Ciclo di catechesi – “La forza del silenzio” – Lezione 1

Ciclo di catechesi - “La forza del silenzio" - Lezione 1

Catechesi di lunedì 3 settembre 2018 – Prima catechesi del ciclo

Ciclo di catechesi “Mi baci con i baci della sua bocca! Sì, le tue tenerezze sono più dolci del vino.” (Ct 1, 2)

Lettura commentata del testo “La forza del silenzio” di S.E. Rev.ma Card. Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Relatore: p. Giorgio Maria Faré

Ascolta la registrazione della catechesi:

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Testo commentato durante la lezione:

Gli amici di Dio diventano medici delle anime

Dalle lettere di Sant’Ammonio, eremita

(Lett. 12: PO 10/6, 1973, 603-607)

Carissimi nel Signore, voi sapete che dopo la trasgressione del comando (cfr. Gen 3,1-7), l’anima non può conoscere Dio se non si tiene lontana dagli uomini e da tutte le occupazioni. Allora infatti essa vede quanto le si oppone il suo avversario. Avendo visto l’avversario che lotta con lei e dopo averlo vinto, allora Dio abita in lei, ed ella passa dalla tristezza alla gioia e all’esultanza. Se invece è sconfitta nella lotta, vengono in lei tristezza e tedio, con molte altre afflizioni di generi diversi. Per questo i Padri nel deserto conducevano vita solitaria, ora come Elia il Tisbita, ora come Giovanni il Battista. Non pensiate che essi abbiano operato la giustizia tra gli uomini perché fossero giusti, ma prima si ritirarono in un grande silenzio e per questo ricevettero le virtù divine, perché Dio abitava in loro. Solo allora Dio li mandò tra gli uomini, dopo cioè che avevano acquistato ogni virtù, per essere dispensatori di Dio e risanare le infermità di quelli. Erano infatti medici delle anime, volendo risanare le loro infermità. Quindi, per questo motivo, strappati dal silenzio, sono mandati agli uomini, ma solo allora sono mandati, quando ogni loro infermità è stata sanata. Non è possibile infatti che un’anima sia inviata agli uomini per la loro edificazione mentre intrattiene ancora delle imperfezioni. Quelli che partono prima di aver raggiunto la perfezione, vanno di loro proprio arbitrio, non per volontà di Dio. Costoro, Dio li rimprovera dicendo: «Io non li ho mandati, ed essi correvano» (cfr. Ger 23,21). Perciò, se non riescono a custodire la propria anima, tanto meno potranno edificare quella degli altri.

Quelli invece che sono mandati da Dio, non si allontanano volentieri dal silenzio. Sanno infatti che nel silenzio hanno acquistato la virtù divina. Ma per non essere disobbedienti al loro Creatore, partono per l’edificazione spirituale, imitando il loro stesso Signore, come il Padre ha mandato dal cielo il suo vero Figlio per risanare tutte le malattie e le infermità degli uomini. Sta scritto infatti: «Egli prese i nostri dolori e portò le nostre infermità» (Is 53,4). Per questo, tutti i santi che vanno tra gli uomini con l’intenzione di risanarli, imitano il Creatore, facendo sì che diventino degni dell’adozione a figli di Dio, e come è il Padre e il Figlio così siano anch’essi nei secoli dei secoli.

Ecco, carissimi, vi ho spiegato il valore del silenzio, come esso sia in tutto risanatore e gradito a Dio. Perciò vi ho scritto perché vi mostriate forti in ciò che avete intrapreso e sappiate che tutti i santi hanno progredito grazie al silenzio: per esso la virtù divina abitò in loro e insegnò loro i misteri celesti, e grazie ad esso hanno annientato tutto ciò che in questo mondo è decrepito. E chi vi ha scritto queste cose, è per esso che è giunto a questo grado.

Tuttavia in questo nostro tempo ci sono molti anacoreti che non riescono a perseverare nel silenzio, perché non sono riusciti a vincere la loro propria volontà. E perciò stanno sempre in mezzo agli uomini, perché non vogliono disprezzare se stessi, fuggire la frequentazione del genere umano e avere il combattimento spirituale. Per questo, abbandonato il silenzio, si consolano stando con i loro vicini per tutto il tempo della vita. E perciò non hanno ricevuto la soavità divina, né abita in loro la virtù divina. Quando essa si presenta loro, li trova che si consolano con le cose di questo mondo, nelle passioni dell’anima e del corpo, e così essa non può scendere su di loro. Anche l’amore del denaro, la vana gloria degli uomini e tutte le malattie dell’anima e le occupazioni non permettono alla virtù divina di scendere su di loro.

Voi invece mostratevi forti in ciò che avete intrapreso. Coloro infatti che abbandonano il silenzio non possono vincere le loro passioni né possono lottare contro il loro avversario, essendo schiavi delle loro passioni. Voi invece vincete le vostre passioni, e la virtù divina sarà con voi.

Informazioni

Le catechesi di p. Giorgio Maria Faré si tengono ogni lunedì alle 21 presso il Convento dei Padri Carmelitani Scalzi di Monza, con ingresso dal parcheggio di Via Boito 2.

La catechesi è preceduta da un momento di preghiera a partire dalle ore 20.00. È anche possibile confessarsi dalle ore 20.00 alle 20.45.