{"id":37406,"date":"2025-07-30T15:25:50","date_gmt":"2025-07-30T13:25:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.veritatemincaritate.com\/wp\/?p=37406"},"modified":"2025-09-17T17:47:52","modified_gmt":"2025-09-17T15:47:52","slug":"restare-nella-chiesa-la-fedelta-alleucaristia-nel-tempo-della-prova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.veritatemincaritate.com\/wp\/2025\/07\/restare-nella-chiesa-la-fedelta-alleucaristia-nel-tempo-della-prova\/","title":{"rendered":"Restare nella Chiesa. La fedelt\u00e0 all&#8217;Eucaristia nel tempo della prova"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column]<\/p>\n<p>[vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h4><a href=\"https:\/\/www.veritatemincaritate.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/P-Giorgio-Maria-Fare-Restare-nella-Chiesa.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scarica il testo in formato PDF &gt;<\/a><\/h4>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<p>[vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h2>Restare nella Chiesa.<br \/>\nLa fedelt\u00e0 all&#8217;Eucaristia nel tempo della prova<\/h2>\n<p>di p. Giorgio Maria Far\u00e9, 30 luglio 2025<\/p>\n<h3><a name=\"_Toc204779929\"><\/a>UNA PREMESSA DI CONTESTO<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Permettetemi, come introduzione a ci\u00f2 che dir\u00f2, una riflessione di carattere personale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">A partire dal 13 ottobre 2024, si va delineando con sempre maggiore evidenza non solo l\u2019urgenza del tema sacramentale \u2013 di cui vi ho gi\u00e0 parlato \u2013 ma soprattutto l\u2019importanza cruciale della questione ecclesiologica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 la recente storia della Chiesa, infatti, a sollecitarci a un approfondimento sempre pi\u00f9 radicale di questa realt\u00e0 stupenda cui apparteniamo: la <strong>Santa Madre Chiesa<\/strong>. Henri de Lubac affermava con lucidit\u00e0 che la riflessione teologica guadagna in estensione solo sotto l\u2019effetto della contraddizione<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ebbene, eccoci qui, ogni giorno chiamati a riflettere, studiare, discernere\u2026 spinti proprio da quelle contraddizioni che, dentro e fuori, feriscono e sfigurano il volto della nostra amata Chiesa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Davanti a tali ferite, emergono reazioni profondamente diverse. Vi \u00e8 chi, scandalizzato dal male presente nella Chiesa, giunge a separarsene, fondando realt\u00e0 parallele. C\u2019\u00e8 chi, riducendo la Chiesa a una mera istituzione sociopolitica, promuove soluzioni umane e boicottaggi che portano tanti a disertare i sacramenti. C\u2019\u00e8 infine chi resta formalmente dentro la comunione ecclesiale, ma con uno sguardo cos\u00ec critico, direi acido, da spingersi a pronunciare parole inaccettabili contro i papi, contribuendo cos\u00ec a delegittimare <em>tout court<\/em> l\u2019autorit\u00e0 del Romano pontefice, persino di quelli santi come Giovanni Paolo II.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tutte queste posizioni, pur diverse, condividono una tragica incapacit\u00e0: quella di stare nella tensione del Venerd\u00ec Santo, di restare cio\u00e8 fedeli nella passione, senza scandalizzarsi della croce. Per costoro, la Chiesa non \u00e8 pi\u00f9 madre, ma pietra d\u2019inciampo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In questo piccolo affresco della nostra epoca possiamo quasi scorgere, come in un\u2019eco evangelica, le figure di allora: c\u2019\u00e8 chi impugna la spada e colpisce, come Pietro nel Getsemani; chi fugge nudo nella notte, come uno dei discepoli; chi tradisce con un bacio, come Giuda; e poi, grazie a Dio, c\u2019\u00e8 chi rimane sotto la croce come Giovanni, la Vergine Maria, e le donne che l\u2019accompagnavano.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ecco, carissimi, se c\u2019\u00e8 un desiderio che porto nel cuore \u2013 e che io per primo sono chiamato a imparare \u2013 \u00e8 proprio questo: diventare, ciascuno di noi, dei Giovanni e delle Marie: uomini e donne capaci di restare, con fede ardente e amore fedele, ai piedi della croce. Restare l\u00ec, non per comprendere tutto, ma per compatire il Signore nella sua passione, e, con Lui, restare vicino alla sua Chiesa, oggi cos\u00ec ferita e oltraggiata.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Alla luce di questa premessa, \u00e8 con rammarico, ma con un profondo senso di dovere verso le anime che cercano onestamente la verit\u00e0, che mi trovo a dover rispondere agli interventi del dott. Andrea Cionci.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il rammarico nasce dal vedere un dibattito cos\u00ec cruciale, che tocca il cuore della nostra fede e della nostra vita sacramentale, abbassato a un livello di sarcasmo e di imprecisione teologica. Il dovere, invece, mi impone di fare chiarezza, non per spirito di contesa, ma per amore della verit\u00e0.<\/p>\n<h2><a name=\"_Toc204779930\"><\/a>CON QUALE SGUARDO GUARDARE LA CHIESA<\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel suo podcast del 19 luglio<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> \u00a0il dott. Cionci giustifica ancora una volta<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> l\u2019uso del termine \u00abestrattore della verit\u00e0\u00bb in riferimento all\u2019Eucaristia, con varie condizionanti in riferimento alla <em>Magna <\/em>Quaestio, ecc.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ora, io capisco che il dott. Cionci con \u00abestrattore della verit\u00e0\u00bb non ha voluto dare una definizione teologica, capisco l\u2019astrazione che opera\u2026 Ma \u00e8 proprio questa che in quanto sacerdote e teologo non posso e non devo tollerare! L\u2019Eucaristia non si tocca, non dev\u2019essere coinvolta in nient\u2019altro che non sia l\u2019adorazione! La questione \u00e8 chiusa. E qui parlo come un povero prete che si vede manipolare la realt\u00e0 pi\u00f9 sacra e importante che esista su questa terra.<\/p>\n<h2><a name=\"_Toc204779931\"><\/a>L\u2019ASPETTO EPISTEMOLOGICO DEL MESSAGGIO DEL DOTT. CIONCI<\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Adesso, invece, parlo come teologo, utilizzando strumenti diversi. La prospettiva del dott. Cionci non \u00e8 sostenibile dal punto di vista epistemologico: una realt\u00e0 sacra, come la Scrittura o l\u2019Eucaristia, non pu\u00f2 essere compresa al di fuori della fede. In questo contesto, il termine \u00abepistemologico\u00bb indica il corretto modo di comprendere e, di conseguenza, di parlare di una determinata realt\u00e0, in questo caso dell\u2019Eucaristia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Qui non si tratta semplicemente di confutare il dott. Cionci, stiamo esplorando un tema essenziale nella nostra vita quotidiana. Ogni volta che ci approcciamo a una certa realt\u00e0, lo facciamo secondo i criteri che quella stessa realt\u00e0 esige o lo facciamo in modo tale da piegare la realt\u00e0 ai nostri scopi, come il dott. Cionci con l\u2019Eucaristia? Vi invito perci\u00f2 a prestare attenzione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Leggiamo il n.12 di <em>Dei Verbum<\/em>:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abla sacra Scrittura [deve] esser letta e interpretata alla luce dello stesso Spirito mediante il quale \u00e8 stata scritta, per ricavare con esattezza il senso dei sacri testi\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questo \u00e8 un esempio emblematico di epistemologia teologica, da cui possiamo trarre spunto per comprendere perch\u00e9 l\u2019approccio del dott. Cionci \u00e8 maldestro (per non dire altro\u2026). Quanto la <em>Dei Verbum<\/em>dice della Scrittura vale a maggior ragione per l\u2019Eucaristia, la quale dev\u2019essere compresa alla luce dello stesso Spirito Santo mediante la quale \u00e8 stata istituita. Il punto di vista dello Spirito, in campo teologico, si chiama fede. O si parla dell\u2019Eucarestia attraverso la fede o non se ne deve parlare proprio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Facciamo un esempio chiarificatore. La comprensione pi\u00f9 corretta e profonda del cervello \u00e8 certamente quella della biologia e non quella della poesia che lo utilizza quale metafora per formulare i suoi messaggi. Un poeta non pu\u00f2 parlare in maniera pertinente e corretta del cervello perch\u00e9 lo scopo della poesia non \u00e8 quello di una conoscenza scientifica delle realt\u00e0 organiche, ma quello di evocare immagini, sensazioni, sentimenti.<\/p>\n<h2><a name=\"_Toc204779932\"><\/a>L\u2019ASPETTO RETORICO DEL MESSAGGIO DEL DOTT. CIONCI<\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Anche dal punto di vista retorico, cio\u00e8 circa il modo in cui viene sorretta un\u2019argomentazione, l\u2019intervento del dott. Cionci \u00e8 scorretto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Da una parte prende le distanze dal punto di vista teologico, affermando di non voler utilizzare termini tecnici perch\u00e9 non \u00e8 sua intenzione dare una formulazione teologica, va bene; per\u00f2 allo stesso tempo basa tutta la sua argomentazione sull&#8217;importanza <em>teologica<\/em> dell&#8217;Eucaristia. Tant\u2019\u00e8 che recupera l\u2019espressione della <em>Lumen Gentium<\/em> (n.11) che dice che l\u2019Eucaristia \u00e8 fonte e culmine di tutta la vita cristiana.\u00a0 Non ci siamo proprio: o si rinuncia alla teologia e non la si cita, nemmeno per caricare d\u2019importanza la propria argomentazione; oppure, se proprio la si vuol citare, si deve anche accettare che io, da teologo, faccia le mie osservazioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma, il Nostro, la teologia la usa, e nel momento in cui la sua terminologia viene criticata su basi teologiche, si ritira affermando che il contesto \u00abnon era teologico\u00bb. Spiace per chi vorrebbe altrimenti, ma non si pu\u00f2 avere la botte piena e la moglie ubriaca.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Rimanendo nell\u2019ambito retorico, vorrei riprendere un\u2019infelicissima espressione utilizzata dal dott. Cionci (e non solo) in riferimento all\u2019Eucaristia e alla Messa domenicale: <em>\u00abFranza o Spagna purch\u00e9 se magna\u00bb<\/em>! Per dire che alle persone interessa poco di chi governa la Chiesa, basta loro ricevere la Comunione. Per rispondere utilizzo una mail che mi \u00e8 recentemente arrivata, da parte di un professore di filosofia, che per discrezione lascio nell\u2019anonimato:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00ab\u201dFranza o Spagna purch\u00e9 se magna\u201d \u00e8 un proverbio popolare italiano coniato nel Cinquecento, quando la nostra nazione divenne preda inerme delle mire espansionistiche delle due nazioni citate. Spesso il motto \u00e8 associato al cinismo politico di Guicciardini. La frase applicata alla eucarestia \u00e8 orribile, ma non allude al cibarsi, bens\u00ec all\u2019atteggiamento pavido e dissimulato di chi cerchi la conciliazione di ci\u00f2 che \u00e8 inconciliabile, non per amore del vero, ma per ragiono legati al pi\u00f9 basso utilitarismo morale\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sembra allora che l\u2019utilizzo della frase non solo sia orribile, per il riferimento eucaristico, ma anche filologicamente scorretto, in quanto rinvia a un atteggiamento di <em>compromesso<\/em> volontario, volto a garantire a s\u00e9 stessi una vita comoda e priva di inquietudini. Ora, se il dott. Cionci \u00e8 consapevole di questo retroterra storico e semantico, allora ci troviamo di fronte a un\u2019implicita valutazione di coscienza, ossia a un giudizio in foro interno sulla disposizione morale delle persone.<\/p>\n<h2><a name=\"_Toc204779933\"><\/a>L\u2019ASPETTO PROPAGANDISTICO DEL MESSAGGIO DEL DOTT. CIONCI<\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Io non so davvero se il dott. Cionci sia credente, ma se lo fosse, da sacerdote gli consiglierei di rivedere un po\u2019 il suo rapporto con la dottrina e la piet\u00e0 cristiana\u2026 perch\u00e9 egli non vede l&#8217;Eucaristia per ci\u00f2 che <strong>\u00c8<\/strong>, ma per ci\u00f2 che pu\u00f2 <strong>FARE<\/strong> per i suoi scopi. Per lui, l&#8217;Eucaristia non \u00e8 il fine (la comunione con Dio), ma un mezzo per un fine diverso. Siamo oltre la teologia della liberazione! Qui siamo alla ricomprensione dei sacramenti quale strumenti per generare una presa di coscienza collettiva della <em>Magna Quaestio<\/em>, come se fossimo in Matrix.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;Eucaristia diventa uno strumento di pressione sociale, un catalizzatore per una insurrezione ecclesiale. Questo \u00e8 contrario alla sua natura. Il suo scopo \u00e8 la santificazione dell&#8217;anima e l&#8217;unione con Cristo, da cui poi sgorga esternamente la carit\u00e0. Il dott. Cionci inverte questo: vuole usare il Sacramento per ottenere un risultato esterno (lo \u00absvelamento della <em>Magna Quaestio<\/em>\u00bb), riducendo la sua dimensione spirituale a una funzione strategica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La Chiesa dice che l\u2019Eucaristia \u00e8 la fonte \u2014 cio\u00e8 il principio, il fondamento \u2014 e il culmine \u2014 cio\u00e8 il fine \u2014 di tutta la vita cristiana, il dott. Cionci serenamente la utilizza quale strumento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Prima ha utilizzato gli aerei, i volantini, le auto pubblicitarie, i fumetti\u2026 va benissimo, ma ora siamo arrivati a <em>usare<\/em> l\u2019Eucaristia! Questo NO!<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Andiamo avanti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Da quanto lui stesso esprime nei suoi interventi ricaviamo che lo scopo di tutto questo disordine teologico, sacramentale, ecc. del dott. Cionci potrebbe essere riassunto cos\u00ec: \u00abi cattolici dovrebbero smettere di andare a Messa <u>sia perch\u00e9 \u00e8 illecita<\/u> (e la sua stessa validit\u00e0 potrebbe essere a rischio) sia come <u>forma di militanza<\/u> per poter costringere la gerarchia ad uno svelamento\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Circa l\u2019uso strumentale e \u00abpolitico\u00bb dell\u2019astensione dalla S. Messa, non posso che inorridire. Un peccato mortale (infrangere il terzo comandamento) non potr\u00e0 mai essere un atto di virt\u00f9.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Anni fa c\u2019era la pandemia, ora questa questione\u2026 mai come in questi anni l\u2019Eucaristia ma, pi\u00f9 in generale, il precetto domenicale sono stati cos\u00ec minacciati! E chi raccoglier\u00e0 e ricomporr\u00e0 i cocci delle anime stentate, rimaste senza cibo per anni?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Si fa presto a elaborare strategie di pressione sociale, senza considerare le ripercussioni che queste hanno inevitabilmente sulle anime\u2026 e sono conseguenze devastanti. \u00ab<strong>La Chiesa vive dell\u2019Eucaristia<\/strong>\u00bb \u2026 sono le prime parole dell\u2019Enciclica di Giovanni Paolo II <em>Ecclesia de Eucharistia<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> e ancora, \u00ab<strong><em>La Chiesa vive del Cristo eucaristico<\/em>, da Lui \u00e8 nutrita<\/strong><em>, da Lui \u00e8 illuminata<\/em>\u00bb (n.6). Questo vorr\u00e0 pur dire qualcosa. Stando all\u2019italiano significa che il sostentamento della Chiesa e quindi delle anime \u00e8 il SS. Sacramento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La Chiesa non ha mai insegnato che, di fronte a un problema gerarchico, la soluzione per i laici sia abbandonare il precetto domenicale e privarsi della grazia sacramentale. Questa \u00e8 una logica di ricatto spirituale, non di fede. Se l&#8217;Eucaristia \u00e8 davvero \u00abfonte e culmine\u00bb, come si pu\u00f2 proporre di tagliarsi fuori dalla fonte per dimostrare un punto? \u00c8 come un medico che, per protestare contro la cattiva gestione di un ospedale, dicesse ai pazienti di smettere di curarsi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Mi viene allora un\u2019idea: perch\u00e9 non lanciare un appello pubblico? Perch\u00e9 il dott. Cionci non indice un digiuno \u2013 ma non eucaristico, beninteso \u2013 sul modello di quelli che organizzava Marco Pannella? Se davvero intende condurre questa battaglia su un piano laico, non sarebbe forse pi\u00f9 coerente che fosse lui per primo a incatenarsi davanti a San Pietro, iniziando uno sciopero della fame? Sarebbe una scelta perfettamente logica, no? Se l\u2019indagine che porta avanti \u00e8 laica, utilizzi mezzi laici! E invece no: l\u2019indagine si proclama laica, ma gli strumenti sono sacri. Anzi, lo strumento, la leva, \u00e8 Dio stesso.\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma d\u2019altronde vi ricordo la posizione espressa dal dott. Cionci sul precetto domenicale nel suo post del 26 marzo 2025. Leggendo un vecchio manuale di teologia morale elencava tutta una serie di motivi che scusano dal precetto (impossibilit\u00e0 fisica o morale, caso di danno corporale o spirituale provocato a noi stessi o ad altri, ecc.), aggiungendo poi:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abDio non vuole che tu sacrifichi te stesso, che tu produci danno morale, spirituale, per te stesso o per gli altri, pur di andare a timbrare il cartellino della Messa dominicale. Perch\u00e9 ribadisco: Dio non \u00e8 il mega direttore di Fantozzi\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sorvoliamo sulla bassezza delle immagini usate, cito dall\u2019Esortazione Apostolica postsinodale, <em>Sacramentum Caritatis<\/em>, del Santo Padre Benedetto XVI:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>\u00abN. 95<\/u> All&#8217;inizio del quarto secolo il culto cristiano era ancora proibito dalle autorit\u00e0 imperiali. Alcuni cristiani del Nord Africa, che si sentivano impegnati alla celebrazione del Giorno del Signore, sfidarono la proibizione. Furono martirizzati mentre dichiaravano che non era loro possibile vivere senza l&#8217;Eucaristia, cibo del Signore: sine dominico non possumus. Questi martiri di Abitine, uniti a tanti Santi e Beati che hanno fatto dell&#8217;Eucaristia il centro della loro vita, intercedano per noi e ci insegnino la fedelt\u00e0 all&#8217;incontro con Cristo risorto. Anche noi non possiamo vivere senza partecipare al Sacramento della nostra salvezza e desideriamo essere iuxta dominicam viventes, tradurre cio\u00e8 nella vita quello che celebriamo nel Giorno del Signore. Questo giorno, in effetti, \u00e8 il giorno della nostra definitiva liberazione. C&#8217;\u00e8 da meravigliarsi se desideriamo che ogni giorno sia vissuto secondo la novit\u00e0 introdotta da Cristo con il mistero dell&#8217;Eucaristia?\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">I martiri di Abitine sono perci\u00f2 andati contro il volere di Dio perch\u00e9 hanno sacrificato s\u00e9 stessi? Avrebbero potuto starsene nascosti nelle loro case. Secondo i manuali di morale citati dal dott. Cionci avevano un motivo grave che li scusava \u2014 quale danno corporale maggiore del perdere la vita? \u2014 invece hanno preferito andare incontro al martirio per non saltare il precetto domenicale, confessando davanti ai carnefici <strong><em>sine dominico non possumus<\/em><\/strong>! Anche questo \u00e8 <em>timbrare il cartellino<\/em>?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 necessaria da parte di tutti noi una presa di coscienza, poich\u00e9, se davvero seguiamo chiunque si presenti a predicarci un Vangelo diverso \u2014 come ammonisce san Paolo \u2014 ci\u00f2 rivela una grave fragilit\u00e0 nella nostra fede.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il Vangelo autentico non \u00e8 tale perch\u00e9 lo annuncio io, ma perch\u00e9 \u00e8 quello di sempre: il Vangelo dei martiri di Abitine, di san Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI.<\/p>\n<h2><a name=\"_Toc204779934\"><\/a>L\u2019ASPETTO SACRAMENTALE DEL MESSAGGIO DEL DOTT. CIONCI<\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo \u00e8 l\u2019aspetto al quale dedicher\u00f2 la trattazione pi\u00f9 ampia e articolata, includendo pi\u00f9 risposte che mi sono trovato costretto a dare per proteggere i fedeli dalla manipolazione della Verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Espongo qui le affermazioni sintetiche del dott. Cionci in merito alla partecipazione ai sacramenti, cos\u00ec come sono esposte nel PDF \u00abSulla validit\u00e0\/liceit\u00e0 della Messa \u201c<em>una cum papa Francisco<\/em>\u201d\u00bb di Andrea Cionci, messo a disposizione sui suoi social:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abChiariamo subito la differenza tra validit\u00e0 e liceit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Messa valida: la transustanziazione avviene.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Messa invalida: la transustanziazione non avviene e non vi si pu\u00f2 partecipare.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Messa valida, ma illecita: la transustanziazione avviene, <strong>ma non vi si pu\u00f2 partecipare<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Quella appena sopra \u00e8 un\u2019espressione sintetica che si ritrova pi\u00f9 o meno costantemente nelle esternazioni del dott. Cionci. A seconda dei casi, a queste ha aggiunto pareri anche pi\u00f9 radicali. In particolare ha consigliato di \u00absospendere il giudizio\u00bb sulla validit\u00e0 dei sacramenti durante il pontificato di Francesco e di Leone XIV in attesa che la Chiesa si esprima in merito alla legittimit\u00e0 delle loro elezioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Quindi, calandoci in questa ipotesi di lavoro, cio\u00e8 l\u2019esistenza di un dubbio in questo senso, vediamo quali sono le domande sollevate dalla presa di posizione del dott. Cionci:<\/p>\n<ol>\n<li>Se un Papa \u00e8 illegittimo, i sacramenti restano validi?<\/li>\n<li>Se una Messa \u00e8 illecita, \u00e8 un male morale parteciparvi?<\/li>\n<li>Su quali basi si dovrebbe sospendere il giudizio sulla validit\u00e0 dei sacramenti?<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">A scanso di equivoci <strong>chiarisco subito la mia posizione<\/strong>, che andr\u00f2 ad argomentare:<\/p>\n<ol>\n<li>Se un Papa \u00e8 illegittimo, i sacramenti restano validi? <strong>S\u00ec, restano validi<\/strong>.<\/li>\n<li>Se una Messa \u00e8 illecita, \u00e8 un male morale parteciparvi? <strong>No, affatto<\/strong>.<\/li>\n<li>Su quali basi si dovrebbe sospendere il giudizio sulla validit\u00e0 dei sacramenti? <strong>Non ci sono basi per farlo<\/strong>.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Procediamo ora a esaminare questi punti uno a uno.<\/p>\n<h3><a name=\"_Toc204779935\"><\/a>SE UN PAPA \u00c8 ILLEGITTIMO, I SACRAMENTI RESTANO VALIDI E SE UNA MESSA \u00c8 ILLECITA NON \u00c8 UN MALE MORALE PARTECIPARVI (IN ASSENZA DI CONDANNE ESPLICITE)<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Contrariamente al dott. Cionci io ritengo che alla Santa Messa si debba sempre partecipare, se non vi sono condanne della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questa mia convinzione poggia su fondamenta pi\u00f9 che solide.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La prima prova, che sarebbe gi\u00e0 di per s\u00e9 sufficiente, \u00e8 data dal miracolo di Moncada, avvenuto in Spagna durante il Grande Scisma d\u2019Occidente, il quale testimonia incontrovertibilmente che i sacramenti \u2014 tutti i sacramenti \u2014 erano validi anche se celebrati in unione con l\u2019antipapa Clemente VII.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In Appendice 1 riporto la storia del miracolo di Moncada, avvenuto nel 1392, e le sue implicazioni per rispondere al dott. Cionci.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La seconda prova \u00e8 fornita, in tempi recenti, da come la Chiesa si \u00e8 posta nei confronti delle celebrazioni della Fraternit\u00e0 Sacerdotale San Pio X, fondata da Mons. Marcel Lefebvre. In quel caso il tema non era la validit\u00e0 dei sacramenti ma la possibilit\u00e0 per i fedeli di assistervi per assolvere al precetto domenicale. Anche in quel caso di scisma oggettivo la Chiesa rispose affermativamente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In Appendice 2 riporto gli elementi utili circa la vicenda della FSSPX.<\/p>\n<h3><a name=\"_Toc204779936\"><\/a>PERCH\u00c9 MAI SI DOVREBBE SOSPENDERE IL GIUDIZIO SULLA VALIDIT\u00c0 DEI SACRAMENTI?<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel suo podcast del 23 luglio \u00abL\u2019autogol di Padre Far\u00e9 sulla FSSPX\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>, il dott. Cionci ribadisce un punto nevralgico della sua tesi, ovvero la dubbia validit\u00e0 dei sacramenti celebrati in unione con un pontefice illegittimo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per sostenere questa posizione, il dottore \u00e8 solito usare una categoria tanto confusa quanto pericolosa, quella della \u00abChiesa bergogliana\u00bb, \u00abChiesa scismatica bergogliana\u00bb, o \u00abChiesa di Bergoglio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In un video del 25 luglio 2025 arriva a ipotizzare che quelli che lui chiama \u00abpreti bergogliani\u00bb, poich\u00e9 \u00abodiano l\u2019Eucaristia\u00bb, invaliderebbero volontariamente la celebrazione, esprimendo positivamente l\u2019intenzione di non consacrare<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019espressione \u00abChiesa bergogliana\u00bb, del tutto priva di fondamento teologico, insinua un dualismo interno alla Chiesa. Ma la Chiesa \u00e8 Una, Santa, Cattolica e Apostolica. Eventuali colpe personali, anche gravi, non suddividono la Chiesa in \u00abdue chiese\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non esistono due Chiese parallele, una \u00abratzingeriana\u00bb (vera e nascosta) e una \u00abbergogliana\u00bb (falsa e visibile). Esiste un&#8217;unica Chiesa cattolica, Corpo Mistico di Cristo, di cui il Papa \u00e8 il capo visibile. Eventuali errori, peccati o anche eresie di singoli membri del clero, per quanto gravi, non creano una \u00abchiesa alternativa\u00bb.<\/p>\n<h3><a name=\"_Toc204779937\"><\/a>CELEBRARE \u00abUNA CUM\u00bb UN PAPA ILLEGITTIMO INTERROMPE LA COMUNIONE CON CRISTO E CON LA CHIESA?<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questa obiezione assomiglia per certi versi alla polemica creatasi attorno al n. 39 di <em>Ecclesia de Eucharistia<\/em>, che alcuni interpretavano come se la comunione col Papa fosse un requisito indispensabile per la celebrazione eucaristica mettendone in dubbio, in quel caso, perfino la validit\u00e0. Rimando a quelle spiegazioni per approfondire.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questa obiezione per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 sottile e sfumata, non si capisce esattamente che portata le voglia dare il dott. Cionci quando afferma che le celebrazioni di oggi non realizzano la comunione con Cristo e che parteciparvi porterebbe \u00abfuori dalla Chiesa\u00bb.<\/p>\n<h4>LA LETTURA ERRONEA DELLE AFFERMAZIONI DI RATZINGER, DA CARDINALE E DA PAPA<\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Andrea Cionci chiudeva il suo podcast del 22 luglio<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a> con una frase ad effetto:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abSeguite Papa Benedetto XVI, seguite quello che dice, senza la comunione con il Papa non c\u2019\u00e8 la comunione con Cristo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ritenendo che, se il Papa non fosse legittimo, una S. Messa celebrata in unione con lui, non produrrebbe la comunione con Cristo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il fulcro semantico di questa affermazione \u00e8 la parola \u00abcomunione\u00bb. Ma di quale comunione si parla? Sacramentale, giuridica, o morale?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La comunione con Cristo non si identifica in modo assoluto con l\u2019unione personale col Papa. La menzione del Papa nella preghiera eucaristica non \u00e8 relazione con lui in quanto individuo, ma in quanto capo visibile della Chiesa. L\u2019intenzione \u00e8 quella di esprimere visibilmente l\u2019unit\u00e0 ecclesiale. Anche quando Benedetto XVI nel 2011 definisce \u00ab<em>una cum Papa nostro<\/em>\u00bb come \u00abespressione necessaria della realt\u00e0 eucaristica\u00bb, si sta riferendo al piano ecclesiologico:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abL\u2019Eucaristia \u00e8 il <strong>mistero dell\u2019intima vicinanza e comunione di ogni singolo col Signore<\/strong>. Ed \u00e8, <strong>al tempo stesso, l\u2019unione visibile tra tutti<\/strong>. L\u2019Eucaristia \u00e8 Sacramento dell\u2019unit\u00e0. Essa giunge fin nel mistero trinitario, e crea cos\u00ec al contempo l\u2019unit\u00e0 visibile. Diciamolo ancora una volta: essa \u00e8 l\u2019incontro personalissimo col Signore e, tuttavia, <strong>non \u00e8 mai soltanto un atto di devozione individuale<\/strong>. La celebriamo <strong>necessariamente insieme<\/strong>. In ogni comunit\u00e0 vi \u00e8 il Signore in modo totale. Ma Egli \u00e8 uno solo in tutte le comunit\u00e0. Per questo, della Preghiera eucaristica della Chiesa <strong>fanno necessariamente parte le parole: \u201c<\/strong><strong>una cum Papa nostro et cum Episcopo nostro<\/strong>\u201d. Questa non \u00e8 un\u2019aggiunta esteriore a ci\u00f2 che avviene interiormente, bens\u00ec <strong>espressione necessaria della realt\u00e0 eucaristica stessa<\/strong>. \u2014 Intesa come \u201cunione visibile tra tutti\u201d\u2014 <strong>E menzioniamo il Papa e il Vescovo per nome: l\u2019unit\u00e0 \u00e8 del tutto concreta, ha dei nomi<\/strong>. <strong>Cos\u00ec l\u2019unit\u00e0 diventa visibile, diventa segno per il mondo<\/strong> e stabilisce per noi stessi un criterio concreto\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 quindi un discorso sull\u2019unit\u00e0 visibile, non sul sacramento in quanto tale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel podcast del 19 luglio il dott. Cionci aveva citato anche un passo del Card. Ratzinger del 1977:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abPoich\u00e9 l&#8217;Eucaristia ha a che fare solo con Cristo, essa \u00e8 il sacramento della Chiesa e per questa stessa ragione essa pu\u00f2 essere accostata <strong>solo nell&#8217;unit\u00e0 con tutta la Chiesa<\/strong> <strong>e con la sua autorit\u00e0<\/strong>. Per questo la preghiera per il Papa fa parte del canone eucaristico della celebrazione eucaristica. <strong>La comunione con lui \u00e8 la comunione con il tutto, senza la quale non vi \u00e8 comunione con Cristo<\/strong>\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Su questa prima frase del Card. Ratzinger, non credo ci siano perplessit\u00e0: \u00abl&#8217;Eucaristia ha a che fare solo con Cristo, essa \u00e8 il sacramento della Chiesa e per questa stessa ragione essa pu\u00f2 essere accostata <strong>solo nell&#8217;unit\u00e0 con tutta la Chiesa<\/strong> <strong>e con la sua autorit\u00e0<\/strong>\u00bb. L\u2019Eucaristia \u00e8 il sacramento della comunione per eccellenza, della comunione di tutti i battezzati con il Signore e anche fra di loro. La frase che meglio sintetizza questa reciprocit\u00e0 \u00e8 quella di De Lubac (ripresa da documenti magisteriali come il Catechismo al n. 1396 o l\u2019enciclica <em>Ecclesia de Eucharistia<\/em>): \u00abla Chiesa fa l\u2019Eucaristia e l\u2019Eucaristia fa la Chiesa\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il secondo passaggio, invece, viene usato polemicamente dal dott. Cionci: \u00abPer questo la preghiera per il Papa fa parte del canone eucaristico della celebrazione eucaristica. <strong>La comunione con lui \u00e8 la comunione con il tutto, senza la quale non vi \u00e8 comunione con Cristo<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La massima di Ratzinger allude per contrasto alla condizione dello scisma formale: l&#8217;atto con cui un battezzato, con piena avvertenza e deliberato consenso, rifiuta la sottomissione al Sommo Pontefice o la comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti. In questo atto c&#8217;\u00e8 un &#8220;no&#8221; volontario e ostinato all&#8217;istituzione stessa del Papato come voluta da Cristo. \u00c8 qui che si spezza il vincolo visibile e, di conseguenza, si oscura e si deforma quello invisibile con Cristo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;errore capitale del dott. Cionci \u00e8 applicare questa diagnosi a una condizione radicalmente diversa: quella del fedele che vive in uno stato di profonda crisi di coscienza sulla legittimit\u00e0 di chi occupa la Sede di Pietro. Un tale fedele non sta dicendo \u00abnon voglio un Papa\u00bb, ma sta chiedendo angosciato \u00abchi \u00e8 il Papa?\u00bb. La sua intenzione non \u00e8 quella di rompere la comunione, ma al contrario, di preservare la vera comunione con il vero successore di Pietro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Confondere un possibile errore di giudizio (un errore dell&#8217;intelletto) con un atto di ribellione (un peccato della volont\u00e0) \u00e8 una grave forzatura morale. La mia posizione non nega il principio esposto da Ratzinger; ma ne contesta l&#8217;applicazione meccanica e spietata a un caso di coscienza che quel principio non contemplava.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ratzinger non intendeva dire che la comunione con il vicario di Cristo \u00e8 il TUTTO del sacramento nel senso stretto inteso dall\u2019interpretazione del dott. Cionci. Ed \u00e8 proprio vera la frase che egli dice in conclusione del podcast del 19 luglio<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>, facendomi il verso ironicamente:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abanche se non c&#8217;\u00e8 la comunione con il Papa, perch\u00e9 il Papa non \u00e8 il Papa, va bene lo stesso, c&#8217;\u00e8 ugualmente la comunione con Cristo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Esatto \u00e8 proprio cos\u00ec: anche se non c\u2019\u00e8 la comunione col Papa, siccome il Papa non \u00e8 la Chiesa intera, \u00abva bene lo stesso\u00bb, nel senso che il Sacramento \u00e8 valido.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La figura del Papa \u00e8 stata investita di un\u2019assolutezza che non gli \u00e8 mai appartenuta e questo per un fine utilitaristico, per esasperare una questione e rendere inaccettabile la Chiesa, cos\u00ec per come si presenta attualmente. Ma non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>Il fine del Sacramento non \u00e8 la comunione con il Papa<\/u>, se lo fosse allora s\u00ec che l\u2019Eucaristia perderebbe il suo senso se la sede apostolica fosse vacante o se seguissimo un antipapa. <u>Il fine del sacramento \u00e8 la comunione con Cristo e con la Chiesa intera<\/u>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il dott. Cionci invece interpreta al rovescio il senso del sacramento e il ruolo del Papa e crede che se manca la comunione con quest\u2019ultimo non vi sia la comunione con Cristo! Qui siamo ad affermazioni dogmatiche innovative! Questa visione cos\u00ec umanamente gerarchica, per cui tutto si faccia dipendere da un solo uomo, \u00e8 \u00abcomoda\u00bb, ma \u00e8 falsa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Consideriamo due scenari ipotetici:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Durante la vacanza della sede apostolica che segue la morte di un Papa legittimo <\/strong>non c\u2019\u00e8 un Papa con cui essere in comunione, ma la comunione con Cristo \u00e8 reale e nella preghiera eucaristica si celebra in unione con la Chiesa, senza fare il nome di un Papa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Se si presume che sul soglio di Pietro sieda un Papa illegittimo<\/strong>: la menzione nella preghiera eucaristica non \u00e8 comunione fisica con quella persona, ma espressione visibile dell\u2019unit\u00e0 ecclesiale. Se l\u2019Eucaristia \u00e8 validamente consacrata, siamo comunque in comunione con Cristo, perch\u00e9 egli \u00e8 realmente presente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In entrambi i casi, la comunione con Cristo si realizza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">A questo punto, prevedo l&#8217;obiezione del dott. Cionci: \u00abAh, certo! Pur di ricevere l&#8217;Eucaristia, sareste disposti a entrare in comunione anche con un antipapa!\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma \u00e8 proprio qui che sorge la mia domanda:\u00a0di quale \u00abcomunione\u00bb stiamo parlando?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ripeto nuovamente: l\u2019unione con Cristo, nella S. Messa, non si identifica con l\u2019unione personale col Papa e la menzione del Papa nella preghiera eucaristica non esprime l\u2019unione col Papa in quanto persona fisica ma in quanto capo visibile della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019unione con Cristo, nella normalit\u00e0 ecclesiale, passa visibilmente e normativamente per la comunione con la Chiesa, espressa dalla sua gerarchia visibile. In questo senso va interpretata l\u2019espressione di Benedetto XVI \u00abespressione necessaria della realt\u00e0 eucaristica stessa\u00bb. L\u2019unione con la Chiesa \u00e8 espressione della realt\u00e0 eucaristica. La realt\u00e0 eucaristica \u00e8 il fondamento e si esprime nell\u2019unione della Chiesa, formalizzata nella preghiera <em>una cum<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 chiaro che l\u2019<em>una cum<\/em> della preghiera eucaristica non ha lo stesso livello di realt\u00e0 o sostanzialit\u00e0 della transustanziazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non credo che il dott. Cionci sostenga, come alcuni, che comunicarsi\u00a0<em>una cum<\/em>\u00a0un Papa illegittimo significhi entrare in una relazione di comunione fisica con lui, quasi fosse presente nell&#8217;ostia. Di conseguenza, l&#8217;unica conclusione logica \u00e8 che, se l&#8217;Eucaristia \u00e8 valida, noi entriamo\u00a0innanzitutto e principalmente\u00a0in comunione con Ges\u00f9 Cristo, l&#8217;unico a essere sostanzialmente presente nell&#8217;Ostia consacrata.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il fatto di celebrare\u00a0<em>una cum<\/em>\u00a0un Papa illegittimo non altera la sostanza del Sacramento, non lo corrompe n\u00e9 lo degrada. La conferma ci viene dal citato caso del miracolo di Moncada.<\/p>\n<h4>L\u2019USO IMPROPRIO DEL CAN. 841 DEL CODICE DI DIRITTO CANONICO<\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il dott. Cionci, nel tentativo di sostenere la sua tesi sulla sospensione del giudizio riguardo la validit\u00e0 dei Sacramenti compie un&#8217;operazione scorretta, cercando appiglio nel canone 841, ma citandolo in modo decontestualizzato e contrario alla sua stessa natura giuridica e teologica. L&#8217;argomentazione presentata \u00e8 fallace per diversi motivi fondamentali. Vediamolo:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Can. 841 &#8211; Poich\u00e9 i sacramenti sono gli stessi per tutta la Chiesa e appartengono al divino deposito, \u00e8 di competenza unicamente della suprema autorit\u00e0 della Chiesa approvare o definire i requisiti per la loro validit\u00e0 e spetta alla medesima autorit\u00e0 o ad altra competente, a norma del can. 838, \u00a7\u00a73 e 4, determinare quegli elementi che riguardano la loro lecita celebrazione, amministrazione e recezione, nonch\u00e9 il rito da osservarsi nella loro celebrazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Cosa dice realmente il can. 841:<\/strong>\u00a0Questo canone stabilisce una gerarchia di competenze. Afferma che\u00a0solo la suprema autorit\u00e0\u00a0(il Romano Pontefice e il Collegio dei Vescovi unito a lui) ha il potere di stabilire o modificare i requisiti\u00a0<em>essenziali<\/em>\u00a0per la validit\u00e0 di un sacramento (es. materia, forma, intenzione del ministro). Questa \u00e8 una norma a garanzia dell&#8217;universalit\u00e0 e dell&#8217;origine divina dei sacramenti, per evitare che qualsiasi Vescovo o conferenza episcopale possa alterarne la sostanza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Cosa NON dice il can. 841:<\/strong>\u00a0Il canone\u00a0non implica affatto\u00a0che la validit\u00e0 dei sacramenti sia \u00absospesa\u00bb o \u00abdubbia\u00bb fino a una futuro pronunciamento papale. I requisiti per la validit\u00e0 sono gi\u00e0 stati definiti dal Concilio di Trento e sono in vigore da cinque secoli. Un sacramento celebrato oggi \u00e8 valido o invalido sulla base delle leggi e della teologia sacramentale che la Chiesa ha oggi, non sulla base di una ipotetica e futura sentenza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;argomento del dott. Cionci \u00e8 un &#8220;<em>non sequitur<\/em>&#8220;: dal fatto che il Papa ha l&#8217;autorit\u00e0 di definire la validit\u00e0, non ne consegue che i sacramenti attuali siano di validit\u00e0 dubbia. Al contrario, proprio perch\u00e9 l&#8217;autorit\u00e0 li ha gi\u00e0 definiti, e il clero li celebra secondo le norme vigenti, essi sono da ritenersi validi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Inoltre, ribadisco, la validit\u00e0 dei Sacramenti non dipende dalla legittimit\u00e0 del Pontefice:\u00a0la teologia sacramentale cattolica si basa sul principio dell&#8217;<em>ex opere operato<\/em>. Ci\u00f2 significa che il sacramento conferisce la grazia in virt\u00f9 dell&#8217;azione compiuta, a prescindere dalla santit\u00e0 o, in questo caso, dalla presunta legittimit\u00e0 del Papa menzionato nel canone della Messa. Il ministro (il sacerdote) agisce\u00a0<em>in persona Christi<\/em>\u00a0e\u00a0<em>in nomine Ecclesiae<\/em>. L&#8217;intenzione richiesta al ministro \u00e8 quella di \u00abfare ci\u00f2 che fa la Chiesa\u00bb. Un sacerdote che celebra la Messa secondo il Messale Romano intende inequivocabilmente fare ci\u00f2 che la Chiesa ha sempre fatto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;argomentazione del dott. Cionci sul can. 841 non \u00e8 un&#8217;analisi canonica, ma un sofisma costruito per sostenere un preconcetto. Egli decontestualizza un canone, crea una falsa analogia, si basa su un&#8217;ecclesiologia inventata (\u00abChiesa bergogliana\u00bb) e ignora principi cardine della teologia sacramentale e del diritto canonico.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non ha alcun senso sostenere che un futuro Pontefice user\u00e0 il can. 841 per dichiarare retroattivamente validi o invalidi i sacramenti celebrati in questi anni. Un tale atto sarebbe senza precedenti, teologicamente mostruoso e pastoralmente devastante. La validit\u00e0 dei sacramenti si fonda sulla promessa di Cristo e sulla prassi bimillenaria della Chiesa, non sulle mutevoli teorie di un&#8217;indagine giornalistica. I fedeli possono e devono accostarsi ai sacramenti con assoluta fiducia, perch\u00e9 \u00e8 Cristo che agisce in essi, non un uomo.<\/p>\n<h4>LA LETTURA MUTILATA DELL\u2019ENCICLICA <em>MYSTICI CORPORIS CHRISTI<\/em><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Un altro pilastro dell&#8217;attacco \u00e8 l&#8217;enciclica di Pio XII. Il dott. Cionci la riduce a un arido elenco di tre condizioni per essere membri della Chiesa, per poi concludere che chi non riconosce la legittimit\u00e0 di Bergoglio e di Prevost come papi, se partecipasse alle Messe celebrate in unione con questi \u00abpastori illegittimi\u00bb, andrebbe \u00abfuori dalla Chiesa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per di pi\u00f9 sottolinea che io stesso, come Sacerdote, conduco le anime fuori dalla Chiesa perch\u00e9 asserisco che si debbano frequentare i Sacramenti anche qualora fossero celebrati illecitamente e che per questi errori, nei quali dice che sono molto ostinato, dovrei fare ammenda.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tralasciamo i giudizi alla mia persona e concentriamoci sulle argomentazioni del dott. Cionci. Ancora una volta, si tratta di una sua lettura parziale che ignora i passaggi pi\u00f9 importanti del testo della <em>Mystici Corporis<\/em> per il nostro caso.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Pio XII, con mirabile equilibrio, dopo aver elencato le tre condizioni (Battesimo, professione di fede, sottomissione all&#8217;autorit\u00e0), si affretta a precisare:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abPoich\u00e9 non ogni delitto commesso, per quanto grave, \u00e8 tale che di sua natura (come lo scisma, l&#8217;eresia, l&#8217;apostasia) separi l&#8217;uomo dal corpo della Chiesa. N\u00e9 si estingue ogni vita in quelli che, pur avendo perduto col peccato la carit\u00e0 e la grazia divina [&#8230;] conservano tuttavia la fede e la speranza cristiana\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il Papa distingue chiaramente i tre peccati che, di loro natura, recidono dal Corpo, da tutti gli altri peccati, anche gravi. Un errore di fatto sulla persona del Papa, non motivato da spirito di ribellione ma da amore per la verit\u00e0 del Papato, non rientra in nessuna di queste tre categorie.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Inoltre, Pio XII parla con accorata carit\u00e0 dei &#8220;membri infermi&#8221; della Chiesa e ammonisce:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abAborriscano quindi tutti il peccato [&#8230;] ma chi, dopo aver miseramente mancato, non si rende con la propria ostinatezza indegno della comunione dei fedeli, sia ricevuto con sommo amore, e in lui si ravvisi con carit\u00e0 fattiva un membro infermo di Ges\u00f9 Cristo\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;approccio del dott. Cionci \u00e8 l&#8217;esatto contrario di questa carit\u00e0 pastorale. \u00c8 un approccio legalistico ma soprattutto ideologico, poich\u00e9 usa l&#8217;enciclica impropriamente per sostenere la propria tesi, mentre Pio XII l\u2019ha concepita, come abbiamo visto, con grande equilibrio e sapienza.<\/p>\n<h3><a name=\"_Toc204779938\"><\/a>LA CHIESA COME SISTEMA APERTO<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Come insegna anche il diritto canonico, i soggetti della suprema autorit\u00e0 sono due: il Papa e il Collegio dei Vescovi. Anche se il Papa non fosse legittimo, l\u2019altro polo dell\u2019autorit\u00e0 resta presente. Walter Kasper spiega che:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abSe l\u2019unit\u00e0 della Chiesa fosse basata su un solo \u201cprincipio\u201d, dovrebbe diventare totalitaria. Se, invece, l\u2019unit\u00e0 si basa su \u201cprincipi\u201d relativamente diversi e sulla loro \u201cinterazione\u201d, la Chiesa \u00e8 un sistema aperto\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E Michel de Certeau:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abDa qui l\u2019impossibilit\u00e0 per ciascuno di essere il tutto, il \u00abcentro\u00bb o l\u2019unico. [\u2026] In quanto autorit\u00e0, n\u00e9 il Papa, n\u00e9 la Scrittura, n\u00e9 l\u2019una o l\u2019altra tradizione, sono sufficienti; le altre le mancano. La sua relazione necessaria agli altri fa e dice la natura della sua relazione all\u2019Altro che l\u2019autorizza. [\u2026] Solo la connessione dei testimoni, dei segni o dei ruoli diversi enuncia una \u201cverit\u00e0\u201d che non pu\u00f2 essere ridotta all\u2019unicit\u00e0 di un membro, di un discorso o di una funzione. Dato che questa \u201cverit\u00e0\u201d non appartiene a nessuno, essa \u00e8 detta da molti\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questo mostra che la comunione ecclesiale non dipende da un solo principio. \u00c8 la rete delle relazioni nella Chiesa a costituire l\u2019ambito dove si comunica Cristo. E in questo ambito, la celebrazione dell\u2019Eucaristia conserva tutto il suo valore, anche in condizioni ecclesiali complesse o irregolari.<\/p>\n<h2><a name=\"_Toc204779939\"><\/a>IL PREZIOSO CONTRIBUTO ECCLESIOLOGICO DI S. AMBROGIO<\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">All\u2019inizio di questo testo, consideravamo l\u2019importanza di saper restare sotto la croce insieme alla Vergine Maria. Gi\u00e0 ai tempi di S. Ambrogio \u2014 siamo nel IV secolo \u2014 la Chiesa aveva i suoi problemi e certuni ne rimanevano scandalizzati.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tant\u2019\u00e8 che, qualche decennio dopo, Sant\u2019Agostino utilizz\u00f2 il nome di Chiesa <em>permixta<\/em> per indicare la coesistenza del grano e della zizzania, coesistenza che esercit\u00f2 su alcuni la tentazione di raccogliere e dividere prima del tempo. Da qui il termine coniato da S. Ambrogio <em>Ecclesia<\/em> <em>casta meretrix<\/em> (casta meretrice), dove <em>meretrix<\/em> \u2013 come spiega il Card. Biffi \u2013 rimanda non tanto alla prostituzione <em>strictu sensu<\/em> ma alla sua maternit\u00e0 nei confronti di tutti gli uomini<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a>.<\/p>\n<ol>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Ambrogio usa un paragone stupendo per parlare degli alti e bassi che la Chiesa vive nella sua storia:<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abLa Chiesa, <strong>come la luna, spesso scompare e rinasce<\/strong>, ma per effetto di queste sue scomparse \u00e8 cresciuta e ha meritato di ingrandirsi, mentre sotto le persecuzioni si rimpiccioliva e dal martirio dei confessori veniva incoronata. Questa \u00e8 la vera luna, che dalla luce perenne di suo fratello deriva il lume dell\u2019immortalit\u00e0 e della grazia. <strong>La Chiesa rifulge non della propria luce, ma di quella di Cristo e prende il proprio splendore dal Sole di giustizia<\/strong>&#8230; Veramente beata sei tu, o luna, che hai meritato una significazione tanto ammirevole! Perci\u00f2 mi avventuro a dirti beata, ma non per i tuoi noviluni, bens\u00ec perch\u00e9 sei simbolo della Chiesa; in quelli sei serva, in questo sei oggetto d\u2019amore\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il paragone \u00e8 stupendo perch\u00e9, da una parte, descrive le fasi calanti, negative e buie della Chiesa, dall\u2019altra rimanda all\u2019unica ragione della sua luce e quindi della sua santit\u00e0: Nostro Signore. Le due cose stanno insieme in un modo misterioso e non \u00e8 nostro compito forzare la realt\u00e0 per cercare di separare questi due aspetti. Perch\u00e9 non \u00e8 possibile separarli? Perch\u00e9 la Chiesa \u00e8 il Corpo Mistico di Cristo e come Cristo stesso la sua costituzione \u00e8 umano-divina (<em>teandrica<\/em>). Questi due non solo non si possono separare, ma finch\u00e9 siamo su questa terra non si possono nemmeno chiaramente distinguere.<\/p>\n<ol>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Ambrogio, sempre nell\u2019<em>Exameron<\/em> scrive: \u00abLa Chiesa ha le sue fasi&#8230; Sembra venir meno come la luna, ma non \u00e8 cos\u00ec. Pu\u00f2 nascondersi, non pu\u00f2 venir meno&#8230;\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a>.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E in effetti, a quanti oggi la Chiesa appare talmente nascosta da sembrare esanime? Ma tutto ci\u00f2 fa parte della sua vita. La Chiesa \u00e8 battuta, sembra moribonda, \u00e8 chiamata a lottare contro le potenze del male ma, dice S. Ambrogio:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abnon vince le potenze avverse con le armi del mondo, ma con le armi spirituali che hanno la forza di Dio e sono in grado di distruggere i baluardi potenti degli spiriti del male&#8230; Arma della Chiesa \u00e8 la fede, arma della Chiesa \u00e8 la preghiera che vince l\u2019avversario\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">[24]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Qualcuno vorrebbe affrontare le potenze del male privando la Chiesa delle sue armi, utilizzando al loro posto strategie mondane. Forse non ci si rende conto che privando la Chiesa delle uniche armi di cui dispone \u2014 i sacramenti\u2014 al posto che farla sopravvivere come si crede, la si porta rapidamente alla rovina! Non ci si accorge dell\u2019assurdit\u00e0 di tutto questo irragionevole modo di procedere?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E poi, occorre cautela con i giudizi sulla fruttuosit\u00e0 della Chiesa. \u00c8 facile dire che la Chiesa sia infeconda, ma anche se la Chiesa potrebbe a taluni apparire sterile \u00e8 perch\u00e9 \u2014 citando ancora S. Ambrogio: \u00abnon genera cose mondane n\u00e9 presenti, ma future; cio\u00e8, non quelle visibili, ma quelle invisibili\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn25\" name=\"_ftnref25\"><sup>[25]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non sappiamo quali frutti stia producendo la Chiesa in questo periodo, per la gloria di Dio! Pensiamo ai cristiani in Medioriente, specialmente in Siria, Palestina, Nigeria, Cina, ecc., veri e propri martiri!<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 fondamentale saper restare sotto la Croce come tanti Giovanni e Marie.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Se oggi la Chiesa ci sembra moribonda \u00e8 perch\u00e9, spiega il card. Biffi:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00ab\u00e8 chiamata nel disegno del Padre a rivivere e a prolungare nella sua vicenda il mistero della k\u00e8nosis di Cristo. Anche lui \u2013 giudicato con criteri mondani \u2013 non ha avuto molto successo nella sua missione\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn26\" name=\"_ftnref26\">[26]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Detto ci\u00f2, una domanda interpella ciascuno di noi: in cosa dovrebbe consistere, oggi pi\u00f9 che mai, la nostra fede? Nel continuare forzatamente ad aver fiducia nella Chiesa nonostante la sua grave crisi? No, non \u00e8 questo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Piuttosto, ci ha ricordato s. Ambrogio, nel riconoscere che proprio la sua eclissi costituisce l\u2019atto decisivo che conferma la sua identit\u00e0 pi\u00f9 profonda!<\/p>\n<h1><a name=\"_Toc204779940\"><\/a>DIFFERENZE NELLA METODOLOGIA, NELL&#8217;ATTEGGIAMENTO INTELLETTUALE E NELLA POSTURA ECCLESIALE TRA IL DOTT. CIONCI E ME<\/h1>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Desidero ora chiarire le differenze che intercorrono tra la mia posizione e quella del dott. Andrea Cionci. Le differenze fondamentali risiedono nella\u00a0metodologia, nell&#8217;atteggiamento intellettuale\u00a0e nella\u00a0postura ecclesiale.<\/p>\n<h2><a name=\"_Toc204779941\"><\/a>IL MIO APPROCCIO: L&#8217;INDAGINE NATA DA UN DUBBIO LEGITTIMO<\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Io ho presentato una tesi argomentata all&#8217;interno di quello che ritengo un dubbio legittimo. Il mio testo, <em>Non consegner\u00f2 il Leone<\/em>, pur arrivando a conclusioni chiare, si presenta fin dall&#8217;inizio come un lavoro di ricerca e non come un verdetto finale. Non ho mai affermato che \u00abbasta questo per capire\u00bb, ma ho costruito un&#8217;argomentazione complessa basata su fondamenti giuridici\u00bb, su un\u2019analisi canonico-storica e una bibliografia di oltre cento note. Ho strutturato il mio testo come una argomentazione, non come l&#8217;esposizione di un&#8217;ovviet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Come insegna San Tommaso d&#8217;Aquino, il dubbio \u00e8 l&#8217;inizio della conoscenza<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn27\" name=\"_ftnref27\">[27]<\/a>. Esso non parte da una negazione, ma dall&#8217;osservazione di \u00abanomalie\u00bb \u2013 come la distinzione tra\u00a0<em>munus<\/em>\u00a0e\u00a0<em>ministerium<\/em>\u00a0nella\u00a0<em>Declaratio<\/em>\u00a0o la figura inedita del Papa emerito \u2013 che fungono da \u00abbarlumi di verit\u00e0\u00bb e fanno sorgere un dubbio positivo. Il mio testo \u00e8 il tentativo di risolvere questa oscillazione attraverso la ricerca.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Soprattutto, ho sottoposto il mio lavoro al giudizio della Chiesa e mi sono dichiarato pronto a ritrattare. Le mie parole nel testo sono inequivocabili, e le ripeto qui:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abCredo che sia mia facolt\u00e0, diritto e addirittura dovere di carit\u00e0 aver detto tutto quanto ho detto oggi. Mi auguro che questo mio intervento possa fungere da invito per le autorit\u00e0 ecclesiastiche a rispondere in merito alle questioni da me sollevate, confutandole se \u00e8 loro possibile, con argomentazioni [&#8230;], correggendomi se e dove sbaglio [&#8230;] avviando quindi un dialogo costruttivo [&#8230;]. Ribadisco che sono e resto figlio della Chiesa e sar\u00f2 ben felice di ricredermi su tutte le mie affermazioni se mi verr\u00e0 dimostrato che sono errate\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn28\" name=\"_ftnref28\">[28]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questa non \u00e8 la lingua della certezza dogmatica, ma quella della proposta argomentata. Ho presentato una tesi e chiesto un confronto, sottomettendo la mia intelligenza a un&#8217;autorit\u00e0 superiore: la Chiesa.<\/p>\n<h2><a name=\"_Toc204779942\"><\/a>L&#8217;APPROCCIO DEL DOTT. CIONCI: L&#8217;ASSERZIONE DI UNA CERTEZZA<\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;approccio del dott. Cionci, in particolare come emerge dal suo libro <em>Codice Ratzinger<\/em>, mi pare si fondi su un presupposto differente. La sua affermazione centrale, secondo cui la rinuncia non conforme al canone 332 rende tutto ci\u00f2 che segue nullo senza bisogno di ulteriori dichiarazioni, \u00e8 presentata non come un&#8217;ipotesi da verificare, ma come un assioma auto-evidente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;intera struttura del suo libro sembra confermare questo approccio basato su una certezza di partenza. Il titolo stesso, <em>Codice Ratzinger<\/em>, non pone una domanda, ma afferma l&#8217;esistenza di un sistema di comunicazione segreto. I capitoli hanno titoli perentori, che espongono una verit\u00e0 gi\u00e0 scoperta, non un&#8217;indagine in corso.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La sua metodologia non \u00e8 quella del canonista che interpreta una legge, ma quella del \u00abdecodificatore\u00bb che svela un messaggio nascosto. Un simile approccio rischia di essere intrinsecamente soggettivo: ogni ambiguit\u00e0, ogni silenzio, ogni frase apparentemente banale viene reinterpretata come una tessera di un puzzle predefinito. Un dato contrario alla tesi non la inficia, ma diventa esso stesso una prova del linguaggio sottile usato per nascondere la verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Possiamo distinguere, nella sua analisi, due tipi di argomenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Argomenti condivisi:<\/strong>\u00a0Su alcuni punti, come l&#8217;analisi canonica della\u00a0<em>Declaratio<\/em>\u00a0e la distinzione tra\u00a0<em>munus<\/em>\u00a0e\u00a0<em>ministerium<\/em>, i nostri percorsi si avvicinano. Diversi studiosi hanno sollevato questi punti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Argomenti basati sul &#8220;Codice&#8221;:<\/strong>\u00a0Altri argomenti, che costituiscono la parte pi\u00f9 originale del suo lavoro, mi trovano in disaccordo. L&#8217;idea di un \u00abCodice Ratzinger\u00bb come chiave di lettura universale, o del \u00abCodice Ges\u00f9\u00bb come modello comunicativo, si allontana da una possibilit\u00e0 di verifica oggettiva e si fonda sull&#8217;assunto che ogni minima anomalia sia un messaggio deliberato. Queste sono interpretazioni che dipendono interamente dall&#8217;accettazione aprioristica dell&#8217;esistenza del \u00abcodice\u00bb stesso.<\/p>\n<h2><a name=\"_Toc204779943\"><\/a>DUE POSTURE DIFFERENTI RISPETTO ALLA CHIESA<\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In sintesi, la differenza tra noi \u00e8 netta. Il mio \u00e8 un atto che vuole rimanere\u00a0<strong>all&#8217;interno<\/strong>\u00a0del sistema canonico e teologico della Chiesa. Usa le fonti e le categorie della Chiesa per porre un dubbio e chiede alla Chiesa stessa di risolverlo. \u00c8 un atto che si definirebbe\u00a0<em>intra-ecclesiale<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;approccio del dott. Cionci, creando una propria categoria interpretativa come il \u00abCodice\u00bb, mi sembra porsi in una posizione diversa, quasi\u00a0<strong>dall&#8217;esterno<\/strong>. Si propone come colui che svela alla Chiesa (e al mondo) una verit\u00e0 che essa non \u00e8 in grado di vedere. \u00c8 un atto che si potrebbe definire\u00a0<em>para-ecclesiale<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Di fronte a un dubbio, San Tommaso insegna che \u00e8 prudente sospendere il giudizio<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn29\" name=\"_ftnref29\">[29]<\/a>. Sebbene io sia arrivato a una forte conclusione personale, la mia sottomissione al giudizio futuro della Chiesa agisce come una forma di sospensione del giudizio finale e definitivo. Riconosco che solo l&#8217;autorit\u00e0 legittima pu\u00f2 rendere la mia verit\u00e0 una verit\u00e0 ecclesiale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per il fatto che incoraggio i fedeli a <strong>frequentare<\/strong> i sacramenti, il dott. Cionci mi ha rivolto il grave rimprovero di portarli fuori dalla comunione con la Chiesa, accompagnandolo all\u2019esortazione a fare ammenda dei miei presunti errori<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn30\" name=\"_ftnref30\">[30]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ritengo che questa analisi abbia chiarito come il mio lavoro, proprio nella sua dichiarata sottomissione al giudizio dell\u2019autorit\u00e0, persegua l\u2019esatto opposto: cercare la verit\u00e0 restando, sempre e comunque, figlio della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Mi auguro che questa replica, offerta senza animosit\u00e0 ma con la necessaria fermezza, possa contribuire a riportare il dibattito sul piano che gli \u00e8 proprio: quello della ricerca onesta e rigorosa della Verit\u00e0, per il bene della Chiesa e la salvezza delle anime.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><a name=\"_Toc204779944\"><\/a><a name=\"_Toc204534024\"><\/a>APPENDICE 1 &#8211; IL MIRACOLO EUCARISTICO DI MONCADA<\/h1>\n<h2><a name=\"_Toc204534025\"><\/a><a name=\"_Toc204779945\"><\/a>RACCONTO DEL MIRACOLO<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn31\" name=\"_ftnref31\"><sup>[31]<\/sup><\/a><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il 25 giugno del 1388, don Guillermo de Pedr\u00f3s e donna \u00c1ngela de Alpicant, appartenenti a una famiglia di antichissimo lignaggio e di grande prestigio, ebbero la loro primogenita, In\u00e9s. Fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, la piccola In\u00e9s si mostr\u00f2 diversa dagli altri bambini.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il giorno di Natale del 1392, quando In\u00e9s non aveva ancora 5 anni, si rec\u00f2 con sua madre in chiesa, dove si celebrava la Messa dell\u2019Alba. La bambina stava ascoltando attentamente le parole del sacerdote quando, all\u2019improvviso, rimase attonita e, indicando con il dito verso l\u2019altare, disse alla madre:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2014 Guarda, mamma\u2026!<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sua madre la zitt\u00ec, ma la bambina insistette:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2014 Mamma! Guarda quel bambino!<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2014 Quale bambino, figlia? Di cosa parli?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2014 Il bambino di donna Febrera!<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2014 Taci In\u00e9s, taci, te lo comando!<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Alla fine della Messa, In\u00e9s non smetteva di piangere. Le tremavano le mani e aveva un aspetto febbricitante. Per calmarla, la madre decise di portarla a vedere il figlio di donna Febrera, una vicina della via May\u00f2r. Quando vide il piccolo, In\u00e9s afferm\u00f2 che lo stesso volto si era manifestato nelle mani di don Mos\u00e9n Jaime, nella particola da lui utilizzata durante la celebrazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In\u00e9s rivide il \u201cbambino di donna Febrera\u201d anche nelle altre due Messe che si celebrarono quel giorno. [\u2026]. Don Mos\u00e9n Jaime si rese conto che stava accadendo qualcosa di straordinario e meraviglioso. Qualche ora dopo la terza Messa e la terza visione di In\u00e9s, il rettore varc\u00f2 il portone della casa degli Alpicant. Fece sedere In\u00e9s sulle sue ginocchia e le chiese:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2014 Dimmi, piccola, cosa hai visto?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La bambina raccont\u00f2, con gioia tutto ci\u00f2 che era avvenuto durante le celebrazioni. Spieg\u00f2 che il bambino che aveva visto non era il figlio della vicina, poich\u00e9 quello che lei aveva visto era \u201cpi\u00f9 bello, pi\u00f9 bianco\u201d. Raccont\u00f2 ai presenti, con linguaggio infantile, che quel bambino sprigionava bagliori sull\u2019altare. Il terzo giorno di Natale, il \u201cbambino\u201d si manifest\u00f2 nuovamente davanti a In\u00e9s. Il nome della bambina si diffuse di bocca in bocca in tutta Moncada, e una folla di curiosi accorse alla casa degli Alpicant per ascoltare i dettagli narrati dalla piccola.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Don Mos\u00e9n Jaime era certo che quella creatura non poteva mentire, e solo lui sembrava in grado di comprendere perch\u00e9 Dio si degnasse di manifestarsi in quel modo. Decise dunque di incontrare i genitori di In\u00e9s e li convoc\u00f2 il giorno seguente, dopo la Santa Messa, alla presenza di una trentina di fedeli, di altri sacerdoti e di membri della famiglia Alpicant.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il parroco aveva consacrato due ostie. Nella mano destra teneva l\u2019unica particola consacrata che gli rimaneva, che mostr\u00f2 ai fedeli; nella sinistra una particola identica, ma non consacrata \u2013 cosa che solo lui sapeva. Si avvicin\u00f2 a In\u00e9s e le mostr\u00f2 entrambe.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2014 Dimmi, In\u00e9s. Vedi il bambino?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2014 S\u00ec, \u00e8 l\u00ec!<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In\u00e9s indic\u00f2 la mano destra. Don Jaime invert\u00ec le ostie tra le mani e gliele mostr\u00f2 di nuovo. In\u00e9s indic\u00f2 di nuovo quella realmente consacrata, che ora era nella mano sinistra. Don Jaime voleva ulteriori prove. Spezz\u00f2 l\u2019ostia consacrata e la mostr\u00f2 ancora a In\u00e9s, che afferm\u00f2 di vedere ora due bambini.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2014 Benedetto sia il Signore! esclam\u00f2 il sacerdote in lacrime.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In\u00e9s visse fino ai 19 anni una vita intensa e mistica, con una vocazione chiara: consacrarsi al Signore ed entrare in convento. Voleva essere sposa di Cristo, ma suo padre aveva altri progetti per lei. La giovane In\u00e9s era in et\u00e0 da marito, e poich\u00e9 gli Alpicant non avevano figli maschi a cui lasciare l\u2019eredit\u00e0, decisero di darla in sposa al miglior pretendente, un giovane della via May\u00f2r, anch\u2019egli di buona famiglia. Ma In\u00e9s aveva gi\u00e0 deciso cosa fare della sua vita: aveva consacrato il suo futuro davanti a S. Vincenzo Ferrer, all\u2019epoca notissimo predicatore domenicano.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In\u00e9s confess\u00f2 le sue intenzioni alla madre. Donna \u00c1ngela rispose solo con lacrime e un grande abbraccio, ma il padre interruppe la scena, rimproverando In\u00e9s con voce autoritaria e definendo la sua decisione una \u201cfollia\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il giorno seguente, rimasta sola nella casa di famiglia, In\u00e9s fugg\u00ec, non senza prima tagliarsi i capelli e cambiarsi d\u2019abito per sembrare un uomo. Si diresse alla Certosa di Porta-Celi, abitata da monaci. Dopo tre giorni di cammino, giunse finalmente a destinazione. Il suo aspetto la fece passare per un giovane bisognoso, e i certosini l\u2019accolsero senza sospetti. Ma dopo la prima notte trascorsa senza rivelare la propria identit\u00e0, In\u00e9s sent\u00ec l\u2019urgenza di confidarsi e chiese di potersi confessare dal coadiutore.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il confessore le spieg\u00f2 che era impossibile che potesse abitare con loro, ma le offr\u00ec una soluzione: affidarle la custodia del gregge, a condizione che vivesse in una grotta nella montagna. Da quel momento, per quattro anni, In\u00e9s fu la pastorella che, oltre ad accudire le pecore, pregava in segreto, sottoponendo il corpo a durissime penitenze, offerte per la redenzione delle anime perdute. Non valsero a nulla le ammonizioni del coadiutore, preoccupato per il suo aspetto pallido e gli occhi infossati.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La notte del 25 giugno 1428, giorno del compleanno di In\u00e9s, una luce illumin\u00f2 la montagna, rischiar\u00f2 la grotta. I monaci, spinti dalla pressione dei popolani impauriti che attribuivano l\u2019evento a un fenomeno soprannaturale, salirono fino a quel luogo quasi inaccessibile. Si racconta che, gi\u00e0 vicini al roccioso pendio, furono avvolti da un profumo fresco, pi\u00f9 intenso delle fragranze di pino, mirto e timo. Poco dopo, ai piedi di una rozza croce, trovarono il corpo, accasciato e privo di vita, della ragazza di Moncada, irradiato da un alone di luce abbagliante.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il suo confessore, con voce rotta dall\u2019emozione, rivel\u00f2 allora il segreto del falso pastorello. In quell\u2019istante, il campanile della Certosa cominci\u00f2 a suonare a festa per mano invisibile. Il rintocco fu cos\u00ec intenso che, la mattina successiva, quando si celebr\u00f2 il funerale sotto l\u2019altare della primitiva cappella gotica del monastero, la campana ammutol\u00ec, spezzata in mille frammenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ancora oggi, il pellegrinaggio alla Grotta della Venerabile In\u00e9s \u00e8 percorso da una moltitudine di fedeli e curiosi, desiderosi di conoscere il luogo in cui visse questa grande donna di Moncada.<\/p>\n<h2><a name=\"_Toc204534026\"><\/a><a name=\"_Toc204779946\"><\/a>IL CONTESTO ECCLESIALE, IL GRANDE SCISMA D&#8217;OCCIDENTE (1378-1417)<\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per comprendere appieno la situazione della cristianit\u00e0 nel 1388, \u00e8 indispensabile analizzare gli eventi che, dieci anni prima, avevano spaccato la Chiesa cattolica in due, e poi tre, obbedienze papali.<\/p>\n<h3><a name=\"_Toc204534027\"><\/a><a name=\"_Toc204779947\"><\/a>1. IL PRELUDIO: LA &#8220;CATTIVIT\u00c0 AVIGNONESE&#8221; E IL RITORNO A ROMA (1309-1377)<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per quasi settant&#8217;anni, dal 1309 al 1377, la sede papale era stata trasferita da Roma ad Avignone, in Francia. Questo periodo, definito dal Petrarca la &#8220;cattivit\u00e0 avignonese&#8221;, vide una successione di sette papi francesi, fortemente influenzati dalla monarchia di Francia. Questa situazione caus\u00f2 un profondo malcontento in gran parte della cristianit\u00e0, specialmente in Italia e nell&#8217;Impero Germanico, poich\u00e9 Roma era vista come la sede naturale e apostolica del successore di Pietro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sotto la spinta di figure carismatiche come Santa Caterina da Siena e Santa Brigida di Svezia, e a causa della situazione politica sempre pi\u00f9 instabile ad Avignone, Papa Gregorio XI prese la storica decisione di riportare definitivamente la Curia a Roma nel 1377. La sua morte, avvenuta poco dopo, il 27 marzo 1378, apr\u00ec uno scenario carico di tensioni.<\/p>\n<h3><a name=\"_Toc204534028\"><\/a><a name=\"_Toc204779948\"><\/a>2. IL CONCLAVE DEL 1378: L&#8217;ELEZIONE CONTESA<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il conclave che si apr\u00ec a Roma nell&#8217;aprile del 1378 fu uno dei pi\u00f9 turbolenti della storia. La popolazione romana, esasperata da decenni di assenza papale e dal timore che venisse eletto un altro papa francese che avrebbe riportato la sede ad Avignone, esercit\u00f2 una fortissima pressione sui cardinali. La folla assedi\u00f2 il Vaticano al grido di: \u00abRomano lo volemo, o al manco italiano!\u00bb (Lo vogliamo romano, o almeno italiano!).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dei sedici cardinali presenti, undici erano francesi, quattro italiani e uno spagnolo (il celebre Pedro de Luna, futuro antipapa Benedetto XIII). Nonostante la maggioranza francese, le divisioni interne a questo gruppo (tra limosini e non-limosini) impedirono l&#8217;elezione di un loro candidato. Sotto la minaccia della folla inferocita, i cardinali optarono per una figura di compromesso: l&#8217;arcivescovo di Bari, Bartolomeo Prignano, un napoletano, quindi italiano, ma non romano. Egli non era cardinale, ma era un esperto amministratore della Curia, noto per la sua integrit\u00e0 e austerit\u00e0. L&#8217;8 aprile 1378, fu eletto e prese il nome di Urbano VI.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Inizialmente, tutti i cardinali riconobbero la sua elezione, gli prestarono obbedienza e parteciparono alla sua incoronazione. Le cancellerie di tutta Europa furono informate e accettarono il nuovo pontefice.<\/p>\n<h3><a name=\"_Toc204534029\"><\/a><a name=\"_Toc204779949\"><\/a>3. LA ROTTURA: IL CARATTERE DI URBANO VI E LA REAZIONE DEI CARDINALI<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La situazione precipit\u00f2 rapidamente. Urbano VI si rivel\u00f2 un papa autoritario, collerico e privo di tatto diplomatico. Inizi\u00f2 un programma di riforme ecclesiastiche con modi bruschi e violenti, attaccando pubblicamente i cardinali per il loro lusso, la loro condotta morale e la simonia. Li umili\u00f2, minacci\u00f2 di creare un gran numero di nuovi cardinali italiani per spezzare l&#8217;influenza francese e si rifiut\u00f2 di considerare un ritorno ad Avignone.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sentendosi minacciati nel loro potere e persino nella loro incolumit\u00e0 fisica, i cardinali francesi iniziarono a dubitare della validit\u00e0 della sua elezione. Lasciarono Roma e si riunirono prima ad Anagni e poi a Fondi, nel Regno di Napoli, sotto la protezione della regina Giovanna I. Qui, il 2 agosto 1378, pubblicarono una dichiarazione in cui affermavano che l&#8217;elezione di Urbano VI era stata invalida perch\u00e9 estorta dalla violenza e dalla paura (<em>metus<\/em>) della folla romana. Pertanto, la sede papale era da considerarsi vacante.<\/p>\n<h3><a name=\"_Toc204534030\"><\/a><a name=\"_Toc204779950\"><\/a>4. L&#8217;ELEZIONE DELL&#8217;ANTIPAPA: LA NASCITA DELLO SCISMA<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ignorando le scomuniche di Urbano VI, il 20 settembre 1378, i cardinali dissidenti riuniti a Fondi elessero un nuovo papa: il Cardinale Roberto di Ginevra, che prese il nome di Clemente VII. La sua scelta non fu casuale. Roberto era cugino del re di Francia Carlo V e aveva guidato le truppe pontificie in Italia, guadagnandosi la sinistra fama di &#8220;boia di Cesena&#8221; per un massacro di civili avvenuto l&#8217;anno precedente. Era un uomo d&#8217;azione, un politico e un militare, gradito alla corona francese.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Con due papi eletti dallo stesso collegio cardinalizio a pochi mesi di distanza, la cristianit\u00e0 si spacc\u00f2. Lo scisma non fu un&#8217;eresia (entrambe le parti condividevano la stessa fede), ma una crisi istituzionale e di autorit\u00e0 senza precedenti.<\/p>\n<h3><a name=\"_Toc204534031\"><\/a><a name=\"_Toc204779951\"><\/a>LA DIVISIONE DELL&#8217;EUROPA NEL 1392<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel Natale del 1392, anno del miracolo di Moncada, lo scisma era ormai una realt\u00e0 consolidata da quattordici anni. L&#8217;Europa era divisa in due &#8220;obbedienze&#8221;:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><u>Obbedienza Romana (Urbano VI):<\/u><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Il Sacro Romano Impero<\/li>\n<li>L&#8217;Inghilterra (nemica della Francia nella Guerra dei Cent&#8217;anni)<\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li>L&#8217;Ungheria e la Polonia<\/li>\n<\/ul>\n<ol>\n<li>La Scandinavia<\/li>\n<li>Gran parte degli Stati italiani (tra cui Firenze, Milano e Venezia).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><u>Obbedienza Avignonese (Clemente VII, successivamente dichiarato antipapa):<\/u><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>La Francia<\/li>\n<li>La Scozia (alleata della Francia)<\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li>I regni della penisola iberica: Castiglia, Aragona e Navarra<\/li>\n<\/ul>\n<ol>\n<li>Il Regno di Napoli (dopo la deposizione della regina Giovanna I, sostenitrice di Clemente)<\/li>\n<li>Il Ducato di Savoia.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questa divisione era prettamente politica. I sovrani sceglievano quale papa appoggiare in base ai propri interessi e alleanze, trascinando con s\u00e9 i loro popoli e il clero locale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Successivamente, con il Concilio di Pisa del 1409, i cardinali di entrambe le obbedienze dichiararono decaduti i due papi in carica \u2014 Gregorio XII a Roma e Benedetto XIII ad Avignone \u2014 ed elessero un terzo papa: Alessandro V, cui successe Giovanni XXIII (antipapa). Invece di risolvere la crisi, il concilio aggrav\u00f2 lo scisma: tre papi rivendicavano contemporaneamente la legittimit\u00e0. La fine dello scisma si avr\u00e0 solo con il Concilio di Costanza (1414\u20131418).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma fermiamoci, per ora, alla situazione nel 1392, anno del miracolo di Moncada.<\/p>\n<h3><a name=\"_Toc204534032\"><\/a><a name=\"_Toc204779952\"><\/a>UNA CHIESA LACERATA, LA POSIZIONE DEI SANTI DEL TEMPO<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il dilemma provocato dallo scisma coinvolse anche grandi personalit\u00e0 religiose, quali i santi Caterina da Siena, schierata dalla parte del papa legittimo, e Vincenzo Ferrer, sostenitore dell\u2019antipapa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Riporto dal testo <em>Gli Antipapi del Grande Scisma d&#8217;Occidente<\/em>, di Mons. Antonio Galli (1908-2013), alcune citazioni che rendono conto della situazione ecclesiale dell\u2019epoca:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00ab\u2026 San Vincenzo Ferrer che nel periodo in cui propugn\u00f2 la legittimit\u00e0 della sede avignonese compose il trattato <em>De moderno schismate Ecclesiae<\/em>. Anche Bernardo di Agramunt, spinto da Pedro de Luna, us\u00f2 la penna in favore della Sede d&#8217;Avignone. Come accade nei periodi di maggiore sconcerto, la situazione paradossale creatasi col duplice pontificato diede l&#8217;avvio a previsioni catastrofiche, quasi fosse prossima una soluzione escatologica. Di qui il fiorire di una letteratura che adesc\u00f2 anche menti acute ed equilibrate. Fin dal 1390 uno scrittore inglese riteneva che il papa fosse l\u2019Anticristo descritto nell\u2019Apocalisse. Il beato Giovanni dalle Celle, nelle sue lettere, si manifesta convinto dell&#8217;imminenza della Parusia\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn32\" name=\"_ftnref32\">[32]<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questa citazione ci mostra almeno due cose.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La storia si ripete, anche se mai allo stesso modo: allora come oggi, i momenti di maggiore divisione e confusione nella Chiesa diventano terreno fertile per la proliferazione di letteratura escatologica, predicazioni catastrofistiche e visioni apocalittiche.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Un santo domenicano, Vincenzo Ferrer (1350-1419), ader\u00ec all\u2019obbedienza avignonese, che era illegittima. Per \u00abadesione\u00bb, qui s\u2019intende una vera e propria militanza in favore dell\u2019obbedienza scismatica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Leggiamo come Mons. Antonio Galli sintetizza l\u2019esperienza del santo:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abVincenzo Ferrer (1350-1419), spagnolo, segu\u00ec l&#8217;obbedienza avignonese dal sorgere dello scisma (1378) fino all\u2019anno 1399. Varie ragioni lo indussero ad assumere in buona fede questo atteggiamento. Appartenendo ai domenicani, egli si uniform\u00f2 alla decisione presa dal generale dell\u2019Ordine, frate Elia Raimondo. Sub\u00ec anche l&#8217;influsso di uno dei pi\u00f9 insigni domenicani aragonesi del tempo, Nicola Eymerich, che, trovandosi a Roma durante il conclave del 1378, si convinse dell\u2019irregolare elezione di Urbano VI. Ma chi gli diede la spinta decisiva fu don Pedro de Luna, essendo il santo confessore di una sua parente. [\u2026] Alla morte di Clemente VII, Benedetto XIII lo costitu\u00ec cappellano domestico, suo confessore, penitenziere apostolico, maestro del sacro Palazzo. Il santo si distacc\u00f2 da Benedetto in seguito ad una visione in cui, oltre alla pacificazione della Chiesa, gli fu predetta prossima la fine del mondo! Senza rompere del tutto i rapporti con la Sede Apostolica avignonese, Vincenzo si dedic\u00f2 ad un intenso apostolato che lo port\u00f2 in quasi tutti i Paesi d\u2019Europa. Con lo stesso impegno con cui aveva sostenuto il clementismo si applic\u00f2 in seguito alla riunificazione della Chiesa. Non gli riusc\u00ec tuttavia di convincere Benedetto ad abdicare, nonostante il memorabile discorso che pronunci\u00f2, il 7 novembre 1415, a Perpignano alla presenza dello stesso Benedetto e di cardinali, principi, ambasciatori e di migliaia di persone sul tema \u201cOssa arida, audite verbum Dei\u201d\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn33\" name=\"_ftnref33\">[33]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In questo contesto cos\u00ec complesso, capace di confondere anche un santo domenicano il caso del miracolo eucaristico di Moncada si presenta come un evento emblematico che getta luce sulla delicata questione della validit\u00e0 dei sacramenti amministrati in una Chiesa lacerata da divisioni istituzionali.<\/p>\n<h2><a name=\"_Toc204534033\"><\/a><a name=\"_Toc204779953\"><\/a>L\u2019IMPORTANZA TEOLOGICA DEL MIRACOLO NEL SUO CONTESTO STORICO<\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il parroco del villaggio di Moncada, don Mos\u00e9n Jaime, ordinato da un vescovo nominato da Clemente VII, era assalito dal dubbio che, qualora l\u2019obbedienza avignonese si fosse rivelata illegittima, tutti i sacramenti da lui amministrati, a cominciare dall\u2019Eucaristia, potessero essere invalidi. Tale dubbio, oltre a essere teologicamente mal fondato, testimonia l\u2019incertezza e il disagio ecclesiale vissuti da molti ministri in quell\u2019epoca.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il miracolo di Moncada \u00e8 la conferma soprannaturale della validit\u00e0 della consacrazione eucaristica, a dispetto delle incertezze umane circa l\u2019autorit\u00e0 del vescovo consacrante e dell\u2019obbedienza pontificia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tuttavia, dal punto di vista teologico, il miracolo non fonda una verit\u00e0 nuova: esso ratifica visibilmente ci\u00f2 che la dottrina scolastica gi\u00e0 affermava con chiarezza. San Tommaso d\u2019Aquino \u2013 dovremmo ormai saperlo a memoria \u2013 insegna che anche gli eretici, gli scismatici o gli scomunicati conservano la <em>potestas ordinis<\/em>, se sono stati validamente ordinati. La potest\u00e0 di consacrare, essendo connessa al carattere sacramentale dell\u2019Ordine, \u00e8 indelebile e non si perde per scisma o peccato personale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">A rafforzare questa visione interviene anche sant\u2019Antonino Pierozzi<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn34\" name=\"_ftnref34\">[34]<\/a> (1389-1459), arcivescovo di Firenze nel XV secolo, che \u2013 riflettendo proprio sulle complicazioni dello Scisma \u2013 afferma:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abSenza dubbio si deve credere che esiste una sola Chiesa e un solo vicario di Cristo. Tuttavia, in caso di scisma, qualora vengano eletti pi\u00f9 papi, non \u00e8 necessario alla salvezza sapere quale sia il vero pontefice. \u00c8 in genere sufficiente essere disposti a obbedire a colui che sia stato eletto canonicamente. Il laico non \u00e8 tenuto a conoscere il diritto canonico: pu\u00f2 e deve affidarsi al giudizio dei suoi superiori e prelati. Il cristiano che sbaglia in buona fede \u00e8 scusato da un\u2019ignoranza praticamente invincibile\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn35\" name=\"_ftnref35\">[35]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tutto ci\u00f2 va compreso non solo da un punto di vista sacramentale ma anche pastorale: durante il Grande Scisma, la preoccupazione principale della Chiesa fu la continuit\u00e0 della vita spirituale e pastorale per i fedeli, nonostante la profonda lacerazione dell&#8217;autorit\u00e0 papale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il principio di ignoranza invincibile<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn36\" name=\"_ftnref36\">[36]<\/a> e di coscienza retta vale anche per i ministri ordinati e questo \u00e8 confermato dal fatto che la Chiesa ha canonizzato vari santi<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn37\" name=\"_ftnref37\">[37]<\/a> che vissero sotto l\u2019obbedienza avignonese, riconoscendo la loro buona coscienza. Per quanto riguarda i ministri ordinati, sappiamo che la validit\u00e0 dei sacramenti, infatti, \u00e8 fondata sull\u2019oggettivit\u00e0 della <em>potestas ordinis<\/em>, e non sull\u2019appartenenza alla \u00abgiurisdizione canonica\u00bb legittima. In tale prospettiva, il miracolo di Moncada va interpretato non solo come condizione di validit\u00e0 della Messa celebrata dal parroco, ma come segno confermativo di una verit\u00e0 dottrinale: la fedelt\u00e0 di Dio alla realt\u00e0 sacramentale operata nella Chiesa, anche in tempi di accertata divisione, e la conferma della presenza reale di Cristo nell\u2019Eucaristia come frutto di una consacrazione valida, anche se esercitata in un\u2019obbedienza scismatica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Forniamo di seguito una lunga e chiarificante spiegazione del sacerdote e storico della Chiesa Louis Salembier (1849-1913), autore di vari articoli dell\u2019<em>Enciclopedia cattolica <\/em>del 1913 e del testo <em>Il grande scisma di occidente<\/em> (1907). Riportiamo generosamente il quarto paragrafo (capitolo IX) intitolato: \u00abChe ne \u00e8 dell\u2019autorit\u00e0 nella Chiesa?\u00bb:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abNel 1403, il papa d\u2019Avignone si trova in uno stato di semi-prigionia, sorvegliato costantemente e confinato nel proprio palazzo, mentre il suo rivale romano ha appena concluso una pace con il nuovo Re dei Romani, una pace la cui precariet\u00e0 e ambiguit\u00e0 non sfuggono a nessuno. \u00c8 il momento pi\u00f9 drammatico del Grande Scisma. In tale frangente, il cristiano attento non pu\u00f2 non porsi una domanda grave, che tocca da vicino la fede stessa: che ne \u00e8, in circostanze tanto critiche e in una rottura cos\u00ec profonda dell\u2019obbedienza ecclesiale, dell\u2019autorit\u00e0 suprema affidata da Cristo alla sua Chiesa? Il papa prigioniero o il pontefice ridotto all\u2019impotenza \u00e8 forse ancora l\u2019unico depositario dell\u2019autorit\u00e0 ricevuta dal Fondatore divino? E l\u2019altra met\u00e0 della Chiesa, quella che in realt\u00e0 non aderisce al vero Papa \u2014 noto in quel momento solo a Dio \u2014 \u00e8 forse da considerarsi realmente scismatica, e dunque priva di ogni giurisdizione, compresa quella di assolvere, riservata alla gerarchia legittima? \u00c8 possibile che tale parte sia giunta perfino a perdere la capacit\u00e0 di conferire validamente l\u2019Ordine sacro e di amministrare validamente i sacramenti?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non c\u2019\u00e8 motivo perch\u00e9 la piet\u00e0 e la fede si allarmino. Dio non ha mai privato del potere delle chiavi \u2014 n\u00e9 dei benefici ad esso connessi \u2014 una porzione considerevole della sua Chiesa, fuorviata dai propri vescovi per errori di fatto commessi in buona fede. Il papa, chiunque egli sia in simili circostanze, possiede almeno ci\u00f2 che il diritto canonico definisce titulus coloratus<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn38\" name=\"_ftnref38\"><em><strong>[38]<\/strong><\/em><\/a>, un titolo apparente che, in condizioni di errore generale e praticamente invincibile, \u00e8 sufficiente per l\u2019amministrazione dei sacramenti e l\u2019esercizio della giurisdizione esteriore. I fedeli si possono sbagliare su chi sia il vero capo visibile della Chiesa, ma ci\u00f2 non ha conseguenze invalidanti: il loro errore \u00e8 involontario, e la loro buona fede piena. I sacramenti che ricevono sono validi ed efficaci, poich\u00e9 amministrati da veri sacerdoti; e l\u2019autorit\u00e0 da loro riconosciuta produce i suoi effetti legali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La posizione fu chiaramente espressa nel Sinodo nazionale celebrato a Parigi nel febbraio 1395: \u201cNei grandi scismi del passato era chiaro ed evidente chi fosse l\u2019intruso, per quanto sostenuto da alcuni nobili. Ma oggi, per quanto falsa sia la parte dell\u2019intruso, essa presenta un\u2019apparenza assai verosimile, fondata su diversi documenti e argomenti, ed \u00e8 sostenuta da un numero di ecclesiastici noti superiore a quello che riconosce l\u2019obbedienza del nostro Santo Padre Benedetto; ed \u00e8 certo che i due papi eletti all\u2019inizio dello scisma furono entrambi scelti dall\u2019intero Collegio cardinalizio\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Queste circostanze del tutto particolari furono ben comprese da Sant\u2019Antonino, che era in contatto con un protagonista di primo piano in quegli eventi, il beato cardinale Giovanni Dominici.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2014 e qui l\u2019autore cita quanto abbiamo gi\u00e0 letto di S. Antonino Pierozzi \u2014<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il santo arcivescovo di Firenze scriveva: \u201cSenza dubbio si deve credere che esiste una sola Chiesa e un solo vicario di Cristo. Tuttavia, in caso di scisma, qualora vengano eletti pi\u00f9 papi, non \u00e8 necessario alla salvezza sapere quale sia il vero pontefice. \u00c8 in genere sufficiente essere disposti a obbedire a colui che sia stato eletto canonicamente. Il laico non \u00e8 tenuto a conoscere il diritto canonico: pu\u00f2 e deve affidarsi al giudizio dei suoi superiori e prelati. Il cristiano che sbaglia in buona fede \u00e8 scusato da un\u2019ignoranza praticamente invincibile\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Una simile dottrina \u00e8 ripresa anche da autorevoli teologi moderni: \u201cDopo l\u2019elezione valida di un papa, prima della sua morte o della sua rinuncia, ogni nuova elezione \u00e8 scismatica e nulla. Il nuovo eletto non appartiene alla successione apostolica. \u00c8 quanto accadde all\u2019inizio di quello che si chiama \u2014 non senza imprecisione \u2014 \u2018Grande Scisma d\u2019Occidente\u2019, che, da un punto di vista teologico, fu solo uno scisma apparente. Se vi fossero due elezioni quasi simultanee, una conforme alle leggi canoniche e l\u2019altra no, il papa eletto secondo legge sarebbe quello legittimo, anche se il suo riconoscimento fosse ritardato da dispute, incertezze e lacerazioni dolorose. L\u2019apostolicit\u00e0 sussiste oggettivamente nel vero papa, anche se tale oggettivit\u00e0 non \u00e8 immediatamente evidente. Sapere di avere ricevuto un\u2019eredit\u00e0 senza sapere in quale cassa sia conservata non cambia la realt\u00e0 del possesso: cos\u00ec \u00e8 la successione apostolica\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questa posizione riecheggia quella gi\u00e0 formulata nel Quattrocento dal grande arcivescovo di Firenze, celebrato come l\u2019\u201cAntonino del consiglio\u201d. La sorgente della santit\u00e0 e dell\u2019autorit\u00e0 legislativa e giudiziaria non si \u00e8 mai inaridita in alcuna delle due parti della Chiesa. Il vero Papa era presente nella Chiesa, ne rimaneva l\u2019anima vitale e principio di unit\u00e0. L\u2019autorit\u00e0 non si trasfer\u00ec n\u00e9 ai vescovi, n\u00e9 alla moltitudine del clero e del laicato, n\u00e9 all\u2019Universit\u00e0 di Parigi, n\u00e9 ai principi \u2014 francesi o stranieri \u2014 talvolta troppo inclini a invadere ambiti sacerdotali, come ammoniva sant\u2019Ambrogio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La forza santificante della Chiesa non perse nulla della sua efficacia. In quel periodo funesto, carestia e guerra, unite a gravi difficolt\u00e0 religiose, sconvolgevano l\u2019umanit\u00e0. La Peste Nera proseguiva in tutta l\u2019Europa la sua corsa devastatrice, minando le fonti stesse della vita naturale. Il mondo, sopraffatto e sconvolto da tante sciagure, sembrava sprofondato nella disperazione. Soltanto la Chiesa rimaneva in piedi, stringendo tra le sue mani il tesoro dei sacramenti che nutrono, fortificano e innalzano, con la consolazione divina e la speranza soprannaturale sulle labbra. Anche in quell\u2019et\u00e0 di disgrazie, come nei tempi benedetti di san Francesco e san Domenico, entrambe le parti della Chiesa diedero frutti di santit\u00e0, suscitando Santi attraverso i quali essa rifioriva, sanava e istruiva l\u2019umanit\u00e0\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn39\" name=\"_ftnref39\"><em><strong>[39]<\/strong><\/em><\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per concludere, in un\u2019epoca in cui l\u2019identificazione del papa legittimo era oggettivamente difficile, e in cui molti ministri si interrogavano con angoscia sulla validit\u00e0 dei sacramenti da loro celebrati, il miracolo eucaristico di Moncada appare come un segno celeste di rassicurazione. Ma pi\u00f9 ancora, costituisce una rappresentazione visibile di una verit\u00e0 teologica invisibile: i sacramenti, quando sono amministrati con la giusta intenzione da un ministro validamente ordinato, sono efficaci <em>ex opere operato<\/em>, anche nel contesto di una Chiesa ferita dallo scisma.<\/p>\n<h2><a name=\"_Toc204534034\"><\/a><a name=\"_Toc204779954\"><\/a>IL CONTRIBUTO SUCCESSIVO DEL CARD. NICCOL\u00d2 CUSANO<\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Desidero di seguito presentare alcuni interventi del Card. Niccol\u00f2 Cusano (1401-1464) riguardanti il movimento hussita (da Jan Huss). Pur essendo il periodo del Grande Scisma ormai superato ai suoi tempi, le sue osservazioni risultano particolarmente preziose per comprendere la rilevanza e la problematicit\u00e0 di possibili strumentalizzazioni sacramentali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abVoi, Boemi, che vi siete separati dal corpo della Chiesa per una certa singolarit\u00e0 nell\u2019uso della santissima Eucaristia, causando la rottura della pace e dell\u2019unit\u00e0, agite in contraddizione con le dottrine che predicate. Infatti questo banchetto supremo non \u00e8 solo un segno dell\u2019unit\u00e0 del Cristo nel Sacramento dell\u2019altare, ma anche il vincolo della pace. \u00c8 infatti il mistero dell\u2019unione fra il capo e le membra del Cristo. Per conseguenza, voi non venerate correttamente il sacramento dell\u2019unit\u00e0, poich\u00e9 ve ne servite per dividere scismaticamente la Chiesa\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn40\" name=\"_ftnref40\"><em><strong>[40]<\/strong><\/em><\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Inoltre, quale esortazione a rimanere sempre sottomessi alla Chiesa quale istituzione visibile, afferma che:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abBisogna dunque seguire la Chiesa docilmente quando essa giudica quello che \u00e8 conveniente per ogni et\u00e0, poich\u00e9 essa possiede la fede e conserva il deposito ricevuto, anche nel caso che si dovesse insinuare qualche errore in questo giudizio. L\u2019innocente, obbedendo alla Chiesa, anche se essa ha torto, ottiene la salvezza, quand\u2019anche venisse privato del sacramento. Ma ogni presunzione contro la Chiesa \u00e8 condannabile, come \u00e8 condannabile ogni rifiuto di obbedienza che va fino alla divisione scismatica\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn41\" name=\"_ftnref41\"><em><strong>[41]<\/strong><\/em><\/a>.<\/p>\n<h2><a name=\"_Toc204779955\"><\/a><a name=\"_Toc204534035\"><\/a>RISPOSTA A UN\u2019OBIEZIONE DEL DOTT. CIONCI: ALLORA LA FEDE ERA IMMUTATA, OGGI NON \u00c8 COS\u00cc<\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Coloro che sostengono l\u2019esistenza di una \u00abChiesa bergogliana\u00bb potrebbero obiettare che, a quel tempo, la fede delle diverse obbedienze era immutata, mentre oggigiorno \u00abnon si ha la certezza che abbiano l&#8217;intenzione di fare ci\u00f2 che fa la Chiesa, perch\u00e9 molti di loro non sono affatto cattolici\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Innanzi tutto, rendiamoci conto che questa obiezione potrebbe verificarsi in qualsiasi celebrazione: come pu\u00f2 il fedele conoscere l&#8217;intenzione del sacerdote che celebra, anche se sembra perfettamente ortodosso?Non avere l&#8217;intenzione non vuol dire non avere fede nella transustanziazione ma vuol dire credere nella transustanziazione e dire \u00abnon voglio consacrare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Si tratta di un caso veramente remoto e nessun sacerdote sano di mente farebbe una cosa del genere. Ma, ammesso e non concesso che un presbitero non abbia l&#8217;intenzione di consacrare, la Messa sarebbe invalida, ma la Chiesa supplisce circa i frutti spirituali della celebrazione, perch\u00e9 il fedele non pu\u00f2 conoscere l&#8217;intenzione del celebrante.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Cito una fonte autorevole, p. Angelo Bellon, in una risposta nella sua rubrica sul sito Amici Domenicani scrive:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abIl sacerdote che non crede al sacramento dell\u2019Eucaristia che celebra, compie un atto gravissimo e cio\u00e8 un sacrilegio perch\u00e9 non celebra con le disposizioni morali richieste, tuttavia celebra validamente. Per il solo fatto che si presenta all\u2019altare per celebrare il Sacramento accetta di lasciarsi determinare dall\u2019intenzione della Chiesa l\u00ec presente. E cio\u00e8 intende fare ci\u00f2 che intende la Chiesa anche se lui non ci crede. Solo in un caso non sarebbe valido il Sacramento: se in cuor suo dicesse \u201cnon intendo consacrare\u201d, \u201cn\u00e9 intendo lasciarmi determinare dalla volont\u00e0 della Chiesa qui presente\u201d\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Quanto spiegato da p. Angelo \u00e8 confermato da ci\u00f2 che scrive Leone XIII in <em>Apostolicae Curae<\/em>:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abOra poi, quando qualcuno per compiere o conferire un sacramento, ha adoperato seriamente e giustamente la materia e la forma dovute, proprio per questo si ritiene che egli abbia inteso certamente fare ci\u00f2 che fa la chiesa. Su questo principio si fonda la dottrina che tiene per fermo che \u00e8 veramente un sacramento anche quello che \u00e8 compiuto mediante il ministero di un eretico o di un non battezzato, purch\u00e9 con il rito cattolico. Al contrario, se il rito viene cambiato per introdurne un altro non approvato dalla chiesa, e per respingere ci\u00f2 che fa la chiesa e che appartiene alla natura del sacramento secondo l&#8217;intenzione di Cristo, allora \u00e8 chiaro che manca non solo l&#8217;intenzione necessaria al sacramento, ma che c&#8217;\u00e8 anzi una intenzione contraria e opposta al sacramento\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn42\" name=\"_ftnref42\">[42]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Pertanto non vi \u00e8 dubbio che la consacrazione sia valida, anche se il sacerdote non avesse alcuna fede nella Transustanziazione, perch\u00e9 tale sacerdote userebbe, comunque, il rito cattolico.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h1><a name=\"_Toc204779956\"><\/a>APPENDICE 2 &#8211; SI PU\u00d2 PARTECIPARE A UNA MESSA ILLECITA? IL CASO DELLA FSSPX<\/h1>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La posizione ufficiale della Chiesa nell\u2019unico recente caso concreto di Messa valida ma illecita \u2014 cio\u00e8 quelle celebrate dalla FSSPX prima della remissione della scomunica \u2014 \u00e8 chiarificatrice. La Pontificia Commissione <em>Ecclesia Dei<\/em> aveva dichiarato che <strong>partecipare alla loro Messa poteva soddisfare il precetto domenicale<\/strong><strong>, purch\u00e9 il fedele non lo facesse in spirito di scisma<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abIn senso stretto si pu\u00f2 adempiere il precetto domenicale partecipando a una Messa celebrata da un sacerdote della Fraternit\u00e0 San Pio X [\u2026]. Se la sua intenzione \u00e8 semplicemente quella di partecipare alla Messa secondo il Messale del 1962 per devozione, ci\u00f2 <em>non costituirebbe peccato<\/em>\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn43\" name=\"_ftnref43\"><sup>[43]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In una successiva occasione \u2014 ma sempre prima della remissione della scomunica \u2014 la stessa Commissione <em>Ecclesia Dei<\/em> ha precisato che il semplice atto di assistere alla Messa presso una cappella della FSSPX non equivale di per s\u00e9 ad \u00abadesione formale allo scisma\u00bb lefebvriano<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn44\" name=\"_ftnref44\"><sup>[44]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma se i semplici fedeli potrebbero non aderire formalmente allo scisma, \u00abnel caso dei diaconi e dei sacerdoti lefebvriani sembra indubbio che la loro attivit\u00e0 ministeriale nell\u2019ambito del movimento scismatico \u00e8 un segno pi\u00f9 che evidente\u00bb della loro \u00abadesione formale\u00bb allo scisma<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn45\" name=\"_ftnref45\"><sup>[45]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ora, si consideri il paradosso: il dott. Cionci propone di non partecipare a Messe celebrate da sacerdoti che, molto spesso in perfetta buona fede, celebravano o celebrano in comunione con colui che ritenevano o ritengono essere il Papa<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn46\" name=\"_ftnref46\"><sup>[46]<\/sup><\/a>, mentre la Chiesa stessa ha dichiarato che \u00e8 possibile partecipare a Messe celebrate da sacerdoti oggettivamente scismatici (come quelli della FSSPX), a patto che nel fedele non vi sia una formale adesione scismatica, e che tali Messe assolvono al precetto festivo. Si tenga conto inoltre che, comunemente, \u00e8 difficile che una Messa FSSPX sia l\u2019unica disponibile per assolvere il precetto; pertanto, il fedele che sceglie di parteciparvi lo fa pur potendo andare a una Messa di un sacerdote in piena comunione con la Chiesa Cattolica. Viceversa, per la maggior parte dei fedeli, la Messa \u00ab<em>una cum<\/em>\u00bb \u00e8 stata l\u2019unica disponibile per oltre un decennio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel suo podcast polemicamente intitolato \u00abL&#8217;autogol di P. Far\u00e8 sulla FSSPX: loro RICONOSCONO L&#8217;AUTORITA&#8217; DEL PAPA LEGITTIMO\u00bb postato su YouTube il 23 luglio 2025<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn47\" name=\"_ftnref47\">[47]<\/a>. il dott. Cionci ha cercato di confutare la mia citazione del caso FSSPX affermando che la Chiesa permette la partecipazione alle loro Messe perch\u00e9 la Fraternit\u00e0 \u00abriconosce l&#8217;autorit\u00e0 del Papa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;argomentazione del dott. Cionci, sebbene presentata con la consueta sicurezza, si rivela, a un&#8217;analisi attenta, un edificio fragile, costruito su un metodo fallace, su citazioni decontestualizzate e, soprattutto, su un errore fattuale cos\u00ec macroscopico riguardo al caso della Fraternit\u00e0 San Pio X da far crollare l&#8217;intera sua confutazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Affermare che la Fraternit\u00e0 \u00abriconosce l&#8217;autorit\u00e0 del Papa\u00bb \u00e8 storicamente e fattualmente falsa. Ed \u00e8 un errore che invalida tutta la sua linea di attacco. Vediamo perch\u00e9, citando le fonti che io stesso avevo fornito e che il dott. Cionci ha evidentemente ignorato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel mio testo, ho citato le lettere della Pontificia Commissione <em>Ecclesia Dei<\/em> (PCED), in particolare quelle di Mons. Camille Perl del 28 maggio 1996 e del 27 settembre 2002. Ora, \u00e8 un fatto storico incontestabile che in quegli anni:<\/p>\n<ul>\n<li>I quattro vescovi della FSSPX erano scomunicati.<\/li>\n<li>La Fraternit\u00e0 era considerata in uno stato di scisma oggettivo, come definito da Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica <em>Ecclesia Dei Adflicta<\/em> (1988).<\/li>\n<li>La FSSPX rifiutava sistematicamente aspetti cruciali del magistero pontificio: la riforma liturgica, la dottrina sulla libert\u00e0 religiosa del Concilio Vaticano II, l&#8217;ecumenismo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Pertanto, il loro \u00abriconoscimento\u00bb del Papa era puramente nominale, svuotato di ogni sottomissione pratica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nonostante questo stato di cose, la Santa Sede, nella sua saggezza pastorale, ha permesso la partecipazione a Messe celebrate da sacerdoti oggettivamente disobbedienti e in uno stato di scisma, per il bene supremo delle anime, a condizione che il fedele non ne condividesse l&#8217;attitudine scismatica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;argomento del dott. Cionci, basato sulla premessa falsa che la FSSPX fosse \u00abin comunione\u00bb, si rivela un boomerang. La mia argomentazione era: se la Chiesa ha permesso questo nel caso di uno scisma oggettivo, a maggior ragione non si pu\u00f2 imporre un divieto assoluto nel caso di un sacerdote in piena comunione visibile, il cui unico \u00abdifetto\u00bb \u00e8 un possibile errore di giudizio su chi sia il Papa. Il tentativo di Cionci di confutarmi finisce, ironicamente, per fornire la prova pi\u00f9 forte a favore della mia tesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><a name=\"_Toc204779957\"><\/a>APPENDICE 3 &#8211; INDEFETTIBILIT\u00c0 E INFALLIBILIT\u00c0<\/h1>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Permettetemi un altro affondo perch\u00e9 domenica 20 luglio, il dott. Cionci ha pubblicato un video dal titolo \u2013 lasciatemelo dire \u2013 arditissimo, mi sembrava di leggere Hans K\u00fcng: \u00ab<strong>Senza verit\u00e0 sulla <em>Magna Quaestio<\/em>\u00e8 in discussione il dogma dell\u2019indefettibilit\u00e0 della Chiesa<\/strong>\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn48\" name=\"_ftnref48\">[48]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Trascuriamo l\u2019impropriet\u00e0 di linguaggio, dato che l\u2019indefettibilit\u00e0, pur essendo una verit\u00e0 indiscutibile, non \u00e8 stata ancora onorata da una definizione dogmatica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Mi fa impressione come un giornalista si permetta di formulare espressioni del genere: poco prima ha affermato che senza la comunione col Papa non \u00e8 possibile la comunione con Cristo. Adesso impone alla Chiesa una data di scadenza, sintetizzo il suo pensiero: <em>entro 10 anni la Chiesa finisce, chiude baracca e burattini perch\u00e9 nel 2036 il terzultimo dei cardinali pi\u00f9 giovani compie 80 e rimarrebbero solo due cardinali, numero insufficiente per eleggere il Papa<\/em>. Quindi siamo NOI che dobbiamo svegliarci per permettere che non venga meno il dogma dell\u2019infallibilit\u00e0! Una visione veramente teologica, di grande fede. Mi ricorda gli Apostoli che sulla barca si lamentano con il Signore: \u00ab<em>Non ti importa che periamo?\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma poi il dott. Cionci continua, con grande audacia, e ci fornisce una nuova illuminante interpretazione dogmatica. Commentando la mail di un ascoltatore \u2013 mi chiedo che metodo sia questo\u2026 \u2013 afferma che il dogma dell\u2019infallibilit\u00e0 \u00e8 un pilastro dell\u2019indefettibilit\u00e0\u2026!<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma voi credete davvero che la teologia si possa fare in questa maniera, commentando una mail secondo la propria ispirazione? Credete davvero che si possa leggere qualche articolo, pagina Wikipedia o qualche definizione per poter comprendere, e di conseguenza parlare, di cose cos\u00ec alte e complesse? Sapete che ogni sacerdote deve studiare almeno sei anni per avere una conoscenza di base, esattamente come per la laurea in medicina senza specializzazione? E che per un dottorato, cio\u00e8 una conoscenza pi\u00f9 approfondita, ce ne vogliono come minimo 11?\u00a0 Se un giornalista, o chiunque altro, si permettesse di avanzare interpretazioni innovative sul funzionamento del cervello, la comunit\u00e0 medica reagirebbe inizialmente con scherno, e in seconda istanza l\u2019autore potrebbe essere persino denunciato qualora tali affermazioni incitassero a pratiche mediche eterodosse e potenzialmente pericolose.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel caso presente sono in gioco la fede e la salvezza eterna: si tratta forse di un tema di minore importanza? \u00c8 fondamentale acquisire consapevolezza della gravit\u00e0 di tali questioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Comunque, a me dispiace che si facciano queste figure\u2026 tanto pi\u00f9 perch\u00e9 proprio qualche giorno fa ho parlato esattamente di questo tema dell\u2019indefettibilit\u00e0 in relazione all\u2019infallibilit\u00e0 e ho citato Balthasar: \u00e8 esattamente il contrario di quello che ha detto il signore nella mail inviata al dott. Cionci! Non \u00e8 l\u2019infallibilit\u00e0 ad essere un pilastro dell\u2019indefettibilit\u00e0, perch\u00e9 se accettassimo questa prospettiva si capovolgerebbe la Chiesa,.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abil soggetto ultimo dell\u2019indefettibilit\u00e0 non sarebbe pi\u00f9 la Chiesa intera, ma solo il Papa. Questo si porrebbe \u201cin chiara opposizione all\u2019indefettibilit\u00e0 promessa alla Chiesa nella sua totalit\u00e0 in virt\u00f9 della medesima assistenza dello Spirito Santo\u201d. <strong>L\u2019assistenza dello Spirito Santo si concentrerebbe su una sola persona, svuotando cos\u00ec la promessa fatta da Cristo alla Chiesa come corpo<\/strong>. Si violerebbe, pertanto, l\u2019ordine ecclesiologico, come se il Papa fosse il principio costitutivo della Chiesa. Al contrario, \u00e8 la persona del Papa che viene dopo la costituzione della Chiesa e attinge la propria infallibilit\u00e0 dalla promessa fatta alla Chiesa tutta, non viceversa\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn49\" name=\"_ftnref49\">[49]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ho citato la pag. 7 del mio PDF sull\u2019indefettibilit\u00e0, pubblicato sul sito VeritateminCaritate.com. Vi invito a leggerlo. Quindi, in conclusione, \u00e8 l\u2019indefettibilit\u00e0 ad essere il pilastro dell\u2019infallibilit\u00e0 e non il contrario come dice il dott. Cionci, ma queste cose si sanno se si studia teologia per almeno 6 anni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma sapete secondo me, pi\u00f9 in generale, qual \u00e8 il difetto prospettico del dott. Cionci? Che guarda alla Chiesa come se fosse una qualsiasi amministrazione pubblica: riempie i suoi discorsi di ci\u00f2 che i fedeli hanno diritto di sapere, fa leva sul diritto alla trasparenza, caricando sule spalle dei fedeli il dovere di intervenire per risolvere la situazione, una sorta di novella teologia della liberazione, solo che il nemico non sono i governi oppressori ma la Chiesa stessa. Do una notizia al dott. Cionci, che sicuramente grider\u00e0 allo scandalo e si strapper\u00e0 le vesti: la Chiesa non \u00e8 una democrazia!<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non vi ricorda niente questa frase? Certo, l\u2019ha detta il card. Ratzinger quand\u2019era prefetto ed \u00e8 disponibile il suo intervento su YouTube.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abLa Chiesa non \u00e8 una democrazia\u00bb non significa solamente che il Papa \u00e8 il sovrano della Citt\u00e0 del Vaticano o che ha la potest\u00e0 suprema della Chiesa, significa ancora pi\u00f9 fondamentalmente questo: essa \u00e8 governata da Ges\u00f9 Cristo ed \u00e8 Lui che si occupa della sua Chiesa, non i fedeli.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 la Madre che si occupa dei suoi figli e non il contrario. Il contrario \u2013 che cio\u00e8 un figlio metta in discussione il modo di accudire della madre \u2013 non farebbe altro che intralciare il lavoro di cura della madre. Noi, tutti noi, e soprattutto voi fedeli, dobbiamo riposare su questa grande e consolante verit\u00e0!<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per carit\u00e0, ben vengano le inchieste dei giornalisti, le ricerche e i vari apporti anche dei laici, per\u00f2 la grande maggioranza dei fedeli deve vivere senza caricarsi di pesi che non pu\u00f2 portare e che rovinano solo la schiena \u2013 fuori metafora \u2013:\u00a0 mettono a repentaglio la fede.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il primo dovere di ogni fedele \u00e8 UNO: Amare Ges\u00f9! E questo \u00e8 anche il pi\u00f9 grande servizio che si pu\u00f2 fare alla Chiesa. Invece, trascinare i fedeli in un vortice machiavellico fatto di intrighi, congetture, silenzi\u2026 e di tutto ci\u00f2 che ruota attorno alla <em>Magna Quaestio<\/em>\u2026tutto ci\u00f2 non solo insinua una generale diffidenza verso la Chiesa, ma avanza anche dubbi sulla priorit\u00e0 di una vita sacramentale, questo \u00e8 esattamente ci\u00f2 che vuole il Nemico!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><a name=\"_Toc204779958\"><\/a>APPENDICE 4 &#8211; L\u2019INTERPETAZIONE ERRATA DEI NN. 76 E 77 UDG DA PARTE DEL DOTT. CIONCI<\/h1>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 ora di chiarire un vizio ricorrente negli interventi del dott. Cionci: uno slogan con cui dichiara nulla l\u2019elezione del Papa ad ogni pretesto, fondandosi su un\u2019interpretazione errata della legge.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questa \u00e8 la frase, che egli ripete in diverse forme ma uguale nella sostanza:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abLa rinuncia di Benedetto XVI non \u00e8 avvenuta a norma del can. 332.2 per via della mancata rinuncia al <em>munus petrino<\/em>. Quindi, secondo quanto afferma il combinato disposto fra gli artt. 76 e 77 della Universi Dominici Gregis, la successiva elezione \u201c\u00e8 nulla e invalida, <strong>senza che intervenga alcuna dichiarazione in proposito<\/strong> e la persona eletta non ha alcun diritto\u201d\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;affermazione in esame costruisce un nesso causale diretto e automatico tra una presunta invalidit\u00e0 della rinuncia papale (violazione del Can. 332 \u00a72) e la nullit\u00e0 <em>ipso facto<\/em> della successiva elezione, basandosi su un&#8217;interpretazione estensiva degli articoli 76 e 77 della Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis (UDG).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questa interpretazione \u00e8 giuridicamente errata per due motivi principali, che verranno analizzati separatamente:<\/p>\n<ol>\n<li>Travisa la portata della clausola di nullit\u00e0 dell&#8217;art. 76 della UDG, applicandola a circostanze che esulano dal suo ambito normativo.<\/li>\n<li>Crea un collegamento logico-giuridico fallace tra due momenti distinti: la vacanza della Sede e il processo elettorale che ne consegue.<\/li>\n<\/ol>\n<h2><a name=\"_Toc204779959\"><\/a>LA PORTATA REALE DELL&#8217;ART. 76 DELLA UNIVERSI DOMINICI GREGIS<\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;argomento centrale della tesi errata risiede nell&#8217;art. 76:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00ab76 &#8211; <em>Quodsi electio aliter celebrata fuerit, quam haec Constitutio statuit, aut non servatis condicionibus pariter hic praescriptis, electio eo ipso est nulla et invalida absque ulla declaratione, ideoque electo nullum ius tribuit\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn50\" name=\"_ftnref50\"><strong>[50]<\/strong><\/a><\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">(Se l&#8217;elezione fosse avvenuta altrimenti da come \u00e8 prescritto nella presente Costituzione o non fossero state osservate le condizioni qui stabilite, l&#8217;elezione \u00e8 per ci\u00f2 stesso nulla e invalida, senza che intervenga alcuna dichiarazione in proposito e, quindi, essa non conferisce alcun diritto alla persona eletta).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La questione cruciale \u00e8 definire cosa si intenda per \u00abelezione celebrata altrimenti da come questa Costituzione stabilisce\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La tesi di Cionci presuppone che celebrare un&#8217;elezione includa anche la pre-condizione che la Sede sia effettivamente vacante. Le fonti autorevoli e l&#8217;interpretazione canonistica dimostrano il contrario.<\/p>\n<h3><a name=\"_Toc204779960\"><\/a>A) L&#8217;INTERPRETAZIONE AUTOREVOLE DEL CARD. POMPEDDA<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il Cardinale Mario Francesco Pompedda, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e massima autorit\u00e0 in materia, nel suo commento alla UDG, circoscrive chiaramente l&#8217;ambito dell&#8217;art. 76. Commentando il passaggio dall&#8217;elezione a maggioranza qualificata a quella a maggioranza assoluta (art. 75), egli scrive:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00ab\u00c8 il senso di quanto prescrive il n. 76 che, in applicazione del can. 10 CIC [&#8230;], introduce qui una nullit\u00e0 insanabile, che perci\u00f2 renderebbe irrita l&#8217;elezione, nel caso di contravvenzione alle procedure sopra descritte\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn51\" name=\"_ftnref51\">[51]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Quali sono le \u00abprocedure sopra descritte\u00bb? Sono le modalit\u00e0 di votazione, i quorum, il numero degli scrutini, la gestione delle giornate di riflessione, il ballottaggio tra i due candidati pi\u00f9 votati, come dettagliato negli articoli 72-75. L&#8217;art. 76 \u00e8 una norma di chiusura che sanziona con la nullit\u00e0 la violazione delle regole procedurali interne al Conclave, non le condizioni esterne e presupposte come la vacanza della Sede.<\/p>\n<h3><a name=\"_Toc204779961\"><\/a>B) L&#8217;INTERPRETAZIONE SISTEMATICA<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Un\u2019analisi tecnica delle norme deve partire da due principi fondamentali:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Principio di Stretta Interpretazione<\/strong>: Le leggi che stabiliscono una nullit\u00e0 sono un&#8217;eccezione alla regola generale per cui un atto posto contro la legge \u00e8 valido ma illecito (cfr. Can. 10 CIC). Come tali, vanno interpretate nel senso pi\u00f9 restrittivo possibile (<em>strict\u00e6 interpretationis<\/em>). \u00c8 quindi giuridicamente scorretto estendere la nullit\u00e0 prevista per la violazione delle norme procedurali dell&#8217;elezione a una questione esterna come la validit\u00e0 di una rinuncia precedente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Distinzione tra Atti Preliminari ed Elezione<\/strong>: UDG stessa distingue tra gli atti preparatori e l&#8217;elezione vera e propria (la <em>electio<\/em>, cio\u00e8 gli scrutini). La clausola di nullit\u00e0 dell&#8217;art. 76 si riferisce strettamente alla procedura elettorale propriamente detta, non a ci\u00f2 che la precede.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Inoltre, lo scopo della legge (<em>ratio legis<\/em>) \u00e8 garantire una rapida e certa elezione del Pontefice. Un&#8217;interpretazione estensiva dell&#8217;art. 76, come quella proposta, otterrebbe l&#8217;effetto opposto: creerebbe incertezza, contenziosi interminabili e lascerebbe la Chiesa senza una guida sicura, permettendo a chiunque di contestare la validit\u00e0 di un&#8217;elezione sulla base di proprie interpretazioni. La tendenza della legislazione papale, al contrario, \u00e8 stata quella di ridurre le cause di nullit\u00e0, come dimostra, ad esempio, l&#8217;art. 78 della UDG che, pur sanzionando con la scomunica la simonia, stabilisce che essa non invalida l&#8217;elezione. La <em>mens<\/em> del legislatore in questo senso \u00e8 chiarita anche da una lettura corsiva del proemio della Costituzione <em>Universi Dominici Gregis<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Conclusione Parziale 1:<\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;art. 76 della UDG sanziona con la nullit\u00e0 le violazioni delle norme procedurali interne al Conclave, non la validit\u00e0 del presupposto della vacanza della Sede.<\/strong><\/p>\n<h2><a name=\"_Toc204779962\"><\/a>L&#8217;ERRORE LOGICO-GIURIDICO: CONFONDERE LA CAUSA CON L&#8217;EFFETTO<\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;affermazione in esame collega due ambiti giuridici distinti attraverso l&#8217;art. 77 della UDG, che per\u00f2 non supporta tale collegamento. L&#8217;art. 77 stabilisce semplicemente che le norme della Costituzione si applicano integralmente anche nel caso in cui la vacanza della Sede derivi da una rinuncia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019articolo 77 presuppone una rinuncia valida; non \u00e8 uno strumento per mettere in discussione la rinuncia stessa. Questo significa che la validit\u00e0 della rinuncia papale \u00e8 un presupposto fondamentale affinch\u00e9 si possa applicare la UDG.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La rinuncia (Atto A) \u00e8 un atto distinto dall\u2019elezione (Atto B).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Logica corretta<\/strong>: La UDG disciplina l&#8217;Atto B (l&#8217;elezione), che si attiva solo dopo la conclusione dell&#8217;Atto A (la rinuncia che causa la vacanza). La validit\u00e0 dell&#8217;Atto A \u00e8 giudicata secondo le norme che lo regolano (Can. 332 \u00a72), non retroattivamente tramite le norme che regolano l&#8217;Atto B.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dunque: <strong>se la rinuncia non fosse valida<\/strong>, non vi sarebbe vacanza della Sede e <strong>la UDG non si applicherebbe affatto<\/strong>, nemmeno nei suoi articoli 76 e 77. Ne consegue che \u00e8 contraddittorio citare UDG 76 <em>per dichiarare invalida un\u2019elezione successiva a una rinuncia che si considera invalida<\/em>: si tratterebbe, appunto, di una procedura mai iniziata formalmente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Se la Sede non fosse vacante, il problema non sarebbe una &#8220;elezione nulla&#8221;, ma un &#8220;atto giuridicamente inesistente&#8221; o un &#8220;tentativo di elezione scismatica&#8221;, una fattispecie completamente diversa e molto pi\u00f9 grave, la cui constatazione non \u00e8 certo affidata all&#8217;interpretazione privata di un singolo fedele basata su una norma procedurale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Infine, un chiarimento essenziale: l\u2019espressione \u00absenza bisogno di alcuna dichiarazione\u00bb (<em>absque ulla declaratione<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftn52\" name=\"_ftnref52\">[52]<\/a>), presente nell\u2019articolo 76, non significa che chiunque possa proclamare invalida un\u2019elezione. La nullit\u00e0 <em>ipso iure<\/em>, infatti, \u00e8 un concetto tecnico: indica che l\u2019atto non produce effetti giuridici per sua natura, ma non elimina la necessit\u00e0 che vi sia un\u2019autorit\u00e0 legittima a verificare, constatare e comunicare tale nullit\u00e0 alla Chiesa. Non si tratta di un automatismo che possa essere azionato da opinioni private. In mancanza di una dichiarazione autorevole, pubblica e formale, che abbia il riconoscimento della Chiesa universale, nessuno ha il diritto di affermare con assoluta certezza che il Papa regnante non sia validamente eletto.<\/p>\n<p><strong>Conclusione Finale:<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;affermazione secondo cui un&#8217;elezione papale sarebbe automaticamente nulla ex UDG 76 a causa di una rinuncia invalida \u00e8 priva di ogni fondamento giuridico e autorevole.<\/p>\n<p>L&#8217;art. 76 UDG si riferisce esclusivamente alla violazione delle procedure interne al Conclave e deve essere interpretato in senso stretto.<\/p>\n<p>La tesi del dott. Cionci crea un collegamento fallace tra la norma sulla rinuncia e quella sulla procedura elettorale, confondendo il presupposto (la vacanza) con l&#8217;atto che ne consegue (l&#8217;elezione).<\/p>\n<p>Accettare una simile interpretazione significherebbe introdurre un principio di anarchia nella Chiesa, contrario a duemila anni di tradizione giuridica e allo scopo stesso del diritto canonico, che \u00e8 la salvezza delle anime (<em>salus animarum suprema lex<\/em>) attraverso l&#8217;ordine e la certezza del diritto.<\/p>\n<h2 style=\"font-weight: 400;\">Note<\/h2>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Cfr. Henri-Marie de Lubac, <em>Les \u00e9glises particuli\u00e8res dans l&#8217;\u00c9glise universelle<\/em>, Aubier, Paris 1971, p. 194.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Andrea Cionci, \u00abPerch\u00e9 l&#8217;Eucaristia \u00e8 &#8220;estrattore di verit\u00e0&#8221;, (OVVIAMENTE) nel contesto della Magna Quaestio?\u00bb, 19 luglio 2025, https:\/\/youtu.be\/CrZTIHL1M4U?si=XsOgG_vohoMSJ4Ft.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Il dott. Cionci aveva iniziato a usare questa metafora in riferimento all\u2019Eucaristia nel mese di maggio, sostenendo che un\u2019astensione massiccia dalla S. Messa avrebbe sensibilizzato la gerarchia ecclesiastica circa la necessit\u00e0 di chiarire la <em>Magna Quaestio<\/em>, mentre, viceversa, la sua frequentazione avrebbe contribuito a normalizzare la situazione. \u00ab\u00c8 l\u2019Eucaristia che estrae, come non so, come la fune di vincolo del paracadute, no? \u00c8 l\u2019eucaristia che estrae la <em>Magna Quaestio<\/em>, che tira fuori dal sacco la verit\u00e0, perch\u00e9 quello \u00e8 un passaggio ineliminabile. Certo, se poi passiamo al tarallucci e vino, che papa o antipapa \u00e8 lo stesso, si pu\u00f2 andare sempre a Messa sotto casa e chiaramente viene depotenziato il ruolo dell\u2019Eucaristia come estrattore di verit\u00e0\u00bb (Andrea Cionci, \u00abImpossibile &#8220;sopire-troncare&#8221;. Declaratio scoglio storico. L&#8217;Eucaristia estrarra\u0300 per forza la verita\u0300\u00bb, 11 maggio 2025, <a href=\"https:\/\/youtu.be\/jRHmK_fvRo8?si=e-q2FRjZF-LlJ3IR\">https:\/\/youtu.be\/jRHmK_fvRo8?si=e-q2FRjZF-LlJ3IR<\/a>).<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Concilio Vaticano II, Costituzione dogmatica sulla divina Rivelazione<em> Dei Verbum<\/em> (18 novembre 1965), in <em>Enchiridion Vaticanum<\/em> (EV), vol. 1, EDB, Bologna 1993<sup>14<\/sup>, nn. 898-903.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Email ricevuta da un professore di filosofia.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref6\" name=\"_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a> Le motivazioni che egli adduce per spingere i fedeli a non frequentare i sacramenti sono le seguenti: \u00abSpingere i fedeli a una militanza, a una rinuncia, a un sacrificio pur di essere fedeli alla vera Chiesa, al vero Papa, impegnarsi per la verit\u00e0 nella Chiesa, impegnarsi perch\u00e9 la questione canonica venga disciolta pubblicamente: quella \u00e8 l\u2019input, \u00e8 la marcia in pi\u00f9 alla fede di questi credenti. Non adagiarsi sulla sindrome delle pastarelle: vai a timbrare il cartellino tutte le domeniche perch\u00e9 tanto c\u2019\u00e8 sempre la comunione con Cristo, perch\u00e9, ammesso e non concesso che ci sia la comunione con Cristo, cio\u00e8 che il sacramento sia valido, non ci si pu\u00f2 andare se si riconosce un pastore illegittimo. Non si \u00e8 pi\u00f9 cattolici\u00bb (Andrea Cionci, \u00abL&#8217;autogol di P. Far\u00e8 sulla FSSPX: loro RICONOSCONO L&#8217;AUTORITA&#8217; DEL PAPA LEGITTIMO\u00bb, 23 luglio 2025, https:\/\/youtu.be\/bcvabajlSbY?si=_7_l9orKZvUP2uRd).<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica <em>Ecclesia De Eucharistia<\/em> (17 aprile 2003), in <em>AAS<\/em> 95 (2003), pp. 433\u2013475.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Andrea Cionci, \u00abTeologia morale anni &#8217;50 superata? Ecco cosa dice il Catechismo del &#8217;92 sul precetto domenicale\u00bb, 26 marzo 2025, <a href=\"https:\/\/youtu.be\/-38ujFA8THg?si=MaLyyGQFMhgBvURN\">https:\/\/youtu.be\/-38ujFA8THg?si=MaLyyGQFMhgBvURN<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Benedetto XVI, Esortazione Apostolica postsinodale<em> Sacramentum Caritatis<\/em>, (22 febbraio 2007) in\u00a0 AAS 99 (2007), pp. 106-180, n. 95.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Andrea Cionci, \u00abL&#8217;autogol di P. Far\u00e8 sulla FSSPX: loro RICONOSCONO L&#8217;AUTORITA&#8217; DEL PAPA LEGITTIMO\u00bb, 23 luglio 2025, https:\/\/youtu.be\/bcvabajlSbY?si=HJsLDcr_ixxDQohv.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> \u00abVedete bene che l\u2019antipapa, malvagio, gnostico, massone Bergoglio era nemico dell\u2019Eucaristia, voleva disinnescarla, e quindi siamo del tutto autorizzati a ritenere che alcuni preti nominati sotto Bergoglio, che celebravano e che celebravano la Messa in unione con lui, non avessero l\u2019intenzione di fare ci\u00f2 che fa la Chiesa. [\u2026] se un prete bergogliano non crede all\u2019Eucaristia ma va l\u00ec e fa il suo dovere, la Messa \u00e8 valida. Dov\u2019\u00e8 che non sarebbe valido il sacramento? [\u2026] se questo prete in cuor suo dicesse: \u201cnon intendo consacrare, n\u00e9 intendo lasciarmi determinare dalla volont\u00e0 della Chiesa qui presente\u201d [\u2026] Ora, noi non possiamo invece essere sicuri che nessun sacerdote abbia mai inteso fare questo. Perch\u00e9? Perch\u00e9 la Chiesa \u00e8 impestata di massoni, di gnostici, che odiano l\u2019Eucaristia. E quindi siamo del tutto legittimati nel ritenere che preti di nomina bergogliana, nominati sotto Bergoglio, che celebravano in unione con Bergoglio, potessero avere l\u2019intenzione positiva di non consacrare n\u00e9 di lasciarsi determinare dalla volont\u00e0 della Chiesa, cio\u00e8 che fossero nemici attivi dell\u2019Eucaristia\u00bb (Andrea Cionci, \u00abIl miracolo eucaristico di Moncada conferma lo studio di Cionci su validit\u00e0\/liceit\u00e0 dei Sacramenti\u00bb, 26 luglio 2025, https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=WH-NHHJpNCY&amp;t=7s).<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Andrea Cionci, \u00abQuando i teologi servono a confondere. Padre Far\u00e8, si potrebbe andare a Messa &#8220;una cum Cionci&#8221;?\u00bb, 22 luglio 2025, https:\/\/youtu.be\/MXvXHvv9rKE?si=5O4hRumLd_BLZK0Q.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Benedetto XVI, \u00abOmelia della Santa Messa \u201cNella cena del Signore\u201d\u00bb, 21 aprile 2011.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a>Da un\u2019omelia del 10 luglio 1977 pubblicata in Joseph Ratzinger, <em>Il Dio vicino<\/em> e citata da Andrea Cionci nel podcast del 19 luglio dal titolo: \u00abPerch\u00e9 l&#8217;Eucaristia \u00e8 &#8220;estrattore di verit\u00e0&#8221; gi\u00e0 citato.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> cfr. Henri-Marie De Lubac, <em>Corpus mysticum<\/em>, in <em>Opera omnia<\/em>, vol. 15, Jaca Book, Milano 1982.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> Andrea Cionci, \u00abPerch\u00e9 l&#8217;Eucaristia \u00e8 &#8220;estrattore di verit\u00e0&#8221;, (OVVIAMENTE) nel contesto della Magna Quaestio?\u00bb, 19 luglio 2025, https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=CrZTIHL1M4U<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> Pio XII, Lettera enciclica <em>Mystici Corporis Christi<\/em>, 29 giugno 1943, in <em>Enchiridion delle Encicliche<\/em>, vol. 6 (1939\u20131958), EDB, Bologna 1995, pp. 227\u2013292., n. 23.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> Pio XII, <em>Mystici Corporis Christi<\/em>, cit., n. 24.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> Walter Kasper, <em>Dienst an der Einheit und Freiheit der Kirche. Z\u00fcr gegenw\u00e4rtigen Diskussion um das Petrusamt<\/em>, in Albert Brandeburg \u2013 Hans J\u00f6rg Urban, ed., <em>Petrus und Papst<\/em>, Vol. II, M\u00fcnster 1978, p. 126 (traduzione propria).<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a> Michel de Certeau, La debolezza del credere. Fratture e transiti del cristianesimo, Vita e pensiero, Milano 2020, p. 185.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a> Cfr. Giacomo Biffi, <em>Casta meretrix<\/em> , Piemme, Casale Monferrato (AL) 1996, p. 34.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a> S. Ambrogio, <em>Exameron<\/em> IV, 32, citato e tradotto dal Card. Biffi in <em>Casta meretrix<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a> Ambrogio di Milano, <em>Exameron<\/em>, IV, 7 , citato e tradotto dal Card. Biffi in <em>Casta meretrix<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref24\" name=\"_ftn24\">[24]<\/a> Ambrogio di Milano, <em>De viduis<\/em>, 49, citato e tradotto dal Card. Biffi in <em>Casta meretrix<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref25\" name=\"_ftn25\">[25]<\/a> Ambrogio di Milano<em>, De Abraham<\/em> II, 72, citato e tradotto dal Card. Biffi in <em>Casta meretrix<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref26\" name=\"_ftn26\">[26]<\/a> Giacomo Biffi, <em>Casta meretrix<\/em> , Piemme, Casale Monferrato (AL) 1996, p. 35.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref27\" name=\"_ftn27\">[27]<\/a> San Tommaso d\u2019Aquino, nella <em>Summa Theologiae<\/em> (I, q.1, a.1), mostra fin dall\u2019inizio che accanto alle discipline filosofiche, fondate sulla ragione, \u00e8 necessaria una dottrina sacra, fondata sulla rivelazione divina. Non parte da un dubbio metodico, ma dalla constatazione che la ragione umana, pur capace di conoscere Dio, \u00e8 limitata e insufficiente per giungere alla verit\u00e0 salvifica in modo certo e accessibile a tutti. Nella <em>Summa contra Gentiles<\/em> (libro I, capp. 11\u201312), egli descrive come la ragione, di fronte a ci\u00f2 che ancora non conosce, si metta in moto interrogandosi, ma sempre fiduciosa nella capacit\u00e0 umana di raggiungere la verit\u00e0. L\u2019ignoranza non \u00e8 negazione, ma stimolo all\u2019indagine. La struttura stessa dell\u2019opera tomista \u2014 con obiezioni, <em>respondeo<\/em> e soluzioni \u2014 mostra un metodo dialettico che valorizza le difficolt\u00e0 come strumenti per chiarire la verit\u00e0. Nel commento alla <em>Metafisica<\/em> di Aristotele (<em>Sent. Met<\/em>., I, lect. 3), riconosce che il dubbio e la meraviglia (\u03b8\u03b1\u03c5\u03bc\u03ac\u03b6\u03b5\u03b9\u03bd) sono il punto di partenza della ricerca filosofica. La filosofia nasce da quella condizione di ignoranza che genera meraviglia davanti ai fenomeni inspiegabili. Tuttavia, il fine del sapere non \u00e8 il permanere nel dubbio, ma il superamento della meraviglia attraverso la conoscenza delle cause. Questo approccio si distingue radicalmente dal dubbio scettico, che sospende ogni giudizio anche sull\u2019evidenza e sull\u2019esistenza del reale. In Tommaso, al contrario, la conoscenza nasce da una fiducia originaria nella realt\u00e0 e nell\u2019intelligenza umana, guidata dalla ragione e dalla fede.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref28\" name=\"_ftn28\">[28]<\/a> P. Giorgio Maria Far\u00e9, <em>Non consegner\u00f2 il Leone<\/em>, omelia del 13 ottobre 2024.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref29\" name=\"_ftn29\">[29]<\/a> Nella <em>Summa Theologiae <\/em>San Tommaso d&#8217;Aquino distingue la natura del dubbio del credente, non attribuendolo a un difetto della fede stessa (la cui causa \u00e8 divina), ma alla nostra condizione umana. Nella risposta a un&#8217;obiezione sulla certezza della fede, egli chiarisce che il dubbio non nasce da un difetto della fede, \u00abma da parte nostra, in quanto non comprendiamo pienamente con l\u2019intelletto le realt\u00e0 che appartengono alla fede\u00bb (\u00ab<em>sed quoad nos, inquantum non plene assequimur per intellectum ea quae sunt fidei<\/em>\u00bb) (II\u00aa-IIae q. 4 a. 8 ad 1). Questo dubbio, quindi, scaturisce dalla nostra limitata capacit\u00e0 intellettuale di comprendere appieno i misteri divini. Un tale dubbio, che non \u00e8 un rifiuto ma un&#8217;umile ammissione dei propri limiti, \u00e8 ammissibile quando si trasforma nel motore per una maggiore conoscenza. L&#8217;atto di fede, infatti, non esclude un&#8217;indagine, anzi, \u00abcomporta una certa ricerca delle ragioni attraverso le quali l\u2019uomo \u00e8 indotto a credere\u00bb (\u00ab<em>habet tamen inquisitionem quandam eorum per quae inducitur homo ad credendum<\/em>\u00bb) (II\u00aa-IIae q. 2 a. 1 ad 1). Si dubita non per abbandonare la via, ma per intraprendere quella \u00abricerca\u00bb che non mina la fede, ma la corrobora, approfondendo le ragioni della credibilit\u00e0 per aderire alla Verit\u00e0 con una convinzione pi\u00f9 matura e consapevole.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref30\" name=\"_ftn30\">[30]<\/a> Andrea Cionci, \u00abL&#8217;autogol di P. Far\u00e8 sulla FSSPX: loro RICONOSCONO L&#8217;AUTORITA&#8217; DEL PAPA LEGITTIMO\u00bb, 23 luglio 2025, cit.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref31\" name=\"_ftn31\">[31]<\/a> Traduzione propria dell\u2019articolo tratto dal sito della Parrocchia di S. Jaime di Moncada (provincia di Valencia)<a href=\"https:\/\/parroquia.sanjaimemoncada.es\/venerable-ines-moncada\/\">https:\/\/parroquia.sanjaimemoncada.es\/venerable-ines-moncada\/<\/a>. L\u2019episodio \u00e8 riportato negli <em>Anales Eclesi\u00e1sticos<\/em> di padre Odorico Raynaldi e in altri documenti conservati presso l\u2019archivio comunale di Moncada.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref32\" name=\"_ftn32\">[32]<\/a> Antonio Galli, <em>Gli Antipapi del Grande Scisma d&#8217;Occidente<\/em>, Sugarco, Milano 2011, p. 41.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref33\" name=\"_ftn33\">[33]<\/a> Antonio Galli, <em>Gli Antipapi del Grande Scisma d\u2019Occidente<\/em>, Sugarco, Milano 2011, p. 42-43.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref34\" name=\"_ftn34\">[34]<\/a> Sant\u2019Antonino Pierozzi, domenicano, \u00e8 stato arcivescovo di Firenze e figura eminente del Rinascimento religioso. Entrato giovanissimo nell\u2019Ordine dei Predicatori, si distinse per la sua profonda vita spirituale, il rigore morale e la competenza teologica. Fu nominato arcivescovo di Firenze da papa Eugenio IV nel 1446, nonostante la sua riluttanza, e svolse il suo ministero episcopale con zelo pastorale, attenzione ai poveri e riforma del clero. \u00c8 noto anche per le sue opere teologiche e morali, in particolare la <em>Summa theologica moralis<\/em>, una delle prime sintesi sistematiche della teologia morale. Fu canonizzato nel 1523 da papa Adriano VI. \u00c8 considerato un modello di vescovo riformatore e un precursore della dottrina sociale della Chiesa.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref35\" name=\"_ftn35\">[35]<\/a> S. Antonino Pierozzi, citato da Louis Salembier, <em>The Great schism of the west<\/em>, pp. 180-184. Lo stesso passo \u00e8 citato anche da Antonio Galli, <em>Gli Antipapi del Grande Scisma d\u2019Occidente<\/em>, cit., p. 42.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref36\" name=\"_ftn36\">[36]<\/a> L\u2019ignoranza \u00e8 detta invincibile quando il soggetto, pur impegnandosi con sincerit\u00e0, non riesce a comprendere l\u2019argomento in questione oppure non \u00e8 in grado di giungere a una conclusione chiara. Essa pu\u00f2 assumere carattere colpevole quando la persona, non conducendo una vita moralmente retta e non cercando sinceramente la verit\u00e0, finisce per formarsi una coscienza ottusa, incapace di riconoscere il vero. In questo caso, l\u2019ignoranza \u00e8 frutto di una responsabilit\u00e0 morale. Pu\u00f2 invece dirsi incolpevole, quando il soggetto ha fatto quanto era nelle sue possibilit\u00e0 per comprendere correttamente la questione, senza tuttavia riuscire ad acquisire una certezza sufficiente: qui l\u2019ignoranza, pur restando reale, non \u00e8 imputabile moralmente, poich\u00e9 l\u2019agente ha agito secondo retta intenzione e proporzionata diligenza.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref37\" name=\"_ftn37\">[37]<\/a> Ricordiamo il gi\u00e0 citato Vincenzo Ferrer, ma anche il Beato Pietro di Lussemburgo (1369\u20131387) e Santa Coletta di Corbie (1381-1447)<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref38\" name=\"_ftn38\">[38]<\/a> Questo era previsto dal <em>Codex Iuris Canonici<\/em> del 1917. Il diritto canonico vigente ha ampliato le condizioni in cui si applica la supplenza (supplentia), ossia la sanazione della mancanza di potest\u00e0 di governo in caso di errore comune o di dubbio positivo e probabile. Il principio \u00e8 disciplinato dal can. 144 del Codice di diritto canonico del 1983, che costituisce un\u2019evoluzione rispetto alla normativa pi\u00f9 restrittiva del Codice del 1917. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 richiesto che la persona abbia un titolo colorato (cio\u00e8 un atto giuridico esterno, come una bolla o decreto), ma basta che la gente creda che quella persona abbia il titolo, anche senza verificarlo.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref39\" name=\"_ftn39\">[39]<\/a> L. Salembier, <em>The Great schism of the west<\/em>, pp. 180-184<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref40\" name=\"_ftn40\">[40]<\/a> E. Delaruelle &#8211; R. Labande &#8211; P. Ourliac, <em>La Chiesa al tempo del grande scisma e della crisi conciliare<\/em> (1378-1449), XIV, 3, S.A.I.E., Torino 1971, p. 1280.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref41\" name=\"_ftn41\">[41]<\/a> E. Delaruelle &#8211; R. Labande &#8211; P. Ourliac, <em>La Chiesa al tempo del grande scisma e della crisi conciliare<\/em> (1378-1449), XIV,3, cit., p. 1290.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref42\" name=\"_ftn42\">[42]<\/a> Leone XIII, Lettera Apostolica <em>Apostolicae Curae De\u00a0Ordinationibus Anglicanis<\/em> (13 settembre 1896) in <em>AAS<\/em> 29 (1896-97), 193-203.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref43\" name=\"_ftn43\">[43]<\/a> Mons. Camille Perl, segretario della Commissione <em>Ecclesia Dei<\/em>, Lettera a un fedele, 28 maggio 1996 e di nuovo in una lettera del 6 marzo 1998 Prot. 236\/98 \u00ab<em>In the strict sense you may fulfill your Sunday obligation by attending a Mass celebrated by a priest of the Society of Saint Pius X&#8230;If your intention is simply to participate in Mass according to the 1962 Missal for the sake of devotion, this would not be a sin. It would seem that a modest contribution to the collection at Mass could be justified<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref44\" name=\"_ftn44\">[44]<\/a> Pontificia Commissione Ecclesia Dei, lettera del 27 settembre 2002: \u00abIt is true that participation in the Mass and sacraments at the chapels of the Society of St. Pius X does not of itself constitute \u201cformal adherence to the schism\u201d\u00bb (\u00ab\u00c8 vero che la partecipazione alla Messa e ai sacramenti presso le cappelle della Fraternit\u00e0 San Pio X non costituisce di per s\u00e9 una \u201cformale adesione allo scisma\u201d\u00bb).<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref45\" name=\"_ftn45\">[45]<\/a> Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi,\u00a0Nota esplicativa Sulla scomunica per scisma in cui incorrono gli aderenti al movimento del Vescovo Marcel Lefebvre, 24 agosto 1996, in\u00a0Communicationes\u00a029 (1997), n. 6.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref46\" name=\"_ftn46\">[46]<\/a> La formula \u00ab<em>una cum famulo tuo Papa nostro Francisco<\/em>\u00bb \u00e8 una menzione liturgica che significa la celebrazione in unione con la Chiesa. Il sacerdote nomina colui che \u00e8 riconosciuto come Papa dalla Chiesa universale. In caso di errore sulla legittimit\u00e0 dell\u2019elezione del Papa, non vi \u00e8 peccato n\u00e9 illiceit\u00e0, perch\u00e9 l\u2019intenzione \u00e8 quella di celebrare in comunione con il legittimo Romano Pontefice, chiunque egli sia.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref47\" name=\"_ftn47\">[47]<\/a> Andrea Cionci, \u00abL&#8217;autogol di P. Far\u00e8 sulla FSSPX: loro RICONOSCONO L&#8217;AUTORITA&#8217; DEL PAPA LEGITTIMO\u00bb, 23 luglio 2025, https:\/\/youtu.be\/bcvabajlSbY?si=yjekgDlWSx5F49x9.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref48\" name=\"_ftn48\">[48]<\/a> Andrea Cionci, \u00abSenza verit\u00e0 sulla Magna Quaestio \u00e8 in discussione il dogma dell\u2019indefettibilit\u00e0 della Chiesa\u00bb, 20 luglio 2025, https:\/\/youtu.be\/lPNbraanYiU?si=r5T3Ba5V_6WWJWQ7.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref49\" name=\"_ftn49\">[49]<\/a> P. Giorgio Maria Far\u00e9, <em>L\u2019indefettibilit\u00e0 della Chiesa<\/em>, reperibile al link https:\/\/tinyurl.com\/3jyukke2.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref50\" name=\"_ftn50\">[50]<\/a> Giovanni Paolo II, Costituzione Apostolica <em>Universi Dominici Gregis<\/em> (22 febbraio 1996) in AAS 88 (1996), pp. 97-142.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref51\" name=\"_ftn51\">[51]<\/a> Mario Francesco Pompedda, \u00abCommento alla Constitutio Apostolica de Sede Apostolica vacante deque Romani Pontificis electione\u00bb, in Pio Vito Pinto, ed.<em> Commento alla Pastor Bonus e alle norme sussidiarie della Curia Romana<\/em>, Libreria Editrice Vaticana, Citt\u00e0 del Vaticano 2003, p. 359.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/3A2782A3-AB31-4381-874B-F345B93887F9#_ftnref52\" name=\"_ftn52\">[52]<\/a> L\u2019espressione <em>absque ulla declaratione<\/em> (senza alcuna dichiarazione) \u00e8 una formula tecnica che esprime la natura automatica di certi effetti giuridici nel diritto canonico. Tale espressione viene usata, ad esempio, per descrivere il meccanismo della scomunica <em>latae sententiae<\/em>, quel tipo di scomunica nella quale si incorre <em>ipso facto<\/em>, cio\u00e8 per il solo fatto di aver commesso il delitto. Questo meccanismo, che la dottrina classica esprime con la formula <em>absque ulla declaratione<\/em>, significa che la pena produce i suoi effetti giuridici senza la necessit\u00e0 di un previo intervento formale dell&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica, la sanzione \u00e8 giuridicamente valida ed efficace in foro interno (nella coscienza del reo) fin dal momento della commissione del delitto, appunto <em>absque ulla declaratione<\/em>. Tuttavia, per la piena efficacia della pena nel foro esterno, l&#8217;autorit\u00e0 deve emettere un&#8217;apposita dichiarazione (<em>declaratio<\/em>). Tale atto non \u00e8 una sentenza costitutiva (come nel caso delle pene <em>ferendae sententiae<\/em>), bens\u00ec un atto meramente dichiarativo, volto a rendere pubblicamente certa l&#8217;esistenza della sanzione gi\u00e0 incorsa. La rilevanza giuridica di questa dichiarazione \u00e8 fondamentale: \u00e8 solo dopo tale atto che gli effetti proibitivi della scomunica possono essere resi esecutivi e che la comunit\u00e0 \u00e8 tenuta a trattare pubblicamente la persona come scomunicata. In assenza di essa, si tutela la buona fama dell&#8217;individuo e si garantisce la certezza del diritto.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column] [vc_column_text css=&#8221;&#8221;] Scarica il testo in formato PDF &gt; [\/vc_column_text][vc_separator css=&#8221;&#8221;] [vc_column_text css=&#8221;&#8221;] Restare nella Chiesa. 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