Andiamocene altrove…

Andiamocene altrove…

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di mercoledì 12 gennaio 2022

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Andiamocene altrove…

Eccoci giunti a mercoledì 12 gennaio 2022. 

Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi tratto dal capitolo I di San Marco, versetti 29-39. 

Perché Gesù è venuto? Gesù è venuto per predicare, questo è il  compito che Lui riconosce a se stesso, poi con la Sua morte in Croce compirà totalmente il Suo mandato che sarà quello di liberare l’uomo dal peccato. Ma nei giorni quotidiani, ordinari della sua vita, da quando si è manifestato pubblicamente, il suo mandato è stato quello di predicare. I miracoli e le guarigioni avvengono successivamente. Ha questa priorità: predicare, annunciare il Regno di Dio. Il suo predicare è unito allo scacciare i demoni:

“E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.”

Abbiamo già visto, nei giorni scorsi, come il demonio reagisce alla presenza di Gesù quando Gesù insegna, quando Gesù predica. Il demonio reagisce alla predicazione, perché sa che la predicazione, quando è fatta in un certo modo, è una forma di esorcismo, può operare in chi ascolta delle vere liberazioni, cioè delle vere decisioni di abbandonare il peccato e decidere di seguire il Signore. Ascoltare una buona predicazione può fare la differenza nella vita di una persona, può farla decidere, finalmente, di cambiare vita. Questa è una liberazione dal peccato  e quindi dalla schiavitù del demonio. 

Dopo questo bagno di folla avvenuto dopo il tramonto del sole, quando gli vengono portati i malati e gli indemoniati, dopo queste guarigioni e liberazioni, Gesù va a dormire, evidentemente molto poco, perché dice:

“Al mattino presto si alzò quando ancora era buio”

Per noi è notte se è buio, è chiaro ed evidente che non saranno state certamente le 7, neanche le 6.

“Quando ancora era buio si ritirò in un luogo deserto, e là pregava.”

Ci sarà una ragione se Gesù va a pregare quando ancora era buio e non va a pregare alle 9.00 del mattino. C’è questa preferenza del Signore alla preghiera notturna. Quando la Scrittura ci dice che Gesù va a pregare, di norma è sempre di notte, ecco perché anche noi dobbiamo imparare a svegliarci presto: per imitare Gesù. Se lo ha fatto Gesù lo possiamo fare anche noi, anzi, lo dobbiamo fare anche noi, perché se lo ha fatto Lui vuol dire che è il modo migliore, vuol dire che è la cosa più giusta, più gradita al Padre, se no non lo avrebbe mai fatto, perché Lui faceva solamente quello che era gradito al Padre.

Allora a morte la pigrizia e impariamo a tirarci su dal letto con celerità, con gioia, con agilità, con la voglia di poter stare un po’ da soli con il Signore, perché quello è il momento nel quale tutto è avvolto dal silenzio, non suona il telefono, non arrivano i messaggi, non si è cercati, tutti dormono. 

«Tutti ti cercano!»

Dicono gli Apostoli, e Gesù dice:

“Andiamocene altrove”

Vedete la libertà di Gesù. Andiamocene altrove, perché?

“perché io predichi anche là”

Torna sempre questo tema della predicazione. I Discepoli rimangono catturati dai bisogni delle persone, quelli fisici, immediati che lo cercano perché hanno bisogno di essere guariti. Per Gesù questa non è la priorità, la priorità non è questa forma di bene, la priorità è la predicazione: “Devo predicare a più persone possibili, quindi andiamo”.

“Guarì molti”

Gesù non li guarisce tutti, c’è scritto “molti”, e non li liberò tutti dal demonio. 

“scacciò molti demòni”

Molti, non è tutti, come a Fatima per esempio dove la Madonna disse: “Alcuni saranno guariti, altri no”. Il discrimine la Madonna lo riconobbe nella loro conversione: se si convertono, se camminano seriamente nella legge del Signore, saranno guariti, se no, no, perché, come già vi dissi c’è un legame misterioso a noi non noto, tra la malattia e il peccato. Non è sempre così, ecco perché è misterioso, noi non sappiamo quando, come, perché, però c’è un legame, può esserci una sorta di rapporto. Non è sempre così, perché abbiamo Santi, pensate a Padre Pio, o a Benedetta Bianca Porro, alla Beata Alexandrina Maria da Costa, o altri ancora che hanno sofferto una vita intera, però lì non c’era un rapporto tra malattia e peccato, ma ci sono altri casi riportati dal Vangelo dove si riconosce un rapporto. 

Gesù viene innanzitutto a scindere, a rompere questo rapporto, indicando la via di soluzione, che non è tanto la guarigione fisica, quanto quella spirituale, cioè la liberazione dal peccato. È lì il vero problema, ricordate il paralitico? 

“Ti sono rimessi i tuoi peccati”

“Ora perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati dico: Alzati”, ma questo viene dopo.

La prima cosa è liberarlo dal peccato, dal dominio del demonio. Anche noi cerchiamo un po’ come sempre di recuperare le priorità, impariamo da Gesù. Come vedete Gesù sa dire no, sa dire no anche a chi ha bisogno in nome delle priorità. I bisogni non sono degli assoluti da dover assolvere, i bisogni sono delle realtà che vanno ordinate rispetto alla scala delle priorità, e quindi bisogna saper dire anche dei no verso una priorità maggiore rispetto a quel bisogno. Qual è? In questo caso la predicazione, cioè la volontà di Dio.

Vi auguro quindi di trascorrere una giornata chiedendo al Signore la grazia di saper fare anche noi l’elenco delle nostre priorità legate al nostro stato di vita, di saper fare ordine e di avere la capacità di saper dire: “Andiamocene altrove. C’è tanto bisogno qui ma non sono venuto per questo bisogno, sono qui, la mia vita è qui per questa ragione, quindi devo saper essere libero dal bisogno”.

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus. Amen. 

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga. 

Sia lodato Gesù Cristo, sempre sia lodato.

 

VANGELO (Mc 1, 29-39)

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: “Tutti ti cercano!”. Egli disse loro: “Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!”.
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.