{"id":5453,"date":"2017-04-19T12:04:23","date_gmt":"2017-04-19T10:04:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.veritatemincaritate.com\/?p=5453"},"modified":"2017-04-19T12:14:01","modified_gmt":"2017-04-19T10:14:01","slug":"meditazione-del-card-robert-sarah-sulla-vita-del-servo-di-dio-jerome-lejeune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.veritatemincaritate.com\/wp\/2017\/04\/meditazione-del-card-robert-sarah-sulla-vita-del-servo-di-dio-jerome-lejeune\/","title":{"rendered":"Meditazione del Card. Robert Sarah sulla vita del Servo di Dio J\u00e9r\u00f4me Lejeune"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_empty_space][vc_cta h2=&#8221;Meditazione del Card. Robert Sarah sulla vita del Prof. J\u00e9r\u00f4me Lejeune, Servo di Dio&#8221; style=&#8221;flat&#8221; color=&#8221;turquoise&#8221;][\/vc_cta][vc_column_text]<b><\/b><span class=\"s1\">Pubblicato il 25 marzo 2017 da <a href=\"http:\/\/www.evangelium-vitae.org\/documents\/4017\/guetteurs-veilleurs\/le-cardinal-sarah-m%C3%A9dite-sur-la-vie-du-professeur-lejeune--paris-le-25-mars-2017htm\"><span class=\"s2\">Evangile de la Vie<\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"><i>Il card. Sarah si \u00e8 recato il 24 marzo 2017 a Parigi in occasione della messa annuale della Fondazione Lejeune, celebrata nell&#8217;anniversario della chiamata a Dio del Professore.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"><i>Prima di presiedere a questa bella celebrazione il cardinale ha tenuto una conferenza dal titolo: &#8220;Scegli la vita affinch\u00e9 tu viva&#8221; (Dt 30,19)<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"><i>Ecco il testo della sua allocuzione nella nostra traduzione: <\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Cari amici, <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Non ho avuto n\u00e8 il privilegio ne la gioia di conoscere il Professor J\u00e9r\u00f4me Lejeune. Tuttavia, alcuni anni fa, in occasione di un congresso organizzato dall&#8217;Associazione francese Raoul Follerau sono stato lieto di conoscere la signora Lejeune, sua moglie, che \u00e8 qui presente; ella ha avuto la bont\u00e0 di donarmi una fotografia del Professore che riporta, sul retro, la &#8220;P<i>reghiera per ottenere grazie per intercessione del servo di Dio J\u00e9r\u00f4me Lejeune&#8221;.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Permettetemi di iniziare questa breve conferenza con le parole del Professor J\u00e9r\u00f4me Lejeune:<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">\u201c<i>Se qualcuno vuole veramente attaccare il Figlio dell&#8217;uomo Ges\u00f9 Cristo, non ha che un mezzo, ed \u00e8 attaccare i figli degli uomini. Il cristianesimo \u00e8 la sola religione che dice: &#8220;il vostro modello \u00e8 un bambino&#8221;, il bambino di Betlemme. Quando avremo imparato a disprezzare i bambini, non ci sar\u00e0 pi\u00f9 cristianesimo in questo paese.<\/i>\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Si pu\u00f2 affermare che la lotta del Professor J\u00e9r\u00f4me Lejeune, con le sole armi della verit\u00e0 e della carit\u00e0, una lotta condotta a mani nude, si inscrive nella battaglia finale, evocata nell&#8217;apocalisse di san Giovanni, tra Dio e Satana. Di fronte all&#8217;arroganza del Golia delle potenze finanziarie e mediatiche, pesantemente armato e protetto dalla corazza delle sue false certezze, e dalle nuove leggi contro la vita, la chiesa Cattolica del XXI secolo, almeno in Occidente, sembra il \u201cpiccolo resto\u201d del quale parlano le Sacre Scritture.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Infatti, la chiesa Cattolica, come Davide, dispone solamente del piccolo ciottolo del Vangelo della Vita e della Verit\u00e0, eppure colpisce il gigante in piena testa e lo abbatte. Infatti, noi lo sappiamo bene \u2013 e l&#8217;intera vita del Professor Lejeune ce ne fornisce una testimonianza luminosa \u2013 si tratta di una battaglia, a volte molto aspra e decisiva, che sar\u00e0 lunga e simile a quella degli ultimi tempi descritti nell\u2019ultimo libro della Bibbia. Cos\u00ec, ne va della sopravvivenza della stessa umanit\u00e0. Il \u201cl\u2019enorme drago rosso a sette teste\u201d, prototipo di questa cultura della morte denunciata da S. Giovanni Paolo II nel suo magistero, si mette davanti alla donna incinta, pronto a divorare il bambino al momento della sua nascita e a divorare \u201cnoi\u201d allo stesso tempo (cfr. Ap 12, 4). Occorre essere coscienti che, ancora una volta, come \u00e8 spesso accaduto nella sua lunga storia bimillenaria, la Chiesa costituisce l\u2019ultimo baluardo contro la barbarie: non si tratta pi\u00f9 di Attila e dei suoi Unni che S. Genoveffa arrest\u00f2 alle porte di Parigi nel 451, n\u00e8 della lotta dei papi del XX secolo \u2013 da Pio XI a S. Giovanni Paolo II \u2013 contro i diversi totalitarismi che hanno insanguinato l\u2019Europa e il resto del mondo. Si tratta di una barbarie sterilizzata in laboratorio, terribilmente efficace, che l\u2019opinione pubblica praticamente non percepisce, perch\u00e9 \u00e8 anestetizzata dai Golia delle potenze finanziarie e mediatiche. S\u00ec, si tratta proprio di un combattimento\u2026 all\u2019ultimo sangue: se non fosse cos\u00ec, i poteri pubblici, in Francia, tenterebbero in questo momento di far tacere i siti internet detti \u201cpro vita\u201d e inventerebbero un reato di intralcio informatico all\u2019aborto? Nel corso della discussione di questo progetto di legge aberrante al Parlamento francese, i difensori della vita sono stati linciati verbalmente per aver osato ricordare che l\u2019aborto non \u00e8 un diritto, ma un crimine e di conseguenza il pi\u00f9 grande dramma dei nostri tempi\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">A mo\u2019 di introduzione, ho voluto ricordarvi il quadro fattuale e mistico della lotta per la vita condotta dal Professor Lejeune per meglio farne risaltare ora il senso profondo alla luce del Vangelo. Esaminiamo insieme la sua vita: si pu\u00f2 affermare, senza rischio di errore, che piuttosto che cadere tra i vigliacchi votati al compromesso, il Professor Lejeune ha rinunciato agli onori e alla ricchezza, accettando l\u2019umiliazione e l\u2019esilio stesso, se non altro un esilio interiore. Infatti, J\u00e9r\u00f4me Lejeune, superando ogni ostacolo, \u00e8 restato fedele a Cristo e al Vangelo; ecco perch\u00e9 rappresenta per ciascuno di noi un esempio ammirevole di forza nella fede e di abnegazione nella carit\u00e0. Infatti, come sapete, la morte \u201c<i>in odium fidei<\/i>\u201d, in odio alla fede, non \u00e8 appannaggio di\u00a0\u201c<i>questa moltitudine immensa di uomini e donne che sono passati attraverso la grande e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell&#8217;Agnello, che stanno in piedi davanti al trono e davanti all&#8217;Agnello, e servono giorno e notte nel suo Tempio<\/i>\u201d secondo la visione dell\u2019Apocalisse (cfr. Ap 7, 9). Una tale morte, nella quale il sangue viene versato dal testimone di Cristo non \u00e8 la sola modalit\u00e0 di martirio, dato che un\u2019autentica modalit\u00e0 di martirio cristiano \u00e8 anche una quella di chi si offre interamente a Dio, compresa la propria vita, la propria famiglia, la propria reputazione e il proprio onore, se questi vengono ad essere calpestati dai pagani; una vita nella quale la persona rinuncia a tutto per Amore di Dio. Nel corso della lunga malattia del Prof. Lejeune, che l\u2019ha tolto prematuramente all\u2019affetto dei suoi cari, si \u00e8 visto come muore un cristiano all\u2019alba di Pasqua e il papa S. Giovanni Paolo secondo, grande amico del Professore, non si \u00e8 sbagliato quando ha dichiarato, nella lettera che allora indirizz\u00f2 al Card. Lustiger, il luned\u00ec di Pasqua 1994, all\u2019indomani del ritorno del Professor Lejeune alla Casa del Padre: \u201cLa Resurrezione di Cristo costituisce una grande testimonianza resa alla Vita che \u00e8 pi\u00f9 forte della morte. Una tale morte, quella di J\u00e9r\u00f4me Lejeune, rende una testimonianza ancora pi\u00f9 forte alla Vita alla quale l\u2019uomo \u00e8 chiamato in Ges\u00f9 Cristo. Infatti, lungo tutta la vita del nostro fratello J\u00e9r\u00f4me, questo richiamo ha rappresentato una linea continua&#8230; Ci troviamo davanti alla morte un grande cristiano del XX secolo, di un uomo per il quale la difesa della vita \u00e8 divenuta un apostolato, e desideriamo ringraziare Dio oggi, Lui, L\u2019autore della vita, di tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato per noi il Prof. Lejeune, di tutto ci\u00f2 che ha fatto per difendere e promuovere la dignit\u00e0 della vita umana.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Nel contesto della sua professione di medico e ricercatore, che \u00e8 stata una vera e propria vocazione, la vita del Professor Lejeune si \u00e8 divisa tra due ambiti che conviene distinguere per meglio unirli: da una parte la sua attivit\u00e0 di ricercatore, e quindi la sua appartenenza a quello che viene chiamata \u201cla comunit\u00e0 scientifica\u201d, che, tuttavia, se non l\u2019ha rifiutato, l\u2019ha messo ai margini a causa delle sue posizioni ritenute troppo rigide, da estremista, sull\u2019argomento cruciale del rispetto per la vita. Dall\u2019altra parte il suo servizio presso i malati e le loro famiglie, a capo di un\u2019equipe che si pu\u00f2 definire fraterna, che \u00e8 stata animata solo dal desiderio di guarire, o almeno di dare sollievo alle sofferenze fisiche e morali provocate dalla malattia e dall\u2019handicap. La carit\u00e0 che animava il Professor Lejeune univa quindi i due aspetti della sua vocazione al servizio del malato e questa virt\u00f9 teologale della carit\u00e0 fu veramente la via maestra che J\u00e9r\u00f4me Lejeune percorse con coraggio e determinazione per aprirsi un varco tra le spine di questo mondo verso la contemplazione del Dio vivente, la Santa Trinit\u00e0 d\u2019Amore. S\u00ec, col suo servizio quotidiano, umile e fiducioso nella Provvidenza, il Professor Lejeune ha dato un volto alla carit\u00e0 di Cristo venuto in mezzo a noi, ed \u00e8 vero che nessuno ha scordato il suo sorriso luminoso e raggiante, e il suo sguardo celeste, impronta di quell\u2019amore del prossimo che emana da un\u2019anima della quale Ges\u00f9, ricevuto nella santa Comunione eucaristica, ha fatto la sua dimora\u00a0: \u00ab<i>Se uno mi ama<\/i>,\u00bb ha detto Ges\u00f9 \u00ab\u00a0<i>osserver\u00e0 la mia parola e il Padre mio lo amer\u00e0 e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui\u00a0<\/i>\u00bb. (Gv 14,23)<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Poich\u00e9 mi \u00e8 dato di parlare della vita spirituale del Professor Lejeune, oso affermare, in riferimento all\u2019insegnamento del Concilio Vaticano II sulla vocazione universale alla santit\u00e0 (cfr.\u00a0<i>Lumen Gentium<\/i>, n. 5), e in particolare al carattere peculiare della santit\u00e0 del fedele laico (cfr. Decreto <i>Apostolicam Actuositatem<\/i>, n. 4), che tutta l\u2019esistenza di questo grande amico dei bambini malati rispecchia mirabilmente la presenza del Signore Ges\u00f9 nel nostro mondo; essa \u00e8 dunque come un prolungamento dell\u2019Incarnazione e della vita del Figlio di Dio quaggi\u00f9. Mi spiego: cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 tangibile delle cure dispensate ai malati da un medico, un chirurgo, un infermiere, un paramedico, una suora infermiera o badante, o un Fratello di San Giovanni di Dio \u2013 questo \u00e8 ci\u00f2 che ha fatto il Professor Lejeune per lunghi anni \u2013 cosa di pi\u00f9 concreto della presenza quotidiana vicino alle famiglie di questi malati e il lavoro arduo di ricercatore che combatte strenuamente la malattia, come un cavaliere intrepido coi fianchi cinti dalla verit\u00e0, che brandisce la spada fiammeggiante della Parola di Dio e dell\u2019insegnamento della Santa Chiesa, con un rispetto infinito per le leggi della vita inscritte dal Creatore nelle fibre di ogni essere umano\u2026\u00a0? Rendendo presente il Cristo che guarisce i corpi e i cuori, che rende la vista ai ciechi, che sana gli storpi, cos\u00ec che possano poi saltare di gioia, Ges\u00f9, che purifica i lebbrosi, apre le orecchie ai sordi e scioglie la lingua dei muti (cfr. Mt 11, 5), lui che \u00e8 vero Dio e vero uomo, lui che \u00e8 anche il Buon Samaritano che unge con l\u2019olio dell\u2019Amore di Dio le piaghe dell\u2019uomo ferito (cfr. Lc 10, 34), possiamo dunque considerare che la vita del Professore Lejeune sia stata in qualche modo, nei tempi della Chiesa nei quali viviamo, a partire dall\u2019Ascensione e dalla Pentecoste, un prolungamento dell\u2019incarnazione del Figlio unigenito di Dio, Ges\u00f9 Cristo, venuto in mezzo a noi per guarirci e salvarci. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Questo \u00e8 ci\u00f2 che espresse l\u2019amico di J\u00e9r\u00f4me Lejeune, Papa S. Giovanni Paolo II, nella sua prima enciclica, <i>Redemptor hominis, <\/i>riprendendo le parole del Concilio Vaticano II. Egli afferm\u00f2 che, tramite la sua Incarnazione, Cristo \u201c<i>si \u00e8 unito in certo modo ad ogni uomo\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Parlando del Professor Lejeune, si pu\u00f2 dunque veramente parlare di una spiritualit\u00e0 dell\u2019Incarnazione, che costituisce, insieme alla difesa della verit\u00e0 sulla vita umana e la compassione, uno dei tratti essenziali di questa santit\u00e0 che mi auguro venga riconosciuta dalla Chiesa, affinch\u00e9 possiamo beneficiare della sua intercessione e essere sostenuti nella nostra lotta contro il degrado attuale della nostra societ\u00e0 tramite il suo esempio e la sua lotta per la vita.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Spingiamoci oltre e vediamo ora come quest\u2019uomo d\u2019azione, allo stesso tempo scienziato e poeta, cos\u00ec intelligente e di una grande sensibilit\u00e0 e finezza, \u00e8 riuscito a non soccombere all\u2019auto compiacimento, o all\u2019orgoglio. Infatti, poich\u00e9, come lui, noi siamo interamente dentro l\u2019azione, rischiamo di soccombere alla seguente tentazione, che \u00e8 ben nota agli ardenti missionari del Vangelo: che la nostra persona, il nostro \u201cio\u201d, stabilisca la sua supremazia fino all\u2019assoluto, lasciando furtivamente Dio ai margini. Penso che il Professor Lejeune sia stato preservato da questo scoglio, dopo aver combattuto senza dubbio un combattimento spirituale a volte molto aspro, ma la parola mariana dell\u2019Annunciazione risuonava costantemente nel suo cuore di credente, di umile servitore del Vangelo e della Chiesa: \u201cFiat\u201d!, s\u00ec, \u201cfiat\u201d, era la parola, o meglio, la risposta cos\u00ec pura, perfetta e senza riserve della Vergine Maria, che egli stesso rivolgeva a Dio ogni giorno della sua vita, in particolare quando aveva la grazia di ricevere il suo Signore nella Santa Comunione. Da allora, come la Santissima Vergine Maria e come tanti santi e sante, dei quali conosciamo la risposta improntata all\u2019abbandono filiale \u2013 come ad esempio Santa Teresa di Lisieux, santa Giovanna d\u2019Arco o il Beato Charles de Focalut &#8211; J\u00e9r\u00f4me Lejeune ha <i>acconsentito<\/i> a lasciare agire Dio. Infatti, per un battezzato, la decisione di rimettere a Cristo la condotta della propria vita \u00e8 un atto fondamentale, che permette di eludere le trappole del desiderio di apparire, dello scoraggiamento e della tristezza. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Tuttavia, per questo, occorre rafforzarsi in ci\u00f2 che chiamer\u00f2 la \u00abdiscrezione\u00bb, vale a dire nel silenzio che \u00e8 appannaggio dei grandi contemplativi e dei veri adoratori di Dio. E questo silenzio non \u00e8 solamente una porta preferenziale attraverso la quale la Santissima Trinit\u00e0 penetra nella nostra anima e viene a prendere la sua dimora in noi (cfr. Gv 14, 23) per trasfigurare i nostri compiti quotidiani in atti di carit\u00e0. Il silenzio \u00e8 anche una \u00abforza\u00bb, e da qui il titolo di questa opera che molti di voi avranno certamente gi\u00e0 letto, o che hanno in mano stasera. Quando M. Jean-Marie Le M\u00e9n\u00e9, presidente della Fondation J\u00e9r\u00f4me Lejeune, e genero del Professore dichiara: \u00abAlla fine della sua vita aveva perduto tutto, aveva difficolt\u00e0 a lavorare, non veniva pi\u00f9 invitato ai congressi e, designato per il premo Nobel, non lo ricevette mai\u00bb, che cosa ci evoca se non il silenzio che si era abbattuto come una cappa di piombo sul Professor Lejeune, frutto amaro dell\u2019accecamento e della malvagit\u00e0 degli uomini\u2026? S\u00ec, l\u2019hanno ridotto al silenzio ma, lungi dallo schiacciarlo, questo silenzio \u00e8 divenuta un\u2019autentica vicinanza a Dio, una forza, la forza della testimonianza, del martirio, la forza della santit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Perch\u00e9 il silenzio del Professor Lejeune \u00e8 stato lo stesso di Ges\u00f9 durante la propria Passione davanti ai suoi accusatori. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Vediamo dai Vangeli quale fu l\u2019atteggiamento del Signore Ges\u00f9: innanzi tutto, ci dice San Matteo, Ges\u00f9 \u00e8 comparso davanti ai grandi sacerdoti e tutto il Sinedrio, che cercavano una falsa testimonianza per metterlo a morte. Ora, dice l\u2019evangelista: \u201c<i>ma non riuscirono a trovarne alcuna, pur essendosi fatti avanti molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: \u00abCostui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni\u00bb. Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: \u00abNon rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?\u00bb. \u00ab\u00a0Jesus autem\u00a0tacebat\u00a0<\/i>\u00bb, prosegue il Vangelo\u00a0<i>: \u00ab\u00a0Ma Ges\u00f9 taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: \u00abTi scongiuro, per il Dio vivente, perch\u00e9 ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio\u00bb. \u00abTu l&#8217;hai detto, gli rispose Ges\u00f9, anzi io vi dico: d&#8217;ora innanzi vedrete il Figlio dell&#8217;uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo\u00bb. Allora il sommo sacerdote si stracci\u00f2 le vesti dicendo: \u00abHa bestemmiato! Perch\u00e9 abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?\u00bb. E quelli risposero: \u00abE&#8217; reo di morte!\u00bb.\u201d<\/i> (Mt 26, 59-66). Poi, secondo l\u2019evangelista San Luca, Ges\u00f9 comparve davanti ad Erode che lo interrog\u00f2 a lungo ma egli non gli rispose una parola. Infine, Erode lo tratt\u00f2 con disprezzo, lo rivest\u00ec di una splendida veste e lo rinvi\u00f2 a Pilato. (cfr. Lc 23, 8-11). San Giovanni ci informa che quando il procuratore l\u2019interrog\u00f2 circa la sua identit\u00e0 Ges\u00f9 dichiar\u00f2 \u00ab<i>Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verit\u00e0<\/i>.\u00bb (Gv 18, 37). Poi, tacque.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Come ho scritto ne <i>La forza del silenzio<\/i>, nel mondo oggi sappiamo che \u201c<i>l\u2019uomo che parla \u00e8 celebrato e l\u2019uomo silenzioso \u00e8 un povero mendicante che non viene nemmeno degnato di uno sguardo<\/i>\u201d (n. 30, p. 54 dell\u2019edizione francese). Come Ges\u00f9, che \u00e8 divenuto mendicante dell\u2019Amore di questa umanit\u00e0 peccatrice, sorda e cieca \u2013 e il signore ha dovuto gridare \u201cHo sete\u201d qualche ora pi\u00f9 tardi sulla Croce gloriosa \u2013 cos\u00ec il Professor Lejeune, tramite il suo silenzio, elemosinava la compassione dei suoi contemporanei per i pi\u00f9 deboli, i suoi bambini ammalati, dei quali si era fatto voce, proprio lui che era stato ridotto al silenzio. Si ricordava specialmente di quel bambino trisomico di dieci anni che, durante un consulto, si era gettato tra le sue braccia esclamando: \u201c<i>Ci vogliono uccidere; devi proteggerci perch\u00e9 noi siamo troppo deboli, non sapremo mai difenderci!\u201d.<\/i> E il cuore del Professore, ridotto egli stesso al silenzio, sanguinava\u2026 Ne <i>La forza del silenzio<\/i> mi permetto di affermare che \u201c<i>nel momento pi\u00f9 cruciale della sua vita, quando le urla piovevano da ogni dove, lo coprivano con ogni sorta di menzogna e calunnia, quando il sommo sacerdote gli domand\u00f2: \u201cNon rispondi niente?\u201d Ges\u00f9 prefer\u00ec il silenzio.<\/i> (n.141, p.120) Allo stesso modo, \u201c<i>Ges\u00f9, tacendo, vuole mostrare il suo disprezzo per le menzogne, lui la verit\u00e0, la luce e l\u2019unica via che porta alla Vita. La sua causa non ha bisogno di essere difesa. Non si difendono la verit\u00e0 e la luce: il loro splendore \u00e8 la loro stessa difesa<\/i>.\u201d (n. 197, p. 155). Da parte sua, Pilato, \u201c<i>non comprendeva la causa di un silenzio cos\u00ec fuori dal comune. Stava davanti al silenzio di Dio, in mezzo alle urla degli uomini, ebbri di odio irragionevole<\/i>\u201d (n. 197, p. 156). S\u00ec, che poteva ancora rispondere il Professor Lejeune a queste invettive che si sono ancora recentemente udite nella bocca di un ministro: \u00abUna donna che abortisce non interrompe una vita\u00bb, e ancora\u00a0: \u00abL\u2019aborto \u00e8 un diritto della donna\u00bb?<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">A questo punto della nostra riflessione, permettetemi questa analogia: quando i nostri fratelli cristiani orientali, che subiscono in questo momento la persecuzione, vengono arrestati e imprigionati dai loro aguzzini, possono presentare loro, inscritta nella loro carne la confessione della loro fede di battezzati nel caso in cui, dicono, sotto tortura, soccombessimo alla tentazione di rinnegare Cristo. Infatti, allorch\u00e9 tanti dei nostri contemporanei, qui, nell\u2019Occidente decadente, si dedicano, sotto l\u2019effetto di una moda passeggera e costosa all\u2019esotica pratica del tatuaggio, questi cristiani sono sempre pronti ad esibire davanti ai Caifa e Pilato dei nostri tempi, la <i>Croce<\/i> che \u00e8 tatuata in modo indelebile sul loro polso, testimonianza silenziosa della loro unione a Ges\u00f9 fino alla morte. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">\u201c<i>Almeno<\/i>\u201d, dicono, \u201c<i>questo segno vincer\u00e0 la mia eventuale debolezza davanti alla paura di morire<\/i>\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">\u00c8 stato lo stesso per il Professor Lejeune: la sua croce tatuata sul polso \u00e8 stata la sua affermazione serena che: \u201c<i>la dignit\u00e0 di una civilt\u00e0 si misura dal rispetto che essa porta ai pi\u00f9 deboli dei suoi membri<\/i>\u201d ed egli ha siglato questa affermazione prodigiosa e vera con il suo comportamento quotidiano: infatti pazientemente, umilmente, con amore e con un rispetto infinito, riceveva tutti i pazienti che si presentavano alle visite in ospedale, specialmente i pi\u00f9 poveri, perch\u00e9 sapeva che il suo dovere, la sua missione, era di cercare di guarire il malato e amarlo, una forma di carit\u00e0 che per lui era divenuta eroica. Martire della vita e della verit\u00e0, egli lo \u00e8 dunque stato pienamente, compreso nel suo silenzio che, lungi dall\u2019essere confessione di una debolezza, ha costituito una forza capace di smuovere le montagne dell\u2019egoismo e dell&#8217;indifferenza.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">La sua vita mostra bene che, come ho scritto ne <i>La forza del silenzio<\/i>, \u201c<i>Oggigiorno, il silenzio dei martiri cristiani che vengono massacrati dai nemici di Cristo imita e prolunga quello del Figlio di Dio. I martiri dei primi secoli, come quelli della nostra triste epoca, hanno tutti mostrato la stessa dignit\u00e0 silenziosa. Il silenzio diviene allora l&#8217;unica parola, la sola testimonianza, l&#8217;ultimo testamento. Il sangue dei martiri \u00e8 un seme, un grido e una preghiera silenziosa che sale verso Dio\u201d <\/i>(n. 198, pp. 156-157 dell&#8217;edizione francese).<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Cari amici, oggi nessuno si pu\u00f2 mostrare insensibile ed indifferente davanti all&#8217;obbligo imperioso di difendere i nascituri. Al di l\u00e0 dell&#8217;aspetto morale che ci impedisce di attentare a qualsiasi vita umana, soprattutto quando \u00e8 innocente e indifesa, la protezione dell\u2019embrione \u00e8 la condizione <i>sine qua non<\/i> per far uscire l\u2019intera civilt\u00e0 dalla barbarie e assicurare il futuro della nostra umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Il segno clinico pi\u00f9 impressionante che indica che andiamo verso l&#8217;abisso e una rovina senza fondo \u00e8 la potenza drammatica del rifiuto della vita. L&#8217;uomo della societ\u00e0 dei consumi diviene sempre pi\u00f9 insensibile al rispetto sacro della vita umana, non comprende pi\u00f9 che l\u2019essere umano \u00e8 un assoluto che non abbiamo il diritto di manipolare a nostro piacimento.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Se il Professor Lejeune fosse ancora qui non farebbe che seguire quella linea intoccabile della difesa della dignit\u00e0 dell&#8217;essere umano, che fu sua in maniera costante.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Si opporrebbe, quindi, al falso e scandaloso \u201cmatrimonio\u201d omosessuale, a quelle aberrazioni che sono la procreazione medicalmente assistita e la maternit\u00e0 surrogata, e combatterebbe con energia senza pari la teoria veramente delirante e mortifera detta di genere, o \u201c<i>gender<\/i>\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Del resto, il Professor Lejeune aveva visto e compreso nel 1975<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>le conseguenze della legalizzazione dell&#8217;aborto, che \u00e8 divenuto col tempo uno pseudo \u201cdiritto della donna\u201d e cos\u00ec tremava gi\u00e0 per la sorte dei \u201csuoi\u201d bambini trisomici, che di fatto oggi sono in via di sterminio perch\u00e9, come sapete, i pubblici poteri stessi riconoscono, come una vittoria funesta, che il 96% di loro viene messo a morte con l\u2019aborto. Questo \u00e8 veramente orribile, criminale e sacrilego!<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">J\u00e9r\u00f4me Lejeune aveva altres\u00ec compreso, lui, il grande genetista, a quali derive prometeiche ci avrebbero condotto le manipolazioni genetiche di tutti i tipi, a cominciare dalla ricerca sugli embrioni, che sono minacciati \u201ca priori\u201d di essere distrutti, poich\u00e9 la nuova legge, votata recentemente il 6 maggio 2013 nell\u2019indifferenza quasi generale, autorizza espressamente la ricerca sull\u2019embrione e non mette praticamente pi\u00f9 limite alla distruzione degli embrioni detti sovrannumerari, quando la legge precedente del 6 agosto 2004 prevedeva ancora un regime di divieto, con deroghe accordate dall&#8217;Agenzia di biomedicina\u2026e non parliamo del transumanesimo che \u00e8 terrificante in senso stretto: fin dove ci spingeremo in questa corsa verso l&#8217;inferno? Infatti, con il transumanesimo, significa che \u201cl&#8217;umanit\u00e0 aumentata\u201d sar\u00e0 il trionfo dell\u2019eugenetica e della selezione del miglior capitale genetico tra tutti gli altri al fine di creare il superuomo ideale. <\/span><\/p>\n<p class=\"p6\"><span class=\"s1\">Il transumanesimo va a realizzare, grazie alle tecnoscienze il sogno prometeico del nazismo. Come nel nazismo, ci sar\u00e0 una razza ariana? E se s\u00ec, selezionata in base a quali criteri? E in questo caso, che cosa ne faremo dei \u201csub-umani\u201d, secondo la terminologia nazista, il cui lavoro sar\u00e0 ormai rimpiazzato dai robot? Queste domande sono terrificanti e ci gelano il sangue.<\/span><\/p>\n<p class=\"p6\"><span class=\"s1\">Il rifiuto di accogliere e di lasciar vivere coloro che sono di peso, vale a dire non solo il bambino concepito e \u201cnon desiderato\u201d, come incalzano i partigiani dell\u2019aborto, ma anche la persona handicappata, il malato terminale, la persona anziana non pi\u00f9 autosufficiente, questo rifiuto manifesta una profonda misconoscenza del valore di tutte le vite umane create e quindi volute da Dio. Nell\u2019enciclica <i>Evangelium Vitae<\/i>, Papa S. Giovanni Paolo II dichiara che\u00a0\u00ab<i>siamo di fronte a una realt\u00e0 \u2026 che si pu\u00f2 considerare come una vera e propria\u00a0<\/i><\/span><span class=\"s3\"><i>struttura di peccato<\/i><\/span><span class=\"s1\"><i>,\u00a0caratterizzata dall&#8217;imporsi di una cultura anti-solidaristica, che si configura in molti casi come vera \u201ccultura di morte\u201d. [\u2026] Chi, con la sua malattia, con il suo handicap o, molto pi\u00f9 semplicemente, con la stessa sua presenza mette in discussione il benessere o le abitudini di vita di quanti sono pi\u00f9 avvantaggiati, tende ad essere visto come un nemico da cui difendersi o da eliminare. Si scatena cos\u00ec una specie di \u00ab<\/i><\/span><span class=\"s3\"><i>congiura contro la vita<\/i><\/span><span class=\"s1\">\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">E Papa Francesco, con il suo modo di parlare diretto che ben conosciamo qualifica senza giri di parole questa \u201c<i>cultura dello scarto<\/i>\u201d. \u201c<i>Purtroppo, oggetto di scarto non sono solo il cibo o i beni superflui, ma spesso gli stessi esseri umani, che vengono \u201cscartati\u201d come fossero \u201ccose non necessarie<\/i>\u201d. E aggiunge: \u201c<i>desta orrore il solo pensiero che vi siano bambini che non potranno mai vedere la luce, vittime dell\u2019aborto<\/i>\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Il Santo Padre precisa, nella sua Esortazione Apostolica <i>Evangelii\u00a0Gaudium<\/i> (La gioia del Vangelo) del 24 novembre 2013 che \u201c<i>Tra questi deboli, di cui la Chiesa vuole prendersi cura con predilezione, ci sono anche i bambini nascituri, che sono i pi\u00f9 indifesi e innocenti di tutti, ai quali oggi si vuole negare la dignit\u00e0 umana al fine di poterne fare quello che si vuole, togliendo loro la vita e promuovendo legislazioni in modo che nessuno possa impedirlo. Frequentemente, per ridicolizzare allegramente la difesa che la Chiesa fa delle vite dei nascituri, si fa in modo di presentare la sua posizione come qualcosa di ideologico, oscurantista e conservatore. Eppure questa difesa della vita nascente \u00e8 intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. Suppone la convinzione che un essere umano \u00e8 sempre sacro e inviolabile, in qualunque situazione e in ogni fase del suo sviluppo.<\/i>\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Cos\u00ec Papa Francesco ci chiama ad una mobilitazione generale per la Vita: quando evoca la Chiesa che, come dice lui, \u00e8 un lazzaretto o \u201cun ospedale da campo\u201d dopo la battaglia, egli pensa in primo luogo a questa battaglia per la sopravvivenza dell\u2019umanit\u00e0 terribilmente ferita nella sua carne e nella sua anima, al cui capezzale sta la Madre Chiesa. Il Professor Lejeune, in quanto medico, soprattutto ha accolto nel suo \u201cospedale da campo\u201d che \u00e8 l\u2019ospedale pediatrico Necker, questi feriti della vita che, come quel bambino di dieci anni che ho poc\u2019anzi citato, venivano con i loro genitori a cercare il conforto e il coraggio di andare avanti e sperare ancora; l\u2019ospedale Necker, questo moderno \u201clazzaretto\u201d \u00e8 veramente un\u2019opera ammirevole di carit\u00e0 e compassione che continua ai nostri giorni. Il Professor Lejeune ha saputo versare l\u2019olio della misericordia e il vino della verit\u00e0 che libera (Cfr. Lc 10, 34) sulle ferite di questa parte dell\u2019umanit\u00e0 senza difese e ignorata dai potenti di questo mondo, in questo ospedale, in questo \u201cOstello di Dio\u201d, che \u00e8 anche l\u2019\u201calbergo\u201d della parabola del Buon Samaritano\u00a0; e noi sappiamo che l\u2019albergo \u00e8 col\u00e0 l\u2019allegoria della Chiesa, nostra Madre. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Approfitto di questa opportunit\u00e0 per salutare e ringraziare tutte le associazioni che operano pazientemente, superando ogni ostacolo affinch\u00e9 la vita sia promossa e protetta, cos\u00ec come la famiglia che ne \u00e8 il santuario. La vita \u00e8 un dono di Dio, un dono che Dio ha affidato alla famiglia. \u00c8 dunque nella famiglia che la vita trova la sua sorgente, che trova il contesto adatto alla sua dignit\u00e0 e al suo destino. Da qui il carattere sacro della vita e il rispetto che essa merita, due imperativi che tutta la legislazione degna di tale nome deve riconoscere e promuovere, anche qui, in Francia, la figlia maggiore della Chiesa. Infatti, nella vita di ogni essere umano, anche il pi\u00f9 debole e ferito, l\u2019immagine di Dio risplende e si manifesta in tutta la sua pienezza con la venuta e l\u2019incarnazione di Ges\u00f9, figlio di Dio Salvatore. Dal canto suo, ogni uomo \u00e8 chiamato ad una pienezza di vita che va ben oltre la dimensione della sua esistenza terrena, perch\u00e9 essa \u00e8 la partecipazione alla vita stessa di Dio. Tale era la convinzione del Professor Lejeune, e tale resta oggi la convinzione incrollabile della Fondazione che porta il suo nome. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Vorrei concludere sottoponendo alla vostra meditazione questa riflessione illuminata del Professor Lejeune, questo modello di medico, genetista e professionista, che non ha avuto paura di dire la verit\u00e0 a tempo opportuno e inopportuno:<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">\u00ab<i>Non esiste affatto un Uomo con la U maiuscola. Ci sono degli uomini, delle persone, e ciascuna di esse \u00e8 rispettabile. Se tutti sono ben disposti a versare una lacrima sulla condizione dell\u2019Uomo, se le grandi coscienze s\u2019inorgogliscono di grandi slanci parlando dei diritti dell\u2019Uomo, ben pochi si preoccupano di ciascun uomo, eccetto la legge elementare della carit\u00e0, una parola forte denigrata di questi tempi, e pertanto insostituibile, che si estende a tutti e ciascuno, e soprattuto al primo venuto, colui che \u00e8 proprio al nostro fianco, il \u201cprossimo\u201d, come dicono i nostri catechismi\u00a0<\/i>\u00bb. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Vi ringrazio per la vostra attenzione. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Cardinal Robert Sarah<\/span><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_cta h2=&#8221;Profilo del Servo di Dio J\u00e9r\u00f4me Lejeune&#8221; h4=&#8221;(Montrouge, 13 giugno 1926 \u2013 Parigi, 3 aprile 1994)&#8221; style=&#8221;flat&#8221; color=&#8221;blue&#8221;][\/vc_cta][vc_column_text]<\/p>\n<p class=\"p8\"><b><\/b><span class=\"s1\">Da ragazzo si \u00e8 lasciato talmente \u201cprendere\u201d dal \u201cMedico di campagna\u201d di<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Honor\u00e9 de Balzac, da voler diventare pure lui medico condotto, a qualunque costo. Per questo si iscrive a Medicina, anche se nel 1951, il giorno stesso della laurea, le difficolt\u00e0 economiche lo costringono ad accettare la proposta di un suo insegnante, il prof. Turpin, a collaborare ad una ricerca in grande stile che questi sta conducendo sul \u00abmongolismo\u00bb. Da quel preciso istante il suo futuro \u00e8 segnato: la Francia avr\u00e0 un medico condotto in meno, ma il mondo un grande genetista in pi\u00f9.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Nato nel 1926, J\u00e9r\u00f4me Lejeune, inizia la sua ricerca scientifica partendo dalle conclusioni cui era arrivato circa 90 anni prima il professor Down: una teoria che lui reputa scientificamente improvvisata e fondamentalmente razzista. Fino a quel periodo, infatti, il \u00abmongolismo\u00bb \u00e8 ancora considerato una tara razziale, oppure da addebitare a genitori alcolisti o sifilitici. A Lejeune bastano appena otto anni per arrivare ad affermare che la causa di una malattia genetica non \u00e8 determinata dal cambiamento della qualit\u00e0 del messaggio ereditario, bens\u00ec ad una mutazione di ordine quantitativo, cio\u00e8 da un eccesso o<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>da un difetto di alcune proporzioni del codice genetico. In particolare, nel caso del \u00abmongolismo\u00bb, scopre l\u2019esistenza di un quarantasettesimo cromosoma, morfologicamente identico agli elementi del ventunesimo paio: ecco perch\u00e9 chiamer\u00e0 la sindrome di Down \u201ctrisomia 21\u201d. Nulla di disdicevole, dunque, nei genitori di quei bambini, nessuna degenerazione razziale, nessuna contagiosit\u00e0 come si credeva. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Per la prima volta nella storia della genetica medica \u00e8 stabilito un legame tra un ritardo mentale e un&#8217;anomalia cromosomica, descritto in questi termini:<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">\u00ab <i>Le malattie dell&#8217;intelligenza sono legate all&#8217;intasamento delle sinapsi che diminuisce la velocit\u00e0, il rendimento, e fa s\u00ec che alcuni circuiti non terminino il lavoro prima che altri si mettano in moto trasmettendo cos\u00ec un&#8217;informazione incompleta; questa viene trasmessa ad un altro circuito dove viene elaborata in modo ancora pi\u00f9 incompleto e cos\u00ec, di incompletezza in incompletezza, si arriva alla scomparsa totale del messaggio nervoso. In fondo i disabili mentali sono un po&#8217; come dei drogati. Soffrono di un&#8217;intossicazione, leggera ma continua, dovuta ad una sostanza accumulata per il blocco o l&#8217;eccesso di attivit\u00e0 degli enzimi, a seconda dell&#8217;associazione con una malattia di difetto o di eccesso di cromosomi.<\/i> \u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Divenuto capo dell&#8217;unit\u00e0 di citogenetica all&#8217; \u201cH\u00f4pital Necker Enfants-Malades\u201d di Parigi, prosegue le sue ricerche. La rilevazione della trisomia, permette a Lejeune di descrivere dal punto di vista scientifico la Sindrome del grido di gatto, anche chiamata &#8220;Sindrome di Lejeune&#8221; e di rilevare la monosemia, nel 1963.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">L&#8217;anno successivo, diventa professore di genetica alla facolt\u00e0 di medicina di Parigi, cattedra creata appositamente per lui.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Nel 1978, papa Giovanni Paolo II, gli chiede di far parte della Pontificia accademia delle scienze e del Pontificio consiglio della pastorale per gli operatori sanitari .<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Nel 1981 \u00e8 eletto all\u2019Accademia di Scienze morali e politiche e due anni pi\u00f9 tardi, nel 1983, all\u2019Accademia nazionale di medicina .<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Diventa infine, nel 1994, il primo presidente della Pontificia accademia per la vita, creata da Papa Giovanni Paolo II lo stesso anno.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Mentre sta tentando di individuare anche la terapia per una possibile prevenzione della sindrome, si accorge che i risultati dei suoi studi sono utilizzati dagli abortisti, con la proposta di legge \u201cPeyret\u201d, per promuovere la soppressione in utero dei feti diagnosticati come \u201cmalformati\u201d. Convinto antiabortista, comincia a sostenere senza mezzi termini che \u201c<i>da sempre la medicina si batte per la salute e per la vita, contro la malattia e contro la morte, e non pu\u00f2 cambiare schieramento!<\/i>\u201d Lo fa in ogni occasione, anche in una conferenza pubblica dell\u2019ONU, addirittura definendo quest\u2019ultima \u201c<i>una istituzione per la salute che si trasforma in istituzione di morte<\/i>\u201d. \u201c<i>Oggi mi sono giocato il Nobel<\/i>\u201d, scrive alla moglie: da quel giorno, infatti, la scienza ufficiale non lo chiama pi\u00f9; i finanziamenti per le sue ricerche vengono ritirati; in qualche modo \u00e8 costretto a mendicare per continuare i suoi studi; talvolta, anche con minacce, gli viene impedito di prendere la parola; sul muro della facolt\u00e0 di medicina compaiono scritte come &#8216;Lejeune trema&#8230; Lejeune assassino. A morte Lejeune&#8217; e anche &#8216;A morte Lejeune e i suoi mostriciattoli&#8217;&#8230;. E\u2019 convinto che \u201c<i>la genetica moderna si riassume in questo credo elementare: all\u2019inizio \u00e8 dato un messaggio, questo messaggio \u00e8 nella vita, questo messaggio \u00e8 la vita<\/i>\u201d: dunque, non una battaglia su basi teologiche, ma scientifiche, fino ad affermare che \u201c<i>se, Dio non voglia, la Chiesa arrivasse ad ammettere l\u2019aborto, allora io non sarei pi\u00f9 cattolico<\/i>\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">\u00ab<i>La compassione per i genitori \u00e8 un sentimento che ogni medico dovrebbe avere. L&#8217;uomo che riesce ad annunciare a dei genitori che il loro bambino \u00e8 gravemente malato senza sentire il cuore schiantarsi al pensiero del dolore che li assalir\u00e0, non \u00e8 degno del suo mestiere. Non \u00e8 commettendo un crimine che si protegge qualcuno da una disgrazia. E uccidere un bambino \u00e8 semplicemente omicidio. Non si d\u00e0 sollievo al dolore di un essere umano uccidendone un altro. Quando la medicina perde tale consapevolezza, non \u00e8 pi\u00f9 medicina.<\/i>\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Marito premuroso, padre di cinque figli, cristiano dalla fede adamantina, continua ad opporsi ad una cultura di morte, chiamando l\u2019aborto dei bambini down una \u201c<i>selezione della specie<\/i>\u201d, la Ru486 \u201c<i>il primo pesticida umano<\/i>\u201d, \u201c<i>la contraccezione, che \u00e8 fare l\u2019amore senza fare il figlio, la fecondazione extracorporea, che \u00e8 fare il figlio senza fare l\u2019amore, la pornografia, che \u00e8 distruggere l\u2019amore, l\u2019aborto, che \u00e8 distruggere il figlio, tutte cose contrarie alla dignit\u00e0 dell\u2019amore umano<\/i>\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Il 5 giugno 1973, alla Domus Medica di Parigi, J\u00e9r\u00f4me, affiancato da filosofi e giuristi, rende pubblica la &#8220;Dichiarazione dei Medici di Parigi&#8221;, che riceve l&#8217;adesione di diciottomila medici. Con Emmanuel Sapin e Lucien Israel, stila una dichiarazione intitolata \u201cManifesto dei difensori della vita\u201d, pubblicata successivamente sul quotidiano \u201cLe Monde\u201d, che come evince dal titolo, vuole rappresentare una chiara opposizione alla fecondazione in vitro e alla legalizzazione dell&#8217;aborto.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Nel 1990 pubblica il libro \u201cL&#8217;enfant concentrationnaire\u201d, simbolo della lotta contro ci\u00f2 che lui definisce i tre mali del tempo: la divisione delle menti, la confusione della parola, la perversione dell&#8217;azione.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Nell\u2019ottobre 1993 gli diagnosticano un cancro polmonare in stadio ormai avanzato. \u201c<i>Non dovete preoccuparvi fino a Pasqua: vivr\u00f2 almeno fino ad allora<\/i>\u201d, dice alla moglie ed ai figli, aggiungendo: \u201c<i>E a Pasqua, non pu\u00f2 avvenire nulla che non sia meraviglioso!<\/i>\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Muore il 3 aprile 1994, mattino di Pasqua, come aveva preannunciato. <\/span><\/p>\n<p class=\"p9\"><span class=\"s1\">Nel 1997 il papa va a pregare sulla sua tomba e nel 2007 si apre il processo per la sua beatificazione, terminato ad aprile 2012 nella fase diocesana. J\u00e9r\u00f4me Lejeune sembra ripetere anche oggi: \u201c<i>Voi che siete a favore della famiglia sarete presi in giro, si dir\u00e0 che siete fuori moda, si dir\u00e0 che impedite il progresso scientifico, si dir\u00e0 che cercate di mettere il bavaglio alla scienza attraverso una morale superata. Ebbene, vorrei dire proprio a voi di non aver paura: voi trasmettete le parole della vita<\/i>\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p10\"><span class=\"s1\"><b>La missione in Unione Sovietica<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Nel 1964, il medico ricercatore, notando l&#8217;esistenza di anomalie cromosomiche indotte da minime quantit\u00e0 di radiazioni, conferma sperimentalmente la pericolosit\u00e0 dell&#8217;uso delle armi nucleari. Tali scoperte gli valgono la nomina alla Commissione Internazionale di Radioprotezione e al Comitato Scientifico delle Nazioni Unite.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">L&#8217;8 ottobre 1981, in Vaticano, Lejeune partecipa ai lavori degli scienziati specialisti della Pontificia Accademia delle Scienze, riunitisi per esaminare il problema delle conseguenze dell&#8217;uso delle armi nucleari per la sopravvivenza e la salute dell&#8217;umanit\u00e0. A tal proposito, in quello stesso anno, J\u00e9r\u00f4me e gli altri rappresentanti della Pontificia Accademia delle Scienze incontrano Leonid Il&#8217;i\u010d Bre\u017enev. Durante il colloquio lo scienziato spiega:<\/span><\/p>\n<p class=\"p9\"><span class=\"s1\">\u00ab <i>Le radiazioni, agirebbero su numerosi feti, comportando lesioni cerebrali e deficienze mentali irriversibili. Aumenterebbe l&#8217;incidenza di numerosi tipi di cancro e molti deterioramenti genetici potrebbero essere trasmessi alle generazioni future, ammesso che ve ne siano. Non parlarne \u00e8 rischiare di tradire noi stessi, rischiare di tradire la nostra civilizzazione<\/i>. \u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"p10\"><span class=\"s1\"><b>I riconoscimenti<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p9\"><span class=\"s1\">Lejeune viene nominato dottore honoris causa e membro di numerose accademie e universit\u00e0 straniere. Riceve onorificenze per i suoi studi sulle patologie cromosomiche, fra le quali: il premio Kennedy nel 1962, il premio William Allan nel 1969 ed il premio Griffuel nel 1993.<\/span><\/p>\n<p class=\"p10\"><span class=\"s1\"><b>L&#8217;approccio alle teorie evoluzionistiche<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Lejeune riflette anche sulle teorie evoluzionistiche: egli sostiene che nonostante le leggi della genetica spieghino il rapido differenziarsi delle razze, esse non possano dare una risposta plausibile alla nascita delle nuove specie. Secondo lo scienziato non bisogna confondere l&#8217;adattamento locale con la modificazione evolutiva.[14] Come riassumibile dalle sue parole bisogna tener conto che la variazione della razza inciampa sull&#8217;invarcabile confine della specie:<\/span><\/p>\n<p class=\"p9\"><span class=\"s1\">\u00ab <i>Ogni specie vera, che presenta una barriera genetica, possiede un cariotipo originale. Una specie, un cariotipo; e poich\u00e9 i cromosomi contengono migliaia di geni, si evidenzia chiaramente che ci\u00f2 che separa la specie \u00e8 qualcosa di ordine di grandezza assai diverso da una mutazione genetica.<\/i> \u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"p10\"><span class=\"s1\"><b>Posizioni sulla Sindone<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">A Torino, il 13 ottobre 1988, si diffonde la notizia di studi scientifici che datano la Sindone a molti secoli dopo la morte di Ges\u00f9. Non appena la notizia giunge a Parigi, Lejeune si sente costretto ad intervenire:<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">\u00ab <i>Propongo di riflettere su un nuovo protocollo. Certo gli scienziati hanno pubblicato i loro risultati in una rivista molto diffusa, ma questo fatto non rende automaticamente accettabili i procedimenti impiegati. Inoltre nella scienza esistono possibilit\u00e0 di errore e non \u00e8 il livello della pubblicazione che li nasconde.<\/i> \u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Scegliendo di ripercorrere a ritroso tutta la storia, decide di recarsi in Belgio, a Lier, per esaminare in dettaglio la Sindone attribuita a D\u00fcrer, che riproduce ad un terzo la Sindone di Torino. Lejeune constata che la riproduzione, contrariamente a quanto vuole la tradizione, non \u00e8 stata eseguita da D\u00fcrer. Per Lejeune si tratta della copia di una raffigurazione della Sindone di Torino, e non della Sindone stessa poich\u00e9, sostiene, la Sindone di Lier presenta degli elementi aggiuntivi rispetto a quella di Torino, ed inoltre, essendo essa datata nel 1516, non pu\u00f2 presentare le bruciature causate dall&#8217;incendio del 1532.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">A Roma, il 10 giugno 1993, viene pubblicato sul settimanale \u201cLe point\u201d quanto scoperto. Cinque anni dopo, la notizia viene ripresa anche nel \u201cCorriere della Sera\u201d.<\/span><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_empty_space][vc_cta h2=&#8221;Meditazione del Card. 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