S. Tommaso Apostolo – Presunzione, sfiducia e dubbio: la chiusura di un cuore senza fede

S. Tommaso Apostolo - Presunzione, sfiducia e dubbio: la chiusura di un cuore senza fede

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia di venerdì 3 luglio 2020 – Festa di S. Tommaso Apostolo

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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PRESUNZIONE, SFIDUCIA E DUBBIO: LA CHIUSURA DI UN CUORE SENZA FEDE

Come abbiamo detto quest’oggi celebriamo la festa di S an Tommaso Apostolo e anche il 1° Venerdì del mese. Celebriamo San Tommaso e il Sacro Cuore di Gesù, non potrebbe esserci combinazione più felice. Tommaso rappresenta in qualità di Apostolo, con la sua incredulità, l’incredulità dei diffidenti e dei presuntuosi nella fede. Diffidente e presuntuoso vanno sempre insieme, il presuntuoso sarà sempre un diffidente e il diffidente è un presuntuoso. Colui che non si fida, colui che vive nel sospetto, nel dubbio, colui che ti guarda e un pò si dà e un pò no, colui che ci crede ma non fino in fondo, colui che fa finta di essere e non è, è sempre un presuntuoso, perché presume che la conoscenza della sua mente produca un’evidenza e quindi un’esperienza superiore all’evidenza e all’esperienza data da colui che ha davanti, come adesso vedremo.

TommasovienesoprannominatoDidimo,chevuoldire“ gemello e Tommaso era veramente il fratello gemello dei miscredenti futuri, dei razionalisti che non ragionano, e soprattutto di quelli che non credono al soprannaturale, pretendendo di toccarlo con la mano.

Quante volte anche noi vogliamo toccare con la mano l’amore, la fede, la disponibilità, la fiducia degli altri; quante volte noi vogliamo affondare le nostre mani nella carne spirituale di coloro che ci amano, quante volte noi ci macchiamo le mani di sangue, del sangue delle persone che ci vogliono bene, perché noi vogliamo entrare fin nel midollo per vedere se questo amore è vero, e non siamo sazi fino a quando non siamo pieni del loro sangue. Quante mamme, quanti papà sanguinanti, quanti sposi e quante spose e quanti figli, quanti preti sanguinanti perché noi dobbiamo mettere le nostre mani nel fianco, dobbiamo avere la prova sanguinante del loro amore.

La Vergine Maria, che è l’immagine meravigliosa esattamente del contrario di San Tommaso, sapeva per esperienza che non si compiono mai i disegni di Dio se non si crede, e Santa Elisabetta aveva riconosciuto in questo il segreto della sua grandezza:

“Beata te che hai creduto, perché così si compirà in te quello che ti è stato detto dal Signore, perché hai creduto”

Tommaso, privo del dono dello Spirito Santo, della potestà che Gesù aveva dato agli Apostoli, soffiando su di loro, immischinito dentro all’incredulità, sterpo sterilissimo, infecondo. Chi non ha fede dà solo spine, non dà figli, non produce.

Gesù flagellato, crocifisso, traforato, inchiodato, dissanguato ì, che ha creato l’Eucarestia, Gesù spirato, non è stato sufficiente a far nascere la fede in questo cuore. Solo a pensarci c’è da morire! Neanche una morte così cruenta, neanche un amore così estremo sono stati sufficienti per questo cuore, per dire:

“Credo”

Noi alle volte ci fermiamo disorientati e diciamo:

“Cosa devo fare ancora per farti credere che ti voglio bene?”

Siamo dei poveri illusi. Non c’è niente di più che tu debba fare, perché non dipende da te la fede di quel cuore, se quel cuore non è capace di credere, neanche se tu ti dissangui sulla Croce e muori crocifisso, sarà sufficiente per far nascere in lui la fede. Non c’è niente di sbagliato in te. Quante mamme e quanti papà disperati, perché non sanno più che cosa devono fare per questi figli meschini! Non devi fare più niente, perché qualunque cosa tu abbia in mente di fare, comunque non sarà sufficiente. Quando un cuore è incredulo, quando un cuore è immerso nella superbia e nella presunzione del dubbio, tu non puoi fare niente, puoi solo pregare.

Quale gioia per gli Apostoli, quale sorpresa per Tommaso questo arrivo di Gesù a porte chiuse. E’ bellissima questa scena. Dopo otto giorni Gesù arriva, lo ha lasciato immerso nelle sue tenebre del dubbio, della sfiducia, e dell’incredulità per otto giorni. Gli altri sono stati immersi nel dolore per vedersi accanto un fratello conciato così. Possiamo immaginarci che Tommaso si volta, vede, riconosce Gesù, resta allibito, forse si spaventa, forse si turba, forse prova vergogna, imbarazzo per quello che aveva nel cuore e per quello che aveva davanti.

Gesù dice:

“La pace sia con voi”

In un solo istante, tutta la superbia, tutta la presunzione, tutta la tracotanza di questo Apostolo, crollano, e nel cuore comincia a sorgere un tumulto di amore e umiliazione profondissima, davanti alla Presenza meravigliosa di Gesù risorto. Gesù lo chiama a sé, lo invita a fare quello che lui aveva detto, e esigito:

“Metti il dito nelle mie Piaghe e la mano nel mio Costato, e non essere più incredulo ma credente”

Di fatto il testo non ci dice se Tommaso lo ha fatto oppure no, però possiamo pensare, per i verbi che usa, che il Signore lo abbia costretto.

Non avere fede, vivere nel dubbio, nutrire sospetti verso gli altri e verso Dio, è la cosa più difficile e più irrazionale che ci sia, perché noi non siamo stati creati così, nella nostra genetica noi non siamo stati fatti per dubitare, per non avere fede, per avere sospetti, noi siamo stati fatti per credere, e quando noi non crediamo, quando noi ci esponiamo al dubbio e al sospetto, quando noi facciamo un passo indietro rispetto a ciò che la mente e il cuore ci spingono di fare, cioè credere, noi compiamo una violenza radicale, biologica, genetica, prima ancora che spirituale su di noi. E’ scarnificante non avere fede, non c’è pace per chi non crede.

A Tommaso gli scoppia il cuore dal dolore e dall’amore, un amore che deve crescere, dovrà crescere e maturare tanto. Adesso improvvisamente la fede divampa.

Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»

Gesù non gli dice “B eato tu Tommaso ”, dice “ beati coloro che… , la beatitudine di coloro che non vedono e credono perché si fidano, questa è la beatitudine, questo è il beato per eccellenza.

Chiediamo al Sacro Cuore di Gesù la grazia di tenerci lontanissimi con le nostre zampe dal Suo Cuore, prostrati fino a terra, adoranti, amanti, silenti, non abbiamo bisogno di vedere e di toccare niente, ci basta la Tua Parola:

“Fate questo in memoria di Me”

Sia lodato Gesù Cristo.

LETTURE

SAN TOMMASO

PRIMA LETTURA (Ef 2,19-22)
Edificati sopra il fondamento degli apostoli.

Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù.
In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 116)
Rit. Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.

Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode.

Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre.

Canto al Vangelo (Gv 20,29)
Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
Alleluia.

VANGELO (Gv 20,24-29)
Mio Signore e mio Dio!

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».