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Qual è il tuo prezzo?

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di lunedì 18 aprile 2022

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Scarica il testo della meditazione [udesign_icon_font name=”fa f-file-text” size=”1em”]

Qual è il tuo prezzo?

Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!

 

Eccoci giunti a lunedì 18 aprile 2022, Lunedì dell’Angelo, così tutti lo conosciamo e lo chiamiamo.

Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal capitolo XXVIII di San Matteo.

Ieri abbiamo celebrato la Santa Pasqua, abbiamo ormai concluso il tempo solenne della Quaresima e adesso iniziamo il tempo altrettanto solenne della Pasqua. Siamo nell’Ottava di Pasqua (come c’è l’Ottava di Natale, c’è l’Ottava di Pasqua), quindi, per otto giorni gusteremo, contempleremo, vivremo questa bellissima atmosfera della Pasqua, domenica avremo poi la Festa stupenda, meravigliosa della Divina Misericordia; allora viviamo questi otto giorni, questo ottavario, accompagnati dalla bellezza della Parola di Dio, che oggi ci raggiunge con questo Vangelo, tratto dal capitolo XXVIII di San Matteo, versetti 8-15.

Che cosa succede in questo Vangelo?

Le donne abbandonano il sepolcro vuoto (Gesù non c’è più) con questo senso di timore, perché, un sepolcro vuoto, cosa vuol dire? È segno di che cosa?

Il sepolcro, vuoto di Gesù, è segno di vita, di speranza, di carità; in questo sepolcro vuoto noi abbiamo proprio la presenza delle tre Virtù Teologali.

Un sepolcro, vuoto di morte, un sepolcro svuotato dalla morte (nel senso che la morte è stata strappata via), è riempito di vita, vi è un’assenza di quel corpo morto, un’assenza che vuol dire presenza; l’assenza di Gesù da quel sepolcro vuol dire: “Io vivo”, “Io vivo e voi vivrete”.

Quindi, la non comprensione immediata di tutte queste cose, ovviamente, genera timore, ma allo stesso tempo genera anche una grande gioia, perché si capisce che qualcosa di straordinario è accaduto, per cui le donne corrono a dare l’annuncio ai discepoli, i quali non sono lì.

Ed ecco Gesù, che viene loro incontro:

«Salute a voi!»

Cosa fanno le donne?

Qual è l’atteggiamento, il comportamento davanti a Gesù Risorto?

Davanti a Gesù Risorto: ci si avvicina, si abbracciano i piedi e Lo si adora… interessante… Ci si avvicina, si abbracciano i piedi e Lo si adora…

Vedete la delicatezza, la sacralità di questo comportamento…

In nessun modo si percepisce in questi tre movimenti, in questi tre verbi, quella confidenzialità da “amiconi”, ma si percepisce un grandissimo rispetto, una grandissima consapevolezza di chi è Gesù.

“Gli abbracciarono i piedi”.

Nessuno di noi abbraccia i piedi di qualcuno; credo di poter dire, senza timore di smentita, che nessuno di noi abbia mai abbracciato i piedi di qualcuno per salutarlo.

E Lo adorano, prostrate, perché per abbracciare i piedi devo prostrarmi, non basta mettermi in ginocchio, devo quasi toccare con la testa il suolo.

“E Lo adorarono”

Questo è l’atteggiamento delle donne davanti a Gesù Risorto.

Ora, se noi prendiamo questo comportamento, indiscutibilmente evangelico, e lo mettiamo a confronto con il nostro comportamento davanti a Gesù Eucarestia, presente nel tabernacolo, possiamo dire che: «…»

Ciascuno metterà ciò che gli è proprio.

Se non è così, non è molto evangelico, non rispecchia il comportamento delle donne, immediatamente dopo la resurrezione di Gesù; vuol dire che è un comportamento altro, che ci saremo inventati noi, che verrà da qualche strana teoria, da qualche strana lettura, ma non è evangelico.

E la risposta di Gesù (perché capite che non si parla solo con la lingua, ma si parla anche con il corpo), di fronte a quel linguaggio corporeo, è questa:

«Non temete»

e subito le fa annunciatrici, devono andare dai discepoli per dire…

Qui, di nuovo, ci troviamo di fronte al comportamento ideologico di profonda durezza di cuore degli anziani.

C’è un’insipienza, c’è una insipienza collegata all’età avanzata, età in cui anche il grandissimo Salomone compie l’atto più abominevole della sua vita. Il grandissimo, il saggissimo Salomone (mai nessuno prima di lui, dopo di lui, così saggio e così sapiente) compie l’atto più abominevole della sua vita, da anziano, quello cioè di cadere nel peccato di idolatria, il peccato più grave in assoluto, capite? Lui, che aveva ricevuto da Dio il dono della sapienza, ebbene, proprio lui, nell’età avanzata, dice la Scrittura, compie l’atto più abominevole che si potesse compiere.

E qui, anche qui, abbiamo questi anziani, così come i due persecutori della casta Susanna, i due vecchioni della casta Susanna, che cercano di insidiarla e poi la vogliono far condannare a morte.

Dobbiamo stare attenti all’età avanzata, perché porta in sé un qualcosa di molto pericoloso, ci si può giocare tutto e perdere tutto, quando si è anziani.

Bisogna stare molto attenti, bisogna rimanere molto umili, perché il conforto degli anni non diventi un rischio o, ancora peggio, un’occasione di peccato, quindi di caduta rovinosa nella superbia.

Uno dice: «Eh… io sono anziano, io ho fatto tanta esperienza, io conosco, io di qua e io di là…»

Stiamo attenti! Stiamo molto attenti!

È l’età, io credo, più delicata in assoluto; non è la giovinezza, che è piena di entusiasmo, piena di bella idealità, di audacia, di energia, di voglia di fare… Stiamo attenti all’anzianità!

Bisogna essere molto prudenti e conservare bene, custodire bene tutto ciò che abbiamo messo insieme, abbiamo ricevuto nella nostra vita.

E così, questi malvagi decidono, ancora una volta, di utilizzare i soldi per vendere la verità e comprare la menzogna, e i soldati, ovviamente, accettano, e quindi comprano la calunnia.

Dovremmo chiederci se anche noi abbiamo un prezzo.

Voi direte: «Padre, cosa sta dicendo?»

Eh… cari, più di qualcuno disse: «Ognuno ha un prezzo, ognuno di noi ha un prezzo», bisogna solamente trovare quello giusto e nella forma giusta.

Non è per forza un prezzo in soldi, ci sono molti modi di pagare, e ci sono molti modi per comprare… qual è il nostro prezzo?

Non facciamo tanto i “santini”, sapete, non facciamo quelli che non siamo! Anche noi abbiamo un prezzo, tutti noi abbiamo un prezzo, qual è il tuo prezzo?

Perché, se non ci è chiaro qual è il nostro prezzo, ogni giorno rischiamo di essere comprati; noi dobbiamo sapere qual è il nostro prezzo, proprio per lavorare su questo aspetto fragilissimo della nostra vita, per pregare, per supplicare lo Spirito Santo di estirpare dal nostro cuore, dalla nostra mente, questa disponibilità ad essere venduti.

Magari la paura della morte potrebbe essere il nostro prezzo, no?… Così, per esempio.La paura di morire… è un prezzo interessante, quindi, pur di non…

Ce ne sono di prezzi… Il che vuol dire che, quando si tocca quell’aspetto, io sono pronto a rinnegare tutto e tutti, a partire da Gesù Cristo.

La paura di morire è un prezzo condiviso.

La paura di perdere il consenso, la bramosia della carriera, dell’accettazione sociale, del potere, e via di seguito…

Ce ne sono tanti, non entro nel merito; potrei farlo, ho in mente dei dettagli molto, molto, molto precisi, anche molto attuali, ma non lo faccio. Non lo faccio perché, sapete, mi piace sempre guardare, quando posso…

Cleonice Morcaldi, la figlia spirituale di Padre Pio, chiedeva un giorno a Padre Pio se è un peccato mettersi a fare i biscotti, perché lei si riposava un po’ cucinando i biscotti, che io presumo, ovviamente che poi dava un po’ anche a Padre Pio. Allora Padre Pio le rispose: «Guarda, un conto è fare i biscotti per i biscotti, e un conto è fare i biscotti per riposare lo spirito».

Bellissimo… guardate, quell’uomo era veramente geniale, proprio geniale.

Quando ci penso, stare accanto a Padre Pio, secondo me, era come abitare sulle vette dell’Himalaya. Sapete, quel senso… Sarà capitato a ciascuno di noi di andare su una bella montagna, alta tremila metri, e uscire di notte, quando tutti dormono, quando magari nevica e si sente solo il rumore della neve…

A me capita quando apro le mie finestre qui, soprattutto d’inverno o nei giorni ventosi; qui a Villa Pamphili c’è sempre un vento abbastanza discreto, allora, quando posso, quando magari mi sveglio e allora apro un attimo le finestre e fuori c’è un silenzio… senti quest’aria fresca, frizzante, che sa anche un po’ di bosco, che ti raggiunge, e la sensazione che si ha è questa sensazione di aria, di libertà, di pienezza, di bellezza, di gusto: io penso che stare accanto a Padre Pio era questo. Tu respiravi quest’aria di bellezza, quest’aria che ti riempiva i polmoni.

Quando assaporo l’aria qui a Villa Pamphili dalla mia finestra, mi sembra quasi di mangiarla, l’assaporo a bocca aperta e dico: «Mamma, come è buona quest’aria!»

Come quando si è al mare o in montagna, che senti questa brezza e la vorresti mangiare, perché senti questa fame di aria…

Stare accanto a Padre Pio voleva dire, secondo me, sentire questa fame di libertà, di umanità, di spiritualità, di divinità… bellissimo…

Ecco, quindi, noi dobbiamo appunto chiederci: «Ma io, fin dove sono disposto…»

Scusate, adesso mi sono perso… quando inizio a parlare di Padre Pio, poi mi va insieme la testa e mi dimentico di quello che stavo dicendo, ma dopo lui mi aiuta.

Stavo dicendovi che potevo entrare nei dettagli, ma non lo faccio.

Mi sono venuti in mente questi documentari sulla natura, ecco perché ho parlato delle montagne, di Padre Pio e di Villa Pamphili. Ogni tanto, appunto per riposare lo spirito, come Padre Pio diceva a Cleonice Morcaldi, guardo qualche pezzettino di questi bei documentari, ne fanno di bellissimi, sulla natura, sul mare o le montagne, bellissimi.

Mi colpisce sempre, per esempio, se voi guardate quelli dei cervi, la prudenza somma di queste bestioline, come sono sempre guardinghe, attente, e sembra che captino il pericolo. Magari si avvicinano a qualcosa di pericoloso, tipo una tagliola, e ci passano intorno, non ci mettono sopra le zampe; lo sentono con il loro naso, lo guardano, poi lo sentono, poi alzano gli occhi e si guardano in giro, qualcosa non li convince e vanno via…

Ecco, per questo non parlo di quelle cose, perché ho capito che ci sono anime, diciamo poco oneste, maliziose, che mettono tagliole dove non dovrebbero esserci, e le coprono con le foglie secche del bosco per far pensare: «Stai tranquillo, ci mancherebbe, anzi…»

Anche se uno è un Bambi, anche se uno è un cerbiatto piccolo, giovane, senza grande esperienza, beh… però il suo istinto gli fa dire: «No, no, non mettere la zampina lì, vai altrove, non serve, c’è pericolo».

Allora, rendiamo un po’ più difficile e complicata la vita ai maliziosi, così nelle loro tagliole, se vogliono, ci mettono loro i loro piedi, ma i Bambi vanno altrove…

Quindi, metterete voi i dettagli, perché non siete assolutamente carenti di capacità di lettura della realtà.

E lavoriamo sul nostro prezzo… dobbiamo stare attenti a non farci comprare, dobbiamo stare attenti a non svenderci, molto attenti a non darci in mano ai nemici, e dire: «No, la verità è la verità, e io non la vendo. Mi spiace… perché non ho prezzo. Non ho prezzo, perché la verità non ha prezzo, non c’è niente di più importante di ciò che è vero, di ciò che è giusto, e bisogna essere pronti anche a pagare di persona, come hanno fatto tanti Santi».

Bene, io vi auguro di trascorrere una bellissima Pasquetta, così si chiamano anche i Lunedì dell’Angelo. Vi auguro di poter avere una giornata bella.

Non so dove siete, dove sarete, nelle varie zone d’Italia e del mondo, e vi auguro una giornata bella, solare, ma soprattutto una giornata piena di Dio, dell’Angelo e degli Angeli che Dio ha messo accanto a voi nella vostra vita.

Gustate le belle compagnie, le belle presenze, assaporatele fino in fondo, e fatele diventare un bagaglio, un tesoro prezioso della vostra esistenza.

Quindi, di cuore, vi benedico.

 

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.

Amen.

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.

Sia lodato Gesù Cristo, sempre sia lodato.

 

 

VANGELO (Mt 28, 8-15)

In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi.

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