Maria all’istituzione dell’Eucarestia, don Clemente Barbieri

Maria all’istituzione dell’Eucarestia, don Clemente Barbieri

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di martedì 25 maggio 2021

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

Per motivi di intenso traffico non ci è possibile rendere disponibile l’ascolto dei file audio direttamente dal nostro sito. Se hai dubbi su come fare, vai alle istruzioni per l’ascolto delle registrazioni.

Scarica il testo della meditazione

Maria all’istituzione dell’Eucarestia – Don Clemente Barbieri

Eccoci giunti a martedì 25 maggio 2021. Oggi ricordiamo alcuni Santi molto importanti e molto belli che vi invito ad approfondire: ricordiamo San Beda il Venerabile, Sacerdote e Dottore della Chiesa, San Gregorio VII Papa, Santa Maria Maddalena de Pazzi, Vergine, una Santa Carmelitana di Firenze, Monaca di Clausura e ricordiamo anche la nascita nel 1887 del nostro carissimo e amatissimo Padre Pio da Pietrelcina. 

Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal capitolo X di San Marco, versetti 28-31.

Già ebbi occasione di dirvi questa mia sensazione, percezione, questo sentimento molto personale che ho, che però non posso nascondervi, e cioè di questa frase di Pietro a Gesù:

«Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».

Che brutta frase! Innanzitutto, caro Pietro, tu non hai lasciato tutto, perché non hai lasciato la cosa più importante, cioè te stesso e infatti nella Passione si vedrà molto bene come tu non hai lasciato tutto, non hai lasciato le tue idee, il tuo stile, il tuo modo di pensare, i tuoi gusti, il tuo modo di intendere Gesù. Tu lascerai il Tutto, è vero, perché tu abbandonerai e tradirai Gesù, ma non hai lasciato tutto. Questo è un modo materialistico di vedere le cose: “Ho lasciato tutto, perché ho lasciato le cose, le persone, allora ho lasciato tutto”. Ma lasciare cose e persone non è lasciare tutto, infatti se uno mi dicesse: “Padre Giorgio tu hai lasciato tutto per seguire Gesù?” Risponderei: “No”. Assolutamente no. Ho lasciato alcune cose, ho lasciato alcune persone, ma non ho lasciato tutto, perché lasciare tutto vuol dire lasciare la propria vita, vuol dire essere disponibili a perdere la propria vita per Gesù. Questo è lasciare tutto.

“E ti abbiamo seguito”

Sì, per ora, finché non arriviamo al Getzemani, al Calvario. Lo avete seguito quando c’era da mangiare e da bere, quando c’era la moltiplicazione dei pani e dei pesci, sul Tabor, quando c’era la Trasfigurazione: “Facciamo tre tende…”. Poi quando veramente arriva il momento dove per seguirlo bisogna lasciare la carne, allora lì cambiano le parole e cambiano tante cose. Se uno avesse lasciato tutto veramente, quel “tutto” che è innanzitutto “se stesso”, non gli sarebbe venuta questa frase, questa frase è la prova che non ha lasciato tutto, perché non ha lasciato il suo egoismo, il suo tornaconto.

«Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».

Che tradotto vuol dire: “E quindi a noi cosa viene in cambio? Noi cosa ci guadagnamo?”. Noi abbiamo questo modo di fare con Dio: “Io cosa ci guadagno a pregare? Cosa ci guadagno a vivere in un certo modo? Io devo guadagnare i “punti paradiso”! Io vengo a far la spesa al tuo supermercato, ma poi tu mi dai i punti paradiso.” 

Per forza, perché noi in ogni cosa dobbiamo guadagnare qualcosa, noi siamo impostati, programmati al guadagno. Dobbiamo guadagnare in tutto e poi siamo disponibili a fare qualunque cosa, però tu mi devi dare qualcosa in cambio e devi darmi quello che voglio io, non quello che vuoi tu: un genitore che si spacca la schiena, che si ammazza per i suoi figli, ma non gli compra la moto, non gli dà i soldi, non gli dà la sua macchina appena patentato…

Noi pretendiamo: “Tu mi devi dare fiducia piena!”. Tesoro, ma tu te la devi meritare la fiducia piena!

“Se non mi dà quello che io voglio… Ecco io mi sono impegnato e tu a me non hai dato nulla..” Ricordate il fratello del “figliol prodigo”? “Tu a me non hai mai dato nemmeno un capretto!” Vedete?  Io, personalmente, tutte le volte che leggo questa frase ho il voltastomaco — pensando a me — perché dico: “Io sono qui dentro: ho lasciato tutto, ti ho seguito. E quindi?”

Gesù forse, chissà, avrebbe potuto rispondere a Pietro: “E chi ti ha costretto? Potevi non venire. Io ti ho invitato. Se questo “tutto” era così importante torna indietro.

«Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito. Che cosa ne avremo in cambio?».

Perché, cosa ti è mancato fino ad oggi? Arriva la risposta di Gesù:

“Non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi…”

Gli dice tutto: “Tutto quello che per te è importante te lo dico. Sono cosciente, lo vedo”

“… Per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà”

Questa è la ragione per la quale a chi mi chiede: “Padre ,ma quali sono le promesse dei 9 primi Venerdì del mese?” io rispondo: “Non le so, non le ricordo e non mi interessano.” Anche se magari le avrò lette 1.000 volte per fare i Pdf, non mi interessano.

“Padre, quali sono le promesse che la Madonna fa per i primi cinque Sabati del mese?” “Non le so e non mi interessano, non le voglio nemmeno imparare.”

Perché una cosa non si fa perché ci sono delle promesse per cui a me viene il contraccambio. O la si fa per amore, perché la chiede la persona amata, o niente, perché non è giusto. Gesù è morto in Croce per noi, cos’è che deve darci ancora? Ci dà la vita, ci dà tutto.

“Se potete, per i 9 primi Venerdì, fare questa carità…”. Dio che mi viene a chiedere questo.

“Se potete offrire questa cosa per riparare…”

Ma te lo faccio per tutta la vita! Perché solo i primi 9 venerdì? Te li faccio tutti i giorni! Tutti i venerdì! Cosa mi costa? Perché mi devo ricordare? C’è anche gente che neanche se lo ricorda! “Oh Padre mi sono dimenticato di offrire la Comunione per riparare!” E per che cosa l’hai offerta questa Comunione? Per i fatti tuoi? Per le cose tue? “E dammi… e fammi… e dammi… e fammi… ” Questo vuol dire fare comunione? Dammi e fammi? Come le sanguisughe. Non ci si può avvicinare al Signore così. Probabilmente starò sbagliando io, buttate tutto nel cestino, però io la penso così. 

Poi bisogna vedere se veramente noi abbiamo lasciato, perché c’è lasciare e lasciare, c’è quel lasciare che è un finto lasciare: sono come quelli che si sposano e poi sono sempre a casa della suocera, non si capisce bene se il cordone ombelicale l’hanno tagliato oppure no. Adesso sei un’altra famiglia. Poi ci credo che uno dice: “Non vado più d’accordo. Non ho sposato una persona, ne ho sposati due o tre, non si capisce bene chi ho sposato”.

Bisogna vedere se veramente abbiamo lasciato la nostra stima…

Padre Pio ha lasciato tutto, Santa Maria Maddalena de Pazzi ha lasciato tutto e vivevano in funzione dell’amore per il Signore non di quello che Gesù mi dà. 

Uno dovrebbe andare da Gesù a dire: “Gesù, devo dirti una cosa, facciamo che per una volta non mi dai niente, già mi stai dando tutto, mi hai dato tutto, facciamo che per una volta non devi venire qui con in mano qualcosa, perché se no il mio egoismo sfrenato, insaziabile, famelico non è a posto”

Gesù chiede questo, basta. Perché lo chiede? Perché lo sa Lui. Per dare che cosa? Niente. Bisogna sempre dare qualcosa? Non si può semplicemente domandare e fine? Cosa dà in cambio? Niente, a parte che ci ha dato tutto, ma comunque nessuno stuolo di 3.000 promesse, se tu fai… se tu… no, nulla, semplicemente per amore.

Secondo me sarebbe tanto bello che entrasse nella nostra vita questo modo di essere e di vivere. 

 

In questo XXV giorno nel libro di don Barbieri “Maggio Eucaristico”, il titolo della meditazione di oggi è:

Maria all’istituzione dell’Eucarestia.

XXV GIORNO

Maria all’istituzione dell’ Eucaristia

“Presente nel Cenacolo, in un con gli apostoli all’istituzione della santissima Eucaristia, di quanta gioia e di quanto amore e tremore non fu sorpresa la Vergine! Ella che sola sapeva comprendere l’amore ineffabile del suo divin Figlio e suo Dio, ella sola ha potuto e saputo degnamente rendere per sé e per tutti le più alte azioni di grazie per dono ammirabile ed adorabile che Gesù largiva all’umanità. E però che cumulo di affetti nel suo purissimo cuore e con quale impeto di commossa tenerezza si è profusa in umilissima adorazione!”

Già mi sembra di sentire qualcuno che dice:

“Ma nel Vangelo non c’è scritto che la Madonna era presente nell’ultima Cena.”

“È vero non c’è scritto, don Barbieri insieme a tanti altri, invece pensano che la Madonna ci fosse. È un’eresia? No, non è un’eresia. Fa male a qualcuno? No. Si può pensarlo? Perché no, perché non si può pensare che ci fosse anche la Madonna? Non ci vedo niente di strano.”

Personalmente mi piace pensare alla presenza della Vergine Maria nel Cenacolo in mezzo agli Apostoli, vivere questo momento solenne. C’era Giuda e non ci poteva essere Lei?

“Invitati noi pure ad entrare nel Cenacolo e a presenziare, con l’assistere alla santa Messa, al rinnovellarsi del prodigio di carità per quale Dio dà se stesso a noi discendendo fra di noi e offrendoci la sua carne in cibo e il suo Sangue in bevanda sotto le specie sacramentali, come non deve essere viva la nostra gioia, forte la nostra commozione, sentita la nostra gratitudine per così grande degnazione di Dio!”

Sì, dovrebbe essere così.

“O sacerdoti, che a tanta dignità siete sublimati da rivestire la stessa autorità di Dio e da essere ogni giorno in su l’altare i ministri di questo adorabile mistero d’amore; o fedeli, che a questo stesso mistero siete chiamati a presenziare e a partecipare, considerate quanta fede occorra, quanta pietà sia necessaria, quanta preparazione si debba e quanto trasporto d’amore convenga che vi accompagni e vi trasformi, per sentirvi meritevoli in qualche modo di questa misericordia veramente divina! Sia per questo vostra assidua cura di studiare l’atteggiamento, il fervore, la devozione della Vergine benedetta.”

Ci dobbiamo preparare per andare alla Santa Messa.

 “E supplicatela perché il suo alto esempio e la sua materna intercessione valgano a far sì che sempre più monda, sempre più fervorosa l’anima vostra possa saper corrispondere a tanto amore di Dio, col disporsi nella più fulgida santità a meritare le ineffabili benedizioni.”

Impariamo a pregare la Madonna, andiamo a Messa con la Vergine Maria. 

Bellissimo quella sorta di cartone animato, cortometraggio “La Voce di Taddeide”, io ve lo consiglio perché è veramente bello, anche da far vedere ai nostri ragazzi, è bello ed è vero.

“E contemplandone le divine grandezze, e adorandone l’infinita misericordia, e partecipando agli eccelsi benefici che da esso derivano col cibarci di sé in questo mistero d’amore, come non deve sentirsi l’anima tutta ardere dal più sacro fervore, tutta elevare alla beatitudine più degna, e trasportata fuori di sé, nella veemenza dell’amore..”

Ecco Santa Maria Maddalena de Pazzi.

 “..e della devozione, come non deve sentirsi giocondata dal vedersi e dal sapersi così congiunta al suo Signore!”

Eppure quanti pensieri di mondo! Quanti pensieri di cose! Quante preoccupazioni girano nella nostra testa e gravano sul nostro cuore mentre siamo alla Santa Messa.

 “Oh sì che nulla di più grande, nulla di più caro, nulla di più dolce e di più utile avrebbe potuto lasciarci il Signore! “

Per questo noi dovremmo, con frequenza, andare a trovare Gesù nel Tabernacolo, e lo ripeto, quello è il Tempo di Dio, non è il tempo dei fatti nostri, non è il tempo di mandare messaggi, scrivere le cose, no, è il tempo di Dio, di stare con il Signore, anche solo per ringraziarlo del dono incommensurabile che ci fa’ attraverso l’Eucarestia. 

“Il Verbo eterno e consustanziale al Padre si è fatto carne, e, fatto carne, si è di tanto per amore nostro annichilito fino a nascondersi dietro le specie sacramentali quasi sotto una cenere di umiliazione e di abnegazione, perché noi, che per peccato ci siamo lasciati cadere fino al fondo di ogni miseria sì da pareggiarci agli animali bruti, potessimo nutricarci di lui, che è il Pane degli angioli!”

Sarebbe proprio bello se noi fossimo sempre più coscienti di queste cose.”

“È questa la vera misericordia, la vera ridondanza di grazia, la vera sopraeccelsa gloria dei sacerdoti, di possedere Dio e di comunicarlo alle anime, il vero glorioso vanto dei fedeli di poter essere alla loro volta così vicini a Dio e di potersi di esso nutrire!”

Ad un giovane che si sta preparando al Sacerdozio proprio ieri ho detto:

“Ma tutte queste cose che tu fai, tutto quello che tu fai nella tua vita, perché le stai facendo? Se non le fai in vista della Salvezza delle anime è tutto inutile.”

Se non siamo Sacerdoti per inabissarci in Dio, e poi trasmetterlo alle anime, siamo Sacerdoti per che cosa? Noi non siamo assistenti sociali, non ne abbiamo neanche le competenze e neanche i titoli di studio. Noi dovremmo essere Padri nella fede, amministratori della grazia di Dio, dovremmo custodirla nella nostra vita e nella vita delle persone a noi affidate, dovremmo essere coloro che amministrano i Sacramenti con generosità, senza farsi pregare e supplicare da niente e da nessuno, a disposizione. Per questo siamo stati ordinati, per stare con Dio, per diventare esperti nelle cose di Dio, per predicare, per celebrare i Sacramenti, per celebrare la Santa Messa a salvezza, a intercessione del popolo di Dio e via di seguito. 

“Usciamo fuori, o anime, dalla nostra vita consueta”

Oh guardate che grazia che sarebbe!

“Usciamo fuori, o anime, dalla nostra vita consueta”

 

Usciamo dalle nostre grigie abitudini, da quello che a noi sembra essere uno schema intoccabile. Alle volte più che persone sembriamo delle cariatidi, siamo mummificati dentro alle nostre bare, dentro i nostri schemi, dentro il “si è sempre fatto così”.

“Io sono abituato a fare così. Questo è il mio stile. Questa è la mia routine”

Sempre bara è. Usciamo dalla nostra vita consueta, usciamo. Usciamo da quel “tran tran” che diventa un trascinare la nostra esistenza. Usciamo perché è una prigione, una schiavitù. 

“Usciamo dalle nostre colpe”

Usciamo da quei peccati che facciamo sempre, e sempre. Usciamo da tutto questo, cambiamo vita, cambiamo scelte.

“Usciamo dalla nostra indifferenza e dalla nostra freddezza”

Con Gesù si può essere freddi e indifferenti e quindi poi lo si ha con gli altri. Quanta freddezza che c’è nel modo di trattare col Signore! Mai un gesto carino e gentile. Non tutti, grazie al cielo, ci sono tantissime persone che sono dolcissime e caldissime. 

Cosa costa portare un fiore? Avere un pensiero per il Signore, dare un bacio al Crocifisso.

“Usciamo da tutto questo, per entrare nelle nostre chiese, per avvicinarci al sacro altare e vedere Gesù, nostro Sovrano celeste e nostro Creatore divino, che fatto cibo per noi, là alla presenza della sua benedetta madre, come già nel santo Cenacolo, si lascia portare dalle mani sacerdotali; egli, che è Colui che regge l’universo mondo!”

Che belle che sono queste riflessioni! 

 “È con le opere che si addimostra l’amore, che si attesta la gratitudine.”

È con le opere non con i “bla, bla, bla”, non con i cuoricini cornetto algida, che noi ringraziamo il Signore, ma con le opere, come diceva Santa Teresa di Gesù: “Opere, opere, basta parole! Dimostra, vivi questo tuo amore”

 “O fratelli della vita, questo il lavoro, questo il ministero nostro: avvalerci dei doni di Dio per la nostra santificazione e per la glorificazione di Dio!”

Santificarci e glorificare Dio.

“E se difficoltà insorgessero, pensate al bene e alla gloria che vi attende.”

Oggi Gesù nel Vangelo parlava delle persecuzioni.

“O fratelli, non lasciamoci abbattere dalla nostra indegnità!”

1920.

“In alto i cuori! La stessa Vergine benedetta ci può venire in soccorso. Ella parlerà per noi al suo divin Figliuolo Gesù, ella che sempre è ascoltata e che tutto che chiede ottiene.”

Che bello! Non lasciamoci abbattere.

“Ma io cado..ma io non riesco…”

Ricomincia proprio là dove maggiormente fai fatica, ricomincia a metterti in piedi lì e metti dentro ordine, amore, delicatezza di coscienza, metti dentro tanta preghiera, e questo sicuramente sarà di grandissimo aiuto perché se io mi fido e se io ci metto il Signore ovviamente qualcosa succede, e allora sarebbe bello che la nostra vita cominciasse ad assumere un taglio diverso.

“Ma a partire da quando?”

A partire da oggi, a partire da adesso, e tutti se ne accorgerebbero, nel senso che ne avrebbero un grandissimo e positivo vantaggio, questo vorrebbe dire fare del bene a chi ci sta accanto, questo sarebbe il bene più grande che noi potremmo fare a chi ci sta accanto.

Chiediamo al Signore la grazia di saper stare anche noi, ogni giorno, al sacrificio dell’Eucarestia, insieme alla Vergine Maria, nel modo più bello, più degno, più devoto, più fervoroso possibile e che la nostra vita sia dopo un ringraziamento e prima sia una preparazione. 

Mi piace questo racconto, che credo possa esservi utile;

Esempio. — Luigi Gastone de Sonis. — Il generale Luigi Gastone de Sonis trovavasi nel 1853 di guarnigione a Limoges. Avendo notato che in quella città non si praticava ancora l’adorazione notturna al SS. Sacramento, radunò sette pii gentiluomini e ve la stabilì.”

Siccome in quella città non c’era l’Adorazione Eucaristica notturna, allora il generale prende sette uomini e la fa. Incredibile!

 “Scrivendone poi al conte De Sezé, suo amico, gli diceva: «Abbiamo avuto l’idea di unirci una volta al mese per adorare Gesù Sacramentato; e con ciò cerchiamo di porre nella bilancia dei giudizi di Dio un po’ d’amore sul piatto della misericordia, che, ohimè!, è così vuoto delle nostre riparazioni, per far contrappeso alla malizia degli uomini».”

Pensate che saggezza questo generale.

Sul piatto della misericordia che cosa mettiamo? Le ore di Adorazione Eucaristica.

 “Durante la campagna per la nostra indipendenza, scriveva: “Nelle nostre ispezioni, nell’attraversare borgate e villaggi, ad un tratto scorgemmo un campanile. Il Signore è là, dissi, prostriamoci a terra. Il capitano Robert, mio amico, era con me. Scendemmo ambedue da cavallo; entrammo in chiesa e pregammo un sacerdote di volerci comunicare. Ma ripartimmo tosto, ché il tempo stringeva; e il nostro ringraziamento l’abbiamo fatto a cavallo, durante la corsa.”

Che bello, hanno ringraziato Gesù nel loro cuore, cavalcando, sembra di vederli. Non potevano fermarsi, però subito a ricevere Gesù. 

Quante occasioni abbiamo avuto nella nostra vita di poter ricevere l’Eucarestia e le abbiamo perse, per amore delle cose e delle persone. Quante occasioni abbiamo avuto e le abbiamo perse! Mai lasciare Dio per gli uomini, mai lasciare Dio per le cose! Mai, non bisogna mai lasciare il Signore. Dobbiamo essere disposti a lasciare tutto e tutti, ma mai il Signore, e questo vi assicuro è la cosa più importante che dobbiamo far comprendere agli altri, ai nostri ragazzi, ai nostri figli, subito fin da giovani fargli comprendere questa cosa. Sono tutti bravi e importanti ma nessuno è più importante di Dio. Non lasciare mai Dio per gli uomini, perché perderai gli uomini e Dio, mai lasciare Dio per gli uomini, è una follia, non porta a niente questa cosa, e lo dobbiamo dire, lo dobbiamo annunciare, e se abbiamo fatto questo errore di lasciare Dio per gli uomini non facciamolo più, impariamo a resistere a queste tentazioni, perché il ricatto che sta sotto qual è?

“Se no io me ne vado”

Ma tanto gli uomini se ne vanno lo stesso, le creature se ne vanno lo stesso e noi rimaniamo più vuoti di prima, perché quando perdiamo gli uomini, a causa della nostra fedeltà, il Signore non mancherà mai di essere fedele, presente, corrispondente alla nostra vita, ma gli uomini oggi ci sono, domani non ci sono più e noi crediamo di avere dei doveri che non sono scritti da nessuna parte, delle regole che abbiamo scritto nelle nostre convenzioni umane, invece abbiamo dei doveri che sono scritti col Sangue di Cristo verso Dio, questi li abbiamo e dobbiamo in tutti i modi corrispondere a questi santi doveri, sono i doveri di coloro che sono stati salvati a prezzo carissimo, al prezzo di una vita, della vita del Figlio di Dio, e che adesso in tutti i modi devono corrispondere con amore per amore a questo dono; essere liberati dal demonio, essere liberi nuovamente, riavere la libertà, che cosa c’è di più prezioso!

Ecco di cuore vi auguro una santa giornata e vi auguro di trascorrere questo martedì in compagnia di questi Santi, in compagnia di questo grande amore per il Signore attraverso la Vergine Maria. E la Benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen. 

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

Martedì della VIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

VANGELO (Mc 10,28-31)
Riceverete in questo tempo cento volte tanto insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà.

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».