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L’Eucarestia nella vita del Beato Card. Ildefonso Schuster

Card. Schuster

Nelle domeniche e nelle festività la gente veniva in Duomo per vedere il proprio Arcivescovo e ne rimaneva ammirata per l’atteggiamento che ne rivelava la profonda spiritualità e che si riverberava anche all’esterno

Don Angelo Majo, biografo

Il comportamento angelico con cui trattava l’altare e le cose dell’altare, la concentrazione assorta e pur semplice con cui compiva l’Azione Sacra e toccava l’Eucaristia lasciano intuire come Egli si sentisse al contatto col Signore Gesù Cristo. Quando riceveva il santo Ostensorio per la processione era tale il suo trasporto interiore che anche all’esterno appariva che Egli non portava un oggetto sacro, ma la Persona adorabile del Signore stesso. Distribuiva la S. Comunione sempre inchinato, come già S, Carlo, e grande era la riverenza con cui si faceva intermediario fra il Signore e l’anima. Per questo nelle S. Comunioni generali, tutti, specie le donne, volevano ricevere da lui il Signore. Egli si faceva aiutare da altri sacerdoti, ma questi dovevano presto lasciare che continuasse lui solo.

don Luigi Pessina, postulatore

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