Il Salterio di Gesù e di Maria del Beato Alano della Rupe, parte 17

Il Salterio di Gesù e di Maria del Beato Alano della Rupe

Meditazione

Pubblichiamo l’audio del ciclo di meditazioni dal titolo: “Il Salterio di Gesù e di Maria del Beato Alano della Rupe” di lunedì 17 ottobre 2022

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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VANGELO (Lc 12, 13-21)

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse -: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

Testo della meditazione

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Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!

Eccoci giunti a 17 ottobre 2022.

Oggi festeggiamo sant’Ignazio di Antiochia, vescovo e martire 

Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal capitolo dodicesimo del Vangelo di san Luca, versetti 13-21.

Continuiamo la nostra meditazione sul testo del beato Alano; siamo arrivati ad affrontare il terzo Gioiello.

Terzo Gioiello. La grazia di ottenere le cose richieste: 

Così dice la Vergine:

Poiché hai offerto molto spesso a me il “Grazia”, per la quale io piacqui a Dio ed ho meritato a vantaggio del mondo, perciò do a te la grazia di ottenere ogni cosa, qualunque cosa, pregando, chiederai nel modo dovuto, e in seguito anche cose più grandi, di quelle che puoi desiderare”. Ed egli sperimentò spesso quella cosa nella vera realtà.

Quarto Gioiello. L’aiuto del Cielo. 

Poiché molto spesso hai offerto a me questo giglio del “Piena”, io, in quanto sono ripiena in tutte le mie potenze, le mie opere e le grazie, ecco allora concedo a te che dalla testa fino ai piedi, dentro e fuori, non vi sia in te parte o potenza, che possa non sentire il divino aiuto sia nel momento della gioia, che in quello della tristezza, come in ogni azione”. Ed avvenne proprio così. Sentì profondamente, infatti, spessissimo, in tutte le membra, una certa luce che si insinuava ed, in modo inspiegabile, lo conduceva alla conformità della volontà della Beatissima Trinità.

Quinto Gioiello. La Presenza di Dio. 

Poiché molto spesso hai offerto a me il giglio, del “Signore”, che è la stessa Beata Trinità, ecco per te ho ottenuto che il Signore Dio sia con te sempre presente”. Da allora vedeva in sé sempre la Beatissima Trinità, che lo assimilava, cosicché non vedeva più se stesso, ma essa. E lì vi sono tre Persone distinte, e l’una è tutta quanta nell’altra, e tutta è all’interno di essa, e qualsiasi cosa si veda in una, tutto si vede anche nell’altra. Ma questa visione non è legata all’immaginazione, e non è materiale, ma è propria della fede, la cui luce è più alta, di quanto lo sia la luce di ogni scienza creata. Così tuttavia sentiva e vedeva, secondo la propria maggiore o minore disposizione e devozione. Se talvolta, infatti, non era devoto, o era occupato in cose mondane, o era ozioso, la visione spariva per un po’ di tempo, poi pian piano ritornava come prima, non senza prima aver compiuto opere di devozione e di penitenza.

Questo è importante per la presenza di Dio, perché non essere devoto, vale a dire essere occupato dalle cose mandane, essere ozioso, comporta la sparizione della presenza di Dio. Per poi riaverla dobbiamo fare opere di devozione e penitenza, quindi, stiamo attenti quando ci distraiamo, siamo oziosi, non siamo devoti e ci buttiamo nelle cose del mondo, perché in quei momenti la presenza di Dio si nasconde e questo è un problema. Su questo quinto gioiello dobbiamo vigilare molto.

Sesto Gioiello. La Presenza dei Santi. 

Poiché tu hai offerto a me molto spesso il “Con Te”, per il fatto che fui il Tabernacolo della Santissima Trinità, ecco, io concedo a te, che tu veda dentro di te, e senta tutta la Corte Celeste, anzi anche tutto il mondo, in maniera distinta e chiara”. Ed avviene così. Vede dentro di sé i Santi, le Sante e gli Angeli, secondo il loro nome, verso i quali si volge con singolare devozione. E cosa singolare, sente con l’udito e vede una luce che lo illuminava, non senza una gran gioia, tuttavia anche con una gran contrizione.

Settimo Gioiello. Il modo d’esprimersi dei Santi. 

Poiché hai offerto a me il “Benedetto”, per il fatto che fu benedetto il mio modo d’esprimermi, ecco, concedo a te anche il modo di parlare mio e dei Santi, in modo che tu oda la nostra lingua”.

E avviene così. Sente in sé quasi sempre qualche parola, o del Padre, o del Figlio, o dello Spirito Santo, oppure di Maria, o dei Santi: né quella voce è legata all’immaginazione, o è materiale, ma di un’altra specie, chiara e distinta, che influisce sulla mente ed istruisce: in natura non conosco una cosa simile a questa.

Settimo Gioiello. Una certa Onniscienza.

 Poiché a me hai offerto spesso il “Tu”, che è la parola di chi espone, riferisce e sostiene, cose queste, che appartengono ai Dottori: esporre, riferire, sostenere le infermità del popolo; perciò, ecco, dono a te la scienza non acquisita con l’ingegno umano, ma concessa dalla mia grazia”. Da allora fu esperto e preparato in ogni scienza divina, morale e umana: né ebbe bisogno di libri per ricercare. Pregando, può trovare di più con la Beata Maria in breve tempo, che trattenendosi per tutto il giorno in un’ottima Biblioteca. Allo stesso la Beata Vergine rivelò pure le origini e le sottigliezze delle scienze: se gli uomini le conoscessero, disprezzerebbero le scienze umane, per la grandissima imperfezione che esse hanno.

Abbiamo tutti un po’ bisogno di onniscienza, sapete? Abbiamo bisogno di capire che stare con la Vergine Maria è meglio che stare in qualsiasi grande biblioteca del mondo… 

Nono Gioiello. L’Innocenza dalle donne. 

“Poiché hai offerto a me questo giglio “Tra le donne”, sottinteso Sante: non è una lode, infatti, essere benedetta fra le cattive, perciò, ecco, concedo a te questa grazia, che le donne non ti nuocciano mai, nemmeno minimamente. E poiché hai preso me in Sposa, ti concedo inoltre la presenza, l’aiuto e l’ossequio delle mie Damigelle, cioè tutte le Sante”. Onde molto spesso ho visto Sant’Anna con la figlia Maria, Santa Maddalena, Santa Caterina Vergine e Martire, e quella da Siena, e Agnese, e moltissime altre, non senza gran devozione ed Angelico diletto.

Decimo Gioiello. L’Eloquenza. 

“Poiché molto spesso hai offerto a me il “E benedetto”, che è il Verbo della Sapienza, perciò ecco concedo a te la Benedizione, perché nel tuo parlare e nel discorso tu senta la gloria celeste, e in questa tu veda le grandi cose di Dio. Ciò che, infatti, vedi in tutto te stesso, lo vedrai anche nella parola”. E così vedeva e sentiva. Poiché la SS. Trinità era vista da lui tutta nella stessa totalità, e tutta in qualsiasi parte di essa, ugualmente potente, ugualmente perfetta. A queste cose aggiunse la Beata Vergine: “Avrai questa grazia, affinché, quando preghi o insegni, se vigilerai con la dovuta fede e devozione, tu senta in te Cristo, che dice quelle cose che devi dire, e senta anche me, che rispondo a te sia che pregherai, sia che insegnerai, sia che leggerai”. E avvenne così. Nella parola, infatti, sentiva gioie spessissimo inspiegabili, non con il senso del gusto, ma in altro modo, che non si può esprimere. E questo accadeva specialmente dopo l’assunzione della SS. Eucaristia. 

Questa cosa è straordinaria: spesso sentiva molto percettibilmente proprio un uomo assimilato ed infuso in lui, che aveva la testa nella sua testa e le braccia nelle sue braccia, e così per le altre membra: secondo il detto di Sant’Agostino: Tu non cambierai me in te, ma tu ti cambierai in me. 

Con l’Eucarestia aveva l’esperienza della assimilazione, così come aveva il dono dell’eloquenza: che bello sarebbe se il nostro parlare fosse segnato da questa sapienza, da questa sintesi, da questa preziosità della parola che non va sprecata!

 E quest’uomo, assimilato in lui, proprio faceva ogni cosa, parlare, camminare, ecc., secondo il detto: Non siete voi a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Questo modo è difficile e faticoso, soprattutto quando mancano la devozione ed una grande Fede.

Ditemi: chi di noi non ha bisogno di tutti questi gioielli?

Undicesimo Gioiello. La Presenza di Cristo: 

Poiché mi hai offerto il giglio della Verginità, il “Frutto”, che è il Figlio mio, che è dentro ogni frutto dello Spirito Santo, e vuole per sé, tra le prime cose, il cuore e l’anima: infatti col cuore, più che con la carne, ho concepito: a Dio ho offerto la Verginità, ed ho ricevuto nel cuore Dio, che si vestì della mia carne. Perciò ecco ti concedo nel tuo cuore questa benedizione, perché tu in esso, avverta chiaramente la vita del Figlio mio tutto intero”. 

E sono avvenute queste cose. 

1. Infatti, nel suo cuore sente come un globo, dentro il quale guarda con meraviglia la vita del Signore Gesù, cioè l’Incarnazione, la Passione e la Glorificazione. E in seguito a ciò, il suo cuore è spinto sia verso la gioia, sia verso la compassione. 

E tutto questo per la preghiera del Santo Rosario…

2. Allo stesso modo nella profondità del proprio cuore, avverte chiaramente una luce straordinaria, da cui è meravigliosamente confortato a fare ogni cosa buona, a sopportare le avversità e a respingere i mali dell’ira, dell’accidia e delle rimanenti passioni. 

Se qualche volta questa luce si ritira, allora subito egli sperimenta di essere incapace in ogni cosa. Il dodicesimo, tredicesimo, quattordicesimo e quindicesimo Gioiello, lo Sposo già detto non li ha scritti. Non si conosce la causa: si crede che siano stati tanto segreti e sublimi, che giudicò che non dovessero essere manifestati ai mortali.

Ecco il Segreto del Re: noi abbiamo undici gioielli in totale; non conosciamo gli altri, o meglio li conoscerà chi sarà degno di conoscerli perché sono troppo preziosi. Beh, non è che questi non lo siano…magari possiamo pensare che questi ultimi gioielli siano ‘tipici’ di ciascuno di noi e non siano ‘generici’ e applicabili a tutti come gli altri.

Ora c’è un capitolo un po’ complesso, ma io ve lo leggo ugualmente perché, se anche è complesso, ci fa bene. Ciascuno potrà comprendere quello che può, ma credo che valga la pena di leggerlo.

Capitolo sesto

Come guardare alla Beata Vergine Maria, durante la preghiera. Rivelazione Mariana al BEATO ALANO.

Accadde, che la Beata Vergine Maria apparve al suo Novello Sposo che chiedeva: “Qual è il modo migliore per onorare la Madre di Dio e i Santi del Cielo?” A lui la Sposa: “Sposo mio, poni innanzi agli occhi della tua mente la mia figura e comprendila, non secondo l’esistenza puramente umana, o secondo natura, che è una realtà minimale, ma secondo un modo diverso di esistere, che ha quattro aspetti”.

Questo ci piace, ci fa riflettere: nessuno può insegnare la teologia alla Vergine Maria! Siccome c’è qualcuno che ha la ‘grande umiltà’ di voler insegnare la teologia alla Vergine Maria e di volerla anche correggere, soprattutto in quello che Lei ha detto a Fatima perché alcune cose non ci piacciono, allora facciamo vedere di che cosa è capace la Vergine Maria. Alcuni dicono: “Queste sono ‘devozioncelle’ per persone un po’ sempliciotte”; bene, adesso tocchiamo un po’ con mano queste ‘cose per sempliciotti’.

Sposo mio, poni innanzi agli occhi della tua mente la mia figura e comprendila, non secondo l’esistenza puramente umana, o secondo natura, che è una realtà minimale, ma secondo un modo diverso di esistere, che ha quattro aspetti”.

1. L’Essere nella grazia, poiché io sono il Tempio di tutte le grazie di Dio, ciascuna delle quali supera di gran lunga ogni grazia dei Santi. 2. L’Essere nella gloria, per mezzo del mio Cristo, che supera la gloria di tutti i Santi. 3. L’Essere, in parte, in Dio, perché senza dubbio nella mia anima abita la SS. Trinità, per essenza, presenza e potenza: così come pure nelle altre creature. Ma in modo più alto sta in me, per mezzo della grazia, per la quale io sono diventata il Triclinio della Santissima Trinità, per ciò che concerne la Natura, la Grazia e la Gloria. 4. L’Essere in sé, perché sono la Madre del Figlio di Dio”.

II. “Poiché pertanto in modo assoluto, le anime di tutti sono in Dio, così pure nel medesimo uomo vi è la mia immagine nel modo più assoluto. E quest’anima, così come è in Dio, non è altro che una immagine della realtà dello stesso Dio, tuttavia secondo una distinta natura, fin dove noi possiamo comprendere con la mente, riguardo a Dio. Perciò se tu mi vedessi in Paradiso, contempleresti in me l’esistenza secondo la Natura umana, la Grazia, la Gloria e la Trinità. In ciascuna di queste realtà, la prima è superata completamente da quella successiva”. 

Attenzione: adesso è Gesù che parla: 

Perciò la figura di Maria è ugualmente quadruplice: Naturale poiché è una realtà bellissima; Graziosa, poiché è una realtà ancor più bella; Gloriosa, quale cosa è più divina di questa? E infine Divina, poiché la SS. Trinità esistente in me, per il fatto che la perfezione esiste.

Maria è la Signora di tutte le cose esistenti nel mondo intero, e di tutte le cose che in esso sono conservate e governate, così come la prima nella perfezione, rispetto a tutte le creature. Maria è colei, che penso, conosco, amo in modo specialissimo, e voglio che sia pensata, conosciuta ed amata dai miei servi. Lei, infatti, è soprattutto la Madre di Dio, del Verbo Incarnato, affinché la sua natura fosse in me. A lei in primo luogo si riferisce l’Angelica Salutazione. Poiché la mia natura umana ha avuto la benedizione di avere Maria Madre di Dio, vivente in me. E questa mia realtà umana è assai importante, e per prima cosa deve essere compresa dalla mente. Come pure l’immagine di Cristo e dei Santi. 

Ora torna a parlare la Vergine Maria:

Da questo osserva davvero, o diletto mio Sposo, il seguente modo di pregare, memorabile per i secoli e meraviglioso a seguirsi, del mio Unigenito Figlio Gesù Cristo, per il progresso della tua anima”.

Come avrete capito, in queste parole si alternano la Vergine Maria e Gesù che stanno parlando insieme.

Questa parte un po’ difficile potrà essere ripresa così capiremo quanto Gesù tenga alla preghiera del Santo Rosario.

Ora vediamo il capitolo settimo.

Rivelazioni brevi fatte dalla Madre di Dio al beato Alano.

Alla SS. Trinità nulla si offre di più gradito da parte degli uomini, che la Lode nel Salterio, sia con il Salterio di Davide, in ogni Salmo del quale sono contenuti implicitamente tutto il Pater e l’Ave; sia in questo nostro Salterio di Cristo o di Maria. Perciò lodate il Signore e la Signora nel Salterio. 

Noi possiamo dire che, sia pregando i Salmi nel breviario sia pregando il Salterio di Gesù e di Maria, diamo la massima lode a Dio, alla Santissima Trinità.

Che questo poi piacesse molto a Dio, lo rivelò la Madre di Dio una volta al Venerabile Beda, a San Domenico, a Santa Caterina da Siena e recentemente a un suo novello Sposo, che era solito già da molto tempo recitare il Salterio. 

Anche così nel Coro recitava i Salmi, poiché s’immaginava che Cristo stesse alla destra dell’Altare, e la Beata Maria alla sinistra dell’Altare, verso i quali dirigeva con ardore in alternanza i Salmi. Così anche San Domenico era solito salmodiare. 

Nel recitare il Salterio di Maria poi, quello Sposo era particolarmente luminoso, di un’ammirevole letizia unita ad un’inesplicabile gioia. In tale circostanza accadde talvolta, che la Beata Sposa Vergine Maria si degnò di fargli molte brevissime Rivelazioni. Ed esse sono qui di seguito, e le parole sono della Madre di Dio.

I. “Maria SS, qualunque cosa avrà chiesto a Dio, senz’altro la otterrà: qualunque cosa, per quanto grande sia, tutte le volte e per quanto grande possa essere avverso alla richiesta”.

II. “Così ha ordinato Dio, che a nessuno sarà concessa la misericordia, se non per la forte preghiera di Maria Santissima”.

Quindi non avere amore per la Vergine Maria non è un bel segno…aveva ragione sant’Alfonso!

III. “Il mondo da molto tempo già sarebbe perito, se la Beata Maria con il suo soccorso non lo avesse sostenuto”.

IV. “A tal punto ama grandemente la salvezza di qualsiasi peccatore, che, se Dio lo permettesse, sarebbe pronta a sopportare ogni giorno le pene del mondo e dell’Inferno, eccetto il peccato, per la riparazione di ognuno. Perciò nessuno disprezzi i peccatori, che valgono tanto per la Madre di Dio”.

V. “Il più piccolo atto di pietà offerto alla Beata Maria, anche con un’unica Salutazione, vale più di mille volte di più della devozione offerta ad altri santi (facendo un paragone tra un Santo e la stessa), per quanto il Cielo è maggiore di qualsiasi stella”.

VI. “Dentro di lei c’è tanta più misericordia, che in tutti quanti i Santi”.

VII. “Nel Nuovo Testamento non c’è stato alcun Santo, la cui più grande opera non abbia mirato alla lode della Madre di Dio. Perciò San Domenico, San Francesco, San Vincenzo, San Tommaso, San Bernardo e altri  vissero assai devoti verso di lei nella devozione del Salterio”.

VIII. “Coloro che l’avranno servita costantemente nel Salterio, riceveranno qualche grazia speciale. Così San Domenico, San Francesco e altri hanno avuto il merito di diventare Fondatori di Ordini Sacri e San Domenico meritò di essere chiamato Figlio di Dio, Fratello di Cristo, Figlio e Sposo di Maria”.

IX. “Il Signore Gesù, quando si fa la Santa Comunione, una volta che le specie si consumano, non cessa di stare in colui che l’ha presa, permanendo la grazia. Anzi in un’anima pura la presenza di Cristo è migliore, che sotto le specie: poiché la finalità e la ragione di questo suo essere sotto le specie, è per stare nell’anima… 

San Tommaso dice che lo scopo della Comunione Sacramentale è proprio quello della Comunione Spirituale… vi ricordate che lo abbiamo già detto? E questo nonostante ci sia qualcuno che ogni tanto esce con qualche commento un po’… la mia nonna diceva: “Ricordati, Giorgio: meglio avere a che fare con un brigante che con un ignorante!”… parole sante perché con un ignorante non si può né  parlare né discutere: non capisce e non conosce niente e, in più, ha la superbia di voler insegnare agli altri dicendo cose che non stanno né in cielo né in terra come se fosse dottore in teologia, senza aver magari mai letto nemmeno tutto il  Catechismo!

Lo scopo di Gesù nella Comunione Sacramentale è quello di stare nell’anima ed è per questo che san Tommaso dice che, se non c’è la Comunione Spirituale, quella Sacramentale non ha alcun valore.

… E questa presenza nell’anima è tanto migliore della presenza nelle Sacre specie, quanto l’anima lo è in confronto alle semplici specie. Ma tuttavia in una forma sta nelle specie, e in un’altra nell’anima. Il novello Sposo, dopo la Comunione, sensibilmente e spiritualmente sente Cristo, vivo in sé. Allo stesso modo anche Santa Caterina da Siena e molti Santi”.

X. “L’Avvocata nostra, ama più di quanto qualcuno possa mai amare alcun altro”.

Bene, domani vedremo gli altri proseguendo nella meditazione.

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.

Amen.

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.

Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.

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