La perfezione religiosa alla luce della SS. Eucarestia, di S. Pietro Giuliano Eymard. Parte 13

La perfezione religiosa alla luce della SS. Eucarestia, di S. Pietro Giuliano Eymard. Parte 13

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di martedì 14 giugno 2022

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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La perfezione religiosa alla luce della SS. Eucarestia, di S. Pietro Giuliano Eymard. Parte 13

Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!

Eccoci giunti a martedì 14 giugno 2022.

Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal capitolo V di San Matteo, versetti 43-48.

Continuiamo i nostri Esercizi Spirituali, guidati da San Pietro Giuliano Eymard.

Ieri abbiamo detto che oggi avremmo visto questo aspetto importantissimo, cioè che la vocazione eucaristica è eminentemente apostolica.

Quello che vi ho detto ieri era: «Scrivete su un foglietto che cosa è l’apostolato»; e vi ho lasciato tutta una serie di domande:

  • Che cos’è l’apostolato?
  • Cosa vuol dire fare apostolato?
  • Cos’è la pastorale?
  • Cosa vuol dire fare pastorale?

Vi dicevo che, appunto, noi tutti avremmo detto: «Tutto questo discorso che San Pietro Giuliano Eymard fa sulla vocazione eucaristica, sull’adorazione eucaristica è un discorso solo per i contemplativi, cioè per coloro che dedicano tutta la loro vita a stare lì, chiusi dentro a un convento, a stare davanti all’Eucarestia, punto».

Spesse volte, poi, si sente dire: «Con tutto il bisogno che c’è a questo mondo, che senso ha che delle donne e degli uomini si chiudano dentro in un chiostro e stiano lì solo a pregare, solo a contemplare? Che senso ha?  Perché non potrebbero andare ad aiutare i carcerati, andare ad aiutare i tossicodipendenti, andare ad aiutare i senza tetto, andare ad aiutare i bambini abbandonati, andare ad aiutare tutto quello che c’è? Molto meglio un missionario, che non uno che si chiude dentro ad un monastero e che sta lì tutta la vita».

Questo è un po’ quello che si sente dire, quello che spesse volte si pensa, e vedremo che è profondamente sbagliato, è radicalmente sbagliato, e rivela una scorretta visione della preghiera e soprattutto dell’Eucarestia, dell’adorazione eucaristica e della vocazione eucaristica.

Io sono sicuro, perdonatemi se mi permetto, ma credo di essere sicuro al 100% che nessuno di voi ha mai sentito parlare della (o di una) vocazione eucaristica, nessuno di voi mai ha sentito predicare sulla vocazione eucaristica. Io ne sono sicuro, perché non se ne parla più.

Ne ha parlato San Pietro Giuliano Eymard, ma non so, dopo di lui, quanti altri, perché queste cose, o si vivono e quindi si credono, oppure non esistono. Non si può parlare di qualcosa che non si vive e nella quale non si crede, non si può!

Non si può parlare di queste cose solamente come una sorta di discussione teologica, no, non si riesce, non si può… non si riesce.

Io ho voluto invece ridare voce a San Pietro Giuliano Eymard e invoco continuamente, oggi soprattutto, la sua intercessione, la sua presenza, il suo aiuto, perché mi illumini, affinché io possa fare un commento degno dell’altezza e della profondità delle sue parole. Io lo invoco e desidero ridare voce a San Pietro Giuliano Eymard, a questi suoi scritti meravigliosi, perché io credo profondamente nell’urgenza e nella necessità di riscoprire questa vocazione eucaristica e di rispondere “Sì” alla vocazione eucaristica, che riguarda tutti noi.

A queste domande, che sicuramente uno si porta dentro e che arrivano da altri, che dicono: «Sì, vabbè, ma tutto questo a cosa serve? Non serve a niente. Oramai i tempi sono cambiati, perché adesso dobbiamo concentrarci sulle opere», San Pietro Giuliano Eymard risponde così: «La nostra vocazione eucaristica è eminentemente apostolica». Adesso capiremo cosa vuole dire “apostolica”, perché, e che cos’è fare apostolato.

“L’apostolato non è altro — attenti bene, così guardate il vostro foglio e vedete se ritornano i conti; secondo me non torneranno — che la diffusione del regno di Dio nelle anime; è la propagazione della conoscenza e dell’amore di lui, la distruzione del peccato, e l’esaltazione di Nostro Signore e della sua Chiesa”.

Questo è l’apostolato!

Chissà se abbiamo almeno preso una di queste caratteristiche… io non credo. Poi vedremo anche altro, poi dà anche altre definizioni dell’apostolato, ma adesso ha cominciato a dare queste caratteristiche essenziali:

1.“È la diffusione del regno di Dio nelle anime”.

Quindi, io faccio apostolato, se e quando diffondo il regno di Dio nelle anime delle persone che incontro, allora faccio apostolato.

2.“È la propagazione della conoscenza dell’amore di Dio”.

Io faccio apostolato quando propago, quando diffondo, quando invoglio a conoscere e ad amare Dio.

3.“È la distruzione del peccato”.

Faccio apostolato quando con la mia vita, con le mie opere, con le mie parole, con il mio esempio, con le mie preghiere, io coopero, insieme a molti altri e a tutta la Chiesa trionfante, a distruggere il peccato, a distruggere le opere del peccato, a invogliare verso un cammino serio di conversione, a rinnegare il regno del peccato, a rinnegare la schiavitù del peccato, a spezzare le catene del peccato.

Quindi tutto il tema del confessionale, tutto il tema dei primi nove venerdì del mese, dei primi cinque sabati, dei primi sei giovedì, tutto il tema di Don Tomaselli dei quindici venerdì, che si fanno due volte all’anno, e via di seguito… la distruzione del peccato.

4.“È l’esaltazione di Nostro Signore e della sua Chiesa”.

In quattro punti, San Pietro Giuliano Eymard ha definito l’apostolato.

Io concordo pienamente con San Pietro Giuliano Eymard.

“Or bene vedete la grande potenza di apostolato che ci dà la nostra vocazione.

A giudicare dalla nostra vita esteriore, noi siamo tenuti come gente inutile: noi non corriamo dietro i peccatori; non andiamo in missione; non insegniamo. Ma sarebbe un inganno far consistere tutto l’apostolato nei mezzi dello zelo esteriore: queste opere non sono che la scorza dello zelo ed il canale”.

Capito? Chi vive secondo una vocazione eucaristica vera e profonda viene giudicato come persona inutile, perché non fa, perché non produce opere: “noi non corriamo dietro i peccatori; non andiamo in missione; non insegniamo”; ma pensare che l’apostolato consista in questo, in questo zelo esteriore, in queste opere esteriori, è un inganno, perché queste opere non sono che la scorza dello zelo, il canale dello zelo.

Quinta definizione:

“L’apostolato consiste essenzialmente nella preghiera…”

Come Madre Teresa di Calcutta.

Uno dice: «San Pietro Giuliano Eymard è troppo vecchio, è preconciliare».

Benissimo, allora prendiamo Madre Teresa di Calcutta. Nessuno potrà criticare Madre Teresa di Calcutta.

Uno dice: «San Pietro Giuliano Eymard ha passato la sua vita là, davanti all’Eucarestia, vabbè, poverino, era lui un po’ così…», ma, di Madre Teresa di Calcutta, qualcuno può dire che non ha aiutato i poveri? Qualcuno può dire che non è stata al servizio dei poveri, che ha trascurato i poveri? Qualcuno può dirlo?

Bene, Madre Teresa di Calcutta diceva che, prima c’era la preghiera, poi c’era tutta l’assistenza ai poveri; San Pietro Giuliano Eymard dice che l’apostolato consiste essenzialmente nella preghiera. Ecco i Santi!

“… che ottiene la grazia, nel sacrifizio che espia per il peccatore ed applica i meriti e le soddisfazioni di Gesù Cristo”.

Avete capito? Questo vuol dire fare l’apostolato! È essenzialmente la preghiera.

Quando andiamo a fare l’adorazione eucaristica, se uno ci chiede: «Cosa stai andando a fare?», diciamo: «Sto andando a fare apostolato, sto andando a fare la pastorale».

«Ah sì?! Dove vai?»

«Davanti al tabernacolo, a fare adorazione eucaristica».

«No, questa è la preghiera».

«Sì, certo, ma questo è apostolato, perché io, attraverso la preghiera, ottengo la grazia; attraverso la preghiera, nel sacrificio, io applico i meriti e le soddisfazioni di Gesù per espiare il peccato del peccatore e per chiedere la sua conversione».

Se questo non è apostolato, che cos’è?

Se questa non è pastorale, che cos’è?

Che cos’è la pastorale allora?

Sono forse io che sono bravo, che sono un grandone, che sono un affabulatore, che sono un bravo predicatore? Sono io con i miei mezzi, con le mie capacità?

No, perché San Giovanni Bosco dice che solo Dio possiede le chiavi del cuore dell’uomo, noi non possiamo fare niente, non possiamo convertire nessuno senza Dio.

“Quegli è più apostolico che insieme con S. Paolo, l’apostolo per eccellenza, «dà compimento nella sua carne a ciò che manca alle tribolazioni del Cristo a prò del corpo di Lui, che è la Chiesa» (Col 1, 24)”.

Questo Tizio, che vive così l’apostolato, nella preghiera e nel sacrificio, è più apostolico, è proprio alla vetta dell’apostolato, perché, come dice San Paolo, dà compimento nella sua carne a ciò che manca alla tribolazione di Cristo, a pro del Corpo di Lui, che è la Chiesa, e la Chiesa siamo noi.

“Ossia, quegli che nella propria anima e nel proprio corpo lo fa rivivere, meritare, soffrire e riscattare”.

Tutto questo avviene nella preghiera e nell’adorazione.

“Infatti Gesù Cristo rivive in noi per salvare mediante noi; ci domanda di completarlo, aggiungendo i nostri meriti ai suoi; in tal modo Egli continua il suo ufficio di Salvatore: perocché Egli è l’Apostolo degli apostoli, ed Egli solo negli apostoli riscatta le anime con la sua grazia e per la virtù del suo Sangue”.

Lui è l’Apostolo per eccellenza!

Lui è l’Apostolo degli apostoli, perché lui, attraverso gli Apostoli, “riscatta le anime con la sua grazia e per la virtù del suo Sangue”.

Guardate cosa accade nella preghiera!

Dovremmo stare tutti in preghiera, praticamente.

Sì, infatti, se  stessimo tutti in preghiera, tanti pasticci non ci sarebbero, sapete?

E la preghiera dovrebbe essere ciò che assolutamente precede qualsiasi atto: devo andare in confessionale a confessare? Prima prego.

Non sto davanti alla televisione, non mi alzo dal letto, non bevo un caffè, e poi prendo e vado in confessionale, così, come niente fosse… perché io non sto andando a salvare in nome mio, io sto andando a dare il perdono di Dio, a nome di Dio, capite? E via di seguito…

Devo celebrare la Messa? Mi preparo.

Devo predicare? Mi preparo… cioè prego.

“Ora noi facciamo lavorare Nostro Signore alla conversione delle anime, esponendolo ed unendoci con le nostre adorazioni alla sua preghiera ed al suo apostolato”.

Capite? È incredibile! Attraverso l’adorazione eucaristica, attraverso questa vocazione eucaristica, noi facciamo lavorare Gesù alla conversione delle anime, perché noi, con le nostre adorazioni, ci uniamo alla preghiera e all’apostolato di Gesù.

Ma, ditemi… ci avete mai pensato?

Io non credo, ma non è per colpa vostra, ma perché nessuno ve lo ha mai detto. Questo dice la grande e grave aridità spirituale nella quale viviamo.

“E’ il privilegio unico della nostra vocazione esporre Nostro Signore e metterlo nell’esercizio solenne del suo ufficio di mediatore. Infatti se Egli è sul suo trono, è perchè noi siamo ai suoi piedi; chè la Chiesa non permetterebbe che vi stesse il giorno e la notte se non trovasse adoratori che si succedano a servirlo perpetuamente”.

Certo, non si può lasciare Gesù esposto nell’ostensorio, se non c’è gente che si dà il turno… ma io sono convinto che, se ci fosse un Parroco o un Vescovo eucaristico, un Sacerdote eucaristico, beh… un Sacerdote eucaristico, un Vescovo eucaristico, ti mette in piedi una adorazione eucaristica notturna perpetua, non in una chiesa, ma in svariate chiese.

Non mi ricordo più né il nome, né il luogo di questo meraviglioso Vescovo, contemporaneo nostro, credo ancora vivente, ma questo Vescovo sapete cosa ha fatto? Quando è diventato Vescovo (meraviglioso… avere un Vescovo così, è una benedizione di Dio), ha preso delle chiese che erano un po’ abbandonate, non frequentate, poi, invece che venderle, lui le ha trasformate in luoghi di adorazione eucaristica perpetua e ha fatto in modo che, andando sulla cartina (non ricordo più dove è questo posto, mi sembra in America, però  non sono sicuro) e tracciando una riga da una chiesa all’altra (io ho provato a fare questo esercizio), ci fosse come un cordone. Cioè, se voi tracciate una riga da una chiesa all’altra dell’adorazione eucaristica perpetua, praticamente voi fate un recinto attorno a tutta la Diocesi.

Lui ha praticamente recintato tutta la Diocesi con questo cordone sacro che congiunge una chiesa all’altra, per cui ha fatto praticamente chiudere la sua Diocesi da un’unica adorazione perpetua. La sua Diocesi sta sotto la protezione di questa grande adorazione perpetua.

Infatti, cosa è successo (e ovviamente i riflettori dell’invidia, della gelosia e della cattiveria si sono accesi su questo Vescovo)? È successo che il suo seminario, l’unico di tutti quelli che erano lì, ha cominciato a straripare di vocazioni. Era un deserto e non c’era nessuno… e il suo seminario ha cominciato a straripare di vocazioni.

Cos’è successo?

È successo che le sue chiese hanno incominciato a riempirsi di persone.

Ovviamente, subito, hanno incominciato a muoversi le malelingue, subito hanno incominciato a muoversi gli invidiosi, i falliti… i falliti!

Chi si muove in questo caso?

Si muovono i falliti, che, invece di andare lì e gettarsi in ginocchio davanti a questo Vescovo e dire: «Tu sei una benedizione di Dio, tu sei stato veramente illuminato da Dio, tu hai corrisposto alla tua vocazione eucaristica. Insegnalo anche a me, a me che sono un tiepido, a me che sono un codardo, a me che non ho capito niente dell’Eucarestia! Insegnalo anche a me, io vengo a scuola da te! Anche io lo devo fare, anche io lo voglio fare nella mia Diocesi, nella mia Parrocchia, perché mi rendo conto che questa è la strada», invece di dire così, cosa hanno fatto?

Lo hanno attaccato, perché i falliti, i frustrati, quelli che nella loro vita non portano a casa mai niente, perché sono dei tiepidi, perché sono dei corrotti, perché sono dei mercenari, perché hanno fatto il patto col mondo, con la carne e col demonio, cosa fanno? Attaccano i santi. Mossi e divorati dalla loro invidia, attaccano i santi, come hanno fatto con Padre Pio; ma il segreto del successo di quest’uomo, di questo meraviglioso santo Vescovo, così come di Monsignor Fulton Sheen, e di altri come San Pietro Giuliano Eymard, quale fu? Fu l’adorazione eucaristica.

Voi mettetevi a fare adorazione eucaristica, mettete Gesù Eucarestia al centro e voi vedrete fiorire i deserti, arriverà la gente a fiume, a fiume! Non ci sarà più posto per tenerli, perché Gesù è così… è fonte che disseta per la vita eterna, e la gente cerca quest’acqua cristallina.

La gente non cerca l’acqua marcia del mio io, delle mie geniali trovate teologiche, non cerca l’acqua marcia di questa roba, la gente cerca l’acqua cristallina che zampilla per la vita eterna dal fianco squarciato di Cristo, questo cerca la gente!

E dove la trova? Dove trova quest’acqua la gente?

La trova solo ed unicamente nella Santissima Eucarestia.

Provare per credere! Provare per credere…

Guardate, sapete cosa mi piacerebbe?

Mi piacerebbe fare proprio questa sfida… io sono sicuro dei risultati, sono sicuro, perché sono certo di questa cosa.

Se ci fosse a questo mondo una Parrocchia, la più sgangherata, la più disastrata, la meno frequentata, con la chiesa più brutta e diroccata, la più abbandonata, la più detestata, con i fedeli più riottosi, malvagi, empi, peccatori e cattivi di questo mondo, la peggiore Parrocchia dell’universo mondo, io ci andrei subito, però, a una condizione…

Subito ci andrei, adesso, in questo istante mi alzerei e andrei, ma a una condizione, una sola, che in quella Parrocchia, che in quella chiesa, io possa avere la libertà assoluta di istituire l’adorazione eucaristica… poi datemi tre anni… ci rivediamo tra tre anni.

Io sono certo che quella Parrocchia diventerebbe un’oasi, un centro di spiritualità, un’oasi di preghiera, diventerebbe un frammento di Paradiso.

Perché ci sono io? No… no, non siamo così banali, non perché ci sono io, non perché io sono bravo, capace o brillante, no, no, no. Perché Gesù verrebbe messo al Suo posto. Quale? Quello del Re, quello del Maestro, e tutti noi ad amarLo e ad adorarLo… allora Gesù, Gesù insieme alla Vergine Maria, farebbero dei miracoli incredibili, quella Parrocchia diventerebbe…

E voi direte: «Beh, Padre Giorgio, Lei è un po’ presuntuoso, come fa ad essere sicuro che andrebbe a finire così?»

Basta vedere la vita di San Giovanni Maria Vianney, e basta vedere cosa è diventata Ars, quando lui è andato là.

Voi direte: «Eh, ma San Giovanni Maria Vianney è San Giovanni Maria Vianney…»

Vero, ma San Giovanni Maria Vianney non è nato San Giovanni  Maria Vianney. San Giovanni Maria Vianney è diventato San Giovanni Maria Vianney, grazie a che cosa? A Gesù Eucarestia.

Così funziona, cari miei, così funziona.

Io su questo sarei pronto a scommettere tutto quello che possiedo, tutto, a partire dalla mia vita. Sono certo che andrebbe così, anzi, sono sicuro che, in capo a tre anni, succederebbero cose ancora più belle di quelle che io possa immaginare e descrivervi oggi.

Ecco perché dico “la peggiore Parrocchia del mondo”, la più disastrata, la più conciata, la più orrenda, perché lì Gesù avrebbe la libertà assoluta di potersi manifestare in tutta la Sua grandezza, cioè potrebbe dire: «Umanamente è un disastro, allora Io posso manifestare tutta la Mia potenza divina».

Sarebbe come dirGli: «Signore, non abbiamo pescato niente, ma sulla Tua Parola, getterò la rete».

Queste cose succedono… queste cose succedono…

Lui scrive: “È il privilegio unico della nostra vocazione…

Pensate all’Isola di Molokai…

Cosa ha fatto quel santo Sacerdote, di cui adesso mi sfugge il nome?

Cosa ha fatto quel santo Sacerdote, di cui vi ho già parlato tempo fa?

È arrivato lui, ha messo Gesù Eucarestia, quel luogo è diventato un luogo di Paradiso, un Paradiso in terra.

Prima tutti ammazzavano per non andare là, dopo tutti volevano andare là, tutti all’Isola di Molokai, perché lì poi avvenivano i miracoli; tra le altre cose, poi avvenivano anche i miracoli.

Eh… certo: metti Gesù Eucarestia al centro, poi vedi cosa succede, altro che miracoli!

E’ il privilegio unico della nostra vocazione…”

Io andrei avanti a parlarvi di queste cose, non per ore, per anni, per anni!  Vi parlerei di queste cose, senza mangiare e senza dormire, perché sono cose talmente vere, talmente belle, è talmente entusiasmante sapere che è esistito un San Pier Giuliano Eymard, che ha saputo fare delle cose così stupende, che ha saputo fare dell’Eucarestia il centro della sua vita, che uno dice: «Vabbè… di cos’altro dobbiamo parlare?»

E’ il privilegio unico della nostra vocazione (eucaristica) esporre Nostro Signore e metterlo nell’esercizio solenne del suo ufficio di mediatore. Infatti se Egli è sul suo trono, è perchè noi siamo ai suoi piedi”.

Appunto, ve l’ho già detto, perché la Chiesa non permetterebbe di fare esposizione eucaristica perpetua se non ci fossero adoratori.

“Noi gli siamo necessari perchè possa manifestarsi nella sua esposizione; noi svincoliamo la sua potenza”.

La nostra presenza è fondamentale, perché Lui possa manifestarsi, perché Lui possa manifestare la Sua potenza. È quello che vi ho detto poc’anzi. Vedete?

“E che fa Egli su questo trono?”

Questa è la domanda che ci lasciamo per domani.

Cosa fa Egli su questo trono?

E domani ascolteremo la risposta.

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.

Amen.

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.

Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!

 

VANGELO (Mt 5, 43-48)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».