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Darsi totalmente – Il cammino di perfezione, S. Teresa di Gesù pt.106

Gesù tende la mano ad un bambino

Meditazione

Pubblichiamo l’audio della meditazione: Darsi totalmente – Il cammino di perfezione, S. Teresa di Gesù pt.106
Mercoledì 14 febbraio 2024 – Mercoledì delle Ceneri

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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VANGELO (Mt 6, 1-6. 16-18)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Testo della meditazione

Scarica il testo della meditazione in formato PDF

Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!

Eccoci giunti a mercoledì 14 febbraio 2024. Festeggiamo quest’oggi i santi Cirillo, monaco, e Metodio, vescovo, patroni d’Europa. E oggi è anche il Mercoledì delle Ceneri, quindi da oggi inizia il tempo della Quaresima.

Volevo dirvi una cosa importante, che è questa: oggi siamo chiamati a fare digiuno e astinenza.

Si ha questo obbligo del digiuno dai diciotto anni compiuti e l’obbligo termina a sessant’anni incominciati. La regola del digiuno obbliga a fare un solo pasto durante la giornata, però non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera; l’acqua e le medicine, sia solide che liquide, possono essere assunte tranquillamente. 

Mentre la regola dell’astinenza prevede che si eviti l’uso della carne, però, si possono usare le uova, i latticini e qualsiasi condimento, anche di grasso animale. Alla legge dell’astinenza sono tenuti coloro che abbiano compiuto i quattordici anni, e poi non c’è un limite, perché per un giorno si può tranquillamente mangiare uova, pesce e formaggio senza nessun problema.

L’altra cosa che volevo dirvi è quanto dice Gesù a Suor Josefa Menéndez nel testo Colui che parla dal fuoco, nel quale Gesù invita a fare questa pratica dal Mercoledì delle Ceneri fino a Giovedì Santo compresi. Gesù disse:

“E ora ecco che cosa farai per consolarmi dei peccati del mondo, soprattutto di quelli delle mie anime consacrate: durante la Quaresima reciterai ogni giorno il Miserere — che è il salmo 50 — con vera umiltà aggiungendovi il Pater.”

“Ti prostrerai a terra tre volte durante lo spazio di un’Ave Maria, per chiedere perdono e misericordia a nome dei peccatori e con questa stessa intenzione farai le penitenze che ti verranno permesse.”

Anche se non è obbligo, mi sembra veramente una pratica molto, molto bella.

Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal sesto capitolo del Vangelo di san Matteo, versetti 1-6 e poi 16-18.

Continuiamo la nostra lettura e meditazione del libro di Santa Teresa di Gesù, Cammino di perfezione. Scrive così Santa Teresa:

2 — Ecco — salvo uno migliore — il pensiero che mi viene in questo istante. Il buon Gesù, considerando ciò che aveva promesso in nome nostro, notò i grandi vantaggi che ci sarebbero venuti dall’osservare la sua parola. Constatò, inoltre, come più sopra abbiamo detto, le difficoltà che in far questo avremmo dovuto superare, perché troppo deboli, troppo attaccati alla terra, di poco amore e senza coraggio. Egli ci avrebbe dovuto eccitare col metterci innanzi il suo amore per noi; ma siccome avrebbe dovuto far questo, non una volta, ma tutti i giorni, prese la risoluzione di rimanere sempre fra noi. — Capite? Così dice: “Io ci sono sempre” e siamo a posto — La cosa era di un’importanza e di una gravità eccezionale, e per questo ha voluto che ci venisse concessa dal suo Eterno Padre. Il buon Gesù sapeva benissimo che il Padre avrebbe gradito e ratificato nel cielo quanto Egli avrebbe fatto sulla terra, poiché fra loro sono una medesima cosa e hanno una sola volontà; ma nella sua grande umiltà volle prima domandar licenza a suo Padre, di cui sapeva di essere l’amore e la delizia.

Bellissima, questa cosa: anche se ha la medesima volontà, Gesù domanda la licenza. Ma pensate che rapporto d’amore incredibile, per noi inimmaginabile: un rapporto d’amore, di affidamento, di dipendenza… bellissimo! “Comunque domanda licenza al padre”, anche se sa benissimo che lui è il figlio primogenito, il figlio unigenito, è tutto, no? È Dio, come il Padre, però: “chiede licenza”.

Comprendeva ancora che detta supplica era più audace delle altre, perché prevedeva fin d’allora la sorte che avrebbe incontrato fra gli uomini…

E qui, adesso, fate attenzione di quante volte — io ne ho contate sette — Santa Teresa, in poche righe, parlerà, diciamo così: del male (per non ripetere quello che lei dirà tra poco) che investirà Gesù Eucarestia. Quindi:

… detta supplica era più audace delle altre, perché prevedeva fin d’allora la sorte che avrebbe incontrato fra gli uomini, i disonori e gli oltraggi che vi avrebbe sofferto.

Pensate: lui viene per stare con gli uomini e deve incontrare sofferenza, oltraggi, disonore… incredibile. Chi di noi andrebbe in casa di qualcuno, sapendo che deve ricevere disonori e oltraggi, e deve soffrire? Nessuno. Gesù lo fa; ecco perché è ancora più audace, questa richiesta.

3 — O Signore, qual è il padre che avendoci già dato suo figlio, e un tal figlio, possa permettere, dopo averlo veduto così indegnamente maltrattato, che rimanga ancora in mezzo a noi per soffrire ogni giorno nuovi generi di strapazzi? — E siamo nel 1500, chissà oggi cosa scriverebbe Santa Teresa… Son domande che mi sembra giusto farci — Nessun altro, o Gesù, fuorché il vostro. E non sapevate Voi a chi vi rivolgevate con le vostre domande? O Dio mio! Che eccesso di amore in quel Figlio! E che eccesso pure in quel Padre! Tuttavia, del buon Gesù non mi meraviglio tanto. Egli aveva già detto: Fiat voluntas tua; e non essendo debole come noi, doveva mantenere la parola con la perfezione di un Dio. Sapeva che per compiere la volontà del Padre, doveva amarci come sé stesso, e perciò volle compirla nel miglior modo possibile, malgrado ogni sua più dura sofferenza. Ma voi, o Eterno Padre, come avete potuto acconsentire? Perché avete voluto che vostro Figlio fosse ogni giorno in balìa di gente così perversa come noi? — Vedete? “Come avete potuto acconsentire e come avete ʻvolutoʼ che lui fosse in balia nostra” — L’avete già voluto una volta con acconsentire alle sue domande, e avete veduto in che modo fu trattato. Ed è possibile che la vostra tenerezza permetta che sia esposto ogni giorno — sì, dico ogni giorno — a tanti maltrattamenti? Oh, quanti se ne devono fare ai nostri giorni a questo divinissimo Sacramento! In quante mani nemiche siete Voi costretto a vederlo! Quante irriverenze, specialmente da parte degli eretici!…

Eh già. Vedete come già al tempo di Santa Teresa era presente, terribilmente presente, questa drammatica situazione di oltraggio eucaristico, di dimenticanza eucaristica.

4 — E come mai, o Eterno Signore, avete potuto accogliere la sua domanda? Perché l’avete Voi esaudita? Deh! Non lasciatevi abbagliare dall’amore che vostro Figlio ci porta, perché Egli, pur di compiere in tutto la vostra volontà e lavorare alla nostra salute, si lascerebbe metter in brani ogni giorno! Spetta a Voi ad averne pensiero, perché per conto suo non si cura di nulla. Possibile che ogni nostro bene ci debba sempre venire a sue spese?

Questo è verissimo: Gesù non fa conto di nulla, e poi, ogni bene che riguarda noi, deve sempre venire a spese di lui. E mi chiedo, perché? Noi siamo un po’ abituati dal nostro stile di vita, a far sì che il nostro bene consista nel far stare male gli altri. Non so… È una cosa che con Gesù accade in un modo veramente singolare, proprio terribile. E non è giusto, perché se io, per star bene, devo sapere che un altro sta male… Viene da chiedersi: “Scusami, ma perché?” E poi è sempre Lui che deve pagare, è proprio una cosa brutta.

Forse perché sopporta tutto in silenzio, non parla mai per sé stesso, ma sempre e soltanto per noi? — chiede lei — Forse per questo non dev’essere alcuno che prenda le difese di questo mansuetissimo Agnello?

Eh, beh, no! Non è giusto; questo proprio non è giusto. Quindi: impariamo a difendere questo mansueto agnello, impariamo a difendere Gesù nell’Eucarestia; come? Non facendo le crociate, ma cominciando da noi stessi, cominciamo ad avere l’atteggiamento giusto, corretto, verso l’Eucarestia: rispettoso, devoto; cominciamo da qui.

Non posso dispensarmi dall’ammirare come sia soltanto in questa petizione che Egli ripete le medesime parole. Infatti, prima dice e domanda che questo pane ci venga dato ogni giorno; poi aggiunge: Daccelo oggi, o Signore! E ripete il nome di suo Padre. Questo è come dirgli che, avendocelo già dato una volta sino ad abbandonarlo alla morte per noi, è ormai nostro, e quindi non ce lo tolga più sino alla fine del mondo, ma ce lo lasci per potercene servire ogni giorno. Questo pensiero, figliuole mie, vi riempia di tenerezza e v’infiammi d’amore per il vostro Sposo. Qual è lo schiavo che goda di ricordare la sua condizione? Eppure il buon Gesù sembra che se ne vanti.

Eh, certo, altro che tenerezza, altro che amore, dovremmo essere prostrati tutto il giorno.

5 — Come dev’essere grande, o Eterno Padre, il merito di questa umiltà! E noi con che tesoro abbiamo comperato vostro Figlio? Quando si trattò di venderlo, sappiamo che bastarono trenta denari, ma per comprarlo non vi è prezzo che basti. In questa preghiera Egli si fa un tutt’uno con noi, in quanto è partecipe della nostra stessa natura; ma come arbitro della sua volontà, fa conoscere al Padre che anch’egli può fare quel che vuole, e che quindi vuol donarsi a noi. Per questo dice: Padre nostro. Non fa alcuna differenza tra sé e noi, mentre noi, purtroppo, la facciamo tante volte, rifiutandoci di darci a Lui ogni giorno.

Ecco, quindi quando diciamo: pane nostro quotidiano, mi raccomando, soffermiamoci bene a pensare a tutto questo che vi ho appena letto.

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.
Amen
Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.
Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.

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