baci Signore”

Diciamo a Gesù: “Sono qui per prendere il tuo bacio di pace. Non c’è niente di me che possa attirare questo bacio, non c’è uno spazio libero che non sia immondo, però questo bacio io so che inizierà a sanare la mia lebbra, ridarà finalmente alla mia carne un aspetto roseo, che farà cadere tutta la corruzione che si porta addosso, che la libererà da tutte le schiavitù.”

Chissà la Maddalena, che ha sicuramente conosciuto questi momenti interiori profondissimi con Gesù, lei che aveva vissuto i baci più schifosi del mondo, chissà quanto il suo cuore era inebriato da tutta questa bellezza. 

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus. Amen.

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga. 

Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.

 

 

VANGELO (Mt 14, 13-21)

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.