S. Stefano protomartire

S. Stefano

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di sabato 26 dicembre 2020 – S. Stefano protomartire

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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SANTO STEFANO PROTOMARTIRE

Eccoci giunti al 26 dicembre 2020, giorno di Santo Stefano. In questo sabato di dicembre siamo chiamati a riflettere sulla figura di Santo Stefano, protomartire. Santo Stefano è il primo martire che la storia della Chiesa conosce e in questa festa siamo chiamati a riflettere su questo Vangelo, il Vangelo di San Matteo, cap. X, vv 17-22.

Gesù ci dice:

“Guardatevi dagli uomini”

E’ esattamente il contrario di quello che facciamo noi, noi solitamente ci guardiamo da Dio e confidiamo negli uomini, noi riponiamo molta fiducia negli uomini, soprattutto nei rapporti primari:

Fratelli, padre e figlio, i genitori.

Gesù è molto chiaro, a motivo del suo Nome, del Nome di Gesù, di Gesù in quanto Gesù, quindi dell’appartenenza a Gesù, dell’essere di Gesù, questi veri amici del Signore, questi veri Cristiani, saranno perseguitati, consegnati, condotti davanti a tribunali, flagellati, saranno uccisi, esiliati, maltrattati, fustigati per la loro fedeltà a Gesù. Quando si parla di Gesù non esiste rapporto umano fondato persino sul sangue, sull’appartenenza alla famiglia, genitori, figli, fratelli, non esiste rapporto umano che sia al riparo, al sicuro da questa verifica. Chi è di Gesù, se sta in mezzo a persone che non sono del Signore, si scatena la persecuzione, dapprima il fraintendimento, poi l’antipatia, spesse volte si arriva all’odio, quindi alla cattiveria, alla delazione, e addirittura a volte fino alla morte. Il Signore è cosciente di questo perché è esattamente il trattamento che hanno riservato a Lui, e siccome Lui è Dio, viene riservato a tutti coloro che seguono interiormente, e quindi anche esteriormente, il Signore Gesù. Il mondo, gli uomini, riconoscono coloro che non sono come loro, lo vedono, si capisce, si sente dentro, c’è come una perversa sintonia, una perversa intesa, un perverso accordo, ci si capisce anche se non ci si conosce, ci si riconosce perché si riconosce che nell’altro c’è quello stile, quel modo di essere. E quando non c’è ecco che si scatena l’accusa, l’omicidio, la persecuzione. La storia della Chiesa è piena di questi eventi, e Santo Stefano è il primo, ieri abbiamo celebrato il giorno del Natale, oggi immediatamente celebriamo il giorno del Sangue versato per Gesù da Santo Stefano. Chi contempla il Natale del Signore, chi ama il Signore, deve prepararsi.

Bisogna guardarsi dagli uomini perché?

Perché gli uomini sono volubili, oggi ti promettono amore eterno al mattino e poi alla sera sono con un coltello in mano. L’uomo agisce secondo ciò che gli è più utile, ciò che più gli conviene, tu vai bene se sei secondo quell’utile, secondo quello schema. Noi rimaniamo giustamente tanto sconvolti quando queste incomprensioni, queste persecuzioni  avvengono all’interno della famiglia stessa, ma il Signore ci dice di perseverare.

“Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato”

Non scandalizzatevi, non fate un passo indietro, non rinnegatemi, non uccidetemi un’altra volta sull’altare del consenso umano, sull’altare dell’accettazione umana, non vendetemi per un piatto di lenticchie”

Gli uomini quando hanno avuto ciò che interessa a loro, poi non interessi più. E’ pesante dover sostenere la corrispondenza, la prestazione che gli uomini ti chiedono. E’ sfiancante! Con Dio non funziona così, dentro alla logica del servizio Dio ci lascia una grandissima libertà perché nella misura in cui noi serviamo Dio, noi ci liberiamo da ciò che realmente ci schiavizza, che è il peccato. Servire Dio è liberante, è fonte di gioia, essere asserviti dagli uomini è la cosa più umiliante che ci possa essere, perché non è mai sufficiente, c’è sempre qualcosa in più che ti viene chiesto, e perché dopo che l’uomo ha avuto quello che gli interessa, ti butta via come uno straccio usato. Purtroppo il peccato originale ci ha veramente segnati nel profondo. Ogni giorno è una lotta per rinnegare questo aspetto, per curare questa cicatrice, per imparare ad essere persone libere e a lasciare liberi. In questo giorno dedicato a Santo Stefano, chiediamo a Santo Stefano, come fu per lui, la grazia della perseveranza, di perseverare sino alla fine. Domani è il 27, San Giovanni Apostolo Evangelista, oggi c’è stato il martirio della fede domani ci sarà il martirio dell’amore, di colui che dona tutto il suo cuore per il Cuore. Vi auguro quest’oggi di potervi unire strettamente a Santo Stefano, Stefano significa “corona”, facciamo a tutti coloro che si chiamano Stefano gli auguri più sentiti, e diventiamo tutti delle corone splendenti, chiediamo a Santo Stefano questa grazia, in ogni occasione, e situazione, di perseverare fino alla fine.

E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

SANTO STEFANO

VANGELO (Mt 10,17-22)
Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».

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