Maria Santissima assunta in Cielo

Maria Santissima assunta in Cielo

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di domenica 15 agosto 2021 – Solennità di Maria SS.ma Assunta in cielo

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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Maria Santissima assunta in Cielo

Eccoci giunti a domenica 15 agosto 2021. 

Oggi è la Solennità di Maria Santissima Assunta in cielo. Abbiamo ascoltato la prima lettura della Santa Messa di oggi tratta dal capitolo XI del libro dell’Apocalisse.

Come non vedere la Vergine Maria in questa donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle? Colei che è in continuo combattimento contro l’enorme drago rosso. Una lotta senza esclusioni di colpi perché il drago cerca in ogni modo di distruggere la discendenza della Vergine Maria.

Quest’oggi, è anche domenica tra l’altro, saremo esposti a quanto accade nel mondo. Oggi nel mondo si dice: “Buon ferragosto”. Ma ferragosto non è niente, non esiste ed è festa in funzione della Vergine Maria. Oggi che è domenica, che è l’Assunzione, il mondo festeggia secondo la nuova religione del mondo, che è il consumismo. Per cui scimiottando il cristianesimo anche il consumismo ha il suo tempio, che nella normalità è il centro commerciale, che nella normalità è festeggiare la Vergine Maria e i Santi con una grande mangiata e bevuta, come se il nostro stomaco pieno e la nostra gola soddisfatta rappresentassero un nostro inno di lode e di ringraziamento e di condivisione di ciò che accade in cielo. Anche il consumismo ha il suo pasto sacro, come noi abbiamo l’Eucaristia. Vedete che c’è di mezzo un mangiare?  Poi non fa nulla se per far questo non siamo andati a Messa, non abbiamo rispettato la domenica. Non fa niente se oggi si andrà a comprare dolciumi vari, pesce, carne. Capite che il grande altare che è la griglia, il grande altare deve essere soddisfatto in questa religione. Ci sono proprio i riti… Tutto questo rituale interessante della preparazione delle braci, delle griglie, della cottura.

Dentro tutto questo ci siamo noi che apparteniamo ad altro e ai quali interessa altro.

Quest’oggi, in risposta a tutti i riti della nuova religione, quella del centro commerciale, del fast food e del consumismo, vi parlo dell’Incarnazione mistica. Diciamo che siamo cento galassie altrove, una dislocazione spazio temporale indescrivibile e lo faccio sempre a partire dal testo “Sacerdoti di Cristo” della Beata Conchita Cabrera de Armida.

“L’amore del Padre! Quella fibra d’amore, quel riflesso dell’amore del Padre per il Verbo, quel germe santo della sua fecondità che ha posto come anima delle incarnazioni mistiche, mi at- trae, mi innamora, ed è fonte delle mie più grandi delizie sulla terra.”

Ecco oggi ci dovremmo chiedere in ciò che faremo, quanto splende, quanto si riflette dell’amore del Padre.

“È chiaro che Io, come Dio, nuoto nel mare insondabile dell’ineffabile amore dello Spirito Santo, e sono infinitamente felice in questo amore che unifica e contiene tutte le delizie della Trinità. E pure chiaro che, come Verbo, non ho bisogno di più grande amore che dell’Amore eterno, dell’Amore increato, che dell’infinito seno del Padre, dove si trova ogni delizia. 

Ma non sono solo Dio, seconda Persona della Trinità, sono anche Uomo; e come uomo desidero e ho bisogno di tenerezze umane, anche se divinizzate. Orbene, non ce ne sono di più soprannaturali di quelle delle anime che ricevono la sublime grazia dell’incarnazione mistica; di più pure, autentiche e sante di quelle scaturite dal riflesso della fecondità del Padre, che comunicano all’anima le sfumature, i colori e, in certo senso, qualcosa dell’amore stesso del Padre. 

L’incarnazione mistica è un po’ spiritualmente quello che accadde realmente con l’incarnazione della Vergine Maria.

Dice Gesù:

“L’amore che promana dalla incarnazione mistica che, sia i vescovi che i sacerdoti, devono possedere in maggiore o minor grado. 

Indubbiamente, con loro ho una fraternità tutta particolare per il vincolo che ci unisce in Maria e per il fatto di avere il medesimo Padre. Inoltre, in forza del sacerdozio conferito e confermato dallo Spirito Santo, essi ricevono nella Messa, dove si rinnova la mia Incarnazione, Passione e Morte, il potere di conce- pire, in un certo senso, il Verbo fatto carne.”

Pensate, nella Messa si rinnova l’Incarnazione, la Passione e la Morte e quindi i Sacerdoti ricevono questo potere di concepimento. 

Per questo motivo e per la grazia insigne che ricevono (nel mistero dell’altare) di essere partecipi della fecondità del Padre essi, in un certo senso, hanno il diritto di maternità verso Gesù, perché in ogni Messa, in ogni ostia consacrata, lo rendono presente sull’Altare, non solo misticamente, ma realmente, in forza delle parole creatrici e operatrici della consacrazione, che hanno in sé la fecondità del Padre, per la quale si compie il palpitante e reale miracolo della transustanziazione.

Ogni vescovo, ogni sacerdote partecipa, in certo grado e senso, della maternità di Maria, della paternità del Padre, dell’ineffabile prodigio realizzato per amore, solo per amore dallo Spirito Santo, il cui concorso è indispensabile. 

E quindi, capite? Tutto avviene lì e noi siamo chiamati proprio ad uniformarci, a trasformarci — dice Gesù — a trasformarci in Lui, a farci un tutt’uno con Lui, sull’esempio della nostra Regina e Madre.

 Di conseguenza ogni sacerdote che riproduce Cristo porta in sé un particolare riflesso di Maria; e per questo egli la deve riprodurre fedelmente, Lei, la creatura della terra più trasformata in Me. 

Oltre, certamente, a fare un po’ di festa in onore della Vergine Maria — che però non può diventare l’unico modo, l’unico spazio per festeggiarla — quest’oggi cerchiamo proprio di immergerci dentro il mistero dell’Eucaristia per scoprire quanto sia bello questo tema dell’Incarnazione mistica che nella S. Messa si realizza in un modo tutto unico, che è quello sacramentale.

Vi auguro di cuore di trascorrere una Santa giornata e di poter arrivare a sera dicendo a voi stessi:

“Io non voglio essere una di quelle stelle che viene precipitata dal cielo sulla terra, dalla coda del drago, ma voglio rimanere lì nel firmamento, a lodare Dio e a stare unita a lui.”

Oggi pensiamo alla bellezza, alla grandezza della Vergine Maria. Vi dissi che avremmo parlato della morte ma poi, in un giorno così bello, mi è sembrato opportuno concentrarmi su questo tema dell’Incarnazione, perché pensando all’Assunzione della Vergine Maria ci si apre una prospettiva grande per poter anche noi essere dove è Lei. Non saremo assunti in anima e corpo in Cielo, ma potremo anche noi godere di questa grazia singolare che Lei ha avuto in funzione dell’Incarnazione, Morte e Resurrezione.

Auguri di cuore a tutti di vivere santamente questo giorno.

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus. Amen.

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.

Sia lodato Gesù Cristo, sempre sia lodato.

PRIMA LETTURA (Ap 11,19;12,1-6.10)

Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza.
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito.
Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio.
Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo».