La perfezione religiosa alla luce della SS. Eucarestia, di S. Pietro Giuliano Eymard. Parte 65

La perfezione religiosa alla luce della SS. Eucarestia, di S. Pietro Giuliano Eymard. Parte 65

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione sul testo “La perfezione religiosa alla luce della SS. Eucarestia” di S. Pietro Giuliano Eymard di venerdì 5 agosto 2022

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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VANGELO (Mt 16, 24-28)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».

Testo della meditazione

Scarica il testo della meditazione

La perfezione religiosa alla luce della SS. Eucarestia, di S. Pietro Giuliano Eymard. Parte 65

Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!

Eccoci giunti a venerdì 5 agosto 2022.

Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal capitolo 16 di San Matteo, versetti 24-28.

Oggi è il Primo Venerdì del mese, quindi, come sempre, ricordiamoci la bellissima pratica dei Primi nove Venerdì del mese che è stata chiesta da Gesù a Santa Maria Margherita Alacoque e di conseguenza facciamo tutto il possibile per iniziare, concludere almeno un ciclo dei primi nove venerdì del mese. E chi ha fatto almeno un ciclo vada avanti a farlo per sempre con l’intenzione di riparare le offese contro il Sacro Cuore di Gesù, offrendo la Messa, le azioni, le preghiere e sacrifici per questa intenzione. Inoltre oggi ricordiamo anche la transverberazione di Padre Pio da Pietrelcina. 

Bene, proseguiamo la lettura e la meditazione del nostro libro sulla Perfezione della vita religiosa alla luce della Santa Eucarestia di San Pier Giuliano Eymard.

Dunque avevamo visto che quando Dio vuole condurre un’anima alla santità le dà innanzitutto uno spirito serio – lo abbiamo visto ieri.

Scrive San Pietro Giuliano Eymard:

Quando parla ai Profeti il Signore comincia con l’eccitare la loro attenzione; e questi allorché trasmettono al popolo gli ordini ricevuti dicono: “Ascolta, Israele, ascolta”. Al Sinai Dio moltiplica i prodigi per impressionare lo spirito di quel popolo incostante, il più leggero dei popoli nelle sue risoluzioni. E quando nostro Signore vuole fare i suoi apostoli, li ritira con sé sul monte perché nulla li possa distrarre. Chi vuole fare un serbatoio, scava la terra finché l’acqua vi si raccolga e vi resti. L’uomo leggero non sa mai quel che deve fare: è perpetuamente a mani vuote. L’uomo serio trova sempre di che occuparsi.

Come possiamo non pensare alle nostre nonne che avevano sempre qualcosa da fare? Non riposavano mai e anche quando riposavano ricamavano. Quando si sedevano, dopo aver fatto tutte le tantissime cose che facevano e si sedevano, non si imbambolavano davanti alla televisione come succede oggi, ma, ad esempio, iniziavano a ricamare o a lavorare a maglia o a lavorare all’uncinetto. Facevano dei ricami bellissimi! Mi ricordo che – non so se si usino ancora – a quei tempi c’erano dei fogli con sopra dei ricami che poi venivano impressi sulla stoffa – si sceglievano, ad esempio, dei fiori – che poi, seguendo la traccia del disegno, si ricamavano. Erano bellissime: delle lenzuola ricamate a mano stupende, delle federe dei cuscini bellissime. Oppure le nostre nonne lavoravano a maglia, facevano le sciarpe, i maglioncini, i cappellini, i guanti. 

L’uomo serio trova sempre di che occuparsi, non sta mai con le mani in mano, mentre l’uomo leggero vive nell’ozio, si annoia. L’uomo leggero si annoia, non sa che cosa fare, è a mani vuote, non costruisce niente.

Quando Dio forma un’anima di preghiera, le dà la facoltà di scrutare il proprio cuore, di trattenersi con se stessa; poi di comprendere i disegni e di scrutare le vie della Provvidenza. Maria, dal canto suo, tratteneva tutte queste cose e le meditava nel suo cuore. Abbiate dunque la serietà del carattere riguardo alla fede e alla coscienza della vita religiosa. È questa la grazia che dovete domandare. Nulla farete, se ne siete privi.

Quindi sapersi leggere dentro, saper fare introspezione, sapersi scrutare, saper stare da soli con noi stessi. Questo è il segno che Dio ci sta formando alla preghiera. Perché, sapete tutti, che la preghiera non è bla bla bla, bla bla bla… questa capacità, imitando la vergine Maria (Luca 2, 19), di ritenere in sé tutto quello che accade, di meditarlo nel cuore: se non si ha questo, non si va da nessuna parte.

La leggerezza è la causa prima, quantunque indiretta, di tutti i peccati, di tutti i difetti e specialmente della mancanza di spirito di preghiera.

Quindi, quando non c’è spirito di preghiera, è perché c’è una grande leggerezza d’animo. 

Adesso vediamo che cosa sia questo spirito di preghiera: cosa vuol dire “avere uno spirito di preghiera”?

La mancanza di spirito di preghiera: le adorazioni mal fatte, le dimenticanze della Divina Presenza, la familiarità sprezzante, il fare irriverente con nostro Signore non vengono che di là.

Quindi lo spirito di preghiera mancante si manifesta in queste cose che vi ho appena detto. Direi che basta che ci guardiamo nelle nostre chiese, a partire da noi stessi, e vediamo subito se noi sappiamo fare bene l’adorazione, se sappiamo fare bene la genuflessione davanti al Tabernacolo o se abbiamo un fare irriverente, una familiarità sprezzante con Gesù. Si capisce subito: basta guardarci.

Avete forse il cuore ben disposto, ma lo spirito leggero ha reso inutile questa buona disposizione. La Grazia è venuta, ma voi eravate altrove.

 Vedete quanto è importante lo spirito serio?

La leggerezza ci getta in continui imbarazzi, perciò quelli che hanno questo difetto e, insieme, cuore e zelo sono spinti dal demonio a gettarsi in mille piccole opere, buone sì, ma senza stabilità, affinché non possano più attendere a se stessi, imperocché egli è il padrone del terreno quando può gettare l’anima nella distrazione, imbarazzi, inquietudine a causa della molteplicità delle occupazioni.

Capite? Io posso avere anche delle buone intenzioni, ma se non ho stabilità, se non ho costanza, e se mi getto in tante cose inutili, che cosa ci va di mezzo? Ci va di mezzo il lavoro su me stesso, questo attendere a se stessi, e quindi vivo in mezzo a distrazioni, in mezzo a imbarazzi, in mezzo a inquietudini. Perché? Perché sono pieno di mille occupazioni.

È provato dall’esperienza che gli affari impediscono la calma necessaria alla vita di adorazione, sopratutto le uscite e le assenze fanno perdere la facilità di conversare con nostro Signore.

Sì, questo che cosa vuol dire? Vuol dire che anche chi lavora, per esempio chi lavora in mezzo alla gente, uno che fa il barista, piuttosto che l’infermiere, prima di andare poi a fare l’adorazione eucaristica, a pregare ha bisogno di una sorta di decompressione È un po’ come se dovessimo entrare in una sorta di camera iperbarica cioè, prima di iniziare la preghiera, facciamo un po’ di silenzio, raccogliamoci, raccogliamo tutte le nostre forze, raccogliamo lo spirito, mettiamoci nella calma interiore e quindi, poi, potremo fare la nostra adorazione.

Bene, adesso posso avvisarvi che con la prossima meditazione concluderemo la lettura di questo testo. È stato un testo veramente molto lungo e ci manca ancora un pochino: ci manca una meditazione che è abbastanza lunga che si intitola “Frutti e risoluzione degli Esercizi” però è l’ultima. Poi inizieremo una cosa nuova, sempre sul tema della Eucarestia. Non ci spostiamo da qui. Cambieremo e affronteremo argomenti nuovi. Intanto prepariamoci per la prossima volta, per domani, a cominciare a preparare il cuore, appunto, per concludere questi esercizi spirituali durati più di due mesi perché “dobbiamo andare a casa” diciamo così – con delle risoluzioni e dei frutti da portare da qui in avanti sempre.

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.

Amen.

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.

Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.