{"id":1179,"date":"2015-11-22T15:22:22","date_gmt":"2015-11-22T14:22:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.veritatemincaritate.com\/?p=1179"},"modified":"2021-08-17T20:00:58","modified_gmt":"2021-08-17T18:00:58","slug":"lorigine-della-solennita-di-cristo-re","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.veritatemincaritate.com\/wp\/2015\/11\/lorigine-della-solennita-di-cristo-re\/","title":{"rendered":"Omelia: L&#8217;origine della solennit\u00e0 di Cristo Re"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\" id=\"wpb-content-root\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Omelia sulle letture del giorno<\/h3>\n<p>Pubblichiamo l\u2019audio di un\u2019omelia sulle letture\u00a0di domenica 22\u00a0novembre 2015 (S. Messa del giorno).<\/p>\n<p>Predicatore:\u00a0p. Giorgio Maria Far\u00e9, OCD[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h4>Ascolta la registrazione:<\/h4>\n<p>Per motivi di intenso traffico non ci \u00e8 possibile rendere disponibile l&#8217;ascolto dei file audio direttamente dal nostro sito. Se hai dubbi su come fare, vai alle <a href=\"http:\/\/www.veritatemincaritate.com\/chi-siamo\/istruzioni-per-lascolto-delle-registrazioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">istruzioni per l&#8217;ascolto delle registrazioni<\/a>.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<style type=\"text\/css\">.thegem-button-6adb1a4ac3cbe1515 .gem-button {font-size: 14px;}.thegem-button-6adb1a4ac3cbe1515 .gem-button-text {font-size: 14px;}.thegem-button-6adb1a4ac3cbe1515 .gem-button svg {fill: #FFFFFF;}<\/style><div class=\"gem-button-container gem-button-position-inline thegem-button-6adb1a4ac3cbe1515    \"  ><a class=\"gem-button gem-button-size-small gem-button-style-flat gem-button-text-weight-normal\" data-ll-effect=\"drop-right-without-wrap\" style=\"border-radius: 3px;background-color: #FF5C00;color: #FFFFFF;\" onmouseleave=\"this.style.backgroundColor='#FF5C00';this.style.color='#FFFFFF';\" onmouseenter=\"\" href=\"https:\/\/www.dropbox.com\/s\/eyqfx9bjdm4tfjb\/151122-Omelia-CristoRe_Messico.m4a?dl=1\" target=\"_self\">Scarica la registrazione<\/a><\/div> [\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<style type=\"text\/css\">.thegem-button-6adb1a4ac3edc6259 .gem-button {font-size: 14px;}.thegem-button-6adb1a4ac3edc6259 .gem-button-text {font-size: 14px;}.thegem-button-6adb1a4ac3edc6259 .gem-button svg {fill: #FFFFFF;}<\/style><div class=\"gem-button-container gem-button-position-inline thegem-button-6adb1a4ac3edc6259    \"  ><a class=\"gem-button gem-button-size-small gem-button-style-flat gem-button-text-weight-normal\" data-ll-effect=\"drop-right-without-wrap\" style=\"border-radius: 3px;background-color: #FF5C00;color: #FFFFFF;\" onmouseleave=\"this.style.backgroundColor='#FF5C00';this.style.color='#FFFFFF';\" onmouseenter=\"\" href=\"https:\/\/www.dropbox.com\/s\/eyqfx9bjdm4tfjb\/151122-Omelia-CristoRe_Messico.m4a?dl=0\" target=\"_self\">Ascolta la registrazione<\/a><\/div> [\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator color=&#8221;orange&#8221;][\/vc_column][vc_column][vc_tta_accordion shape=&#8221;square&#8221; gap=&#8221;2&#8243; c_icon=&#8221;triangle&#8221; active_section=&#8221;0&#8243; no_fill=&#8221;true&#8221; collapsible_all=&#8221;true&#8221; title=&#8221;Approfondimenti&#8221;][vc_tta_section title=&#8221;L&#8217;origine della solennit\u00e0 di Cristo Re&#8221; tab_id=&#8221;1448206673839-688c5bff-5e55&#8243;][vc_column_text]La storia della festa pu\u00f2 essere fatta risalire al 1899, quando papa Leone XIII stabil\u00ec l&#8217;11 maggio la consacrazione universale degli uomini al Sacro Cuore di Ges\u00f9. Nello stesso anno il gesuita italiano Sanna Solaro scrisse a tutti i vescovi italiani perch\u00e9 sottoscrivessero una petizione per chiedere l&#8217;istituzione di una festa liturgica. Quarantanove vescovi aderirono alla petizione.<\/p>\n<p>Sotto il pontificato di S. Pio X l&#8217;Episcopato Messicano richiese il permesso di adornare l&#8217;immagine del Sacro Cuore di Ges\u00f9 con i simboli della regalit\u00e0: corona e scettro. Il 6 gennaio 1914, Epifania del Signore, in tutta la Repubblica messicana venivano aggiunti questi simboli alle immagini\u00a0e alle statue\u00a0del Sacro Cuore. Alle ore 11\u00a0undici dello stesso giorno, nel santuario di Nostra Signora di Guadalupe si cantarono\u00a0a voce unanime il Credo\u00a0e la Salve Regina e poi fu letta la dedica della nazione Sacro Cuore di Ges\u00f9. Un coro di\u00a0200.000 persone rispose:&#8221;Viva Cristo Re&#8221; e scoppiarono\u00a0applausi e grida di giubilo.<\/p>\n<p>Una nuova supplica fu presentata a papa Pio XI dopo il Congresso eucaristico internazionale di Roma, nei primi mesi del suo pontificato, sottoscritta da 69 prelati. Nel 1923 fu presentata una terza supplica, con la firma di 340 fra cardinali, arcivescovi, vescovi e superiori generali. Nella supplica si chiedeva: \u00abPer riparare gli oltraggi fatti a Ges\u00f9 Cristo dall&#8217;ateismo ufficiale, la Santa Chiesa si degni stabilire una festa liturgica che, sotto un titolo da essa definito, proclami solennemente i sovrani diritti della persona regale di Ges\u00f9 Cristo, che vive nell&#8217;Eucaristia e regna, col Suo Sacro Cuore, nella societ\u00e0\u00bb. La domanda fu sostenuta da duecento ordini e congregazioni religiose, dodici universit\u00e0 cattoliche e da petizioni firmate da centinaia di migliaia di fedeli in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Finalmente papa Pio XI stabil\u00ec la festa con l&#8217;enciclica Quas Primas dell&#8217;11 dicembre 1925.<\/p>\n<p><style type=\"text\/css\">.thegem-button-6adb1a4ac40f06711 .gem-button {font-size: 14px;}.thegem-button-6adb1a4ac40f06711 .gem-button-text {font-size: 14px;}.thegem-button-6adb1a4ac40f06711 .gem-button svg {fill: #FFFFFF;}<\/style><div class=\"gem-button-container gem-button-position-inline thegem-button-6adb1a4ac40f06711    \"  ><a class=\"gem-button gem-button-size-small gem-button-style-flat gem-button-text-weight-normal\" data-ll-effect=\"drop-right-without-wrap\" style=\"border-radius: 3px;background-color: #FF5C00;color: #FFFFFF;\" onmouseleave=\"this.style.backgroundColor='#FF5C00';this.style.color='#FFFFFF';\" onmouseenter=\"\" href=\"\" target=\"_self\" role=\"button\">Leggi il testo integrale dell&#039;Enciclica Quas primas<\/a><\/div> [\/vc_column_text][vc_separator][vc_column_text]<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Ora, se comandiamo che Cristo Re venga venerato da tutti i cattolici del mondo, con ci\u00f2 Noi provvederemo alle necessit\u00e0 dei tempi presenti, apportando un rimedio efficacissimo a quella peste che pervade l&#8217;umana societ\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><i><\/i><span style=\"font-size: medium;\"><strong>La peste della et\u00e0 nostra \u00e8 il cos\u00ec detto laicismo coi suoi errori e i suoi empi incentivi<\/strong>; e voi sapete, o Venerabili Fratelli, che tale empiet\u00e0 non matur\u00f2 in un solo giorno ma da gran tempo covava nelle viscere della societ\u00e0. <strong>Infatti si cominci\u00f2 a negare l&#8217;impero di Cristo su tutte le genti; si neg\u00f2 alla Chiesa il diritto \u2014 che scaturisce dal diritto di Ges\u00f9 Cristo \u2014 di ammaestrare, cio\u00e8, le genti, di far leggi, di governare i popoli per condurli alla eterna felicit\u00e0. E a poco a poco la religione cristiana fu uguagliata con altre religioni false e indecorosamente abbassata al livello di queste; quindi la si sottomise al potere civile e fu lasciata quasi all&#8217;arbitrio dei principi e dei magistrati. Si and\u00f2 pi\u00f9 innanzi ancora: vi furono di quelli che pensarono di sostituire alla religione di Cristo un certo sentimento religioso naturale. N\u00e9 mancarono Stati i quali opinarono di poter fare a meno di Dio, riposero la loro religione nell&#8217;irreligione e nel disprezzo di Dio stesso.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">I pessimi frutti, che questo allontanamento da Cristo da parte degli individui e delle nazioni produsse tanto frequentemente e tanto a lungo, Noi lamentammo nella Enciclica <i><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/pius-xi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-xi_enc_19221223_ubi-arcano-dei-consilio.html\">Ubi arcano Dei<\/a><\/i> e anche oggi lamentiamo: i semi cio\u00e8 della discordia sparsi dappertutto; accesi quegli odii e quelle rivalit\u00e0 tra i popoli, che tanto indugio ancora frappongono al ristabilimento della pace; l\u2019intemperanza delle passioni che cos\u00ec spesso si nascondono sotto le apparenze del pubblico bene e dell\u2019amor patrio; le discordie civili che ne derivarono, insieme a quel cieco e smoderato egoismo s\u00ec largamente diffuso, il quale, tendendo solo al bene privato ed al proprio comodo, tutto misura alla stregua di questo; la pace domestica profondamente turbata dalla dimenticanza e dalla trascuratezza dei doveri familiari; l\u2019unione e la stabilit\u00e0 delle famiglie infrante, infine la stessa societ\u00e0 scossa e spinta verso la rovina.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\">Ci sorregge tuttavia la buona speranza che l\u2019annuale festa di Cristo Re, che verr\u00e0 in seguito celebrata, spinga la societ\u00e0, com\u2019\u00e8 nel desiderio di tutti, a far ritorno all\u2019amatissimo nostro Salvatore. Accelerare e affrettare questo ritorno con l\u2019azione e con l\u2019opera loro sarebbe dovere dei Cattolici, dei quali, invero, molti sembra non abbiano nella civile convivenza quel posto n\u00e9 quell\u2019autorit\u00e0, che s\u2019addice a coloro che portano innanzi a s\u00e9 la fiaccola della verit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Tale stato di cose va forse attribuito all\u2019apatia o alla timidezza dei buoni, i quali si astengono dalla lotta o resistono fiaccamente; da ci\u00f2 i nemici della Chiesa traggono maggiore temerit\u00e0 e audacia.<\/strong> Ma quando i fedeli tutti comprendano che debbono militare con coraggio e sempre sotto le insegne di Cristo Re, con ardore apostolico si studieranno di ricondurre a Dio i ribelli e gl\u2019ignoranti, e si sforzeranno di mantenere inviolati i diritti di Dio stesso.&#8221; (Pio XI, Quas primas)<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Le apparizioni della Madonna di Guadalupe&#8221; tab_id=&#8221;1448204157442-7aedc6ca-c89d&#8221;][vc_column_text]<img class=\"alignnone size-medium wp-image-1186\" src=\"https:\/\/www.veritatemincaritate.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Madonna_di_Guadalupe__Citta_del_Messico_large_c_copyright_Laura_Stagno-179x300.jpg\" alt=\"Madonna_di_Guadalupe__Citta_del_Messico_large_(c)_copyright_Laura_Stagno\" width=\"179\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.veritatemincaritate.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Madonna_di_Guadalupe__Citta_del_Messico_large_c_copyright_Laura_Stagno-179x300.jpg 179w, https:\/\/www.veritatemincaritate.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Madonna_di_Guadalupe__Citta_del_Messico_large_c_copyright_Laura_Stagno-610x1024.jpg 610w, https:\/\/www.veritatemincaritate.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Madonna_di_Guadalupe__Citta_del_Messico_large_c_copyright_Laura_Stagno.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 179px) 100vw, 179px\" \/><\/p>\n<p>Tra il 9 e il 12 dicembre 1531, sulla collina del Tepeyac a nord di Citt\u00e0 del Messico, la Madonna apparse\u00a0pi\u00f9 volte a Juan Diego Cuauhtlatoatzin, un azteco convertito al cristianesimo. Il nome Guadalupe fu\u00a0dettato dalla Vergine stessa a Juan Diego: alcuni hanno ipotizzato che sia la trascrizione in spagnolo dell&#8217;espressione azteca Coatlaxopeuh, &#8220;colei che schiaccia il serpente&#8221; (cfr. Genesi 3,14-15), oltre che il riferimento al Real Monasterio de Nuestra Se\u00f1ora de Guadalupe fondato da re Alfonso XI di Castiglia nel comune spagnolo di Guadalupe nel 1340.<\/p>\n<p>Secondo il racconto delle apparizioni, espresso in n\u00e1huatl nel testo conosciuto come Nican Mopohua, Juan Diego vide per la prima volta la Madonna la mattina del 9 dicembre 1531, sulla collina del Tepeyac vicino a Citt\u00e0 del Messico. Ella gli chiese di far erigere un tempio in suo onore ai piedi del colle: Juan Diego corse a riferire il fatto al vescovo Juan de Zumarr\u00e1ga, ma questi non gli credette. La sera, ripassando sul colle, Juan Diego vide per la seconda volta Maria, che gli ordin\u00f2 di tornare dal vescovo l&#8217;indomani. Il vescovo lo ascolt\u00f2 di nuovo e gli chiese un segno che provasse la veridicit\u00e0 del suo racconto.<\/p>\n<p>Juan Diego torn\u00f2 quindi sul Tepeyac dove vide per la terza volta Maria, la quale gli promise un segno per l&#8217;indomani. Il giorno dopo, per\u00f2, Juan Diego non pot\u00e9 recarsi sul luogo delle apparizioni in quanto dovette assistere un suo zio, gravemente malato. La mattina dopo, 12 dicembre, lo zio appariva moribondo e Juan Diego usc\u00ec in cerca di un sacerdote che lo confessasse. Ma Maria gli apparse ugualmente, per la quarta e ultima volta, lungo la strada: gli disse che suo zio era gi\u00e0 guarito e lo invit\u00f2 a salire di nuovo sul colle a cogliere dei fiori. Qui Juan Diego trov\u00f2 il segno promesso: dei bellissimi fiori di Castiglia, sbocciati fuori stagione in una desolata pietraia. Egli ne raccolse un mazzo nel proprio mantello e and\u00f2 a portarli al vescovo.<\/p>\n<p>Di fronte al vescovo e ad altre sette persone presenti, Juan Diego apr\u00ec il mantello per mostrare i fiori: ed ecco, all\u2019istante sulla tilma si impresse e si rese manifesta alla vista di tutti l&#8217;immagine della S. Vergine Maria. Di fronte a tale prodigio, il vescovo cadde in ginocchio, e con lui tutti i presenti. La mattina dopo Juan Diego accompagn\u00f2 il presule al Tepeyac, per indicargli il luogo in cui la Madonna aveva chiesto Le fosse innalzato un tempio e l&#8217;immagine venne subito collocata nella cattedrale.<\/p>\n<p>A causa della sua origine miracolosa, l&#8217;immagine della Madonna di Guadalupe \u00e8 oggetto di devozione paragonabile a quella rivolta alla Sindone. La sua fama si sparse rapidamente anche al di fuori del Messico: nel 1571 l&#8217;ammiraglio Gianandrea Doria ne possedeva una copia, dono del re Filippo II di Spagna, che port\u00f2 con s\u00e9 sulla propria nave nella battaglia di Lepanto. Negli anni venti del XX secolo i Cristeros, cattolici messicani che si erano ribellati al governo anticlericale, portavano in battaglia l&#8217;immagine della Virgen morenita sulle proprie bandiere.<\/p>\n<p>Il mantello \u00e8 del tipo chiamato tilma: si tratta di due teli di ayate (fibra d&#8217;agave) cuciti insieme. L&#8217;immagine di Maria \u00e8 di grandezza lievemente inferiore al naturale, alta 143 cm. Le sue fattezze sono quelle di una giovane meticcia: la carnagione \u00e8 scura. Maria \u00e8 circondata dai raggi del sole e ha la luna sotto i piedi; indossa una cintura di colore viola che, tra gli aztechi, indicava lo stato di gravidanza; sotto la luna vi \u00e8 un angelo dalle ali colorate di bianco, rosso e verde (i colori dell&#8217;attuale bandiera messicana), che sorregge la Vergine.<\/p>\n<p>La disposizione delle stelle sul manto non sembra casuale ma rispecchierebbe quelle che in cielo, da Citt\u00e0 del Messico, era possibile vedere nel dicembre 1531.<\/p>\n<p>Alcuni autori, che hanno eseguito degli studi scientifici sul mantello, sostengono che effettivamente l&#8217;immagine non sarebbe dipinta, ma acheropita (non realizzata da mano umana); essa presenterebbe inoltre caratteristiche particolari difficili da spiegare naturalmente.<\/p>\n<p>A memoria dell&#8217;apparizione, sul luogo fu subito eretta una cappella, sostituita dapprima nel 1557 da un&#8217;altra cappella pi\u00f9 grande, e poi da un vero e proprio santuario consacrato nel 1622. Infine nel 1976 \u00e8 stata inaugurata l&#8217;attuale Basilica di Nostra Signora di Guadalupe.<\/p>\n<p>Nel santuario \u00e8 conservato il mantello (tilm\u00e0tli) di Juan Diego, sul quale \u00e8 raffigurata l&#8217;immagine di Maria, ritratta come una giovane indiana: per la sua pelle scura ella \u00e8 chiamata dai fedeli Virgen morenita (&#8220;Vergine meticcia&#8221;). Nel 1921 Luciano P\u00e8rez, un attentatore inviato dal governo, nascose una bomba in un mazzo di fiori posti ai piedi dell&#8217;altare; l&#8217;esplosione danneggi\u00f2 la basilica, ma il mantello e il vetro che lo proteggeva rimasero intatti.<\/p>\n<p>L&#8217;apparizione di Guadalupe \u00e8 stata riconosciuta dalla Chiesa cattolica e Juan Diego \u00e8 stato proclamato santo da Papa Giovanni Paolo II il 31 luglio 2002.<\/p>\n<p>La Madonna di Guadalupe \u00e8 venerata dai cattolici come patrona e regina di tutti i popoli di lingua spagnola e del continente americano in particolare, ridando vigore al culto di Nostra Signora del comune spagnolo di Guadalupe del XIV secolo. La sua festa si celebra il 12 dicembre, giorno dell&#8217;ultima apparizione.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;L&#8217;epopea dei Cristeros&#8221; tab_id=&#8221;1448204157603-8abfdc6b-1e25&#8243;][vc_column_text]<em>di Mario Iannaccone<\/em><\/p>\n<p>Nel silenzio internazionale, tra il 1925 e il 1929, il Messico visse una tragedia senza precedenti. Il governo della Repubblica, retto da un piccolo gruppo di potere chiamato gli uomini di Sonora provenienti dal nord massonico e protestante, decideva di inasprire le leggi antireligiose, che gi\u00e0 colpivano i cattolici, con provvedimenti che resero impossibile ogni manifestazione religiosa. Era gi\u00e0 accaduto nel 1874 e in altri momenti della storia messicana, poi il trentennale dominio di Porfirio D\u00edaz, convertitosi dopo la morte della moglie, aveva calmato gli animi.<\/p>\n<p>Caduto D\u00edaz era scoppiata la Rivoluzione, dominata da elementi giacobini e radicali, durante la quale, nel 1917, fu approvata una costituzione ferocemente antireligiosa. L\u2019occasione di applicarla in tutta la sua radicalit\u00e0 arriv\u00f2 con Plutarco Elia Calles che, con la Ley Calles del 1925, ne impose l\u2019applicazione rigorosa in tutta la Federazione. La Chiesa perse ogni autonomia giuridica, fu accusata d\u2019essere retrograda e responsabile di tenere il popolo nell\u2019ignoranza dei propri diritti. Mai menzogna fu pi\u00f9 palese giacch\u00e9 i sindacati cattolici erano i pi\u00f9 attivi del Paese; il vivace laicato cattolico messicano aveva elaborato ambiziosi programmi di sviluppo delle classi meno abbienti, ispirandosi a un modello economico e associativo che proveniva dal cristianesimo sociale tedesco e dalla Rerum Novarum. Associazioni di mutuo soccorso, leghe, patronati, associazioni giovanili come l\u2019Acjm, l\u2019Up, con milioni di aderenti, aiutati da un\u2019attiva Conferenza episcopale, organizzavano cooperative per aiutare i pi\u00f9 bisognosi, istituivano scuole, centri di apprendistato. I sindacati cattolici miglioravano la condizione dei lavoratori distribuendo terre e istituendo banchi di mutuo soccorso. Tutto ci\u00f2 infastidiva il terribile Crom, il sindacato di estrema sinistra retto da Luis Morones. Costui fu tra i pi\u00f9 accesi sostenitori di quella Ley Calles che imped\u00ec la vita religiosa e comport\u00f2 l\u2019espulsione del clero, la cancellazione d\u2019ogni cerimonia o rito, la confisca di tutte le istituzioni cattoliche (chiese, conventi, seminari, scuole, istituti di carit\u00e0).<\/p>\n<p>Dal 1\u00b0 agosto 1925 la Chiesa spar\u00ec dalla vita del religiosissimo popolo messicano. A quel punto si verific\u00f2 ci\u00f2 che nessuno aveva previsto: centinaia di migliaia di persone, appartenenti a tutti gli strati popolari, male armati, si diedero alla macchia in un\u2019insurrezione spontanea. La gran parte dei vescovi, temendo un bagno di sangue, grid\u00f2 alla moderazione. Ma cinque fra loro, provenienti dalle zone pi\u00f9 colpite dai provvedimenti di Calles, non s\u2019opposero: se Cesare diventa un tiranno, il popolo ha diritto di difendere la propria libert\u00e0, la propria anima. I generali dell\u2019Esercito Federale pensavano di sconfiggere in breve tempo quegli insorti inesperti e male organizzati. Tuttavia, l\u2019organizzazione si consolid\u00f2 in pochi mesi, anche perch\u00e9 sostenuta da gran parte della societ\u00e0 civile. Cos\u00ec nacque la \u00abCristiada\u00bb, l\u2019insurrezione di Cristo Re che coinvolse milioni di persone, costrinse i papi ad intervenire con tre encicliche, preoccup\u00f2 le cancellerie di mezzo mondo. Interi Stati della zona centrale della Federazione caddero sotto il controllo di un esercito Cristero sempre pi\u00f9 potente, organizzato e favorito dalla popolazione. La reazione dello Stato fu rabbiosa: massacri indiscriminati, campi di concentramento, impiccagioni di massa. I Cristeros erano in gran parte contadini ma vi erano anche cittadini: impiegati, funzionari, avvocati, studenti. La loro rete era sostenuta, talvolta affiancata, anche da una resistenza pacifica cittadina (il cui martire fu san Miguel Pro) che ricorreva ai boicottaggi, all\u2019informazione, e cercava di far continuare la vita sacramentale nel nascondimento, come nell\u2019Inghilterra anglicana o nella Russia sovietica. Migliaia di donne inquadrate nelle Brigate di Santa Giovanna d\u2019Arco, sfidando ogni pericolo, procuravano le munizioni ai Cristeros, i quali arrivarono ad essere, agli inizi del 1929, quasi 50.000, in gran parte sottoposti alla disciplina di un esercito regolare. Pregavano, organizzavano messe da campo, non trascuravano il lavoro della terra o l\u2019educazione dei figli. Intere comunit\u00e0 vissero per tre anni sulle falde dei vulcani di Colima, a Jalisco e Michoac\u00e1n, dove si cre\u00f2 un contro-Stato perfettamente organizzato, grazie a personalit\u00e0 come il beato Miguel Gomez Loza.<\/p>\n<p>Due generali spiccarono fra tutti: Gorostieta e Degollado. I soldati erano eroici, pronti al martirio per \u00abconquistarsi il Paradiso\u00bb \u2013 come dicevano \u2013 se il prezzo della sconfitta era l\u2019estirpazione del cristianesimo dal Messico. Nonostante l\u2019appoggio logistico degli Usa che consentiva ai federali di non cedere, i Cristeros restarono saldi, e ad ogni sconfitta si moltiplicavano tenendo in scacco il nemico. Per anni il Messico rest\u00f2 diviso fra zone Cristero e zone controllate dai Federali; l\u2019economia collass\u00f2, i morti furono decine di migliaia: 300.000 contando le vittime di malattie, fame, campi di concentramento. Non furono le armi a sconfiggere i Cristeros ma la diplomazia internazionale con gli Arreglos del 1929. La \u00abCristiada\u00bb stava procurando troppi lutti, la guerra rischiava di durare, occorreva un cessate il fuoco. Il vescovo Pascual D\u00edaz, che avrebbe pagato con l\u2019incomprensione la sua posizione moderata, riusc\u00ec a far firmare gli accordi senza immaginare che per 10 anni il governo li avrebbe traditi. Quando deposero le armi, i Cristeros furono uccisi a migliaia dai nemici, per vendetta. Il primo a raccontare con equilibrio questa storia dopo decenni d\u2019oblio \u00e8 stato lo storico francese Jean Meyer. Partito da posizioni ostili, egli ha cambiato il suo giudizio sui Cristeros sino ad arrivare, addirittura, alla conversione. L\u2019epopea della \u00abCristiada\u00bb, cos\u00ec poco conosciuta, con le sue decine di martiri canonizzati, innumerevoli eroi sconosciuti, e un esercito vincente che depose le armi su richiesta dei propri vescovi, \u00e8 rubricata nei libri, incredibilmente, come un &#8220;episodio minore&#8221; della storia.<\/p>\n<p>(Fonte: Avvenire, 25 giugno 2013)[\/vc_column_text][vc_separator color=&#8221;orange&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h2>Bibliografia essenziale sulla vicenda dei &#8220;Cristeros&#8221;<\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]Autore:\u00a0Luigi Ziliani<\/p>\n<h3>Titolo: CRISTIADA &#8211;\u00a0MESSICO MARTIRE<\/h3>\n<p>Editore: Amicizia Cristiana<\/p>\n<p>ISBN-978-88-89757-45-1<\/p>\n<p>Pagg. 216 &#8211; \u20ac 15,00<\/p>\n<p>&#8220;La storia della Chiesa in Messico rappresenta un esempio di coraggio e resistenza, sottomessa a una violenta ostilit\u00e0 dal 1911 al 1940. Fu cos\u00ec aspra che Pio XI la paragon\u00f2 a quella dei primi secoli cristiani.<br \/>\nLe forze liberali e massoniche trionfatrici nel 1917, erano nelle mani di uomini visceralmente nemici della Chiesa, che operarono nel tentativo di cancellare per sempre l&#8217;uomo cattolico messicano. Una cos\u00ec forte intolleranza era dovuta al carattere popolare del Cattolicesimo messicano, la cui diffusione fra la gente era cos\u00ec incomoda da dover essere soppressa con la forza. All&#8217;inizio, poich\u00e9 era impossibile realizzarlo con le armi, si cerc\u00f2 di farlo con le leggi. Ma quando si dimostrarono inefficaci, si torn\u00f2 ai plotoni di esecuzione.<br \/>\nNessuno dei Martiri fu sottomesso a un processo legale; nessuno fu condannato per crimini accertati dalla legge. Come in ogni persecuzione, il motivo della condanna fu la semplice appartenenza esplicitamente professata a Ges\u00f9 Cristo, confessato senza ambiguit\u00e0 con quel grido ripetuto mille volte da quei martiri prima di morire: Viva Cristo Re! Viva la Vergine di Guadalupe!<br \/>\nIl &#8220;basso popolo cristiano&#8221;, secondo l&#8217;espressione usata dai massoni e dai liberali riformisti di allora, rimase fedele alla sua fede nonostante le ostilit\u00e0 della massoneria infiltrata nella borghesia economica e intellettuale.<br \/>\nMolti sacerdoti morirono mentre si recavano a celebrare la messa (nonostante la proibizione di farlo), alcuni con le specie consacrate in bocca, per difenderle dalla profanazione.&#8221;<\/p>\n<p>(dalla quarta di copertina del libro)[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;1192&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_separator color=&#8221;orange&#8221;][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]Autore: Pio XI<\/p>\n<h3>Titolo: ENCICLICHE SULLE PERSECUZIONI IN MESSICO 1926-1937<\/h3>\n<p>Editore: Amicizia Cristiana<\/p>\n<p>ISBN-978-88-89757-46-8<br \/>\nPag. 80 &#8211; \u20ac 7,00<\/p>\n<p>&#8220;Dopo la promulgazione della Costituzione di Quer\u00e9taro del 6 gennaio 1926 \u2014 che conteneva disposizioni miranti al totale annullamento della presenza della Chiesa nella societ\u00e0 messicana \u2014 Pio XI intervenne ufficialmente con l\u2019epistola apostolica Paterna sane (2 febbraio 1926) rivolta all\u2019episcopato messicano. Esprimendo una crescente preoccupazione, cercava di indicare alla Chiesa locale direttive concrete di resistenza.<br \/>\nMa una nuova legge del 14 giugno dello stesso anno (legge Calles), veniva proibita ogni manifestazione religiosa e ogni abito ecclesiastico fuori dalle chiese, si concedeva il permesso di svolgere funzioni di culto solo a un ristretto numero di sacerdoti indicati dallo Stato. A questa ennesima provocazione la Chiesa rispose sfidando apertamente il governo con lo sciopero del culto pubblico. Il Papa approv\u00f2 la decisione dei vescovi, confermando l\u2019appoggio alla Chiesa messicana con un solenne atto ufficiale: l\u2019enciclica del 18 novembre, Iniquis afflictisque, ora rivolta a tutta la Chiesa. Il documento ripercorre la storia della persecuzione e addita al mondo l\u2019esempio di fedelt\u00e0 del popolo messicano, in modo particolare dei sacerdoti e dei laici.<br \/>\nNel settembre del 1932 Pio XI intervenne nuovamente sulla questione messicana con l\u2019enciclica Acerba animi magnitudo, con la quale ripercorre le tappe della storia di quegli anni, invitando i cattolici a una nuova resistenza.<br \/>\nNel 1937, con l\u2019ultima enciclica dedicata al Messico, Firmissimam constantiam, Pio XI riconosceva addirittura, in particolari circostanze, la legittimit\u00e0 di una resistenza armata contro un potere dispotico e oppressivo.&#8221;<\/p>\n<p>(dalla quarta di copertina del libro)[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;1188&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_separator color=&#8221;orange&#8221;][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Film: CRISTIADA<\/h3>\n<p>Titolo originale: For Greater Glory &#8211; The true story of Cristiada<br \/>\nPaese di produzione: Messico<br \/>\nAnno: 2012<br \/>\nDurata: 143 min<br \/>\nRegia: Dean Wright<br \/>\nDistribuzione (Italia) Dominus Production s.r.l.<\/p>\n<h3>Trama<\/h3>\n<p>Il film \u00e8 aperto dai titoli che descrivono gli articoli anticlericali presenti nella Costituzione del Messico del 1917. Quando il neoeletto presidente messicano, Plutarco El\u00edas Calles (Rub\u00e9n Blades), avvia una violenta e implacabile repressione contro la fede cattolica, nel paese scoppia una guerra civile (indicata successivamente come guerra Cristera). Le chiese sono date alle fiamme, si verificano omicidi di preti e contadini, i cui corpi vengono poi appesi ai pali del telegrafo quale monito.<\/p>\n<p>La storia si sposta allora su Padre Christopher (Peter O&#8217;Toole), prete cattolico spietatamente ucciso dai Federales. Il tredicenne Jos\u00e9 Luis Sanchez (Mauricio Kuri), testimone del delitto, si unisce ai ribelli, i Cristeros, guidati dal generale in pensione Enrique Gorostieta Velarde (Andy Garcia), ateo, che prende il ragazzo come suo protetto. Catturato durante uno scontro con i Federales, Jos\u00e9 \u00e8 sottoposto a tortura. Il ragazzo, per\u00f2, non rinuncia alla sua fede e per questo \u00e8 messo a morte. L&#8217;anno seguente anche il generale Gorostieta muore in battaglia, nello stato di Jalisco.<\/p>\n<p>Nel 1929, accordi tra le due fazioni pongono fine ai combattimenti e viene ristabilita la libert\u00e0 religiosa. Papa Benedetto XVI ha beatificato Jos\u00e9 nel 2005, con altri dodici martiri tra i Cristeros.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;1190&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Il Card. Federigo Borromeo e Don Abbondio&#8221; tab_id=&#8221;1448204206692-08f63673-d9e1&#8243;][vc_column_text]&#8221;Terminate le funzioni, don Abbondio, ch\u2019era corso a vedere se Perpetua aveva ben disposto ogni cosa per il desinare, fu chiamato dal cardinale. And\u00f2 subito dal grand\u2019ospite, il quale, lasciatolo venir vicino, &#8211; signor curato, &#8211; cominci\u00f2; e quelle parole furon dette in maniera, da dover capire, ch\u2019erano il principio d\u2019un discorso lungo e serio:<br \/>\n&#8211; signor curato; perch\u00e9 non avete voi unita in matrimonio quella povera Lucia col suo promesso sposo?<br \/>\n\u00abHanno votato il sacco stamattina coloro\u00bb, pens\u00f2 don Abbondio; e rispose borbottando: &#8211; monsignore illustrissimo avr\u00e0 ben sentito parlare degli scompigli che son nati in quell\u2019affare: \u00e8 stata una confusione tale, da non poter, neppure al giorno d\u2019oggi, vederci chiaro: come anche vossignoria illustrissima pu\u00f2 argomentare da questo, che la giovine \u00e8 qui, dopo tanti accidenti, come per miracolo; e il giovine, dopo altri accidenti, non si sa dove sia.<br \/>\n&#8211; Domando, &#8211; riprese il cardinale, &#8211; se \u00e8 vero che, prima di tutti codesti casi, abbiate rifiutato di celebrare il matrimonio, quando n\u2019eravate richiesto, nel giorno fissato; e il perch\u00e9.<br \/>\n&#8211; Veramente&#8230; se vossignoria illustrissima sapesse&#8230; che intimazioni&#8230; che comandi terribili ho avuti di non parlare&#8230; &#8211; E rest\u00f2 l\u00ec senza concludere, in un cert\u2019atto, da far rispettosamente intendere che sarebbe indiscrezione il voler saperne di pi\u00f9.<br \/>\n&#8211; Ma! &#8211; disse il cardinale, con voce e con aria grave fuor del consueto: &#8211; \u00e8 il vostro vescovo che, per suo dovere e per vostra giustificazione, vuol saper da voi il perch\u00e9 non abbiate fatto ci\u00f2 che, nella via regolare, era obbligo vostro di fare.<br \/>\n&#8211; Monsignore, &#8211; disse don Abbondio, facendosi piccino piccino, &#8211; non ho gi\u00e0 voluto dire&#8230; Ma m\u2019\u00e8 parso che, essendo cose intralciate, cose vecchie e senza rimedio, fosse inutile di rimestare&#8230; Per\u00f2, per, dico&#8230; so che vossignoria illustrissima non vuol tradire un suo povero parroco. Perch\u00e9 vede bene, monsignore; vossignoria illustrissima non pu\u00f2 esser per tutto; e io resto qui esposto&#8230; Per\u00f2, quando Lei me lo comanda, dir\u00f2, dir\u00f2 tutto.<br \/>\n&#8211; Dite: io non vorrei altro che trovarvi senza colpa.<br \/>\nAllora don Abbondio si mise a raccontare la dolorosa storia; ma tacque il nome principale, e vi sostitu\u00ec: un gran signore; dando cos\u00ec alla prudenza tutto quel poco che si poteva, in una tale stretta.<br \/>\n&#8211; E non avete avuto altro motivo? &#8211; domand\u00f2 il cardinale, quando don Abbondio ebbe finito.<br \/>\n&#8211; Ma forse non mi sono spiegato abbastanza, &#8211; rispose questo: &#8211; sotto pena della vita, m\u2019hanno intimato di non far quel matrimonio.<br \/>\n&#8211; E vi par codesta una ragion bastante, per lasciar d\u2019adempire un dovere preciso?<br \/>\n&#8211; Io ho sempre cercato di farlo, il mio dovere, anche con mio grave incomodo, ma quando si tratta della vita&#8230;<br \/>\n&#8211; E quando vi siete presentato alla Chiesa, &#8211; disse, con accento ancor pi\u00f9 grave, Federigo, &#8211; per addossarvi codesto ministero, v\u2019ha essa fatto sicurt\u00e0 della vita? V\u2019ha detto che i doveri annessi al ministero fossero liberi da ogni ostacolo, immuni da ogni pericolo? O v\u2019ha detto forse che dove cominciasse il pericolo, ivi cesserebbe il dovere? O non v\u2019ha espressamente detto il contrario? Non v\u2019ha avvertito che vi mandava come un agnello tra i lupi? Non sapevate voi che c\u2019eran de\u2019 violenti, a cui potrebbe dispiacere ci\u00f2 che a voi sarebbe comandato? Quello da Cui abbiam la dottrina e l\u2019esempio, ad imitazione di Cui ci lasciam nominare e ci nominiamo pastori, venendo in terra a esercitarne l\u2019ufizio, mise forse per condizione d\u2019aver salva la vita? E per salvarla, per conservarla, dico, qualche giorno di pi\u00f9 sulla terra, a spese della carit\u00e0 e del dovere, c\u2019era bisogno dell\u2019unzione santa, dell\u2019imposizion delle mani, della grazia del sacerdozio? Basta il mondo a dar questa virt\u00f9, a insegnar questa dottrina. Che dico? oh vergogna! il mondo stesso la rifiuta: il mondo fa anch\u2019esso le sue leggi, che prescrivono il male come il bene; ha il suo vangelo anch\u2019esso, un vangelo di superbia e d\u2019odio; e non vuol che si dica che l\u2019amore della vita sia una ragione per trasgredirne i comandamenti. Non lo vuole; ed \u00e8 ubbidito. E noi! noi figli e annunziatori della promessa! Che sarebbe la Chiesa, se codesto vostro linguaggio fosse quello di tutti i vostri confratelli? Dove sarebbe, se fosse comparsa nel mondo con codeste dottrine?<br \/>\nDon Abbondio stava a capo basso: il suo spirito si trovava tra quegli argomenti, come un pulcino negli artigli del falco, che lo tengono sollevato in una regione sconosciuta, in un\u2019aria che non ha mai respirata. Vedendo che qualcosa bisognava rispondere, disse, con una certa sommissione forzata:<br \/>\n&#8211; monsignore illustrissimo, avr\u00f2 torto. Quando la vita non si deve contare, non so cosa mi dire. Ma quando s\u2019ha che fare con certa gente, con gente che ha la forza, e che non vuol sentir ragioni, anche a voler fare il bravo, non saprei cosa ci si potesse guadagnare. \u00c8 un signore quello, con cui non si pu\u00f2 n\u00e9 vincerla n\u00e9 impattarla.<br \/>\n&#8211; E non sapete voi che il soffrire per la giustizia \u00e8 il nostro vincere? E se non sapete questo, che cosa predicate? di che siete maestro? qual \u00e8 la buona nuova che annunziate a\u2019 poveri? Chi pretende da voi che vinciate la forza con la forza? Certo non vi sar\u00e0 domandato, un giorno, se abbiate saputo fare stare a dovere i potenti; che a questo non vi fu dato n\u00e9 missione, n\u00e9 modo. Ma vi sar\u00e0 ben domandato se avrete adoprati i mezzi ch\u2019erano in vostra mano per far ci\u00f2 che v\u2019era prescritto, anche quando avessero la temerit\u00e0 di proibirvelo.<br \/>\n\u00abAnche questi santi son curiosi, &#8211; pensava intanto don Abbondio: &#8211; in sostanza, a spremerne il sugo, gli stanno pi\u00f9 a cuore gli amori di due giovani, che la vita d\u2019un povero sacerdote\u00bb. E, in quant\u2019a lui, si sarebbe volentieri contentato che il discorso finisse l\u00ec; ma vedeva il cardinale, a ogni pausa, restare in atto di chi aspetti una risposta: una confessione, o un\u2019apologia, qualcosa in somma.<br \/>\n&#8211; Torno a dire, monsignore, &#8211; rispose dunque, &#8211; che avr\u00f2 torto io&#8230; Il coraggio, uno non se lo pu\u00f2 dare.<br \/>\n&#8211; E perch\u00e9 dunque, potrei dirvi, vi siete voi impegnato in un ministero che v\u2019impone di stare in guerra con le passioni del secolo? Ma come, vi dir\u00f2 pi\u00f9ttosto, come non pensate che, se in codesto ministero, comunque vi ci siate messo, v\u2019\u00e8 necessario il coraggio, per adempir le vostre obbligazioni, c\u2019\u00e8 Chi ve lo dar\u00e0 infallibilmente, quando glielo chiediate? Credete voi che tutti que\u2019 milioni di martiri avessero naturalmente coraggio? che non facessero naturalmente nessun conto della vita? tanti giovinetti che cominciavano a gustarla, tanti vecchi avvezzi a rammaricarsi che fosse gi\u00e0 vicina a finire, tante donzelle, tante spose, tante madri? Tutti hanno avuto coraggio; perch\u00e9 il coraggio era necessario, ed essi confidavano. Conoscendo la vostra debolezza e i vostri doveri, avete voi pensato a prepararvi ai passi difficili a cui potevate trovarvi, a cui vi siete trovato in effetto? Ah! se per tant\u2019anni d\u2019ufizio pastorale, avete (e come non avreste?) amato il vostro gregge, se avete riposto in esso il vostro cuore, le vostre cure, le vostre delizie, il coraggio non doveva mancarvi al bisogno: l\u2019amore \u00e8 intrepido. Ebbene, se voi gli amavate, quelli che sono affidati alle vostre cure spirituali, quelli che voi chiamate figliuoli; quando vedeste due di loro minacciati insieme con voi, ah certo! come la debolezza della carne v\u2019ha fatto tremar per voi, cos\u00ec la carit\u00e0 v\u2019avr\u00e0 fatto tremar per loro. Vi sarete umiliato di quel primo timore, perch\u00e9 era un effetto della vostra miseria; avrete implorato la forza per vincerlo, per discacciarlo, perch\u00e9 era una tentazione: ma il timor santo e nobile per gli altri, per i vostri figliuoli, quello l\u2019avrete ascoltato, quello non v\u2019avr\u00e0 dato pace, quello v\u2019avr\u00e0 eccitato, costretto, a pensare, a fare ci\u00f2 che si potesse, per riparare al pericolo che lor sovrastava&#8230; Cosa v\u2019ha ispirato il timore, l\u2019amore? Cosa avete fatto per loro? Cosa avete pensato?<br \/>\nE tacque in atto di chi aspetta.<br \/>\nA una siffatta domanda, don Abbondio, che pur s\u2019era ingegnato di risponder qualcosa a delle meno precise, rest\u00f2 l\u00ec senza articolar parola. E, per dir la verit\u00e0, anche noi, con questo manoscritto davanti, con una penna in mano, non avendo da contrastare che con le frasi, n\u00e9 altro da temere che le critiche de\u2019 nostri lettori; anche noi, dico, sentiamo una certa ripugnanza a proseguire: troviamo un non so che di strano in questo mettere in campo, con cos\u00ec poca fatica, tanti bei precetti di fortezza e di carit\u00e0, di premura operosa per gli altri, di sacrifizio illimitato di s\u00e9. Ma pensando che quelle cose erano dette da uno che poi le faceva, tiriamo avanti con coraggio.<br \/>\n&#8211; Voi non rispondete? &#8211; riprese il cardinale. &#8211; Ah, se aveste fatto, dalla parte vostra, ci\u00f2 che la carit\u00e0, ci\u00f2 che il dovere richiedeva; in qualunque maniera poi le cose fossero andate, non vi mancherebbe ora una risposta. Vedete dunque voi stesso cosa avete fatto. Avete ubbidito all\u2019iniquit\u00e0, non curando ci\u00f2 che il dovere vi prescriveva. L\u2019avete ubbidita puntualmente: s\u2019era fatta vedere a voi, per intimarvi il suo desiderio; ma voleva rimanere occulta a chi avrebbe potuto ripararsi da essa, e mettersi in guardia; non voleva che si facesse rumore, voleva il segreto, per maturare a suo bell\u2019agio i suoi disegni d\u2019insidie o di forza; vi comand\u00f2 la trasgressione e il silenzio: voi avete trasgredito, e non parlavate. Domando ora a voi se non avete fatto di pi\u00f9; voi mi direte se \u00e8 vero che abbiate mendicati de\u2019 pretesti al vostro rifiuto, per non rivelarne il motivo -. E stette l\u00ec alquanto, aspettando di nuovo una risposta.<br \/>\n\u00abAnche questa gli hanno rapportata le chiacchierone\u00bb, pensava don Abbondio; ma non dava segno d\u2019aver nulla da dire; onde il cardinale riprese:<br \/>\n&#8211; se \u00e8 vero, che abbiate detto a que\u2019 poverini ci\u00f2 che non era, per tenerli nell\u2019ignoranza, nell\u2019oscurit\u00e0, in cui l\u2019iniquit\u00e0 li voleva&#8230; Dunque lo devo credere; dunque non mi resta che d\u2019arrossirne con voi, e di sperare che voi ne piangerete con me. Vedete a che v\u2019ha condotto (Dio buono! e pur ora voi la adducevate per iscusa) quella premura per la vita che deve finire. V\u2019ha condotto&#8230; ribattete liberamente queste parole, se vi paiono ingiuste, prendetele in umiliazione salutare, se non lo sono&#8230; v\u2019ha condotto a ingannare i deboli, a mentire ai vostri figliuoli.<br \/>\n\u00abEcco come vanno le cose, &#8211; diceva ancora tra s\u00e9 don Abbondio: &#8211; a quel satanasso, &#8211; e pensava all\u2019innominato, &#8211; le braccia al collo; e con me, per una mezza bugia, detta a solo fine di salvar la pelle, tanto chiasso. Ma sono superiori; hanno sempre ragione. \u00c8 il mio pianeta, che tutti m\u2019abbiano a dare addosso; anche i santi\u00bb. E ad alta voce, disse:<br \/>\n&#8211; ho mancato; capisco che ho mancato; ma cosa dovevo fare, in un frangente di quella sorte?<br \/>\n&#8211; E ancor lo domandate? E non ve l\u2019ho detto? E dovevo dirvelo? Amare, figliuolo; amare e pregare. Allora avreste sentito che l\u2019iniquit\u00e0 pu\u00f2 aver bens\u00ec delle minacce da fare, de\u2019 colpi da dare, ma non de\u2019 comandi; avreste unito, secondo la legge di Dio, ci\u00f2 che l\u2019uomo voleva separare; avreste prestato a quegl\u2019innocenti infelici il ministero che avevan ragione di richieder da voi: delle conseguenze sarebbe restato mallevadore Iddio, perch\u00e9 si sarebbe andati per la sua strada: avendone presa un\u2019altra, ne restate mallevadore voi; e di quali conseguenze! Ma forse che tutti i ripari umani vi mancavano? forse che non era aperta alcuna via di scampo, quand\u2019aveste voluto guardarvi d\u2019intorno, pensarci, cercare? Ora voi potete sapere che que\u2019 vostri poverini, quando fossero stati maritati, avrebbero pensato da s\u00e9 al loro scampo, eran disposti a fuggire dalla faccia del potente, s\u2019eran gi\u00e0 disegnato il luogo di rifugio. Ma anche senza questo, non vi venne in mente che alla fine avevate un superiore? Il quale, come mai avrebbe quest\u2019autorit\u00e0 di riprendervi d\u2019aver mancato al vostro ufizio, se non avesse anche l\u2019obbligo d\u2019aiutarvi ad adempirlo? Perch\u00e9 non avete pensato a informare il vostro vescovo dell\u2019impedimento che un\u2019infame violenza metteva all\u2019esercizio del vostro ministero?<br \/>\n\u00abI pareri di Perpetua!\u00bb pensava stizzosamente don Abbondio, a cui, in mezzo a que\u2019 discorsi, ci\u00f2 che stava pi\u00f9 vivamente davanti, era l\u2019immagine di que\u2019 bravi, e il pensiero che don Rodrigo era vivo e sano, e, un giorno o l\u2019altro, tornerebbe glorioso e trionfante, e arrabbiato. E bench\u00e9 quella dignit\u00e0 presente, quell\u2019aspetto e quel linguaggio, lo facessero star confuso, e gl\u2019incutessero un certo timore, era per\u00f2 un timore che non lo soggiogava affatto, n\u00e9 impediva al pensiero di ricalcitrare: perch\u00e9 c\u2019era in quel pensiero, che, alla fin delle fini, il cardinale non adoprava n\u00e9 schioppo, n\u00e9 spada, n\u00e9 bravi.<br \/>\n&#8211; Come non avete pensato, &#8211; proseguiva questo, &#8211; che, se a quegli innocenti insidiati non fosse stato aperto altro rifugio, c\u2019ero io, per accoglierli, per metterli in salvo, quando voi me gli aveste indirizzati, indirizzati dei derelitti a un vescovo, come cosa sua, come parte preziosa, non dico del suo carico, ma delle sue ricchezze? E in quanto a voi, io, sarei divenuto inquieto per voi; io, avrei dovuto non dormire, fin che non fossi sicuro che non vi sarebbe torto un capello. Ch\u2019io non avessi come, dove, mettere in sicuro la vostra vita? Ma quell\u2019uomo che fu tanto ardito, credete voi che non gli si sarebbe scemato punto l\u2019ardire, quando avesse saputo che le sue trame eran note fuor di qui, note a me, ch\u2019io vegliavo, ed ero risoluto d\u2019usare in vostra difesa tutti i mezzi che fossero in mia mano? Non sapevate che, se l\u2019uomo promette troppo spesso pi\u00f9 che non sia per mantenere, minaccia anche non di rado, pi\u00f9 che non s\u2019attenti poi di commettere? Non sapevate che l\u2019iniquit\u00e0 non si fonda soltanto sulle sue forze, ma anche sulla credulit\u00e0 e sullo spavento altrui?<br \/>\n\u00abProprio le ragioni di Perpetua\u00bb, pens\u00f2 anche qui don Abbondio, senza riflettere che quel trovarsi d\u2019accordo la sua serva e Federigo Borromeo su ci\u00f2 che si sarebbe potuto e dovuto fare, voleva dir molto contro di lui.<br \/>\n&#8211; Ma voi, &#8211; prosegu\u00ec e concluse il cardinale, &#8211; non avete visto, non avete voluto veder altro che il vostro pericolo temporale; qual maraviglia che vi sia parso tale, da trascurar per esso ogni altra cosa?<br \/>\n&#8211; Gli \u00e8 perch\u00e9 le ho viste io quelle facce, &#8211; scapp\u00f2 detto a don Abbondio; &#8211; le ho sentite io quelle parole. Vossignoria illustrissima parla bene; ma bisognerebbe esser ne\u2019 panni d\u2019un povero prete, e essersi trovato al punto.<br \/>\nAppena ebbe proferite queste parole, si morse la lingua; s\u2019accorse d\u2019essersi lasciato troppo vincere dalla stizza, e disse tra s\u00e9: \u00abora vien la grandine\u00bb. Ma alzando dubbiosamente lo sguardo, fu tutto maravigliato, nel veder l\u2019aspetto di quell\u2019uomo, che non gli riusciva mai d\u2019indovinare n\u00e9 di capire, nel vederlo, dico, passare, da quella gravit\u00e0 autorevole e correttrice, a una gravit\u00e0 compunta e pensierosa.<br \/>\n&#8211; Pur troppo! &#8211; disse Federigo, &#8211; tale \u00e8 la misera e terribile nostra condizione. Dobbiamo esigere rigorosamente dagli altri quello che Dio sa se noi saremmo pronti a dare: dobbiamo giudicare, correggere, riprendere; e Dio sa quel che faremmo noi nel caso stesso, quel che abbiam fatto in casi somiglianti! Ma guai s\u2019io dovessi prender la mia debolezza per misura del dovere altrui, per norma del mio insegnamento! Eppure \u00e8 certo che, insieme con le dottrine, io devo dare agli altri l\u2019esempio, non rendermi simile al dottor della legge, che carica gli altri di pesi che non posson portare, e che lui non toccherebbe con un dito. Ebbene, figliuolo e fratello; poich\u00e9 gli errori di quelli che presiedono, sono spesso pi\u00f9 noti agli altri che a loro; se voi sapete ch\u2019io abbia, per pusillanimit\u00e0, per qualunque rispetto, trascurato qualche mio obbligo, ditemelo francamente, fatemi ravvedere; affinch\u00e9, dov\u2019\u00e8 mancato l\u2019esempio, supplisca almeno la confessione. Rimproveratemi liberamente le mie debolezze; e allora le parole acquisteranno pi\u00f9 valore nella mia bocca, perch\u00e9 sentirete pi\u00f9 vivamente, che non son mie, ma di Chi pu\u00f2 dare a voi e a me la forza necessaria per far ci\u00f2 che prescrivono.<br \/>\n\u00abOh che sant\u2019uomo! ma che tormento! &#8211; pensava don Abbondio: &#8211; anche sopra di s\u00e9: purch\u00e9 frughi, rimesti, critichi, inquisisca; anche sopra di s\u00e9\u00bb. Disse poi ad alta voce:<br \/>\n&#8211; oh, monsignore! che mi fa celia? Chi non conosce il petto forte, lo zelo imperterrito di vossignoria illustrissima? &#8211; E tra s\u00e9 soggiunse: \u00abanche troppo\u00bb.<br \/>\n&#8211; Io non vi chiedevo una lode, che mi fa tremare, &#8211; disse Federigo, &#8211; perch\u00e9 Dio conosce i miei mancamenti, e quello che ne conosco anch\u2019io, basta a confondermi. Ma avrei voluto, vorrei che ci confondessimo insieme davanti a Lui, per confidare insieme. Vorrei, per amor vostro, che intendeste quanto la vostra condotta sia stata opposta, quanto sia opposto il vostro linguaggio alla legge che pur predicate, e secondo la quale sarete giudicato.<br \/>\n&#8211; Tutto casca addosso a me, &#8211; disse don Abbondio: &#8211; ma queste persone che son venute a rapportare, non le hanno poi detto d\u2019essersi introdotte in casa mia, a tradimento, per sorprendermi, e per fare un matrimonio contro le regole.<br \/>\n&#8211; Me l\u2019hanno detto, figliuolo: ma questo m\u2019accora, questo m\u2019atterra, che voi desideriate ancora di scusarvi; che pensiate di scusarvi, accusando; che prendiate materia d\u2019accusa da ci\u00f2 che dovrebb\u2019esser parte della vostra confessione. Chi gli ha messi, non dico nella necessit\u00e0, ma nella tentazione di far ci\u00f2 che hanno fatto? Avrebbero essi cercata quella via irregolare, se la legittima non fosse loro stata chiusa? pensato a insidiare il pastore, se fossero stati accolti nelle sue braccia, aiutati, consigliati da lui? a sorprenderlo, se non si fosse nascosto? E a questi voi date carico? e vi sdegnate perch\u00e9, dopo tante sventure, che dico? nel mezzo della sventura, abbian detto una parola di sfogo al loro, al vostro pastore? Che il ricorso dell\u2019oppresso, la querela dell\u2019afflitto siano odiosi al mondo, il mondo \u00e8 tale; ma noi! E che pro sarebbe stato per voi, se avessero taciuto? Vi tornava conto che la loro causa andasse intera al giudizio di Dio? Non \u00e8 per voi una nuova ragione d\u2019amar queste persone (e gi\u00e0 tante ragioni n\u2019avete), che v\u2019abbian dato occasione di sentir la voce sincera del vostro vescovo, che v\u2019abbian dato un mezzo di conoscer meglio, e di scontare in parte il gran debito che avete con loro? Ah! se v\u2019avessero provocato, offeso, tormentato, vi direi (e dovrei io dirvelo?) d\u2019amarli, appunto per questo. Amateli perch\u00e9 hanno patito, perch\u00e9 patiscono, perch\u00e9 son vostri, perch\u00e9 son deboli, perch\u00e9 avete bisogno d\u2019un perdono, a ottenervi il quale, pensate di qual forza possa essere la loro preghiera.<br \/>\nDon Abbondio stava zitto; ma non era pi\u00f9 quel silenzio forzato e impaziente: stava zitto come chi ha pi\u00f9 cose da pensare che da dire. Le parole che sentiva, eran conseguenze inaspettate, applicazioni nuove, ma d\u2019una dottrina antica per\u00f2 nella sua mente, e non contrastata. Il male degli altri, dalla considerazion del quale l\u2019aveva sempre distratto la paura del proprio, gli faceva ora un\u2019impressione nuova. E se non sentiva tutto il rimorso che la predica voleva produrre (ch\u00e9 quella stessa paura era sempre l\u00ec a far l\u2019ufizio di difensore), ne sentiva per\u00f2; sentiva un certo dispiacere di s\u00e9, una compassione per gli altri, un misto di tenerezza e di confusione. Era, se ci si lascia passare questo paragone, come lo stoppino umido e ammaccato d\u2019una candela, che presentato alla fiamma d\u2019una gran torcia, da principio fuma, schizza, scoppietta, non ne vuol saper nulla; ma alla fine s\u2019accende e, bene o male, brucia. Si sarebbe apertamente accusato, avrebbe pianto, se non fosse stato il pensiero di don Rodrigo; ma tuttavia si mostrava abbastanza commosso, perch\u00e9 il cardinale dovesse accorgersi che le sue parole non erano state senza effetto.<br \/>\n&#8211; Ora, &#8211; prosegu\u00ec questo, &#8211; uno fuggitivo da casa sua, l\u2019altra in procinto d\u2019abbandonarla, tutt\u2019e due con troppo forti motivi di starne lontani, senza probabilit\u00e0 di riunirsi mai qui, e contenti di sperare che Dio li riunisca altrove; ora, pur troppo, non hanno bisogno di voi; pur troppo, voi non avete occasione di far loro del bene; n\u00e9 il corto nostro prevedere pu\u00f2 scoprirne alcuna nell\u2019avvenire. Ma chi sa se Dio misericordioso non ve ne prepara? Ah non le lasciate sfuggire! cercatele, state alle velette, pregatelo che le faccia nascere.<br \/>\n&#8211; Non mancher\u00f2, monsignore, non mancher\u00f2, davvero, &#8211; rispose don Abbondio, con una voce che, in quel momento, veniva proprio dal cuore.<br \/>\n&#8211; Ah s\u00ec, figliuolo, s\u00ec! &#8211; esclam\u00f2 Federigo; e con una dignit\u00e0 piena d\u2019affetto, concluse: &#8211; lo sa il cielo se avrei desiderato di tener con voi tutt\u2019altri discorsi. Tutt\u2019e due abbiamo gi\u00e0 vissuto molto: lo sa il cielo se m\u2019\u00e8 stato duro di dover contristar con rimproveri codesta vostra canizie, e quanto sarei stato pi\u00f9 contento di consolarci insieme delle nostre cure comuni, de\u2019 nostri guai, parlando della beata speranza, alla quale siamo arrivati cos\u00ec vicino. Piaccia a Dio che le parole le quali ho pur dovuto usar con voi, servano a voi e a me. Non fate che m\u2019abbia a chieder conto, in quel giorno, d\u2019avervi mantenuto in un ufizio, al quale avete cos\u00ec infelicemente mancato. Ricompriamo il tempo: la mezzanotte \u00e8 vicina; lo Sposo non pu\u00f2 tardare; teniamo accese le nostre lampade. Presentiamo a Dio i nostri cuori miseri, v\u00f2ti, perch\u00e9 Gli piaccia riempirli di quella carit\u00e0, che ripara al passato, che assicura l\u2019avvenire, che teme e confida, piange e si rallegra, con sapienza; che diventa in ogni caso la virt\u00f9 di cui abbiamo bisogno.<br \/>\nCos\u00ec detto, si mosse; e don Abbondio gli and\u00f2 dietro.&#8221;<\/p>\n<p>(da &#8220;I Promessi Sposi&#8221; di Alessandro Manzoni, Capitoli 25 e 26 )[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Testo della meditazione&#8221; tab_id=&#8221;1448205080987-65e8585f-0edb&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h2><a href=\"https:\/\/www.veritatemincaritate.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/151122-Omelia-del-22-novembre-2015.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scarica il testo della meditazione<\/a><\/h2>\n<h1>Omelia: L&#8217;origine della solennit\u00e0 di Cristo Re<\/h1>\n<p>Sia lodato Ges\u00f9 Cristo!<\/p>\n<p>Sempre sia lodato!<\/p>\n<p>Quest\u2019oggi, la Chiesa ci invita a celebrare solennemente Cristo, Re dell\u2019Universo, e da questa domenica si aprir\u00e0 poi, con la prossima domenica, la prima domenica di Avvento, il tempo che ci prepara al Natale; si conclude l\u2019anno liturgico e siamo invitati a riflettere sulla regalit\u00e0 di Cristo.<\/p>\n<p>\u00c8 opportuno che ci chiediamo dove nasce la festa di Cristo Re, da dove \u00e8 saltata fuori questa solennit\u00e0 e in che modo \u00e8 saltata fuori.<\/p>\n<p>Avr\u00e0 una sua storia, una sua origine, questa festa\u2026 ovviamente la risposta \u00e8: \u00abS\u00ec \u00bb, e, per comprenderne il senso, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, in particolar modo tutto avviene il 6 gennaio 1914 e tutto nasce in Messico.<\/p>\n<p>Purtroppo, i nostri ragazzi a scuola non studiano quello che stamattina vi dir\u00f2, ma a dire la verit\u00e0 non lo abbiamo studiato neanche noi, non l\u2019ho studiato neanche io, che sono diventato prete.<\/p>\n<p>Nonostante i settantadue esami e la licenza in Teologia fondamentale, nonostante questo, non ho mai studiato questa cosa; un motivo ci sar\u00e0 ovviamente, non \u00e8 importante quest\u2019oggi analizzare i motivi, sta di fatto che sui libri di storia questa cosa non \u00e8 citata.<\/p>\n<p>Non \u00e8 citato che nei primi anni del \u2018900, in Messico, si \u00e8 consumata una delle stragi pi\u00f9 terribili dei Cristiani, si \u00e8 consumata una violenza terrificante sotto la dittatura di Calles, nei confronti del popolo messicano e dei Cristiani messicani.<\/p>\n<p>Decine, migliaia di Cristiani, di sacerdoti, di pap\u00e0 e di mamme, di famiglie, di bambini, sono stati sterminati a motivo della loro fede, e se oggi in Messico ci sono ancora Cristiani, lo si deve solo a questi martiri della fede, che hanno resistito fino al sangue.<\/p>\n<p>Questo non dobbiamo dimenticarlo, perch\u00e9 vuol dire dimenticare il sacrificio che loro hanno fatto, e lo hanno fatto anche per noi.<\/p>\n<p>Ancora oggi in Messico si patisce una forte persecuzione, ma almeno il germe cristiano cattolico non \u00e8 stato completamente estinto ed estirpato.<\/p>\n<p>Tutti sapete quanto accadde il 9 dicembre 1531, perch\u00e9 \u00e8 famosissimo ed \u00e8 ci\u00f2 che sta ancora prima della festa di Cristo Re, cio\u00e8 l\u2019apparizione della Madonna a Guadalupe.<\/p>\n<p>Tutti noi conosciamo la Madonna di Guadalupe e tutti sappiamo che cosa accadde a Juan Diego, quando lui, vedendo la Madonna, venne invitato ad andare dal Vescovo, a raccogliere dei fiori che stavano sulla cima del monte, anche se era dicembre, e a metterli nel suo mantello grezzo, brutto, da pastore, per portarli al Vescovo.<\/p>\n<p>La cosa stupefacente fu che, quando gli aprirono di forza il mantello, per vedere cosa portava dentro perch\u00e9 lui voleva andare dal Vescovo, usc\u00ec un profumo fortissimo, caddero queste rose bellissime ai piedi del Vescovo, in dicembre, cosa impossibile, e sul mantello si vide impressa l\u2019immagine della Madonna di Guadalupe, una immagine stupenda, che non \u00e8 dipinta da mano d\u2019uomo, non \u00e8 mai venuta meno e che \u00e8 sempre rimasta fresca.<\/p>\n<p>Fu costruito un santuario, una cattedrale, dedicata a Lei, divenne la protettrice del Messico e da allora tutto il popolo messicano fece riferimento alla Madonna di Guadalupe.<\/p>\n<p>Ebbene, intorno al 1920 ci fu questa terribile persecuzione del popolo messicano sotto il dittatore Plutarco Elias Calles, i Cristiani si allearono, diventando quelli che poi conosciamo essere \u201ci <em>Cristeros<\/em>\u201d, e si opposero al tiranno, giustamente seguendo quanto diceva San Tommaso, cio\u00e8 che \u00e8 pi\u00f9 che doveroso opporsi al tiranno, dopo aver cercato in ogni modo di parlare.<\/p>\n<p>Accadde questo fatto veramente singolare che, innanzitutto, il Papa Benedetto XIV, riferendosi all\u2019apparizione della Madonna di Guadalupe, disse: \u201c<em>Non fecit Deus taliter<\/em><\/p>\n<p><em>omni nationi\u201d<\/em>, per nessuna nazione Dio fece cos\u00ec tanto come avvenne a Guadalupe, perch\u00e9 Guadalupe e il movimento dei <em>Cristeros<\/em> sono strettamente collegati.<\/p>\n<p>Fu proprio l\u2019amore per la Madonna di Guadalupe che mosse questi Cristiani a reagire, a voler salvare la loro identit\u00e0 cristiana, infatti in nessuna nazione accadde un fatto cos\u00ec singolare.<\/p>\n<p>Poi, il 6 gennaio del 1914, accadde questo: l\u2019Episcopato messicano richiese al Pontefice San Pio X il permesso di adornare l\u2019immagine del Sacro Cuore di Ges\u00f9 coi simboli della regalit\u00e0, corona e scettro, e in questa data, Epifania del Signore, in tutta la Repubblica, venivano aggiunti questi simboli alle immagini e alle statue del Sacro Cuore, venivano messi sotto le bandiere e su di esse veniva scritto: \u201cViva Cristo Re\u201d.<\/p>\n<p>I <em>Cristeros<\/em> morirono gridando: \u00abViva Cristo Re!\u00bb, andavano a combattere inneggiando: \u00abViva Cristo Re!\u00bb.<\/p>\n<p>Infatti Calles, che disse: \u00abMa no, sono solamente trenta esaltati, li stermineremo in un quarto d\u2019ora\u00bb, non si trov\u00f2 davanti trenta esaltati e non riusc\u00ec a sterminarli in un quarto d\u2019ora, anzi, mor\u00ec lui ma non i Cristiani.<\/p>\n<p>Allora dobbiamo sentire dentro di noi l\u2019importanza della devozione nei confronti di Cristo, Re e Sacerdote dell\u2019Universo, sapendo che questa festa nasce fondata sul sangue dei martiri, di un popolo che ha voluto affermate in tutti i modi la regalit\u00e0 di Cristo.<\/p>\n<p>Non posso questa mattina concludere questa omelia senza leggere la preghiera di giuramento, che questi Cristiani facevano prima di andare a combattere.<\/p>\n<p>\u00c8 una cosa incredibile, che noi, nella nostra mediocrit\u00e0, neanche possiamo immaginare!<\/p>\n<p>Innanzitutto lo stendardo con l\u2019immagine di Cristo Re era sempre protetto da due guardie d\u2019onore e, davanti a questa immagine, questi Cristiani, quando decidevano di arruolarsi, cio\u00e8 di dare la loro disponibilit\u00e0 per difendere la fede, erano chiamati a fare un giuramento che li legava tra di loro e li legava a Dio.<\/p>\n<p>Sentite che bello: \u201c<em>Io giuro solennemente per Cristo Re, per la Santissima Vergine di Guadalupe, Regina del Messico, e per la salvezza della mia anima: 1) mantenere assoluto segreto su tutto quello che pu\u00f2 compromettere la santa causa che abbraccio; 2) difendere con le armi in mano la completa libert\u00e0 religiosa del Messico. Se osserver\u00f2 questo giuramento, che Dio mi premi, se mancher\u00f2, che Dio mi punisca.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Spesse volte i <em>Cristeros<\/em> morivano dicendo: \u00abArrivederci in Paradiso!\u00bb<\/p>\n<p>Siamo lontani noi da questa logica, da questa mentalit\u00e0, possiamo anche dire da questa fede, perch\u00e9 a noi oggi, vivendo in questo relativismo, va bene tutto, non ha importanza che sia Ges\u00f9 o un altro, non ha importanza neanche la nostra identit\u00e0 religiosa, vanno bene tutte.<\/p>\n<p>Non ha importanza pi\u00f9 pensare alla regalit\u00e0 di Ges\u00f9, a quando Ges\u00f9 ha detto: \u00abIo sono Re e sono venuto ad annunciare la verit\u00e0, a dare testimonianza alla verit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 una, non ce ne sono mille di verit\u00e0, e allora dovremo chiederci quanto la nostra anima grida: \u00abViva Cristo Re!\u00bb<\/p>\n<p>Il primo nemico da abbattere \u00e8 il peccato, \u00e8 tutto ci\u00f2 che ci lega al peccato, tutto ci\u00f2 che ci tiene lontano da Ges\u00f9, tutto ci\u00f2 che ci fa infangare i dieci Comandamenti, sono questi i primi nemici di Cristo che noi dobbiamo scacciare!<\/p>\n<p>Loro ovviamente hanno avuto dei nemici anche fisici, di fronte ai quali, prima, hanno fatto di tutto per potere evitare di doversi difendere addirittura con le armi, hanno fatto di tutto, hanno tentato qualsiasi strada.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 San Tommaso D\u2019Aquino diceva che, se dopo averle tentate tutte, se dopo tutto, non si riesce, allora \u00e8 lecito e doveroso opporsi con la forza.<\/p>\n<p>Loro hanno avuto questa strada, noi abbiamo innanzitutto la strada di affermare la regalit\u00e0 di Cristo nella nostra vita, perseguitando, combattendo e sconfiggendo i peccati, tutto ci\u00f2 che ci separa da Cristo.<\/p>\n<p>Quindi dobbiamo imparare da loro questa fedelt\u00e0 assoluta a Ges\u00f9, questa lotta alla mediocrit\u00e0, questo rigore interiore, che ci spinge a morire, come diceva San Domenico Savio, piuttosto che cedere anche di un passo al peccato.<\/p>\n<p><em>\u201cLa morte ma non il peccato!\u201d<\/em>, questo era il motto di San Domenico Savio.<\/p>\n<p>La nostra vita ha bisogno di essere rivista, certamente ci\u00f2 che dobbiamo rifuggire, ascoltando il Libro dell\u2019Apocalisse, \u00e8 il peccato, certo, questo in tutta la Scrittura, ma non dimentichiamo la mediocrit\u00e0.<\/p>\n<p>Dice l\u2019Apocalisse: <em>\u201cPoich\u00e9 sei tiepido, non sei cio\u00e8 n\u00e9 freddo n\u00e9 caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Parole forti, parole vere, Parole di Dio!<\/p>\n<p>Una vita mediocre che cos\u2019\u00e8?<\/p>\n<p>\u00c8 una vita compromessa col mondo, \u00e8 una vita che non vuole disturbare nessuno, \u00e8 una vita che pensa a s\u00e9 stessa, che pensa a salvare s\u00e9 stessa, che non vuole rischiare niente per il Signore, a cui va bene tutto, che accetta tutto, che ingoia tutto, \u00e8 la vita degli scribi e dei farisei, \u00e8 la vita degli ipocriti.<\/p>\n<p>\u00c8 la vita di Don Abbondio, che, pur di non perdere la sua pelle, rinnega la verit\u00e0, rinnega la giustizia e perseguita gli innocenti, quali erano Renzo e Lucia, costringendo entrambi a delle esperienze terribili, perch\u00e9 quello che accade a loro \u00e8 dovuto solo all\u2019inettitudine di Don Abbondio.<\/p>\n<p>Quanti Don Abbondio ci sono nella nostra vita e nella storia, vestiti sotto mille panni!<\/p>\n<p>Quanti Don Abbondio! Gente che cerca solo di salvare s\u00e9 stessa, di pascere s\u00e9 stessa, di difendere s\u00e9 stessa, di pensare a s\u00e9 stessa, ma \u00abChi vorr\u00e0 salvare la propria vita, la perder\u00e0\u00bb, dice Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Andate a leggere nel Manzoni, nei <em>Promessi sposi<\/em>, che cosa dir\u00e0 il Cardinale Federico a Don Abbondio.<\/p>\n<p>Mamma mia! Gli fa una reprimenda! Poi, dopo, da santo qual era, ammorbidisce, ma le parole che usa\u2026 gli dice: \u00abMa a lei, quando ha accettato di diventare prete, chi ha fatto sicurt\u00e0 della vita? Chi le ha detto che lei avrebbe avuto salva la vita? Non era suo compito difendere la verit\u00e0 e difendere questi due poveri uomini, anche a costo della vita?\u00bb<\/p>\n<p>Ma che parole tremende ascolteremo noi da Ges\u00f9?<\/p>\n<p>Ges\u00f9 a Santa Brigida di Svezia, prima di oggi, qualche centinaio di anni fa, disse proprio questo: \u00abMi vogliono far passare come un Dio iniquo, perch\u00e9 tutti parlano della mia Misericordia e nessuno parla della mia Giustizia\u00bb, e aggiunse: \u00abCome potrei essere un Dio iniquo? Come posso ammettere nello stesso modo il giusto e l\u2019ingiusto? Come posso non guardare ci\u00f2 che di empio fa l\u2019uomo? Questo vorrebbe dire che io sono un Dio iniquo. Io sono misericordioso e giusto, e fa parte della Misericordia essere giusto, e fa parte della Giustizia essere misericordioso, ma sono tutte e due, non si pu\u00f2 togliere una a vantaggio dell\u2019altra\u00bb.<\/p>\n<p>Se poi andate a leggere il Trattato di Santa Caterina da Genova sul Purgatorio, c\u2019\u00e8 un paragrafo proprio dedicato a questa stessa questione, quasi a dire: \u00abNon dimentichiamoci che noi siamo chiamati con la nostra vita a rendere conto a Dio, ogni giorno, di quanto Lui \u00e8 veramente il Re, di quanto Lui \u00e8 veramente il Signore, il Sovrano della nostra esistenza\u00bb.<\/p>\n<p>Ovviamente, il luogo nel quale maggiormente noi vediamo la presenza di Cristo sono i Sacramenti, tutti i Sacramenti; dal Battesimo, da quanto noi ci ripensiamo e riflettiamo su questo Sacramento, a tutti gli altri, non ultimo il Sacramento della Confessione, non ultimo il Sacramento dell\u2019Eucarestia.<\/p>\n<p>Quanto poco tempo noi diamo a Ges\u00f9, per esempio, nell\u2019Eucarestia\u2026 ma Lui \u00e8 il Re o no?<\/p>\n<p>\u00c8 strano che sia il Re e sia sempre solo, \u00e8 strano che sia il Re e venga preferito altro a Lui: si preferisce chiacchierare con le persone, si preferisce la compagnia delle persone, si preferisce il correre di qua e di l\u00e0, si preferisce il fare e fare, perch\u00e9 noi sempre dobbiamo fare, dobbiamo essere l\u00ec che corriamo e che facciamo, che brighiamo\u2026<\/p>\n<p>Il Papa parla dei luoghi di potere\u2026 appunto, fare per potere, fare per essere, fare per apparire\u2026<\/p>\n<p>Noi dovremmo avere un desiderio solo: stare ai piedi del Maestro, stare alla presenza dell\u2019Eucarestia!<\/p>\n<p>Lasciamo correre chi vuole correre, tanto alla fine dovremo fermarci tutti perch\u00e9 la morte arriver\u00e0 per tutti, e poi, cosa corriamo a fare?<\/p>\n<p>Lui, Ges\u00f9, che \u00e8 Colui che ci tiene in vita ogni minuto, che basterebbe solo che, battendo le ciglia, distogliesse lo sguardo un secondo e noi saremmo morti, Lui, \u00e8 quello per cui non c\u2019\u00e8 mai tempo.<\/p>\n<p>\u00abCiao Ges\u00f9, devo andare! Scusa Ges\u00f9, ma sono di fretta!\u00bb<\/p>\n<p>Poi, quando andiamo a pregare, ci addormentiamo\u2026<\/p>\n<p>\u00c8 proprio un Re\u2026 ma neanche davanti alla sguattera ti comporti cos\u00ec, neanche davanti a uno schiavo ti puoi comportare cos\u00ec!<\/p>\n<p>Invece, davanti a Ges\u00f9 Cristo va bene tutto: andiamo di corsa, ci distraiamo\u2026<\/p>\n<p>Santa Teresa di Ges\u00f9 diceva: \u00abQuando vai a pregare, pensa a quello che dici e a chi lo stai dicendo!\u00bb Non dimenticatelo mai, pensate a quello che dite e a chi lo dite!<\/p>\n<p>Tra noi, tante volte, anche alla Messa, non sembra che emerga questa cosa, non sembra che si senta questa percezione di essere alla presenza di Cristo, Sommo Re e Sacerdote, di Colui davanti al quale tutti gli Angeli tremano.<\/p>\n<p>Non si vede questa regalit\u00e0, non si sente in bocca questa regalit\u00e0 di Cristo!<\/p>\n<p>Troppa fretta abbiamo di trattare col Signore e poi ci lamentiamo perch\u00e9 la nostra vita fa acqua da tutte le parti.<\/p>\n<p>La frase tipica che si sente \u00e8: \u00abSono freddo, non sento il Signore\u00bb, oppure: \u00abNon cambio mai, faccio sempre gli stessi peccati, non riesco a correggermi, non riesco a pregare, non riesco ad amare, non riesco a perdonare\u00bb.<\/p>\n<p>Certo! Ma certo! Quante ore passi davanti al tabernacolo? Zero? Bene, allora, la tua vita spirituale \u00e8 morta! Morta! Non c\u2019\u00e8! Non c\u2019\u00e8 nulla della vita di grazia! Nulla!<\/p>\n<p>Invece passiamo tante ore a fare altre cose: al telefono, al computer, davanti alla televisione, a fare lo sport\u2026 tutte cose bellissime e sanissime, ma se Cristo \u00e8 Re, allora deve essere il primo in tutto!<\/p>\n<p>Se noi Lo trattassimo da Re, Lui ci tratterebbe da Suoi Cavalieri, e allora la nostra vita germinerebbe diversamente, avremmo in mano una vita saporosa, bella, piena, gioiosa, anche sotto la croce pi\u00f9 terribile, una vita ordinata a Cristo, che \u00e8 il nostro unico fine.<\/p>\n<p>Sarebbe bello che questo Avvento portasse con s\u00e9 un proposito, uno, un proposito vero!<\/p>\n<p>Permettetemi di suggerirvene uno e mezzo: la Santa Messa tutti i giorni e la confessione frequente.<\/p>\n<p>Non sto bestemmiando, non guardatemi con quell\u2019occhio sbarrato come se avessi detto una bestemmia!<\/p>\n<p>Padre Pio diceva che il mondo pu\u00f2 stare senza il sole, ma non senza la Messa. Un\u2019anima pu\u00f2 stare senza mangiare e senza bere, ma non senza la Messa!<\/p>\n<p>Ecco, fate queste due cose per il tempo di Avvento, non state a pensare ai dolci, alla marmellata, al panettone\u2026 mangiate tutti i panettoni che volete, sbaffate due chili di marmellata al giorno, non ha importanza, mangiate tutto il cioccolato della terra, con quelle cose l\u00ec fate tutto quello che volete, riempitevi la pancia fino a scoppiare, ma Messa tutti i giorni e confessione frequente.<\/p>\n<p>Voi fatelo per il tempo di Avvento\u2026 arriver\u00e0 Natale che voi vi troverete cambiati da cos\u00ec a cos\u00ec, provate e vedete!<\/p>\n<p>Se non \u00e8 vero, me lo dite e io dir\u00f2 qui all\u2019altare: \u00abHo sbagliato\u00bb, ma se voi lo fate a partire da domani fino al 25 dicembre, voi, alla notte di Natale, toccherete il cielo, toccherete la volta di questa chiesa con un dito!<\/p>\n<p>Voi direte: \u00abMamma, che miracolo!\u00bb Certo! Hai messo Ges\u00f9 al centro? Nel momento in cui tu godi della compagnia di Ges\u00f9, Lui ti prende e ti eleva fino al Paradiso.<\/p>\n<p>Sia lodato Ges\u00f9 Cristo!<\/p>\n<p>Sempre sia Lodato!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Le letture del giorno&#8221; tab_id=&#8221;1629222876978-a0255e09-56a8&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Prima lettura<\/h3>\n<p><em>Dn 7,13-14 &#8211; Il suo potere \u00e8 un potere eterno.<\/em><\/p>\n<p>Guardando nelle visioni notturne,<br \/>\necco venire con le nubi del cielo<br \/>\nuno simile a un figlio d\u2019uomo;<br \/>\ngiunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.<br \/>\nGli furono dati potere, gloria e regno;<br \/>\ntutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:<br \/>\nil suo potere \u00e8 un potere eterno,<br \/>\nche non finir\u00e0 mai,<br \/>\ne il suo regno non sar\u00e0 mai distrutto.<\/p>\n<h3>Salmo responsoriale<\/h3>\n<p><em>Sal 92<\/em><\/p>\n<p><strong>Il Signore regna, si riveste di splendore.<\/strong><\/p>\n<p>Il Signore regna, si riveste di maest\u00e0:<br \/>\nsi riveste il Signore, si cinge di forza.<\/p>\n<p>\u00c8 stabile il mondo, non potr\u00e0 vacillare.<br \/>\nStabile \u00e8 il tuo trono da sempre,<br \/>\ndall\u2019eternit\u00e0 tu sei.<\/p>\n<p>Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti!<br \/>\nLa santit\u00e0 si addice alla tua casa<br \/>\nper la durata dei giorni, Signore.<\/p>\n<h3>Seconda lettura<\/h3>\n<p><em>Ap 1,5-8 &#8211; Il sovrano dei re della terra ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio.<\/em><\/p>\n<p>Ges\u00f9 Cristo \u00e8 il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra.<br \/>\nA Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.<br \/>\nEcco, viene con le nubi e ogni occhio lo vedr\u00e0,<br \/>\nanche quelli che lo trafissero,<br \/>\ne per lui tutte le trib\u00f9 della terra<br \/>\nsi batteranno il petto.<br \/>\nS\u00ec, Amen!<br \/>\nDice il Signore Dio: Io sono l\u2019Alfa e l\u2019Om\u00e8ga, Colui che \u00e8, che era e che viene, l\u2019Onnipotente!<\/p>\n<h3>Canto al Vangelo<\/h3>\n<p><em>Mc 11,9.10<\/em><\/p>\n<p>Alleluia, alleluia.<br \/>\nBenedetto colui che viene nel nome del Signore!<br \/>\nBenedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!<br \/>\nAlleluia.<\/p>\n<h3>Vangelo<\/h3>\n<p><em>Gv 18,33-37 &#8211; Tu lo dici: io sono re.<\/em><\/p>\n<p>In quel tempo, Pilato disse a Ges\u00f9: \u00abSei tu il re dei Giudei?\u00bb. Ges\u00f9 rispose: \u00abDici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?\u00bb. Pilato disse: \u00abSono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?\u00bb.<br \/>\nRispose Ges\u00f9: \u00abIl mio regno non \u00e8 di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perch\u00e9 non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non \u00e8 di quaggi\u00f9\u00bb.<br \/>\nAllora Pilato gli disse: \u00abDunque tu sei re?\u00bb. Rispose Ges\u00f9: \u00abTu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verit\u00e0. Chiunque \u00e8 dalla verit\u00e0, ascolta la mia voce\u00bb.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_accordion][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] Omelia sulle letture del giorno Pubblichiamo l\u2019audio di un\u2019omelia sulle letture\u00a0di domenica 22\u00a0novembre 2015 (S. Messa del giorno). 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