{"id":8359,"date":"2025-07-21T00:01:12","date_gmt":"2025-07-20T22:01:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.veritatemincaritate.com\/?p=8359"},"modified":"2025-07-19T15:59:45","modified_gmt":"2025-07-19T13:59:45","slug":"ciclo-di-catechesi-la-fede-dubbio-o-abbandono-la-scelta-di-una-vita-lezione-38","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.veritatemincaritate.com\/wp\/2025\/07\/ciclo-di-catechesi-la-fede-dubbio-o-abbandono-la-scelta-di-una-vita-lezione-38\/","title":{"rendered":"Ciclo di catechesi &#8211; Il peccato di Davide (2Sam 11\u201312) Lezione 38"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<del datetime=\"2018-06-20T19:56:18+00:00\"><\/del>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Catechesi\u00a0di\u00a0luned\u00ec 25 giugno 2018<\/h3>\n<p>Ciclo di catechesi &#8220;<strong>La Fede: dubbio o Abbandono? La Scelta di una vita<\/strong>&#8221;<\/p>\n<p>Relatore:\u00a0p. Giorgio Maria Far\u00e9[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h4>Ascolta la registrazione della catechesi:<\/h4>\n<p>Per motivi di intenso traffico non ci \u00e8 possibile rendere disponibile l&#8217;ascolto dei file audio direttamente dal nostro sito. Se hai dubbi su come fare, vai alle <a href=\"http:\/\/www.veritatemincaritate.com\/chi-siamo\/istruzioni-per-lascolto-delle-registrazioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">istruzioni per l&#8217;ascolto delle registrazioni<\/a>.[\/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<style type=\"text\/css\">.thegem-button-6a3e03c3cdcbb6089 .gem-button {font-size: 14px;}.thegem-button-6a3e03c3cdcbb6089 .gem-button-text {font-size: 14px;}.thegem-button-6a3e03c3cdcbb6089 .gem-button svg {fill: #FFFFFF;}<\/style><div class=\"gem-button-container gem-button-position-inline thegem-button-6a3e03c3cdcbb6089    \"  ><a class=\"gem-button gem-button-size-small gem-button-style-flat gem-button-text-weight-normal\" data-ll-effect=\"drop-right-without-wrap\" style=\"border-radius: 3px;background-color: #FF5C00;color: #FFFFFF;\" onmouseleave=\"this.style.backgroundColor='#FF5C00';this.style.color='#FFFFFF';\" onmouseenter=\"\" href=\"https:\/\/www.dropbox.com\/s\/x9mbsof5qeejipc\/180625-Catechesi-LaFede-Lezione38.m4a?dl=1\" target=\"_self\">Scarica la meditazione<\/a><\/div> [\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<style type=\"text\/css\">.thegem-button-6a3e03c3cdf5d9526 .gem-button {font-size: 14px;}.thegem-button-6a3e03c3cdf5d9526 .gem-button-text {font-size: 14px;}.thegem-button-6a3e03c3cdf5d9526 .gem-button svg {fill: #FFFFFF;}<\/style><div class=\"gem-button-container gem-button-position-inline thegem-button-6a3e03c3cdf5d9526    \"  ><a class=\"gem-button gem-button-size-small gem-button-style-flat gem-button-text-weight-normal\" data-ll-effect=\"drop-right-without-wrap\" style=\"border-radius: 3px;background-color: #FF5C00;color: #FFFFFF;\" onmouseleave=\"this.style.backgroundColor='#FF5C00';this.style.color='#FFFFFF';\" onmouseenter=\"\" href=\"https:\/\/www.dropbox.com\/s\/x9mbsof5qeejipc\/180625-Catechesi-LaFede-Lezione38.m4a?dl=0\" target=\"_self\">Ascolta la meditazione<\/a><\/div> [\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_empty_space][vc_separator color=&#8221;orange&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h2>Brani commentati durante la catechesi:<\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h2>Secondo libro del profeta Samuele<\/h2>\n<h2>Capitolo 11<\/h2>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b><sup>1<\/sup><\/b><\/span><span class=\"s2\"> L`anno dopo, al tempo in cui i re sogliono andare in guerra, Davide mand\u00f2 Ioab con i suoi servitori e con tutto Israele a devastare il paese degli Ammoniti; posero l`assedio a Rabba mentre Davide rimaneva a Gerusalemme.<\/span> <span class=\"s4\"><sup>2<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Un tardo pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si mise a passeggiare sulla terrazza della reggia. Dall`alto di quella terrazza egli vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella di aspetto. <\/span><span class=\"s4\"><sup>3<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Davide mand\u00f2 a informarsi chi fosse la donna. Gli fu detto: &#8220;E` Betsabea figlia di Eliam, moglie di Uria l`Hittita&#8221;. <\/span><span class=\"s4\"><b><sup>4<\/sup><\/b><\/span><span class=\"s3\"> Allora Davide mand\u00f2 messaggeri a prenderla. Essa and\u00f2 da lui ed egli giacque con lei, che si era appena purificata dalla immondezza. Poi essa torn\u00f2 a casa. <\/span><span class=\"s4\"><sup>5<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> La donna concep\u00ec e fece sapere a Davide: &#8220;Sono incinta&#8221;. <\/span><span class=\"s4\"><sup>6<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Allora Davide mand\u00f2 a dire a Ioab: &#8220;Mandami Uria l`Hittita&#8221;. Ioab mand\u00f2 Uria da Davide. <\/span><span class=\"s4\"><sup>7<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Arrivato Uria, Davide gli chiese come stessero Ioab e la truppa e come andasse la guerra. <\/span><span class=\"s4\"><b><sup>8<\/sup><\/b><\/span><span class=\"s3\"> Poi Davide disse a Uria: &#8220;Scendi a casa tua e l\u00e0vati i piedi&#8221;. Uria usc\u00ec dalla reggia e gli fu mandata dietro una portata della tavola del re. <\/span><span class=\"s4\"><sup>9<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Ma Uria dorm\u00ec alla porta della reggia con tutti i servi del suo signore e non scese a casa sua. <\/span><span class=\"s4\"><sup>10<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> La cosa fu riferita a Davide e gli fu detto: &#8220;Uria non \u00e8 sceso a casa sua&#8221;. Allora Davide disse a Uria: &#8220;Non vieni forse da un viaggio? Perch\u00e9 dunque non sei sceso a casa tua?&#8221;. <\/span><span class=\"s4\"><sup>11<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Uria rispose a Davide: &#8220;L`arca, Israele e Giuda abitano sotto le tende, Ioab mio signore e la sua gente sono accampati in aperta campagna e io dovrei entrare in casa mia per mangiare e bere e per dormire con mia moglie? Per la tua vita e per la vita della tua anima, io non far\u00f2 tal cosa!&#8221;. <\/span><span class=\"s4\"><sup>12<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Davide disse ad Uria: &#8220;Rimani qui anche oggi e domani ti lascer\u00f2 partire&#8221;. Cos\u00ec Uria rimase a Gerusalemme quel giorno e il seguente. <\/span><span class=\"s4\"><sup>13<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Davide lo invit\u00f2 a mangiare e a bere con s\u00e9 e lo fece ubriacare; la sera Uria usc\u00ec per andarsene a dormire sul suo giaciglio con i servi del suo signore e non scese a casa sua. <\/span><span class=\"s4\"><sup>14<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> La mattina dopo, Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mand\u00f2 per mano di Uria. <\/span><span class=\"s4\"><sup>15<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Nella lettera aveva scritto cos\u00ec: &#8220;Ponete Uria in prima fila, dove pi\u00f9 ferve la mischia; poi ritiratevi da lui perch\u00e9 resti colpito e muoia&#8221;. <\/span><span class=\"s4\"><sup>16<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Allora Ioab, che assediava la citt\u00e0, pose Uria nel luogo dove sapeva che il nemico aveva uomini valorosi. <\/span><span class=\"s4\"><sup>17<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Gli uomini della citt\u00e0 fecero una sortita e attaccarono Ioab; caddero parecchi della truppa e degli ufficiali di Davide e per\u00ec anche Uria l`Hittita. <\/span><span class=\"s4\"><sup>18<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Ioab invi\u00f2 un messaggero a Davide per fargli sapere tutte le cose che erano avvenute nella battaglia <\/span><span class=\"s4\"><sup>19<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> e diede al messaggero quest`ordine: &#8220;Quando avrai finito di raccontare al re quanto \u00e8 successo nella battaglia, <\/span><span class=\"s4\"><sup>20<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> se il re andasse in collera e ti dicesse: Perch\u00e9 vi siete avvicinati cos\u00ec alla citt\u00e0 per dar battaglia? Non sapevate che avrebbero tirato dall`alto delle mura? <\/span><span class=\"s4\"><b><sup>21<\/sup><\/b><\/span><span class=\"s3\"> Chi ha ucciso Abimelech figlio di Ierub-Baal? Non fu forse una donna che gli gett\u00f2 addosso un pezzo di macina dalle mura, cos\u00ec che egli mor\u00ec a Tebez? Perch\u00e9 vi siete avvicinati cos\u00ec alle mura? tu digli allora: Anche il tuo servo Uria l`Hittita \u00e8 morto&#8221;. <\/span><span class=\"s4\"><sup>22<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Il messaggero dunque part\u00ec e, quando fu arrivato, rifer\u00ec a Davide quanto Ioab lo aveva incaricato di dire. Davide and\u00f2 in collera contro Ioab e disse al messaggero: &#8220;Perch\u00e9 vi siete avvicinati cos\u00ec alla citt\u00e0 per dare battaglia? Non sapevate che avrebbero tirato dall`alto delle mura? Chi ha ucciso Abimelech, figlio di Ierub-Baal? Non fu forse una donna che gli gett\u00f2 addosso un pezzo di macina dalle mura, cos\u00ec che egli mor\u00ec a Tebez? Perch\u00e9 vi siete avvicinati cos\u00ec alle mura?&#8221;. <\/span><span class=\"s4\"><sup>23<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Il messaggero rispose a Davide: &#8220;Perch\u00e9 i nemici avevano avuto vantaggio su di noi e avevano fatto una sortita contro di noi nella campagna; ma noi fummo loro addosso fino alla porta della citt\u00e0; <\/span><span class=\"s4\"><sup>24<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> allora gli arcieri tirarono sulla tua gente dall`alto delle mura e parecchi della gente del re perirono. Anche il tuo servo Uria l`Hittita \u00e8 morto&#8221;. <\/span><span class=\"s4\"><sup>25<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Allora Davide disse al messaggero: &#8220;Riferirai a Ioab: Non ti affligga questa cosa, perch\u00e9 la spada divora or qua or l\u00e0; rinforza l`attacco contro la citt\u00e0 e distruggila. E tu stesso fagli coraggio&#8221;. <\/span><span class=\"s4\"><sup>26<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> La moglie di Uria, saputo che Uria suo marito era morto, fece il lamento per il suo signore. <\/span><span class=\"s4\"><sup>27<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Passati i giorni del lutto, Davide la mand\u00f2 a prendere e l`accolse nella sua casa. Essa divent\u00f2 sua moglie e gli partor\u00ec un figlio. Ma ci\u00f2 che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore.<\/span><\/p>\n<h2>Capitolo 12<\/h2>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s4\"><b><sup>1<\/sup><\/b><\/span><span class=\"s3\"> Il Signore mand\u00f2 il profeta Natan a Davide e Natan and\u00f2 da lui e gli disse: &#8220;Vi erano due uomini nella stessa citt\u00e0, uno ricco e l`altro povero. <\/span><span class=\"s4\"><sup>2<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero; <\/span><span class=\"s4\"><sup>3<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> ma il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina che egli aveva comprata e allevata; essa gli era cresciuta in casa insieme con i figli, mangiando il suo pane, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno; era per lui come una figlia. <\/span><span class=\"s4\"><sup>4<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Un ospite di passaggio arriv\u00f2 dall`uomo ricco e questi, risparmiando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso, per preparare una vivanda al viaggiatore che era capitato da lui port\u00f2 via la pecora di quell`uomo povero e ne prepar\u00f2 una vivanda per l`ospite venuto da lui&#8221;. <\/span><span class=\"s4\"><sup>5<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> L`ira di Davide si scaten\u00f2 contro quell`uomo e disse a Natan: &#8220;Per la vita del Signore, chi ha fatto questo merita la morte. <\/span><span class=\"s4\"><sup>6<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Pagher\u00e0 quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e non aver avuto piet\u00e0&#8221;. <\/span><span class=\"s4\"><sup>7<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Allora Natan disse a Davide: &#8220;Tu sei quell`uomo! Cos\u00ec dice il Signore, Dio d`Israele: Io ti ho unto re d`Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul, <\/span><span class=\"s4\"><sup>8<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> ti ho dato la casa del tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo padrone, ti ho dato la casa di Israele e di Giuda e, se questo fosse troppo poco, io vi avrei aggiunto anche altro. <\/span><span class=\"s4\"><sup>9<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Perch\u00e9 dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ci\u00f2 che \u00e8 male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada Uria l`Hittita, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammoniti. <\/span><span class=\"s4\"><b><sup>10<\/sup><\/b><\/span><span class=\"s3\"> Ebbene, la spada non si allontaner\u00e0 mai dalla tua casa, poich\u00e9 tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Uria l`Hittita. <\/span><span class=\"s4\"><sup>11<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> Cos\u00ec dice il Signore: Ecco io sto per suscitare contro di te la sventura dalla tua stessa casa; prender\u00f2 le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un tuo parente stretto, che si unir\u00e0 a loro alla luce di questo sole; <\/span><span class=\"s4\"><sup>12<\/sup><\/span><span class=\"s3\"> poich\u00e9 tu l`hai fatto in segreto, ma io far\u00f2 questo davanti a tutto Israele e alla luce del sole&#8221;. <\/span><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h4>Testo della catechesi<\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/www.veritatemincaritate.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-Fede-Lezione-38.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scarica il testo della catechesi in formato PDF<\/a><\/p>\n<p>Questa sera facciamo il secondo libro di Samuele, capitolo undici. Un testo abbastanza famoso, quello del peccato del re Davide. E facciamo questo testo perch\u00e9 cerchiamo di vedere, di capire, cosa pu\u00f2 succedere nella vita di una persona che, di fatto, ama Dio, che lo serve, che gli vuole bene, che, in questo caso, combatte per il Signore, insomma, fa tante cose belle ma, dentro a queste tante cose belle, purtroppo, pu\u00f2 accadere qualcosa di molto brutto. Questa sera non potremo vedere tutta la parabola del suo peccato, cio\u00e8 da quando lo commette a quando poi arriva il profeta Natan e lui si pente, ma potremo vedere come avviene la consumazione, e prima ancora l\u2019ideazione di questo peccato.<\/p>\n<p><b><sup>1<\/sup><\/b><b>L\u2019anno dopo, al tempo in cui i re sogliono andare in guerra, Davide mand\u00f2 Ioab con i suoi servitori e con tutto Israele a devastare il paese degli Ammoniti; posero l\u2019assedio a Rabb\u00e0 mentre Davide rimaneva a Gerusalemme.<\/b><\/p>\n<p>Innanzitutto, notiamo che Davide \u00e8 solo; \u00e8 un momento particolare: Davide \u00e8 solo e tutti i suoi servitori, tutti i suoi soldati, partono per questa grande guerra, e lui non ci va, non stavolta. Stiamo attenti quando siamo soli, perch\u00e9 si possono fare le cose pi\u00f9 belle, ma possono accadere anche le cose pi\u00f9 brutte. La solitudine \u00e8 differente dall\u2019isolamento: la solitudine \u00e8 uno stare solo \u201cabitato\u201d, l\u2019isolamento \u00e8 uno stare solo-da solo, senza niente e nessuno. Cosa vuol dire stare attenti alla solitudine? Vuol dire che mi devo allenare per imparare a vivere la solitudine, perch\u00e9 per farlo ci vuole un grande equilibrio mentale e spirituale, altrimenti si d\u00e0 fuori di matto. E poi, soprattutto, pu\u00f2 vivere veramente in modo monacale \u2014 cio\u00e8 da monaco, da solo \u2014 solamente colui che porta in s\u00e9 un cuore molto umile e quindi colui che cerca sempre un confronto, un riferimento all\u2019esterno; in questo caso va bene perch\u00e9 siamo sicuri che \u00e8 solo, vive da solo, ma cerca sempre un rapporto esterno per verificare. Ma se \u00e8 uno che lo fa perch\u00e9 ha i suoi \u201cratti mistici\u201d, non va bene. E poi dobbiamo stare attenti a quella solitudine patita cio\u00e8, quando noi ci sentiamo soli e non vorremmo esserlo; questo \u00e8 molto pericoloso, perch\u00e9 in quei momenti tutto diventa grande, tutto diventa grave, tutto diventa pesante, tutto diventa enorme e questo pu\u00f2 essere molto pericoloso. Se non hai una contropartita esterna, non va bene, perch\u00e9 noi siamo tentati sempre ad andare per la tangente, soprattutto quando stiamo male, quando magari avremmo voglia di avere un amico, un\u2019amica, qualcuno con cui condividere qualcosa, e non c\u2019\u00e8 nessuno. Quello \u00e8 un momento difficile e bisogna stare molto attenti, bisogna evitare, in quei momenti, di essere in un angolo. Ricordatevi sempre che l\u2019elefante, quando \u00e8 malato, va a morire da solo. Quando cominciamo a cercare questi luoghi lugubri, dove stare da soli, cos\u00ec, e coltivare le nostre idee, pu\u00f2 andare bene se per\u00f2 poi c\u2019\u00e8 un confronto, la ricerca di un confronto, senn\u00f2 no.<\/p>\n<p><b><sup>2<\/sup><\/b><b>Un tardo pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si mise a passeggiare sulla terrazza della reggia.<\/b><b><\/b><\/p>\n<p>Cominciamo subito a dire che \u00e8 bene non essere schiavi dell\u2019ozio; alzarsi dal letto tardi nel pomeriggio, quando poi i tuoi soldati sono in guerra, non \u00e8 molto coerente. Davide si mette a passeggiare sulla terrazza, cio\u00e8, non aveva niente da fare. Quando non si ha niente da fare, sono i momenti peggiori.<\/p>\n<p>Ho scelto questo testo adesso perch\u00e9 ormai ci stiamo introducendo nel bellissimo, ma nello stesso tempo delicatissimo, tempo del riposo estivo che, se da una parte \u00e8 tanto atteso \u2014 e su questo tempo si costruiscono sogni, \u2014 dall\u2019altra \u00e8 anche pericoloso. Perch\u00e9 \u00e8 come se nel riposo estivo uno aprisse una parentesi di anormalit\u00e0 cio\u00e8, quello che non fai mai, lo fai l\u00ec; le sciocchezze pi\u00f9 incredibili che ti vengono in mente, le fai l\u00ec, con la scusa che: \u201cHo bisogno di riposare\u201d. Tutti abbiamo bisogno di riposare ma non dimentichiamo che se non c\u2019\u00e8 uno spirito riposato, in pace, noi possiamo dormire cinquantadue ore di seguito e ci sveglieremo stanchissimi, annoiati, demotivati, dispersi. Noi abbiamo l\u2019illusione che ci sia una priorit\u00e0 del corpo sullo spirito, e invece le due cose devono stare in equilibrio. Quindi non devo vivere eccessi, mai, devo imparare ad avere le cose in equilibrio; il tempo del riposo estivo, di questo caldo, non \u00e8 il tempo nel quale io dormo; se solitamente faccio il riposino dalle due alle tre e adesso che arriva l\u2019estate dormo dalle due alle cinque, no, non va bene! Vado in vacanza: mi sveglio pi\u00f9 tardi, me la prendo pi\u00f9 comoda, poi, quando torno a casa, le prime due settimane \u00e8 da morire, perch\u00e9 devo rientrare in un ritmo che non ho pi\u00f9, e che faccio una fatica incredibile a riprendere.<\/p>\n<p>Invece, il tempo del riposo estivo dovrebbe essere il tempo dove ci\u00f2 che vivo durante l\u2019anno lo verifico e lo confermo ancora di pi\u00f9. Raffino ancora di pi\u00f9 i miei propositi e ne trovo di altri, di migliori, li rimetto un po\u2019 alla prova. Non \u00e8 il tempo dell\u2019ozio, non \u00e8 il tempo del <i>divertere<\/i>, non \u00e8 il tempo delle <i>stupiderie<\/i>, non \u00e8 il tempo dei peccati, \u00e8 il tempo proprio del \u201criposo\u201d, ma quello vero, del riposo della persona. E qual \u00e8 il riposo per un cristiano? Il riposto per un cristiano \u00e8 dimorare in Dio, questo \u00e8 il riposo. Quello che non fa Davide: lui si alza il tardo pomeriggio e si mette a passeggiare. Dentro a questo grande ozio (che vuol dire grande disordine) succede un fatto.<\/p>\n<p><b>Dall\u2019alto di quella terrazza egli vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella di aspetto. <\/b><b><sup>3<\/sup><\/b><b>Davide mand\u00f2 a informarsi chi fosse la donna. Gli fu detto: \u00abE\u2019 Betsabea figlia di Eli\u00e0m, moglie di Uria l\u2019Hittita\u00bb.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><b><\/b><\/p>\n<p>Uno dice: \u201cPi\u00f9 chiaro di cos\u00ec si muore! Ti dico chi \u00e8 suo padre e ti dico chi \u00e8 suo marito\u201d; questa cosa \u00e8 chiarissima.<\/p>\n<p><b><sup>4<\/sup><\/b><b>Allora Davide mand\u00f2 messaggeri a prenderla.<\/b><\/p>\n<p>Davide qui ha gi\u00e0 peccato: tutto quello che verr\u00e0 dopo, nasce da qui. Innanzitutto, non dimentichiamo che il peccato entra sempre dalla concupiscenza degli occhi; il peccato originale \u00e8 passato alla concupiscenza degli occhi, il guardare. Noi abbiamo un\u2019assoluta distanza interiore dalla penitenza dello sguardo, noi vogliamo vedere tutto, noi vogliamo guardare tutto, avere tutto sotto gli occhi. Non so se l\u2019avete mai provato, ma sapete che a continuare a guardare ci si stanca? Provate a stare in aeroporto o sul metr\u00f2; dopo mezz\u2019ora che continuate a guardare, siete stanchi. \u00c8 stancante continuare a guardare in giro; diverso da chi invece rimane raccolto.<\/p>\n<p>E Davide guarda; guarda perch\u00e9 \u00e8 bella, guarda perch\u00e9 fa il bagno. Lui non avrebbe dovuto guardare, ma l\u2019ozio, il nulla fare, lo porta a perdersi in questo guardare. Uno dice: \u201cCosa c\u2019\u00e8 di male a guardare?\u201d. Lo vedrai adesso cosa c\u2019\u00e8 di male a guardare! Non banalizziamo mai l\u2019atto del guardare, perch\u00e9 l\u2019atto del guardare diventa poi l\u2019alimento del pensare, e il pensare diventa l\u2019origine del fare; terribile! Stiamo attenti bene a ci\u00f2 che decidiamo di guardare, perch\u00e9 poi non possiamo dire: \u201cMa io non sapevo\u201d, \u201cMa io non volevo\u201d, \u201cMa io credevo\u201d, \u201cMa io pensavo\u201d, \u201cMa io speravo\u201d. La domanda dovrebbe essere sempre: \u201cTi compete guardare quella cosa? Ti compete sapere quella cosa? Ti compete vedere quella cosa? S\u00ec o no?\u201d. Se la risposta \u00e8 no, state attenti, perch\u00e9 poi da l\u00ec si innesca il meccanismo. Lo stesso \u00e8 successo a Davide: se non avesse guardato ci\u00f2 che non gli competeva guardare, non avrebbe fatto nessun peccato. Se lui fosse stato al suo posto, se lui fosse stato a lavorare, a fare il re, invece di fare quello che non fa niente, il perditempo, nessun peccato si sarebbe potuto consumare.<\/p>\n<p>E notiamo che lo avvisano, gli dicono chi \u00e8 questa donna, che ha un marito. \u00c8 una moglie, ha una famiglia. Ma come mai tutto questo non fa frullare qualcosa nella testa di quest\u2019uomo? Perch\u00e9 tu la vuoi far andare a chiamare? Vedete, il re Davide, probabilmente si sar\u00e0 detto: \u201cMa no, ma la voglio conoscere. Cosa c\u2019\u00e8 di male a conoscere una persona. No, ma voglio parlarci un po\u2019 insieme. Non voglio mica far niente di male! Mi piacerebbe conoscere questa signora, questa Betsabea; non so neanche chi sia; \u00e8 una bella persona, fatela venire qui, che parliamo un poco\u201d. E hanno parlato talmente bene che, quando lei \u00e8 tornata a casa, era incinta! Non \u00e8 che me le invento queste cose, sono fatti di realt\u00e0.<\/p>\n<p>Quindi Davide la fa andare a prendere e lei va. Noi, alla stessa maniera, oggi potremmo dire: \u201cNo, ma io voglio avere un\u2019amicizia spirituale!\u201d; stiamo attenti alle amicizie spirituali, perch\u00e9 tutto parte sempre con Ges\u00f9 e Maria: \u201cIo e Maria; Io e Ges\u00f9; condividiamo Ges\u00f9 e Maria; io voglio parlare di Ges\u00f9 e di Maria\u201d; s\u00ec, ok, poi, dopo nove mesi, abbiamo gi\u00e0 un posto all\u2019asilo. Quindi, dobbiamo essere molto prudenti; perch\u00e9 parlo di prudenza? Ma perch\u00e9, vedete, \u00e8 difficile mettere un cerino acceso vicino alla paglia secca e dire alla paglia di non bruciare! Infatti, tutti vanno dal benzinaio col cerino acceso, perch\u00e9 dicono: \u201cIo sono la prova vivente che se butto il mio cerino dentro il serbatoio della benzina, non brucia, perch\u00e9 lo decido io; io decido che non deve incendiarsi la benzina\u201d; ma ti mettono alla neuro-deliri, perch\u00e9 la benzina brucia se tu ci metti dentro il cerino. \u201cMa io avevo deciso di no\u201d; ma allora non lo devi fare! Nella nostra vita ci devono essere dei no, molto, molto chiari. E devo pensare che io non sono Dio, che pu\u00f2 fare tutto quello che vuole. Infatti, S. Francesco dice a santa Chiara (non stiamo parlando di due persone qualunque): \u201cNoi frati stiamo qui, tu e le tue suore state l\u00e0\u201d. San Francesco e santa Chiara, che erano amicissimi, si volevano un bene dell\u2019anima, ma: \u201cio qui e tu l\u00e0\u201d. Perch\u00e9, certo, io sono S. Francesco e io sono S. Chiara, ma la carne \u00e8 carne per tutti, e dentro la carne scorre il sangue e il sangue pulsa. Non inventiamoci le <i>parastorie<\/i>: \u201cNo, ma io sublimo!\u201d; ma non sublimi un bel niente! Se vuoi sublimare, stai uno a destra e l\u2019altro a sinistra, lasciando perdere Ges\u00f9 e Maria. In questa maniera, tu hai la possibilit\u00e0 di vivere quello che i santi dicono: evitare le occasioni prossime di peccato.<\/p>\n<p>Non a caso, nei tempi un po\u2019 precedenti ai nostri, cio\u00e8 i miei, un po\u2019 di anni fa, quando i novelli sacerdoti iniziavano le confessioni \u2014 cio\u00e8, venivano ordinati preti e entravano in confessionale \u2014 i primi tempi confessavano i bambini e i ragazzi, solo loro. Poi, dopo un po\u2019, confessavano gli uomini e, dopo molto, potevano confessare le donne. Non erano stupidi, sapevano il fatto loro, gli antichi. Noi, adesso, figurati! \u201cIo sono Goldrake, faccio di tutto e di pi\u00f9, sono fatto di una corazza di amianto che supera qualunque fuoco!\u201d. S\u00ec, infatti poi si vede cosa succede!<\/p>\n<p>Noi dobbiamo evitare le occasioni prossime di peccato sempre, ma per fare questo bisogna essere umili, capite? Non posso pensare che io sia investito di chiss\u00e0 quale grazia di Dio; non posso pensare che Ges\u00f9 mi abbia parlato. Lasciamo stare queste robe psicotiche: \u201cGes\u00f9 mi ha parlato, la Madonna mi ha parlato, io sento Ges\u00f9 nel cuore\u201d, no, no, guardate, lasciamole stare. Vi prego, adesso che arriva l\u2019estate, stiamo attenti alla testa, mettiamola in frigorifero ogni tanto; perch\u00e9 la testa d\u2019estate fa brutti scherzi; prendiamo una bella vasca di ghiaccio, ci mettiamo la testa, perch\u00e9 noi abbiamo queste idee: \u201cGes\u00f9 mi parla, la Madonna mi parla, io vedo i segni, mi manda i segni\u201d; lasciamo stare queste cose! Viviamo di cose che hanno come complessit\u00e0 la seguente formulazione: pasta, pane, pizza. Questa \u00e8 la complessit\u00e0 massima alla quale noi dobbiamo aspirare; cose semplici, viviamo di cose semplici, non stiamo a pensare che Ges\u00f9 mi parla, la Madonna mi parla, i santi mi parlano; lasciamo stare queste cose, e viviamo nella consapevolezza che non siamo Dio. Ognuno al suo posto; questo \u00e8 veramente fondamentale. Ma perch\u00e9 questo? Perch\u00e9 dobbiamo essere tutti umili, e nessuno di noi ha raggiunto la pace dei sensi. Quindi ognuno sta al suo posto. Davide non ha fatto cos\u00ec e l\u2019ha pagata carissima. Si \u00e8 sentito \u201ccapace di\u201d, presuntuoso e pieno di s\u00e9 stesso, si \u00e8 sentito l\u2019amico di Dio e quindi l\u2019ha fatta venire:<\/p>\n<p><b><sup>4<\/sup><\/b><b>Allora Davide mand\u00f2 messaggeri a prenderla. Essa and\u00f2 da lui ed egli giacque con lei, <\/b>\u2014 cio\u00e8, capito no? Tempi molto ravvicinati \u2014 <b>che si era appena purificata <\/b>\u2014 guarda caso, le era appena passato il ciclo, quindi c\u2019\u00e8 proprio la coincidenza astrale \u2014 <b>dalla immondezza. Poi essa torn\u00f2 a casa. <\/b><b><sup>5<\/sup><\/b><b>La donna concep\u00ec <\/b>\u2014 tutto veloce \u2014 <b>e fece sapere a Davide: \u00abSono incinta\u00bb.<\/b><b><\/b><\/p>\n<p>Ora che si fa? Non c\u2019era il test del DNA, allora a Davide viene un\u2019idea geniale. Infatti di solito noi proiettiamo sugli altri quello che noi siamo; tutte le schifezze che ci portiamo dentro le proiettiamo sugli altri e pensiamo che gli altri siano come noi. E cos\u00ec noi pensiamo di farla franca, ma non funziona cos\u00ec. Perch\u00e9 Davide becca proprio la persona sbagliata: Uria l\u2019Hittita non aveva niente da spartire con il re Davide, e adesso vediamo, infatti.<\/p>\n<p><b><sup>6<\/sup><\/b><b>Allora Davide mand\u00f2 a dire a Ioab <\/b>\u2014 ideona! -:<b> \u00abMandami Uria l\u2019Hittita\u00bb. Ioab mand\u00f2 Uria da Davide. <\/b><b><sup>7<\/sup><\/b><b>Arrivato Uria, Davide gli chiese come stessero Ioab e la truppa <\/b>\u2014 che interesse! \u2014 <b>e come andasse la guerra.<\/b><\/p>\n<p>Che uno dice: \u201cMa chiss\u00e0 perch\u00e9 ha chiamato proprio me e non ha chiamato Ioab, che \u00e8 il capo. Gi\u00e0 questo avrebbe dovuto insospettirlo\u2026 Quando qualcuno \u00e8 troppo gentile&#8230; mhm<\/p>\n<p><b><sup>8<\/sup><\/b><b>Poi Davide disse a Uria: \u00abScendi a casa tua e l\u00e0vati i piedi\u00bb. \u2014 <\/b>sembra la favola di Cappuccetto Rosso; sei stato in guerra, \u00e8 tanto tempo che non vai a casa\u2026 capito? \u2014 <b>Uria usc\u00ec dalla reggia e gli fu mandata dietro una portata della tavola del re.<\/b><\/p>\n<p>Capito? Cio\u00e8, non solo vieni a casa, mi racconti della guerra, vai a casa tua, cos\u00ec ti sistemi, ma ti mando dietro anche una portata del re. Che uno dice: \u201cMa faccio festa per che cosa?\u201d. Ma tu non ti preoccupare, il re \u00e8 generoso.<\/p>\n<p><b><sup>9<\/sup><\/b><b>Ma Uria dorm\u00ec alla porta della reggia con tutti i servi del suo signore e non scese a casa sua. <\/b>\u2014 questo ha beccato la persona sbagliata \u2014 <b><sup>10<\/sup><\/b><b>La cosa fu riferita a Davide e gli fu detto: \u00abUria non \u00e8 sceso a casa sua\u00bb.<\/b><\/p>\n<p>Il piano comincia a traballare. Perch\u00e9 il ragionamento \u00e8: se questo qui va gi\u00f9 a casa sua, \u00e8 fatta: quella dice che \u00e8 incinta, il figlio \u00e8 suo, siamo a posto, chi \u00e8 che dimostra che non \u00e8 vero? Nessuno. Quindi, fine.<\/p>\n<p><b>Allora Davide disse a Uria: \u00abNon vieni forse da un viaggio? Perch\u00e9 dunque non sei sceso a casa tua?\u00bb. <\/b><b><sup>11<\/sup><\/b><b>Uria rispose a Davide: \u00abL\u2019arca, Israele e Giuda abitano sotto le tende, Ioab mio signore e la sua gente sono accampati in aperta campagna e io dovrei entrare in casa mia per mangiare e bere e per dormire con mia moglie? Per la tua vita e per la vita della tua anima, io non far\u00f2 tal cosa!\u00bb<\/b><\/p>\n<p>Capite che onest\u00e0? Cio\u00e8, Uria \u00e8 come se dicesse: \u201cIo continuo a rimanere soldato anche adesso che tu mi hai chiamato. Non vado a fare questa roba qui, me ne sto in mezzo ai tendaggi con gli altri, con quelli che sono qui, anche se io sono di qui\u201d. Chiunque di noi sarebbe andato a casa sua dicendo: \u201cSono tornato, guarda che bello, mi hanno dato un permesso premio\u2026\u201d e cadevamo dentro una trappola. Uria, che invece porta dentro di s\u00e9 una rettitudine morale spaventosa, dice: \u201cNo, io non ci vado\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b><sup>12<\/sup><\/b><b>Davide disse ad Uria: \u00abRimani qui anche oggi e domani ti lascer\u00f2 partire\u00bb. Cos\u00ec Uria rimase a Gerusalemme quel giorno e il seguente.\u00a0<\/b><b><sup>13<\/sup><\/b><b>Davide lo invit\u00f2 a mangiare e a bere con s\u00e9 e lo fece ubriacare; la sera Uria usc\u00ec per andarsene a dormire sul suo giaciglio con i servi del suo signore e non scese a casa sua.<\/b><\/p>\n<p>Cio\u00e8, Uria \u00e8 talmente retto che neanche da un ubriaco fa questa cosa, capite? Quando una persona \u00e8 retta dentro, ma neanche se la fai ubriacare tu le cambi l\u2019anima: Uria, ubriaco, va e dorme l\u00ec. Quindi, capite, quando noi facciamo il male, lo facciamo perch\u00e9 lo vogliamo, non perch\u00e9 \u201cio sono debole\u201d, perch\u00e9 \u201cero distratto\u201d, perch\u00e9 \u201cnon lo sapevo\u201d, perch\u00e9 qui, perch\u00e9 l\u00e0\u2026 No, lo faccio perch\u00e9 lo voglio, o lo voglio all\u2019istante o l\u2019ho voluto prima in qualche modo, e poi \u00e8 successo; ma lo voglio. Uria non lo fa, non lo commette, neanche da ubriaco; che poi, tra l\u2019altro, non avrebbe fatto nessun peccato, non avrebbe fatto niente di male a scendere a casa sua, ma l\u2019onest\u00e0 interiore gli fa scegliere il meglio rispetto al bene. Quante volte noi invece rinneghiamo il meglio perch\u00e9 ci fa comodo il bene! Quante volte diciamo: \u201cVabb\u00e8, ma qui non c\u2019\u00e8 nessun peccato, tra bene e meglio faccio il bene, perch\u00e9 il meglio \u00e8 troppo pesante, quindi scelgo il bene\u201d.<\/p>\n<p><b><sup>14<\/sup><\/b><b>La mattina dopo, Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mand\u00f2 per mano di Uria. <\/b>\u2014 capite che cosa sta facendo quest\u2019uomo? \u2014 <b><sup>15<\/sup><\/b><b>Nella lettera aveva scritto cos\u00ec: \u00abPonete Uria in prima fila, dove pi\u00f9 ferve la mischia; poi ritiratevi da lui perch\u00e9 resti colpito e muoia\u00bb.\u00a0<\/b><b><sup>16<\/sup><\/b><b>Allora Ioab, che assediava la citt\u00e0, pose Uria nel luogo dove sapeva che il nemico aveva uomini valorosi.\u00a0<\/b><b><sup>17<\/sup><\/b><b>Gli uomini della citt\u00e0 fecero una sortita e attaccarono Ioab; parecchi della truppa e fra gli ufficiali di Davide caddero, e per\u00ec anche Uria l\u2019Hittita.<\/b><b><\/b><\/p>\n<p>Nessuno venga a dire: \u201cPovero Davide\u201d. Davide ha peccato di adulterio, di omicidio e di tradimento; ha tradito, ha pugnalato la schiena del suo migliore amico, del suo miglior soldato, Uria l\u2019Hittita, l\u2019uomo pi\u00f9 onesto che aveva, l\u2019ha ammazzato per la sua schifosissima lussuria, per la sua bramosia, per il suo disordine, per il suo orgoglio, per il suo egoismo; ha ammazzato un uomo! Ma ci rendiamo conto? Davide: quello che danzava davanti all\u2019Arca, quello che \u201clui e Dio, Dio e io; adesso faccio la casa per Dio; Dio con me, io e Dio; parliamo con Dio. Capito? Quest\u2019uomo ha ammazzato Uria l\u2019Hittita, dando in mano a lui la condanna a morte! Oltre ad avergli portato via la moglie. Proprio un abominio indescrivibile! E non pensiamo che noi non avremmo fatto queste cose! Chi dice: \u201cIo non farei mai queste cose\u201d, ne fa di peggio, sicuro. Noi tutti saremmo capaci di fare queste cose, tutti! Questo deve essere chiaro nella nostra testa, perch\u00e9 chi non ce l\u2019ha chiaro \u00e8 sicuro che lo far\u00e0, e far\u00e0 anche peggio. Perch\u00e9 questo fa parte del nostro essere lontani da Dio, del nostro credere di essere amici di Dio, del nostro illuderci di essere in Dio, ma non lo siamo, e queste occasioni lo rivelano.<\/p>\n<p>Bisogna saper stare al proprio posto sempre, comunque, a qualunque costo. Quindi, quando qualcuno viene a dire: \u201cEh, chiedo perdono al Signore, perch\u00e9 ho dato qualche sguardo, sa, adesso arriva l\u2019estate \u2026\u201d, ma cosa vuol dire: adesso arriva l\u2019estate? Ma cosa vuol dire, questa frase? \u201cEh no, ma sa, gli abiti succinti\u201d; e allora? Ma non hai ancora capito che tu ce l\u2019hai dentro, questo verme? Te lo porti dentro, estate, inverno, primavera, autunno, tu ce l\u2019hai sempre dentro con te; questo \u00e8 il punto! Non c\u2019entra l\u2019estate, centri tu! Ma morire che uno se lo dica! Morire che uno dica: \u201cCe l\u2019ho dentro, sono io che ho il cuore marcio, sono io che ho gli occhi malati\u201d. Invece nessuno lo fa, quindi: \u00e8 colpa dell\u2019estate; \u00e8 colpa degli abiti succinti. L\u2019estate perch\u00e9 \u00e8 l\u2019estate, l\u2019inverno perch\u00e9 \u00e8 l\u2019inverno, e ci sei dentro sempre, perch\u00e9 \u00e8 negli occhi il problema, \u00e8 nella testa, il problema. Ma non ce lo diciamo, diamo la colpa agli altri e agli abiti succinti. E allora chiuditi dentro una cassaforte, cos\u00ec non vedi pi\u00f9 nessuno, e scoprirai, quando sarai l\u00ec dentro, che tu continuerai a vedere, perch\u00e9 il tuo pensiero continua a muoversi, i tuoi sogni continuano ad abitare dentro di te, i tuoi desideri continuano a svegliarsi, perch\u00e9 il problema \u00e8 il cuore: se il cuore non \u00e8 mondato, non \u00e8 purificato, non \u00e8 abitato da Dio, quel cuore l\u00ec sar\u00e0 sempre cos\u00ec, come quello di Davide.<\/p>\n<p><b><sup>18<\/sup><\/b><b>Ioab invi\u00f2 un messaggero a Davide per fargli sapere tutte le cose che erano avvenute nella battaglia\u00a0<\/b><b><sup>19<\/sup><\/b><b>e diede al messaggero quest\u2019ordine: \u00abQuando avrai finito di raccontare al re quanto \u00e8 successo nella battaglia,\u00a0<\/b><b><sup>20<\/sup><\/b><b>se il re andasse in collera e ti dicesse: Perch\u00e9 vi siete avvicinati cos\u00ec alla citt\u00e0 per dar battaglia? Non sapevate che avrebbero tirato dall\u2019alto delle mura?\u00a0<\/b><b><sup>21<\/sup><\/b><b>Chi ha ucciso Abimelech figlio di Ierub-B\u00e0al?<\/b><\/p>\n<p>Certo, perch\u00e9 non \u00e8 morto solo Uria; per sistemare le cose, hanno fatto morire pure gli altri. Il male \u00e8 diffusivo e pervasivo, quindi ammazziamo un po\u2019 di gente! Perch\u00e9 cosa? Perch\u00e9 ero sulla terrazza a guardare quella che faceva il bagno. Perch\u00e9, capite: tutto nasce da l\u00ec; \u00e8 da l\u00ec che \u00e8 nato tutto; non dimentichiamoci l\u2019origine.<\/p>\n<p><b>Non fu forse una donna che gli gett\u00f2 addosso un pezzo di macina dalle mura, cos\u00ec che egli mor\u00ec a Tebez? Perch\u00e9 vi siete avvicinati cos\u00ec alle mura? tu digli allora: Anche il tuo servo Uria l\u2019Hittita \u00e8 morto\u00bb.<\/b><\/p>\n<p>Cio\u00e8, \u00e8 come se Ioab volesse dirgli: \u201cStai tranquillo, il tuo problema \u00e8 risolto: Uria l\u2019Hittita \u00e8 morto\u201d. Tutti avevano capito come stavano le cose.<\/p>\n<p><b><sup>22<\/sup><\/b><b>Il messaggero dunque part\u00ec e, quando fu arrivato, rifer\u00ec a Davide quanto Ioab lo aveva incaricato di dire. Davide and\u00f2 in collera contro Ioab e disse al messaggero: \u00abPerch\u00e9 vi siete avvicinati cos\u00ec alla citt\u00e0 per dare battaglia? Non sapevate che avrebbero tirato dall\u2019alto delle mura? Chi ha ucciso Abimelech, figlio di Ierub-B\u00e0al? Non fu forse una donna che gli gett\u00f2 addosso un pezzo di macina dalle mura, cos\u00ec che egli mor\u00ec a Tebez? Perch\u00e9 vi siete avvicinati cos\u00ec alle mura?\u00bb.\u00a0<\/b><b><sup>23<\/sup><\/b><b>Il messaggero rispose a Davide: \u00abPerch\u00e9 i nemici avevano avuto vantaggio su di noi e avevano fatto una sortita contro di noi nella campagna; ma noi fummo loro addosso fino alla porta della citt\u00e0;\u00a0<\/b><b><sup>24<\/sup><\/b><b>allora gli arcieri tirarono sulla tua gente dall\u2019alto delle mura e parecchi della gente del re perirono. Anche il tuo servo Uria l\u2019Hittita \u00e8 morto\u00bb.\u00a0<\/b><b><sup>25<\/sup><\/b><b>Allora Davide disse al messaggero: <\/b>\u2014 sentite che perla di uomo questo qua, veramente una meraviglia \u2026 \u2014 <b>\u00abRiferirai a Ioab: Non ti affligga questa cosa, perch\u00e9 la spada divora or qua or l\u00e0; rinforza l\u2019attacco contro la citt\u00e0 e distruggila. E tu stesso fagli coraggio\u00bb.<\/b><\/p>\n<p>Cio\u00e8, lui dice: \u201cNon farti problemi, in guerra capita di morire, e un po\u2019 si muore di qui, e un po\u2019 si muore di l\u00e0, cosa vuoi fare? Muore uno, viene un altro! Vabb\u00e8, son morti!\u201d Cio\u00e8, capite l\u2019animo umano fin dove pu\u00f2 arrivare. A leggere questo testo c\u2019\u00e8 da svenire per le vertigini. Noi siamo capaci di arrivare fin qui. Davide cerca anche di tranquillizzare l\u2019anima di questo qui, che sar\u00e0 stato in preda all\u2019angoscia pi\u00f9 mortale per quello che ha fatto; e lui dice: \u201cMa no, sono cose che capitano; siamo in guerra!\u201d<\/p>\n<p><b><sup>26<\/sup><\/b><b>La moglie di Uria, <\/b>\u2014 vedova molto piangente \u2026 \u2014 <b>saputo che Uria suo marito era morto, fece il lamento per il suo signore.\u00a0<\/b><b><sup>27<\/sup><\/b><b>Passati i giorni del lutto, Davide la mand\u00f2 a prendere e l\u2019accolse nella sua casa. <\/b>\u2014 Abbiamo risolto velocemente tutto il problema: Uria morto e sepolto e questa qui \u00e8 sistemata, ha trovato la casa nuova. \u2014 <b>Essa divent\u00f2 sua moglie e gli partor\u00ec un figlio. Ma ci\u00f2 che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore.<\/b><b><\/b><\/p>\n<p>E adesso, a giochi fatti, arriva Dio\u2026<\/p>\n<p><b><sup>1<\/sup><\/b><b>Il Signore mand\u00f2 il profeta Natan a Davide e Natan and\u00f2 da lui e gli disse: \u00abVi erano due uomini nella stessa citt\u00e0, uno ricco e l\u2019altro povero.\u00a0<\/b><b><sup>2<\/sup><\/b><b>Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero;\u00a0<\/b><b><sup>3<\/sup><\/b><b> ma il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina che egli aveva comprata e allevata; essa gli era cresciuta in casa insieme con i figli, mangiando il pane di lui, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno; era per lui come una figlia.\u00a0<\/b><b><sup>4<\/sup><\/b><b>Un ospite di passaggio arriv\u00f2 dall\u2019uomo ricco e questi, risparmiando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso, per preparare una vivanda al viaggiatore che era capitato da lui port\u00f2 via la pecora di quell\u2019uomo povero e ne prepar\u00f2 una vivanda per l\u2019ospite venuto da lui\u00bb.<\/b><\/p>\n<p>Guardate ora\u2026 questi sono proprio bigotti, ma bigotti proprio con il pedigree! Sono fatti cos\u00ec, ragionano cos\u00ec, questi qui. I \u201cbigottoni\u201d sono cos\u00ec.<\/p>\n<p><b><sup>5<\/sup><\/b><b>Allora l\u2019ira di Davide si scaten\u00f2 contro quell\u2019uomo e disse a Natan: <\/b>\u2014 peccato che ha preso la persona sbagliata, in questo caso \u2014 <b>\u00abPer la vita del Signore, chi ha fatto questo merita la morte. <\/b>\u2014 mai dire queste cose\u2026 stai attento \u2014 <b><sup>6<\/sup><\/b><b>Pagher\u00e0 quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e non aver avuto piet\u00e0\u00bb.\u00a0<\/b><b><sup>7<\/sup><\/b><b>Allora Natan disse a Davide: \u00abTu sei quell\u2019uomo! \u2026<\/b><\/p>\n<p>Immaginatevi cosa abbiano voluto dire queste parole: \u201cTu sei quell\u2019uomo\u201d; ti sei dato tu la tua sentenza di morte. Capito? Dio non lo prende in giro nessuno; Dio scruta il cuore di tutti, vede ogni pensiero.<\/p>\n<p><b>Cos\u00ec dice il Signore, Dio d\u2019Israele: <\/b>\u2014 e adesso si salvi chi pu\u00f2 \u2014 <b>Io ti ho unto re d\u2019Israele <\/b>\u2014 e adesso inizia la memoria, come sempre! Perch\u00e9 il peccato azzera la memoria e fa vedere solo il presente; Dio invece ferma il presente e fa vedere il passato; \u00e8 sempre cos\u00ec \u2014 <b>e ti ho liberato dalle mani di Saul,\u00a0<\/b><b><sup>8<\/sup><\/b><b>ti ho dato la casa del tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo padrone, ti ho dato la casa di Israele e di Giuda e, se questo fosse troppo poco, io vi avrei aggiunto anche altro.\u00a0<\/b><b><sup>9 <\/sup><\/b><b>Perch\u00e9 dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ci\u00f2 che \u00e8 male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada Uria l\u2019Hittita, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammoniti.\u00a0<\/b><b><sup>10<\/sup><\/b><b>Ebbene, la spada non si allontaner\u00e0 mai dalla tua casa, poich\u00e9 tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Uria l\u2019Hittita.\u00a0<\/b><b><sup>11<\/sup><\/b><b>Cos\u00ec dice il Signore: Ecco io sto per suscitare contro di te la sventura dalla tua stessa casa; prender\u00f2 le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un tuo parente stretto, che si unir\u00e0 a loro alla luce di questo sole;\u00a0<\/b><b><sup>12<\/sup><\/b><b>poich\u00e9 tu l\u2019hai fatto in segreto, ma io far\u00f2 questo davanti a tutto Israele e alla luce del sole\u00bb.<\/b><\/p>\n<p>Stiamo attenti a quello che facciamo, stiamo molto attenti a quello pensiamo e a quello che facciamo, perch\u00e9 poi non finisce bene. Il Signore (altro che l\u2019ira del re Davide) \u00e8 intervenuto e ha detto: \u201cAdesso basta, adesso chiamiamo le cose col loro nome\u201d, perch\u00e9 Dio ama chiamare le cose col loro nome: \u201cTu sei un adultero, tu sei un assassino, tu sei un ingrato; avevi tutto e, se questo non fosse stato sufficiente, ti avrei dato anche altro, perch\u00e9 dunque hai fatto questo? Cosa ti mancava? Cosa ti serviva?\u201d. Ma, sapete, noi non siamo mai sazi, noi dobbiamo sempre avere qualcosa in pi\u00f9. Ecco la logica del pranzo: uno mangia l\u2019antipasto, poi beve il vino, poi prende il primo, poi magari prende ancora un po\u2019 di primo, poi prende il secondo, poi prende il contorno, poi prende il dolce; ma un dolce non basta, ne prende due; poi due non bastano, ne prende tre, poi prende il caff\u00e8, poi prende il liquore e poi anche un cioccolatino. Ma il limite esiste? Esiste un limite nella nostra vita, tale per cui dico: \u201cNo, basta! Perch\u00e9 non serve, sono a posto cos\u00ec; adesso sono sazio!\u201d. No, non esiste, non abbiamo limiti. Tutto quello che voglio deve realizzarsi e, se notate, tutto quello che noi sentiamo \u00e8 volont\u00e0 di Dio, \u00e8 sempre cos\u00ec! Siccome io lo sento, \u00e8 volont\u00e0 di Dio. Ma non \u00e8 un po\u2019 strana, questa cosa? A voi non puzza che proprio quello che io voglio \u00e8 volont\u00e0 di Dio? A me fa drizzare un po\u2019 le orecchie. Non \u00e8 possibile che Dio sia sempre d\u2019accordo con me!<\/p>\n<p>Dobbiamo imparare a mettere dei limiti; ma tu prova a dire alle persone di oggi di mettere dei limiti; provate! Andate dalle persone che avete accanto a dire: \u201cDai, mettiamo dei limiti nella vita!\u201d; ti rispondono: \u201cDei limiti?? Io esco quando voglio, torno quando voglio, parlo quanto voglio\u201d. Non c\u2019\u00e8 limite di tempo, non c\u2019\u00e8 limite di niente! Vogliamo parlare fino a mezzanotte? Parliamo fino a mezzanotte. Vogliamo parlare fino all\u2019una? Parliamo fino all\u2019una. Vogliamo parlare fino alle due? Parliamo fino alle due. Qual \u00e8 il problema! Perch\u00e9 dobbiamo mettere i limiti? Perch\u00e9 dobbiamo dire fin qui e non oltre? Va bene! Poi il giorno dopo mi sveglio \u2014 perch\u00e9 poi devo andare a lavorare \u2014 e ho il cervello in pappa, e poi, quello che dovei fare io, lo devono fare gli altri, capito? Perch\u00e9 io magari col cervello non ci sono, non riesco a mettere su uno pi\u00f9 uno, allora gli altri si devono spaccare la testa, perch\u00e9 invece hanno avuto una vita regolare e devono sopperire a me. No, no, non \u00e8 giusto, non \u00e8 giusta questa cosa qua. Devono esserci dei limiti e il limite non pu\u00f2 essere: ho il diabete alto, ho 400 trigliceridi e peso 380 chili; non \u00e8 questa la ragione del limite! La ragione del limite \u00e8 che io ho dei limiti, comunque, anche se peso 30 chili. Devo darmi dei limiti, perch\u00e9 mi fa bene avere dei limiti, \u00e8 fondamentale pormi dei limiti, e dire: \u201cFin qui e non oltre\u201d, perch\u00e9 se lo faccio nella vita umana e normale, lo far\u00f2 poi anche nella vita spirituale.<\/p>\n<p>Tu prova a dire adesso a una persona che non sia un bambino: \u201cA che ora vai a letto la sera?\u201d, ti risponde: \u201cDipende; alle dieci, alle undici, a mezzanotte, alle undici e mezza; dipende da quello che ho da fare. Non c\u2019\u00e8 un limite, non c\u2019\u00e8 una regola, non c\u2019\u00e8 una norma, \u00e8 tutto cos\u00ec! Non va bene questa cosa, non \u00e8 giusta, perch\u00e9 noi invece dobbiamo imparare a dire noi stessi: \u201cNo, tu hai dei limiti fisici e spirituali; e per capire questo, quando senti una tensione, un desiderio a\u2026 devi dire: non lo voglio fare. Lo posso fare, lo potrei fare, ma non lo faccio. Perch\u00e9 cos\u00ec insegno a me stesso che ho dei limiti; insegno a me stesso che il limite non \u00e8 lo stomaco che mi sta per esplodere. Il limite \u00e8 un\u2019altra cosa: \u00e8 che io decido che non voglio; decido che quella cosa l\u00ec mi fa bene farla fino a un certo punto, poi oltre non si pu\u00f2, oltre non \u00e8 giusta, oltre non serve, non serve che ci sia un \u201coltre\u201d. Perch\u00e9 devo vivere nella logica di dire: arrivo fino al limite, dopo comincio a tenermi alle catene? E questo vale su tutto: sul dormire, sul pregare, su tutto. Qualcuno viene e mi dice (magari qualche persona un po\u2019 umile): \u201cPadre, devo chiedere un consiglio. Avrei in mente di dire ai ragazzi di fare adorazione eucaristica tutta la notte\u201d \u2014 \u201cTutta la notte?\u201d \u2014 \u201cS\u00ec, sa con Ges\u00f9\u201d. Il beato Cardinal Schuster, quando andava in visita ai sacerdoti nelle parrocchie, la prima domanda che faceva era: \u201cReverendo, quante ore dorme di notte lei?\u201d; questa era la prima domanda, non chiedeva: quante ore prega, ma quante ore dorme di notte. S\u00ec, tu fai l\u2019Adorazione Eucaristica tutta la notte (ti senti Dio) e il giorno dopo fai impazzire gli altri perch\u00e9 diventi isterico. Dopo vado a casa e dormo fino alle due del pomeriggio. Ma questo \u00e8 sensato?! Ci mancherebbe, \u00e8 la cosa pi\u00f9 logica della terra! \u00c9 quello che Dio vuole da te? Che tu vada fuori di testa? Ma che senso ha? Fa le cose con un decoro, fai un\u2019ora di adorazione come fanno tutti, falla bene, poi vai a casa a dormire, come tutti gli esseri umani, che fa bene. E basta, fine: hai fatto una cosa decorosa e il giorno dopo sei decoroso. Se il Signore ti chieder\u00e0 altro, sar\u00e0 poi il confessore a dirti se \u00e8 vero; ma noi, invece\u2026 \u201cLo decido io che cosa \u00e8 bene per me! Che cosa \u00e8 giusto per me lo decido io! Sono io che so se quella cosa la posso fare oppure no; non verrai mica ad insegnare a me che ho quarant\u2019anni come si fanno le cose!\u201d; ma no, no, infatti poi si vedono gli esiti, dopo si vedono gli esiti delle scelte che facciamo; poi vediamo in giro la gente con gli occhi spiritati\u2026 per\u00f2 ha fatto l\u2019Adorazione Eucaristica tutta notte. Oppure si \u00e8 messa a fare chiss\u00e0 quali digiuni pazzeschi. La Madonna dice di fare il digiuno a pane e acqua, poi arrivano i \u201cgeni\u201d che fanno digiuno di tutto, anche del bere. Se la Madonna ha detto di fare a digiuno pane e acqua, sulla base di che cosa ti metti a fare le cose che vuoi tu? \u201cPer fare il digiuno a pane e acqua, ho mangiato mezzo panino in un giorno\u201d; ma tu sei normale? Ma sai leggere quello che c\u2019\u00e8 scritto? Ma la Madonna ha detto quanti chili di pane devi mangiare? Fa la panettiera? Alla Madonna non interessa questa cosa qua, a Lei interessa il senso della penitenza, \u00e8 evidente! Tanto che la Madonna, a Fatima \u2014 raccont\u00f2 Lucia \u2014 due volte disse: \u201cLucia, a Dio Padre non piace che voi mettiate il cilicio di notte\u201d. Ma quelli \u2014 \u201cdi coccio\u201d \u2014 l\u2019hanno messo ancora, e la Madonna \u00e8 apparsa e ha detto: \u201cLucia, a Dio padre non piace che voi mettiate il cilicio di notte\u201d (il cilicio \u00e8 uno strumento di penitenza che si mette attorno alla vita). Dobbiamo domandarci: \u201cMa piace a te o piace a Dio?\u201d perch\u00e9, sapete, si possono avere devianze anche sulle penitenze; cio\u00e8, la penitenza non deve piacere a te, perch\u00e9 senn\u00f2 non \u00e8 pi\u00f9 penitenza. Se ti piace fare il digiuno e lo fai, non \u00e8 una penitenza, perch\u00e9 la penitenza \u00e8 un\u2019altra cosa, non \u00e8 quello che ti piace. Il tema non \u00e8: svuotiamo lo stomaco, facciamo la dieta dimagrante; il tema \u00e8: fai penitenza, cio\u00e8 poni dei limiti e rinunci a \u2026<\/p>\n<p><b>Domande<\/b>:<\/p>\n<p>D): [<i>Parla un ragazzo molto giovane<\/i>] Padre, io non ho capito quando le hai detto che noi non dobbiamo pensare di avere la pace dei sensi. Io non ho capito che cos\u2019\u00e8 la pace dei sensi.<\/p>\n<p>R): Lo spiego subito. Sono felicissimo che tu non l\u2019abbia capito, \u00e8 buon segno, vuol dire che hai la pace dei sensi! Che cos\u2019\u00e8 la pace dei sensi? \u00c8 questo: noi abbiamo cinque sensi, questi sensi sono stati donati da Dio al mio corpo, per fare in modo che, attraverso di essi, io potessi conoscere la realt\u00e0. Attraverso il senso della vista, io vedo; attraverso il senso dell\u2019udito, io ascolto; attraverso il senso del tatto, io palpo, tocco la realt\u00e0 e, anche se ho gli occhi chiusi, capisco che questa \u00e8 una matita, e via di seguito. Fino a quando si \u00e8 come te, ogni senso \u00e8 al suo posto, secondo il suo fine: gli occhi guardano, le orecchie ascoltano, la pelle sente, ma secondo il suo fine, cio\u00e8 non vanno a prendere altri fini, non si corrompono diventando qualcosa di diverso da quello che sono, stanno l\u00ec. A un certo punto, cosa succede? Succede che (non dico crescendo, perch\u00e9 non succede crescendo, questa roba, assolutamente, perch\u00e9 se cresci cos\u00ec, non succeder\u00e0) a un certo punto, chi \u00e8 intorno comincia a farti pensare che tu sei sbagliato, perch\u00e9 usi gli occhi solo per vedere, usi le orecchie solo per udire, usi le mani solo per conoscere toccando, e comincia a farti pensare che quegli occhi si possono usare anche per fare altro, che quelle mani si possono usare per fare altro, che quelle orecchie si possono usare per fare altro. Se tu accetterai di aprire quella porta, i tuoi occhi perderanno la pace; le tue orecchie perderanno la pace; le tue mani perderanno la pace: quei sensi non saranno mai pi\u00f9 in pace, perch\u00e9 tu hai aperto una porta che non dovevi aprire, e questa porta ha tanti nomi: ha il nome della curiosit\u00e0, ha il nome del senso di inferiorit\u00e0, ha il nome della paura della diversit\u00e0 (la paura di essere diversi da loro), la paura di essere sbagliato, la paura di essere incompleto, la paura di non essere apprezzato, la paura che se tu non fai, non sai. Ma se tu farai, tu saprai ci\u00f2 che non devi sapere, cio\u00e8 il male. Se tu non aprirai quella porta succeder\u00e0 che quando faranno certi discorsi tu non li capirai, ed \u00e8 un bene che tu non li capisca, perch\u00e9 non li devi capire. Ci sono cose nella vita \u2014 ecco il limite di cui parlavo \u2014 che noi non dobbiamo capire, perch\u00e9 non sono da capire, sono da rigettare. Se vedo una formica, non ho bisogno di metterla in bocca e masticarla per capire che fa schifo, la vedo e la butto via. Loro invece la prendono, la mettono in bocca e la mandano gi\u00f9, e ti dicono: \u201cPerch\u00e9 non lo fai anche tu?\u201d. Allora tu, se cedi, se dici: \u201cVabb\u00e8, almeno l\u2019assaggio\u201d \u00e8 finita; questo non lo devi fare mai. E allora rimarrai come una sorta di diverso rispetto \u201cai pi\u00f9\u201d, perch\u00e9 certe cose, non conoscendole, non le potrai capire: le ascolterai, ma non le saprai collocare; cio\u00e8, li senti, ma i tuoi sensi, siccome non sono stati istruiti a riconoscere quelle cose immonde oltre la porta, torneranno a te e ti diranno: \u201cIo queste cose non so cosa sono. Noi cinque tuoi amici (perch\u00e9, se tu non apri la porta, sono tuoi amici, se apri la porta diventeranno i tuoi peggiori nemici) siamo qui a dirti che non sappiamo che cos\u2019\u00e8 questa cosa, che, tradotto, vuol dire: tu non sei stato creato per quella cosa l\u00ec, ecco perch\u00e9 non sai che cos\u2019\u00e8. Non aprire quella porta; perch\u00e9 \u00e8 bene che tu non lo sappia, \u00e8 bene che tu non lo capisca, \u00e8 bene che tu non lo viva e non lo provi; \u00e8 bene, \u00e8 giusto che sia cos\u00ec. E tu dovrai semplicemente accettare questa diversit\u00e0. La stupideria delle persone \u00e8 quella che fa dire: \u201cNo, siccome io non voglio essere diverso dagli altri, allora apro la porta\u201d; e allora, se aprirai quella porta, perderai la visione reale della realt\u00e0. Sono parole un po\u2019 difficili \u2014 forse \u2014 per te, che adesso non capisci bene, ma le capirai. Se le tieni in mente, le capirai. \u00c8 come se tu, aprendo quella porta, da l\u00ec in avanti vedrai il mondo tutto filtrato, non lo vedi pi\u00f9 per quello che \u00e8, non lo vedi pi\u00f9 come lo vedi adesso, lo vedrai in un modo che fino ad allora non avevi mai conosciuto, lo ascolterai in un modo che fino a quel giorno non avevi mai ascoltato, perch\u00e9 hai aperto quella porta. E questo, se ti ricordi, \u00e8 quello che San Giovanni Bosco chiamava l\u2019innocenza, che va difesa con il sangue e con le unghie. Questa \u00e8 l\u2019innocenza battesimale, che \u00e8 quella grazia per la quale, se tu la conservi, come San Domenico Savio, tu rimarrai sempre prima di quella porta, e San Domenico Savio tante cose non le capiva, ma non le voleva capire, e gli stava molto bene di essere diverso dagli altri, e voleva essere diverso dagli altri. Questo cosa comporter\u00e0? Comporter\u00e0 anche persecuzioni, comporter\u00e0 tante cose, anche brutte, da dover vivere, ma \u00e8 meglio essere perseguitati fisicamente, ma tenere la porta chiusa, piuttosto che perdere quella pace e aprire quella porta e diventare uniforme, come tutti gli altri. Devi divergere, devi accettare di divergere da tutto quello che \u00e8 consueto, perch\u00e9 porti dentro una cosa originale, che devi salvaguardare con tutto te stesso, che \u00e8: ho gli occhi per vedere, ho l\u2019orecchio per ascoltare, ho la lingua per gustare, ho le mani per toccare, punto, e faccio queste cose, non oltre, non altre, con gli stessi strumenti. \u00c8 come se ti dicessi: \u201cTi regalo questa matita, tu usala per scrivere\u201d e, dopo un po\u2019, tu, guardando gli altri dici: \u201cNo, ma io la faccio diventare una freccia, la uso per colpire\u201d, allora hai passato la porta: da quel giorno, questa matita non sar\u00e0 pi\u00f9 per te una matita per scrivere, sar\u00e0 una matita per scrivere e colpire. A quel punto \u00e8 andata, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, e non si pu\u00f2 pi\u00f9 recuperare. E uno deve mettere sulla bilancia da cosa vuole essere escluso, devi scegliere tu. Questa \u00e8 la scelta che ciascuno di noi deve fare o ha gi\u00e0 fatto. \u00c8 una scelta come tutte le altre scelte.<\/p>\n<p><i>Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.<br \/>\nAmen<br \/>\nDio ci benedica e la Vergine ci protegga.<br \/>\nSia lodato Ges\u00f9 Cristo sempre sia lodato.<\/i>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Informazioni<\/b><b><\/b><\/p>\n<p class=\"p1\">Padre Giorgio Maria Far\u00e9 ha tenuto queste catechesi tutti i luned\u00ec alle ore 21 presso il Convento dei Padri Carmelitani Scalzi di Monza.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text][\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] Catechesi\u00a0di\u00a0luned\u00ec 25 giugno 2018 Ciclo di catechesi &#8220;La Fede: dubbio o Abbandono? 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