Epifania del Signore

Epifania del Signore

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di giovedì 6 gennaio 2022 – Epifania del Signore

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Epifania del Signore

Eccoci giunti a giovedì 6 gennaio 2022. Epifania del Signore. In questa solennità, dopo tutti questi giorni bellissimi di Natale, dopo tutte le varie memorie, ecco che siamo chiamati ad andare a rendere ancora un omaggio a questo Bambino Gesù, insieme ai Magi. Questi Re Magi che si prostrano e lo adorano. Come è diverso questo atteggiamento spesse volte dal nostro, dove in maniera distratta, frettolosa salutiamo il Signore, dove magari non siamo neanche più abituati a fare una genuflessione e dove abbiamo perso il senso profondo dell’Adorazione. Qui loro si prostrano con la faccia a terra. È un segno di profonda Adorazione.

Cosa vuol dire adorare?

Io posso anche mettermi con la faccia per terra ma non è detto che io stia adorando. Adorare è quell’atteggiamento dell’anima e del corpo che dice che Dio è tutto nella vita, dice che mi riconosco come sua creatura, che gli riconosco ogni onore e gloria, questo è adorare. Non è quel correre avanti e indietro davanti al Tabernacolo, fare un inchino sbilenco, svelto, senza neanche un attimo di riflessione e di coscienza, tanto perché lo devo fare. Adorare vuol dire anche portare dei doni. Non si può andare davanti ad un re a mani vuote, anche se è un Re Bambino: oro, incenso e mirra. 

Noi, quando ci presentiamo davanti al Signore, quali doni portiamo? Il dono della preghiera, del sacrificio, della penitenza, il dono dell’amore? Quale dono portiamo? Questo è importante, altrimenti uno pensa di poter andare davanti al Signore così, come se non esistesse. Alle volte si può avere un po’ questa percezione. Se non ci fosse Gesù nel Tabernacolo cosa cambierebbe nel nostro modo di stare in chiesa, nella nostra preghiera? Cosa cambierebbe dentro di noi e fuori da noi? 

Il giorno dell’Epifania è il giorno in cui Gesù inizia questa manifestazione che viene riconosciuta dai Re Magi che vanno, si prostrano, lo adorano e portano doni. Ecco che anche noi dobbiamo imparare a manifestarci. Gesù si manifesta e anche noi dobbiamo manifestarci come suoi discepoli, senza ostentazione, senza grandi proclami, ma con semplicità: sono discepolo di Gesù. Questo emergerà in tante piccole cose nelle quali il mio modo di essere farà la differenza, perché sarà un modo di essere conformato su Gesù e quindi rispecchierà Gesù. Chi ci vede dovrebbe quanto meno percepire una presenza, bello sarebbe se vedesse il Signore, ma almeno una presenza.

Potremmo cominciare da quest’oggi a ragionare maggiormente sull’importanza di manifestarci e di manifestare la nostra appartenenza a Gesù, lì dove siamo chiamati vivere: in casa, al lavoro, in famiglia, a scuola. Senza ostentazione, non serve ostentare nulla, è sufficiente essere coerenti con noi stessi, fare la cosa giusta al momento giusto, con estremo equilibrio, senza mai esagerare con una sorta di orgoglio spirituale, però con costanza, facendo quello che dobbiamo fare ed essendo quello che dobbiamo essere. 

Vi auguro di cuore di trascorrere bene questa giornata che vede un po’ la conclusione di tutte le nostre feste natalizie, di viverla bene. In questi giorni che verranno avremo ancora modo di poter riflettere e guardare nel nostro presepe ancora per qualche giorno, questa ultima scena dei Magi che vanno ad adorare Gesù, che si prostrano davanti a Gesù. Lasciamoci ancora una volta toccare il cuore e la mente dalla bellezza di questi eventi natalizi.

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus. Amen. 

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga. 

Sia lodato Gesù Cristo, sempre sia lodato.

 

VANGELO (Mt 2, 1-12)

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele””.
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: “Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”.
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.