Beato don Giacomo Alberione: i Novissimi, la Morte, XIII parte

Beato don Giacomo Alberione: i Novissimi, la Morte, XIII parte

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di mercoledì 24 novembre 2021

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Beato don Giacomo Alberione: i Novissimi, la Morte, XIII parte

Eccoci giunti a mercoledì 24 novembre 2021. Ricordiamo oggi i Santi Andrea Dung Lac e compagni

Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi tratto dal capitolo XXI di San Luca, versetti 12-19. 

Questo è un altro di quei Vangeli che fosse ci fa bene meditare con grande frequenza, perché ci spiega e ci consegna il senso di quello che nella storia è sempre avvenuto e che quindi avviene anche adesso. Non dobbiamo temere di morire, non dobbiamo temere di essere uccisi, non dobbiamo temere di essere odiati, né di essere perseguitati, né messi in prigione. 

È difficile essere odiati da tutti, è difficile essere traditi da tutti, eppure:

“Nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto”

Con questa perseveranza salveremo la nostra vita, sì, perché può perseverare solamente colui che veramente è convinto, che è veramente innamorato, gli altri no. Può dare testimonianza solamente chi ha veramente Gesù nel cuore, chi vive di fede e si è abbandonato a Lui. 

Andiamo avanti con la nostra lettura del testo del Beato Giacomo Alberione su “I Novissimi”, stiamo vedendo la morte. Questo è il titolo del paragrafo di oggi:

3. Pregare per la morte

La grazia di una santa morte deve coronare tutte le altre grazie. Questa terra fra poco dovrà cambiarsi nella gloria del cielo; questa misera abitazione fra poco dovrà mutarsi in quella eterna Gerusalemme dove Iddio regna e con lui regnano i figli fedeli. Il cristiano prudente si avanza, diffidando, e sperando, nella vita. Teme di sé, confida in Gesù Cristo! E prega. Ogni giorno, costantemente, domandiamo la grazia della perseveranza finale.”

Ecco il vangelo di oggi.

 “Abbiamo meditato l’agonia e la morte di Gesù Cristo in Croce: Gesù è il più grande modello per i moribondi. Per meritare la grazia di una santa morte recitiamo poi sempre bene il quinto mistero doloroso e la preghiera “Anima Christi”. Mettiamo adesso l’intenzione che serva per tale grazia. Abbiamo ricordato che la più felice morte, dopo quella di Gesù, è stata quella di Maria. Recitiamo poi bene in tutta la vita il quarto mistero glorioso e l’“Ave Maria… e nell’ora della nostra morte”. Abbiamo considerato la morte di S. Giuseppe, che è anche protettore degli agonizzanti: ebbene, le litanie di San Giuseppe, i dolori e le allegrezze di San Giuseppe e tutta la devozione a questo Santo, abbia anche lo scopo di ottenerci una santa morte fra le braccia di Gesù e di Maria. Noi viviamo per le anime, ci mortifichiamo per le anime e le vogliamo sante, e diamo loro ciò che Dio ci ha dato. Ricordiamo tre brevi ed efficacissime preghiere.

ORAZIONE DI SAN BERNARDO ALLA VERGINE 

Questa è veramente bella, se non la sapete già ve la leggo, e va veramente recitata ogni giorno, è il Memorare di San Bernardo:

Ricordatevi, o piissima Vergine Maria, che non si è inteso mai al mondo che alcuno ricorrendo alla vostra protezione, implorando il vostro aiuto e chiedendo il vostro patrocinio sia restato abbandonato.  Animato io da una tal confidenza a voi ricorro, o Madre, Vergine delle vergini, a voi vengo, e colle lacrime agli occhi, reo di mille peccati, mi presento ai vostri piedi a domandare pietà. Non vogliate, o Madre del Verbo, disprezzare le mie suppliche, ma benigna ascoltatemi, ed esauditemi. Amen.

Mettiamo adesso l’intenzione che tutte le volte che recitiamo l’Ave Maria sia un grido, una chiamata che noi lanciamo alla nostra Madre, perché venga ad assisterci nell’ultima agonia. Alcuni autori dicono, e lo spiega il B. Cafasso, che la Madonna viene ad assistere visibilmente i suoi divoti al letto di morte. E veramente San Luigi, S. Stanislao, S. Giovanni Berchmans, e lo stesso Beato Cafasso con le loro morti edificantissime ce lo confermano.”

È molto bella questa cosa, che la Madonna va ad assistere i suoi devoti sul letto di morte, voglia Dio che capiti anche a noi questa grazia immensa.

 Seconda preghiera: 

“S. Giuseppe, Padre putativo di Gesù Cristo e vero Sposo di Maria Vergine, pregate per noi e per gli agonizzanti di questo giorno.”

Bella anche questa. Poi quella che chiude la giornata e che dovrà chiudere la vita:

“Gesù, Giuseppe, Maria, vi dono il cuore e l’anima mia; Gesù, Giuseppe, Maria, assistetemi nell’ultima mia agonia; Gesù, Giuseppe, Maria, spiri in pace con voi l’anima mia.”

Spirare fra le braccia di Gesù, Giuseppe e Maria, cosa si può volere di più?

Bene, abbiamo finito la prima grossa sezione, sulla morte, inizieremo domani, la seconda grande sezione che riguarda il tema del Giudizio, in particolar modo il Giudizio Particolare, tema interessantissimo. 

Vi auguro di cuore una santa giornata, mi raccomando, stiamo uniti a Dio, al di là di ogni persecuzione e di ogni fatica.

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus. Amen. 

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga. Amen. 

Sia lodato Gesù Cristo, sempre sia lodato.

 

VANGELO (Lc 21, 12-19)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».