Di una cosa sola c’è bisogno

Maria ai piedi di Gesù

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di martedì 6 ottobre 2020

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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DI UNA COSA SOLA C’È BISOGNO

Eccoci giunti a martedì 6 ottobre 2020. Abbiamo appena ascoltato il Vangelo di oggi tratto dal cap. X di San Luca.

Abbiamo davanti agli occhi una scena, uno spaccato della vita di tutti noi, Gesù entra in un villaggio e viene ospitato da una donna di nome Marta. Quanto è importante l’ospitalità, essere accoglienti, generosi, attenti ai bisogni delle persone che abbiamo accanto, di quelli che conosciamo ma anche di chi non conosciamo. Essere attenti, ospitali, generosi, pensare che un giorno anche noi potremo vivere una condizione, una situazione di bisogno di necessità.

“Ella aveva una sorella, di nome Maria”

La quale non va incontro a Gesù, non è lei che viene indicata come l’ospitante, come colei che apre la porta al Signore, lei è sorella di Marta.

  • Cosa fa questa donna, Maria?

“Seduta ai piedi del Signore”

Si siede ai piedi del Signore, è importantissima questa cosa.

“Seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola.”

Si siede e ascolta la sua parola.

“Marta invece era distolta per i molti servizi.”

Si dice sempre che serve una figura come Marta, che è diventata Santa, Santa Marta, e serve una figura come Maria.

Ma se dobbiamo scegliere tra una parte buona e una parte ottima, tra il bene e il meglio noi cosa sceglieremmo?

Credo che noi sceglieremmo il meglio. Il meglio per Gesù non è primariamente l’ospitalità, il meglio per Gesù non è essere attenta ai molti servizi da svolgere perché ho un ospite, sono necessari, tutte le cose che fa Marta sono necessarie, importantissime, ma non sono il meglio agli occhi di Gesù.

Il meglio è questo:

Stare seduta ai piedi del Signore e ascoltare la sua parola.

Dentro a questa osservazione, a questa indicazione, a questa norma che ci lascia il Signore su Maria, c’è veramente dentro una bellezza incredibile da scoprire. Maria innanzitutto non si agita per il fatto che Marta non è lì anche lei seduta ad ascoltare, ma Marta invece sì:

“Non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”

Paradossalmente chi fa tante cose, quelli che servono tanto, rischiano di avere un occhio solo nel fare le cose, perché l’altro è occupato a giudicare gli altri, l’altro è occupato a giudicare chi non fa le stesse cose, invece chi sta seduto ai piedi del Signore ascolta la sua parola e non ha questa preoccupazione, forse perché vive già nel meglio e quindi non ha tempo, voglia, spazio per mettersi a guardare se gli altri lo fanno oppure no, non ha tempo per mettersi a usare le bilance, un pò come fanno i bambini.

Ma tu sei contento di quello che stai facendo? Sei felice?

Se sei contento e felice di quello che stai facendo, perché devi giudicare gli altri?

Marta non era seduta, Marta non stava ascoltando il Signore, eppure Maria non la giudica, Maria non pesa il suo comportamento, Marta invece dice:

“Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire?”

Paradossalmente sembra che chi serve possa servire di questo complesso di solitudine, chi serve deve servire insieme a tutti, invece chi prega, chi ascolta è capace di farlo anche da solo e non guarda se gli altri lo fanno oppure no, chi lo fa veramente come Maria, chi veramente ascolta la parola del Signore e sta seduto ai piedi del Signore, non ha tempo, non ha voglia, non ha spazio per mettersi a guardare se gli altri lo fanno, come lo fanno e quanto lo fanno, e non si sente solo. Chi serve invece rischia di sentirsi solo, rischia di perdere di vista il motivo per cui sta servendo, la ragione del servizio, e il servizio diventa fine a se stesso, invece chi sta ai piedi del Signore e ascolta la sua parola, se lo fa bene, non può dimenticarsi ai piedi di chi è, e ascolta la parola di chi, e quindi non si sente solo.

“Dille dunque che mi aiuti”

“E’ tu sorella, non puoi andare tu a dirglielo?”

Non lo fa, si appella direttamente a Gesù. Non è molto corretto questo comportamento, perché le cose bisogna dirle chiare alle persone, non c’è necessità di chiamare in causa un terzo, Maria era lì. E allora il Signore vedendosi interpellato dà la risposta a Marta, una risposta bellissima, Gesù si erge a baluardo, a torre d’avorio di Maria:

“Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose..”

Perché dice: “per molte cose?”

Lei non si stava affannando per Gesù?

No, lei credeva di affannarsi per Gesù ma in realtà si affannava per le cose.

Amare innanzitutto è stare, amare è innanzitutto ascoltare, non è fare.

E’ un’illusione che facendo noi amiamo, noi amiamo innanzitutto stando ai piedi, ascoltando. Quanto abbiamo bisogno di stare! Di stare con i nostri figli, di stare col nostro marito, con nostra moglie, con nostro papà, quanto c’è bisogno per un Sacerdote di stare ai piedi del Tabernacolo, di ascoltare il Signore, e invece noi ci affanniamo in mille cose.

“Tu ti affanni e ti agiti per molte cose..”

Gesù le sta dicendo:

“Tu non ti stai agitando per me, ma per le cose. Le cose ti hanno rapito il cuore, l’attenzione. Ma perché le fai queste cose?”

“Di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”

Pensate a Marta com’è rimasta, male sicuramente.

Di una cosa sola c’è bisogno

  • Quale?

Quella che stava facendo Maria: seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola.

Probabilmente Gesù era disponibile anche a digiunare, o a mangiare un pò di latte acido con una focaccia, magari secca, ma c’è molto più amore nello stare e nell’ascoltare, che nel fare tante cose, e la sola cosa di cui c’è bisogno è questa, questa è la parte migliore.

Non può esserci confusione in chi sta ai piedi del Signore e ascolta la sua parola, a nessun livello.

La storia è tutta nelle mani di Dio, quella di ogni singolo uomo, di ogni singola foglia e del mondo intero, fidiamoci del Signore, diciamo al Cuore Eucaristico e al Cuore Immacolato:

“Io sono qua, nella tue mani, la mia piccola vita è nelle tue mani, il mio nulla è nelle tue mani, non voglio perdere la mia pace interiore, la mia intimità divina, il mio silenzio interiore non voglio perderlo correndo dietro alle tensioni, alle angosce, io voglio perdere la mia vita, spegnere la mia vita come la luce del Tabernacolo, così, fermo e in silenzio, in ascolto, ai piedi di Gesù.”

Auguro a tutti una bellissima giornata, preghiamo gli uni per gli altri, soprattutto per quelli che soffrono, che sono malati, e non dimentichiamo mai i Sacerdoti, pregate per i Sacerdoti che Dio vi ha messo accanto, ricordatevi che non hanno solamente un’anima ma anche un corpo, quindi siate loro presenti in ogni modo, soprattutto con la preghiera, con il sacrificio e l’offerta di sé, e poi con quelle attenzioni belle che aiutano a svolgere al meglio il Ministero.

E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo.

Martedì della XXVII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

VANGELO (Lc 10,38-42)
Marta lo ospitò. Maria ha scelto la parte migliore.

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

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