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La benedizione dei gessetti all’Epifania in onore dei Tre Magi

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Nei territori germanici e in Polonia e, per riflesso, in Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia è diffusa la tradizione di fare benedire dei gessetti il giorno dell’Epifania.

Dopo averli fatti benedire al sacerdote con l’apposita formula presente nel Rituale Romanum, i gessetti si usano per scrivere sulle porte di casa, tipicamente su quella d’ingresso ma anche su quelle interne, il nome (o l’iniziale) dei tre Santi Magi, aggiungendo l’anno in forma spezzata.

Un esempio pratico di questa scrittura potrebbe essere il seguente (supponendo che sia l’anno 2026):

20 * C + M + B + 26

Questa usanza si trova menzionata anche nel Direttorio su Pietà Popolare e Liturgia, che la descrive così:

«Attorno alla solennità dell’Epifania, di antichissima origine e di ricchissimo contenuto, sono sorte e si sono sviluppate molte tradizioni e genuine espressioni di pietà popolare. Tra esse si possono ricordare: […] La benedizione delle case, sulle cui porte vengono segnate la croce del Signore, la cifra dell’anno appena iniziato, le lettere iniziali dei tradizionali nomi dei santi Magi (c+m+b), spiegate anche come abbreviazione di “Christus mansionem benedicat”, scritte con gesso benedetto; tali gesti, compiuti da cortei di bambini accompagnati da adulti, esprimono l’invocazione della benedizione di Cristo per intercessione dei santi Magi e insieme sono occasione per raccogliere offerte da devolvere a scopi caritativi e missionari»

(Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti, Direttorio su Pietà Popolare e Liturgia – Principi e Orientamenti,  118 – La solennità dell’Epifania del Signore, LEV, Città del Vaticano, 2002).

Cenni sulla devozione ai Santi Magi

Le reliquie dei Santi Magi, trafugate dalla Chiesa di sant’Eustorgio a Milano, furono trasportate a Colonia dall’Imperatore Federico Barbarossa dopo la distruzione della basilica milanese nel 1162.

Sono tuttora esposte in splendido reliquiario presso l’altare maggiore della Cattedrale di Colonia.

Il Venerabile Beda racconta che san Gaspare, il più giovane dei Magi, quello con tratti somatici europei, portò a Gesù l’incenso.

San Melchiorre, più maturo e con la barba, di origine semita, rappresenta l’Asia e porta a Gesù l’oro.

San Badassarre, il re magio africano, porta a Gesù la Mirra.

La tradizione dice inoltre che in tarda età furono battezzati da San Tommaso apostolo sulla via delle Indie e morirono in fama di santità (qualcuno dice martiri).

Le loro feste negli antichi martirologi sono: 1 gennaio san Gaspare, 6 gennaio san Melchiorre, 11 gennaio san Baldassarre.

Formula di benedizione dei gessetti (riservata al sacerdote):

Benedictio cretae in Festo Epiphaniae

V/. Adjutorium nostrum in nomine Domini.
R/. Qui fecit caelum et terram.
V/. Dominus vobiscum.
R/. Et cum spiritu tuo.

Bene + dic, Domine Deus, creaturam istam cretae: ut sit salutaris humano generi; et praesta per invocationem nominis tui sanctissimi, ut, quicumque ex ea sumpserint, vel in ea in domus suae portis scripserint nomina sanctorum tuorum Gasparis, Melchioris et Baltassar, per eorum intercessionem et merita, corporis sanitatem, et animae tutelam percipiant. Per Christum Dominum nostrum.

R/. Amen.

Et aspergatur aqua benedicta.

Traduzione:

Benedici, Signore Dio, questa creatura della creta, perché sia di giovamento al genere umano; e concedi, per l’invocazione del tuo Santissimo Nome, che quanti se ne serviranno o con essa scriveranno sulle porte delle loro case i nomi dei tuoi santi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, per la loro intercessione e i loro meriti ottengano la salute del corpo e la protezione dell’anima. Per Cristo nostro Signore.

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