Ciclo di catechesi – “L’imitazione di Cristo” – Lezione 22

Ciclo di catechesi - "L'imitazione di Cristo" - Lezione 22

Lettura commentata del classico di spiritualità: “L’imitazione di Cristo”.

Lezione di lunedì 24 febbraio 2020

Relatore: p. Giorgio Maria Faré

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“L’IMITAZIONE DI CRISTO” Lezione 22

Buona sera a tutti, questa sera faremo una catechesi un pò diversa, sarà senza concorso di persone, una catechesi che registro in diretta in forma privata per questo problema che c’è del virus e delle indicazioni che ci sono state date di non fare assembramenti pubblici.
Ci troviamo questa sera a dover commentare il cap. XXIII che avevamo iniziato la volta scorsa, il capitolo che stiamo affrontando è la meditazione della morte. Mi sembra che possa essere utile in questo frangente riflettere appunto su questo tema, perché è un tema del quale, mai come in questi giorni, si sta discutendo, si sta riflettendo e che tanto condiziona la nostra vita.
2. “Sono molti coloro che muoiono in un istante, all’improvviso; giacché «il Figlio dell’uomo verrà nell’ora in cui non si pensa che possa venire» (Mt 24,44; Lc 12,40). Quando sarà giunto quel momento estremo, comincerai a giudicare ben diversamente tutta la tua vita passata, e molto ti dorrai di esser stato tanto negligente e tanto fiacco. Quanto è saggio e prudente l’uomo che, durante la vita, si sforza di essere quale desidera esser trovato al momento della morte! Ora, una piena fiducia di morire santamente la daranno il completo disprezzo del mondo, l’ardente desiderio di progredire nelle virtù, l’amore del sacrificio, il fervore nella penitenza, la rinuncia a se stesso e il saper sopportare ogni avversità per amore di Cristo. Mentre sei in buona salute, molto puoi lavorare nel bene; non so, invece, che cosa potrai fare quando sarai ammalato. Giacché sono pochi quelli che, per il fatto di essere malati, diventano più buoni; così come sono pochi quelli che, per il fatto di andare frequentemente in pellegrinaggio, diventano più santi. Non credere di poter rimandare a un tempo futuro la tua salvezza, facendo affidamento sui suffragi degli amici e dei parenti; tutti costoro ti dimenticheranno più presto di quanto tu non creda. Perciò, più che sperare nell’aiuto di altri, è bene provvedere ora, fin che si è in tempo, mettendo avanti un po’ di bene. Ché, se non ti prendi cura di te stesso ora, chi poi si prenderà cura di te? Questo è il tempo veramente prezioso; sono questi i giorni della salvezza; è questo il tempo che il Signore gradisce (2Cor 6,2).”
Cominciamo a commentare questi passaggi che, come avrete capito, sono estremamente attuali.
“Sono molti coloro che muoiono in un istante, all’improvviso; giacché «il Figlio dell’uomo verrà nell’ora in cui non si pensa che possa venire»”
Questa è una verità di sempre, si può morire all’istante, all’improvviso, senza preavviso, senza una malattia che preceda questo momento della morte, e quindi il testo ci invita a prestare molta attenzione alla possibilità della morte improvvisa, citando Mt 24 e Lc 12, il testo dice:
«il Figlio dell’uomo verrà nell’ora in cui non si pensa che possa venire»
Quanto noi di fatto ci prepariamo, quanto noi pensiamo alla possibilità che uno possa morire improvvisamente?
“Quando sarà giunto quel momento estremo, comincerai a giudicare ben diversamente tutta la tua vita passata, e molto ti dorrai di esser stato tanto negligente e tanto fiacco.”
E’ certo vero che il tema della morte e della sofferenza ci costringe a ragionare, a giudicare tutta la nostra vita, come noi abbiamo vissuto e condotto la nostra esistenza, quante volte siamo stati negligenti e fiacchi. A questo proposito mi sembra opportuno fare un riferimento a quello che sta succedendo oggi. Molti mi hanno chiesto un parere su quello che sta succedendo in relazione alla chiusura delle Chiese, in relazione alla sospensione dei Sacramenti e del dare la Comunione. Sono un sacerdote non sono un medico, quindi non mi permetto assolutamente di entrare in una valutazione clinica, medica, virologica, neanche per quanto riguarda un discorso legato alla legge, non sono un governante, non mi sembra opportuno esprimere giudizi su quello che persone di altra competenza rispetto alla mia stanno decidendo e valutando, sicuramente stanno prendendo le soluzioni che a loro giudizio sono le soluzioni migliori per tutti noi, perché penso che nessuno operi per il male di qualcuno, ma anzi per il bene.
Certamente come sacerdote, mi hanno fatto riflettere i messaggi che ho ricevuto, perché se da una parte si evidenzia un desiderio grande di tantissime persone, di poter ricevere l’Eucarestia, di poter partecipare alla Messa, di poter avere i Sacramenti, dall’altra a me qualche giudizio, come dice il testo, sul passato mi viene. Sono state dette e scritte tante cose su questa cosa ingiusta delle Chiese chiuse, lasciamo perdere l’argomento Chiese chiuse, Chiese aperte e su chi lo decide, concentriamoci invece su di noi:
Ma fino a quattro giorni fa, quando le Chiese erano tutte perfettamente funzionanti con tutti i Sacramenti, perché erano vuote?
Questa è una domanda che dobbiamo porci. Io fino a tre giorni fa, nelle omelie, continuavo a ripetere questo concetto:
“Impariamo ad andare a fare la visita al SS Sacramento, le Chiese sono sempre vuote, le Chiese sono deserte. Impariamo ad andare a Messa tutti i giorni”
L’ho detto venerdì scorso, è un dato di fatto, le Chiese erano vuote. Adesso ci lamentiamo perché non ci sono le Messe.
Ma quando c’erano, che uso ne abbiamo fatto?
Invece di sparare giudizi, a me viene da fare un ragionamento su di noi, su noi, gente normale, e dire che quando le Chiese erano una possibilità per tutti, quanti fedeli avevano l’impegno di andare a Messa tutti i giorni? Quanti fedeli andavano a Messa tutti i giorni e arrivando per tempo in Chiesa con anticipo, preparandosi degnamente alla S.Messa e rimandando dopo per fare il Ringraziamento? Quanti fedeli, andavano alla Messa della Domenica nel dovuto modo?
Senza disturbare il Coronavirus, è sufficiente citare la vacanze, quando si va in vacanza, la Messa non c’è più.
A me sembra che, sicuramente ci saranno persone con un grandissimo livello di santità che hanno un grande desiderio di Gesù Eucarestia, ma a me sembra che ci sia dietro a questi atteggiamenti, a queste polemiche anche un grande amor proprio, un grande attaccamento al fatto che quella cosa è un diritto che io ce l’abbia.
L’Eucarestia non è un diritto, la Messa non è un diritto, è un dono.
Al di là del Coronavirus, comunque sia, resta un dono e i doni sono dati ma possono essere anche tolti, allora perché non assumere un atteggiamento più legato alla Volontà di Dio e meno alla nostra dicendoci:
In questi giorni, che non sappiamo quanto dureranno, non abbiamo la Messa, perché non facciamo come dice il testo e non ci fermiamo a fare un esame di coscienza su come noi vivevamo la Messa?
Perché in questi giorni di Digiuno Eucaristico forzato, non ci facciamo una lista di propositi per quando il buon Dio ci concederà ancora il dono della Messa?
Facciamoci degli esami di coscienza invece di continuare a sparare giudizi, di continuare a criticare l’operato degli altri. Mettiamoci davanti ad uno specchio per una volta nella vita e guardiamoci, noi come abbiamo vissuto fino ad oggi tutti questi Sacramenti, magari siamo stati vent’anni, dieci anni, senza mai andare a Messa neanche un giorno, perché eravamo lontani da Dio, o magari ci siamo andati in peccato mortale, perché non abbiamo mai avuto il coraggio di confessare degnamente i nostri peccati.
Guarda bene che cosa hai perso per vent’anni! Adesso che dici di comprendere il valore della Messa, adesso puoi capire veramente il male che tu hai fatto negando il culto dovuto a Dio quando per vent’anni, trent’anni, tu non sei mai andato a celebrare la S.Messa, quando tu non sei mai andato a ricevere l’Eucarestia o quando tu l’hai ricevuta senza essere in Grazia di Dio, o quando tu davi per scontato che non era necessario confessarsi, e quindi ti confessavi una volta all’anno se andava bene.
Il problema non è adesso, il problema è quello che abbiamo fatto fino ad adesso, che ci deve far fermare e riflettere.
Anche a me dispiace che non si possa celebrare la S.Messa, ma mi dico che se questo è accaduto, possiamo pensare che dentro qui ci sia un senso? Che dentro qui ci sia un motivo e che abbiamo bisogno di prenderci una pausa e riflettere sul valore di questo Sacramento?
Come faccio adesso?
Fai la Comunione spirituale. Per anni e anni, tutti i giovedì e sicuramente i primi giovedì di ogni mese vi ho parlato della Beata Alexandrina Maria Da Costa, lei ha scritto un Diario di 1000 pagine circa.
L’avete letto?
E’ tutto centrato sul Tabernacolo, l’Eucarestia e il tenere compagnia a Gesù a distanza.
La Beata Alexandrina Maria Da Costa se lei fosse qui oggi, direbbe che questo è il momento nel quale fare il Digiuno Eucaristico e la Comunione Spirituale.
Andiamo oltre.
Quante volte nelle nostre preghiere, nei nostri Rosari noi abbiamo pregato per i cristiani incarcerati, Vescovi, Sacerdoti, papà, mamme, bambini incarcerati nei campi di rieducazione, che magari da venti, trent’anni non ricevono la Comunione, che sono vent’anni che non celebrano un Natale?
Quante volte abbiamo pregato per loro?
Quanti sacrifici abbiamo fatto per loro?
Asia Bibi, quanti anni è stata senza un Sacramento, senza un sacerdote, senza l’Eucarestia, senza la confessione? E noi?
Noi a mangiare la pastasciutta, a guardare la tele, il calcio e fare tranquillamente le nostre cose.
Mi sembra una grande polemica senza senso e non mi sembra neanche tanto obbediente alla Provvidenza di Dio e alla Volontà di Dio.
Mi sembra che possa essere utile dirci invece:
“Adesso io comincio a fare comunione con tutti quei laici, Preti e Vescovi che sono incarcerati, in celle buie e umide, senza medicine, picchiati, bastonati, sputacchiati, privati di ogni tipo di cosa, io faccio comunione con loro, sto con loro spiritualmente, uso la mia persona, la mia anima per fare Comunione Spirituale con loro, e provare con loro cosa vuol dire”
Voglio vedere quando ridaranno il permesso, voglio vedere le Messe come saranno, se la gente arriverà per tempo.
Se c’è stato tolto credo che ci sarà un motivo, e ci fa bene, ci fa un grande bene, come Giobbe. Impariamo a saper obbedire e a saper stare al nostro posto.
La nostra prima necessità è fare la Volontà di Dio. E oggi la Volontà di Dio passa attraverso queste disposizioni, e noi siamo chiamati a stare buoni e tranquilli, con tanta umiltà.
“Quanto è saggio e prudente l’uomo che, durante la vita, si sforza di essere quale desidera esser trovato al momento della morte!”
Al momento della morte potremmo pensare:
Io come avrei dovuto vivere la mia Messa?
Questo può essere il tempo di questa pseudo morte, perché siamo in una sorta di privazione.
Io come avrei voluto vivere la mia vita Sacramentale?
“Ora, una piena fiducia di morire santamente la daranno il completo disprezzo del mondo, l’ardente desiderio di progredire nelle virtù, l’amore del sacrificio, il fervore nella penitenza, la rinuncia a se stesso e il saper sopportare ogni avversità per amore di Cristo.”
A me non sembra che noi stiamo vivendo dentro a questo atteggiamento. Anche questo modo di svuotare i supermercati. Provate a fare un altro ragionamento, se tutti noi fossimo andati avanti a vivere come sempre, ogni giorno andando a prendere le nostre cose da mangiare, tolte quelle zone dove magari ci indicano che è necessario prendere un pò più di cose perché domani sarà chiuso, ma nel resto della stragrande maggioranza dei posti, ma vi sembra sensato che uno guarda la televisione e trova un supermercato svaligiato?
La persona anziana di ottanta anni, che non guida più la macchina ed è da sola a casa e può prendersi la sua borsina con le sue cosine che fa ogni giorno, questa povera donna va al supermercato e non trova neanche da mangiare, perché io mi sono voluto prendere 400 scatole di tonno.
Io vi chiedo se come cristiani a voi vi sembra che questo sia un comportamento da Gesù Cristo?
Gesù Cristo avrebbe fatto così? La Madonna avrebbe fatto così?
Sapete come finirà?
Finirà che tutte le scorte ci rimarranno in casa e le butteremo via perché non riusciremo a finirle.
Chi la mangerà? Chi la consumerà?
Dopo noi andiamo a fare la Comunione e parliamo di povertà e di attenzione al prossimo.
E se ci fosse veramente il bisogno, voi sapete che noi cristiani, che siamo quelli che ci lamentiamo perché non abbiamo la Messa tutti i giorni, avremo il dovere di aiutare le persone più bisognose?
Se non lo facciamo sarebbe una gravissima mancanza contro la carità.
Le persone che ho accanto, chi è che le aiuta, soprattutto le più bisognose?
Noi. E’ inutile citare S.Carlo Borromeo che teneva le Chiese aperte, che faceva le processioni Eucaristiche, certamente faceva questo, ma faceva anche altro, andava in mezzo agli appestati.
E chi di noi si mette ad andare in mezzo agli appestati, noi che siamo in giro tutti con le mascherine perché abbiamo paura che l’ape che gira ci possa attaccare il virus?
Dobbiamo imparare a fare, secondo me, dei ragionamenti molto veri su noi stessi, invece di avere sempre questo sguardo giudicante, criticante, polemizzante verso gli altri e verso le decisioni che prendono gli altri.
Domani mattina provate ad andare a vedere se trovate un barattolino di Amuchina! E’ introvabile! Non trovi neanche la candeggina per lavare i pavimenti!
Non è che mi devo fare il bagno nell’Amuchina, non servono in una famiglia 500 barattoli di Amuchina, anche il cane adesso laviamo con l’Amuchina perché anche lui magari chissà! E’ sufficiente che quando entro in casa mi lavo le mani, quando arrivo al lavoro mi lavo le mani, sono le norme igieniche di tutti i giorni.
Mi domando se a voi questo comportamento sembra sensato.
Poi diciamo, niente panico.
Niente panico?
Siamo già oltre il panico.
Quando finirà questa situazione, cosa ce ne faremo di tutti quei 300 barattoli di Amuchina che abbiamo accumulato in casa?
Li venderemo noi poi ai supermercati! E’ follia!
Questo è il disprezzo della logica del mondo? Questo è l’ardente desiderio di progredire nelle virtù? E’ questo l’amore del sacrificio? Il fervore nella penitenza?
“La rinuncia a se stesso e il saper sopportare ogni avversità per amore di Cristo.”
Saper stare fermi, saper stare al proprio posto e sapersi assumere la propria responsabilità.
Vi sembra normale che quando uno va alla Messa deve starnutire come un elefante davanti a tutti, senza un fazzoletto, senza niente, sulla mano e poi dà la mano per dare la pace?
Senza andare a disturbare chissà quale epidemia, ma dov’è finito il decoro, il rispetto delle persone! Ragioniamo sul nostro ordine, sul rispetto che abbiamo degli altri, su come noi ci comportiamo accanto alle persone, sul fatto che nonostante mio figlio abbia la febbre lo scarico all’asilo e lo mando a scuola con 39 di febbre! Gli metto la Tachipirina e lo mando a scuola perché devo andare a lavorare! O lo porto ai miei genitori che hanno 80 anni così poi mia madre si ammala, gli viene la broncopolmonite e muore, ma senza sviluppare il virus, gli viene la banalissima influenza.
Se non sto bene, me ne sto in casa!
Se io sono un problema per gli altri, e anche un banale raffreddore può esserlo, ma perché lo devo attaccare a chi ho accanto?
Me ne sto a casa mia tranquillo. E’ il rispetto degli altri che mi fa stare a casa, l’amore per gli altri.
“Mentre sei in buona salute, molto puoi lavorare nel bene; non so, invece, che cosa potrai fare quando sarai ammalato.”
Cosa possiamo fare adesso che siamo ammalati?
Tantissime cose, fare silenzio, pregare, dedicarci ai rapporti umani, scopriremo quanto è bello stare in famiglia.
Alle volte ciò che appare male, in realtà può essere anche positivo, questa situazione può farmi riflettere sulla morte, sulla precarietà della vita, sul rispetto degli altri, sull’aver cura della salute, sull’essere un pò più pulito e lavarmi un po’ più spesso le mani, sull’importanza della famiglia, sullo stare insieme, sui Sacramenti quanto conta averli, sulla bellezza di andare alla Messa, sulla bellezza di avere le chiese aperte, sulla bellezza dei preti che mi confessano, ce ne sono molti altri di motivi.
“Giacché sono pochi quelli che, per il fatto di essere malati, diventano più buoni”
Stiamo attenti a non diventare peggiori. La malattia o la paura della malattia non ci faccia diventare egoisti, stupidi, impanicati, che cadiamo nelle ossessioni.
“Così come sono pochi quelli che, per il fatto di andare frequentemente in pellegrinaggio, diventano più santi. Non credere di poter rimandare a un tempo futuro la tua salvezza, facendo affidamento sui suffragi degli amici e dei parenti”
Impariamo a occuparci della nostra salvezza, ad avere a cuore la nostra salvezza, la nostra vita.
“Ché, se non ti prendi cura di te stesso ora, chi poi si prenderà cura di te?”
La provvidenza ci ha portati a meditare l’unico capitolo sulla morte adesso, è incredibile! Senza averlo programmato, ci siamo trovati al cap. XXIII, uno dei capitoli più lunghi, proprio adesso.
Ci sarà una ragione in tutto questo!
Impariamo ad avere cura di noi stessi, impariamo a essere noi i primi medici.
Non siamo capaci di stare fermi, non siamo capaci neanche di rispettare i segnali stradali, ti immagini se rispettiamo un blocco che dice che non devi uscire.
“Io vado dove voglio, quanto voglio e finché voglio!”
Poi però, per favore, non andiamo a fare la Comunione, perché questo comportamento è un comportamento gravemente irresponsabile. Non c’è bisogno che venga il carabiniere a dirmi di non uscire di casa, ci devo arrivare da solo, se sono in una zona che è a rischio! Non voglio diventare un rischio per gli altri, non voglio fare del male alle altre persone, me ne sto buono dove devo stare, senza scappare e andare chissà dove. E’ un ragionamento minimale che dovremmo fare tutti!
“Questo è il tempo veramente prezioso; sono questi i giorni della salvezza; è questo il tempo che il Signore gradisce (2Cor 6,2).”
Mi fermo qui, con questa citazione di San Paolo 2° Corinzi 6, penso che questo sia veramente il tempo prezioso e credo profondamente che questi siano veramente i giorni della salvezza, che è un tempo che il Signore gradisce. Abbiamo bisogno tutti di riflettere.
Quando questa storia finirà io dopo riprenderò questo argomento e vi dirò se ho notato un cambiamento radicale e positivo sul modo di andare ai Sacramenti oppure no. I ritardatari arriveranno sempre in ritardo, quelli che vanno a Messa perché devono, lo faranno sempre allo stesso modo, e quelli che vanno per abitudine continueranno ad andarci per abitudine, quelli che si distraggono continueranno a distrarsi, perché purtroppo noi non siamo così umili e così intelligenti da saper accettare, ascoltare e obbedire a quanto Dio ci dà giorno per giorno, come insegnamento.

DOMANDE:
1. Se i sacerdoti in questo periodo danno la Comunione solo sulla mano, cosa facciamo? La prendiamo nella mano oppure facciamo la Comunione Spirituale? Qualcuno suggerisce di prendere la Comunione sulla mano usando un fazzolettino di lino per non toccarla direttamente, cosa ne pensa?
Io penso che ciascuno di noi ha una coscienza, come diceva S. Cardinale Newman.
Dove è scritto che io devo fare la Comunione tutti i giorni?
Se pensiamo a S.Teresa di Gesù Bambino, S.Giovanni della Croce, S.Teresa di Gesù che facevano la Comunione ogni tanto, perché non era possibile comunicarsi tutti i giorni, come hanno fatto a diventare santi? Sono diventati Dottori della Chiesa, neanche Santi. A parte che adesso tutte le Messe sono sospese, ma uno può dire: “Faccio il Digiuno Eucaristico. Uso questo tempo per astenermi dal ricevere l’Eucarestia.” Del Digiuno Eucaristico ne parla anche l’Imitazione di Cristo più avanti.
A cosa mi servirà?
Mi servirà per riflettere, avrò la possibilità di poter riflettere e di poter pensare all’importanza dell’Eucarestia, senza bisogno di disturbare fazzolettini e quant’altro. Non serve. Posso anche dire in coscienza, vista la situazione, me ne sto buono.
Anche perché se il tema è l’infezione, il contagio, noi usciamo di casa, apriamo la porta della Chiesa, ci sediamo nelle panche, ci scambiamo il segno della pace, tocchiamo le cose, poi andiamo a fare la Comunione, prendiamo l’Ostia con le mani e ce la mettiamo in bocca, e facciamo esattamente quello che ci è stato detto di non fare! Perché ci è stato detto esattamente di non portare cibi, cose con mani sporche, contaminate alla bocca, e noi lo facciamo! Ma che senso ha!
Anche io che sono sacerdote potrei arrivare all’altare con le mani non perfettamente pulite, può succedere, può accadere anche questo.
Proprio per rispettare tutte le indicazioni che mi vengono date, uno può dire:
“Signore io voglio fare di tutto affinché niente nella mia vita possa essere di pericolo per me o per gli altri, allora faccio digiuno Eucaristico, me ne sto tranquillo al mio posto, faccio la Comunione Spirituale, come faceva la Beata Alexandrina Maria Da Costa, e ti ricevo così.”
Come fanno i Sacerdoti e i Vescovi coreani in Cina a fare la Messa?
Non la fanno.
Come fanno a fare la Comunione?
Non la fanno.
Da quanti anni?
Magari venti.
E allora non sono Santi?
E’ assurdo.

2. Ma come è possibile infettarsi facendo la Comunione? Gesù santifica tutto, non è possibile infettarsi andando alla Messa.
Non è vero. Io sono convinto che l’influenza che ho preso, l’influenza normale, non il Coronavirus, l’ho presa proprio stando alla Messa, perché avevo delle persone ammalate dietro di me mentre ero lì che pregavo e mi hanno detto, dopo, che erano ammalate, io non lo sapevo, l’ho saputo solo dopo, e così ci siamo ammalati insieme. Non dobbiamo mai mettere alla prova Dio, non dobbiamo tentare Dio. Che il Signore agisca evitando cose brutte quando noi siamo in buona fede, può essere, ma non è dovuto. Solo perché io non sono capace di stare dieci giorni senza Eucaristia? E’ una stupidaggine, perchè va contro tutto quello che hanno vissuto e fatto i Santi fino all’altro giorno. Impariamo piuttosto a usare il tempo, a usare questa occasione per stare di più davanti al Tabernacolo e per prepararci meglio a ricevere l’Eucarestia quando arriverà il momento.

3. Possiamo fare noi in casa delle ceneri con l’Ulivo benedetto e dopo il Rosario farle mettere a tutti noi dal papà? Ma se sbaglio mi dica.
Non si fa assolutamente, il Rito delle Ceneri è un rito ben preciso, all’interno di una celebrazione ben precisa, in un giorno ben preciso, che segna l’inizio della Quaresima.
Quante volte, quanti anni ho sentito dire che si fanno dei propositi e poi non si riescono a mantenerli. Quante volte! Quanti anni ho sentito dire queste cose e adesso tutti che devono fare il Mercoledì delle Ceneri, perché non si può fare! Ragioniamo su come abbiamo vissuto la Quaresima dell’anno scorso.
Nella nostra vita, grazie alla Quaresima dell’anno scorso, cosa è cambiato? Nella nostra vita, grazie alle Ceneri imposte sul capo l’anno scorso, cosa è cambiato?
Volete fare il Mercoledì delle Ceneri santamente?
Allora mettetevi le Ceneri della Santa Obbedienza sulla testa e dite davanti al Crocifisso:
Signore, finché vuoi, quando vuoi, quanto vuoi, come vuoi. Io voglio solo obbedire alla Tua Volontà. E se la tua Volontà oggi è questa, è perché abbiamo bisogno di questa astinenza dall’Eucarestia, abbiamo bisogno di riflettere, abbiamo bisogno di fare penitenza perché forse troppo spesso e troppo male ci siamo accostati a questo Sacramento.”
4. Sono un ventenne in buona salute, come posso fare penitenza durante questa Quaresima? Vorrei fare qualcosa di più che saltare la carne il venerdì, sento che non basta, voglio dare di più per rendere più felice Gesù.
Vai a trovare Gesù nel Tabernacolo se trovi una Chiesa aperta, se non trovi una Chiesa aperta incontra Gesù nel Crocifisso o facendo la tua Comunione Spirituale, nella tua casa, ti svegli al mattino, se le scuole sono chiuse, se il posto di lavoro è chiuso; perché non usare questo tempo per svegliarsi prima al mattino, per stare di più col Signore col buio? Per pregare sulle altre famiglie, invocare la Benedizione di Dio sugli altri condomini, sulle altre famiglie, su coloro che in questo momento stanno vivendo una situazione di malattia importante. Penso che per queste persone che sono ricoverate, la cosa più brutta non sia tanto il virus, ma il fatto che sono soli, che sono in isolamento, che sono chiusi in un ambiente che non è casa loro, che non sanno bene cosa può succedere. Questo credo che sia il loro dramma più grave al di là del virus, che certo dispiace se uno lo prende.
Perché non pregare per queste persone? Perché non offrire sacrifici per queste persone?
Che sia per questo, che sia per altro, noi cristiani dobbiamo iniziare a prepararci alla morte.
Come cristiani non sarebbe bello che imparassimo a vedere la morte in un modo un pò diverso?
Dando una bella testimonianza di fede a questo livello e non andando in giro come terrorizzati, in preda al panico. Stiamo tranquilli! Seguiamo le indicazioni che ci vengono date con tanta semplicità, con tanta umanità, con tanto equilibrio, con tanto rispetto, con serenità.
Siamo nelle mani di Dio! Ce lo dice Gesù nel Vangelo! Se la mia vita è nelle mani di Dio, basta. Faccio di tutto per avere un comportamento equilibrato, rispettoso e obbediente, ma alla fine la mia vita è nelle mani di Dio. Se il Signore mi deve chiamare, mi chiamerà.

5. Penso che il desiderio di vivere bene la Santa Messa sia correlato a quanto amiamo davvero Gesù e che rapporto costruiamo con Lui, cosa ne pensa lei?
Certo, il desiderio di vivere bene la S.Messa è legato a quanto amiamo Gesù e al rapporto che costruiamo con Lui, vero, ma quanto viviamo bene la S.Messa?
Ieri, domenica, quando a mezzogiorno ancora si poteva celebrare la Messa, ho celebrato e ho visto persone arrivare in ritardo alla Messa. E appena la Messa finisce sembra che sia scoppiata la bomba atomica, tutti che scappano fuori dalla Messa a chiacchierare sul sagrato.
Tutti noi dobbiamo crescere nell’amore all’Eucarestia.
La mia nonna diceva:
“Il pane si apprezza quando non si hanno i denti!”
Adesso è il momento dell’Angustia Panis.

Guarda il video della catechesi su Youtube

Testo commentato durante il ciclo di catechesi:

“L’imitazione di Cristo”

Traduzione a cura di Ugo Nicolini

Edizioni San Paolo

Informazioni

Le catechesi di p. Giorgio Maria Faré si tengono ogni lunedì alle 21 presso il Convento dei Padri Carmelitani Scalzi di Monza, con ingresso dal parcheggio di Via Boito 2.
La catechesi è preceduta da un momento di preghiera a partire dalle ore 20.00.

È anche possibile seguire la catechesi in diretta streaming sul profilo Facebook di p. Giorgio Maria Faré, ogni lunedì a partire dalle ore 21.